venerdì, 14 Agosto, 2020

Bambini siriani: dalla tragedia all’emergenza umanitaria

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Dall’inizio della guerra interna nel territorio siriano la qualità di vita e poi la morte dei bambini siriani ha attraversato un escalation di dimensioni impreviste ed incommensurabilmente tragiche. Inizialmente i bambini venivano feriti e uccisi in maniera casuale ovvero erano vittime della guerra di strada e degli attentati che accadevano. Gradualmente però l’attenzione di chi vuol tenere sotto il tallone della dittatura i cittadini si è rivolta più miratamente verso i bambini stessi usando il più vile dei ricatti: chiedere la resa per evitare che i bambini venissero uccisi. Da allora migliaia di bambini sono morti per attentati, cecchinaggio e bombardamenti frutto di una scellerata strategia mirata. Sempre più spesso si è assistito ad attentati con bombe nelle scuole, negli improvvisati campetti di calcio o alle file per il pane.

Accanto a questo un’azione assai più subdola: distruggere prima i reparti pediatrici, poi gli ospedali da campo uccidendo addirittura i medici per evitare che i bambini venissero curati in caso di malattie o di incidenti. Con questa azione estremamente cinica non si colpiscono solo le vittime per l’azione di guerra in sé ma anche tutti quei bambini feriti o ammalati per motivi naturali destinati a morire per mancanza di cure.

E’ un numero di piccole vittime che non conosce ancora statistiche. Se quello che abbiamo descritto costituisce una tragedia di proporzioni enormi ed inaccettabile  è anche per i troppi silenzi che la circondano. Infatti escluso il nostro partito, il PSI, e qualche voce isolata, soltanto l’UNICEF sostiene sin dall’inizio una campagna di informazione e di interventi che sarebbe opportuno trovasse anche nel nostro paese un’attenzione ben maggiore dei politici e dei media.

La situazione attuale sta cambiando in maniera rapidissima diventando emergenza umanitaria. Per vari motivi coincidenti, tutti i bambini siriani rischiano la propria vita. In questo momento la denutrizione generalizzata, i traumi psicologici che i bambini stanno vivendo, la mancanza di cure mediche per i motivi sopra detti, rendono questa fascia di popolazione estremamente vulnerabile. Dobbiamo poi tener presente  che a questi bambini sono stati imposti oltre che continue immagini di violenze e lutti, lo sradicamento totale dalle proprie abitudini precedenti; vivono in un costante stato di stress fatto di paura, noia, dolore, senso di precarietà, mancanza di gioco e sogni. Se tutto quello che abbiamo detto li rende vulnerabili si aggiunge a ciò una nuova ma prevedibile variabile : “arriva il Generale Inverno” e su questi bambini fragilissimi il freddo può avere un’azione devastante e dirompente. Alla vulnerabilità biopsichica si aggiungono due variabili mortali: tutti i bambini hanno ancora vestiti estivi e le tende da campo sono inadeguate per affrontare il freddo, inoltre migliaia di loro non sono stati vaccinati, per cui non solo rischiano di morire di polio ma anche a causa di semplici influenze, bronchiti o polmoniti.

E’ ora che la Comunità Internazionale si svegli e crei le condizioni di pace, ma in attesa di questa, di creare delle self area o dei corridoi protetti che permettano a medici, infermieri, psicologi di intervenire portando con sé anche dosi massicce di farmaci (sopratutto vaccini ed antibiotici), indumenti invernali e coperte oltre che tende idonee. Non si può pensare che per scarsi interessi economici di lobby internazionali si permetta che i bambini già decimati a causa di questa guerra, muoiano anche di freddo . E’ indispensabile una mobilitazione immediata che parta anche dal nostro Paese. E’ insopportabile che ci si concentri sullo spread o al chi sale e chi scende nell’hit parade della politica italiana e non si colga il grido di dolore di questa generazione di innocenti che rischia di uscire dalla scena della vita prima ancora di aver iniziato a farne parte.

A volte la diplomazia ed i partiti come è giusto, si attivano e mobilitano i media per una singola persona da salvare, ma sorge il dubbio che qualche volta questo serva principalmente a farsi pubblicità con uno sforzo minimo. Mobilitarsi per decine di migliaia di bambini e difendere la loro vita è invece molto più complesso, difficile e anche scomodo. Ma questa sfida deve essere accettata…ORA E SUBITO!!

Questi bambini dai sogni infranti ci chiedono nei loro silenzi di essere concreti e di fare in modo che un domani non diciamo: ”Scusateci ma eravamo distratti da altre cose”.

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