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Al. Mu.

Campania. Invitalia lancia “Pomodomani”

pomodoro_300In un periodo di profonda deindustrializzazione per il Paese, Invitalia ha invece firmato nei giorni scorsi un contratto di sviluppo in Campania con otto tra società ed aziende agroalimentari con l’obiettivo di potenziare la filiera produttiva nel settore della trasformazione del pomodoro.

L’accordo, che è stato chiamato “Pomodomani”, prevede un investimento complessivo di 26,5 milioni di euro, di cui 16,1 concessi da Invitalia. Il progetto prevede inoltre di creare e mettere a regime ben 129 nuovi posti di lavoro.

In una dichiarazione del Dott. Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia si legge che: ‘’L’investimento conferma l’attenzione che rivolgiamo ai progetti di crescita dell’agroalimentare, uno dei settori portanti dell’economia italiana. Continuiamo a sostenere, soprattutto al Sud, le imprese che puntano a modernizzare i sistemi di produzione e ad agire in un’ottica di filiera per competere meglio sui mercati nazionali e internazionali.

Secondo Gianfranco Sarno, amministratore unico di Con.Sar: ‘’Con questo contratto si offre una reale opportunità alle otto aziende campane di avviare in tempi brevi gli investimenti programmati, innovando così i processi di produzione e consolidando la loro posizione in un mercato, quello agroalimentare, che diventa sempre più competitivo’’.

Il Contratto di sviluppo è stato siglato a Roma da Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, Gianfranco Sarno, amministratore unico di Con.Sar, Vincenzo Leombruno, consigliere delegato di Ar Industrie Alimentari, Alfonso D’Alessio, presidente del Cda di Cbcotti, Pasquale Coppola, presidente del Cda di Coppola, Andrea Vitiello, amministratore unico di Davia, Alfredo Gaetani, amministratore delegato di Feger, Anna Fiorino, amministratore unico di Felice Conserve, e Carmine Russo, amministratore unico di La Rosina.

L’accordo comprende anche un investimento per aumentare l’efficienza e le prestazioni ambientali degli impianti, riducendo i costi di energia e i consumi idrici e riutilizzando gli scarti di lavorazione del ciclo produttivo.

Entro la fine del 2017 saranno riqualificati, ampliati e dotati di nuove attrezzature tecnologiche gli stabilimenti delle otto aziende a Mercato San Severino (Sa), Sant’Antonio Abate (Na), Angri (Sa), Nocera Inferiore (Sa), Scafati (Sa), Gragnano (Na) e Poggiomarino (Na).

Alessandro Munelli

L’Auditorium Parco
della Musica incantato
dal Coro di Santa Cecilia

www.santacecilia.itIn concomitanza con i grandi eventi musicali estivi in cartellone nei vari teatri italiani, anche all’Auditorium sono stati presentati eventi di prim’ordine. Protagonista di queste produzioni è sicuramente il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Composto da circa 90 elementi e diretto dal M° Ciro Visco, il Coro di Santa Cecilia è attualmente uno dei migliori cori italiani sia per la sua preparazione tecnica, sia per la pregevole qualità delle sue voci. La sua attività si espleta nella stagione invernale e in quella estiva dell’Accademia affiancando l’Orchestra per l’esecuzione di grandi opere sinfonico-corali classiche e moderne.

Nella serata di ieri i coristi dell’Auditorium si sono esibiti nelle musiche di Porgy and Bess Orff, Carmina Burana e Gershwin. Sempre sotto la direzione del M° Visco e accompagnati dal M° Mirco Rovelli, si sono esibiti con grande stile e capacità. La serate si è svolta con il patrocinio e la collaborazione della Fondazione Musica per Roma, MIBACT – Polo Museale del Lazio e Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale,  Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili e Comune di Tivoli.

Il Coro ha inoltre collaborato con prestigiose orchestre e celebri direttori: con Lorin Maazel e l’Orchestra dello Schleswig-Holstein (1992); con Carlo Maria Giulini e l’Orchestra della Rai di Torino (1993); con Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker (1995); con Valery Gergiev e l’Orchestra del Teatro Kirov (1998), con la prestigiosa Lucerne Festival Orchestra diretta da Claudio Abbado (agosto 2006). Nel 2007 il Coro ha eseguito nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura di Roma il Requiem di Verdi con i Wiener Philharmoniker diretti da Daniele Gatti; nel 2008 ha collaborato a Parigi con l’Orchestre National de France e Sir Colin Davis eseguendo la Grande Messe des morts di Berlioz; tra gli appuntamenti più recenti, con la direzione di Pappano e l’Orchestra di Santa Cecilia, segnaliamo il Guillaume Tell e i Quattro pezzi sacri di Verdi ai Proms di Londra (2011 e 2013), lo Stabat Mater di Rossini e il War Requiem di Britten al Festival di Salisburgo (2011 e 2013), il Requiem di Verdi al Southbank Center di Londra (2014).

Nel maggio 2015 il Coro ha preso parte all’Aida eseguita a Istanbul con la Bonusan Philharmonic Orchestra. Insieme all’Orchestra dell’Accademia ha preso parte all’incisione della Madama Butterfly (premiata con un Gramophone Award) e del Requiem di Verdi diretti da Antonio Pappano. Quest’ultima registrazione ha ricevuto il BBC Music Magazine Award come miglior disco (settore corale), il Premio della Critica ai Classical Brit Awards e il Gramophone Award. Tra le ultime incisioni segnaliamo lo Stabat Mater, il Guillaume Tell e la Petite Messe Solennelle di Rossini (EMI), Verismo Arias con Jonas Kaufmann (Decca), “Sacred Verdi” e il War Requiem di Britten (Warner Classics).

Alessandro Munelli

Agricoltura 2015
tra droni ed high tech  

droneIn seguito alla lunga concertazione dopo la proposta dell’azienda Amazon di utilizzare droni telecomandati per il recapito di pacchi e oggettistica, anche in Italia si sta pensando in quali campi si possano introdurre le capacità di questa nuova tecnologia. Nell’ambito del mercato dei droni, il settore dell’agricoltura di precisione è certamente tra i più promettenti in termini di opportunità di crescita. Questa tendenza ha trovato conferma anche durante la Roma Drone Conference, che si è svolta il 21 maggio 2015, dedicata ai “Droni in agricoltura. Nuove soluzioni tecnologiche per monitoraggio e interventi di precisione nelle coltivazioni”.

Gli scenari d’impiego dei droni in agricoltura sembrano essere molto promettenti. Difatti sfruttando il volo degli Apr (Aeromobili a pilotaggio remoto) ed equipaggiando i mezzi con sensori che possono variare da camere multi-spettrali e iper-spettralia camere termiche, sarà possibile valutare la salute delle coltivazioni e intervenire dove necessario, programmare la quantità di risorse da impiegare, incrementare in generale la sostenibilità dell’intero processo agricolo. Il tutto a fronte di investimenti che, nel caso di aziende agricole strutturate, verrebbero ammortizzati nel breve-medio periodo. Oltre alla non eccessiva onerosità di investimenti, ci si confronterebbe con una burocrazia tendenzialmente semplice. Difatti per poter pilotare un drone occorre frequentare un corso e sostenere un esame di abilitazione di durata ridotta e rilasciabile in pochi mesi.

Da tenere d’occhio il discorso sicurezza se si pensa che queste tecnologia hanno tempi di volo massimi di 15 minuti e posso essere soggetti a perdite di controllo. Da ciò se ne proibisce il volo su zone abitate anche in accordo con il mantenimento della privacy. All’ultima edizione della Roma Drone Conference si è parlato di questo e di molto altro. La presenza delle Istituzioni, delle università e delle aziende produttrici di Apr ha garantito sulla riuscita dell’evento e sulla qualità degli interventi durante la conferenza. Tra le aziende produttrici da segnalare FlyTop, che ha sfruttato il suo spazio espositivo per presentare una serie di FlyNovex (Apr multi-rotore di punta dell’azienda) equipaggiati con diverse tipologie di sensore. Le camere multi-spettrali Tetracam e iper-spettrali Headwall, i sensori termici Flir possono essere infatti equipaggiati a bordo dei droni di FlyTop e si integrano con il software di pianificazione della missione FlyTop Manager e con l’elettronica di bordo: ciò permette di restituire il dato grezzo ottenuto dall’osservazione del terreno arricchito di tutti i necessari metadati (relativi all’avionica e alla posizione) utili in fase di post-elaborazione.

Altro settore emergente di utilizzo dei droni sembra essere la ricognizione eco-geografica. Si ipotizza infatti l’utilizzo di apparecchiature di ricognizione per uno studio ed un controllo territoriale al fine di evitare dissesti idro-geologici, reati eco-ambientali e smontamenti fluviali. Di particolare importanza finalizzare questo l’utilizzo per la supervisione in aree soggette a contratti di fiume. Sicuramente il settore dell’agricoltura di precisione – oltre a quello già riconosciuto della fotogrammetria – fungerà nel 2015 da riferimento per l’intero mercato dei droni in Italia. È stata inoltre riconosciuta la centralità in questo processo delle università e degli enti di ricerca come incubatori di idee e promotori di applicazioni innovative.

Al.Mu.

Addio a Lorin Maazel,
il più sorprendente
dei direttori moderni

Lorin Varencove MaazelSi è spento ieri all’età di 84 anni nella sua casa in Virginia, Lorin Varencove Maazel, musicista di fama mondiale. Dopo una lunga malattia conclusasi con le complicazioni di una broncopolmonite, se ne va così uno tra i più conosciuti direttori d’orchestra. Nato in Francia nel 1930 da genitori statunitensi, ritorna presto negli USA da bambino prodigio. Inizia lo studio del violino da giovanissimo ed a sette anni aggiunge anche gli studi di direzione e composizione musicale. A soli otto anni esordisce a capo di un’orchestra universitaria a cui segue il primo debutto alla direzione della Interlochen Orchestra all’Expo del New York World’s Faiun anno dopo.

Dopo l’esibizione a capo della Los Angeles Philharmonic, lo stesso Arturo Toscanini lo invita alla NBC Symphony Orchestra. In seguito al primo esordio italiano al Teatro Massimo Vincenzo BellinidiCatania, già nel 1955 approda la Teatro La Scala dove dirige un concerto con il pianista appena trentenne, Aldo Ciccolini. Inizia da qui un percorso estremamente proficuo nel quale, esibendosi nei maggiori teatri europei, Maazel si concentrò espressamente sul repertorio operistico. Da ricordare l’inaugurazione della Stagione Operistica dell’86 della Scala dove dirige ‘’Aida’’ di Giuseppe Verdi con un cast straordinario tra i quali Luciano Pavarotti, Nicolai Ghiaurov ePiero Cappuccilli.

Arriva finalmente nel 1962, l’agognato esordio al Metropolitan Opera HousediNew York dove dirige nello stesso mese sia ‘’Der Rosenkavalier’’ di Strauss sia il ‘’Don Giovanni’’ di Mozart con un grande Cesare Siepi. Grande ricercatore di repertorio, si avvicina nel 1960 al melodramma tedesco e risulta il primo americano e più giovane direttore ad affrontare nel tempio wagneriano diBayreuthil ‘’Lohengrin’’, nel1968 aggiunge anche ‘’Das Rheingold’’ insieme al ‘’Die Walküre’’, ‘’Il crepuscolo degli dei’’e ‘’Sigfrido’’. Dopo la sostituzione dell’anziano Willi Boskovsky a Vienna per Concerto di Capodanno del 1980, inizia ad occuparsi anche di sovraintendenza, prima per il Wiener Staatsoper e successivamente come consulente alla Pittsburgh Symphony Orchestra. Nonostante i pressanti impegno non abbandona mai lo studio del violino ( si esibisce anche come solista nei concerti di Mozart) ed occasionalmente l’impegno nella composizione che risulterà estremamente proficuo. Ottimo linguista ed oratore, è stato sicuramente una figura di grande spicco nel panorama internazionale degli ultimi 50 anni nel quale ha lasciato un vuoto ormai assai difficile da riempire.

Al. Mu.