mercoledì, 11 Dicembre, 2019

Barbagallo: “Lavoro e sviluppo fondamentali per il Paese”

0

Almeno un paio di importanti risultati, “FuturoalLavoro” la manifestazione organizzata il 9 febbraio scorso da Cgil, Cisl e Uil a Roma, in piazza san Giovanni in Laterano, li ha sicuramente ottenuti: da anni la Triplice non organizzava una manifestazione unitaria; la straripante partecipazione che piazza san Giovanni non è riuscita a contenere, e la presenza di Confindustria. Sui motivi e sui risultati di questa manifestazione abbiamo intervistato Carmelo Barbagallo, segretario confederale Uil.

Sindacati confederali, Confindustria e una marea di gente per una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni. Tutti insieme appassionatamente preoccupati per come il governo penta legista sta affrontando il presente e le sfide per costruire il futuro?
«Direi, soprattutto, una marea di lavoratori, pensionati e giovani che sono scesi in piazza così numerosi come non capitava da molti anni. La “storica” San Giovanni era gremita al punto tale da impedire l’accesso a tutti gli altri partecipanti che riempivano le due principali strade attigue. Una manifestazione gioiosa, democratica e di impegno che non è stata “contro”, bensì “per”, e cioè a sostegno della nostra piattaforma unitaria. Queste rivendicazioni sono condivise dalla nostra base: già nelle assemblee fatte nei territori e nei luoghi di lavoro c’era stata una condivisione unitaria e pressoché unanime. A questo punto, il Governo dovrebbe tenerne conto: non sia autoreferenziale, ascolti questa gente e cerchi di trovare le soluzioni insieme alle parti sociali».

 “FuturoalLavoro” ha richiamato una marea di persone: uomini, donne, lavoratori, disoccupati, giovani, anziani, studenti, lavoratori, pensionati. E’ ritornata, quindi, la voglia di partecipare, di dire la propria in prima persona sui problemi del Paese?
«Esatto, è proprio così: c’è grande voglia di partecipare alla rinascita del Paese. Noi puntiamo alla valorizzazione del lavoro e allo sviluppo. Lavoratori, pensionati e giovani stanno sostenendo questo nostro impegno. Hanno compreso che, al di là del partito per cui votano, possono e devono essere protagonisti del proprio futuro, soprattutto quando questo fa rima con “lavoro”, dando forza alle proposte che possono migliorare o anche modificare le scelte dei Governi e le leggi in corso di approvazione».

 Quali sono le priorità della Uil, e degli altri sindacati confederali, per il “FuturoalLavoro” dell’Italia?
«Parliamo, innanzitutto, di investimenti pubblici e privati in infrastrutture materiali e immateriali: sono la condizione imprescindibile per creare lavoro vero e strutturale. In questi anni, il settore dell’edilizia ha perso oltre 700mila posti di lavoro, con ripercussioni negative anche per altri comparti. Ebbene, si deve partire, subito, dall’attivazione delle risorse che sono già state stanziate, ma non ancora utilizzate, per creare 400mila posti di lavoro. Cosa si aspetta? Noi siamo favorevoli alla realizzazione di tutte le grandi opere per la crescita del Paese: la politica dei “no” o il disquisire sul rapporto costi/benefici, non serve a nessuno. Se non si rimette in moto l’economia, se si resta fermi, i costi in termini occupazionali e sociali saranno altissimi».

E poi?
«Un altro capitolo fondamentale è quello relativo alla riforma fiscale. Nel nostro Paese, secondo le stime di Confindustria, l’evasione fiscale ammonterebbe a 111 miliardi. Peraltro, il livello delle tasse pagate dai lavoratori dipendenti è più alto della media europea, mentre i pensionati italiani pagano il doppio di quanto, mediamente, versano i pensionati europei. È urgentissimo, dunque, mettere mano a una riforma fiscale più equa ed economicamente più efficiente. Bisogna, inoltre, affrontare la questione del Mezzogiorno, che deve essere messo nella condizione di contribuire al rilancio del Paese, e occorre proseguire nell’azione di modifica della legge Fornero, insediando le due commissioni per la separazione della previdenza dall’assistenza e per l’individuazione degli altri lavori gravosi. Ci sono, infine, la vicenda dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego e altri capitoli ancora, altrettanto importanti e ben evidenziati nella nostra piattaforma. Al Governo, dunque, chiediamo di convocarci e di attivare i tavoli per trovare, insieme, le soluzioni ai problemi ancora aperti, così da avviare un percorso per la crescita e lo sviluppo».

 Quali saranno le prossime battaglie del sindacato e come le imposterete?
«Vediamo cosa risponderà il Governo e, poi, faremo una valutazione complessiva. Intanto, ci sono alcune categorie che hanno già avviato una mobilitazione su questioni specifiche. Penso, in particolare, ancora una volta, agli edili che hanno proclamato uno sciopero generale del settore per il prossimo 15 marzo: le Confederazioni saranno sicuramente al loro fianco. Restano in piedi, infine, una serie di vertenze e di trattative che devono essere definite, e mi riferisco, ad esempio, all’Alitalia, per rilanciare l’occupazione e ridare slancio a progetti industriali e produttivi necessari per lo sviluppo del Paese».

Un’ultima domanda, prima di chiudere. Argomento Consob e Bankitalia. Quella del governo è un’invasione di campo, è un “prendiamoci tutto o il più possibile prima che sia troppo tardi”?
«Non entro su questo terreno politico: io faccio il sindacalista e mi devo occupare delle cose di cui abbiamo parlato sino ad ora. In via di principio, tuttavia, ritengo che sul fonte finanziario siano stati commessi degli errori: a subire le conseguenze sono stati i cittadini e, dunque, anche i lavoratori e i pensionati. Non credo che sia possibile attribuire una responsabilità generalizzata o collettiva, ma non vi è dubbio che chi ha sbagliato debba assumersi le proprie responsabilità e trarne le conseguenze».

 Antonio Salvatore Sassu

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply