sabato, 4 Luglio, 2020

Balcani, gli Usa intercedono per l’indipendenza del Kosovo

0

Nel puzzle dei Balcani i pezzi più difficili da sistemare sono sicuramente quelli che riguardano Kosovo e Serbia. Da mercoledì vi sono concrete speranze per una soluzione al problema principale e cioè quello dell’indipendenza del Kosovo. Il Parlamento di Pristina ha dato il via libera infatti al nuovo Governo di Avdullah Hoti con un ampia maggioranza ( 61 a favore su 84 presenti). La lunga crisi di tre mesi aperta dopo la sfiducia a Albin Kurti, esponente di Audeterminazione, partito vincitore delle elezioni, si è chiusa con la costituzione di un Governo che oltre la Ldk, Lega democratica del Kosovo, a cui appartiene lo stesso Hoti, economista di 44 anni, contiene anche l Alleanza per il futuro del Kosovo dell’ ex Premier Haradinaj, tutti e due partiti di centrodestra, ma anche Nisma (Iniziativa socialdemocratica) e dato estremamente significativo la Srpska Lista, forza politica che raggruppa la minoranza serba in Kosovo. Il tutto e’ avvenuto tra le proteste di Audeterminazione che ha ritenuto illegittimo l’incarico a Hoti in quanto doveva essere affidato al partito più forte. Ma la tattica di Kurti di puntare alle elezioni anticipate non fornendo al Presidente della Repubblica Hashim Thaci il nome di un altro candidato non ha pagato. Thaci infatti interpretando la Costituzione e sostenendo che in Kosovo le maggioranze di un Governo si possono formare in Parlamento ha incaricato Avdullah Hoti che ha poi formato il Governo approvato dal Parlamento di Pristina. Nella gestione della vicenda politica un peso determinate lo ha giocato Donald Trump, che ufficialmente parla di disimpegno Usa nei Balcani, ma in realtà cerca di rafforzare i legami strategici con questi territori per contrastare l’influenza russa. Non si può spiegare in altro modo il fatto che nello scorso febbraio il Presidente serbo Vucic e il Presidente kosovaro Thaci sono stati convocati a Washington dall’inviato di Trump Grenell per individuare una linea di convivenza pacifica che permettesse di riprendere il dialogo. Linea subito smentita dall’allora Premier Kurdi con la decisione di mantenere i dazi doganali tra i due Stati la cui eliminazione faceva parte degli accordi presi a Washington. Di qui la reazione americana che aveva portato alla crisi del Governo di Kurdi. Ora si aprono nuovi spiragli. La prima dichiarazione del nuovo Premier Hoti ha riguardato la ripresa del dialogo con Belgrado. Da parte sua la Serbia si sta preparando alle elezioni politiche del 21 giugno che dovrebbero, secondo tutti i sondaggi, premiare l’alleanza di Governo tra il Partito progressista serbo di Vucic e i socialisti di Ivica Dacic.
Dopo inizieranno le vere trattative ma è già significativa la recente dichiarazione del Ministro degli Esteri Dacic che con l’Amministrazione Trump si è aperto un clima più positivo per risolvere la questione Kosovo.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply