domenica, 25 Ottobre, 2020

Authority anti-corruzione e lista delle imprese “virtuose”. Tutte le novità del ddl anti-corruzione

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Il ddl anti-corruzione ha dato il via ad una serie di misure e dettagli che, per quanto siano rimasti in secondo piano, hanno sollevato ulteriori riflessioni. Tra le novità del ddl c’è la nascita di un’Authority con poteri ispettivi e sanzionari incaricata di individuare interventi di prevenzione e contrasto dei fenomeni illeciti. Oltre all’incandidabilità dei condannati con sentenze definitive per reati gravi, l’aumento delle pene per quelli contro la P.A. e la nascita di un’Authority anticorruzione: sono questi alcuni dei temi centrali del ddl approvato ieri dalla Camera con 354 voti favorevoli, 25 voti contrari e ben 102 astenuti, ddl che con i suoi 20 articoli aspetta di passare all’esame del Senato dove si concluderanno ulteriori modifiche.

IORIO (PSI) – «Il ddl anticorruzione, anche se arrivato con molto ritardo, è un’importante risposta politica all’antipolitica di questi ultimi mesi. È evidente che il Parlamento non si è tirato indietro sui temi che interessano i cittadini: trasparenza e legalità. A spingere l’approvazione del ddl è stato il Pd mentre il Pdl oggi ha fatto ostruzionismo. Alfano e Cicchitto farebbero bene ad evitare le polemiche relative all’aumento di pena per reati di corruzione contrari al dovere d’ufficio. Se ci fosse ancora il governo Berlusconi con una propria maggioranza l’italia non avrebbe avuto un ddl come questo che ha garantisce una ventata di innovazione e un principio di legalità sul quale il nostro Paese è spesso indietro, soprattutto dal momento che nel nostro Parlamento, al netto del garantismo proprio anche di noi socialisti, è pieno di personaggi come De Gregorio mentre chi è rinviato dovrebbe essere sospeso da tutti gli incarichi».

AUTHORITY ANTI-CORRUZIONE – Tra le novità votate ieri alla Camera e contenute nel ddl anticorruzione c’è il cambio di veste della Civit, ovvero la Commissione per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche, che diventerà una vera e propria Authority anti-corruzione con poteri ispettivi e sanzionatori, con la mansione di individuare atti illeciti con interventi di prevenzione ma anche di contrasto. Tra le altre innovazioni ci sarebbero anche regole relative alla trasparenza delle amministrazioni, pubbliche o private garantita attraverso la pubblicazione di notizie relative ai procedimenti amministrativi, sul costo di opere e servizi e riguardo al monitoraggio dei tempi. Inoltre ogni istituzione avrà un proprio indirizzo di posta elettronica da utilizzare per la comunicazione con i cittadini. Ad essere resi pubblici saranno anche ruoli, incarichi e retribuzioni dei manager e, per quanto riguarda chi abbia già svolto certi ruoli dirigenziali nella pubblica amministrazione, non potrà coprire posizioni analoghe prima di tre anni con privati che lavorano con P.A.

TUTELA DI CHI DENCUNCIA E “WHITE LIST” – Importante anche il tema della tutela del dipendente che denunci atti illeciti e, al contrario, se dovesse dichiarare il falso sarebbe costretto a risarcire il danno, incorrendo nella sanzione disciplinare che potrebbe arrivare anche al licenziamento. Un’altra novità sarebbe rappresentata dall’affissione, in ogni Prefettura, dell’elenco delle imprese ‘virtuose’, che non risultano a rischio mafia. Ogni modifica dell’assetto societario di tali imprese dovrà essere comunicata entro 30 giorni, pena la cancellazione dalla lista. Inoltre entro 60 giorni dall’entrata in vigore del ddl, il Governo si impegnerà nel varare un decreto sul certificato antimafia.

ARBITRATI E MAGISTRATI – Si è tornati anche sulla questione arbitrati per i quali servirà un’autorizzazione ben motivata dell’amministrazione e a rappresentarla sarà preferibilmente un dirigente della P.A. o uno dei consulenti e tali limiti varranno anche per le società a partecipazione pubblica o aventi capitale pubblico mentre non verranno presi in considerazione i magistrati. Per questi ultimi è stato fissato un tetto massimo di dieci anni complessivi, e non esecutivi, per assumere doppi incarichi senza deroghe, dovendo mantenere la retribuzione dell’amministrazione di provenienze. Non è passata invece l’eccezione che il ministro Severino aveva chiesto per i fuori ruolo presso Camere, Quirinale, Consulta e Csm.

INCANDIDABILITA’ E INFLUENZE ILLECITE – Per quanto riguarda i condannati verranno esclusi, oltre che dalla possibilità di essere candidabili, anche alla partecipazione ad appalti con la Pubblica Amministrazione, si parla di condannati per corruzione, mafia e anche concussione per induzione: proprio quest’ultima condizione è stata aggiunta ieri mattina con un emendamento proposto dal Pd. Per quanto riguarda il traffico di influenze illecite e corruzione tra privati il primo è punito con il carcere da 1 a 3 anni per chi sfrutta le proprie relazioni con il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio per farsi dare o promettere denaro o altro vantaggio patrimoniale come prezzo della sua mediazione illecita o per remunerare il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. Stessa pena si applica a chi da’ o promette denaro o altro vantaggio.

Vittoria de Petra

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1 commento

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    Vincenzo Arlia on

    Confesso la mia ignoranza sul decreto per combattere la corruzione, ma da una superficiale lettura, non c’è nessuna indicazione su chi designerà i membri che compongono l’Autority.
    Se come è molto probabile saranno i partiti a nominarli, questa legge sarebbe una grande bufala che prende in giro ancora una volta i cittadini.
    La mia diffidenza non è infondata, basta vedere i banchieri che controllano loro stessi.

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