martedì, 29 Settembre, 2020

Benedetto Ligorio (candidato regionali Puglia): “Ripartiamo dalla tradizione socialista”

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Parliamo del partito. Qual è lo stato di salute e come il PSI si sta preparando per affrontare questo importante appuntamento?

La Puglia è terra di antica tradizione socialista. Si tratta di un socialismo peculiare, caratteristico del Mezzogiorno d’Italia e delle aree montane alpine che affonda le proprie radici nobili nei movimenti per la riforma agraria e dalle istanze riorganizzazione dell’assetto fondiario degli inizi del secolo scorso. Un socialismo di tradizione contadina e rurale che ha vissuto fasi di forte ibridazione con le realtà operaistiche e di rappresenta sociale.
Dopo la diaspora degli anni ’90 oggi la realtà socialista si presenta in fase di ricostituzione e rinnovamento generazionale e affronta la sfida di guardare al futuro in forme inedite. Sebbene il radicamento territoriale sia alla fase embrionale, la proposta di combinare l’esperienza socialista e democratica a quelle della sinistra di modello laburista e delle istanze di una nuova sensibilità ambientale, può costituire un investimento sul futuro. Puntiamo a combinare le strutture tradizionali con il lavoro di costruzione di reti tematiche interterritoriali con le quali drenare sostegno al progetto europeo dell’alleanza democratico-socialista che guarda a sinistra e all’ambiente con un pragmatismo che tuteli imprese, lavoratori e interesse nazionale.

 

Quali le priorità della regione e di conseguenza i punti principali del programma dei socialisti?

Combineremo pensiero e azione nella migliore tradizione socialista. Occorrono risposte concrete, che possiamo offrire a partire dalla solidità della nostra elaborazione e della nostra storia che affonda le sue radici nel 1882
Sviluppo: i finanziamenti europei in arrivo per l’Italia vanno gestiti in maniera oculata, è un’opportunità eccezionale per colmare il divario salariale, di servizi e di infrastrutture tra Nord e Sud Italia e risolvere la ‘questione meridionale’. Compito a cui può assurgere solo una politica onesta capace di operare per il Bene comune e riattivare l’ascensore sociale. Occorre dunque puntare ad un’economia resiliente, capace di intercettare fondi per innovazione delle imprese e per la ristrutturazione delle infrastrutture pubbliche nel segno dell’innovazione tecnologica, delle garanzie per i lavoratori del e del rispetto dell’ambiente. Uno sviluppo che punta a portare introiti in Puglia per tutto l’anno: artigianato, commercio, impresa, rete portuale e aeroportuale, oltre che un turismo che non sia più mordi e fuggi o stagionale, bensì permanente, premiando sia la costa che l’immensa ricchezza storico-culturale dell’entroterra. Costruire la cultura del lavoro.
Lavoro: lotta al precariato, incentivi alle aziende che assumono a tempo indeterminato, supporto all’internazionalizzazione: più scambi tra Paesi europei ed extraeuropei per lavoratori che guardano all’economia globale, finanziamenti per gli aggiornamenti e le competenze professionali. Il Lavoro è indipendenza.
Scuola: Scuole sicure: ristrutturazione degli edifici, garanzie per i docenti, impegno nella connessione tra istruzione e lavoro. Più informatica, lingue straniere e impresa per creare scuole e università che rispondano realmente alle esigenze del mondo del lavoro. Valorizzare la capacità critica degli studenti e implementare il ruolo dei docenti come figure guida nella costruzione della coscienza civica del cittadino. L’istruzione è il futuro.
Giovani: incentivi all’imprenditoria giovanile, con preferenza per i giovani che intendono investire nel proprio comune di residenza, facilitazioni per gli scambi internazionali, supporto all’occupazione giovanile nel settore pubblico e privato. Una società del merito in base ai curriculum. Basta raccomandati.
Donne: lotta alla disoccupazione femminile, solo una donna su 4 lavora e con una paga inferiore all’uomo e con qualifiche più alte di quelle richieste. Riconoscimento di un sussidio per il lavoro per le casalinghe. Proposta di una legge regionale sulla parità di salario tra uomo e donna. Finanziamenti alle imprese femminili. Più energie per un nuovo femminismo.
Imprese: incentivi per il rinnovamento delle attrezzature e per le assunzioni a tempo indeterminato, innovazione e riduzione delle emissioni, costruzione di un nuovo network delle aziende provinciali e regionali per le impese del territorio. Albo delle aziende di ogni provincia alle quali dare la precedenza nella costruzione di un rapporto virtuoso di crescita di pubblico e privato nel territorio. Pace fiscale per il periodo di interruzione Covid-19. Più ossigeno alle imprese.
Agricoltura: tutelare le specie autoctone e i prodotti tipici del territorio. Olio d’oliva DOC, la mandorla brindisina, il carciofo brindisino IGP. Le nostre eccellenze subiscono la pensante concorrenza del mercato internazionale e delle importazioni CETA e OGM a basso costo e senza garanzie per i consumatori. Tornare ad esportare nel mondo e nei nuovi mercati orientali i nostri prodotti agricoli. Garanzie e tutele per i lavoratori, incremento dei prezzi dei nostri prodotti.
Sanità: ristrutturare le infrastrutture locali e garantire un presidio sanitario in ogni comune utilizzando gli edifici di proprietà dello Stato a disposizione di regione e comuni. Implementare i servizi medici pubblici, riallocare il personale sanitario in strutture vicine al comune di residenza. Più visite nel sistema pubblico, basta liste d’attesa interminabili. La salute è un diritto di tutti.
Sicurezza: ristrutturare le caserme e rimetterle in servizio, più personale: polizia urbana, provinciale e regionale in stretta cooperazione con le forze dell’ordine. Adottare sistemi di videosorveglianza in tutte le città. Più ordine.
Ambiente: garantire il giusto rapporto tra uomo e natura, regolamentare la caccia per garantire un giusto rapporto tra uomo e ambiente, avviare un forum internazionale per la gestione delle risorse ittiche, la pesca è un settore di espansione prioritario per la Puglia. Meno carbone, più metano ed energie rinnovabili per alimentare il fabbisogno energetico delle nostre imprese. Installare pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici per il recupero energetico e l’autosufficienza energetica.
Case: Più edilizia popolare nel rispetto della tradizione, adottare modelli di smart housing ad alta tecnologia nell’edilizia popolare tenendo conto dello stile architettonico tipico dei comuni al fine di integrare innovazione.
Turismo: valorizzare il patrimonio dei centri storici dei nostri comuni e il turismo slow ed enogastronomico. Un modello di sviluppo che punta anche a recuperare i valori tipici della nostra alimentazione e della dieta mediterranea. Combinare l’attrattiva della costa con un modello di consapevolezza del territorio tipico dell’entroterra.
Si tratta dunque di un programma articolato che recupera le istanze tipiche del socialismo-democratico nella consapevolezza che solo la solidità teorica può garantire la praxis nella gestione del territorio.

 

Che significato ha parlare oggi di partiti in un momento in cui quelli tradizionali sono sempre meno strutturati?

I partiti organizzati con scuole di pensiero solide e temprate nel confronto dialettico sono tra le poche strutture, insieme ai sindacati, alle associazioni datoriali, alle scuole e alle università, in grado di produrre una moderna classe dirigente capace di interpretare la realtà globale, intercettarne le influenze positive, rigettare interferenze talvolta prodotte da preconcetti e riadattare sul territorio linee di sviluppo che tengano conto di etica politica e programmazione lungimirante.
Non sono sicuro che un proliferare di liste civiche e di movimenti possano produrre un reale rinnovamento, al contrario vedo nella decostruzione dell’identità specifica dei partiti il depauperamento della ricchezza culturale dei gruppi politici. I partiti sono innanzitutto scuole di formazione politica che plasmano la forma mentis, ovvero producono una solida sintesi tra idee individuali e volontà generale e contribuiscono alla costruzione del cosiddetto intellettuale collettivo che non si limita a interpretare la realtà ma opera attivamente per cambiarla e riequilibrarla, per garantire a tutti le stesse opportunità di successo e le stesse garanzie di base. La sfida del socialismo nel suo senso più ampio e alto è proprio questa.

 

Un giudizio sul lavoro della giunta regionale uscente

Saremo come una forza critica e propositiva nella migliore tradizione di un partito di lotta e di governo. La giunta Emiliano presenta una serie di criticità, si è investito poco sul trasporto pubblico, soprattutto quello ferroviario che risulta il meno inquinante, un eccesso di proiezione sugli interessi del capoluogo di regione ha prodotto malcontento nelle altre province: in particolare il porto e l’aeroporto di Brindisi sono fondamentali per le interconnessioni internazionali e solo un’implementazione del reticolato connettivo pugliese può garantire un equilibrato sviluppo territoriale strategicamente performante. I socialisti garantiranno il rispetto della costruzione di nuovi equilibri economici e un democratico policentrismo, tipico della storia pugliese, che si rivela sempre proficuo per lo sviluppo del territorio.

 

Quale rapporto dei socialisti con i partiti di coalizione e soprattutto il ruolo che ricopre il partito in regione.

Uniti nelle diversità. I socialisti costituiscono una grande forza connettiva tra la sinistra, il pensiero repubblicano e liberale e le nuove sensibilità ambientaliste. Da questo punto di vista la missione di coniugare la tradizione socialista a quella ambientalista, propria dell’identità dei moderni partiti socialisti e social-democratici europei è di stringente attualità. La sfida alla costruzione di un modello di sviluppo sostenibile da un punto di vista ambientale deve necessariamente essere coniugata ad un rinvigorimento dell’impegno politico e culturale per sostenibilità sociale.
La sfida etica e politica di un nuovo modello di sviluppo passa attraverso il rafforzamento della struttura dello Stato, del welfare per i cittadini, dell’occupazione e stabilizzazione lavorativa dei giovani e per gli incentivi per le imprese. Unendo così, in un circolo virtuoso, la crescita dello Stato a quella dell’economia privata dei cittadini e unificando le forze produttive e creative della Società. Tale impegno passa per gli enti locali, le regioni, le università, le imprese.
Il compito dei socialisti è dunque quello di mettere tra loro in dialogo le varie correnti della sinistra tradizionale, le sensibilità ambientaliste, i liberal-repubblicani. In un circolo più stretto connesso alla comune appartenenza alla famiglia del Partito socialista Europeo e dell’European Alliance of Socialists and Democrats è utile avviare un dialogo strategico comune tra Partito Democratico, la costituenda Azione (ex Siamo Europei) e il Partito Socialista Italiano nel rispetto delle reciproche autonomie e della difesa dell’identità del socialismo europeo nella consapevolezza ce il PSI è attualmente l’unico partito italiano membro della Socialist International, un patrimonio che fa del nostro partito un ponte tra l’Italia e il mondo. Fare della Puglia un laboratorio politico e socioeconomico dove importare le migliori pratiche di stato sociale europeo potrebbe trasformare la nostra regione in un moderno modello politico per il resto del Paese.

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