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Alessandro Nardelli

1993, la serie. Un anno meraviglioso e confuso

1993 la serieDopo un’attesa che sembrava interminabile, per chi ha vissuto appieno la prima serie, rimanendone totalmente coinvolto emotivamente, fino a “traslarsi” virtualmente in quell’epoca, ha finalmente avuto inizio la fiction di Sky Atlantic, 1993, secondo capitolo di quella che dovrebbe essere non una semplice trilogia, ma “La Trilogia”. Uno spaccato socio-politico di quegli anni di paurosa cupezza che hanno visto spazzata via un’intera classe politica, i suicidi di personaggi illustri quali Sergio Moroni, Gabriele Cagliari e Raul Gardini, e l’attacco della Mafia allo Stato, culminato nei terrificanti omicidi dei Giudici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con vere e proprie scene di guerra. A proposito di ciò, in questa seconda serie è stato ricreato un altro attentato che ha segnato il 1993, quello di via Fauro, che doveva compiersi tramite l’esplosione di un’autobomba ai danni del conduttore Maurizio Costanzo, allora impegnato attivamente, assieme a colleghi come Michele Santoro, nella lotta contro la Mafia. Solo per miracolo, Costanzo e la sua compagna di allora Maria De Filippi scamparono a morte sicura. Nella fiction, si è ricostruita alla perfezione la situazione dell’esplosione, che ha coinvolto anche una delle protagoniste, Veronica Castello (Miriam Leone), scaraventata per terra dalla forza d’urto dello scoppio.

Questa prima puntata, inizia con Leo Notte che pronuncia la frase di Danton al patibolo, “Cosa importa se muoio, ho speso bene i miei soldi, ho fatto bene baldoria, ho accarezzato molte donne… Andiamo a dormire”, e con l’iconica immagine di Bettino Craxi che esce dall’Hotel Raphael, mentre viene sommerso dalle monetine lanciate dalla folla inferocita ed urlante. Sono stati tre i personaggi che nella prima puntata, più di tutti si sono presi la scena: Protagonista principale, Leo Notte (Stefano Accorsi), pubblicitario, oramai entrato a far parte del cerchio magico dell’allora giovane imprenditore Silvio Berlusconi, novità di questa serie, interpretato ottimamente da Paolo Pierobon, in maniera realistica. Tale caratteristica è venuta fuori proprio perché l’attore non ha mai scimmiottato un personaggio come il Cavaliere, fin troppo caricaturizzato in questi anni. Tornando a Notte, per lui il difficile compito di convincere “Sua Emittenza”, come veniva chiamato allora il proprietario di Rete 4, Canale 5 e Italia 1, a scendere in politica, perché” bisognava smettere di incassare colpi, reagendo”, e l’unico capace di far ciò è Silvio Berlusconi.

Poi, Luca Pastore (Domenico Diele), un poliziotto coinvolto in una trasfusione di sangue infetto, con la conseguenza di una sieropositività che lo rende tanto più vulnerabile, quanto più voglioso di scoprire il più possibile su questo scandalo sanitario. Questo lo porta ad essere accecato da una sete di verità, da ricercare a tutti i costi, raggiungendo anche compromessi illeciti con il deputato Democristiano Gaetano Nobile, pur di far arrestare il più stretto collaboratore (nella fiction s’intende) dell’allora Ministro della Sanità Gaetano De Lorenzo. Le novità che riguardano Pastore, sono, intanto il rapporto sempre più stretto con Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), a formare una “inseparabile” coppia che fa dell’odi et amo il trait d’union. Poi l’arrivo nella sua vita di una donna, anche lei sieropositiva, che gli starà sempre vicino nel corso delle puntate.

Infine l’Onorevole leghista Pietro Bosco (Guido Caprino), devastato dopo la traumatica fine del rapporto con Veronica Castello, dovuta alla violenza di questi nei confronti della donna. Un uomo ormai diventato l’ombra di se stesso, quasi sempre ubriaco e in situazioni di continui eccessi, capace di toccare il fondo anche in Parlamento, quando durante una seduta sventola un cappio da impiccagione, urlando contro i socialisti. Quest’azione scatena l’ira dell’Onorevole Formentini, candidato Sindaco a Milano, al quale Bosco chiede di poter lasciare Roma, per andare nella città meneghina ad occuparsi del futuro Consiglio Comunale. Formentini accetta, sotto promessa giurata di un cambiamento delle abitudini di Pietro, ma alla fine sarà Gianni Bortolotti a prendere il suo posto, convinto proprio da Bosco, che lo sostituirà nella Commissione di Vigilanza Rai.

PUNTI DEBOLI:
Storie e dialoghi che si intrecciano in un vorticoso turbinio di situazioni che, se da una parte danno brio, ritmo e quella trepidazione, sale dell’intero prodotto, possono risultare un po’ confuse per chi guarda con leggerezza una serie tv che va vissuta più che guardata.

PUNTI FORTI:
Senza dubbio l’arte di riuscire a riprodurre nei minimi dettagli ogni situazione, che rende la rappresentazione di questa fiction, un capolavoro stilisticamente figlio delle migliori soluzioni scenografiche. Inoltre entusiasmante il richiamo a personaggi del passato, quali Gigi Marzullo e Gad Lerner, nei cui programmi Sottovoce e Milano Italia sono stati ospiti rispettivamente Veronica Castello e l’Onorevole Pietro Bosco. Per un attimo, è come se il tempo si fosse fermato, per un attimo è 1993.

Alessandro Nardelli

Un convegno su Pertini
a 120 anni dalla nascita

Sandro Pertini-StellaRicordando il 120° anniversario della nascita del Presidente Sandro Pertini, e la sua storica visita di Stato in Salento nel marzo del 1980, che vide una notevole presenza e un vivo e partecipato entusiasmo popolare, definito da “risveglio islamico”, si terrà lunedì 27 Febbraio presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento – Ecotekne – Strada Provinciale Lecce – Monteroni, una rilevante manifestazione multimediale, nella quale verrà rievocata l’amata figura del Presidente.

Vi saranno delle toccanti testimonianze, richiami della sua eroica vita e coinvolgenti letture affidate al reading di attori, con video e supporti musicali, volti a raggiungere l’interesse dei giovani, tanto vicini al cuore di Sandro Pertini. Nel corso di questa kermesse, saranno quindi, presenti gli studenti universitari e gli allievi degli istituti scolastici salentini, con una folta rappresentanza di Primi Cittadini, con il loro Tricolore, autorità del Territorio e rappresentanze dei Sindaci e Consigli Comunali dei Ragazzi. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio, On. Paolo Gentiloni, particolarmente attenti e sensibili a questo ricordo del Presidente Sandro Pertini e di sua moglie Carla, pur non potendo presenziare direttamente all’evento – cerimonia, hanno provveduto ad inviare un loro personale e caloroso messaggio che sarà letto ad apertura della manifestazione. I moniti del Presidente Sandro Pertini furono sempre orientati ai valori essenziali della libertà e democrazia, giustizia sociale e legalità, in onestà e fondamentale pulizia morale. Un esempio al quale guardare oggi, di fronte alle tante distorsioni della società contemporanea, soprattutto per le più giovani generazioni.

Referendum. Bifulco, Luiss: Snellire processo legislativo

bifulcoIntervista, riguardante i temi del Referendum Costituzionale, al Prof Raffaele Bifulco (1962), Professore ordinario di Diritto costituzionale nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Roma LUISS – “Guido Carli”. Egli, ha parlato di argomenti quali, il valore politico del Referendum, i possibili cambiamenti portati da un’eventuale vittoria del SI, e l’elezione indiretta del Senato.

Secondo lei quale valore ha e potrà avere politicamente questo Referendum? Un’eventuale vittoria del NO, potrebbe davvero mettere a rischio la tenuta del Governo Renzi?

Dipenderà da molte considerazioni, non solo dall’eventuale esito negativo del Referendum. Ho molte perplessità nel pensare che un no, che sarà, in caso di vittoria, in stretta misura, possa davvero mandare gambe all’aria il Governo.

Una volta in politica c’era più dialettica e meno fantasia, mentre adesso, grazie all’aiuto di agenzie di comunicazione sempre più valide, e ai social, si procede, forse troppo con slogan e messaggi diretti, a scapito dei contenuti. Cosa ne pensa in merito?

Io darei sempre un giudizio relativo, visto che stiamo correndo in parallelo con le elezioni Presidenziali negli Stati Uniti. Se procedessimo a un confronto con quel tipo di colloqui, dialoghi che si stanno svolgendo negli Stati Uniti, il nostro mi pare di livello molto più alto. I social stanno aiutando, in qualche maniera, anche se queste nuove forme di comunicazione rischiano di portare a una semplificazione, ma questo è un po’ legato a tutto il mondo dei mass media. A mio avviso si sta parlando, anche in molti programmi, tanto e bene, di questo Referendum Costituzionale.

Ha seguito il dibattito tra Renzi e Zagrebelsky? Che giudizio si è fatto ascoltando entrambi? Come ha giudicato la scelta di contrapporre un politico a un Eminente Costituzionalista?

Io non so quali sono state le logiche che hanno portato entrambi ad accettare il confronto. Certo, a vederli e ad ascoltarli, si avvertivano palesemente i differenti mondi culturali di riferimento. È chiaro che un professore come Zagrebelsky aveva difficoltà ad entrare in sintonia con un comunicatore come il Presidente del Consiglio.

Entrando nel vivo della Riforma, quali cambiamenti reali potrà portare, a suo parere, un’eventuale vittoria del SI?

I cambiamenti possono essere diversi. Tutti sappiamo, più o meno, quali sono i grandi oggetti che si vogliono riformare, il bicameralismo perfetto, si vogliono ridurre i poteri delle regioni. Io, per essere più diretto possibile, nel caso del bicameralismo perfetto, non capiterà facilmente che si possa immaginare che, un Senato, se questa riforma dovesse fallire, decida di suicidarsi, questa è quindi una situazione unica. Per quanto riguarda l’attuazione, la riforma costituzionale cambia il testo, cambia i punti centrali. Il problema vero sarà il dopo, la capacità di dare attuazione a quanto stabilito.

Che giudizio dà dell’attuale procedimento legislativo. Secondo lei, con la nuova riforma riuscirà a diventare più snello?

Se il principio sarà quello che il 90 % delle leggi che fa il Parlamento sarà sottoposto a procedimenti in cui la Camera ha la prevalenza, io credo che alla fine, Il procedimento legislativo indubbiamente si snellirà e velocizzerà.

Cosa ne pensa del Senato come istituzione?

È un inutile doppione della Camera. Oggi non si percepisce più il senso di questo bicameralismo perfetto, essendo venute meno le ragioni che spinsero a quel compromesso in Assemblea Costituente, Non c’è più un’esigenza di sbilanciamento dei partiti, per cui, il bicameralismo perfetto non trova più appiglio nella realtà, e questo è il messaggio che bisogna far capire alle persone.

Lei è d’accordo sull’elezione indiretta del Senato? Non crede che questo cambiamento “epocale” possa rendere il Senato una semplice appendice istituzionale deprivata di ogni potere?

Il cambiamento, se non possiamo definirlo proprio “epocale”, sarà comunque forte. L’elezione indiretta è necessaria, e deriva dal fatto che la forma di governo rimane quella che è. Una volta che si decide di differenziare il bicameralismo è necessario procedere all’elezione indiretta, perché un’elezione diretta, non giustificherebbe la mancanza di fiducia da parte del Senato. Pensare che l’elezione indiretta possa togliere potere al popolo è un argomento che trovo specioso.

Un consiglio agli indecisi.

Si chiedessero se è meglio che rimanga tutto com’è chissà per quanto altro tempo, oppure se non è meglio provare a modificare la nostra Costituzione, che, per quanto validissima nella prima parte, invece fatica a tenere il ritmo per quel che riguarda la questione organizzativa.

Alessandro Nardelli

Mps. Due soluzioni
per il salvataggio

mps-2Continua a tenere banco, in Italia, la complicata situazione riguardante il salvataggio di Mps. In questi convulsi giorni, si sta lavorando su due difficili accordi per uscire fuori da una condizione, che dire disastrosa è poco.

Da una parte, si sta tentando un’operazione di mercato che prevederebbe un aumento di capitale da 5 miliardi, finanziato da investitori privati, i quali, sembrano però scarsamente interessati a questa possibilità. Parallelamente, però, si sta anche valutando un intervento pubblico, come estrema soluzione al problema. In merito a quest’ultimo caso, è intervenuto Andrea Enria, presidente dell’Eba, l’Autorità Bancaria Europea, il quale, in un’intervista a La Stampa, ha aperto a un possibile intervento statale, senza però, chiudere mai la porta ai privati, dichiarando: “Non posso commentare casi singoli, ma penso che il problema dei crediti deteriorati vada risolto con rapidità. Se gli aiuti di Stato posso essere parte della soluzione, se ne faccia uso. Le regole garantiscono un certo grado di flessibilità, ma anche soluzioni private possono essere utili”.

Le parole del presidente dell’Eba, hanno avuto ripercussioni positive su Piazza Affari, con il titolo Mps, che ha visto crescere il proprio valore del +1,30% attestandosi a 0,1943 euro.

Alessandro Nardelli

Stella, restaurata la casa di Sandro Pertini

Sandro Pertini-StellaSandro Pertini e la cittadina ligure di Stella, un rapporto emotivamente intimo ma allo stesso modo enfatico. Parlando del luogo che ha dato i natali ad uno dei più popolari ed amati Presidenti della Repubblica, viene spontaneo rimarcare questo passionale sentimento che ha caratterizzato tutta la vita del Patriota e Partigiano Sandro.

Stella San Giovanni, celebra, infatti, il Presidente Sandro Pertini, in occasione del centoventesimo anniversario dalla sua nascita, che si terrà il 25 settembre. Per festeggiare l’uomo che fece di se stesso “il primo impiegato dello Stato”, ci sarà anche il suo illustre e degno successore dei giorni nostri, Sergio Mattarella, capace anch’esso come Pertini di abbattere le barriere istituzionali che separano la figura istituzionale del Presidente della Repubblica e i cittadini. Mattarella deporrà sulla tomba di Sandro, un cuscino di fiori.

Proprio a Stella San Giovanni è stato da poco ultimato il restauro della casa in cui è nato e vissuto in gioventù, Pertini. Il modo migliore per tenere vivo il ricordo del “Presidente di tutti”, attento particolarmente a coinvolgere e a trasmettere ai giovani quei principi di Democrazia e legalità, basi fondamentali per l’Italia di oggi. Tanti i cimeli che si possono trovare nella casa del Presidente, tra cui vecchie foto e un letto con la cassettiera in legno con degli appunti inediti, vergati a mano da Pertini, il quale morì su questo stesso letto.

“Si tratta di un cimelio importante – ha affermato Elisabetta Favetta, presidente dell’associazione Amici di Sandro Pertini -.  Il letto venne fatto realizzare sul modello di quello che aveva in carcere sull’isola di Santo Stefano, ai tempi in cui era prigioniero politico. Un letto che Pertini volle anche nella sua residenza romana, vicino alla Fontana di Trevi”.

Recuperata anche la sua vecchia bicicletta utilizzata durante il periodo della Resistenza, che lo vide “avversario irriducibile” di quel Regime Fascista che il 10 Giugno 1924 assassinò Giacomo Matteotti, Deputato Socialista. Evento che segnò in Sandro la svolta della sua vita, favorendo la consapevolezza dei suoi ideali socialisti e partigiani. Sempre secondo Elisabetta Favetta, “Il ricordo di Pertini è sempre vivo nella memoria degli italiani, dice Favetta. Il suo esempio di lotta per la libertà e la democrazia deve essere trasmesso ai giovani, che non hanno chiaro che cosa sta succedendo in Italia. Pertini vivrebbe male questo momento storico: c’è molta confusione, si sono persi alcuni ideali per cui lui ha combattuto e mancano i punti di riferimento”.

Alessandro Nardelli

Satira sul terremoto. Querelata Charlie Hebdo

sindaco-amatrice

Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi

Non si placa la bufera, dopo le vignette, pubblicate dal periodico francese Charlie Hebdo, sul terremoto che ha sconvolto il centro Italia il 24 agosto. Il Comune di Amatrice, per mano dell’avvocato Mario Cicchetti, legale rappresentante della cittadina laziale, ha depositato  presso la procura del tribunale di Rieti, una denuncia-querela, per diffamazione aggravata, nei confronti del giornale satirico, che aveva rappresentato le vittime del sisma “in modo tale da somigliare a degli stereotipati piatti della tradizione culinaria italiana”. Nella seconda vignetta invece Charlie Hebdo, “aveva attribuito la colpa della devastazione del centro Italia alla mafia”.

“Si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale, queste le parole dell’avvocato Mario Cicchetti. La critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere ‘satira’ e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice”. Secondo il legale, è facilmente verificabile “come il reato si sia, senza dubbio, consumato sul territorio italiano in quanto la condotta diffamatoria, per quanto intrapresa con la pubblicazione della vignette in Francia, si è perfezionata in Italia attraverso la loro percezione e diffusione sia sui media tradizionali sia sui social network”.

Il Procuratore della Repubblica di Rieti, dovrà adesso valutare se vi sono delle ipotesi di reato da parte degli autori, Felix e Coco, e dei direttori responsabili del periodico. Dura la reazione del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, il quale non si vuole fermare ad una semplice querela in Italia. Il primo cittadino ha affermato: “Charlie Hebdo per me è un Ciclostilato: era giusto che si pigliasse una querela e stiamo operando affinche si possa querelarli anche in Francia”.

Critico nei confronti della scelta del Comune di Amatrice, lo scrittore Roberto Saviano, secondo il quale: “La prima vignetta di Charlie Hebdo ha dato fastidio soprattutto perché, in maniera macabra, ha veicolato un messaggio semplice: quando si costruisce male o quando non ci sono piani di emergenza in zone ad alto rischio, quello che non mettiamo nel conto, ma che può succedere, è la tragedia.

Intanto ad Amatrice si cerca di ricominciare a vivere la vita di tutti i giorni, con i bambini che domani inizieranno le scuole in alcune strutture prefabbricate, e con i ragazzi del liceo scientifico che saranno ospiti del Palazzetto dello Sport locale.

Alessandro Nardelli

Eurogruppo. Roma e Atene nel mirino

dijsselbloem_june272015_web-thumb-largeI ministri finanziari della zona euro riuniti a Bratislava in vista del prossimo Eurogruppo invitano Atene a rimettersi al più presto al lavoro per il progresso delle riforme strutturali poste dai creditori internazionali come condizione per la concessione di una nuova tranche di aiuti. Secondo il programma di bailout – il terzo – siglato l’anno scorso con i partner della zona euro, la Bce e il Fondo monetario internazionale, la Grecia ha diritto a ricevere fino a 86 miliardi di euro entro il 2018 in cambio della messa a punto delle riforme strutturali concordate. Dall’Eurogruppo è arrivato in maggio il via libera alla seconda tranche del pacchetto, pari a 10,3 miliardi, di cui 7,5 miliardi già anticipati, a patto che Atene rispetti alcuni precisi impegni entro fine ottobre.

L’Eurogruppo ha per ora messo in standby la questione dell’alleggerimento del debito ellenico attuale, visto che vi sono problemi più imminenti, come le rate del prestito che attualmente gravano sull’economica greca. Tutto ciò potrà decidere le sorti del Paese, il cui salvataggio dipende anche dalla partecipazione o meno del Fondo monetario internazionale in questa delicata fase. L’Eurogruppo vuole, chiarezza riguardo a diversi temi, tra cui la riforma del mercato del lavoro, e vigilare sulla questione privatizzazioni.

Insomma in occasione della riunione informale nella capitale slovacca sono diversi i ministri che esprimono il timore che Atene son stia rispettando pienamente i tempi stabiliti. Secondo il presidente Jeroen Dijsselbloem si sarebbe già sprecato molto tempo. “Siamo tornati a fare pressione perché occorre davvero fare passi in avanti: l’estate è finita e si deve tornare al lavoro” commenta.

Ma i timori non sono solo per la Grecia. Nel mirino anche l’Italia. La situazione è ben diversa, ovviamente. Il nostro paese i compiti a casa li ha fatti, o comunque li sta facendo. Ma a preoccupare Bruxelles è la ulteriore richiesta di flessibilità richiesta dal Governo italiano. Cosa che Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici e finanziari, ha detto con chiarezza: “L’Italia – ha affermato – ha già beneficiato di molta flessibilità e deve rispettare le regole, che sono flessibili e intelligenti”. Fredda di conseguenza è stata la sua reazione davanti ad un’apertura da parte della Commissione in merito alla concessione della flessibilità. Secondo Moscovici, bisogna aspettare il documento programmatico di bilancio, che arriverà entro il 15 ottobre.

La battaglia per ottenere la flessibilità necessaria al governo Renzi per finanziare gli interventi previsti dalla legge di Bilancio è quindi tutta da giocare. È il concetto che ha ribadito lo stesso Ministro dell’Economia Padoan che ha parlato di vertice informale. “Il che vuol dire che ci sono opportunità per i ministri di parlare di temi molto generali, come la riforma del patto di stabilità, la possibile istituzione di strumenti fiscali comuni e l’approfondimento dell’unione monetaria”.

Alessandro Nardelli

Povertà, si parte con la Sia
un assegno di sostegno

Confcommercio-poveriPronta a partire in Italia, una nuova misura volta a combattere il crescente problema della povertà nazionale. Questa soluzione, proposta dal ministero del Lavoro, si chiamerà Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), e riguarderà principalmente le famiglie in seria difficoltà economica. La Sia, dovrebbe garantire circa 320 euro medi, ogni due mesi, per ogni nucleo familiare, con una copertura totale pari a 180-220mila, su quasi 800mila-1milione di fruitori, di cui solo la metà maggiorenni. Per ottenere questa agevolazione, la cui richiesta potrà essere inviata dal 2 di settembre, ci sarà bisogno di un Isee inferiore o pari a 3 mila euro e la presenza di almeno 1 minorenne, o di un figlio con disabilità o di una donna incinta. Verrà assegnato un determinato punteggio in merito a quelli che sono i carichi familiari e i redditi.

Bisognerà poi prendere parte a un programma che sarà orientato a far uscire da una situazione di povertà la famiglia in questione, tramite l’impegno nella vaccinazione, nella ricerca di un impiego, nel caso di maggiorenni, e della frequenza scolastica quando si parla di minorenni.

Secondo quanto affermato dal Ministro Poletti, “il decreto interministeriale per l’avvio del sostegno è stato pubblicato nella giornata di ieri in Gazzetta ufficiale”. Il Ministro del lavoro continua annunciando che: “Il Sia, il Sostegno per l’Inclusione Attiva, è un ponte, uno strumento di anticipazione al reddito di inclusione. Il via libera che segna la prima tappa in vista della attuazione del Piano nazionale di lotta alla povertà e all’esclusione sociale e all’introduzione nel nostro Paese, per la prima volta nella storia, di una misura unica nazionale specificamente dedicata: il reddito di inclusione”. “Si adotterà una scala di valutazione del bisogno per raggiungere i più bisognosi, superando l’approccio ‘categoriale'”, ha spiegato Poletti, il quale ha come obiettivo futuro “di avere il prossimo anno risorse doppie per il reddito d’inclusione. Questo, partendo intanto da settembre con 750 milioni.

Australia. I conservatori vincono, ma è ancora caos

epa05289090 Australian Treasurer Scott Morrison (C) speaks during the House of Representatives Question Time at Parliament House in Canberra, Australia, 04 May 2016. EPA/MICK TSIKAS AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

Sono terminati gli spogli delle elezioni in Australia, con la nazione che sembra avviarsi verso una paralisi politica, con una conseguente, caotica, situazione di stallo. I risultati delle votazioni, vedono infatti, sì, la vittoria dei conservatori, con la rielezione del premier uscente Malcolm Turnbull, ma con una maggioranza, così risicata, da portare all’ingovernabilità. Bill Shorten, dopo la sconfitta nelle elezioni ha già telefonato al suo avversario per congratularsi.

Con ogni probabilità, la coalizione di centro destra otterrà 74 seggi, con almeno altri due tra i cinque che devono ancora essere assegnati. I laburisti quasi certamente non otterranno più di 68-69 seggi, 4 seggi sono andati a deputati indipendenti e 1 se lo sono aggiudicati i Verdi.
Per poter governare ci vogliono 76 dei 105 seggi della Camera dei Rappresentanti, ma, attualmente, visti i numeri, tale quorum non è stato raggiunto. Vi saranno, quindi, tre deputati indipendenti su quattro che appoggeranno il governo sui fondamentali temi riguardanti il bilancio e sulle mozioni di fiducia, permettendogli così di poter contare su 77 parlamentari.

Turnbull ha dichiarato: “È un grande giorno. Abbiamo risolto queste elezioni in modo pacifico. È un passo che va celebrato e non dato per scontato”.
Egli auspica una collaborazione tra le due principali coalizioni del paese, affermando che è “cruciale che il Parlamento possa lavorare, che si possa lavorare insieme e insieme cerchiamo strade per poter trovare accordi”.

In Australia si vota ogni tre anni per eleggere chi farà parte della Camera dei rappresentanti e di metà del Senato.
Dopo aver preso il posto di Tony Abbott, suo collega di partito, oramai sgradito e malvisto dai cittadini, Turnbull è stato rieletto con queste elezioni anticipate, da lui indette, dopo aver richiesto lo scioglimento delle camere.
Conseguenza, questa, della bocciatura definitiva della riforma delle authority. Una situazione simile non si verificava dal 1987.

Alessandro Nardelli

Tecnologia, sorpresa: l’Italia cresce tra i Paesi più avanzati

Lavoro al computerÈ un’Italia in crescita, quella che si colloca al 45° posto nella classifica dei Paesi più avanzati, a livello di influenza economica, che deriva dagli investimenti effettuati nell’ICT, le tecnologie della comunicazione ed informazione.

Questo il risultato del Global Information Technology Report 2016, l’ultimo rapporto presentato dal World Economic Forum, che valuta i fattori, le politiche e le istituzioni che consentono ad un Paese di sfruttare appieno le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per aumentare la competitività e il benessere, e per dare vita alla propria digitalizzazione socio-economica.

In testa alla classifica dei paesi tecnologicamente più avanzati, vi è Singapore, seguito dalla Finlandia, dalla Svezia, dalla Norvegia e dagli Usa. Presenti tra i primi 10, anche i Paesi Bassi, la Svizzera, il Regno Unito, il Lussemburgo e il Giappone.

Da tale rapporto si può notare che l’Italia è cresciuta molto, guadagnando, rispetto al 2015, ben 10 posizioni nella classifica. Nonostante ciò, alcuni annosi problemi continuano a permanere, ed al momento è difficile pensare ad una risoluzione nell’immediato. Si parla ad esempio delle grandi difficoltà ad accedere alla broadband, la banda larga fissa, considerata un significativo fattore di crescita economica e occupazionale di un Paese, perché capace di ridurre il cosiddetto divario digitale tra chi effettivamente ha accesso alle tecnologie informatiche e chi ne viene escluso, in parte o del tutto. Inoltre, una velocità di connessione minima, è fondamentale in un mondo dove oramai quasi ogni cosa viene fatta tramite il web.
Se l’Italia riuscirà a cogliere al volo l’occasione della riorganizzazione del settore privato, e dell’Agenda Digitale nazionale 2015, potrà uscire fuori da questa situazione negativa riguardante la banda larga, colmando pian piano il gap esistente con altri Paesi.
Infine, sempre secondo l’analisi del World Economic Forum, negli ultimi anni, sono stati approvati da parte del governo italiano, alcune soluzioni che hanno permesso di rendere più fruibile e più agevole la fornitura di servizi on-line per i cittadini, semplificando così il lavoro alle start-up.

Alessandro Nardelli