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Alessandro Perelli

L’ombra di Kucan dietro l’addio del Premier sloveno

Alenka_Bratusek-SloveniaIl Premier della Slovenia Alenka Bratusek si è recata dal Presidente della Repubblica, Boris Pahor, per rassegnare le dimissioni. E’ questo l’epilogo della crisi politica che ha investito il suo governo di centro-sinistra nelle scorse settimane. È durata poco più di un anno l’esperienza di governo della Bratusek che aveva suscitato tante aspettative dopo la sconfitta elettorale e politica dell’ex Premier di centro-destra, Janez Jansa, condannato per episodi di corruzione.

Ma, le dimissioni  di Alenka Bratusek sono da attribuirsi oltre che a dissensi interni alla maggioranza, anche al fatto che all’interno del suo partito “Slovenia positiva” il suo rivale, il sindaco di Lubiana Zoran Jankovic, ha conquistato la supremazia.

Jankovic, molto apprezzato per la sua attività amministrativa è considerato un po’ l’erede politico del tuttora molto popolare ex Presidente della Repubblica, Milan Kucan, che portò la Slovenia all’indipendenza dopo la traumatica frantumazione della Jugoslavia. Di fatto, c’è chi vede dietro quello che sta accadendo in Slovenia proprio l’ombra di Kucan.

Dopo le dimissioni della Bratusek si apre dunque in Slovenia un periodo molto complesso a livello politico che farà sentire i suoi effetti anche sulla situazione economica: recentemente, infatti, sono stati introdotti notevoli tagli alla spesa pubblica, tra cui l’abbassamento degli stipendi nelle aziende pubbliche e un rigoroso piano di risparmi e razionalizzazioni per uscire dalla crisi.

Di fronte a questo scenario, è semplicistico affermare che si possa andare a elezioni anticipate alla fine di giugno. In Parlamento, per esempio, bastano le firme di dieci deputati per proporre un nuovo premier e i partiti di centro destra vorrebbero andare a elezioni anticipate dopo le Europee che costituiscono un test importante per capire come evolverà la situazione interna.

L’Italia guarda con estrema attenzione a quanto sta accadendo in Slovenia anche per i noti legami economici e culturali che ci legano a un Paese che, per noi, ha rappresentato sempre la porta verso l’Est. L’entrata della Slovenia nell’Unione europea ha rafforzato la cooperazione, soprattutto grazie ai fondi europei, con alcune regioni italiane come il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e l’Emilia Romagna coinvolte nei programmi interregionali europei.

Anche per questo Debora Serracchiani, presidente del FVG e vicesegretario nazionale del PD, ha auspicato “nell’interesse delle comunità coinvolte una rapida soluzione della crisi di Governo nella Repubblica di Slovenia”, ricordando che “Italia e Slovenia possono giovarsi di forti punti di riferimento nelle figure dei rispettivi Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Boris Pahor”.

Proprio i due capi di Stato si incontreranno martedì 6 maggio a Roma nel corso della visita ufficiale di Pahor in Italia.

Alessandro Perelli

Serbia, al via
il governo Vucic

Serbia-VucicCon una grande maggioranza, 208 favorevoli su 250 aventi diritto al voto, il Parlamento serbo ha votato la fiducia al nuovo Governo guidato da Aleksandar Vucic, il trionfatore delle recenti elezioni alla guida del SNS (partito progressista, in realtà una formazione di centro-destra nata dal vecchio partito nazionalista). Confermato il patto di Governo con il Partito socialista di Ivica Dacic già premier del governo precedente con il quale si è attuata una staffetta. Dacic oltreché vicepremier rivestirà il prestigioso ruolo di Ministro degli Esteri, anche proprio in virtù del suo importante impegno per l’entrata della Serbia in Europa. Dacic conferma quindi il suo ruolo di primo piano che lo ha anche reso, all’interno dell’Internazionale Socialista, uno dei leader più dinamici e conosciuti. Continua a leggere

Elezioni in Algeria
verso il bis di Bouteflika

Elezioni-AlgeriaIl prossimo 17 aprile si svolgeranno le elezioni presidenziali in Algeria. Solo sfiorata dalla primavera araba, l’Algeria è da tempo oggetto di grande attenzione da parte dei Paesi dell’Unione europea (non solo come da tradizione dalla Francia ) perché rientra a pieno titolo nella politica di vicinato attuata verso la sponda mediterranea, ma soprattutto perché fornisce all’incirca 33 miliardi di metri cubi di gas (in forte diminuzione negli ultimi mesi, vedi tabella fondo pagina) su un fabbisogno globale di circa 87 (picco 2010). Questo dato da solo dimostra l’importanza strategica per l’Italia di questo stato africano nell’economia mondiale e nelle relazioni internazionali. La stessa crisi delle relazioni con la Russia per la questione ucraina, ha dato ulteriore rilievo alla necessità del nostro Paese e di altri di ricorrere al gas algerino nel caso dovessero mancare o diventare troppo esosi i rifornimenti dalla Russia. Continua a leggere

Serbia, elezioni anticipate a marzo

Serbia-6-maggio-votoElezioni anticipate, a marzo, in Serbia. E’ questa la decisione del partito di maggioranza relativa (l’Sns, il partito progressista già nazionalista) del presidente della Repubblica Nikolic e dell’attuale vicepremier Vukic. Anche se l’iniziativa riguarda l’Sns, essa trova ampia corrispondenza dall’alleato di governo, il Partito socialista serbo che pur esprime l’attuale premier Ivica Dacic. Perché questa fine anticipata della legislatura? E’ preso detto. In Serbia si stanno giocando importanti e decisive partite a livello internazionale ed economico, partite che hanno bisogno di una maggioranza qualificata in Parlamento, e le forze politiche che formano l’attuale governo sono dati in ascesa da tutti i sondaggi. Continua a leggere

Tunisia. Nella nuova Carta
la parità tra uomini e donne

TUNISIA-Parita-uomini-donne“Tutti i cittadini e le cittadine hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. Sono eguali davanti alla legge senza alcuna discriminazione”. Così recita l’articolo 20 della nuova Costituzione tunisina approvato da 159 deputati su 169 votanti. È una svolta quella che si sta realizzando nel Paese africano che ha avviato le rivoluzioni arabe nel 2011. La confusione politica e sociale che aveva caratterizzato il periodo successivo sta per terminare con l’approvazione della Costituzione, prevista entro il mese di gennaio e la formazione di un nuovo Governo indipendente e della nuova legge elettorale. Negli ultimi due anni, per la verità, i motivi di preoccupazione sulla tenuta democratica dopo la rivoluzione contro Ben Alì, rispetto al nuovo governo filoislamico, si erano accresciuti soprattutto par la mancanza di legittimazione a livello locale (i sindaci erano nominati non eletti) e per gravissimi episodi di violenza politica culminati, l’anno scorso, nell’assassinio di due leader della sinistra, Mohamed Brahmi e Chokri Belaid a distanza di pochi mesi uno dall’altro. Continua a leggere