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Aldo Forbice

Apriamo il dibattito sul Psi, con chiarezza e senza ipocrisie

Qualche giorno fa sono stato a Bozzolo,in provincia di Mantova,per il festival dell’Avanti! Sì,per chi non lo sapesse,ancora in giro per l’Italia si organizzano molte feste per il nostro giornale. Del resto anche l’Unità non è più in edicola da tempo ,ma le feste sono sempre numerose. Anzi il segretario Renzi le ha “utilizzate” come tribune per un richiamo televisivo (non c’è tg della Rai che non le abbia ampiamente pubblicizzate ) per il suo libro,intitolato, con cattivo gusto, Avanti e per polemizzare con i suoi avversari,interni ed esterni al Pd.

Sono rimasto colpito a Bozzolo dalla passione politica, dall’attaccamento alla bandiera socialista ,alla storia del nostro partito e per l’interesse agli sbocchi politici di oggi .Ho svolto una conferenza su Eugenio Colorni,il noto socialista europeista,uno dei padri del “Manifesto di Ventotene” (insieme ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi). E’ stata molto apprezzata quella conferenza su un uomo dimenticato dagli europeisti , che pure è stato un profeta (spesso inascoltato anche all’interno del Psi ) dell’Europa federale . Un saggio su questo filosofo e scienziato (assassinato dalla banda filonazista Koch nel 1944 a Roma), sarà pubblicato nel prossimo numero di Mondoperaio. I compagni che affollavano la sala “Sandro Pertini” del Circolo socialista erano entusiasti ,felici di ritrovarsi insieme : provenivano dai paesi di tutta la provincia, un territorio un tempo con un elettorato socialista forte,con una lunga storia di lotte sociali ,in cui i socialisti hanno svolto sempre un ruolo di primo piano . Ma guardavo la sala e vedevo solo uomini e donne di età anagrafica molto avanzata .E i giovani ? Una rarità ,si potevano contare come le dita di una mano. Che cosa pensare ? Che il socialismo e,in particolare,il Psi non ha più un potere di attrazione ? Che un partito,con 125 anni di storia,non riesce più a cambiare pelle, a rinnovarsi per continuare a svolgere un ruolo da protagonista ,in grado di affascinare le nuove generazioni che scoprono l’impegno politico ?

Ormai credo che non vi siano più dubbi in proposito. Non credo che siano necessarie dotte analisi sociologiche per arrivare a questa conclusione. Del resto ,il fenomeno non è solo nazionale,anche in altri paesi (Francia,Spagna,Gran Bretagna, Germania) si registra lo stesso fenomeno,forse di dimensioni ancora più ampie : un fenomeno di superamento delle vecchie formazioni politiche e anche di deologizzazione . Basti pensare al caso Macron per avere una conferma di quanto affermiamo. Quando si discute su certi partiti (Lega, M5S ,liste civiche ,ecc.) che non si definiscono “né di destra,né di sinistra”, dobbiamo renderci conto che nello scenario politico si registrano da molti anni cambiamenti epocali. E questo vale anche per quei movimenti o gruppi politici che si definiscono genericamente “liberali” ,”centristi” o ancora più semplicemente “democratici”. Dobbiamo prendere atto dei profondi mutamenti nelle strutture economico-sociali del paese ,avvenuti negli ultimo decenni,che hanno coinvolto di conseguenza anche le trasformazioni dei partiti politici ,sino farli diventare dei gusci vuoti,attivi solo durante le campagne elettorali . In questa realtà,in continua trasformazione,quale futuro può profilarsi per un piccolo partito,come il nostro,anche se con una gloriosa storia politica ? L’ho detto anche a Bozzolo : il Psi è stata la madre di tutti i partiti della sinistra ,ma ora ha sicuramente esaurito la sua spinta propulsiva,non riuscendo a radicarsi ,come lo era in passato, come una forza capace di collegarsi attivamente con un ampio schieramento riformatore. Un partito,dunque,con i blasoni della grande storia ,ma che ci sembra appartenere più al passato che al futuro.

Affermo tutto questo,con profonda amarezza, come giornalista politico,da attento osservatore, come appassionato studioso e storico militante del movimento operaio e socialista. Penso realisticamente che non sia più sufficiente tenere in vita un piccolo partito per mantenere viva la fiammella della memoria .Per questi scopi esistono già molte Fondazioni e associazioni anche se non sempre operano con diligenza. Sicuramente è encomiabile il lavoro di “Socialismo” di Acquaviva e Covatta,della “Nenni” e della “Buozzi” di Benvenuto,della “Turati”, della “Kuliscioff”, sino a poco tempo fa della “Modigliani “(ora ridotta male, anche per la pessima gestione dell’ultima presidenza) e cosi via .

Qualcuno si è chiesto: è necessario cercare altre strade,altri sbocchi ,con aggregazioni politiche e sociali affini o contigue al Psi,come ha più volte proposto l’amico Del Bue,dissertando su una mitica prospettiva laica, in grado di unire in un comune progetto riformatore socialisti,radicali,ambientalisti e forse anche cattolici democratici. Anch’io un tempo ero su questa linea,ma poi mi sono convinto che si tratta di una pia illusione : i radicali,dopo la scomparsa di Marco Pannella,sono profondamente divisi almeno in tre tronconi e perennemente in conflitto fra di loro; ,Emma Bonino è interessata solo alla ricerca di un incarico istituzionale e/o di una candidatura Pd al Senato; gli ecologici,dispersi in mille rivoli. guardano solo ai grandi partiti. Ho l’impressione che anche liste del tipo “La rosa nel pugno” appartengono al passato e non sono più riproponibili

E allora ? Le idee certo non mancano,ma è importante discuterne sull’Avanti!! ,sul sito del partito,se è possibile, anche su Mondoperaio. Gli ultimi due congressi del Psi non hanno affrontato questi problemi di fondo,se non marginalmente. Siamo quasi alla vigilia delle elezioni politiche e siamo impantanati : abbiamo quasi paura di esprimere le nostre preoccupazioni .Usciamo dal letargo e,per cortesia,vi imploro di parlare ,di dire come la pensate ,con chiarezza,senza ipocrisie . L’ho fatta troppa lunga e vi chiedo scusa . Attendo le vostre opinioni. Vi prometto che ,alla prossima puntata,vi dirò come la penso. Grazie a tutti coloro che mi hanno letto.

Aldo Forbice

Le aziende “rigenerate” contro la crisi, Leo Longanesi e le sorprese dei gialli

Chi l’avrebbe detto che tre politici si riciclassero come tecnici,studiosi della disoccupazione, della crisi delle imprese, soprattutto delle piccole? E lo hanno fatto con distacco, competenza e attiva partecipazione alle sofferenze della gente e del paese. E’ quanto emerge subito dalla lettura del saggio di tre autori (Paola De Micheli, Stefano Imbruglia e Antonio Misiani), dal titolo “Se chiudi ti compro – Le imprese rigenerate dai lavoratori” (Guerini e associati). Com’è noto, la De Micheli è sottosegretaria all’Economia, Imbruglia è un giornalista,legato alla politica, esperto di economia e Misiani è deputato del Pd. L’orbita di appartenenza è quella del partito di Matteo Renzi, anche se le influenze politiche e ideologiche non si avvertono. Neppure nella prefazione di Romano Prodi che si sofferma soprattutto sull’attualità di una legge (la Marcora ), vecchia di 40 anni,ma ancora valida. E’ proprio grazie a questa legge che molte aziende sono sopravvissute, nel declino generale della nostra industria. E migliaia di lavoratori hanno reagito, rifiutando un destino di disoccupazione,investendo i propri soldi e rimboccandosi le maniche. In tal modo hanno salvato il loro posto di lavoro insieme ad imprese,anche storiche.

I tre studiosi hanno compiuto un originale viaggio raccontando storie di lavoratori,di tecnici,di imprese della provincia italiana che hanno saputo reagire alla crisi. Il dato di partenza sono le cifre ,forse un po’ troppo sottostimati,ma comunque rilevanti. Nel periodo 2007-2014,secondo l’Istat,l’occupazione industriale è calata di un milione 400 mila unità. Se calcoliamo che, per ogni lavoratore che perde il posto di lavoro viene coinvolta una famiglia, è facile arrivare a un numero impressionante. Prodi lo calcola in 4 milioni 200 mila ,ma la cifra è sicuramente più grande. La qualità della vita è peggiorata,la disoccupazione porta alla disperazione .E anche i piccoli imprenditori hanno lasciato una scia di sangue e dolore per le loro famiglie,come conferma la lunga serie di suicidi,di cui in appendice vengono riportate stralci di lettere inedite di Giorgio Zanardi,scritte pochi minuti del gesto estremo. Documenti strazianti della realtà di una crisi (non ancora del tutto superata ) che ci fanno capire quanto siano “pesate” nel nostro paese le conseguenze della destabilizzazione finanziaria internazionale e della pessima gestione europea e nazionale della politica economica .

Parliamo adesso di letteratura,quella vera. Cominciamo con un intelligente libro su un poliedrico personaggio,Leo Longanesi,scrittore,pittore,giornalista ed editore. L’autore di questo saggio (“Leo Longanesi,un borghese corsaro tra fascismo e Repubblica”,Carocci editore) è Raffaele Liucci,noto anche per avere scritto,con Sandro Gerbi,una biografia in due tomi di Indro Montanelli.

L’autore ripercorre ,parlando di Longanesi,la storia delle vicende politiche e letterarie dal 1926 agli anni ’40. Longanesi morì ad appena 52 anni ma fece in tempo, nelle riviste da lui fondate e dirette ( “Italiano”, “Omnibus” e “il Borghese” ) a cogliere pienamente le radici della “destra carsica”,raccontando le storie dei tanti intellettuali passati dal fascismo al post fascismo (compresi quei personaggi che ritroveremo nel Pci ). Un bel documento di un’Italia del tempo che ci fa riflettere anche sull’Italia di oggi .

I gialli rappresentano oggi una parte consistente del mercato editoriale. Anche una media casa editrice,come la Marsilio,che concede un largo spazio alla saggistica politica e alla narrativa di qualità ,ha una collana di gialli. Ma l’originalità è rappresentata dai “Gialli Svezia”.Gli ultimi pubblicati sono di grande interesse perché rivelano intrecci molto diversi da quelli anglosassoni o italiani .Vi è poco sesso e anche l’orrore non viene mai raccontato nei dettagli. E’ questo il caso di Arne Dahl ,pseudonimo del giornalista Jan Arnald,che in un libro di oltre 400 pagine (“Il tempo del male”) fa venire i brividi : provoca una suspence continua,sorprese a getto continuo sino all’ultima riga,che preannuncia un altro giallo. Liza Marklund ,una scrittrice di romanzi polizieschi (15 milioni di copie fin’ora venduti) racconta nell’ultimo libro (“Ferro e sangue”) casi irrisolti,in gran parte ispirati a storie vere ripescate negli archivi . Il pretesto sono inchieste giornalistiche che “scavano” nelle cronache nere che la polizia ha abbandonato senza trovare una soluzione, Il libro ricorda un po’ la serie di film per la tv “Senza traccia”; non a caso la via della tv è riservata anche alle storie di questo libro. Del resto quasi tutti gli autori raccontano tragedie,orrori e drammi sociali utilizzando spesso i format dei gialli. Per non andare troppo lontano,anch’io ho utilizzato lo stesso “modello” narrativo nel recente romanzo “Fuori dal coro” (Dario Flaccovio editore),protagonista un giornalista conduttore radiotelevisivo. Scusate l’autocitazione, ma forse è utile farlo sapere a chi è sfuggita la “notizia”.

Aldo Forbice

Che significa essere terroni? – Mieli, in guerra con il passato – Gli etruschi sconfitti e vincitori

Chi può capire meglio di me Francesco Merlo ? Come me, giornalista a Catania,Milano e Roma .Gi ho espresso solidarietà quando decise di andar via dalla Rai,dove era stato consulente per la ristrutturazione dell’informazione radiotelevisiva. È stato il primo ad abbandonare la nave ,controllata da orde di pirati col marchio di partiti e sindacati. Poi seguirono le dimissioni di Vercesi e dello stesso direttore generale Campo Dall’Orto. Oggi però ci occupiamo di lui per un libro,curioso,impertinente e originale: “Sillabario dei malintesi – Storia sentimentale d’Italia in poche parole” (Marsilio) . L’autore ci spiega,anche con viva ironia,come le parole possono perdere il significato originario, assumendone uno negativo e viceversa. Sono assolutamente d’accordo con lui e gli esempi sono moltissimi e Merlo impiega ben 400 pagine per citarli tutti o quasi. Dato lo spazio limitato di questa rubrica ci limitiamo a fare un solo esempio: quello della parola “Terrone”. Sono un esperto in questo campo,non solo come terrone doc,ma anche per aver pubblicato un libro ,dal titolo “Io, ingegner Terrone “ ( Log-Guerini editore) . Merlo,anche lui terrone doc, ha scritto in materia pagine divertenti e di grande verità. Fra l’altro, ha fatto notare che “è stata raccontata la storia dei Crispi e dei San Giuliano,degli emigrati che diventano operai della Fiat,dei soldati del nord e del sud che nelle trincee della prima guerra mondiale muoiono italiani. Manca invece la storia del terrone italiano,la storia dei prefetti e dei maestri e quella dei ferrovieri che rappresentano non solo il meglio dell’Italia “terrorizzata” ma anche della sinistra”.C’è un’altra cosa che condivido con Merlo. La prima sul giornalismo (“un mestiere che si sta irrimediabilmente guastando”) ; la seconda riguarda il suo maestro Vizzini .Anche il mio maestro si chiamava Vizzini : sarà lo stesso ?

Passiamo adesso alla storia,quella scritta da storici e da quei giornalisti,che talvolta sono molto più bravi di quelli accademici. E mi riferisco a Paolo Mieli ,che ha ora pubblicato “In guerra con il passato –Le falsificazioni della storia” (Rizzoli).

E’ un compito difficile quello del notissimo giornalista- storico: mettere a nudo l’uso strumentale della storia per avallare le esigenze del presente. Una guerra che si produce proprio in tempi in cui si scopre che “niente è più moderno della memoria”. Mieli cita James Hillman (“Un terribile amore per la guerra”) per ribadire che la memoria ufficiale è corta.”Le prove delle atrocità marciscono negli archivi istituzionali ,eppure la memoria della inumanità della guerra non sbiadisce con il tempo. Aleggia con i suoi fantasmi. Peggio si proietta sull’intera storia”. L’autore porta il lettore in un viaggio lungo i secoli per rivelare le troppe manipolazioni e le contraffazioni . E’ un’analisi difficile che rimette in discussione motivazioni ed eventi,compresi atti compiuti da quella che si è sempre ritenuta “la parte giusta”. Si tratta di un’operazione senza fine ,di cui il revisionismo (col capo scuola De Felice) è solo una componente o l’antesignano di questa nuova ricerca storica,che comunque – avverte Mieli- non va rapportata al tempo presente. Finiremmo con lo scoprire sempre sorprese negative.

Ad arricchire la già cospicua letteratura etrusco-romana è ora uscito un libro di Thierry Camous,”Tarquinio il Superbo” pubblicato da Salerno editrice. L’autore è un ricercatore del Cnrs e storico particolarmente esperto nella storia delle origini di Roma. Questo saggio racconta alcuni importanti capitoli della storia degli etruschi,non dalla parte dei vincitori (come spesso è avvenuto: sono numerosi gli autori greci e romani,notoriamente nemici dei “Tirreni”,come venivano chiamati gli etruschi). L’autore,scrive infatti che la prima morte degli etruschi avvenne tra il 396- quando Camillo fece cadere la potente Veio,nemica secolare e vicina di Roma – e il 264,con la caduta dell’ultima città “toscana” rimasta libera,Volsinii. Non è ancora del tutto certa l’origine di questa città: se cioè collocabile nell’attuale Orvieto ,oppure nella vicina Bolsena,dove di recente sono state rinvenuti reperti archeologici che avvalorerebbero le origini della città etrusca. Ma di tutto questo l’autore non ne parla,anche perché la sua ricerca è concentrata sulla figura del dittatore Tarquinio ,definito da Tito Livio,il “Superbo” ,che conquistò il potere con un efferato omicidio di un innocente (Erdonio). Tarquinio fu un grande condottiero,fece crescere Roma,con grandi conquiste militari,ma non fu molto amato dal popolo,per il saccheggio delle città conquistate , i massacri delle popolazioni e lo sterminio dei suoi nemici. La “Grande Roma dei Tarquini” doveva passare anche con gli orrori e il sangue che scorreva a fiumi. Del resto perché stupirsi ? E’ cambiato qualcosa nell’epoca moderna ?

Infine ,una segnalazione della rivista quadrimestrale “Storia Ribelle”,diretta dallo storico Roberto Gremmo.Di particolare interesse ,nel numero 45, un saggio sui rapporti inediti della polizia fascista sulla Resistenza laziale nel 1944 e la rivelazione di documenti di Giancarlo Pajetta ed Enrico Berlinguer che proponevano accordi politici con Pino Rauti.

Aldo Forbice

La morte di Liu Xiabo: vergogna per il governo cinese ma anche per l’occidente

“C’è qualcuno con te? / Ci sono degli uccelli / Non li vedo/ Ascolta il battito delle loro ali/ Non sarebbe bello disegnare degli uccelli sui rami ? / Sono troppo vecchia per vedere,cieca”.

Questi versi sono di Liu Xia,la moglie del dissidente Liu Xiabo ,morto a 61 anni, di un tumore al fegato dopo otto anni (su 11 anni di condanna) trascorsi in un carcere cinese. Le autorità lo hanno “liberato” per evitare di farlo morire in una cella: non lo hanno fatto per umanità,ma semplicemente perché temevano un impatto sull’opinione pubblica ancora più devastante . Alla moglie ,la poetessa Liu Xia,agli arresti domiciliari da molti anni,non le hanno concesso di vedere il marito ,neppure in fin di vita. L’Occidente è rimasto sordo all’appello degli intellettuali per consentire a Xiabo di recarsi in un paese europeo o negli Usa per potersi curare in un moderno ospedale e consultare specialisti oncologi. Per la verità la cancelliera Merkel ha chiesto a Pechino un gesto umanitario,ma senza farne parlare troppo dai giornali per non irritare il governo cinese. La stessa cosa,ma anche più sommessamente,ha fatto Donald Trump ,ma non è stato direttamente il presidente americano a chiederlo,ma un suo portavoce. Ora,solo dopo questa tragica morte,l’Occidente ha scoperto l’eroe di Tienamnen ,premio Nobel per la pace nel 2010,un riconoscimento che non ha potuto ritirare perché il governo non gli ha consentito di recarsi a Oslo. Liu era stato condannato a 11 anni di carcere duro per aver scritto un documento,”Charta 08” in cui si chiedevano riforme democratiche,così come avevano fatto i dissidenti cecoslovacchi ,con “Charta 77” . Anche la moglie,che ha sempre condiviso le traversie e le sofferenze di Liu ,è stata condannata agli arresti domiciliari ; le è stato vietato ogni contatto con il marito,parenti e amici,con la proibizione di qualsiasi viaggio , a cominciare di Oslo,dove avrebbe potuto ritirare il premio Nobel,al posto del marito. Ora Xia si trova ancora agli arresti domiciliari e sembra ammalata da una gravissima forma di depressione .Diversi governi europei (ma non risulta quello italiano ) hanno chiesto la liberazione della donna,ma fin’ora il governo cinese appare irremovibile. Liu Xiabo è diventato il simbolo dei dissidenti nella Rpc. Era rientrato a Pechino nel 1989 da New York ,dove insegnava alla Columbia University ; si era subito schierato a Tienanmen con gli studenti,ma quando si è reso conto che la partita era persa di fronte alla testarda ostinazione di un regime plumbeo e disumano ,fece di tutto per convincere i ragazzi a “mollare” per non finire vittime di un tremendo massacro,con migliaia di morti,feriti,torture nelle carceri di tutta la Cina. Come poi,purtroppo,è avvenuto. Ancora oggi gli intellettuali in cella di quella stagione sanguinosa sono diverse decine. Xiabo è stato controllato sino alla fine dal regime ,che gli impedì le cure all’estero e ogni tipo di contatto esterno,compreso quello con la moglie molto amata. In una lettera lasciata alla sua compagna ,ha scritto: ”Se fossi ridotto in polvere ,userei le mie ceneri per abbracciarti”.

Se gli fosse stato concesso di recarsi a Oslo per ritirare il Premio ,il combattente per i diritti umani,avrebbe sicuramente letto un brano di “Charta 08 “: “ La Cina è una grande nazione ,il cui sistema politico continua a produrre disastri sul fronte dei diritti dell’uomo… Spero di poter essere l’ultima vittima dell’inquisizione”. Purtroppo siamo convinti,anzi ne siamo più che certi,che Liu non sarà l’ultima vittima,sino a quando continuerà a esistere un regime comunista che schiavizza gli uomini in nome del mercato e del profitto (capitalista).

Aldo Forbice

Un racconto tratto dalla tragica realtà della violenza quotidiana

Una volta tanto non ci occupiamo di politica, ma ospitiamo in questo spazio un breve racconto. A volte la narrativa ci dice molto di più della cronaca, di quella politica, sociale e persino di quella nera. Del resto, quello che leggerete è un testo ispirato a fatti di orrori quotidiani, alla violenza sugli esseri umani, donne e bambini compresi, di cui i media si occupano (purtroppo inutilmente, ogni giorno). Mi farebbe piacere ricevere un vostro commento, un pensiero, anche una critica, se la ritenete utile.

L’appuntamento è per un sabato mattina al Vittoriano. Nella sala Zanardelli era stata allestita la mostra “Schedati, perseguitati,sterminati”, sul massacro dei malati psichici e dei disabili nella Germania del Terzo Reich. I visitatori erano pochi,per lo più persone anziane .Sergio si guardava intorno mentre fissava le fotografie,i disegni,i documenti che raccontano flash di vita di 400 mila donne,uomini,ragazzi,bambini,

che vennero sterilizzati ,contro la loro volontà, perché affetti da patologie mentali nel periodo 1934 – 1945 .Fra questi almeno 200 mila furono prelevati nei “manicomi” per essere uccisi ,in base al programma di eugenetica “T4” voluto da Hitler .

Sergio, un giornalista,appassionato di diritti umani ,cerca di leggere le didascalie delle foto e dei disegni ,quando si sente chiamare alle spalle.

Si gira e vede subito una donna non giovanissima ,dimostrava una quarantina d’anni, con un viso senza trucco e capelli castani cortissimi .

“Scusi lei è Sergio Fiorani ,il giornalista ?

“ Sono io e lei ?

“ Mi chiamo Milena,anche se questo non è il mio vero nome. Meno si sa di me e meglio è .Lei mi può capire ”.

“Certo. Mi racconti quello che può dirmi,senza fare riferimenti a fatti che possono farla riconoscere.”

“Purtroppo non posso darle prove certe sul traffico degli organi,di cui lei ha parlato nel suo programma radiofonico,che mi è capitato di ascoltare. I medici, da lei intervistati ,hanno tutti negato l’esistenza della compravendita di organi. Io sono un’infermiera da oltre quindici anni ,lavoro nelle cliniche private. E le assicuro che questo scandalo esiste . Se lei ha bisogno di un rene lo può trovare facilmente con diecimila euro,anche per meno ; un cuore ,con 50 mila; un fegato con 100 mila ,oltre ai costi degli interventi chirurgici ,della clinica e persino delle mance ai paramedici e portantini…”

“Ma esiste una vera organizzazione che fa tutto questo “.

“ Sono diverse le combriccole di medici e non solo,anche con collegamenti esteri. Certi organi arrivano,per canali misteriosi, anche criminali, dall’Asia (Thailandia,Cambogia,Indonesia,Cina) e dall’America Latina (dal Brasile soprattutto) “Può darmi qualche nome,qualche indicazioni di cliniche o di medici ?

“Lei deve essere matto. Sono venuta perché lei ha insistito molto al telefono e perché mi rimorde la coscienza su questo traffico vergognoso, che coinvolge anche i bambini,e di cui i giornali non si occupano e, purtroppo, neppure la polizia.”

“Non se la sente di dirmi altro ?

“Ho capito che lei mi vuole morta. Ma io vorrei ancora vivere,se non altro per i miei due figli . Arrivederci ,confido in lei .So che approfondirà e denuncerà questo scandalo,come ha fatto in passato per altri orrori .”

“Aspetti…”, ma Milena si era già velocemente avviata verso l’uscita.

Sergio la rincorre,ma la signora senza trucco era scomparsa in pochi secondi.

D’improvviso però , appare sulla scala Benedetta ,la compagna del giornalista. Avevano deciso di incontrarsi al Vittoriano, ma Sergio se ne era dimenticato.

“Ciao,come è andata con la donna misteriosa ? “

“Per la verità ,non mi ha detto molto. Solo cose che conoscevo già . Speravo mi desse qualche dritta su cui indagare,ma è stata molto vaga. Ha troppa paura e la capisco.

“Non ti rendi conto che si tratta di una materia scottante: sono in molti a rischiare la vita e dovresti ogni tanto preoccuparti, non solo per te,ma anche per me”.

“Tu,che c’entri ? “

“Se qualcuno vuole fare del male a te,può farlo anche tramite me. Sono in molti a sapere che sono da anni la tua compagna .Potrebbe rapirmi qualche criminale o magari violentarmi . Queste si chiamano vendette o avvertimenti trasversali .Non sarebbe la prima volta. Ne hai parlato anche alla radio.”

“Hai ragione. Tutto può accadere oggi,Abbiamo visto anche in Messico,dove ogni giorno spariscono decine di giovani donne : violentate , assassinate e abbandonate nelle discariche. Stai tranquilla ,siamo in Italia ,qui non accadrà nulla”.

“Sei sempre il solito ingenuo ,ma forse dici queste cose nell’illusione di tranquillizzarmi. Io ho paura .E comunque non dirò più a nessuno all’università che sono la tua compagna.”

Alla radio Sergio stava preparando una nuova campagna umanitaria ,questa volta sui diritti umani nella Repubblica islamica dell’Iran,dove nell’ultimo anno si erano registrate oltre 450 impiccagioni ,anche di ragazzi, minorenni, quasi tutti dissidenti del regime dei mullah .

Una telefonata interrompe una riunione di redazione.

“C’è una certa signora Milena che chiede di parlare urgentemente con Sergio”,dice la segretaria.

“Passamela”

”Milena,come va ?

“Ci ho pensato molto dopo il nostro incontro e vorrei darle una indicazione. Sulla Tuscolana esiste una clinica poco appariscente ,se le va potrebbe cominciare a indagare da lì ,magari segnalandola ai carabinieri “.

“Ma come si chiama ? Mi dica qualcosa di più …”

“Guardi che i telefoni sono controllati e comunque non me la sento di aggiungere altro. Arrivederci,anzi addio e auguri “.

Sergio rimane interdetto, con la cornetta del telefono in mano fissando i silenziosi redattori. Doveva riflettere su che cosa fare .Intanto il lavoro di redazione appariva urgente perché la situazione politica “precipitava”,prospettandosi una crisi di governo a breve scadenza.

La sera, dopo cena, prova a parlarne con Benedetta,ma trova una donna distratta,quasi un muro di indifferenza. Replica solo con un senso di fastidio: “ Ma tu hai fatto campagne contro la pena di morte e la tortura,contro la violenza sulle donne e i bambini,per fermare le stragi in Algeria, sui diritti umani in Cina,in Iran,in Africa,hai salvato diverse donne dai boia… e adesso sei preoccupato per il traffico degli organi che coinvolge anche il nostro paese ? E poi come fai a muoverti se non hai prove ? Stai attento rischi per la tua vita e anche per le persone che ti stanno intorno”. Scandisce le parole con rabbia,quasi gridando. Non aspetta la risposta del suo compagno ed esce di casa sbattendo la porta .

Dieci giorni dopo ,Angela ,un’assistente di redazione ,porta a Sergio un flash dell’ansa . E’ scura in volto,molto preoccupata. Grida: “Leggi”.

Nella nota si dice che in una clinica a sud di Roma era stato rinvenuto il cadavere di un’infermiera dall’apparente età di 40 anni .Dai segni sul collo e dalla cintura bianca del grembiule attaccata al corpo ,collegata a una finestra, sembrava si trattasse di un suicidio. Ma non era stato rinvenuto alcun messaggio. La donna aveva due figli ,una bambina di otto anni e un bambino di sei .

Sergio rimane impietrito. Cerca il cellulare e chiama Benedetta,ma il telefono squilla a vuoto. Insiste. Preoccupato decide di tornare rapidamente a casa .

Nell’appartamento dove abita ,a Monte Mario, apre nervosamente la porta e chiama ad alta voce la compagna,ma non riceve risposta. Gira nelle camere e nei bagni,trova un disordine inconsueto,ma apparentemente non riesce a scorgere nulla di strano. Ritorna all’ingresso e sopra una catasta di libri,scopre una busta gialla,con la scritta “Per Sergio” .

Si tratta di una lettera di addio o quasi,almeno così l’ha interpreta il giornalista:

“Caro Sergio ,parto per l’Angola,con una ong che si occupa di assistenza ai bambini .E’ un vecchio progetto , tornato a galla perché anche un collega dell’università,il prof. Manlio Rossi , ha accettato di condividerlo . Non so quando tornerò. Forse è meglio così anche per te. Auguri per il tuo lavoro. Ciao. Benedetta “.

Sergio cerca qualcosa di forte da bere. Apre una bottiglia di grappa di qualità ,che teneva da parte per le occasioni importanti, e ne beve una lunga sorsata,fissando un dipinto di Ennio Calabria che rappresenta figure evanescenti di donne che si perdono nel vuoto.

Aldo Forbice

 

Lavoro e non lavoro nel 2025, Disertori, L’elefante di Napoleone, Memorie del futuro

Domenico De Masi è un sociologo napoletano esperto in politiche del lavoro. Ora è un “emerito”, ma ha insegnato per trent’anni all’Università “la Sapienza” di Roma. Con la sociologia del lavoro ( e non solo) si è sempre divertito a inventare sempre teorie nuove e fantasiose, come “l’ozio creativo”. Ci ha scritto anche dei libri, diventati, talvolta, di successo. Ora ,con l’aiuto di un composito gruppo di filosofi,sociologi ed esperti di società post industriale e di sociologia del lavoro, ha pubblicato un ponderoso volume (oltre 400 pagine), dal titolo “Lavoro 2025 –Il futuro dell’occupazione (e della disoccupazione), Marsilio. Un testo tratto “liberamente” da una ricerca voluta da un gruppo di parlamentari Cinque Stelle “per fornire una base scientifica alle proposte di legge del loro partito”.

Il risultato però mi sembra deludente,anche perché,nonostante la presenza di prestigiosi esperti e la discussione, anche pubblica che ne è seguita,non si arriva alla formulazione organica di un programma che doveva diventare una parte di quello più generale di governo. De Masi,intellettuale libero,laico (un tempo strettamente collegato al Pci), si intuisce che non si sente a suo agio ,come se avesse in qualche modo le “mani legate” dalla committenza. Non pensate però di trovarlo nelle liste grilline alle prossime politiche perché De Masi rimane pur sempre un libertario,poco ligio alle direttive autoritarie che vengono dai comici e dagli informatici,come Grillo e Casaleggio.In ogni caso questa ricerca rimane utile per un approfondimento sulle prospettive di lavoro nei prossimi dieci anni .Con il rischio,come afferma De Masi, che il lavoro “ non resti un privilegio per alcuni e un miraggio assillante per altri,un fattore di dissidio profondo tra occupati e disoccupati,un motivo di guerra tra i poveri”.

Vorrei parlare adesso di un piccolo romanzo (piccolo solo come dimensioni) di Michele Pellegrini,uno autore triestino che ha scritto “Disertori” (Barbera editore ).

Lo scenario è la ex Jugoslavia e l’Albania,compreso il Montenegro e la Dalmazia .E’ la storia di un gruppo di militari diventati banditi,dai colori politici diversi ,La guerra li ha trasformati in uomini sanguinari,privi di scrupoli ,che hanno perso ogni briciola di umanità. E’ un romanzo,tratto però ( e si sente ) da una storia vera,che lascia tracce profonde nella mente del lettore per la violenza,la ferocia gratuita scaturita da ideologie e da assurdi fanatismi politici .La scrittura è semplice,scarnificata, senza retorica ,che colpisce con durezza.

L’autore del libro “L’elefante di Napoleone” (Bompiani),Paolo Mazzarello, non è un letterato di professione. Il suo “mestiere” è quello di docente e,più esattamente di storico della medicina,all’Università di Pavia.Il titolo ( di grande richiamo) nasce dalla donazione all’Università lombarda dei resti,ben conservati,di una elefantessa che si trovava al ”Musèum nazional d’histoire naturelle di Parigi”. E’ chiaramente un pretesto per raccontare l’affascinante storia di questo gigante della natura che arrivava dall’India e quindi serviva alla Francia anche per far conoscere una parte importante dell’Asia. L’elefante aveva finito,prima con la monarchia e poi con Napoleone, con svolgere un ruolo di potenza,di bellezza della natura,ma anche di mansuetudine ,di serenità,di maestosità .L’elefantessa era arrivata dopo un avventuroso viaggio ,per mare e per terra,alla sontuosa reggia di Versailles,dove era stata ospitata,curata e vezzeggiata dalla famiglia reale. Ma un giorno però il pachiderma riuscì a liberarsi dalle sue catene e fuggì alla ricerca della libertà. ll libro è un omaggio al più grande animale della terra,in via di estinzione,per la malvagità degli uomini. Un racconto,vero e fantastico: una metafora sulla libertà ,sul rispetto dei diritti degli animali ,ma anche di quelli fondamentali degli esseri umani .E’ anche per queste ragioni che a Mazzarello è stato assegnato il Premio della letteratura giovanile “Città delle rose” (Abruzzo).

Infine, segnaliamo un libro curioso e intrigante del sociologo Paolo Jedlowski ( insegna all’Università della Calabria), “ Memorie del futuro” (Carocci editore ) .

Lo studioso affronta l’analisi del futuro con una chiave originale,che fa molto pensare al proprio passato,che può diventare futuro. La domanda fondamentale è questa: che cosa avviene quando ricordiamo un futuro che in passato abbiamo immaginato ? Quando,ad esempio,ricordiamo un’aspirazione irrealizzata ? E così via…Una riflessione attenta,analitica, tra nostalgia,speranza e riflessione.

Aldo Forbice

La bellezza, Il mondo gay della Chiesa, La famiglia che cambia, Il narcisismo

Vi confesso che ho sempre avuto una grande ammirazione per Vittorio Sgarbi,come storico dell’arte. Lasciamo da parte,in questa sede, il Vittorio narcisista,uomo di spettacolo,polemista a tutto tondo. Sgarbi esperto d’arte è da apprezzare. E questo – lo dicono, a volte sottovoce,anche i grandi esperti di arte figurativa- e viene confermato,se ce ne fosse bisogno,anche dal recente libro (570 pagine),”Dall’ombra alla luce” ( La nave di Teseo,la casa editrice diretta da Elisabetta Sgarbi,la sorella).Del resto, il prefatore (Paolo Di Paolo) scrive di quest’opera: “Credevo di sapere cos’è l’Italia non lo sapevo abbastanza. E’ stato come risvegliarsi davanti alla sua natura di scrigno contenente infiniti scrigni ,davanti a una inesauribile e prodigiosa dotazione di bellezza”. Sgarbi,di fronte al panorama di dipinti famosi, fa sfoggio della sua inesauribile competenza,che si unisce alla sua grande passione per l’arte,quella che emoziona,che lascia un segno profondo nella mente e nel cuore.

Lo studioso commenta in modo brillante le opere dei più grandi artisti del passato: nomi noti (come Caravaggio,Velazquez, Luca Giordano,Mattia Preti,Guido Cagnacci, Giambattista Tiepolo e tanti altri) e meno noti. I racconti e le riflessioni critiche sono appassionati e appassionanti , trasmettono gioia ed entusiasmo per la bellezza: valgono molto di più di eruditi saggi di esperti. apprezzati forse solo dagli addetti ai lavori.

Passiamo ora ad argomenti più “terreni”, col libro del giornalista Emiliano Fittipaldi (“Lussuria”, Feltrinelli). Sì ,è lo stesso autore del tanto discusso libro ,diventato bestseller, “Avarizia”,poi “processato” dai magistrati del Vaticano. “Lussuria” è un libro rivelazione che affronta con coraggio il tema dell’omosessualità e della pedopornografia all’interno della Chiesa. Un argomento tabù,che le gerarchie vaticane hanno sempre “ignorato” o minimizzato . L’autore affronta,sulla scorta di una grande quantità di documenti inediti (compresi atti giudiziari ), e numerose testimonianze, un argomento scandaloso che Papa Francesco ha sempre condannato (almeno nelle sue esternazioni ). Purtroppo però Bergoglio ,almeno in questo campo,sembra non abbia raggiunto grandi successi perché la lobby omosessuale,costituita da preti,vescovi e cardinali, continua ad essere potente sempre e difende i propri interessi e privilegi con ogni mezzo. Non a caso di questo libro si è parlato poco nei media perché si tratta di “materia scottante” : i giornaloni e i telegiornali Rai e commerciali, preferiscono non occuparsene ,anche se con grande imbarazzo. Alcune eminenze cattoliche potrebbero ricorrere alle querele. Ma nessuno pensa di utilizzare “l’arma “ della legge . E’ rischiosa,se ne parlerebbe troppo . E’ meglio dunque stendere una coltre di silenzio. Parola di (prete) gay .

C’è poi un libro,che come scriveva Franz Kafka ,appartiene alla categoria di quelli che “mordono e pungono”.Del resto,osserva sempre il grande scrittore ceko,”se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio,a che serve leggerlo ? ” Nel nostro caso ci riferiamo alla scrittrice Laura Pigozzi (“ Mio figlio mi adora”,Nottetempo edizioni),che ha ottenuto di recente il premio “Città delle Rose” (sezione libri per giovani). Il libro affronta,in modo approfondito (ma anche problematico) tutti i problemi dell’evoluzione della famiglia,comprese quelle omosessuali,con le implicazioni sui figli, che conosciamo anche dai dibattiti sullo jus soli ,sulle adozioni,sulle copie gay ,ecc. La scrittrice ,psicologa ,si limita ad analizzate la tipologia delle famiglie (allargate,monogenitoriali e omogenitoriali ) con tutti i problemi ancora aperti e di non facile soluzione nel breve-medio termine.

Infine,riflettiamo sul narcisismo,una malattia che colpisce un’infinità di uomini e donne .Ad affrontare causticamente l’argomento è lo psichiatra e psicoterapeuta Giancarlo Dimaggio,col saggio “L’illusione del narcisista” (Baldini & Castoldi).Non avevo mai letto un atto di accusa,così documentato e così duro contro questi “odiosi individui” ,che “si credono degli dei ,dei re o regine del mondo”. I narcisisti, commenta sempre l’autore, “aspirano alla grande vita e invece passano la maggior parte del tempo tra rancore,perché gli altri non li riconoscono,rabbia,perché sentono chi li circonda come bastoni tra le ruote,disprezzo per un mondo che non li appaga più “. Il narcisismo è sicuramente una malattia. Nella gran parte dei casi si può guarire,ma la terapia è complessa e soprattutto ha tempi lunghi.

Aldo Forbice

Aldo Forbice

Eugenio Colorni, socialista riformista federalista europeo scomodo

Chi è Eugenio Colorni? Sicuramente è il personaggio meno conosciuto fra i padri del Manifesto di Ventotene o Manifesto per l’Europa federale. Infatti,anche in occasione delle celebrazioni del 60° dell’Unione europea,si è parlato molto di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, pochissimo, quasi per niente, di Eugenio Colorni.

Eppure Colorni è stato l’ideatore e l’animatore del progetto del Manifesto. E parlava di Europa federale molto prima della sua reclusione a Ventotene,molto prima di conoscere Spinelli e Rossi .Lo ha confermato ,in un recente convegno delle fondazioni Nenni e Buozzi,anche Virgilio Dastoli ,che è stato per molti anni collaboratore di Spinelli. Del resto lo stesso Spinelli ricordava spesso che “Colorni è stato il maestro della mia mente”.Ma lo diceva agli amici,ma non risulta che nei discorsi o negli articoli abbia mai citato Eugenio. Anche Norberto Bobbio, curando la raccolta degli scritti del pensatore socialista, si lamentava che “la figura di Colorni era la meno nota fuori della cerchia degli studiosi e anche qui solo per frammenti”. Sicuramente avrà influito, nella formazione europeista di questo filosofo –politico, la donna che amò intensamente : quell’intellettuale ebrea tedesca,Ursula Hirschman (sospettata di simpatie trotzkiste) ,che poi sposò e visse con lui anche a Ventotene e da cui ebbe tre figli . In seguito, dopo l’assassinio del dirigente socialista a Roma dalla banda Koch , Ursula divenne la moglie di Altiero Spinelli ( e partorì altri tre figli) .

Mi ha raccontato di recente Franco Ferrarotti (il padre della sociologia italiana),che ha frequentato per anni la coppia Altiero-Ursula: “Spinelli non era un uomo di vasta cultura,era però un politico che sapeva cogliere tutte le sfumature di quel mondo. Ursula era una donna bella e intelligente,molto colta. Qualsiasi uomo sensibile se ne sarebbe innamorato”.

Quando Colorni venne trasferito a Melfi da Ventotene (da dove poi è riuscito a fuggire per operare nel Psi ,come clandestino a Roma) fece stampare a spese proprie il Manifesto federalista europeo,anche se non portava la sua firma. Infatti ,il testo era stato scritto da Spinelli e Rossi,anche se i contenuti erano stati ampiamente discussi in decine e decine di incontri sull’isola. Il filosofo socialista rispettò il testo stilato dai suoi due amici ,limitandosi a scrivere una prefazione Ne diffuse solo 500 copie ,invece di 3000 come aveva programmato,per mancanza di fondi .Ma ,mentre Spinelli e Rossi,appena liberati dall’isola,preferirono rifugiarsi in Svizzera, Colorni si buttò nella lotta clandestina a Roma ( organizzando i gruppi militari partigiani ,scrivendo sull’Avanti clandestino e lavorando alla ricostruzione del Psi). Nella piattaforma programmatica per il congresso socialista fece inserire questo suo testo : “I socialisti italiani vogliono che dalla pace che seguirà la presente guerra siano poste le basi di un solido ordinamento unitario che si concreti in una Federazione dei liberi Stati Europei”.

Nel dopoguerra e persino negli anni più recenti ,la figura di Eugenio Colorni è stata ridimensionata,sino a farla dimenticare. Eppure Aldo (questo il nome che assunse nella lotta partigiana) è stato l’unico martire europeista socialista massacrato dai criminali fascisti . Sorge però un sospetto : Altiero Spinelli era un ex comunista ( ma poi rientrato nel partito di Togliatti ,sia pure come indipendente) ed Ernesto Rossi,radicale ,sostenuto dall’estrema sinistra del tempo ,potevano godere di protezioni politiche forti e interessate,mentre Colorni era un uomo libero,socialista riformista e libertario. E considerato piuttosto scomodo dai vertici dei partiti . Questa figura piaceva poco allora (ai tempi dello stalinismo imperante ) ,ma ancora oggi non risulta troppo gradita .Ecco perché si tende a metterla in ombra. Parleremo ancora di Colorni,anche con un saggio che stiamo preparando per “Mondoperaio”.

Aldo Forbice

I traditori di tutte le risme, L’involuzione del regime turco, testimonianze sui lager 

Ogni tanto gli studiosi si prendono un anno sabatico : sospendono le loro ricerche su materie complicate,che spesso li occupano per diversi anni e si dedicano ad argomenti più leggeri,meno impegnativi,consolandosi con riscontri più positivi nelle librerie. E’ questo il caso di Marcello Flores ,docente di storia nelle università di Siena e Trieste, autore di numerosi saggi “costruiti” sulla ricerca negli archivi,pubblici e privati e sulle altre fonti. Il libro si intitola “Il secolo dei tradimenti” (il Mulino) e si occupa dei grandi casi di tradimenti dal 1914 al 2014: da Mata Hari e Snowden. Anche in questo lavoro ( come già nel libro precedente,”Traditori”) l’autore ricorda come ,dalla metà del ‘700 e l’inizio del ‘900,si sia modificata l’idea del tradimento. E i cambiamenti successivi ,nell’arco del “secolo breve”,sino a far coincidere la figura del traditore con quella di spia, a secondo dei regimi,dei sistemi democratici o di chi lottava per la libertà e l’indipendenza del proprio paese. Si tratta ,dunque,di una definizione che finisce con l’assumere significati diversi ,se si considerano i contesti geopolitici ,gli scenari politico-ideologici in cui operavano i protagonisti . I casi di “tradimenti” nel Novecento sono talmente così numerosi che potrebbero essere contenuti nello spazio

dell’Enciclopedia Treccani. Da qui le difficoltà di Flores nel raccontare le vicende dei traditori in un libro di 300 pagine. Si parla certo del patriota italiano Cesare Battisti,ma anche della ballerina,spia doppiogiochista, Mata Hari,fucilata come spia. L’autore si immerge poi nei totalitarismi (fascismo,nazismo e comunismo),per i quali tutti i dissenzienti sono trattati come “traditori della patria” e quindi perseguitati,condannati a pene pesanti e spesso a morte. Questo avviene prima,durante le guerre (compresa quella “fredda”) e anche dopo .Sempre .L’autore analizza,con l’occhio acuto dello studioso,questi casi,distinguendoli ,politicamente per genere, cercando anche di interpretare i casi più recenti dell’informazione della rete (compresi gli abusi) come testimoniano le vicende legate ai nomi di Assange e Snowden.

Le vicende legate all’involuzione democratica della Turchia ,per effetto delle scelte autoritarie di Erdogan ,sono raccontate in un ponderoso saggio della giornalista Marta Federica Ottaviani (“Il Reis”, Textus edizioni ).L’autrice,che da otto anni vive tra Milano e Istambul, è considerata una esperta rigorosa delle vicende politiche di questo paese musulmano,con istituzioni tradizionalmente laiche e alleato storico dell’Occidente. L’autrice racconta tutti conflitti e le divisioni della destra islamica,le involuzioni del presidente Erdogan sino al recente tentato golpe e la durissima repressione nei confronti dei politici moderati,dei militari dissidenti,degli intellettuali e giornalisti (questi ultimi hanno pagato il prezzo più pesante ,in carcere,chiusure di giornali,licenziamenti e persecuzioni). Un libro importante,scritto con rabbia e passione,in modo approfondito ,per capire la realtà di questo grande paese,che esercita un’influenza politica,culturale e religiosa in buona parte dell’Asia ,dell’Africa e della stessa Europa.

L’editrice Mursia da anni pubblica saggi di argomenti storici di grande interesse. Ora vogliamo segnalare due libri di ricerca e testimonianza sui lager nazisti. Il primo,”Storie di lager” è curato da Enzo Zatta e Giancarlo Feriotti,due ricercatori figli di internati in lager nazisti che da oltre trent’anni compiono studi approfonditi, ,raccogliendo testimonianze e memorie sui campi di concentramento e la deportazione degli italiani. Entrambi questi appassionati studiosi hanno dedicato una parte importante della loro vita per lasciare una viva testimonianza delle tragedie dell’ultima guerra.

L’autore dell’altro libro (“Zidov”) è il dalmata Gino Bambara,che ha partecipato,come ufficiale, agli eventi militari in Grecia e Jugoslavia.”Zidov”,in serbo,significa ebreo. Erano circa 78 mila gli ebrei che vivevano nella ex Jugoslavia (Serbia,Croazia,Dalmazia,Bosnia e Montenegro),quando i nazisti entrarono a Belgrado,nell’aprile del 1941. Ma la maggior parte di questa popolazione finì nelle camere a gas dei lager: se ne salvarono solo 3500 perché l’esercito italiano,ignorò le leggi razziali del 1938 e il nullaosta di Mussolini (che consentiva la consegna degli ebrei ai nazisti). L’autore, testimone di quei tragici avvenimenti,racconta ,con particolari agghiaccianti,questa pagina fin’ora sconosciuta della Shoah . Testimonianze,quelle citate, di grande interesse che arricchiscono la già copiosa letteratura sui genocidi e i totalitarismi di tutti i colori politici.

Aldo Forbice

Un coraggioso magistrato che va sostenuto con forza

Da qualche tempo i giornali dedicano ogni giorno diverse pagine alla questione dei migranti e soprattutto al possibile coinvolgimento di alcune ong nel traffico degli esseri umani .Chi ha fatto “scoppiare” lo scandalo è stato il procuratore della Repubblica di Catania,Carmelo Zuccaro con le sue “denunce senza prove”. Non è una contraddizione quella affermata perché il magistrato non ha indagato nessuno e tantomeno fatto arrestare responsabili di ong e non ha bloccato alcuna nave .Ha semplicemente detto che le fonti delle sue informazioni,che determinano preoccupazioni sociali,sono diverse : i dossier di Frontex,la Guardia costiera, il comando della missione Eunavfor Med e l’attività delle navi militari,le testimonianze dei migranti e persino Internet).Non vengono invece considerate le notizie provenienti dai servizi segreti,italiani e stranieri,anche perché –ha sottolineato il magistrato – “non potrei utilizzarle”. Eppure,all’inizio si è scatenata contro il coraggioso magistrato una canea: critiche durissime ,persino insulti , su chi osava mettere sotto accusa le ong,considerate al di sopra di ogni sospetto perché “tutte salvavano vite umane”. In realtà, ad essere messo quasi “sotto processo” è stato il procuratore Zuccaro, “colpevole” di avere diffuso dubbi sull’attività delle ong ,con critiche “infamanti”, su possibili connivenze con i mercanti di esseri umani. E’ anche per questo che,con una tempestività mai vista prima,il magistrato catanese è stato “deferito” al Csm ,che ora dovrà interrogarlo,anche se il massimo organo della magistratura gli ha espresso nei giorni scorsi (con uno strano ripensamento) una formale solidarietà . Effettivamente ,nonostante le critiche di politici,altri magistrati e del presidente del Senato,Pietro Grasso (oltre che delle ong) ,è sembrato che il procuratore di Catania fosse stato isolato ,messo alle corde ,minacciato di non insistere nelle denunce , soprattutto “se non ci sono atti che dovrebbero parlare da soli“. Ma Zuccaro,caparbiamente,è andato avanti,senza farsi intimidire da nessuno. Certo,il presidente della Repubblica (che è anche il presidente del Csm )avrebbe forse dovuto invitare a un colloquio Zuccaro. Il premier Gentiloni ,invece, ha ricevuto a palazzo Chigi ,il miliardario George Soros ,di origine ungherese,che sta finanziando da tempo alcune ong coinvolte nelle polemiche sui traffici di esseri umani,con protagonisti criminali libici e di altri paesi africani, nonché della mafia siciliana. Soros,lo ricordiamo,ha interessi economici molto rilevanti nel nostro paese. Ha partecipazioni ,per quasi due miliardi di euro,in società come Eni,Telecom ,Mediaset e in alcune banche. Ora sta programmando una serie di altri investimenti di cospicue dimensioni. Il miliardario ha messo quindi gli occhi sul nostro mercato e probabilmente il traffico dei migranti rientra in una sua strategia di destabilizzazione del paese e si sa che,quando l’economia si indebolisce ,più vantaggiosi possono diventare gli investimenti,soprattutto quelli a carattere speculativo. In questa prospettiva ,senza mettere in discussione la sacrosanta azione umanitaria delle ong serie,credo che l’iniziativa del magistrato siciliano sia meritoria e da sostenere senza riserve. Zuccaro chiede più mezzi per approfondire le inchieste, puntando sulle intercettazioni satellitari,l’obbligo che le navi delle ong portino la bandiera dei paesi di provenienza ( e non quelle di paesi come Isole Marshall,Belize o Panama,”con i quali è molto difficile la collaborazione giudiziaria”) e più forze e mezzi per la polizia giudiziaria. Ci sono troppi interessi (economici,ma anche politici ) nel traffico e nell’accoglienza dei migranti .Il giro d’affari è colossale e le mafie si stanno via via impadronendo anche di questo business,come ha dimostrato Mafia Capitale. Zuccaro ha dichiarato, a questo proposito : “Le mafie appetiscono questa marea di soldi”,con l’apertura di nuovi centri di accoglienza. Sembra ormai accertato che la criminalità “controlla” già il gigantesco centro di Mineo ( e non solo) . I dubbi sulle connivenze,omertà,collegamenti tra alcune ong e i trafficanti non solo permangono i dubbi, ma ormai ogni giorno affiorano nuove incontrovertibili prove. Il buonismo cieco (anche di tante organizzazioni cattoliche,comprese quelle che fanno arrivare in aereo centinaia di migranti ogni settimana) non va incoraggiato. Lo sforzo del ministro Minniti ,per favorire una migliore accoglienza dei migranti va certamente sostenuto. Rischia però di vanificarsi senza un impegno europeo che promuova realmente in tempi brevi accordi con i paesi confinanti,a cominciare dalla Libia. Fin’ora però le intese (costose) con questo paese non hanno funzionato perché la destabilizzazione non si è ancora fermata. Bisogna andare avanti in questa direzione,fermando le migrazioni selvagge,senza regole,pilotate da trafficanti (comprese le ong senza scrupoli,con la maschera di “salvatori di esseri umani”). Diversamente andremo la nostra società sempre di più “ammalata” di ingiustizie ,di disuguaglianze ,con i velenosi germi del razzismo e col rischio di pericolosi conflitti sociali.

Aldo Forbice