BLOG
Aldo Repeti

Aldo Repeti
La mutazione genetica della politica

Care/i compagne e compagni,
la fase estiva si va chiudendo e, insieme alla terribile vicenda del fuoco sul Monte Serra, si riaccendono quelli della politica, mai sopiti. In ragione di ciò, dopo la convocazione del Comitato Direttivo Provinciale, che predisporrà iniziative del Partito, precedute come sempre da un’analisi politica adeguata, andremo alla convocazione di tutti gli iscritti cui riferire e sollecitare contributi d’idee ed azione su quanto sarà esposto.

È inutile sprecare aggettivi per descrivere quanto sia grave e sconcertante il tempo che stiamo vivendo, avvertito da noi italiani con maggior travaglio rispetto all’intero sistema occidentale perché governati da forze politiche anche tra loro contrapposte e conflittuali, ma che insieme governano il nostro Paese. Mai nell’Italia repubblicana si erano dovuto affrontare problemi e sfide di questa natura, eppure abbiamo dovuto riscostruire il nostro paese distrutto dalla guerra e lottare contro l’eversione prima di corpi deviati dello Stato e dopo contro le Brigate Rosse. Sembra siano trascorsi mille anni, perché il Paese ritrovava comunque una sua coesione sociale e manteneva un doveroso rispetto delle Istituzioni dello Stato.

Ora non è più così, l’elettorato e le sue rappresentanze sembra abbiano subito una mutazione genetica. Molte sono le ragioni evidenti ed altre lo sono meno, anche perché l’instabilità è come una scossa tellurica che scuote il globo intero. Nord Europa, i Paesi mediterranei, l’Africa, l’Asia, gli Stati Uniti, l’America Latina attraversate da fenomeni assolutamente nuovi e che richiedono una lettura con nuovi codici.

Noi, PSI, da dove cominciamo o ricominciamo? Non possiamo certo tacere o restare indifferenti. A nessuno sfugge che dagli anni 90′ i media ci snobbano, anzi c’ignorano, qualsiasi cosa facciamo o diciamo. Questo non ci esime però dall’esprimere tutto il nostro sentire politico, soprattutto di fronte a questo scempio della politica. Senza frasi roboanti della retorica sinistrese, che non ci appartengono, senza le iperboli care a personaggi autoreferenziali che si compiacciono di averla sparata grossa, che tanto danno e disaffezione ha recato e reca nella pubblica opinione, concorrendo a creare l’idea di una sinistra velleitaria ma poi accomodante. Certo anche senza il linguaggio volgare e violento della nuova destra così vuota e pericolosa.

Sta a noi trovare gli argomenti, scegliendo tra i tanti secondo le priorità e le urgenze, da sollecitare ai livelli nazionali e regionali, a cominciare dal nostro territorio anche, ma non solo, per le prossime scadenze elettorali.

Last but not least, dicono con bella sintesi gli Inglesi, ultima ma non ultima in ordine d’importanza è la sfera organizzativa. Dobbiamo tener conto delle risorse umane e finanziarie disponibili, per le prime il cantiere è aperto e per le seconde valuteremo ulteriori modi per autofinanziarci e garantirci una luogo dove trovarci, una sede pur piccola ma decorosa, come abbiamo fatto sino ad oggi.

Mi farò cura di presentare, come di consueto le mie proposte sia politiche-organizzative, sia finanziare nelle prossime occasioni del CDP e dell’Assemblea generale degli iscritti al PSI di Livorno.

Aldo Repeti
Segretario Provinciale Livorno

Livorno. L’inadeguatezza dell’amministrazione

livorno

Non è questo il momento delle polemiche. Ora solidarietà e vicinanza alle famiglie colpite sono un imperativo per tutti. Noi socialisti siamo vicini e partecipi del dolore e ci associamo con rispetto al lutto cittadino.  Verrà il tempo delle valutazioni approfondite!
Ciononostante, allo stato, non è possibile tacere l’inadeguatezza dell’attuale Sindaco Nogarin.

Lui ha sostenuto che “rosso e arancione sono due colori ben diversi” e che l’allarme di domenica doveva esser “rosso anche perché gli allarmi arancioni si susseguono in continuazione.”
Bene leggendo attentamente i documenti “incriminati” provenienti dalla Regione e dalla Protezione Civile, che indicano i “fenomeni previsti” e “la descrizione degli scenari di evento previsti” da cui il codice arancione, si acquisiscono importanti elementi di previsione del tutto coerenti rispetto a quanto effettivamente accaduto.

A questo punto due considerazioni:
1. Nogarin dice che gli allarmi arancioni vengono diramati in continuazione. Quindi implicitamente ci dice che non l’ha preso in considerazione! Bene leggendo attentamente il dettaglio c’è molto da riflettere circa, per esempio, una semplice allerta da diramare alla cittadinanza chiaramente prevista nell’ambito del codice arancione;

2. Diversamente, se ha solo ritenuto inadeguato il codice significa che quanto indicato nel documento è comunque stato oggetto di valutazione con azioni conseguenti per farvi fronte. Bene quali azioni sono state intraprese? È stata diramata l’allerta come fanno altri comuni vicini anche di altre province? Cosa è stato fatto circa “la possibilità di innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con fenomeni di inondazioni delle aree limitrofe anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, occlusioni delle luci dei ponti, ecc..). Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli posti a pian terreno lungo vie potenzialmente interessate da deflussi idrici e danni e allagamenti….”. Bene se si è dato credito al codice arancione ci si aspetterebbe che qualche azione coerente sia stata intrapresa! È così?

In attesa di capire se in effetti qualcosa è stato fatto, e cosa, in coerenza col codice arancione oppure se di contro non si è affatto preso in considerazione, risulta difficile non credere che attaccare per primo serva come arma di distrazione di massa: “avrei dovuto comunque fare qualcosa, non l’ho fatto ed allora parlo di codice sbagliato.”

La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta per valutare la correttezza della gestione dell’allerta meteo e della prevenzione. Capiremo anche da un punto di vista legale le effettive responsabilità e noi ci affideremo alle risultanze delle inchieste con rispetto.
Indubbiamente l’evento è stato straordinario e sicuramente ben oltre le ipotesi, ma perché ancora oggi dopo tre anni di governo nel gergo grillino si deve sempre
e solo dare colpe ad altri? Governare significa assumersi responsabilità nel bene ma soprattutto nel male. E questo è molto difficile!!! Quando il Sindaco sostiene che si poteva evitare la tragedia facendo prevenzione, torna la domanda su cosa abbia egli messo in atto durante il suo mandato per risolvere problemi datati ed evidentemente conosciuti. È stato eletto contro quegli errori dunque quali soluzioni durante il suo mandato?

Non ci piace chi ha responsabilità istituzionali e come prima cosa procede a distribuire colpe ad altri, e questo non vuol significare che non ve ne siano.

In ogni modo, come detto ci sarà tempo per una analisi più dettagliata e per capire meglio.

Ora e subito i socialisti livornesi vogliono sinceramente ringraziare le tante volontarie e volontari, tutte le associazioni ed istituzioni coinvolte, nonché tutti i cittadini e le cittadine impegnate a consentire che Livorno si risollevi nonostante l’inadeguatezza dei propri amministratori.

Aldo Repeti
Segretario Provinciale PSI