Redazione Avanti!
BLOG
Redazione Avanti!

Una piazza per Craxi. La lezione di Bassiano

piazza craxiDopo anni di damnatio memoriae l’Italia sta riscoprendo un passo alla volta la figura dello statista Bettino Craxi. Come annunciato nei giorni scorsi, oggi il Comune di Latina di Bassiano, alla presenza del figlio di Craxi, Bobo, inaugurerà alle 16 una piazza dedicata al leader scomparso quasi vent’anni fa, seguito da una lunga scia di calunnie e discredito.
“Di Craxi – spiegano dalla giunta – si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto. Ma la Storia di Craxi è tutto sommato chiara.  Può essere distorta solo dalla malafede. Craxi fu un uomo e un politico sui generis, autonomista cocciuto, istrione, orgoglioso, di sinistra ma fieramente anticomunista, liberal-socialista ma dai tratti autoritari, laico che ha firmato un nuovo Concordato con la ChiesaCraxi fu un fenomeno tutto italiano. Non comprimario, grigio burocrate o scialbo funzionario di partito. Ma protagonista assoluto della scena politica italiana per almeno un decennio. Craxi fu il primo socialista a ricoprire, nella storia repubblicana, la carica di Presidente del Consiglio dei ministri. Fu uno dei pochi politici italiani della Prima Repubblica a cercare di dare all’Italia una politica estera degna di questo nome, volta a ritagliarsi un ruolo guida nel Mediterraneo anche a costo di mettere a rischio i legami con Washington”.
“Ha fatto la storia di una fase dell’Italia nel bene e nel male. Ha fatto la storia della sinistra in Italia ma ha fatto anche e soprattutto la Storia del Psi. Craxi è stato tutto questo. È stato anche, molto semplicemente, un uomo. E il Psi un partito”, ha affermato il sindaco Domenico Guidi che ha chiesto una targa per Craxi già nel 2003.
“Bassiano – ha aggiunto il sindaco – è socialista da sempre e l’intitolazione a Bettino Craxi è una forma di rispetto verso una personalità che ha dato tanto al Paese, una persona di spessore politico. Molti gli argomenti da cui ancora oggi può essere tratta una lezione, dall’immigrazione al rapporto con i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, dalla salvaguardia dei diritti dell’immigrazione, alla scelta razionale e futurista di andare là in quei paesi, dove investire le somme necessarie per poter sviluppare in loco politiche di sviluppo economico, e non applicando il principio dell’immigrazione”.

Nuovo Centro Smile House al S. Filippo Neri

Presenti Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, Angelo Tanese, Direttore Generale ASL Roma 1, Domenico Scopelliti, Vicepresidente Scientifico della Fondazione Operation Smile Italia Onlus

Il regalo di Mattia per ZingarettiA meno di un anno dall’inizio dell’attività chirurgica, oggi sono stati formalmente inaugurati i locali della Smile House di Roma, Centro di Cura multispecialistico per il trattamento dei pazienti nati con malformazioni congenite cranio-maxillo-facciali, presso l’Ospedale San Filippo Neri della ASL Roma 1.

Il progetto si colloca all’interno di un più ampio processo di ristrutturazione e valorizzazione dell’Ospedale San Filippo Neri avviato in questi ultimi anni. La Smile House di Roma è, infatti, parte integrante dell’Unità di Chirurgia Maxillo-Facciale e svolge attività di diagnosi, cura, trattamento delle malformazioni in regime di ricovero e ambulatoriale, utilizzando il nuovo blocco operatorio dell’Ospedale, colloqui prenatali e pre-adozione mirati a fornire un supporto medico e psicologico ai futuri genitori di bambini nati con queste patologie.

“Sono lieto che il progetto Smile House, dopo l’esperienza positiva di Milano, si sia concretizzato anche a Roma. Siamo grati alla Regione Lazio e alla ASL Roma 1 per avere accolto questo progetto, che è per noi motivo di grande soddisfazione e che ci consentirà di offrire, in ambito ospedaliero ed in un’unica struttura, le cure necessarie ai bambini nati con la labiopalatoschisi, anche oltre l’età pediatrica”, ha affermato Carlo Salvatori, Presidente della Fondazione Operation Smile Italia Onlus, che non ha potuto essere presente oggi al taglio del nastro.

Il progetto Smile House nasce dall’esigenza di seguire con un approccio multidisciplinare di tipo olistico il trattamento delle malformazioni al volto, coinvolgendo un team di specialisti che valutino insieme i bisogni del paziente ed il percorso di cure da seguire in relazione alla patologia.

Gli ambulatori sono attivi dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00. Per accedere alle visite si può telefonare al numero 06 87692455 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30.

Un polo di riferimento, quindi, per il Centro Sud Italia che vede la collaborazione virtuosa tra servizio sanitario pubblico ed una Fondazione privata non profit, che sulla patologia trattata vanta un’importante esperienza, maturata in tutto il mondo.

“Il San Filippo Neri è un ospedale in cui abbiamo ottimi professionisti. Con questi interventi stiamo migliorando anche il comfort della struttura, aprendo nuovi servizi di eccellenza con tecnologie avanzate. Oggi abbiamo inaugurato il nuovo reparto di ortopedia, il Laboratorio analisi, come HUB Regionale e la Smile House di Roma, che sono esempi tangibili di questo progetto” ha sottolineato Angelo Tanese Direttore Generale della ASL Roma 1.

“Finalmente si inaugura la Smile House di Roma – ha concluso Domenico Scopelliti, Direttore dell’Unità di Chirurgia Maxillo-Facciale e Vicepresidente Scientifico della Fondazione – un percorso multidisciplinare che sarà in grado di seguire i bambini con malformazioni al volto dall’epoca gestazionale fino al termine dello sviluppo. La sinergia creata con la Regione Lazio e la ASL Roma 1 ha dato i suoi frutti già evidenti, considerando l’attività chirurgica svolta da quasi un anno. Forte dell’esperienza della Smile House di Milano, questo secondo centro rappresenta un modello assistenziale che sarà replicato in molti dei Paesi in cui opera Operation Smile”.

Il progetto è stato realizzato anche grazie all’impegno ed al prezioso contributo di fondazioni, enti, ed aziende partner della Fondazione come AbbVie, Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, Banco BPM, Confederazione Generale Italiana Imprese, Ernesto Invernizzi, High-Tech Screw, Studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, ma anche grazie a grandi donatori ed ad eventi di raccolta fondi specificamente destinati al progetto, organizzati da alcuni degli Ambasciatori e volontari di Operation Smile. Dopo il Centro di Cura Smile House di Milano, attivo dal 2011 con una casistica di grande rilievo, adesso anche Roma ha una struttura all’avanguardia che seguirà i pazienti con malformazioni congenite quali il labbro leporino, la palatoschisi e la labiopalatoschisi, fino alla fine della crescita.

Il Parlamento europeo lancia la lotta alla plastica

plastica

Il Parlamento europeo, si legge in una  nota dell’Europarlamento,  ha approvato mercoledì il divieto al consumo nell’UE di alcuni prodotti in plastica monouso, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini. La nuova normativa, se approvata in via definitiva, vieterà a partire dal 2021 la vendita all’interno dell’UE di articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini.

I deputati hanno aggiunto all’elenco delle materie plastiche vietate, proposto dalla Commissione: gli articoli di plastica ossi-degradabili, come sacchetti o imballaggi, e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso.

I dieci prodotti di plastica che si trovano più frequentemente sulle spiagge europee

Obiettivi nazionali di riduzione per le altre plastiche non vietate

Gli Stati membri dovranno ridurre il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative del 25% entro il 2025. Tra tali articoli figurano le scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati. Altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90% entro il 2025.

Gli Stati membri dovrebbero elaborare inoltre piani nazionali per incoraggiare l’uso di prodotti adatti ad uso multiplo, nonché il riutilizzo e il riciclo.

I rifiuti di plastica e i costi dell’inquinamento marino

Mozziconi di sigaretta e attrezzi da pesca smarriti
I deputati hanno convenuto che le misure di riduzione dovrebbero riguardare anche i rifiuti da tabacco, in particolare i filtri per sigarette che contengono plastica. La mole di tali rifiuti dovrebbe essere ridotta del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030.

Un mozzicone di sigaretta può inquinare tra i 500 e i 1000 litri d’acqua e, se gettato in strada, può richiedere fino a dodici anni per disintegrarsi. Si tratta dei secondi articoli in plastica monouso più diffusi tra i rifiuti.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire che almeno il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica smarriti o abbandonati venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio di almeno il 15% entro il 2025. Gli attrezzi da pesca rappresentano il 27% dei rifiuti che si trovano sulle spiagge europee.

I rifiuti marini per tipologia

Rendere i produttori più responsabili
Gli Stati membri dovrebbero garantire che i produttori di tabacco si facciano carico dei costi di raccolta dei rifiuti per tali prodotti, compresi il trasporto, il trattamento e la raccolta dei rifiuti. Lo stesso vale per i produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica, che dovranno contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di riciclaggio.

Prossime tappe
La relazione è stata approvata con 571 voti favorevoli, 53 voti contrari e 34 astensioni. Il Parlamento avvierà negoziati con il Consiglio non appena i ministri dell’UE avranno stabilito la propria posizione comune.

Contesto
Secondo la Commissione europea, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti soggetti a queste misure costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell’UE e del mondo. I residui di plastica si trovano in specie marine – come tartarughe marine, foche, balene e uccelli, ma anche in pesci e crostacei, e quindi anche nella catena alimentare dell’uomo.

La plastica è un materiale conveniente, adattabile, utile ed economicamente valido, ma deve essere utilizzata, riutilizzata e riciclata meglio. Quando i rifiuti in plastica vengono gettati, l’impatto economico non comprende solo la perdita di valore del materiale, ma anche i costi di pulizia e le perdite per il turismo, la pesca e la spedizione.

A Di Maio ora piacciono i condoni

di-maio-755x515

Era l’agosto dello scorso anno. Il 23 per la precisione quando Di Maio, ancora all’opposizione, prometteva solennemente in un comizio: “Cercate una mia proposta di legge di condono che riguarda Ischia o qualche altra regione: se la trovate mi iscrivo al PD”. Forse tra i condoni promossi da Di Maio ve ne è previsto pure uno per le dichiarazioni non mantenute o smentite nel giro di poco tempo. In caso la lista sarebbe però troppo lunga. Infatti oggi che Di Maio è capo del Movimento 5 Stelle, forza di maggioranza relativa in Parlamento, e vicepresidente del Consiglio, il governo ha introdotto nel decreto legge su Genova un articolo che permette un vasto condono edilizio proprio a Ischia.

Il condono firmato ieri dal campo dello Stato è a maglie larghe. Coinvolge anche i contribuenti che, tra il 2000 e il 2010, hanno accumulato debiti relativi alle imposte sulla casa: Imu, Tasi e Tari. Il condono contiene, infatti, sconti fiscali che riguardano le mini cartelle fino a un importo di 1.000 euro.

La soglia massima per mini cartelle che riguardano Imu, Tasi e tassa rifiuti è di mille euro. Questa soglia riguarda non solo le cifre iscritte a ruolo (tasse, contributi, multe stradali), ma anche gli interessi che derivano per il ritardo sui pagamenti.

Le cartelle devono risultare in riscossione in un intervallo di tempo ben preciso che va dal 1° gennaio 2001 e il 31 dicembre 2010. Bisogna quindi porre attenzione sulla data riportata sulle cartelle alla voce “iscrizione a ruolo”. Sono ben nove anni.

Per capire se si rientra o meno nel perimetro del condono, bisogna recuperare le vecchie cartelle di pagamento notificate, a prescindere se spedite da Equitalia, Agenzia Entrate Riscossione o dall’esattore locale. Se l’anno rientra tra il 2000 e il 2010 e se l’importo complessivo è inferiore a 1.000 euro, la cartella si dovrà ritenere annullata in automatico. Non sarà quindi necessario presentare una domanda o pagare un importo minimo per ottenere lo sgravio, l’agente della riscossione provvederà a cancellare il debito in automatico.

Pedrelli: Il dualismo di una nuova rivoluzione

Pedrelli

“Con il Congresso si è conclusa una lunga maratona, che ci ha affaticato tutto quest’anno e soprattutto l’estate, ma sono molto contento e onorato di essere stato eletto a questo ruolo. Il mio profondo ringraziamento va a chiunque ha dato il proprio contributo all’operazione: chi all’evento, chi alla mozione, chi con sempre buoni consigli. Darò tutto me stesso per essere all’altezza delle grandi aspettative”.

Lo afferma Enrico Maria Pedrelli, eletto segretario della Fgs nel Congresso del movimento giovanile socialista che si è svolto lo scorso fine settimana presso la sede del Partito a Roma.

A proposito della tua mozione: colpisce subito la veste grafica, e la lunghezza…
Secondo me la veste grafica rende la mozione una vera e propria esperienza estetica, in linea con quello che diciamo debba essere il tenore dell’azione della FGS: offire esperienze di valore, in grado di lasciare un segno. Lo stile è il vaporwave – l’arte dell’internet io la chiamo – e tutto è il frutto della creatività del compagno Camillo Bosco, che ringrazio. Sulla lunghezza, circa 80 pagine, dico subito che è da prendersi come un ritorno alla normalità. Non si capisce perchè, in un’epoca in cui i problemi si fanno sempre più complessi – e lo ammettono tutti! – però poi si risponde con i documentini pieni di slogan e di ovvietà; e tanti propositi! Noi invece nella nostra mozione prendiamo il toro per le corna su diverse questioni, che in genere vengono sempre rimandate con un “dobbiamo approfondire…dobbiamo renderci conto…dobbiamo discutere” e bla bla bla.

Di che tipo?
Tema principale è la tecnologia: noi oggi viviamo una rivoluzione che non è semplicemente tecnologica – come ce ne sono state altre – ma è informatica. E questa rivoluzione informatica, la quarta rivoluzione, sta cambiando tutto: fin’anche il nostro modo di concepirci come uomini. E allora noi abbiamo provato ad indagare questi cambiamenti: abbiamo parlato di internet, di ICT, del loro funzionamento e delle sfide che ci pongono di fronte – che sono soprattutto di natura etica; abbiamo parlato di OGM, in favore della ricerca. L’imperativo è non nascondere la testa come gli struzzi ogni volta che una nuova tecnologia ci pone dei problemi e ci fa paura. D’altra parte però ci tengo a dire che la tecnologia non è mai neutra: ha sempre un padrone. Quando si parla di “benefici per la tecnologia”, sì ok ma per chi? Se vogliamo che essa sia usata a beneficio di tutti i popoli devono allora essere questi i padroni ultimi di essa. Ora invece abbiamo i mandarini del web – quelli che più di un secolo fa avremmo chiamato i padroni del vapore: i colossi dell’informatica che non rispondono a nessun potere, perseguono l’esclusivo interesse di pochi, e dettano le regole di una realtà virtuale in cui ormai passiamo oltre un terzo della giornata.

Fa specie vedere un documento politico che parla di temi moderni, ma che si intitola “Nel tempo di Giano”: un dio antico dalla doppia faccia, che presidia i confini…
Perché la tecnologia ha per definizione questa natura: essere tra. Per esempio, un paio di occhiali sta tra l’uomo e la natura; e ha dunque due facce – una che guarda all’uomo e una che è collegata con il resto. Oggi però siamo circondati da un tipo di tecnologia che sta tra tecnologia e altra tecnologia, e della quale non conosciamo entrambe le facce: non sappiamo che cosa faccia un algoritmo – l’istruzione in codice macchina che decide cosa vediamo sullo schermo, e che ci tratta tutti diversamente – o più banalmente non sappiamo se siamo spiati attraverso la webcam oppure no. La tecnologia è dunque Giano, col suo concetto di dualismo: può essere buona o può essere cattiva. E noi dobbiamo aggredire la conoscenza di queste due facce, la quali invece sono ben custodite nel tempio: dove una casta sacerdotale di tecnici lavora al servizio dei nuovi imperatori. La metafora è questa!

I giovani socialisti a Roma: perché questa scelta?
Perché abbiamo voluto dare un segnale forte, sia al mondo politico sia al Partito. Siamo scesi in piazza in occasione della manifestazione nazionale per la privatizzazione di autostrade, esibendo – davanti all’incredulità generale – le nostre bandiere, i nostri canti, e un’enorme bandiera tricolore con il garofano. Rappresentavamo una cultura politica che, proprio attraverso una oculata politica di industrie di stato e interventi pubblici, ha reso l’Italia la quinta potenza economica mondiale negli anni ‘80. Poi chi ci ha fatti fuori politicamente, si è preoccupato di svendere tutto il nostro patrimonio e lasciare la nostra generazione senza niente. Noi abbiamo fatto vedere che ci siamo ancora e siamo in buona salute! E poi non a caso eravamo nella sede nazionale del PSI. Ci teniamo a farvi notare che i giovani socialisti sono organizzati, in forze, non si lasciano ignorare facilmente e tengono alla loro autonomia.

A proposito di autonomia. La prima giornata congressuale ha visto la nomina di Riccardo Nencini a “Garante del Patto Federativo tra FGS e PSI”. Ci spieghi questa scelta?
Devo dare atto al compagno Niccolò Musmeci di aver per primo osservato che dovevamo consolidare e istituzionalizzare meglio i rapporti con il Partito e dunque con il Segretario Nencini. Ne abbiamo parlato e abbiamo preso questa decisione in accordo con l’allora Segretario Sajeva. L’abbiamo voluto ringraziare del lavoro svolto fin’ora, perchè è stata una fatica non scontata per tenere in vita la comunità socialista dopo tutto quello che è successo. Io lo dico perchè se oggi qualcuno fa tanti applausi ai giovani socialisti è perchè prima di tutto esiste un partito che si chiama Partito Socialista Italiano.

Quali sono gli obiettivi della FGS ora?
Fare politica in due direzioni. La prima: crescere e moltiplicarsi. Per crescere intendo fare formazione a quella che dovrà essere una nuova generazione di socialisti; forte, preparata, e pronta ad essere classe dirigente. Per moltiplicarsi intendo ovviamente aumentare il nostro numero; a tal proposito dico che voglio una FGS movimentista: che crei del movimento in ogni modo, e che tolga i nostri coetanei da un sonno perenne per farli diventare sentinelle coscienti. La seconda: dare il nostro contributo ideale al movimento socialista tutto. Dobbiamo essere avanguardia, e percorrere vie inesplorate. Il Socialismo oggi ha bisogno di revisionarsi, per risolvere dei problemi storici che sono proprio di teoria innanzitutto. E poi bisogna tornare ad un metodo di lotte internazionaliste: se il capitalismo è globale, il movimento socialista deve agire globale. L’Internazionale Socialista ha questo immenso potenziale, come anche il sindacato internazionale: è triste invece vedere che queste due istituzioni sono invece un deposito di medagliette senza valore.

Ma parli di socialismo populista…
Lo dico e lo ripeto: esiste anche un populismo sano. Faccio tre ragionamenti netti, sperando di non essere equivocato – e rimando alla mozione per chi vuole approfondire. Esiste nel corso della storia un movimento di progressivo allargamento della partecipazione al potere nelle varie sfere della società. Per esempio, le rivoluzioni liberali hanno allargato quello che io chiamo il cerchio del potere nella sfera politico-istituzionale. Noi siamo eredi del liberalismo perché vogliamo fare la stessa cosa nella sfera economica. Esiste una forza sociale esistente che necessita di questo allargamento, e che ha bisogno del sostegno attivo e correttivo del movimento socialista. Lavoratori che vogliono la cogestione, o cooperative vere, o liberi professionisti; o la mia generazione che vuole entrare veramente nel mercato del lavoro. Come dopo le rivoluzioni liberali è stato naturalmente assorbito il concetto di democrazia – che ora permea tutto – così noi dovremo portare al naturale assorbimento quello di libertà sociale. L’idea per cui l’altro non è il limite, bensì la premessa per la nostra libertà. Un ordine di cose maturo e che già esiste, ma è continuamente negato da un pensiero unico egemonico che ci vuole invece tutti in concorrenza. L’individualismo più totale, che afflige con la piaga della solitudine la nostra società. Che rabbia vedere compagni che vorrebbero fare alleanze con chi trova invece ideale questo stato di cose…

Dunque il populismo?
Eh allora il movimento socialista deve farsi espressione di questa forza sociale esistente e dunque deve rappresentare un popolo: più categorie, più esigenze e fasce della società, le quali richiedono delle soluzioni ai propri problemi che possono essere risolte solo cambiando il sistema vigente. Compagni, dobbiamo difendere la democrazia con le unghie e con i denti, ma attaccare brutalmente il capitalismo. Le due cose si possono fare insieme. Trovo difficile la lunga permanenza con chi invece ritiene intoccabili entrambe le cose: gli stessi che magari un secolo fa stavano dalla parte di quei padroni del vapore che dicevamo prima…

Sono due frecciatine al “Grande Assembramento contro i populisti” che si paventa alle prossime europee? Quanto sono compatibili i contenuti della mozione con un progetto del genere?
Poco. Ma attenzione: personalmente non vorrei dare agli italiani l’occasione più ghiotta che hanno mai avuto di mandarci a quel paese tutti in un sol colpo. Le accozzaglie in difesa dell’esistente – perchè al netto dei bei propositi è di questo che si parla, e gli elettori non sono stupidi come si vuol far credere – non funzionano se l’esistente è pessimo. Noi vogliamo che il Socialismo riprenda la forza propulsiva delle origini, per tornare ad essere antisistema in maniera razionale e intelligente; contro la irrazionalità di quei cosiddetti populisti. Questo non si può fare se ci alleiamo con “tutti tranne che con loro”. Però al netto dei sogni, sappiamo bene che non possiamo fare ostruzionismo in favore di scenari per i quali al momento non esistono le condizioni. Dunque nessun veto, ma per quanto mi riguarda la Federazione dei Giovani Socialisti d’ora in avanti si prenderà il lusso di parlare squisitamente di politica.

Lavinia Savignoni porta in scena le ossessioni del corpo perfetto

Una donna di quarant’anni dall’aspetto giovanile fa le prove a casa del suo programma “Il Corpo Perfetto” che andrà in onda in diretta tv il giorno dopo e che è anche il nome del Metodo da lei creato per vivere in salute. La prova del discorso si trasforma in un flusso di coscienza su come siamo fatti e su come possiamo raggiungere la perfetta funzionalità del corpo. Alcuni ricordi di bambina romperanno il suo precario equilibrio mentale mostrando al pubblico dei lati che fino ad allora erano repressi, facendola trasformare a tratti in un mostro. Uno spettacolo sull’ossessione odierna dell’essere sani, belli, mangiare bio, avere corpi perfettamente funzionanti. Le diverse facce della protagonista danno voce, a volte in modo grottesco, ad alcuni aspetti disturbati del nostro mondo contemporaneo. Si snoda un conflitto aperto tra il bisogno di un corpo perfettamente funzionante, i modi che si usano per ottenerlo, e il tentativo di non perdere genuinità e umanità contro tutto ciò che è inquinato, artificiale. Questa corsa per trovare l’elisir di eterna giovinezza si scontra con l’incedere inesorabile della vecchiaia che ci riguarda tutti, indipendentemente dagli sforzi fatti per contrastarla con diete e cure di ogni sorta.

un corpo perfettoQui di seguito il racconto di Lavinia Savignoni sullo spettacolo che si terrà dal 26 ottobre al Teatro Brancaccino

Si tratta di un monologo brillante, a tratti grottesco, che racconta la nevrosi di oggi del voler essere in salute a tutti i costi, mangiare sano, tenersi in forma, avere un corretto stile di vita pieno di regole e diktat severi, illudendosi che la vecchiaia si possa allontanare, a volte rimuovendola dalla mente.

Il tema mi è molto caro, sono sensibile a quello che sta accadendo al nostro pianeta, all’esaurimento delle risorse naturali dovuto al circolo vizioso della produzione industriale, che poi finisce anche sulle nostre tavole, di cui siamo tutti in parte responsabili.
Sono stata in passato anche io una paladina dell’essere sana a tutti i costi, costi quel che costi, seguendo guru, medici, metodi, guarendo dalle malattie più disparate, rincorrendo assiduamente una salute che rendesse il mio corpo perfetto, o meglio “perfettamente in grado di svolgere tutte le sue funzioni”. Ma in questo percorso ho imparato che la natura ha le sue logiche misteriose sulle quali io non ho alcun controllo.

Dopo aver scritto il testo ci ho lavorato assiduamente per due anni con le improvvisazioni nei “momenti privati” in teatro, di fronte a colleghi attori, per approfondire il tema, sviscerarlo, creare il flusso di coscienza che mi ha portato a definire l’arco del testo e la caratterizzazione dei personaggi nel corpo e nella voce.
Ho fatto 5 anteprime a Roma al teatro “Il Cantiere” a Trastevere lo scorso inverno. La prima volta con una decina di persone che mano mano aumentavano fino ad avere alla quinta replica il teatro pieno, pieno di un pubblico entusiasta.
Le persone passavano parola di venire a vedere questo studio su Il Corpo Perfetto. Maurizio Fabretti, Light Designer del Sistina, che adesso sta lavorando con Ranieri, considerato un Maestro delle luci, vide un’anteprima e si innamorò del progetto tanto da voler fare lui il disegno luci dello spettacolo.

Il pubblico che aveva visto le anteprime mi ha incoraggiata, così ho presentato il progetto a Carmen Pignataro che lo ha inserito nel suo Festival I Solisti del Teatro. Il Corpo Perfetto ha debuttato il 25 luglio 2018 facendo sold out.

Ho fatto teatro per tutta la vita, sono membro del Duse Studio di Francesca De Sapio e ho studiato e lavorato con Doris Hicks, Augusto Fornari, Valeria Moriconi, Emma Dante e Giorgio Rossi. Amo il teatro fisico e la ricerca costante sul corpo e sulla voce. Anche quando da ragazzina danzavo come ballerina per Pietro Garinei e Gino Landi ho sempre recitato nelle commedie musicali che mi hanno portato in giro per tutta l’Italia.

Scrivere questo testo è stata una medicina per la testa e per l’anima, recitarlo è una pillola benefica che mi rende più forte. Credo che che questo testo parli a molti, che il messaggio ci riguardi tutti, che si possa fare una “riflessione fisica” dopo averlo visto. Il commento che ho ricevuto più spesso dal pubblico fino ad ora è stato questo: “Grazie perché mi sono divertita. Ma mi hai anche fatto riflettere”.

“Job Ciak” in partenza la seconda edizione

LOCANDINA job

Ai blocchi di partenza la seconda edizione di “Job Ciak – I giovani riprendono il lavoro”, il video concorso dedicato ai giovani registi e al mondo del lavoro organizzato da Uil e Uil Tv. Il concorso sarà presentato domani martedì 23 ottobre durante la Festa del Cinema di Roma, alla presenza di Carmelo Barbagallo; segretario generale Uil, di Laura Delli Colli, vice presidente della Fondazione Cinema per Roma; e del regista Gianfranco Pannone. L’appuntamento è fissato a mezzogiorno nello spazio riservato al Roma Lazio Film Commission, sotto il portico antistante l’ingresso dell’Auditorium Parco della Musica in via Pietro de Coubertin.

Dopo il grande successo della scorsa edizione, Job Ciak continua nell’intento di stabilire un dialogo concreto tra il mondo dei giovani registi, film maker, youtuber o influencer dell’audiovisivo e il panorama sindacale e del mondo del lavoro.

Partecipare al video contest è semplice. Basta realizzare un video di massimo 20 minuti che racconti un’idea di lavoro, come i giovani vedono e si rapportano con il mondo del lavoro odierno, in un mercato che è in continua evoluzione. Basti pensare alle tante facce che oggi ha assunto il lavoro flessibile, o all’impresa 4.0.

Le iscrizioni al video contest, gratuite e aperte alle ragazze e ai ragazzi di qualsiasi nazionalità tra i 18 e i 35 anni, scadono il 15 febbraio 2019.

Tre i premi messi in palio: il premio della giuria dal valore di 2mila euro, il premio social e il premio “GiovaniXiGiovani”, del valore di mille euro ciascuno.

Come nella precedente edizione, una commissione valuterà tutte le opere sulla base dell’aderenza al tema proposto, dell’originalità del messaggio e della qualità tecnico/professionale e artistica. Tutti i filmati ammessi al concorso saranno votati anche online con un like.

Il premio “GiovaniXiGiovani”, una novità di questa seconda edizione, sarà assegnato da una giuria composta da giovani tra i 18 e i 35 anni.

La cerimonia di premiazione si svolgerà nel mese di marzo a Roma.

Il bando per partecipare alla seconda edizione è stato pubblicato sul sito www.jobciak.it. Notizie e aggiornamenti anche sui social: Facebook: @UILTV, Twitter:  @UILTVofficial, Instagram: redazioneuiltv.

Redazione Avanti!

“Storie”. I racconti in musica, un progetto di Massimo Ricciuti

Massimo-Ricciuti-Storie-Cover (1)

“STORIE” è un progetto musicale ideato e scritto da Massimo Ricciuti, che va ben oltre il senso discografico perché, per la stratificazione semantica e semiotica (senso del discorso e segni usati), è capace di allargare il proprio orizzonte verso diverse tipologie di consumatori.

Attraverso un sound che mescola echi mediterranei a sonorità balcaniche e celtiche, testimonia un racconto collettivo in forma di “Folk-Pop” o “World Music d’autore” estremamente fruibile.

Le dieci canzoni che compongono l’album sono altrettanti racconti di vita e possono essere visti anche come dieci capitoli di un romanzo. Forte è l’inprinting del mestiere di sceneggiatore e di scrittore-romanziere (piuttosto del giornalista) del Ricciuti.

LE CANZONI DI “STORIE”

La scelta di aprire l’album con una canzone dallo spirito e sonorità pop-vintage (Ci Sei) è un messaggio di speranza rivolto non solo alla generazione alla quale l’autore fa parte, ma è una carezza verso i più giovani che vivono una fase storica ed esistenziale di grandi cambiamenti. Questa fase, suggerisce la canzone, va superata con coraggio e con la forza dei sentimenti. Questo brano riflette la condizione di eterna precarietà di una generazione obbligata a vivere un eterno presente. L’autore suggerisce in un inaspettato incontro d’amore la possibilità di un riscatto. Questo brano è stato scelto per il video di presentazione dell’album e ne costituisce il tema che attraversa tutto l’album: la consapevolezza del tempo che passa mentre sei obbligato a vivere un eterna notte.

I brani si alternano, e passano da ritmi ballabili a lenti riflessivi, declinando di volta in volta in modo diverso il tema che è alla base del concept-album. Da sensazioni dolci a spunti amari. Il lavoro come fatica e come rivendicazione di orgoglio, il lavoro che non c’è, e quando c’è è raccontato sia da mare sia da terra (Gente Di Terra- La Terra Di Andrea- Il Marinaio).

Le emozioni dell’amore, amore trovato, amore perduto (Amico Mio – E Poi).

La sensazione di fare in fretta perché il tempo potrebbe scadere (Il Tempo Che Passa).

La speranza di potercela fare, di vedere una luce in fondo al tunnel (Sarà).

La disillusione dopo aver vinto una battaglia ideale (Sangue Sulle Scale).

La chiusura finale con un inno generazionale che vuole intenzionalmente empatizzare con gli ascoltatori (Siamo Questo E Quest’Altro).

I dieci brani che compongono il progetto “STORIE” possono essere tutti ascoltati in compagnia e ri-creati dall’ascoltatore che diviene attore del prodotto consumato, in quanto la stesura dei brani è volutamente stata creata con lo scopo di coinvolgere in modo attivo. Brani corali, brani per divertirsi (brani che puntano a divergere), ma che suscitano dieci motivi di riflessione.

Elemento distintivo dominante del progetto è la scelta di escludere del tutto sintetizzatori e campionatori utilizzando , per la registrazione, macchine analogiche “Vintage” (ad es. Pre-produzione su un quattro tracce Tascam analogico a nastro  e finalizzazione su un otto tracce Yamaha md) .

Inoltre, per offrire all’ascoltatore il massimo realismo sonoro, si è lavorato su di una mistura assolutamente anti-conformistica rispetto allo stereotipo delle produzioni odierne (sintomatico è l’utilizzo di strumenti quali chitarra battente, banjo, flauto indiano, Fisarmonica e Fiati ,Bansuri, Duduk, Dvojanka, Tin e Low Whistle, Harmonium ecc.)

Gli arrangiamenti sono stati curati da Riccardo Marconi (storico collaboratore di Carlo D’Angiò) con l’ausilio di solidi musicisti professionisti quali Ivan Dalia, Cristiano della Monica, Fulvio Di Nocera, Francesco Di Cristofaro, Osvaldo Costabile, Davide Mastropaolo.

L’ascoltatore è il centro di tutto il “discorso”, ed è “Il” protagonista di “STORIE”.

In un mondo dove tutto è virtuale questo progetto differisce perché è sinceramente “vero”.

Dalla copertina alle fotografie interne al booklet, dalla riproduzione di testi e spartiti musicali, tutto funge come un metatesto sottolineando la densità del racconto completo.

Il progetto prodotto e comunicato dall’etichetta indipendente Suono Libero Music di Nando Misuraca sarà disponibile, oltre che nel classico formato cd e digitale, anche in Vinile a trentatre giri e distribuita da Halidon.

Questa Scelta guarda al futuro. Oggi, infatti, la ripresa dei supporti in vinile è in fortissimo rilancio…e “STORIE” si inserisce pienamente in questa direzione presentandosi in maniera friendly ma elegante, offrendosi come una narrazione colta ma popolare…. “STORIE” è un progetto che vive.

(a cura dell’Ufficio Stampa Suono Libero Music)

Dl fiscale. Lo scontro quotidiano tra Di Maio e Salvini

DiMaio_Salvini

Passano i giorni e cambia il condono. Si allarga e aumentano le possibilità di pacificare ulteriori insolvenze o pendenze con il fisco. E contemporaneamente si allarga la frattura tra i due vicepremier Di Maio e Salvini. Le tensioni sono iniziate ieri sera con l’uscita del tutto irrituale di Di Maio che accusava una nuova manina di aver modificato il testo concordato della così detta pace fiscale inserendo uno scudo anche per i capitali all’estero e allargando il tetto dei 100.000 euro ad ogni singolo anno di imposta giungendo a un totale di 500.000 euro. Il tetto che aveva chiesto inizialmente Salvini.

Ma questa volta per Di Maio la manina non è solo tecnica. È anche politica. E non è difficile capire a chi alluda il vicepremier che va all’attacco arrivano ad ipotizzare un nuovo Consiglio dei ministri che esamini nuovamente il testo per ripulirlo dalla norma incriminata. Ma arriva a breve lo stop di Matteo Salvini: “Il decreto resta. Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo”. E ancora: ‘Non si può costruire di giorno e smontare di notte. Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni oppure scie chimiche”. E respinge ogni accusa di complotto.  “Io – afferma Salvini – quello che abbiamo discusso per ore ed ore in consiglio dei ministri l’ho trovato scritto”. E stoppa subito la richiesta di Salvini di un altro consiglio dei ministri da tenersi venerdì per riscrivere il testo.

Distrofia muscolare di Duchenne, diagnosi in ritardo

distrofia-muscolare-duchenneLa distrofia muscolare di Duchenne colpisce ogni anno circa 60-70 bambini in Italia. Si tratta di una rara malattia neuromuscolare che determina la progressiva perdita di muoversi autonomamente e riduce drammaticamente l’aspettativa di vita. Molti di questi casi vengono diagnosticati troppo tardi, precludendo ai bambini di accedere alla terapia in grado di rallentare il decorso della malattia.
Per questo PTC Therapeutics, biotech americana impegnata nella cura di pazienti con malattie genetiche e rare, ha offerto il proprio contributo incondizionato alla realizzazione del progetto nazionale PETER PaN (PEdiatria TEerritoriale e Riconoscimento Precoce Malattie Neuromuscolari, realizzato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e presentato oggi a Roma in conferenza stampa.

La maggioranza dei casi di Duchenne viene individuato dopo i 3 anni e mezzo, ma in alcuni casi anche dopo 5-6 anni dalla comparsa dei primi sintomi. Diventa quindi fondamentale aumentare il livello di conoscenze del pediatra di famiglia, il primo specialista che deve assistere i pazienti. Il progetto si articola attraverso la realizzazione di attività formative specifiche, come corsi e seminari, per i pediatri. L’obiettivo è coinvolgere oltre 5.000 pediatri di famiglia che lavorano su tutto il territorio nazionale. Verrà, inoltre, realizzato un Position Paper ufficiale della FIMP sulle malattie neuro-muscolari che conterrà raccomandazioni utili per la pratica clinica e sarà accompagnato a materiale informativo di supporto che il medico potrà utilizzare con i genitori o gli altri caregivers del giovane paziente.

“Il pediatra di famiglia deve ricominciare a porre la giusta attenzione al problema delle malattie neuromuscolari – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP -. Rientrano, infatti, in quel processo di osservazione e monitoraggio del neuro sviluppo che sta diventando una parte sempre più importante della nostra professione. La malattia di Duchenne è abbastanza rara (3-4 casi ogni 100.000 abitanti) ma nel loro complesso i problemi neuro muscolari interessano oltre 20.000 bambini residenti nel nostro Paese. E il loro numero risulta in crescita. E’ dunque arrivato il momento di promuovere una più precisa cultura su patologie troppo spesso sottovalutate”.

“Siamo convinti che una azienda che si occupi di Malattie Rare debba andare ben oltre il proprio ritorno economico – ha dichiarato Riccardo Ena, Country Manager di PTC Italia – Vogliamo dimostrarlo con un impegno solido e socialmente responsabile nel cambiare il paradigma che oggi sembra associare il concetto di terapia al solo farmaco, quando invece “terapia” deve significare la presa in carico globale del paziente. La scelta di sostenere il progetto della FIMP va in questa direzione: dare un’opportunità di diagnosi precoce a tutti i pazienti affetti da Malattie Neuromuscolari vuol dire garantire una presa in carico rapida, e quindi far guadagnare tempo di vita, indipendentemente dalla terapia farmacologica.”

“Oggi grazie alla ricerca medico scientifica iniziano ad essere disponibili nuove terapie specifiche – aggiunge il dott. Mattia Doria, Segretario Nazionale delle Attività scientifiche ed etiche della FIMP-I dati a disposizione dimostrano che queste possono migliorare la traiettoria evolutiva della malattia riducendo l’impatto sulla qualità della vita dei giovani pazienti e ritardando l’esito fatale. Tutto ciò a patto che tali terapie vengano iniziate quanto prima possibile, ovvero prima che il danno muscolare sia troppo avanzato. Noi pediatri di famiglia, quindi, ci sentiamo chiamati a migliorare ancora le nostre competenze nel riconoscimento precoce delle malattie neuro-muscolari. A differenza di altre patologie rare il riconoscimento non è troppo difficile. Con il progetto PETER PaN vogliamo sensibilizzare i pediatri di famiglia a prestare la giusta attenzione ad alcune condizioni e caratteristiche motorie, anche del bambino molto piccolo, che potrebbero rappresentare un segnale di allarme.”

Le patologie rare sono oltre 7.000 diversi disturbi e nella grande maggioranza dei casi hanno un’origine genetica. Colpiscono in totale oltre due milioni di italiani e il 70% dei pazienti sono bambini e adolescenti. “Sono malattie estremamente complesse e in Italia esistono centri di riferimento che sono all’avanguardia nel mondo – prosegue il prof. Carlo Minetti, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Miologia ed esperto di distrofie muscolari dell’Istituto G. Gaslini e dell’Università di Genova -. L’individuazione di queste patologie è soprattutto, da sempre, un compito del pediatra di famiglia. Nel caso specifico della distrofia di Duchenne se riusciamo ad anticipare le diagnosi e quindi anche la presa in carico del paziente possiamo ottenere esiti positivi, rallentando l’evoluzione della malattia per dei bimbi che sono altrimenti destinati, prima o poi, a perdere gradualmente la loro forza dei muscoli”. “Mio figlio da 28 anni è affetto da distrofia di Duchenne – sottolinea Filippo Buccella, fondatore dell’associazione di pazienti Parent Project ONLUS -. Come genitore conosco quindi molto bene le complessità e le difficoltà che determina nella vita di tutti i giorni questa patologia neuromuscolare. Siamo lieti che i pediatri di famiglia italiani siano scesi in campo con questo importate progetto educazionale. Auspichiamo che questa iniziativa possa far accendere i riflettori su un grave problema di salute di cui si parla ancora troppo poco”.

“PETER PaN un progetto etico oltre che scientifico a cui noi della FIMP teniamo particolarmente – conclude il Presidente Biasci -. Le distrofie muscolari, infatti, impattano fortemente sia sulla vita del singolo malato che sul resto della sua famiglia. Come Società Scientifica siamo convinti che per salvaguardare la salute di bambini e adolescenti alla prese con malattie molto gravi e complesse sia necessario un lavoro di squadra. Proprio per questo ringraziamo la PTC Therapeutics per aver reso possibile questa importante iniziativa che per la prima volta verrà condotta in tutta la Penisola”.

Informazioni sulla Distrofia Muscolare di Duchenne

Dominante nei maschi, la distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una malattia genetica rara e fatale che provoca una progressiva debolezza muscolare fin dalla prima infanzia e porta alla morte prematura intorno ai 20 anni a causa di insufficienza cardiaca e respiratoria. È una patologia muscolare progressiva causata dalla mancanza di distrofina funzionale. La distrofina è fondamentale per la stabilità strutturale di tutti i muscoli, inclusi i muscoli scheletrici, il diaframma e il cuore. I pazienti con DMD possono perdere la capacità di camminare fin dall’età di dieci anni, seguita dalla perdita dell’uso delle braccia. Successivamente, i pazienti con DMD vanno incontro a complicanze polmonari potenzialmente letali, che richiedono la necessità di supporto alla ventilazione e complicanze cardiache nella tarda adolescenza e intorno ai venti anni.

Maggiori informazioni sui segni e sintomi della DMD sono disponibili su: www.duchenneandyou.com

Informazioni su PTC Therapeutics, Inc.

PTC è una società biofarmaceutica globale a guida scientifica, incentrata sulla scoperta, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci clinicamente differenziati che forniscono benefici a pazienti con Malattie Rare. Fondata 20 anni fa, PTC Therapeutics ha lanciato con successo due prodotti per Malattie Rare e ha una dimensione commerciale globale. Questo successo è il fondamento che guida gli investimenti in una solida pipeline di farmaci innovativi e la nostra missione è di fornire accesso ai migliori trattamenti terapeutici per i pazienti che hanno esigenze mediche ancora insoddisfatte.