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25 anni fa l’ultimo viaggio di Falcone

Mafia: strage Capaci; ergastolo per 2 boss

Venticinque anni fa moriva Giovanni Falcone. Ucciso dalla mafia. Era il 23 maggio 1992, stava rientrando a Palermo, da Roma, insieme alla sua scorta. A pochi chilometri dalla sua città, il viaggio è finito per sempre. Quasi mezza tonnellata di tritolo li hanno fatto saltare in aria l’autostrada all’altezza dello svincolo di Capaci. Oggi è stata una giornata di celebrazioni. A Palermo i cortei partiti nel pomeriggio dall’aula bunker del carcere Ucciardone e da via D’Amelio sono arrivati all’albero Falcone in via Notarbartolo. Gli studenti hanno aspettato sotto l’abitazione del giudice Falcone fino alle 17,58, ora della strage di Capaci, hanno osservato un minuto di silenzio. Nel frattempo, musica, bandiere, cartelloni e palloncini colorati. “Nel ’92 non c’eravamo – dicono i ragazzi – ma oggi ci siamo e ci saremo”. Energie in marcia contro il grigiore della criminalità.

In testa al corteo, lo striscione “Palermo chiama Italia… la scuola risponde #23 maggio”, dal titolo dell’iniziativa promossa da Miur e Fondazione Falcone per commemorare le vittime delle stragi. Ai balconi, decine di lenzuoli bianchi appesi dai cittadini palermitani.

In mattinata dall’aula bunker, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina. “Il risultato, così importante, del maxiprocesso – ha detto – non fu dovuto a una concomitanza di circostanze favorevoli ma all’impegno, alla determinazione, al coraggio anzitutto dei suoi ideatori; e di chi lo condusse”.

Il magistrato è stato ricordato anche alla Camera dei deputati. Per i socialisti è intervenuto Oreste Pastorelli. “Noi socialisti – ha detto il deputato del Psi nel suo intervento – siamo particolarmente affezionati alla figura di Giovanni Falcone e fin da subito gli abbiamo riconosciuto nell’opera di contrasto alla mafia una grande capacità innovativa. La sintonia con questo magistrato, fu forse determinata dall’osservare quanto fosse fitta la schiera dei suoi oppositori e quanto fosse pericolosa la marea montante delle dicerie che avrebbe alla fine portato al suo isolamento rendendolo vittima predestinata e indifesa”.

“Claudio Martelli – ha ricordato Pastorelli – lo volle con sé al ministero di Giustizia, ma la simpatia, certamente umana, era una simpatia tutta politica, nel senso alto della parola. Avevamo capito che quel magistrato stava stracciando un copione che risultava utile a tanti, ma non a combattere la mafia. Falcone e Borsellino avevano deciso che Cosa Nostra andava combattuta con metodi moderni, che bisognava seguire la traccia dei soldi, una traccia che non puzzava, ma che avrebbe portato prove inoppugnabili in tribunale. Invece, al cosiddetto ‘terzo livello’, non ci credevano per niente perché – spiegavano – è la mafia che comanda gli altri poteri e non viceversa. Oggi – ha concluso Pastorelli – li richiamiamo alla memoria a 25 anni dagli attentati in cui persero la vita. Li ricordiamo con affetto e riconoscenza”.

CALENDARIO LA FRANCIA IN SCENA

CALENDARIO LA FRANCIA IN SCENA

MAGGIO

Maggio/dicembre – Rendez-vous avec la Danse française – Museo nazionale Rocca Albornoziana di Spoleto, Teatro Romano Spoleto, Norcia, Visso- Macereto, Valnerina DANZA

6-12 maggio – Ghedalia Tizartes, Benat Achiary, Erwan Keravec, Francesco Filidei – AngelicA, Festival Internazionale di Musica, Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo, Bologna MUSICA

10 maggio – Cie Atou – Hidden Boy, Déclinaison – Festival Fabbrica Europa, Stazione Leopolda Firenze DANZA

13 maggio/ 26 novembre – Xavier Veilhan – Studio Venezia – Biennale Arte, Padiglione francese, Giardini della Biennale, Venezia ARTE VISIVE

20 maggio – Nonotak – Spring Attitude Festival, Ex Dogana, Roma MUSICA

23 maggio – Sébastien Roux Ensemble Dédalus – Inevitable Music – Cantieri culturali alla Zisa, Palermo MUSICA

25 maggio – Sébastien Roux Ensemble Dédalus – Inevitable Music – Standards, Milano MUSICA

25 maggio – Christian Rizzo – Comme crâne comme culte – Giovedì della Villa – Questions d’art, Villa Medici, Roma DANZA

27 maggio – Christophe Chassol – Big Sun – Spring Attitude Festival, Guido Reni District, Roma MUSICA

30 maggio – Ghedalia Tizartes, Benat Achiary, Erwan Keravec, Francesco Filidei – AngelicA, Festival Internazionale di Musica – Basilica di Santa Maria dei Servi, Bologna MUSICA

GIUGNO

2-3 giugno – Cie LMP – Piti Peta Hofen Show – festival Artisti in Piazza, Pennabilli CIRCO

3- 4 giugno – Cie La contrebande – Bal trap – festival Artisti in Piazza, Pennabilli CIRCO

6-7-8-9 giugno – Fanny de Chaillé – La Bibliothèque – Biblioteca Centrale Nazionale, Roma BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

13-14-15 giugno – Alex Cecchetti – Louvre I – Départements des Antiquités Grecques, Étrusques et Romaines – Triennale Teatro dell’Arte, Milano / TransARTE, Milano ARTI VISIVE

16-17-18 giugno – Alex Cecchetti – Louvre II – Départements des Peintures Italiennes – Triennale Teatro dell’Arte, Milano / TransARTE, Milano ARTI VISIVE

16 giugno – Vaudou Game – Institut français, Palermo MUSICA

17 giugno Vaudou Game – Magazzini Generali, Catania MUSICA

18 giugno – Vaudou Game – Piazza Matteotti, Potenza MUSICA

19 giugno – Vaudou Game – Piazza San Giovanni, Matera MUSICA

21 giugno – La Femme/Cosmo – Festa della Musica, Piazza Farnese, Roma MUSICA

28/29 giugno – Cie du Chaos – Nebula – Festival Mirabilia, Chapiteau Diaz, Fossano CIRCO

29 giugno – Cie Defracto – Dystonie – Festival Mirabilia, Cortile del Castello, Fossano CIRCO

30 giugno – Cie du Chaos – Urban Vigilia/ NONADA – Fondazione Piemonte dal vivo, Piazza del Popolo, Vignale Monferrato DANZA

LUGLIO

1 luglio – Mattatoio Sospeso – Tu me fais tourner la tête – Festival Mirabilia, Cortile del Castello, Fossano CIRCO

1-2 luglio – Cie du Chaos – Urban Vigilia/ NONADA – festival Mirabilia, Cortile del Castello, Fossano CIRCO

4 luglio – Sylvain Daniel – Palinsesto immaginato – Bari in Jazz, Atrio del Comune di Acquaviva delle Fonti, Bari MUSICA

6 luglio – Latifa Laâbissi – Ecran Somnambule – Giovedì della Villa – Questions d’art, Accademia di Francia a Roma- Villa Medici, Roma DANZA

7 luglio – Compagnia Wang Ramirez – Monchichi – Fondazione Piemonte dal vivo, Piazza del Popolo Vignale Monferrato DANZA

8 luglio – Pokemon Crew – Hashtag o il simbolo dell’eccesso – Fondazione Piemonte dal vivo, Piazza del Popolo, Vignale Monferrato DANZA

9 luglio – Pokemon Crew – Freestyle – Fondazione Piemonte dal vivo, Cascina Orsolina, Moncalvo DANZA

9 luglio – Compagnia Wang Ramirez – AP 15 – Fondazione Piemonte dal vivo, Cascina Orsolina, Moncalvo DANZA

14-15 luglio – Cléo T – Shine – Institut français, Napoli MUSICA

20 luglio – Rachid Ouramdane – Sfumato – Bolzano Danza Festival, Teatro comunale, Bolzano DANZA

21 luglio – François Chaignaud e Cecilia Bengolea – Dub Love – Teatro Comunale, Bolzano Danza Festival, Bolzano DANZA

24 luglio – Le Ballet de Lorraine – Merce Cunningham – Fabrication/ Marcos Morau – Le Surréalisme au service de la révolution – Bolzano Danza Festival, Teatro comunale, Bolzano DANZA

26 luglio – Vaudou Game –Villa Tittoni, Desio, Milano MUSICA

26-27 luglio – Olivier Dubois – 7x rien – Bolzano Danza Festival, Teatro comunale Bolzano DANZA

27 luglio – Radhouane El Meddeb – Teatro comunale, Bolzano DANZA

28 luglio – Mourad Merzouki – Cartes blanches – Bolzano Danza Festival, Teatro Comunale, Bolzano DANZA

AGOSTO

19 agosto – Vaudou Game – Mandrea Music Festival, Mandrea MUSICA

26 agosto – Sébastien Roux Ensemble Dédalus – Inevitable Music – Musma, Matera MUSICA

28 agosto/10 settembre – The Lulu Projekt di Magali Muogel – Fabulamundi – Playwriting Europe. Beyond Borders. Laboratorio per adolescenti condotto da Alessandra Cutolo. Mare Culturale Urbano GÉNÉRATION BELLE SAISON

SETTEMBRE

1-2-3 settembre – Collectif de la Bascule – Quand quelqu’un bouge – Festival Tutti Matti per Colorno, Colorno CIRCO

1-2-3 settembre – Ivana Müller – Annotare – OperaEstate Festival Veneto/ Finestate Festival / Transarte – Biblioteca Civica, Bassano del Grappa BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

1-2-3 settembre – Homo catodicus – L’excuse – Festival Tutti Matti per Colorno Colorno CIRCO

8 settembre – Gaelle Bourges e Gwendoline Robin – Incidence 1327 – Short Theatre / Finestate Festival / TransARTE – La Pelanda, Roma DANZA

12-13 settembre – Angelin Prejlocaj – Roméo et Juliette – Torinodanza festiva, Teatro Regio, Torino DANZA

12 settembre/12 novembre – Renaud Auguste-Dormeuil – Jusqu’ici tout va bien – Arteealtro, Macro Testaccio, Roma ARTI VISIVE

13-14 settembre – Nacera Belaza – Sur le fil – Short Theatre, La Pelanda, Roma DANZA

14 settembre – Ivana Müller – Annotare – Short Theatre / Finestate Festival / Transarte – Biblioteca Vallicelliana, Roma BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

16 settembre – Clédat et Petitpierre – La Parade Moderne – Torinodanza festival, centro storico, Torino DANZA

16 settembre – Sir Alice & Cristina Kristal Rizzo – (Untitled) Humpty Dumpty – Short Theatre / Finestate Festival / Transarte – La Pelanda, Roma DANZA

16 settembre – Nacera Belaza – Sur le fil – Terni Festival, Teatro Secci, Terni DANZA

18 settembre/15 ottobre – Cirque el Grito & Les Acolytes / Cabaret Itinerante di Circo Contemporaneo Italo-Francese – Si tu t’imagines – Guardia Perticara (in strada), Policoro (arena), Martina Franca (teatro), Taranto (tendone) CIRCO

19-20-21-22 settembre – Ivana Müller – Annotare – Ternifestival / Finestate Festival / Transarte – Biblioteca comunale, Terni BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

19-20-21-22 settembre – Kristoff K.Roll – A l’ombre des ondes, Bibliothèque de récits de rêves – Ternifestival / Finestate Festival / Transarte – Biblioteca comunale, Terni BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

20/ 23 settembre – “F.A.R.E.”: Fourneyron/Arcelli residence ensemble – Residenza di creazione franco-italiana per il jazz. Concerto 23 settembre, Una Striscia di Terra Seconda, Casa del Jazz, Roma MUSICA

20 settembre/28 ottobre – Mark Jenkins e Rero – Rules of engagement – Wunderkammern, Milano ARTI VISIVE

26 settembre – Herman Diephuis – Bang! – Contemporanea festival ‘17/ Fondazione Teatro Metastasio / Finestate Festival / Transarte – Teatro Fabbricone, Prato DANZA

29-30 settembre – Ivana Müller – Annotare – Contemporanea festival ‘17/ Fondazione Teatro Metastasio / Finestate Festival / Transarte – Biblioteca Lazzerini, Prato BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

30 settembre – Andrea Belfi – Gaspar Claus/Emmanuelle Parrenin/ Low Jack/ O. Xander – Les siestes électroniques – Institut français, Milano BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

OTTOBRE

Ottobre/ novembre – The Lulu Projekt di Magali Muogel – Fabulamundi – Playwriting Europe. Beyond Borders. Laboratorio per adolescenti condotto da Alessandra Cutolo – Teatro di Roma, Roma BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

Ottobre/ novembre – Laboratorio di drammaturgia – Fabulamundi/ Playwriting Europe / Beyond Borders condotta da Attilio Scarpellini con David Lescot – teatro di Roma, Roma

7-8 ottobre – Compagnie 111 Aurélien Bory – Espaece A piece by Aurélien Bory – Romaeuropa Festival, teatro Argentina, Roma DANZA

7 ottobre/ 18 novembre – Lek et Sowat – Wunderkammern, Roma, ARTI VISIVE

11-12-13-14-15 ottobre – Collectif Petit Travers – Nuit – Torinodanza festival, Teatro Juvarra, Torino CIRCO

14-15 ottobre – Olivier Meyrou, Matthias Pilet – Tu – Romaeuropa festival, Teatro Vascello, Roma CIRCO

15-30 ottobre – Dancefloor Memories di Lucie Depauw – Fabulamundi/ Playwriting Europe. Beyond Borders. Laboratorio per anziani condotto da Silvia Rampelli – Mare Culturale Urbano, Milano BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

21-22 ottobre – La main de l’Homme – Humanoptère – Torinodanzafestival, Fonderie Limone, Moncalieri DANZA

23 ottobre – Emmanuelle Pireyre – Performance – Lecture “Chimère” – Institut français Centre Saint-Louis, Roma BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

24 ottobre – Emmanuelle Pireyre – Performance – Lecture “Chimère” –Biblioteca universitaria, Genova BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

26 ottobre – Emmanuelle Pireyre – Performance – Lecture “Chimère” – Institut français, Palermo BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

27-28-29 ottobre – Cie DCA – Nouvelles pièces courtes – Torinodanza festival, Fonderie Limone, Moncalieri DANZA

28 ottobre – Sébastien Roux Ensemble Dèdalus – Inevitable Music – teatro di Ricerca Musicale, Bologna MUSICA

28-29 ottobre – Piste and Love – Cirque inachevée – Festival Segni d’Infanzia, Teatro Ariston, Mantova GÉNÉRATION BELLE SAISON

NOVEMBRE

Novembre/dicembre Le Petit Chaperon rouge di Joël Pommerat – Fabulamundi – Playwriting Europe. Beyond Borders. Laboratorio per anziani condotto da Silvia Rampelli – Teatro di Roma, Roma BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

1-2-3 novembre – Centre dramatique national d’Alsace- Strasbourg – WAX, Comment sortir du moule – New Generations Festival, Teatro San Leonardo, Mantova GÉNÉRATION BELLE SAISON

1/2/3/4/5 novembre – Collectif AIE AIE AIE – Ma biche et mon lapin – New Generations festival, Centro culturale Contardo Ferrini, Mantova GÉNÉRATION BELLE SAISON

2 novembre – La Marionetta, l’Adolescenza e l’audience engagement – New Generations festival, Teatro Bibiena, Mantova GÉNÉRATION BELLE SAISON

2-3-4 novembre – Groupe Emile Dubois / Cie Jean-Claude Gallotta – L’étranger, d’après le roman d’Albert Camus, Teatro Libero, Palermo DANZA

3 novembre – Quatuor Diotima e Ircam – Centre Pompidou – Festival Milano Musica, Auditorium San Fedele, Milano MUSICA

6 novembre – Mariangela Vacatello e Ircam-Centre Pompidou – Festival Milano Musica, Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare, Milano MUSICA

10-11 novembre – Ballet national de Marseille – Two, Boléro – Torinodanza festival, Fonderie Limone, Moncalieri DANZA

11-12 novembre – Stereoptik – Dark Circus – Romaeuropa “Ref Kids”, Macro Testaccio, La Pelanda, Roma GÉNÉRATION BELLE SAISON

11 novembre – Dorothée Munyaneza – Unwanted – Romaeuropa Festival, Teatro India, Roma DANZA

15 novembre/ 20 dicembre – Zevs – Wunderkammern, Milano ARTI VISIVE

17 novembre – Collectif Petit Travers – Nuit – Fondazione Piemonte dal vivo, Spazio Kor, Asti CIRCO

18-19 novembre – Julien Gosselin – Si vous pouviez lécher mon cœur (Les particules élémentaires, Michel Houellebecq) – Romaeuropa festival, Teatro Vascello, Roma TEATRO

18-19 novembre – Stereoptik – Congés payés – Romaeuropa “Ref Kids”, Macro Testaccio, La Pelanda, Roma GÉNÉRATION BELLE SAISON

19 novembre – Collectif Petit Travers – Nuit – Fondazione Piemonte dal vivo, Teatro Il Maggiore, Verbania CIRCO

21-22 novembre – Catherine Meurisse & DD Dorvilliers – Vois-tu celle-là qui s’enfuit Alliance française, Bologna BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

23-24-25-26 novembre – Collectif Petit Travers – Nuit – AMAT Circuito Marche, Senigallia CIRCO

24 novembre – Catherine Meurisse & DD Dorvilliers – Vois-tu celle-là qui s’enfuit – Institut français, Napoli BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

25-26 novembre – Laurent Bigot – Le petit cirque – Romaeuropa “Ref Kids”, Macro Testaccio, La Pelanda, Roma GÉNÉRATION BELLE SAISON

DICEMBRE

2 dicembre/ 20 gennaio – Mr. A – Wunderkammern, Roma ARTI VISIVE

4-5-6 dicembre – Alex Cecchetti – Louvre III – Département des antiquités orientales – Triennale Teatro dell’Arte / Transarte, Milano BIBLIOTHÈQUES VIVANTES

I BAMBINI DI MANCHESTER

manchesterUna strage di 22 morti e di almeno 60 i feriti, tutti giovanissimi, al concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager. L’attentato all’Arena di Manchester sarebbe il peggiore attacco terroristico su suolo britannico dal 7 luglio del 2005, quando a Londra quattro bombe piazzate da Al Qaeda su mezzi di trasporto pubblico uccisero 56 persone, compresi i quattro kamikaze, e ne ferirono 700. Un attentato rivendicato, tramite l’agenzia Amaq, dall’Isis che parla di ordigni esplosivi “in mezzo a un raggruppamento di crociati”. Secondo i media britannici è in corso un raid della polizia armata nella zona di Carlton Road, nel sud di Manchester. Ne dà notizia il sito del Guardian secondo cui in quella via si troverebbe l’abitazione dell’attentatore che ha colpito al concerto di ieri sera. Effettuati una serie di arresti nelle zone di Chorlton e Ashton. Secondo la Cbs il kamikaze era il ventiduenne Salman Abedi, già noto alla polizia.


Un kamikaze si è fatto esplodere al termine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande alla Manchester Arena che è la più grande arena indoor d’Europa, con una capienza di oltre 21mila posti: era affollata soprattutto di teenager e bambini. La bomba utilizzata dall’attentatore aveva chiodi al suo interno per causare molti più danni e alcuni media inglesi parlano di una persona fermata e di un sospetto ordigno in una fermata della metropolitana, ma mancano conferme. le testimonianze continuano ad essere confuse.
La deflagrazione è avvenuta nella zona delle biglietterie, subito fuori dall’Arena. Mentre i ragazzi cercavano di guadagnarsi l’uscita. In un primo momento si è parlato di due o più esplosioni, poi ne è stata confermata una sola, individuata appunto nella zona del foyer, subito fuori dall’area degli spalti. Mentre i giovani, stavano lasciando l’enorme auditorium e nel momento in cui, forse, i controlli erano più deboli.
Nel Paese che si avvia alle elezioni anticipate dell’8 giugno, tappa fondamentale verso la Brexit, è stata sospesa la campagna elettorale. La premier, Theresa May, ha parlato di un attentato “orribile” e ha annunciato che sospenderà le attività in vista del voto. Decisione condivisa anche dal leader laburista Jeremy Corbin. Il sindaco di Manchester, Andy Burnham ha dichiarato: “Il mio cuore è con le famiglie che hanno perso i loro cari. La mia ammirazione è per i nostri coraggiosi servizi di soccorso. Una notte terribile per la nostra grande città”.
Il concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager, era la prima tappa europea del tour mondiale dell’artista, la cantante ha fatto sapere di stare bene ma è “inconsolabile” e “devastata”.

ESAME PASSATO

padoan moscoviciPromossi i conti italiani. Lo dice la commissione europea: “L’Italia conferma che le misure di bilancio addizionali richieste per il 2017 sono state prese e che quindi, in questa fase, nessun passo ulteriore è giudicato necessario per rispettare la regola del debito”. Bruxelles non ritiene ci siano le condizioni nemmeno per una procedura per squilibri macroeconomici, se si applicano le riforme raccomandate. Per il 2018 però la Ue chiede al nostro Paese uno “sforzo di bilancio sostanzioso”, e le politiche dovranno sia “rafforzare la ripresa” che assicurare la sostenibilità dei conti”. Per questo chiede di “spostare il carico fiscale dai fattori produttivi a tasse meno dannose per la crescita, reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riformare il catasto”.

“La tassa sulla prima casa è stata cancellata nel 2015, cosa che è stato un passo indietro nel processo di ottenere una struttura tributaria più efficace”. E’ scritto nelle osservazioni della Commissione a supporto delle Raccomandazioni economiche per l’Italia che chiedono tra l’altro la reintroduzione dell’Imu sulla prima casa per i redditi alti. L’esecutivo osserva che in generale “il sistema tributario italiano non è favorevole alla crescita economica e all’efficienza in molti campi” e che “il basso rispetto delle tasse e la complessità dei codici tributari accentuano il fardello per le aziende e le famiglie che rispettano” i loro obblighi tributari.

Nell’analisi si osserva che “è stato ulteriormente rinviata” la revisione “attesa da lungo tempo” dei tassi dell’Iva “nonostante la legislazione nazionale ne richieda la revisione su base annuale”. Inoltre si ricorda che “è ancora in corso la riforma degli antiquati valori catastali” affinché siano “allineati agli attuali valori di mercato”. Infine la Commissione rileva che “sono stati alzati i limiti per l’uso di contanti” e quindi “l’uso di pagamenti elettronici resta molto al di sotto della media Ue, a detrimento del rispetto degli obblighi tributari”.

Inoltre la Commissione Ue chiede all’Italia di rimuovere gli ostacoli alla concorrenza e adottare le norme ancora pendenti. “Le condizioni per la concorrenza restano sfavorevoli”, ci sono “barriere significative in alcuni settori come le professioni regolate, concessioni, appalti, servizi pubblici locali, trasporti inclusi”, scrive la Commissione nelle raccomandazioni. In particolare “è ancora molto limitato il progresso nel promuovere il funzionamento trasparente e concorrenziale di un mercato del trasporto pubblico, soprattutto per le ferrovie sotto concessione statale”. Per quanto riguarda l’accesso alle professioni, “il livello di barriere è più alto in Italia che nella media dell’Ue per la maggior parte delle professioni considerate”.

La prima risposta sull’Imu arriva direttamente dal reponsanbile del dicastero dell’Economia Padoan per il quale la raccomandazione della Commissione sull’Imu per i redditi alti “è una delle tante proposte” ma “le riforme fiscali vanno viste nel loro insieme ed io direi che cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non è una buona idea”. Per il ministro Poletti dalla Ue arriva “una buona notizia” perché c’è una approvazione dei nostri conti. Naturalmente ci sono delle indicazioni in direzione di uno sviluppo delle riforme cosa che noi abbiamo attivato e stiamo sviluppando”. “Tra l’altro bisogna sapere che sempre le riforme strutturali hanno bisogno di tempo per dare risultati – aggiunge. – Pensiamo alla lotta alla povertà: trasferire qualche centinaio di euro alle famiglie ce la facciamo abbastanza velocemente ma quando dobbiamo costruire un servizio territoriale serve più tempo”.

Sulle raccomandazioni all’Italia interviene anche il vicepresidente della Commissione Ue per l’euro Valdis Dombrovskis. “Il programma nazionale di riforme dell’Italia – dice – fornisce sufficiente evidenza che le sfide” a cui si trova davanti il Paese, “sono affrontate in modo decisivo”. E sulla stabilità del governo Moscovici aggiunge: “Le elezioni non interrompono gli impegni dell’Italia, e le diamo fiducia perché resti un Paese al cuore dell’eurozona e rispetti gli impegni”. “Rispettiamo l’elettorato italiano ma auspichiamo veramente che l’Italia resti quello che è, un Paese credibile e forte” in quanto “l’eurozona è una comproprietà e l’Italia fa parte degli azionisti più importanti”. Infine sulla flessibilità Moscovici afferma che “l’Italia non deve lamentarsi della Commissione Ue perché ha saputo dar prova a suo riguardo di una flessibilità intelligente e comprensiva, e questo atteggiamento di flessibilità continuerà a segnare il dialogo costruttivo con le autorità italiane e che io personalmente ho con il ministro Pier Carlo Padoan”. Però, ha avvertito, “pacta sunt servanda”, quindi “le regole sono regole” anche per l’Italia e vanno rispettate.

Falcone. 25 anni dopo, dalla gogna alla beatificazione

giovanni-falconeSono passati 25 anni da quella strage che portò alla morte del giudice Giovanni Falcone e che scosse l’Italia intera, eppure come diceva lui stesso: “Gli uomini passano ma le idee restano”. Il Giudice che sfidò Cosa Nostra ha lasciato una coscienza civile nuova nel Paese, eppure quando era in vita non venne risparmiato da attacchi da ogni fronte, chi ricorda quegli anni, ricorda un giudice denigrato, isolato e più volte intralciato nel suo lavoro. Ma di buon grado chi è pronto a sparare è anche lo stesso che è pronto a rimpiangerti quando sei morto… e avevi ragione.
“Non ho mai sopportato chi ha un giudizio su di te quando sei vivo e un giudizio opposto quando sei morto. E non fa nemmeno penitenza. Pensa a Giovanni Falcone: attaccato in vita da certa sinistra, anche dalla tribuna autorevole del CSM, accusato per la sua collaborazione con l’allora Ministro di Giustizia Martelli, fatto oggetto di scherno – si, di scherno – dalle colonne di prestigiosi quotidiani. Chi non ricorda, rilegga. Appena saltato in aria, beatificato da chi l’aveva offeso.”. È l’attacco di Riccardo Nencini, segretario del PSI, a 25 anni dalla strage di Capaci, dove persero la vita Falcone, la moglie e tre uomini della scorta.
Non a caso lo stesso Claudio Martelli ricorda quegli anni scrivendo su il Quotidiano: “Mentre noi, dal governo, sviluppavamo la strategia che sgominò l’esercito mafioso l’Anm indisse uno sciopero generale contro la super procura e il suo presidente, Raffaele Bertone, la definì ‘un’altra cupola mafiosa di cui non si sente alcun bisogno’. E subito il Csm bloccò la nomina di Falcone a procuratore nazionale. Dopo la strage, lesti lesti, molti magistrati si ammantarono della memoria di Falcone. Anche quelli del pool Mani Pulite”.
Il segretario del Psi Nencini ha poi concluso, affermando: “Io non ho mai cambiato idea. Un servitore dello Stato, una persona perbene cui ho stretto la mano un paio di volte, proprio quando l’ombra dell’emarginazione si faceva più lunga. Un uomo in gamba. In vita prima ancora che dopo Capaci”.
A ribadire quanto aveva dovuto sopportare Giovanni Falcone, anche la sorella Maria che in un’intervista su Tv2000 afferma: “Tanti furono gli attacchi e le sconfitte, tanto che fu chiamato il giudice più trombato d’Italia e purtroppo lo è stato ed è stato lasciato solo”. Maria Falcone però conclude con ottimismo: “Ma il fatto stesso che i giovani continuino a vedere in lui l’esempio di un uomo che ha saputo sacrificare la sua vita per il bene comune, pure non essendo un fervente cattolico ma un laico che credeva nell’amore del prossimo, è bello ed emozionante”.

Retape Music Festival. La Woodstock capitolina delle band emergenti

retape festivalUn Festival nuovo e unico nel suo genere dedicato al rock capitolino. Si chiama RETAPE e si terrà in Auditorium Parco della Musica il 26 e 27 Maggio. Una produzione originale di Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di Ernesto Assante e Gino Castaldo che ha l’obiettivo di valorizzare la scena musicale romana e le nuove band emergenti della Capitale. Un Festival che si ispira alle kermesse live degli anni ‘70 (e da cui nasce il nome “RETAPE”) che iniziavano il pomeriggio e fino a sera inoltrata proponevano il meglio degli artisti contemporanei, una woodstock romana di due giorni che vedrà esibirsi dalle 19 in poi sul palco della Sala Petrassi 15 artisti. Le serate prevedono esibizioni di circa trenta minuti per ogni formazione in due giornate: il 26 Kutso, Mamavegas, Moseek, Giancane, Margherita Vicario, La Batteria, Mary in June, Massimo Giangrande, il 27 Belladonna, Lucio Leoni, Toot, Mokadelic, Chiara Vidonis, Vanilla Sky, Sha La La Las. Ospiti il 26 Federico Zampaglione, il 27 Max Gazzè e Alex Britti.
“Questo Festival è una delle tante sfide che l’Auditorium vuole portare avanti nel suo 15imo anno di vita – dichiara l’AD Josè Dosal – ovvero aprire questo tempio della musica ai giovani e variare sempre di più l’offerta musicale di questo luogo. E’ una delle nostre mission principali e dobbiamo andare avanti valorizzando tutti i generi. Nasce così l’idea di una due giorni nuova dove il palco della Sala Petrassi diventa una vetrina per i talenti emergenti di Roma e dove i giovani romani possono ascoltare musica indie rock”.


KuTso sono un gruppo musicale alternative rock italiano formatosi a Roma nel 2006. A febbraio hanno partecipato al Festival di Sanremo tra le nuove proposte e si sono classificati al secondo posto con il brano Elisa. I KuTso uniscono scherzo e provocazione ad un linguaggio musicale gioiosamente frenetico. La loro musica irriverente è il tappeto sonoro di testi segnati da forti dosi di simpatico disfattismo e smielato sarcasmo. I concerti, veri e propri mix esplosivi di nonsense, disperazione, movimenti inconsulti, invettive e travestimenti estemporanei trasportano il pubblico in un’atmosfera surreale e sgangherata.
Mamavegas,
sei musicisti di stanza a Roma, sono una delle più consolidate realtà del panorama musicale indipendente italiano. Dal 2005, anno della loro nascita, hanno esplorato diversi paradigmi musicali, dall’indie rock al neo folk, arrivando a sviluppare un linguaggio proprio, a metà strada fra i suoni limpidi del nord Europa e la passionalità del Mediterraneo.
Moseek sono una band elettropop con un inedito senso della contemporaneità musicale e della presenza scenica. Si sono fatti conoscere per la loro partecipazione a X-Factor nel 2015, dove hanno portato la loro idea di musica non ostica, ma nemmeno banale, in cui personalizzano la lezione degli anni ‘80 e ‘90 senza passare per la via più facile, andando a occupare una posizione scoperta nel panorama italiano.

Chitarrista del gruppo folk rock Il Muro del Canto, Giancane si è imposto sulla scena musicale italiana con il suo primo album da solista Carne, uscito nel 2013. Nel novembre 2015 ha pubblicato il suo secondo disco Una Vita Al Top. La sua musica energica e i testi impegnati raccontano con toni ironici e spensierati spaccati di vita quotidiana, ridicolizzando le mode e i falsi miti della società.

Cantante, compositrice e attrice, Margherita Vicario racconta con emozionante ironia le storie in una formula molto vicina a quella del teatro canzone. Il suo album d’esordio Minimal Musical è un concept album di 9 brani nel quale è evidente la contaminazione con elementi teatrali e recitati, perché la Vicario mette in musica delle vere e proprie sceneggiature, grazie alle quali ci porta dentro al suo mondo interiore.

Unita dall’amore per le colonne sonore e le sonorizzazioni italiane degli anni ’60 – ’70, La Batteria è una band della scena musicale romana con esperienze che vanno dal post-rock progressivo, al pop, al jazz sperimentale al hip hop, fino alla world music. Il loro primo disco omonimo propone un prog-funk cinematico nel quale si possono ritrovare influenze che spaziano dall’ afrobeat all’ hip hop, alla musica elettronica e al rock alternativo degli anni ‘80 e ‘90, tutte filtrate però attraverso una sensibilità ed un modo di scrivere e di suonare proiettato nella contemporaneità.

Mary in June è una band post rock/punk dalle sfumature folk e pop piacevoli e senza mezzi termini. A distanza dai 5 anni dall’album d’esordio, il loro nuovo lavoro Tuffo, prodotto da Giorgio Canali (già Cccp e Csi) racconta emozioni scaturite da esperienze vissute, ma anche temi di politica internazionale e di denuncia sociale. Il tutto su una musica che definirla punk è esagerato, di matrice emo-folk offensivo.

Musicista, produttore e songwriter, Massimo Giangrande è considerato uno dei più originali ed interessanti artisti della scena musicale italiana, capace di muoversi dalla canzone d’autore all’elettronica fino alla colonna sonora. A quattro anni di distanza dal disco d’esordio “Apnea”, Giangrande è tornato con il suo nuovo lavoro dal titolo “Directions” realizzato insieme al musicista e produttore Paolo Benvegnù e caratterizzato da atmosfere intense e suggestive. il brano “Chi tace acconsente” è stato incluso all’interno della compilation “Gibilterra Land” per la rivista XL insieme ad artisti come: Baustelle, Virginiana Miller, Le Luci della Centrale Elettrica.

I Belladonna si definiscono una band rock noir, autori di importanti colonne sonore, come quella realizzata per il film Lezioni di piano di Michael Nyman, che ha suonato il piano nel brano, o quella realizzata in collaborazione con il compositore di musica da film Pasquale Catalano per la serie Romanzo Criminale. Attivi sulla scena romana dal 2005, i Belladonna suonano una musica oscura, sensuale e potente, un mix di hard rock viscerale e di atmosfere gothic che ha portato la band a conquistare ben due nomination ai Grammy Award.

Raffinato, visionario e ironico, Lucio Leoni spazia dalla tradizione popolare, al teatro canzone, dal folk al rap, trovando una nuova sintesi tra poesia, passione e ironia. Nel 2009 ha aperto il Live Club “La Riunione di Condominio”, locale culto della scena musicale romana: il club, come ogni mito che si rispetti, muore giovane. L’esordio come cantautore avviene nel 2011, sotto il nome di Bucho: l’album si chiama “Baracca e Burattini” ed esce solo come musicassetta. Oggi Lucio è direttore artistico dell’etichetta Lapidarie Incisioni. Nel frattempo, coltiva, con cura e segretezza, la propria musica.

I TOOT sono un progetto musicale formato nel 2011, a Roma, da un’idea di Flux (produzione, basso, voci), Luca Stefanini (chitarra e voce) e Michele Lunati (produzione, batteria). Il loro sound presenta moltissime contaminazioni: dal crossover anni ’90, all’elettronica e alla techno. I loro concerti sono un’esplosione di energia, vibrazioni positive, nella continua ricerca di connessione con le persone.

I Mokadelic sono un gruppo post-rock/psichedelico italiano. La loro musica si sposta da atmosfere post-rock e neo-psichedeliche a suggestioni ambient malinconiche e rarefatte, fino ad arrivare a sonorità dense di melodiche distorsioni e implacabili crescendo, creando vere e proprie sinfonie. La band ha firmato importanti colonne sonore, da quella per il film Come Dio Comanda di G. Salvatores a quella originale per le tre stagioni di Gomorra – La serie.
Con il suo debutto discografico Tutto il resto non so dove, Chiara Vidonis ha esordito in maniera sorprendente per maturità, forza espressiva e per personalità, e ha dato prova di testi di grande respiro, capaci di affrontare le diverse sfaccettature dell’intimo umano e delle relazioni sociali. Quello che propone è un tessuto musicale dai confini abbattuti, che guarda l’orizzonte a polmoni gonfi, colmi di stimoli provenienti dalle terre natìe del rock.

Vanilla Sky sono un gruppo pop-punk/emo italiano nato nel 2002. Il gruppo si forma quando il cantante/chitarrista Brian, dei Lesa Maestà, e Luketto, batterista dei 9mm, nel febbraio 2002 decidono di unirsi. Sin dalla sua prima apparizione il quartetto si è imposto nel panorama alternativo italiano ed internazionale autoproducendo dopo solo pochi mesi di vita il primo EP Play It If You Can’t Say It Il primo vero LP della band Waiting For Something li ha lanciati come una delle più promettenti alternative italiane all’estero riscuotendo un notevole successo anche in Giappone, dove il disco ha raggiunto quasi le venti mila copie vendute.

The Shalalalas, nascono per un colpo di fulmine tra la chitarra di Alex e la voce di Sara. Dall’EP The Fucking Shalalalas (2013) ne hanno fatta di strada, producendo il loro primo LP dal titolo “There are 3 las in Shalalalas” che hanno portato in tour toccando più di 100 città in Italia e all’estero e che ha avuto come culmine la partecipazione al Primavera Sound Festival di Barcellona. Sono stati tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani 2017.

Pubblico impiego. Approvata dal Cdm la riforma Madia

stataliIl pubblico impiego cambia volto. E’ stata definitivamente approvata dal Consiglio dei ministri la riforma Madia avviata nel governo Renzi. Per gli statali arrivano un nuovo codice disciplinare e i relativi licenziamenti: 10 i casi previsti per la sanzione massima, nonché il licenziamento per il dirigente che, con dolo o colpa grave, evita di attivare e concludere i procedimenti disciplinari. Cartellino rosso anche per i dipendenti che ricevono per tre anni di fila valutazione negativa per scarso rendimento. E ancora: arrivano le sanzioni agli assenteisti del weekend; il polo unico delle visite fiscali presso l’Inps, con gli stessi orari di reperibilità nel pubblico e nel privato (dal primo settembre); il reclutamento in base al fabbisogno; l’obbligo di prevedere la conoscenza dell’inglese nei concorsi; il tetto al 20% dei posti messi a bando per gli idonei. Ma anche l’assunzione dei precari ‘storici’ (che devono aver partecipato a un concorso): la stabilizzazione è prevista per coloro che abbiano lavorato almeno tre anni negli ultimi otto, anche in diverse amministrazioni pubbliche, e che abbiano maturato requisiti fino al 31 dicembre di quest’anno.

Grazie al via libera dei decreti legislativi da parte del Consiglio dei ministri, il ministero – ha dichiarato la ministra Marianna Madia – ha “le carte in regola dal punto di vista normativo per riaprire la stagione contrattuale. I premi – ha ribadito Madia – non saranno più dati a pioggia ma differenziando e seguendo una logica “non punitiva ma di potenziamento dei servizi ai cittadini”.

I decreti approvati dal Cdm, spiega la ministra, sono stati “valorizzati” rispetto alla versione iniziale, sulla base delle indicazioni arrivate “con i pareri parlamentari e l’intesa” raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, come previsto dalla sentenza della Consulta sulla delega P.a. Sentenza, tiene a precisare, “che non ha bocciato la riforma”.

“Con l’approvazione del nuovo Testo unico – commenta il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso – può finalmente iniziare, dopo oltre otto anni di blocco, la nuova stagione della contrattazione, da cui potrà partire una nuova spinta al processo di riforma e qualificazione della Pubblica Amministrazione e dei settori della scuola, università e ricerca”. Per quanto riguarda i licenziamenti, prosegue Camusso, “è giusto e positivo il mantenimento dell’art. 18 ai lavoratori pubblici, ma occorre ribadire che la contrattazione deve essere sovrana nel disciplinare, attraverso la valutazione, lo scarso rendimento. Anche questa è una prova di coerenza con l’obiettivo del rafforzamento del ruolo della contrattazione”. Adesso per la leader della Cgil “la ministra Madia deve rapidamente approvare”. Al tempo stesso, sottolinea, “il Governo deve garantire le risorse per confermare gli impegni economici assunti nell’accordo del 30 novembre e per sostenere un piano straordinario per l’occupazione, finalizzato al superamento del precariato e al potenziamento dei servizi”.

Al Salone del libro Molinari e de Giovanni

Doppio appuntamento per questo week end al Salone del libro di Torino. Due autori di fama come Maurizio Molinari e Maurizio De Giovanni discuteranno dei loro rispettivi libri.

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Sabato 20 maggio alle 18:30 presso la Sala Gialla “Esistono altri mondi?”
Guido Tonelli dialoga con Maurizio de Giovanni, autore de “I Guardiani”, primo romanzo della sua nuova serie. Modera Franco di Mare. Letture di Chiara Francini e Alessio Boni.
Il libro su Napoli, i suoi luoghi più oscuri e un quartetto formidabile di investigatori. L’inizio di nuova serie nera che cambia tutte le regole.

Domenica 21 maggio alle 12:00 invece presso Sala Rossa “La sfida delle nuove tribù agli Stati nazionali”.
Marco Minniti, ministro dell’Interno, dialoga con Maurizio Molinari, autore de “Il ritorno delle tribù”. Modera Myrta Merlino.

Nel libro di Molinari è il tribalismo il fenomeno globale con cui dobbiamo fare i conti. Tiene banco in Medioriente. Avanza in America ed Europa, e si affaccia in Italia. Regimi, governi ed eserciti fronteggiano la disgregazione degli stati nazionali che fa riemergere le identità locali.


MAURIZIO DE GIOVANNI è nato a Napoli nel 1958. È autore di due serie noir, con protagonisti il commissario Ricciardi i Bastardi di Pizzofalcone, entrambe bestseller. Con Rizzoli ha pubblicato Il resto della settimana (2015). Da questo romanzo è in corso di realizzazione una serie tv prodotta da Cattleya.

MAURIZIO MOLINARI, giornalista e scrittore, direttore del quotidiano “La Stampa”. Tra i suoi libri L’Italia vista dalla Cia 1948-2004 (Laterza 2005), Cowboy democratici (Einaudi 2008), Gli italiani di New York (Laterza 2011). Con Rizzoli, Governo ombra (2012), L’aquila e la farfalla. Perché il XXI secolo sarà ancora americano (2013), Il califfato del terrore (2015), Jihad (2016) e con Amedeo Osti Guerrazzi Duello nel Ghetto (2017).

Pannella. Pastorelli: “Portare avanti le sue convinzioni”

marco-pannellaUn anno senza Marco Pannella. Il vulcanico e geniale leader radicale è stato oggi omaggiato da ricordi, giornate di studio, iniziative che hanno riportato vivo il suo lascito alla società civile, un’eredità incancellabile. La Camera dei Deputati l’ha ricordato mettendo a confronto il rapporto che ha avuto con interlocutori e collaboratori di quattro diverse generazioni. Teramo, la sua città, nella giornata dedicata alla memoria del suo concittadino, ha dato vita ad un progetto per la “valorizzazione dell’eredità intellettuale e politica di Marco Pannella” con un Comitato tecnico scientifico che lavorerà per rinnovare l’iniziativa con cadenza annuale. A Roma l’Archivio di Radio Radicale con l’ Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano ha organizzato una giornata di studio, “Materiali per lo studio del movimento radicale”.

Tutti seguiti da dirette e una programmazione dedicata da Radio Radicale, che ha trasmesso anche il ricordo organizzato in Via di Torre Argentina dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito con nuovi e vecchi dirigenti e militanti del partito Radicale. E poi a Milano, nel Carcere di Opera, dove, tra gli altri, Rita Bernardini, Sergio D’elia, Elisabetta Zamparutti hanno organizzato la cerimonia di intitolazione del teatro del carcere dove si è svolto il Congresso di Nessuno tocchi Caino. “Coscienza critica del nostro Paese” ha detto di lui Sergio Mattarella che tuttavia, in un messaggio, ha voluto sottolineare anche il valore globale della sua testimonianza non violenta che ha “trasceso la dimensione politica nazionale”, combattendo battaglie e “cause che hanno coinvolto cittadini e leader di tutti i Paesi”.

Tra i presenti al ricordo il deputato socialista Oreste Pastorelli. “Questo pomeriggio – ha detto – ho partecipato al ricordo di Marco Pannella organizzato dai compagni del Partito Radicale. Nonostante sia già trascorso un anno dalla sua morte, il ricordo di Marco rimane indelebile per chi, come noi socialisti, ha condiviso con lui tante battaglie. Per questo continueremo a portare avanti le sue convinzioni con sempre maggiore forza: dalla giustizia, fino ai diritti civili. Perché, diceva Pietro Nenni, ‘le idee camminano sulle gambe degli uomini’”.

Ha invece posto l’accento sulla sua “inesauribile ed appassionata tenacia nel voler contagiare la società civile con importanti e sempre nuove sfide di libertà e di democrazia” Laura Boldrini, presidente della Camera che ha ospitato il convegno promosso da Emma Bonino e Radicali Italiani insieme all’Associazione Luca Coscioni, Non c’è pace senza giustizia, Certi Diritti. E dove è intervenuto anche l’ex Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, autore di una personale “testimonianza di verità non edulcorata” dalla circostanza della commemorazione. Lì ha raccontato le sfaccettature di un rapporto politico caratterizzato da “scontri e incontri, contestazioni reciproche e reciproci riconoscimenti sul piano politico, morale ed affettivo”. E lì ha ammesso quelle “incomprensioni” nei rapporti tra radicali e altri partiti che hanno offuscato negli anni “il valore della presenza radicale, delle grida di Pannella, della sua sensibilità”. Limiti che Napolitano spiega: “Non mancarono da parte mia e del Pci chiusure riduttive e dalla sua parte – ricorda – critiche che riflettevano in particolare una sua tipica tendenza al vittimismo drammatico”.

Il testo delle legge elettorale depositato

PROPOSTA DI TESTO UNIFICATO DEL RELATORE

Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, concernenti l’elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, nonché delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali

ART. 1.
(Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati).

  1. L’articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto della Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», è sostituito dal seguente:
«ART. 1. – . 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed eguale, libero e segreto, espresso in un unico turno elettorale.
2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico.
3. Per la presentazione delle candidature e per l’assegnazione dei seggi ai candidati, ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo quanto disposto dall’articolo 2, nelle circoscrizioni del territorio nazionale sono costituiti 303 collegi uninominali ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione di cui all’articolo 3, comma 1. Per la assegnazione del restante numero di seggi ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi plurinominali costituiti, di norma, dalla aggregazione del territorio di tre o quattro collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, con le modalità di cui all’articolo 3, comma 2, un numero di seggi non inferiore a due e non superiore a quattro.
4. In ciascuno dei collegi uninominali è proclamato eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. L’attribuzione dei seggi assegnati nei collegi plurinominali è effettuata, con metodo proporzionale, ai sensi degli articoli 83 e 83-
bis del presente Testo Unico.».

  2. All’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Con il medesimo decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1, sulla base dei risultati dell’ultimo censimento
generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica, è determinato il numero di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione nei collegi uninominali ed il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali.».
   b) il comma 3 è soppresso.
3. L’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«2. Ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale».
4. L’articolo 11, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è soppresso.
5. L’articolo 14, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, dopo le parole: « nei collegi plurinominali « sono inserite le seguenti: «e nei collegi uninominali» e dopo le parole: «nei singoli collegi plurinominali» sono inserite le seguenti: «e nei singoli collegi uninominali».
6. All’articolo 17, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, dopo le parole: «collegi plurinominali» sono inserite le seguenti: «e dei candidati nei collegi uninominali».
7. All’articolo 18-
bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 1, il primo periodo è sostituito dai seguenti: «La presentazione delle liste di candidati per l’attribuzione dei seggi nel collegio plurinominale, con l’indicazione dei candidati della lista in tutti i collegi uninominali compresi nel collegio plurinominale, deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nel medesimo collegio plurinominale o, in caso di collegio plurinominale compreso in un unico comune, iscritti nelle sezioni elettorali di tale collegio plurinominale. Nel caso di collegamento del candidato nei collegi uninominali con più liste, la presentazione della candidatura deve essere accompagnata da tutti i contrassegni delle liste collegate e dalla sottoscrizione dei rappresentanti di cui all’articolo 17 di tutte le liste collegate. Nel caso di collegamento con più liste, questo deve essere il medesimo in tutti i collegi uninominali compresi nell’ambito del collegio plurinominale».
   b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
«1-
bis. Per ogni candidato nei collegi uninominali devono essere indicati il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, il collegio uninominale per il quale viene presentato. Per le donne candidate può essere indicato il solo cognome o può essere aggiunto il cognome del marito.
   c) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. In ogni collegio plurinominale ciascuna lista, all’atto della presentazione, è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un ordine numerico. Il numero dei candidati non può essere inferiore alla metà, con arrotondamento all’unità superiore, né superiore al limite massimo di seggi assegnati al collegio plurinominale. A pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature presentate da ciascuna lista nei collegi plurinominali nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento con arrotondamento all’unità superiore».
8. L’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«ART. 19. – 1. Nessun candidato può presentarsi con contrassegni di liste diverse nei collegi plurinominali o uninominali, a pena di nullità dell’elezione.
2. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di tre collegi plurinominali, a pena di nullità dell’elezione.
3. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla.
4. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando quanto previsto ai commi 1 e 2.
5. Nessun candidato può accettare la candidatura contestuale alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica, a pena di nullità dell’elezione.».
9. All’articolo 20, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, dopo le parole: «collegi plurinominali» sono inserite le seguenti: «e i candidati nei collegi uninominali».
10. All’articolo 21, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, dopo le parole: «collegi plurinominali presentate» sono inserite le seguenti: «, dei candidati nei collegi uninominali».
11. All’articolo 22, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al numero 3) le parole: «e al quarto» sono soppresse;
   b) al numero 4) sono premesse le seguenti parole: «dichiara non valide le candidature nei collegi uninominali e»;
   c) al numero 5) sono premesse le seguenti parole: «dichiara non valide le candidature nei collegi uninominali e»;
   d) dopo il numero 5 è aggiunto il seguente:
«5-
bis) dichiara non valide le candidature nei collegi uninominali di candidati già presentatisi in altro collegio uninominali»;
   e) al numero 6-bis), sono apportate le seguenti modificazioni:
1) all’alinea, dopo le parole: «comunica i nomi dei candidati di ciascuna lista» sono inserite le seguenti: «e dei candidati di ciascun collegio uninominale»;
2) all’alinea, le parole: «di cui all’articolo 19, e» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all’articolo 19 e, fermo restando che, nel caso in cui sia dichiarata non valida la candidatura in un collegio uninominale, resta valida la presentazione della lista nei restanti collegi uninominali.
12. All’articolo 24, comma 1, il numero 2) è sostituito dal seguente:
«2) stabilisce, con sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista, per ciascun collegio uninominale della circoscrizione, l’ordine da assegnare ai candidati nei collegi uninominali nonché alle liste ad essi collegati e ai relativi contrassegni. I contrassegni di ciascuna lista sono riportati, unitamente ai nominativi dei candidati nell’ordine numerico di cui all’articolo 18-bis, comma 3, e ai nominativi dei candidati nei collegi uninominali, sulle schede di votazione e sui manifesti secondo l’ordine progressivo risultato dal suddetto sorteggio;»

  13. All’articolo 30, comma 1, numero 4), dopo le parole: «collegio plurinominale» sono inserite le seguenti: «e i nominativi dei candidati nei collegi uninominali».
14. L’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«
Art. 31. – 1. Le schede sono di carta consistente, sono fornite a cura del Ministero dell’interno con le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A-bis e A-terallegate al presente testo unico e riproducono in fac-simile i contrassegni di tutte le liste regolarmente presentate nella circoscrizione, secondo le disposizioni di cui all’articolo 24.
2. La scheda reca il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale, scritti entro un apposito rettangolo alla destra del quale, in un rettangolo di pari dimensioni, sono riportati il contrassegno della lista cui il candidato è collegato con a fianco i nomi e i cognomi dei candidati nel collegio plurinominale secondo il rispettivo ordine di presentazione. I contrassegni devono essere riprodotti sulle schede con il diametro di centimetri tre. Secondo le disposizioni di cui all’articolo 24 è stabilito con sorteggio l’ordine dei candidati uninominali sulle schede e delle liste ad essi collegate».

  15. All’articolo 58 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. L’elettore, senza che sia avvicinato da alcuno, esprime il voto tracciando con la matita sulla scheda un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il nominativo del candidato nel collegio uninominale ovvero sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto è valido a favore della lista e ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale».
16. L’articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Ai fini del computo dei voti validi, non sono considerate le schede nulle e le schede bianche».
17. All’articolo 59-
bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, i commi da 1 a 5 sono sostituiti dai seguenti:
«1. Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nome e il cognome del candidato del collegio uninominale e sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale il voto è considerato comunque valido».

  18. All’articolo 68 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 3:
1) al terzo periodo, le parole: «o dei candidati cui è attribuita la preferenza» sono sostituite dalle seguenti: «al quale è attribuito il voto per l’elezione nel collegio uninominale»;
2) al quarto periodo, le parole: «di preferenza» sono sostituite dalle seguenti: «di ciascun candidato nel collegio uninominale»;
   b) al comma 3-bis, le parole: «di preferenza» sono sostituite dalle seguenti: «di ciascun candidato nel collegio uninominale».

  19. All’articolo 71, comma 1, numero 2), del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 le parole: «di preferenza» sono sostituite dalle seguenti: «di ciascun candidato nel collegio uninominale».
20. L’articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«
Art. 77. – 1. L’Ufficio centrale circoscrizionale, compiute le operazioni di cui all’articolo 76, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente:
   a) determina la cifra elettorale individuale di ciascun candidato del collegio uninominale; tale cifra è data dalla somma dei voti validi conseguiti dal candidato nelle singole sezioni elettorali del collegio uninominale; in conformità ai risultati accertati, proclama eletto in ciascun collegio uninominale il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi;
   b) determina la cifra elettorale di collegio plurinominale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma dei voti validi conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali del collegio plurinominale;
   c) determina la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre elettorali di collegio plurinominale della lista stessa;
   d) determina il totale dei voti validi della circoscrizione. Tale totale è dato dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste;
   e) comunica all’Ufficio centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista nonché il totale dei voti validi della circoscrizione».

  21. L’articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«
Art. 83. – 1. L’Ufficio centrale nazionale, ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali circoscrizionali, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente:
   a) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno;
   b) individua le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 5 per cento dei voti validi espressi e le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto preveda una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima;
   c) procede al riparto di 303 seggi tra le liste di cui alla lettera b) in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna di esse, fatto salvo quanto previsto agli articoli 92, comma 1, e 93-bis, comma 1, del presente testo unico. A tale fine divide il totale delle cifre elettorali nazionali di ciascuna lista per il numero dei seggi da attribuire, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che hanno conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio;
   d) procede quindi alla distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi assegnati alle liste ammesse al riparto ai sensi della lettera b). A tale fine per ciascuna circoscrizione divide la somma delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste per il numero di seggi da attribuire nella circoscrizione, ottenendo così il quoziente elettorale circoscrizionale. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista per il quoziente elettorale circoscrizionale, ottenendo così il quoziente di attribuzione. La parte intera del quoziente di attribuzione rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato le maggiori parti decimali e, in caso di parità, alle liste che hanno conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali le parti decimali dei quozienti di attribuzione siano maggiori e, in caso di parità, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. Esclude dall’attribuzione di cui al periodo precedente le liste alle quali è stato già attribuito il numero di seggi ad esse assegnato a seguito delle operazioni di cui alla lettera c). Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi determinato ai sensi della lettera c). In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti e, in caso di parità di seggi eccedenti da parte di più liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti di attribuzione, secondo il loro ordine crescente, e nelle quali inoltre le liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali liste. Qualora nella medesima circoscrizione due o più liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio è attribuito alla lista con la più alta parte decimale del quoziente non utilizzata. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla lista eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alla lista deficitaria sono conseguentemente attribuiti seggi nelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate.

  2. L’Ufficio centrale nazionale provvede a comunicare ai singoli Uffici centrali circoscrizionali il numero dei seggi assegnati a ciascuna lista.
3. Di tutte le operazioni dell’Ufficio centrale nazionale viene redatto, in duplice esemplare, un apposito verbale: un esemplare è rimesso alla Segreteria generale della Camera dei deputati, la quale ne rilascia ricevuta, un altro esemplare è depositato presso la cancelleria della Corte di Cassazione».

  22. L’articolo 83-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«
Art. 83-bis – 1. L’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevute da parte dell’Ufficio elettorale centrale nazionale le comunicazioni di cui all’articolo 83, comma 2, procede all’attribuzione nei singoli collegi plurinominali dei seggi spettanti alle liste. A tal fine l’Ufficio determina il quoziente elettorale di collegio dividendo la somma delle cifre elettorali di collegio di tutte le liste per il numero dei seggi da attribuire nel collegio stesso. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide quindi la cifra elettorale di collegio di ciascuna lista per tale quoziente di collegio. La parte intera del quoziente così ottenuto rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti così ottenuti; in caso di parità, sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest’ultima, si procede a sorteggio. Esclude dall’attribuzione di cui al periodo precedente le liste alle quali è stato attribuito il numero di seggi ad esse assegnato nella circoscrizione secondo la comunicazione all’articolo 83, comma 2. Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutti i collegi a ciascuna lista corrisponda al numero di seggi ad essa attribuito nella circoscrizione dall’Ufficio elettorale centrale nazionale. In caso negativo, determina la lista che ha il maggior numero di seggi eccedentari e, a parità di questi, la lista che tra queste ha ottenuto il seggio eccedentario con la minore parte decimale del quoziente; sottrae quindi il seggio a tale lista nel collegio in cui è stato ottenuto con la minore parte decimale dei quozienti di attribuzione e lo assegna alla lista deficitaria che ha il maggior numero di seggi deficitari e, a parità di questi, alla lista che tra queste ha la maggiore parte decimale del quoziente che non ha dato luogo alla assegnazione di seggio; il seggio è assegnato alla lista deficitaria nel collegio plurinominale in cui essa ha la maggiore parte decimale del quoziente di attribuzione non utilizzata; ripete quindi, in successione, tali operazioni sino alla assegnazione di tutti i seggi eccedentari alle liste deficitarie.».

  23. L’articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«
Art. 84. – 1. Al termine delle operazioni di cui agli articoli precedenti, l’Ufficio centrale circoscrizionale proclama eletti in ciascun collegio, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista medesima, secondo l’ordine di presentazione.
2. Qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in un collegio plurinominale e non sia quindi
possibile attribuire tutti i seggi a essa spettanti in quel collegio, l’Ufficio centrale circoscrizionale assegna i seggi alla lista negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione in cui la lista medesima abbia la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo l’ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi le sono attribuiti negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione in cui la lista medesima abbia la maggior parte decimale del quoziente già utilizzata, procedendo secondo l’ordine decrescente.
3. Qualora, al termine delle operazioni di cui al comma 2, residuino ancora seggi da assegnare alla lista, l’Ufficio centrale nazionale, previa apposita comunicazione dell’Ufficio centrale circoscrizionale, individua la circoscrizione in cui la lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata e procede a sua volta ad apposita comunicazione all’Ufficio centrale circoscrizionale competente. L’Ufficio centrale circoscrizionale provvede all’assegnazione dei seggi ai sensi del comma 2.
4. Nell’effettuare le operazioni di cui ai commi 2 e 3, in caso di parità della parte decimale del quoziente, si procede mediante sorteggio.
5. Dell’avvenuta proclamazione effettuata ai sensi del presente articolo il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale invia attestato ai deputati proclamati e ne dà immediata notizia alla Segreteria generale della Camera dei deputati nonché alle singole prefetture-uffici territoriali del Governo, che la portano a conoscenza del pubblico».

  24. All’articolo 85 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Il deputato eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio»;
   b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1-bis. Il deputato eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale».

  25. All’articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 1, dopo le parole: «anche sopravvenuta», sono inserite le seguenti: «in un collegio plurinominale» e le parole: «non eletto che abbia ottenuto il maggior numero di preferenze» sono sostituite dalle seguenti: «primo dei non eletti, secondo l’ordine di presentazione»;
   b) al comma 3 le parole: «dei collegi uninominali delle circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol» sono sostituite dalle seguenti: «attribuito in un collegio uninominale».

  26. All’articolo 92, comma 1-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al primo periodo le parole «e alla determinazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale» sono soppresse;
   b) l’ultimo periodo è soppresso.

  27. All’articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 2, lettera c), le parole «nonché i seggi provvisoriamente assegnati con le modalità di cui all’articolo 93-quater, comma 6, secondo, terzo, quarto e quinto periodo.» sono soppresse ed è soppresso l’ultimo periodo;
   b) al comma 3 le parole «, anche se non collegato ad una lista ammessa ai sensi dell’articolo 83, comma 1, numero 3)» sono soppresse.

  28. All’articolo 93-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 1, terzo periodo, le parole «e alla determinazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale» sono soppresse e l’ultimo periodo è soppresso;
   b) al comma 3, le parole «di cui all’articolo 1, comma 2, presentate» sono sostituite dalle seguenti: «presentate, per l’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale,»;
   c) al comma 7, le parole «, nonché il contrassegno ovvero i contrassegni delle» sono sostituite dalle seguenti: «e il contrassegno ovvero i contrassegni che contraddistinguono le».

  29. All’articolo 93-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, il comma 3 è soppresso.
30. All’articolo 93-
quater del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 2, le parole «, anche se non collegato ad una lista ammessa ai sensi dell’articolo 83, comma 1, numero 3)» sono soppresse;
   b) al comma 3 le parole «comma 1, numero 3)» sono sostituite dalle seguenti: «comma 1, lettere a), b) e c)» e le parole da «e, per ciascuna lista cui sono collegati,» fino alla fine del periodo sono soppresse;
   c) il comma 4 è soppresso;
   d) al comma 6, il primo periodo è soppresso e le parole «A tale fine, per ciascuna di tali liste, divide le rispettive cifre elettorali, come determinate» sono sostituite dalle seguenti: «L’Ufficio centrale circoscrizionale procede alla attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, a tale fine per ciascuna lista divide la rispettiva cifra elettorale, come determinata»;
   e) il comma 7 è soppresso;

  31. Le Tabelle A-bis e A-ter, allegate al presente testo unico, sono sostituite dalle Tabelle A-bis e A-ter di cui all’Allegato 1 alla presente legge.

ART. 2.
(Modifiche al sistema di elezione del Senato della Repubblica).

  1. L’articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, di seguito denominato «decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533», è sostituito dal seguente:
«
Art. 1. – 1. Il Senato della Repubblica, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero, è eletto su base regionale. I seggi sono ripartiti tra le regioni a norma dell’articolo 57 della Costituzione sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi.
2. Il territorio nazionale, con eccezione del Trentino-Alto Adige/
Südtirol e della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, è suddiviso in 150 collegi uninominali. Nella regione Molise è costituito un collegio uninominale. I restanti collegi uninominali sono ripartiti nelle altre regioni in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, come riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica. In tali collegi uninominali risulta eletto il candidato che ha riportato il maggior numero di voti. Per l’assegnazione del restante numero di seggi, ciascuna regione è ripartita in uno o più collegi plurinominali costituiti, di norma, dall’aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui costituiti per l’elezione del Senato e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, con le modalità di cui al comma 1, un numero di seggi non inferiore a due e non superiore a quattro.
3. La regione Valle d’Aosta/
Vallée d’Aoste è costituita in unico collegio uninominale.
4. La regione Trentino-Alto Adige/
Südtirol è costituita in sei collegi uninominali definiti ai sensi della legge 30 dicembre 1991, n. 422. La restante quota di seggi spettante alla regione è attribuita con metodo del recupero proporzionale.
5. L’assegnazione dei seggi alle liste nei collegi plurinominali si effettua con metodo proporzionale, ai sensi dell’articolo 17».

  2. Al comma 1 dell’articolo 2 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, suddivise in collegi uninominali e in collegi plurinominali».
3. Nel titolo II, dopo l’articolo 7 è aggiunto il seguente:
«
Art. 7-bis. – 1. Presso la Corte di cassazione è istituito, entro tre giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, l’Ufficio elettorale centrale nazionale per il Senato della Repubblica, composto da un presidente di sezione e da quattro consiglieri scelti dal primo presidente».

  4. All’articolo 9 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 2, il primo periodo è sostituito dal seguente: «2. La presentazione delle liste di candidati per l’attribuzione dei seggi nel collegio plurinominale, con l’indicazione dei candidati della lista in tutti i collegi uninominali compresi nel collegio plurinominale, deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nel medesimo collegio plurinominale o, in caso di collegio plurinominale compreso in un unico comune, iscritti nelle sezioni elettorali di tale collegio plurinominale. Nel caso di collegamento del candidato nei collegi uninominali con più liste, la presentazione della candidatura deve essere accompagnata da tutti i contrassegni delle liste collegate e dalla sottoscrizione dei rappresentanti di cui all’articolo 17 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 di tutte le liste collegate. Nel caso di collegamento con più liste, questo deve essere il medesimo in tutti i collegi uninominali compresi nell’ambito del collegio plurinominale».

  5. All’articolo 11 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) stabilisce, con sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista, per ciascun collegio uninominale della circoscrizione, l’ordine da assegnare ai candidati nei collegi uninominali nonché alle liste ad essi collegati e ai relativi contrassegni. I contrassegni di ciascuna lista sono riportati, unitamente ai nominativi dei candidati nell’ordine numerico di presentazione, e ai nominativi dei candidati nei collegi uninominali, sulle schede di votazione e sui manifesti secondo l’ordine progressivo risultato dal suddetto sorteggio»;
   b) il comma 3 è sostituito dai seguenti:

  «3. Le schede sono di carta consistente e sono fornite a cura del Ministero dell’interno, con l’osservanza delle norme di cui all’articolo 31 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. Le schede hanno le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A e B allegate al presente testo unico».

  6. L’articolo 14 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, è sostituito dal seguente:
«
Art. 14. – 1. L’elettore, senza che sia avvicinato da alcuno, esprime il voto tracciando con la matita sulla scheda un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il nominativo del candidato nel collegio uninominale ovvero sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto è valido a favore della lista e ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale.
2. Si applica quanto previsto dagli articoli 59 e 59-
bis del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361».

  7. L’articolo 16 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, è sostituito dai seguenti:
«
Art. 16. – 1. L’Ufficio elettorale regionale, compiute le operazioni previste dall’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente, determina la cifra elettorale ottenuta da ciascun candidato nei collegi uninominali. Tale cifra è data dalla somma dei voti validi conseguiti dal candidato nelle singole sezioni elettorali del collegio uninominale. In conformità ai risultati accertati, proclama eletto in ciascun collegio uninominale, il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi.
2. L’Ufficio elettorale regionale procede quindi alle seguenti operazioni:
   a) determina la cifra elettorale di collegio plurinominale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma dei voti validi conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali del collegio plurinominale;
   b) determina la cifra elettorale regionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre elettorali di collegio plurinominale della lista stessa;
   c) determina il totale dei voti validi della regione. Tale totale è dato dalla somma delle cifre elettorali regionali di tutte le liste;
   d) comunica all’Ufficio elettorale centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale regionale di ciascuna lista nonché il totale dei voti validi della regione.
Art. 16-bis. – L’Ufficio elettorale centrale nazionale, ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali regionali, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente:
   a) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre elettorali regionali conseguite nelle singole regioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno;
   b) individua le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 5 per cento dei voti validi espressi;
   c) comunica agli Uffici elettorali regionali, a mezzo di estratto del verbale, l’elenco delle liste di liste individuate ai sensi della lettera b).».

  8. L’articolo 17 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, è sostituito dai seguenti:
«
Art. 17. – 1. L’Ufficio elettorale regionale procede quindi all’assegnazione dei seggi spettanti nei collegi plurinominali della regione fra le liste individuate dall’Ufficio elettorale centrale nazionale ai sensi dell’articolo 16-bis, lettera b), e incluse nell’elenco di cui all’articolo 16-bis, lettera c). Sono inoltre ammesse al riparto dei seggi le liste non incluse nell’elenco di cui all’articolo 16-bis, lettera c), che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima. A tal fine l’Ufficio procede alle seguenti operazioni:
   a) divide il totale delle cifre elettorali regionali di ciascuna lista ammessa al riparto per il numero dei seggi da attribuire, ottenendo così il quoziente elettorale regionale. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale regionale di ciascuna lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuto rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che hanno conseguito la maggiore cifra elettorale regionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio;
   b) procede quindi alla distribuzione nei singoli collegi plurinominali dei seggi assegnati alle liste ammesse al riparto. A tale fine per ciascun collegio plurinominale divide la somma delle cifre elettorali di collegio delle liste per il numero di seggi da attribuire nel collegio, ottenendo così il quoziente elettorale di collegio. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale regionale di ciascuna lista per il quoziente elettorale regionale, ottenendo così il quoziente di attribuzione. La parte intera del quoziente di attribuzione rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato le maggiori parti decimali e, in caso di parità, alle liste che hanno conseguito la maggiore cifra elettorale regionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali le parti decimali dei quozienti di attribuzione siano maggiori e, in caso di parità, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale regionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. Esclude dall’attribuzione di cui al periodo precedente le liste alle quali è stato già attribuito il numero di seggi ad esse assegnato a seguito delle operazioni di cui alla lettera a). Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutti i collegi plurinominali a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi determinato ai sensi della lettera a). In caso negativo, determina la lista che ha il maggior numero di seggi eccedentari e, a parità di questi, la lista che tra queste ha ottenuto il seggio eccedentario con la minore parte decimale del quoziente; sottrae quindi il seggio a tale lista nel collegio in cui è stato ottenuto con la minore parte decimale dei quozienti di attribuzione e lo assegna alla lista deficitaria che ha il maggior numero di seggi deficitari e, a parità di questi, alla lista che tra queste ha la maggiore parte decimale del quoziente che non ha dato luogo alla assegnazione di seggio; il seggio è assegnato alla lista deficitaria nel collegio plurinominale in cui essa ha la maggiore parte decimale del quoziente di attribuzione non utilizzata; ripete quindi, in successione, tali operazioni sino alla assegnazione di tutti i seggi eccedentari alle liste deficitarie.
Art. 17-bis. – 1. Il senatore eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.
2. Il senatore eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale».

  9. L’articolo 19 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, è sostituito dal seguente:
«
Art. 19. – 1.Nel caso in cui rimanga vacante, per qualsiasi causa anche sopravvenuta, un seggio nel collegio uninominale si procede ad elezioni suppletive a cui si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 21-ter.
2. Nel caso in cui rimanga vacante, per qualsiasi causa anche sopravvenuta, un seggio nel collegio plurinominale si applica quanto previsto dall’articolo 84 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361».

  10. All’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) l’ultimo periodo della lettera a) è soppresso;
   b) dopo la lettera a) è inserita la seguente:
«
a-bis) nella regione Valle d’Aosta/ Vallèe d’Aoste i partiti ed i gruppi politici organizzati di cui all’articolo 8 presentano candidati ad essi collegati nel collegio uninominale. Alla presentazione delle candidature nel collegio uninominale si applicano le disposizioni di cui all’articolo 93-bis, comma 3, primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto periodo, nonché le disposizioni dei commi 4 e 6 del medesimo articolo del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. La dichiarazione di presentazione della candidatura deve essere depositata, dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno anteriore a quello dell’elezione, presso la cancelleria del tribunale di Aosta;»
   c) l’ultimo ed il penultimo periodo della lettera b) sono sostituiti dai seguenti: «L’elezione nei collegi uninominali e l’elezione dei candidati cui sono assegnati seggi con metodo proporzionale della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è disciplinata dalle disposizioni dei precedenti articoli, in quanto applicabili, con le modificazioni ed integrazioni di cui al presente titolo. Alla presentazione delle candidature nei collegi uninominali della regione si applicano le disposizioni di cui all’articolo 93-bis, comma 3, primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto periodo, nonché le disposizioni dei commi 4, 6 e 7 del medesimo articolo del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 In tali disposizioni la parola lista è riferita ai gruppi di candidati presentati per l’elezione nei collegi uninominali della Regione. La presentazione dei gruppi di candidati per la candidatura nei collegi uninominali è effettuata presso della Corte di appello di Trento.»;
   d) la lettera c) è sostituita dalla seguente:
«
c) per ciascun collegio uninominale, la scheda per la votazione reca in un riquadro il contrassegno del partito o gruppo politico organizzato che presenta la candidatura ai sensi dell’articolo 20, comma 1, lettera b-bis), con accanto, sulla destra, il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale. I contrassegni che contraddistinguono i candidati e i relativi riquadri sono posti in successione dall’alto in basso e da sinistra a destra secondo l’ordine stabilito con il sorteggio di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a). Qualora il medesimo candidato nel collegio uninominale sia contraddistinto da più contrassegni, tali contrassegni sono posti nella parte sinistra di un medesimo riquadro, in successione dall’alto in basso secondo l’ordine del citato sorteggio, e nella parte destra del medesimo riquadro, in posizione intermedia dall’alto in basso, sono posti il cognome e il nome del candidato nel collegio uninominale;»;
   e) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-
bis. L’elettore esprime un voto unico, tracciando un unico segno sul contrassegno del gruppo di candidati prescelto. Il voto espresso in favore del gruppo ovvero di uno dei gruppi di candidati cui è collegato il candidato nel collegio uninominale è espresso anche in favore del candidato nel collegio uninominale. Il voto espresso contrassegnando il nominativo del candidato nel collegio uninominale è un voto espresso anche in favore del gruppo di candidati cui questi è collegato, quando il candidato è collegato ad una solo gruppo di candidati. Il voto espresso contrassegnando il nominativo del candidato nel collegio uninominale collegato a più gruppi è voto valido in favore del candidato medesimo ma non è attribuito ad alcun gruppo cui questi è collegato.
1-
ter. I voti espressi nel collegio della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e nella regione Trentino-Alto Adige/Südtirol per ciascun gruppo di candidati sono computati dell’Ufficio elettorale centrale nazionale nella determinazione della cifra elettorale nazionale di ciascuna lista avente il medesimo contrassegno del gruppo di candidati, ai fini della determinazione del numero di voti considerato come soglia di accesso alla ripartizione dei seggi.».

  11. All’articolo 20-bis è aggiunto in fine il seguente periodo: «Nella presentazione delle candidature nella regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è nulla la candidatura della stessa persona in più di un gruppo di candidati.»
12. All’articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, la lettera 
b) è sostituita dalla seguente:
«
b) determina la cifra elettorale di ciascun candidato nel collegio uninominale. Tale cifra è data dalla somma dei voti validi ottenuti dal gruppo ovvero di uno dei gruppi di candidati cui questi è collegato e dei voti attribuiti al candidato ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, ultimo periodo. Determina la cifra elettorale regionale di ciascun gruppo di candidati. Tale cifra è data dalla somma dei voti validi conseguiti dalla stessa nelle singole sezioni elettorali della regione. L’Ufficio centrale regionale comunica all’Ufficio elettorale centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale regionale di ciascun gruppo di candidati e il totale dei voti validi nella regione ai fini di quanto disposto dall’articolo 20, comma 1-ter.».

  13. All’articolo 21-bis, il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. L’ufficio elettorale regionale assegna i seggi sulla base della graduatoria decrescente delle cifre elettorali dei gruppi di candidati, come calcolate ai sensi del comma 2.».

  14. Le tabelle A e B, allegate al decreto legislativo n. 533 del 1933, sono sostituite dalle tabelle A e B di cui all’Allegato 2 alla presente legge.

ART. 3.
(Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali).

  1. Per l’elezione della Camera dei deputati, il Governo è delegato ad adottare, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali nell’ambito di ciascuna circoscrizione di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
   a) fatto salvo quanto stabilito per le circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol, nelle restanti circoscrizioni del territorio nazionale per l’elezione della Camera dei deputati sono costituiti 303 collegi uninominali ripartiti in ciascuna circoscrizione in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, come riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica;
   b) con esclusione delle circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol in ciascuna delle altre circoscrizioni del territorio nazionale sono costituiti collegi plurinominali formati dalla aggregazione di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, con le modalità di cui alla lettera a), un numero non inferiore a due e non superiore a quattro dei seggi da attribuire ai sensi degli articoli 83 e 83-bis del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. Uno dei seggi assegnati alla circoscrizione Molise è attribuito ai sensi dei citati articoli 83 e 83-bis. In ciascuna circoscrizione il numero dei collegi plurinominali è determinato di norma aggregando il territorio di tre ovvero quattro collegi uninominali contigui, salvo che non sia altrimenti necessario per completare l’aggregazione di tutti i collegi uninominali costituiti nella circoscrizione;
   c) la popolazione di ciascun collegio uninominale può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi della circoscrizione di non oltre il 15 per cento in eccesso o in difetto;
   d) nella formazione dei collegi uninominali e nella formazione dei collegi plurinominali sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari. I collegi uninominali, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai princìpi e criteri direttivi di cui al presente comma, deve tenere conto dell’esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi;
   e) nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol, in base ai princìpi e criteri direttivi stabiliti dall’articolo 7 della legge 4 agosto 1993, n. 277, i collegi uninominali sono determinati assicurando che il territorio di nessun collegio sia compreso in più di una circoscrizione provinciale;
   f) nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia uno dei collegi uninominali è costituito in modo da favorire l’accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 febbraio 2001, n. 38;

  2. Con il medesimo decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo è delegato a determinare i collegi uninominali e i collegi plurinominali ai fini dell’elezione del Senato della Repubblica, nell’ambito di ciascuna regione, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
   a) fatto salvo quanto stabilito per la circoscrizione Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol, nelle restanti regioni del territorio nazionale per l’elezione del Senato della Repubblica sono costituiti 150 collegi uninominali. Nella regione Molise è costituito un collegio uninominale. I restanti collegi uninominali sono ripartiti nelle altre regioni in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, come riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica;
   b) i collegi uninominali sono costituiti in ciascuna regione in numero determinato, di norma, dalla aggregazione di due collegi uninominali contigui costituiti per l’elezione della Camera dei deputati ai sensi del comma 1, salvo che non sia altrimenti necessario per il minore numero dei collegi uninominali costituiti per l’elezione della Camera dei deputati, ovvero per completare l’aggregazione di tutti i collegi uninominali costituiti per l’elezione della Camera dei deputati in collegi uninominali per l’elezione del Senato della Repubblica;
   c) con esclusione delle circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol in ciascuna delle altre regioni sono costituiti collegi plurinominali formati dall’aggregazione, di norma, di due ovvero tre collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, con le modalità di cui alla lettera a), un numero non inferiore a due e non superiore a quattro dei seggi da attribuire ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533; uno dei seggi assegnati alla circoscrizione Molise è attribuito ai sensi del citato articolo 17;
   d) nella aggregazione dei collegi contigui sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio che si costituisce e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari. I collegi, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai princìpi e criteri direttivi indicati nella presente lettera, deve tenere conto dell’esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi;
   e) nella regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, in base ai princìpi e criteri direttivi stabiliti dall’articolo 7 della legge 4 agosto 1993, n. 277, i collegi uninominali sono determinati assicurando che il territorio di nessun collegio sia compreso in più di una circoscrizione provinciale;
   f) nella regione Friuli Venezia Giulia uno dei collegi uninominali è costituito in modo da favorire l’accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 febbraio 2001, n. 38.

  3. Ai fini della predisposizione degli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 2, il Governo si avvale di una commissione composta dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica, che la presiede, e da dieci esperti in materia attinente ai compiti che la commissione è chiamata a svolgere, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
4. Gli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 2 sono trasmessi alle Camere entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai fini dell’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro quindici giorni dalla ricezione di ciascuno schema. Qualora il decreto legislativo non sia conforme al parere parlamentare, il Governo, contemporaneamente alla pubblicazione del decreto, deve inviare alle Camere una relazione contenente adeguata motivazione.
5. Si prescinde dal parere di cui al comma 4 qualora non sia espresso entro i termini ivi previsti.