giovedì, 19 Settembre, 2019

Austria e Islam, ritorno al passato (102 anni)

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Austria-legge-anti-IslamL’Austria potrebbe rimettere le lancette dell’orologio indietro di 102 anni. Il Governo sta infatti ripensando all’applicazione di una legge del 1912 che disciplina lo status di austriaci musulmani, una condizione che li porrebbe in uno stato di disparità rispetto ai fedeli di altre religioni.
Secondo i termini del progetto di legge, le organizzazioni religiose riconosciute dallo Stato, al momento in Austria sono solo due, dovranno offrire una versione in lingua tedesca della loro dottrina e delle fonti della fede, anche per il libro sacro dei musulmani, il Corano. La legislazione vieta inoltre agli Imam islamici impiegati dagli Stati esteri di lavorare in Austria, e vieta alle organizzazioni musulmane di ottenere finanziamenti dall’estero.
“(Il disegno di legge) rispecchia nella sua connotazione lo spirito dei tempi, che è segnato dal sospetto e dalla diffidenza nei confronti dei musulmani”, ha detto Carla Amina Baghajati, portavoce della Comunità islamica di Fede in Austria (Iggio), aggiungendo che si dice ottimista e pensa che la legge possa essere ancora modificata. La portavoce però ha espresso preoccupazione per la traduzione del Corano: “Se una versione del Corano arriva tradotta allora questo sarebbe in contraddizione con l’auto-concezione dell’Islam”, la versione in arabo del Corano, infatti, è generalmente considerata come la parola di Allah nell’Islam.

Le modifiche alla legge rispondono alle crescenti preoccupazioni riguardanti la notizia che circa 140 austriaci stanno combattendo al fianco di gruppi jihadisti in Iraq e in Siria. Le Forze speciali antiterrorismo dell’Austria hanno anche avvertito ad agosto che Vienna sta “attirando combattenti stranieri provenienti da tutta Europa,” poiché si trova di strada verso il loro cammino per la Siria.

Il Ministro degli Esteri e dell’integrazione, Sebastian Kurz, è stato chiaro sul bisogno di aggiornare la legge sull’Islam: “Se non si dispone di una regolamentazione giuridica ordinata … ciò può sempre portare a dei pericoli. In questo senso si tratta di prevenzione”, ha poi spiegato che per la Sharia, o legge islamica “non c’è posto qui”.

La paura degli austriaci dei gruppi estremisti potrebbe essere la ragione per cui in Austria si assiste al continuo aumento di popolarità per il partito di destra FPÖ. Ad agosto un sondaggio pubblicato da Der Standard ha mostrato che questo partito ha il supporto del 28 per cento, più di ogni altro partito politico.

Ma la paura dei terroristi non è alla base della xenofobia austriaca, pochi giorni fa infatti l’Austria ha valutato la sospensione temporanea dei visti  Schengen e la reintroduzione dei controlli lungo la frontiera con l’Italia per fermare l’esodo di profughi verso nord. Quest’anno sono infatti 4.700 gli stranieri che sono stati fermati in Austria: quasi tutti respinti in Italia, di cui solo 300 hanno chiesto asilo politico in Austria.

Il ministro degli interni Johanna Mikl-Leitner e alcuni governatori non escludono la reintroduzione dei controlli di frontiera al Brennero e a Tarvisio, mentre c’è addirittura chi vorrebbe inviare al confine l’esercito.

Maria Teresa Olivieri

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