lunedì, 18 Novembre, 2019

BERLUSCONI: LA NOSTALGIA DEI SONDAGGI E GLI ATTACCHI A CASINI. IL RITORNO DEL CAVALIERE NON È PER NULLA SOFT

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Il nuovo candidato ministro dell’Economia di un eventuale Governo guidato da Alfano sarebbe Silvio Berlusconi: «Ha ragione Angelino quando dice che con il 40% si può tornare a vincere». Berlusconi si è rimesso in gioco. Reduce dall’incontro di stamattina col premier Mario Monti, Silvio Berlusconi ha rilanciato il proprio appeal in termini di consensi sguainando l’ennesimo sondaggio che vedrebbe il Popolo della Libertà al 40%. Siamo alle solite e l’unica novità è rappresentata dalla nuova inimicizia con Pierferdinando Casini che, giusto ieri, ha aderito ad un progetto comune dal sapore socialista, cogliendo la proposta della Casa dei riformisti e democratici lanciata dalla direzione nazionale del Psi.

BERLUSCONI E LA NOSTALGIA DEI SONDAGGI – «Casini sta cinicamente ad attendere da che parte stia la convenienza. Se va con la sinistra si porterà dietro solo il 10% dei suoi voti». Ci va giù duro Silvio Berlusconi durante l’incontro con i parlamentari del Pdl durante il quale sarebbe inoltre emersa la volontà di cambiare la legge elettorale: «C’è una preoccupazione sulla legge elettorale, meglio cambiarla». E avrebbe continuato: «Abbiamo la possibilità di avere un’altra legge elettorale. Stiamo facendo in questi giorni degli incontri con la sinistra che è pure preoccupata di andare al voto con questa legge elettorale. Si potrebbe andare verso una legge proporzionale alla tedesca».

“C’È UN MOSTRO TRA I CONSERVATORI” – Dopo mesi di assenza e silenzio stampa, il Cavaliere ha ripreso a cavalcare l’onda mediatica che lo ha richiamato in auge e, dopo la “pazza idea” di qualche giorno fa, si è nuovamente espresso alla “Berlusconi maniera” nei confronti del segretario dell’Udc: «C’è un mostro che si aggira tra i conservatori e si chiama Casini. Ma andando a sinistra perderà voti». Vaticinando e sventolando sondaggi, l’ex premier ha già iniziato a guardare non di buon occhio l’alleanza tra i socialisti e le forze moderate di Casini e del Pd. Allo stesso modo, d’altronde, il segretario dell’Udc, ieri, aveva così commentato la situazione attuale del Pdl. «Con buona pace di Schifani che aveva chiesto sostegno più netto a Monti e degli sforzi di Alfano, Berlusconi è tornato a dare le carte e a spingere il Pdl verso la solita deriva del populismo. Ero sicuro che sarebbe finita così. È la risposta a chi mi accusava di non fare una proposta per un grande partito dei moderati».

BERLUSCONI: GERMANIA FUORI – E alla domanda di ieri rivolta a Casini: «Berlusconi pensa che attaccando l’euro e l’Europa “tedesca” riprenderà voti?», la risposta del segretario dell’Udc era stata affermativa: «Si mantiene in un recinto sicuro». E puntualmente il Cavaliere sembrerebbe non smentire quanto evocato da Casini e, giusto nella giornata di oggi, arriva un altro “pensiero stupendo” di Berlusconi: «Non sappiamo senza l’intervento della Bce quale misura possa essere sufficiente per salvare l’intera Eurozona, in questo senso abbiamo già detto che non sarebbe un male se la Germania uscisse dall’euro, visto che la sola Germania è contraria alla Bce come banca di ultima istanza».

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO – Il mondo politico intanto commenta gli attacchi di Berlusconi a Casini. Primo fra tutti il tweet del vicepresidente dei deputati di Fli Carmelo Briguglio che, memore del trattamento riservato a Fini dal Cavaliere, chiosa così: «Berlusconi attacca Casini? Inevitabile, heri dicebamus…». Anche l’onorevole Fabio Gava, ex Pdl, oltre a commentare la nuova discesa in campo di Berlusconi che «più che una boutade sembra essere un incubo per il Pdl, ma anche per il Paese», si è espresso favorevole all’ipotesi avanzata ieri dal segretario dell’Udc, contro il quale si è scagliato oggi il Cavaliere: «Bene dunque ha fatto l’Onorevole Casini ad ipotizzare un patto tra l’area socialista e quella popolare e liberale nell’interesse della nazione. Il momento è delicato e giocare allo sfascio, introducendo nella campagna elettorale una sorta di referendum pro o contro l’euro, oppure pro o contro la Germania, come se si trattasse di una semifinale di calcio, è infatti da irresponsabili».

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Riguardo l'Autore

1 commento

  1. Sinceramente io sono stanco di sentire sempre parlare di berlusconi sì, berlusconi no. Ma lasciamolo stare ‘sto industriale. Noi lavoriamo per publicizzare la nostra politica che senz’altro, per quanto poco valga, è sempre un gradino superiore

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