sabato, 7 Dicembre, 2019

Austria, accordo Kurz-Verdi. Trattative non facili

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Ci vorrà un po’ di tempo, ma la linea di tendenza sembra ormai tracciata. Sebastian Kurz leader del Ovp, cancelliere uscente, uscito vincitore dalle elezioni legislative anticipate del 29 settembre cerca di definire un accordo di Governo con i Verdi, anch’essi usciti vincitori dalla prova elettorale. I popolari reduci dalla collaborazione di Governo con l’estrema destra del Fpo entrata in crisi dopo lo scandalo di  corruzione che aveva coinvolto Christian Strache (“Ibiza gate”) compiono una vera e propria giravolta politica e puntano a trovare un’intesa con una forza di sinistra che ha fatto dell’ambientalismo e della lotta alla corruzione i suoi cavalli di battaglia. Nelle cinque settimane che hanno seguito il voto, in realtà si sono susseguite diverse ipotesi per riuscire a dare all’Austria la necessaria governabilità.

L’estrema destra ha tentato di riannodare i fili della collaborazione con i popolari. Strache ha annunciato il suo ritiro dalla politica, cercando di facilitare le trattative, ma Kurz, che era stato costretto alle dimissioni proprio per il disimpegno del Fpo, ha deciso di mutare rotta e di cercare alleanze nuove con un partito , quello dei verdi. premiato dagli elettori. In queste settimane il partito di estrema destra si è più volte dichiarato disponibile a una riedizione della collaborazione abbassando notevolmente il suo peso all’interno dell’esecutivo ma ciò non è bastato a convincere Kurz. D’altra parte i popolari austriaci non hanno pensato di prendere in considerazione la possibilità di ritornare alla “grande coalizione” con i socialdemocratici che non aveva suscitato l’approvazione degli elettori. La leader del Spo Pamela Rendi-Vagner si trova al momento in una situazione di isolamento pronta però a rientrare nel gioco in caso di fallimento delle trattative. Trattative che comunque si preannunciano non facili anche se Werner Kogler, a capo dei Grunden, mantiene un atteggiamento di cautela evitando uscite estremistiche che spesso hanno costituito la politica dei Verdi. Oltre alla economia e alla trasparenza oltre alla lotta contro la corruzione sarà sicuramente il tema dell’immigrazione a costituire il vero banco di prova dell’alleanza tra popolari e verdi. Le precedenti scelte di Kurz di chiudere i confini e di utilizzare l’esercito per combattere la emigrazione clandestina suscitando le preoccupate reazioni anche dell’Italia, non sono certo in linea con la politica dei verdi che ha privilegiato in questo settore la convivenza e la solidarietà.

Da una cosa il nuovo eventuale Governo popolari verdi, che del resto è stato già sperimentato in alcune regioni austriache, sarà sicuramente contrassegnato: una vocazione europeistica che sicuramente mancava al precedente esecutivo. E proprio su un rinnovato e più marcato ruolo dell’Austria nell’Unione Europea si giocherà nei prossimi giorni la possibilità di un rinnovamento politico di Vienna.

Alessandro Perelli

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