sabato, 17 Agosto, 2019

Automobili. La Fca
parlerà portoghese

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Il presidente del Brasile, Dilma Rousseff e Sergio Marchionne, ad di Fca

Il presidente del Brasile, Dilma Rousseff e Sergio Marchionne, ad di Fca

La Fiat-Chrysler Automobiles ha investito 2,2 miliardi di euro nello Stato di Pernambuco, a Goiana, in Brasile. Il nuovo stabilimento industriale Jeep sito nel nord-est del Paese ud americano darà lavoro a più di 9 mila persone. La cerimonia di apertura si è svolta ieri alla presenza della presidente della Repubblica brasiliana, Dilma Rousseff, del governatore del Pernambuco, Paulo Camara, e dei vertici di Fca, John Elkann e Sergio Marchionne.

Il comunicato ufficiale di Fca sottolinea che: “si tratta della prima fabbrica globale di Fca; la prima a essere progettata e costruita da un team interculturale che si è potuto avvalere, fin dal primo giorno, delle maggiori pratiche sviluppate dal gruppo in ognuna delle aree operative”. E la presidente Rousseff ha aggiunto: “consideriamo la Fiat un’azienda gialloverde”. Così la più nota e conosciuta casa automobilistica italiana al mondo si è delocalizzata anche in Sud America. Il nuovo complesso industriale impiegherà 3.300 addetti nella fabbrica Jeep, 4900 impiegati presso i fornitori e circa 850 persone nei servizi, tra cui marketing e comunicazione.

I lavori di costruzione, iniziati due anni e mezzo fa, sono terminati e l’impianto è già stato dotato di 700 robot (650 per le operazioni di lastratura, 40 per la verniciatura e 10 per il montaggio). La nuova fabbrica si estende su un’area di 260mila metri quadrati e ha una capacità produttiva di 250mila veicoli all’anno. In particolare, il fiore all’occhiello Fca in Brasile produrrà fino a tre modelli differenti, tra cui la nuova Jeep Renegade. Grande soddisfazione da parte dell’azienda torinese e della politica brasiliana. Infatti, gli operai e gli addetti ai lavoro saranno i cittadini brasiliani.

La Fca ha quindi recepito gli indirizzi economici dell’ultimo ventennio: delocalizzare e produrre all’estero, dove la manodopera è a buon mercato e i profitti per i manager sono più cospicui. Il Brasile occupa la 79a posizione nella classifica mondiale dell’Indice di Sviluppo Umano, cioè l’incremento dei tassi di aspettativa di vita, istruzione e reddito nazionale pro-capite. Esso è uno strumento per quantificare gli standard di benessere di un paese. Chi comprerà veicoli con il marchio Fca-Jeep deve sapere che sta acquistando un mezzo prodotto da lavoratori con il basso indice di protezione, previdenza e assistenza sociale al mondo. Lo stipendio medio di un operaio addetto al montaggio in Brasile è di 2.313 réal, pari cioè a circa 700 euro. L’orario di lavoro varia dalle 8 alle 11 ore giornaliere, e la legislazione sugli infortuni sul lavoro è antiquata. Marchionne e la Fca hanno proprio riscoperto l’America.

Manuele Franzoso

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