mercoledì, 30 Settembre, 2020

Basilicata, un’altra soddisfacente sconfitta?

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Anche la Basilicata é passata al centro-destra, dopo Molise, Abruzzo, Sardegna, dopo i capoluoghi che sono andati al ballottaggio anche in Toscana ed Emilia, con scarsissime eccezioni. Salvini e la Lega fanno la parte dei padroni, si dimezzano, anche più, i Cinque stelle, il centro-sinistra accetta di andare in minoranza con una certa soddisfazione solo perché recupera qualche punto sul dato delle politiche.

Di fatto il centro-destra sottrae al centro-sinistra quattro regioni su quattro e si attende con trepidazione il risultato delle elezioni in Piemonte che si svolgeranno a maggio. E a maggio oltre alle europee si terranno le elezioni comunali in una larga parte di regioni italiane. Poi a novembre ancora elezioni regionali, in Emilia-Romagna e in Calabria. Vedremo il bilancio finale. Quel che preoccupa e dovrebbe preoccupare innanzitutto il Pd é che, per ora, i risultati sono stati tutti omogenei. Solo soddisfacenti sconfitte.

Quando un partito si accontenta di perdere é destinato a non vincere più. Se anzichè andare alla radice delle sconfitte per preparare una rivincita ci si accontenta di non essere spariti, di perdere con onore, di intravedere i margini di un’impossibile rimonta, si compie un errore fatale. Certo i dati della Basilicata erano prevedibili dopo la vicenda Pittella, come erano prevedibili i risultati in Sardegna, dove le agitazioni dei pastori configuravano un caso particolare, ma in tutte le elezioni continua a dominare il fattore S, con il tema sicurezza in primo piano. Partire magari da questo per dare risposte più in linea con le attese, meno ideologiche, come del resto aveva cominciato a fare Minniti, non sarebbe male. Come non sarebbe male comprendere che dopo il disastro del 4 marzo non servono aspirine, ma un’operazione coraggiosa che porti alla nascita di un nuovo soggetto politico. Zingaretti non si accontenti di perdere.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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