BLOG
Alessandro Formichella

Scrive Alessandro Formichella:
UE, vale ancora restarci?

Caro Direttore Del Bue,

arrivando ai giorni nostri la Gran Bretagna rischia l’uscita dall’UE, dopo che non è mai entrata nel sistema monetario dell’Euro, un sentimento ormai diffuso inquadra l’Unione Europea come un insieme ipertecnocratico e poco aderente alla realtà dei Paesi, anche degli stessi che l’hanno promosso a partire dal 1957. Si aggiunga la persistente debolezza della Grecia e la probabile assenza di ossigeno economico di qui a breve come due estati fa, con un altro rischio di default. Altre previsioni parlano di una condizione di stagnazione se non recessione economica in ambito Euro per i prossimi 8-10 anni, mentre gli Usa comunque abbassano la disoccupazione. Se i miliardi e miliardi di Euro, forse non tutti integralmente, fossero stati dati alle persone anche in forma diretta (secondo condizioni ovviamente) e non solo alle Banche per salvarsi da incredibili processi di speculazione finanziaria, l’economia avrebbe potuto ritrovare uno slancio in qualche modo vitalistico ? E se cosi fosse stato, come si puo’ oggi credere ancora all’UE?

Alessandro Formichella

Scrive Alessandro Formichella:
Quale voto socialista sulle trivelle?

Caro Direttore Mauro del Bue,
il 17 aprile prossimo si vota un Referendum che più per l’importanza del momento o ricadute immediate, lancia un messaggio chiaro e profondo quanto il mare.

No Trivelle, ossia No ad accettare l’uso incondizionato del sottosuolo marino del Mediterraneo entro le 12 miglia finchè il giacimento non ha esaurito le risorse. I giacimenti, anche con la vittoria del SI al referendum, restano ma necessitano di concessioni rinnovabili dallo Stato.

Non solo: è accertato che impianti di trivellazione rovinano il mare, e quindi flora e fauna marina, oltre a compromissioni economiche sul turismo. Trivelle entro le 12 miglia ancora molto e molto di più.

La questione, però, più che tecnica, mi sembra politica. Il petrolio, anche se oggi è tornato sopra i 35 dollari a barile, segna una sovrapproduzione quantitativa che non mette d’accordo neppure l’Opec, come del resto il suo prezzo. I costi di un impianto di estrazione sono enormi e in genere si ammortizzano in oltre dieci anni. L’uso del petrolio e suoi derivati sta scendendo. L’americana Tesla sta mettendo sul mercato un’altra auto elettrica a 27.000 dollari che entro l’estate dovrebbe essere anche sul mercato europeo. Stessa cosa ormai da tempo per la Hyundai e la Toyota.

Pur in mancanza di una politica industriale ed economica chiara, le energie da fossili calano. La strada è quella di una nuova economia sul riciclo delle rinnovabili e sull’economia circolare. Noi socialisti, come credo ci indicherebbe Giorgio Ruffolo, spero che ci troveremo il 17 Aprile a dare impulso a una new economy, per quanto difficile, e a lasciare da parte il secolo del carbone e del petrolio. Lei cosa ne pensa?

fraterni saluti,
Alessandro Formichella