sabato, 15 Agosto, 2020

MANETTARI

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Il Movimento Cinque Stelle sogna la democrazia diretta, talmente tanto che punta a togliere ogni forma di intermediazione tra cittadini e Stato. Oggi però la terza carica dello Stato, tra l’altro uno dei pochi deputati M5S ad essere apprezzato dall’Opposizione, si è reso protagonista di una bagarre.
Il Partito democratico, infatti, ha abbandonato l’Aula dopo che il pentastellato Giuseppe D’Ambrosio non è stato sanzionato da Roberto Fico, con l’espulsione, per essersi rivolto all’esponente del Pd, Gennaro Migliore, mimando il gesto delle manette, anzi nel momento in cui i deputati dem hanno iniziato ad abbandonare i banchi, il presidente della Camera ha risposto con un “arrivederci”. Ed è stato in quei momenti che sarebbe iniziata la bagarre, con il lancio di alcuni fogli contro il presidente dell’Assemblea (che ha sospeso la seduta).
“Chiedo scusa per aver risposto. Mi sono lasciato andare. Chiedo scusa, senza problemi, di un mio errore. Da questa presidenza ci si sono sempre scuse quando sbaglia”, prova a scusarsi Fico. L’esame del ddl sul Referendum propositivo riprenderà martedì alle 14, mentre domani alle 9,30 ci saranno le interpellanze.
Si discuteva in quel momento di una delle proposte tanto care al Movimento che l’alleato di Governo, la Lega, in cambio è disposto a cedere.
I pentastellati hanno presentato un disegno di legge per modificare l’articolo 71 della costituzione e introdurre il referendum propositivo. Il Movimento 5 stelle non ha intenzione di porre nessun quorum per la validità di questo istituto. Contraria la Lega che, anche se ha presentato alcun emendamento al ddl, un quorum invece lo vorrebbe.
Ddl Fraccaro che mira a introdurre nel nostro ordinamento il referendum propositivo prevede che la proposta di legge può essere sottoposta al giudizio degli elettori previa raccolta di 500mila firme, e se nel frattempo il Parlamento legifera nella stessa direzione la scelta se rinunciare al referendum è lasciata al comitato referendario. Nel caso in cui si decida di andare avanti saranno gli elettori stessi a scegliere tra i due testi, quello del comitato referendario e la legge approvata dal Parlamento. Un aspetto critico emerso dalla audizioni e dal dibattito parlamentare di queste ore è la limitazione delle materie e il fatto che siano ammessi referendum sulle leggi di spesa, purché siano indicate le coperture, e sulle leggi penali. “La discussione – aveva fatto sapere in passato il capogruppo democratico in commissione Gennaro Migliore – ci porta a una netta contrarietà rispetto al testo. L’unica modifica positiva è l’emendamento del nostro Ceccanti, che ha introdotto il quorum, un passo avanti che però è per noi insufficiente”.
Resta comunque grave l’atteggiamento dei pentastellati, così come riferisce il deputato Dem Enrico Borghi: “È intollerabile che il deputato D’Ambrosio si rivolga al deputato Migliore mimando il gesto delle manette”.

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