venerdì, 7 Agosto, 2020

Bielorussia, la magistratura ferma l’opposizione di Lukashenko

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Manca ancora la conferma ufficiale sui candidati, per un ulteriore verifica sulle firme dei sottoscrittori, ma la campagna elettorale in Bielorussia per le elezioni presidenziali del prossimo nove agosto, è già in completo svolgimento. Una campagna elettorale che vede in prima linea l’attuale Presidente Alyaksandr Lukashenko, in corsa per il sesto mandato dopo che una modifica costituzionale ne ha permesso la riproposizione. È dal 1994 che la Bielorussia conferma al vertice quello che viene definito come “l’ultimo dittatore d’Europa” che con la repressione e la negazione della libertà di stampa sta affrontando anche questo periodo preelettorale. A Minsk per la verità ci sono state alcune manifestazioni di protesta nei suoi confronti, ma la risposta è stata sempre la stessa e cioè arresti e intimidazioni nei confronti degli oppositori. Recentemente sono stati arrestati cinque blogger con l’accusa di violazioni dell’ ordine pubblico in realtà colpevoli di aver criticato le decisioni di Lukashenko. Con motivazioni simili vengono denunciati coloro che si permettono di criticare il regime e si impedisce a queste persone di incontrarsi liberamente trasformando queste riunioni in adunate sediziose da perseguire. Pochi giorni fa la magistratura è intervenuta direttamente sulla competizione elettorale facendo arrestare, insieme con il figlio, un candidato, il principale avversario di Lukashenko, il banchiere Viktor Babarika. La Procura ha aperto un fascicolo nei suoi confronti per associazione criminosa tendente a creazione di fondi illegali all’estero e frode fiscale. Presentata come un’operazione contro la corruzione e per la trasparenza, visto la tempistica, è sembrata ai più una pesante interferenza elettorale a vantaggio di Lukashenko. Del resto i sondaggi prevedono una facile cavalcata dello stesso verso il sesto mandato. Il Presidente bielorusso si è anche costruito la fama di negazionista dell’infezione da coronavirus da lui definita una “psicosi” radunando in piena pandemia 25.000 persone a Minsk per la parata militare all’ inizio di maggio per celebrare la fine della seconda guerra mondiale e la vittoria sul nazismo. Dopo un periodo di crescita economica il Paese si trova a dover affrontare un aumento della disoccupazione e una differenza sempre più marcata tra la capitale Minsk, dove si vive nell’agiatezza e le zone rurali sempre più povere. I rapporti economici sono soprattutto con la vicina Russia favoriti dal fatto che la Bielorussia rappresenti il classico ponte di collegamento con l’Europa. Ma è proprio dal contrasto tra i valori europei e l’indifferenza e la negazione della libertà e dei diritti democratici da parte del regime di Lukashenko che si è costruito un solco invalicabile nelle relazioni tra Bielorussia e mondo civile.

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