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“Il Jazz va a Scuola”, il progetto creativo che parte con Paolo Fresu

PAOLO FRESU 01“Il Jazz va a Scuola” è il primo convegno nazionale rivolto al mondo della scuola e il primo progetto realizzato dalla Federazione Nazionale Il Jazz Italiano.

Progetto che si propone di valorizzare l’importanza del linguaggio jazz e della musica improvvisata, nonché di valorizzare le esperienze musicali che abbiano come nucleo portante la ricerca e la sperimentazione.
Domani, sabato 17 novembre, nell’Auditorium Unipol di Bologna, in via Stalingrado 37, si terrà il primo convegno nazionale “Il Jazz va a Scuola”.

Una giornata con protagoniste le realtà nazionali legate al linguaggio jazz con l’obiettivo di “mappare” le esperienze di collaborazione in atto con il mondo della scuola e di contribuire a creare per gli studenti di ogni ordine e grado momenti di riflessione ed elaborazione di liberi e innovativi percorsi di sperimentazione didattica basati sull’arte dell’improvvisazione.
Questa prima fase di conoscenza e di incontro avrà lo scopo di far comprendere quali sono le realtà didattico musicali legate al linguaggio jazz, con quali modalità sono attuate, nonché le progressioni e implementazioni delle stesse.

“Il Jazz va a Scuola” vuole quindi far dialogare il mondo della scuola e quello della musica jazz con un linguaggio ricco e creativo. Una prima mappatura di ciò che è presente nelle scuole italiane ha fatto scoprire progetti virtuosi e importanti che devono essere valorizzati e devono servire da esempio per crearne degli altri.
Alcuni saranno proprio presentati in questa giornata, anche come spunto di riflessione sulla situazione attuale e su quale direzione intraprendere insieme.

Paolo Fresu, presidente federazione Il Jazz Italiano, e trombettista di fama internazionale, che sabato 17 novembre, alle ore 9.30, darà il benvenuto ai partecipanti, ha dichiarato che: «Coscienti del bisogno di promuovere e incentivare la presenza dei linguaggi improvvisativi nella scuola la Federazione organizza il primo convegno nazionale “Il Jazz va a Scuola” con l’intento di conoscere e mappare la ricca realtà nazionale. Realtà in progresso che vuole parlare nuove lingue d’arte tese allo scambio e all’incontro come è sempre stato per il jazz, idioma dinamico ed elastico per antonomasia. Una musica nuova per una scuola migliore e una sinfonia di voci plurali per una migliore società del futuro».

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Studio Uil. Con Flat tax grande squilibrio fiscale

flat-tax“Le modifiche al sistema impositivo per i redditi da lavoro autonomo e d’impresa – afferma Domenico Proietti – Segretario Confederale Uil presenti nel Disegno di Legge di Bilancio 2019, generano un grandissimo squilibrio nel nostro sistema fiscale relegando, di fatto, la progressività, valore costituzionalmente stabilito, alla sola imposizione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione. Infatti per il 72% degli autonomi opereranno solamente 2 aliquote. Con l’estensione del regime forfetario, la cosiddetta “Flat tax”, a parità di reddito imponibile, ad esempio 35.000€ annui, l’imposta Irpef di un lavoratore autonomo sarà pari a 5.250€, mentre per un dipendente, a parità di reddito, sarà di 9.400€: il 44,15% in più. Differenza che può superare il 50% per i redditi più elevati”.

Per quesrto “la Uil – conclude Proietti – chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi fin da subito ad operare una revisione delle imposizioni sui redditi che sia improntata ad una vera progressività, riducendo la pressione fiscale che grava su tutti i redditi prodotti nel nostro Paese e in particolare sui lavoratori dipendenti e pensionati che da soli versano oltre il 94% del gettito Irpef”.

Qui di seguito è pubblicato uno studio a cura del Servizio politiche fiscali Uil, con la comparazione tra gli effetti della Flat Tax sui redditi da lavoro autonomo e l’imposizione sui redditi da lavoro dipendente.

Nello studio si è analizzato l’impatto che avrebbero le innovazioni contenute nel DdL Bilancio 2019 sui redditi da lavoro autonomo e d’impresa per la sola imposta sui redditi Irpef, confrontando la futura “Flat tax” con le imposte sui redditi da lavoro dipendente.

Dall’analisi dei dati si evince come le disuguaglianze impositive, già oggi presenti fra redditi da lavoro dipendente e quelli da lavoro autonomo e/o impresa individuale, verranno ulteriormente ampliate. Ciò a causa dei benefici fiscali, riconosciuti a quest’ultimi, derivanti dalle imposte proporzionali e dalla soppressione delle ritenute d’acconto per la stragrande maggioranza dei lavoratori autonomi.

In Italia l’Iva è l’imposta più evasa. Con un mancato gettito superiore ai 36 miliardi di euro annui, quindi la già elevata propensione all’evasione dei redditi interessati dal provvedimento aumenterà in ragione dell’enorme gap tra imposta ordinaria e quella agevolata, con il possibile incremento di fenomeni di occultamento dei ricavi o di tardiva trasmissione per non incorrere nel rischio di sforare le soglie previste.

Queste estensioni interesseranno oltre 3,3 milioni di contribuenti Iva, sia a regime ordinario che speciale: oltre due terzi della platea totale, il 72,39%, come risulta dai dati pubblicati dal Mef sulle dichiarazioni dei redditi 2017.

Estensione regime forfetario
Il regime fiscale forfetario, istituito dalla Legge di stabilità del 2015, viene ampliato, introducendo un’unica soglia di accesso dei compensi/ricavi pari a 65.000€ più elevata rispetto a quelle attuali che variano in rapporto al tipo di attività svolta. L’imposta del 15% sostituirà Irap, Irpef e addizionali regionali e comunali; inoltre chi aderisse al regime forfetario sarà escluso dell’applicazione dell’Iva, dagli studi di settore, dagli Isa (Indici sintetici di affidabilità).

Nella tabella seguente vengono confrontati gli effetti di tale estensione sulla differente imposizione derivante dall’imposta Irpef e relative addizionali, a parità di reddito imponibile, tra un lavoratore autonomo ed un lavoratore dipendente.

tabella 1 flat tax

Imposta sostitutiva per redditi autonomi o d’impresa fino a 100.000 €

A decorrere dal 1° gennaio 2020 è istituita un’imposta sostitutiva pari al 20% del reddito d’impresa e sostituirà Irap, Irpef e addizionali regionali e comunali. Questi redditi saranno inoltre esonerati dalla applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto (Iva) e dai relativi obblighi.

tabella 2 flat tax

Progressività imposta dal 2020

Per rendere evidente come l’estensione dei regimi forfetari e l’introduzione dell’aliquota sostitutiva siano fortemente anti-progressivi e discriminanti per i lavoratori dipendenti, nel seguente grafico abbiamo messo in parallelo le differenti aliquote che saranno applicate a decorrere dal 2020.

Il grafico riassume visivamente il diverso impatto che avrà l’erario, a parità di reddito, in relazione alla tipologia di lavoro svolto, evidenziando come la progressività sia limitata esclusivamente ai lavoratori dipendenti e come, al crescere del reddito imponibile di riferimento, l’aliquota netta applicata sia nettamente superiore per i redditi da lavoro dipendente, con un divario che, negli esempi analizzati, arriva a 18 punti percentuali.

tabella 3 flat tax

Nota
I redditi imponibili sono stimati applicando sia per il regime forfetario che per l’aliquota sostitutiva i coefficienti di redditività come da tabella “allegato 4” del DdL Bilancio 2019 e scontando i contributi previdenziali dovuti.

L’imposta netta Irpef è stimata al netto delle detrazioni spettanti per lavoro dipendente, comprensive del “bonus 80 €”.

Per la stima delle addizionali locali e regionali Irpef è stato preso il valore medio nazionale.

Servizio politiche fiscali Uil

Russo, Pera, Voltarelli
Avanti con giudizio

Care compagne e cari compagni, accogliamo con vivo interesse la proposta dei compagni Buemi, Cipriani, Gambardella, Iacovissi, Iorio, Parea, Romanzi, Rometti, Schietroma, Serpillo, rispetto alla necessità di aprire il dibattito interno sul futuro del nostro partito.

Non ci convince invece, proprio in virtù degli ambiziosi presupposti che la vostra lettera si pone e che riguardano uno scenario che va ben oltre le nostre forze ed energie, ridurre questa necessaria discussione nelle ristrettezze di una procedura congressuale straordianariamente breve. Pertanto sarebbe opportuno una riflessione ampia, coinvolgente ed ordinata e che abbia tempi tali da mobilitare e rendere partecipe l’insieme delle nostre forze e stimolare quanti possono essere interessati alla nostra discussione. Riteniamo quindi, insufficiente, qualora fosse anche possibile nei tempi da voi indicati, strangolare questa vitale ricerca entro febbraio del 2019.

Politici esperti e con responsabilità di direzione come voi, sanno che la vita di un partito passa attraverso la sua democrazia interna e l’organizzazione di questo, è data da una sua disciplina. Due elementi che ci differenziano fortemente dallo spirito movimentista. Ragion per cui, prima di riflettere sulla fase finale del congresso, è indispensabile consegnare il dibattito anche ai nostri direttivi provinciali e regionali. Concorderemo tutti quindi, che è richiesto un tempo ragionevolmente congruo.

Inoltre, queste elezioni europee (come da voi sottolineato) saranno un decisivo ed impegnativo banco di prova per il socialismo europeo. Proprio in virtù di questa considerazione, questa nostra discussione non puo’ estraniarsi o separarsi da questa competizione elettorale. Deve piuttosto esserne il cuore ed il motore, per ampliare ed allargare il nostro spazio vitale. Questo, siamo convinti, sia obiettivo comune.

E’ certo che il tema di una rinnovata classe dirigente, nei metodi, nelle forme e nei contenuti non sia più rinviabile. Ma nemmeno puo’ essere il prodotto di derive autoreferenziali. Ed in ogni caso, non puo’ non tener conto di quanti e quante, con grande spirito di sacrificio ed in condizioni estremamente difficili hanno tenuto e tengono alta la bandiera del socialismo italiano. Ci teniamo a sottolineare, che in questi anni, il nostro Segretario, seppur con estrema difficoltà, ha lavorato in questa direzione.

Dunque che fare? E qui va la nostra proposta. Innanzitutto riflettere senza essere afflitti da una cupio dissolvi, evitando liquidazioni all´ingrosso. Non tutto è buono, ma non tutto è da buttare.

Pensare e quindi accrescere la nostra capacità critica, senza ideologismi o paraocchi, ma senza smantellare un orizzonte ideale sacrificato in molte circostanze al calcolo elettorale di corto respiro, che spesso ha costretto le forze di sinistra ad un elitarismo tecnocratico dall´alto e ad un mimetismo dal basso, originando una contraddizione tuttora irrisolta. Pertanto, in relazione a quest’ultimo punto, chiediamo al nostro segretario di farsi protagonista e promotore di un’iniziativa che apra tale discussione e che coinvolga tutte le forze di sinistra in campo e che si ispirano al socialismo europeo.

Siamo certe che i prossimi mesi ci vedranno si a discutere, ma non possiamo dimenticare che la vera battaglia va ben oltre la dialettica interna del nostro partito e che richiede uno sforzo di inclusione, questo si, straordinario.

Con affetto e stima

Simona Russo
Rossella Pera
Nicoletta Voltarelli

Violenza donne. Il Psi aderisce a iniziativa Anci

Violenza donne

Il nostro Partito, attraverso la Consulta Femminile – Coordinamento Donne PSI di Regione Lombardia, aderisce e sostiene l’iniziativa nazionale proposta dall’ANCI che anche quest’anno celebrerà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Alla iniziativa proposta dall’ANCI hanno già aderito le città di Milano, di Torino, di Roma e molte altre si stanno aggiungendo.

La ricorrenza della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne si terrà in tutta Italia il prossimo 25 novembre 2018, istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Questa iniziativa – si legge in un comunicato della Consulta Femminile – Coordinamento Donne PSI di Regione Lombardia – non è solo una questione di genere, ma anche culturale, ed è necessaria una sempre maggiore attività di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza e alle scuole, finalizzata ad una riflessione continua sugli stereotipi di genere considerati da varie angolazioni per affrontare adeguatamente le relazioni fra i due sessi,così compromesse oggi”.

Convention amministratori Psi con Martina e Turco

bandiera-psiAl via domani, 16 novembre, la ‘Convenzione nazionale degli amministratori socialisti per il buongoverno’, che si terrà a Roma, presso l’Hotel Quirinale (Via Nazionale, 7), dalle ore 15.45 alle ore 20, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali che si terranno nella primavera del prossimo anno. Sindaci e amministratori socialisti di tutta Italia si alterneranno sul palco per raccontare l’esperienza di buongoverno dei loro comuni. Ci saranno, tra gli altri, il più giovane sindaco socialista, Riccardo Mortandello; il Sindaco di Melfi, Livio Valvano; Sonia Gradilone, l’assessore di San Demetrio Corone (Cs), che ha ospitato la settimana scorsa il Presidente della Repubblica; il neo eletto presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta; il presidente della Provincia di Imperia, Fabio Natta; il Sindaco di Fano, Massimo Seri e altri.

Interverranno inoltre Maurizio Martina, Maurizio Turco e Riccardo Nencini, segretario del Psi, che chiuderà i lavori

Taranto, morti due operai. Cisl, inaccettabile

Cadono da cestello elevatore, morti 2 operai a Taranto/ foto di Giacomo Rizzo

Cadono da cestello elevatore, morti 2 operai a Taranto/ foto di Giacomo Rizzo

Due operai edili hanno perso la vita precipitando da un cestello elevatore che, improvvisamente, si è sganciato dal braccio della piattaforma che lo elevava a oltre dieci metri di altezza. È successo durante i lavori di ristrutturazione di un edificio di via Galeso, al rione Tamburi di Taranto.
Le vittime sono Giovanni Palmisano, di 33 anni, titolare di un’azienda edile di Locorotondo (Bari), e Angelo D’Aversa, di Statte (Taranto), dipendente di un’altra azienda edile impegnata nei lavori di ristrutturazione dell’immobile.
“Il drammatico incidente mortale in un cantiere di Taranto, costato la vita a due operai edili, allunga ulteriormente la scia di sangue in edilizia, che si conferma così uno dei settori con il più alto indice di infortuni, spesso mortali. Anche quella odierna è una tragedia inaccettabile e che ci lascia sgomenti”, dice il segretario nazionale della Filca-Cisl Stefano Macale. “Dall’inizio dell’anno ad oggi i morti sul lavoro sono circa 630, il 20% dei quali nei cantieri. Continuiamo a ripetere che serve una cultura della sicurezza che vada oltre la repressione, ma che abbracci sia la formazione che l’informazione. Su questi temi – conclude – il governo dovrebbe coinvolgere le parti sociali e il sistema della bilateralità, molto diffuso in edilizia e composto da centinaia di professionisti che in tutta Italia danno il loro contributo quotidiano per la sicurezza e la formazione nel lavoro edile. Un loro coinvolgimento attivo non può che dare un contributo prezioso alla cultura della sicurezza, ponendo così fine a questa intollerabile lista di edili morti sul lavoro”.

PENSIONI DA FAME

Pensionati pensioni Inps

La riforma delle pensioni è uno dei punti fondamentali del programma di governo che ha dato vita alla maggioranza giallo-verde. Salvini ha costruito la campagna elettorale sull’abolizione della legge Fornero. Ora dalle chiacchiere bisogna passare ai fatti. E i fatti sono che la quota cento che il governo varerà nel 2019 per permettere di andare in pensione in anticipo rispetto ai requisiti attualmente in vigore, potrebbe portare forti penalizzazione sugli assegni dei futuri pensionati.

Lo dice una simulazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che in audizione sulla Manovra ha provato a capire quali saranno gli effetti dell’entrata in vigore della misura. Secondo le stime dell’Upb, il taglio all’importo sarà variabile: da un minimo del 5,06% in caso di pensionamento con un solo anno di anticipo rispetto alla Legge Fornero, fino a un massimo del 34,17% con anticipo di 6 anni. Mediamente oltre il 30% se l’anticipo è superiore ai 4 anni. Tutto dipende dalla minore quota di contributi versata che concorre alla formazione dell’assegno. Matteo Salvini aveva escluso l’ipotesi. “Non ci sarà nessuna penalizzazione”, aveva detto. “Non ho capito da dove esca” questa simulazione, le sue parole.

Inoltre la riforma produrrebbe un danno non da poco per le casse dello Stato con tredici miliardi di aumento della spesa pensionistica solo per il primo anno. Infatti nella relazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio di legge che “qualora l’intera platea utilizzasse il canale di uscita appena soddisfatti i requisiti potrebbe comportare un aumento della spesa pensionistica lorda stimabile in quasi 13 miliardi nel 2019 sostanzialmente stabile negli anni successivi”. Una stima, spiega ancora la relazione, che “non è ovviamente direttamente confrontabile con le risorse stanziate nel Fondo per la revisione del sistema pensionistico per vari fattori: dal tasso di sostituzione dei potenziali pensionati con nuovi lavoratori attivi a valutazioni di carattere soggettivo (condizione di salute o penosità del lavoro) o oggettivo (tasso di sostituzione tra reddito e pensione, divieto di cumulo tra pensione e altri redditi, altre forme di penalizzazione)”. La relazione spiega ancora che la manovra peggiora il disavanzo pubblico, sia rispetto al deficit tendenziale sia, per il biennio 2019-2020, rispetto al risultato atteso per il 2018, che verrebbe nuovamente raggiunto solo nel 2021.

Inoltre ulteriore pessimismo sui numeri arriva dai dati Istat che vedono allontanarsi gli obiettivi di crescita fissati dal governo. Secondo l’istituto di statistica, per conseguire l’obiettivo di crescita del Pil all’1,2% nel 2018 previsto dalla Nota di aggiornamento al Def “in termini meccanici, sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari al +0,4% nel quarto trimestre dell’anno in corso”. Numeri considerevoli se si pensa che nell’ultimo trimestre la crescita è stata nulla e che l’istituto di statistica, come rimarcato nei giorni scorsi nella nota mensile sull’economia, ricorda che l’indicatore anticipatore “registra un’ulteriore flessione” prefigurando una persistente “una fase di debolezza del ciclo economico”.

Anche per questo il presidente Istat Maurizio Franzini ha rimarcato che “un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi”. Prudenza analoga a quella espressa dalla Corte dei Conti secondo cui dato il rallentamento del Pil, “l’obiettivo della crescita dell’1,5% per il 2019 richiederebbe una ripartenza particolarmente vivace, e una ripresa duratura”.

Shema’. Al Vascello le poesie di Primo Levi cantate da Ottolenghi

In occasione dell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali fasciste in Italia.

Shemà-Trio-OttolenghiLe poesie di Primo Levi pubblicate da Garzanti nel 1984, nella raccolta “Ad ora incerta”, erano e rimangono una gemma poco conosciuta della sua opera. Scritta sporadicamente nell’arco di alcuni decenni, la poesia di Primo Levi accompagna come un sussurro continuo la voce predominante della sua prosa. Eppure è proprio nelle sue poesie che Levi si concede il contatto più distillato ed inerme con il suo animo violato, donando loro una potenza straordinaria.

Lo stile limpido, contenuto e al tempo stesso tempo incalzante delle poesie, sembra richiedere un sound contemporaneo, capace di svelarne le armonie innate valorizzando la parola piuttosto che sommergerla.
I suoni di London, leggenda del Klezmer contemporaneo mondiale, navigano a vista sui testi di Primo Levi, cogliendone le più remote ed intime sfumature. Si aggregano al cammino il jazz di sapore mediterraneo di Bachar e la voce intensa di Shulamit, a creare un incontro musicale di sorprendente attualità.

Quando il compositore e trombettista Frank London (vincitore di un premio Grammy per Contemporary World Music e tra i fondatori del celeberrimo gruppo Klezmatics), in seguito ad un concerto a Tel Aviv nel 2016, espresse a Shulamit il desiderio di comporre per la sua voce, la scelta delle poesie di Primo Levi fu per lei una scelta naturale, avedole avute care fin dallo loro prima lettura diversi anni prima e naturalmente consone ai suoi interessi musicali più recenti.

A Frank London si aggiunse subito il compositore e pianista jazz Shai Bachar (membro della band di Avishai Cohen).

Shulamit, Frank London e Shai Bachar hanno collaborato negli ultimi anni alla produzione del cd “For you the sun will shine – songs of women in the Shoa” (2015). Presentato a Boston e a Tel Aviv, ha ricevuto importanti consensi di pubblico e di critica. Il cd reinterpreta con arrangiamenti musicali contemporanei canti composti da donne musiciste, internate nei campi nazisti ed è stato accolto dalla critica come “innovativo, diverso ed essenziale nell’ambito della musica più conosciuta dell’Olocausto”, ricevendo quattro stelle dal London Financial Times (Album review, 8/2015).

Gli artisti ritengono che in questo particolare momento storico, in cui l’abuso retorico del ricordo della Shoah è sempre più diffuso, il monito moralmente univoco di Primo Levi contro tutte le perversioni del potere, siano più rilevanti che mai.

Libia, tutto pronto per il vertice di Palermo

villa igieaMentre il Governo è impegnato a trovare gli accordi sui dl sicurezza e prescrizione, Palazzo Chigi si prepara per il vertice sulla Libia, il più importante per la Farnesina e per Roma. Alle 18 ci sarò vertice a Palazzo Chigi sulla Libia, in vista della conferenza in programma il 12 e il 13 novembre a Palermo. Si tratta di una riunione ‘allargata’, dove, oltre al premier Giuseppe Conte, ci saranno anche gli addetti ai lavori della Farnesina.
Il 12 e il 13 novembre si terrà nel capoluogo siciliano la conferenza internazionale che mira alla stabilizzazione del Paese nordafricano.
L’Italia prova ancora una volta a cercare di trovare un equilibrio e ha invitato anche l’uomo forte della Cirenaica e comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna). Tuttavia nelle ultime ore la stampa locale fa sapere che “Haftar non sarà a Palermo”, ma l’ufficio stampa dell’Esercito libico non conferma. Nelle ultime ore sono comunque insistenti le voci secondo le quali il generale Khalifa Haftar potrebbe non partecipare alla Conferenza di Palermo per la Libia in programma il 12 e 13 novembre. Lo riferiscono non meglio precisate fonti diplomatiche al sito web informativo “The Libyan Address Journal”, considerato vicino al generale Haftar e ostile al governo di Tripoli. “L’assenza del maresciallo di campo Haftar come comandante generale dell’Esercito nazionale libico segna il fallimento della conferenza di Palermo prima ancora che sia iniziata. L’assenza di una delle forze più dominanti in Libia è un fallimento del governo italiano in Libia”, aggiungono le fonti. La notizia è stata pubblicata tuttavia solo sulla versione in inglese del portale libico e, al momento, non ve n’è traccia in lingua araba sui media libici.

Istat. Commercio al dettaglio, vendite in calo

istatTra il 1995 e il 2017 la produttività del lavoro in Italia è cresciuta a un ritmo quattro volte inferiore a quello medio dell’Unione europea (lo 0,4% come media annua contro l’1,6%). Lo comunica l’Istat, sottolineando che tassi di crescita in linea con la media Ue sono stati registrati da Germania (1,5%), Francia (1,4%) e Regno Unito (1,5%). La Spagna ha segnato un tasso dello 0,6%, di poco superiore a quello italiano. Sati che arrivano insieme a quelli negativi sul commercio al dettaglio. Nel mese di settembre si è registrata una diminzuione delle vendite dello 0,8% in valore e dello 0,7% in volume. I dati Istat mostrano che la flessione negativa riguarda soprattutto i beni non alimentari (-1,1% in valore e -1,0% in volume), ma non risparmia nemmeno i beni alimentari (-0,3% in valore e -0,2% in volume).

Tuttavia nel trimestre luglio-settembre 2018, rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio sono aumentate in valore dello 0,3% e in volume dello 0,2%.

Le vendite al dettaglio diminuiscono anche su base annua: del 2,5% in valore e del 2,8% in volume. Si è verificato un calo, sempre su base annua, sia delle vendite di beni alimentari (-1,6% in valore e -3,1% in volume) sia di quelle dei beni non alimentari (-3,1% in valore e -2,6%in volume). Per quanto riguarda quest’ultime si sono registrati dei cali in quasi tutti i gruppi tranne che nel settore degli elettrodomestici, radio, tv e registratori. Il calo maggiore si è verificato nel settore dell’abbigliamento e delle calzature. Mentre il commercio elettronico è in crescita del 2,7%.