giovedì, 5 Dicembre, 2019

Ballottaggio: a vincere è ancora lo sciopero del voto. A Roma cala l’affluenza del 5%

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Comunali Ballottaggio

Anche nella prima giornata del secondo turno delle elezioni amministrative l’astensionismo è stato il protagonista indiscusso. E senza dubbio, considerato l’andamento generale caratterizzato da numerosi segni negativi davanti alle percentuali di affluenza. Ieri e oggi i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il turno di ballottaggio in sessantasette Comuni in cui non è stato ancora proclamato il sindaco durante la tornata elettorale di due settimane fa. Tredici Regioni, di cui undici capoluoghi di provincia: Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Iglesias, Imperia, Lodi, Roma, Siena, Treviso e Viterbo. Alla chiusura dei seggi alle ore 22, ultima rilevazione della giornata, a votare è andato il 33.8%, in contrazione di otto punti rispetto al 42.38% del primo turno. Sarà possibile votare anche nella giornata di oggi, dalle ore 7 alle 15.

IL CORPO ELETTORALE E IL CALO DELL’AFFLUENZA Il ballottaggio di ieri e oggi interessa un corpo elettorale di 4.485.637 elettori, di cui 2.128.464 maschi e 2.357.173 femmine, mentre le sezioni elettorali sono 5.074. Sul fronte dell’affluenza, il peggior risultato lo ha conseguito Ancona con una contrazione di 13 punti percentuali rispetto a due settimane fa. Anche Barletta ha registrato una forte flessione dei votanti, così come Viterbo (oltre 12 punti in meno) e Imperia (-11 punti).

LA CORSA AL CAMPIDOGLIONonostante l’appello dei due sfidanti nella corsa al Campidoglio, Ignazio Marino e Gianni Alemanno – che più volte hanno lanciato l’invito ad andare a votare – la città di Roma ha registrato un brusco calo dell’affluenza: secondo l’ultima rilevazione di ieri sera alle 22, infatti, a Roma ha votato il 32.30% dei cittadini rispetto al 37,69% del primo turno, una flessione del 5.39%. Nella Capitale la sfida in corso è tra il sindaco uscente, Gianni Alemanno, candidato dal centrodestra (sostenuto da Pdl, La Destra, Fratelli d’Italia e una lista civica) e  Ignazio Marino, medico candidato del centrosinistra (appoggiato da Pd, Verdi, Sel, Psi, Centro democratico e una lista civica). Al primo turno dello scorso 26-27 maggio, la preferenza dei cittadini romani nei confronti di Marino si era attestata al 42,6% contro il 30,2% di voti ad Alemanno, un vantaggio di oltre 12 punti percentuali dal suo sfidante.

MARONI, PERDITA DI FIDUCIA NEI PARTITI, MA IL POLITOLOGO SMENTISCE – E sul calo di affluenza è intervenuto il segretario di uno di quei partiti che più ha accusato il contraccolpo, la Lega. Roberto Maroni, infatti, a margine dell’assemblea di Assolombarda, ha fatto sapere che, secondo la sua analisi, il calo dell’affluenza nel secondo turno delle elezioni amministrative sarebbe il segno della perdita di fiducia dei partiti. «E’ la reazione ai partiti che hanno perso fiducia e credibilità. E’ un dato molto serio su cui riflettere perché ne va della rappresentanza democratica. I partiti devono fare uno sforzo immenso per rinnovarsi e rinnovare l’offerta politica recuperando credibilità». Ma, la lettura di Maroni viene smentita dal politologo Roberto D’Alimonte, intervistato dal Corriere della Sera, secondo cui uno dei fattori del calo potrebbe essere anche il progressivo assottigliamento del “voto clientelare”, anche ai ballottaggi. «La democrazia non deve essere messa in discussione per questo calo di votanti», afferma D’Alimonte che sottolinea coem «un alto livello di partecipazione non è necessariamente una cosa buona. E viceversa, un basso livello di elettori che infilano le schede nelle urne non è qualcosa di deprecabile».

COLPA DELLA CRISI?  – Per Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing il crollo dell’affluenza al voto è da inserire in una flessione non legata al momento storico anche se «il dato anomalo nella Capitale è stata la disaffezione registrata al primo turno, quando l’affluenza è crollata del 20% a fronte di una media nazionale del 10%». «I dati ci dicono che amministratori e sindaci stanno perdendo peso per via della crisi. Non avendo soldi non possono fare opere e migliorare i servizi, il che comporta che dopo la stagione dei grandi sindaci degli anni Novanta ora i primi cittadini perdono importanza nella percezione degli elettori». Per il sociologo Piergiorgio Corbetta «in Italia il declino ormai è cosa seria» e la «la caduta è continua». Un «allarme», dice, che «i politici e non solo loro continuano a ignorare».

NAPOLITANO, ASPETTIAMO DATO DEFINITIVO PRIMA DI TRARRE CONCLUSIONI – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la signora Clio hanno votato a Roma nel seggio di via Painsperna a per il ballottaggio per il Campidoglio, nella tarda mattinata di oggi, non appena fatto rientro in treno da Bologna. «Bisogna aspettare il dato definitivo, non essere semplicisti in questo caso», ha risposto Napolitano all’uscita dal seggio in riferimento all’astensionismo.

Silvia Sequi

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