domenica, 25 Ottobre, 2020

Autostrade, il governo ci ripensa e tenta la mediazione

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Al termine di un’altra giornata convulsa sul dossier Autostrade per l’Italia, dopo la conferma della propria posizione da parte di Atlantia e Aspi nei Cda di ieri. Infatti, poco prima del Cdm si è svolto un vertice ristretto tra il premier Giuseppe Conte, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
Non è un ultimatum ma un tentativo di mediazione per tornare all’intesa del 14 luglio. Entro 10 giorni sarà convocato un nuovo Cdm per assumere determinazioni sulla base delle mutate condizioni da parte di Atlantia rispetto all’intesa di luglio. In quell’occasione o saranno registrati progressi oppure si procederà con la revoca. Il governo si dice ‘irritato’ e respinge le argomentazioni portate avanti negli ultimi giorni dalle società del gruppo Benetton al quale, a questo punto, torna la palla.

Poco prima del Cdm fonti Atlantia facevano appello ‘all’equilibrio’ e alla ‘capacità di mediazione’ del premier Conte.
Da alcune fonti del gruppo Atlantia si apprende: “Non si capiscono le motivazioni di una eventuale revoca, che provocherebbe un default sistemico gravissimo, esteso a tutto il mercato europeo, per oltre 16,5 miliardi di euro, oltre al blocco degli investimenti. Verrebbero così messi a serio rischio 7.000 posti di lavoro. Bisogna assolutamente evitare questo scenario nefasto, vista la totale accettazione di tutte le clausole volute dall’esecutivo”.

Le stesse fonti hanno aggiunto: “Siamo impegnati affinché possa essere trovata una soluzione equa, ragionevole, di mercato. Ogni richiesta pervenuta dal Governo, proseguono le fonti, nell’ambito delle negoziazioni avviate da luglio 2019, è stata integralmente accettata da Autostrade per l’Italia e Atlantia. È stato anche accettato di cedere il controllo di Aspi. Il Governo ha dunque ottenuto tutto quanto richiesto”.
Ad irritarsi tuttavia non è stato solo il Governo. Le affermazioni di ieri dei cda di Atlantia e Aspi hanno provocato la reazione del comitato delle vittime del Ponte Morandi.
Egle Possetti, portavoce del comitato ‘Ricordo vittime ponte Morandi’, intervenendo intervenendo sulla trattativa Atlantia.Cdp, ha scritto: “Leggiamo stamattina le determinazioni da parte di Atlantia che non aderisce completamente alle richieste del governo ed alla manleva legale per Cdp, dal nostro punto di vista questo è molto grave, questa società dovrebbe mettersi in ginocchio e cospargersi il capo di cenere, siamo scandalizzati da tanta arroganza. Siamo anche molto amareggiati che tanti italiani non comprendano la portata di questo gesto che ha il significato di schiacciare con un piede tutte le nostre teste di cittadini, è una vergogna”.

Non si riesce a comprendere per quali motivi il governo non debba far rispettare l’accordo del 14 luglio anche se si tratta di un accordo criticabile. Nel caso Atlantia emerge l’incapacità del Governo a far rispettare gli accordi già sottoscritti ed anche l’incapacità a fare dei buoni accordi con i privati. Per il Ponte Morandi sta pagando, comunque, l’intera collettività senza fare nessuna giustizia verso i responsabili.

 

Salvatore Rondello

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