venerdì, 27 Novembre, 2020

Austria. Governo e opposizione uniti per l’emergenza pandemica

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Non ha perso tempo il cancelliere Sebastian Kurz dopo l’attentato terroristico jihadista di Vienna del 2 novembre, che ha causato la morte di quattro persone e il ferimento di un’altra ventina. In Austria grandi sono stati lo sconcerto e la riprovazione per quanto accaduto e anche la polemica politica non ha tardato a svilupparsi soprattutto da parte dell’estrema destra proprio da Kurz estromessa dal Governo che invece si è aperto ai Verdi. Kurz ha annunciato una legge contro l’Islam politico, accostandosi e addirittura superando il Presidente francese Emmanuel Macron. La normativa che sarà proposta dal Governo austriaco prevede un’ estensione della possibilità di chiudere luoghi di culto, un registro degli iman, il blocco dei fondi stranieri a sostegno del terrorismo e un ulteriore inasprimento delle leggi sulle associazioni. Un vero salto di qualità nella lotta contro l’estremismo islamico che fa di Vienna, dopo Parigi, la seconda capitale europea a ricorrere, pur nell’ambito dello stato di diritto e della libertà religiosa, a misure straordinarie per tutelare i cittadini. Kurz dopo aver deciso tre giorni di lutto nazionale aveva definito gli attentatori come nemici del modo di vivere e della democrazia degli austriaci e aveva promesso una lotta senza quartiere al terrorismo jihadista. Si nascondeva a Varese il falsario ceceno in combutta con i terroristico islamici responsabili dell’attentato di Vienna e della decapitazione del professore francese. È stato arrestato da agenti dell’antiterrorismo italiano e gli sono stati sequestrati centinaia di documenti falsi con cui riforniva varie cellule di estremisti in Austria e in Francia. La collaborazione tra le forze di polizia ha permesso così di individuare oltre agli autori degli attentati anche i loro complici. L’Austria cerca di uscire dall’incubo di nuove sanguinose imprese degli estremisti islamici che continuano a minacciare con i loro proclami istituzioni e Governo. Una scelta che i popolari di Kurz, vincitori delle ultime elezioni, hanno intrapreso in sostanziale unità anche con l’opposizione socialista che in questo momento privilegia la strada della responsabilità politica piuttosto che quella della propaganda fine a se stessa seguita dalla destra. Responsabilità a maggior ragione portata avanti anche nella difficile congiuntura della pandemia da coronavirus. Gli oltre novemila casi al giorno di contagio, quasi il doppio dell’Italia considerata la popolazione, hanno fatto annunciare, nello scorso weekend, al cancelliere Kurz un lockdown totale fino al sei dicembre con la chiusura delle scuole con la didattica solo a distanza. Sono stati decisi anche test di massa per la popolazione sul tipo di quelli slovacchi che si sono rivelati molto utili per monitorare l’infezione.
È stata anche preclusa agli austriaci la possibilità di recarsi a fare la spesa al di là del confine italiano con notevole danno per le nostre attività commerciali.


Alessandro Perelli

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