venerdì, 19 Luglio, 2019

Bankitalia, Uif: aumenta sospetto riciclaggio al Nord Italia

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L’Italia rappresenta ancora un caso unico per quanto riguarda gli illeciti finanziari, è quanto emerge nel nuovo rapporto presentato da Uif, l’unità di informazione finanziaria istituita presso la Banca d’Italia, ma autonoma. “In Italia il rischio di riciclaggio, secondo il recente aggiornamento dell’analisi condotta dal Comitato di Sicurezza Finanziaria (National Risk Assessment), continua a essere molto significativo”, soprattutto nella gestione pubblica delle risorse, anche se “sono stati rilevati progressi in alcuni ambiti che la precedente valutazione, condotta nel 2014, segnalava come problematici; emergono tuttavia nuove minacce da fronteggiare con idonee strategie di mitigazione e contrasto”.
Così esordisce il direttore della Uif Claudio Clemente presentando la relazione annuale dove rileva che l’istituto ha ricevuto 98.030 operazioni sospette di riciclaggio, corruzione o finanziamento di terrorismo, con un aumento del 4,5% rispetto al 2017.
L’Istituto inoltre rileva come nel 2018, anche per contribuire “all’aggiornamento della valutazione nazionale dei rischi di riciclaggio, ha curato uno studio sull’utilizzo del contante che ha consentito di definire nuovi indicatori territoriali di anomalia basati sul ricorso a tale strumento non spiegato da determinanti strutturali e quindi potenzialmente sintomatico di condotte illecite”. Da questo “i risultati che si fondano su uno sviluppo del modello di analisi elaborato nel 2014 che, con l’impiego di una nuova metodologia econometrica, tiene conto dell’operatività svolta attraverso i singoli
intermediari finanziari all’interno di ciascun comune italiano, fornendo così un più elevato grado di dettaglio dei dati. Ne è risultata una mappa ben diversa da quella basata sulla sola intensità dell’uso del contante, tipicamente più alta nel Meridione. Al contrario, i risultati del modello mostrano che gli utilizzi inattesi e anomali di contante si concentrano nelle aree del Centro-Nord le cui economie offrono maggiori opportunità per l’infiltrazione di capitali illeciti”.
Molto importante è stato anche rilevare i finanziamenti illeciti che riguardano il terrorismo. Se da un lato si è notevolmente ridimensionato il sedicente Stato Islamico, dall’altro non è affatto diminuito il pericolo del Daesh per il nostro Paese. E molto è stato fatto grazie alla collaborazione di organismi e istituzioni Oltralpe, anche se “permangono carenze nella partecipazione al sistema da parte di alcune categorie di operatori e nella collaborazione offerta da non pochi paesi esteri”.
Infine il direttore ha ricordato l’apporto e il contributo tra i vari organismi quali come l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli e la DNA e si augurato una più stretta collaborazione del settore privato. “Proprio pochi giorni
fa – dice Clemente – il Capo dello Stato, ricordando Giorgio Ambrosoli, ha sottolineato come la sua figura rappresenti un ‘riferimento per tanti nostri concittadini, tanti, che agiscono seguendo la coscienza, il senso del dovere e un’alta tensione morale. Ritrarsi dalle proprie responsabilità, fingere di non vedere non è un comportamento neutrale.
Al contrario costituisce un obiettivo e concreto aiuto alla illegalità e a chi la coltiva’.
Siamo convinti che il sistema antiriciclaggio debba rappresentare l’evidenza concreta della moltitudine dei cittadini che non hanno fatto finta di non vedere. Come UIF, nei confronti di questi cittadini siamo debitori di ogni sforzo perché la loro fiducia nello Stato non sia tradita ma porti ai più tangibili risultati”.

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