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Alessio Caperna

Scrive Alessio A. Caperna:
Adesso il problema è la divulgazione dei verbali

Adesso il problema è rappresentato dai titoli di giornali.

Il problema vero è però la divulgazione dei verbali sui giornali.

Il Titolo dei Giornali, i titoli dei giornali.Il problema.
Questo è il problema.
Non l’occupazione di un capolavoro urbanistico nel centro storico di Roma.
Non il degrado in cui versano i centri storici italiani pieni di buste differenziate in bella mostra.
Non lo stupro su di una turista posto in essere in Rimini.
Il problema è la divulgazione dei verbali.
Poi piano piano si abitua.Il problema è solo all’inizio poi il corpo della donna si abitua.
Modello di pensiero.
Il problema poi il corpo si abitua.
Poi.
Il corpo si abitua della donna il corpo poi dopo si abitua all’inizio poi dopo il corpo poi il problema è del corpo.
Ma il problema è rappresentato dai verbali.
Non dalle azioni.
Il problema è il corpo il problema del corpo come problema è la donna occidentale perché libera il problema è la donna occidentale perché libera.
Il problema è il corpo della donna.
Il problema è la divulgazione dei verbali ove emerge un martirio tout court.
Il problema è fare informazione corretta che nel caso de quo la si fa solo con la divulgazione dei verbali.
Il problema è la divulgazione dei verbali.
Questo è il problema.
Capito?
Il problema.
Qual è il problema?
Dai verbali emerge un martirio del corpo di donna.
Nei verbali emerge un corpo violato.
Dai verbali emerge un martirio peggiore delle frecce nel corpo di San Sebastiano.
Dai verbali emerge un orrore paragonabile ai fatti del Circeo.
Il problema è la divulgazione dei verbali.
Emerge la violenza dai verbali.
Emerge la violenza non dalla divulgazione.
Emerge nella intenzione di non divulgazione dei verbali.
Chiusi nei cassetti?
Il problema è la divulgazione dei verbali.
Bene fanno i giornali a divulgare i verbali.
Il corpo della donna è sottoposto a scempio da millenni.
Gli intellettuali difendono il corpo della donna?
Gli intellettuali dicono che il problema è la divulgazione dei verbali sui giornali.
Solo all’inizio poi si abitua e prova piacere.
Il problema è la divulgazione dei verbali sui giornali.
Il problema è.
Poi prova piacere.
Poi.
Poi.
Dopo però non all’inizio no.
Il problema è la donna.
Il problema è il corpo.
Il corpo umano è stato martirizzato a Rimini.
De Sade ha descritto nefandezze.
Hitler ha posto in essere nefandezze.
A Rimini sul corpo della donna sono state poste in essere bestialità scellerate nefandezze.
I verbali vanno divulgati su tutti i giornali.
Il problema è la divulgazione dei verbali.
Il problema.
Il corpo della donna.
Occidente piatto monotono moderno.
Questo è il problema.
Il nihilismo che inferra il pensiero nel conformismo piatto.
Il nichilismo è conformismo.
Il conformismo del problema è la divulgazione dei verbali.
Il corpo martirizzato della donna occidentale.
Il corpo martirizzato come i primi martiri cristiani.
Il corpo martirizzato.
Il problema è la divulgazione dei verbali.
Il problema è la divulgazione dei verbali.
Il problema.
Il corpo umano.Il corpo.Il problema è il corpo.Corpo.
Occidente di relativismo culturale intabarrato in un licenzioso liceale pensiero debole, che per manifesta debolezza è debole.
Il problema è la divulgazione dei verbali sui giornali.
Il problema è il corpo.
Il problema è il conformismo.
Il problema del conformismo.
Della divulgazione dei verbali sui giornali.
Questo è il problema?Il problema sono i giornali.I giornali vanno chiusi.
Lo stupro.Del corpo.Però il problema è la divulgazione dei verbali.
Il buonismo è il problema del conformismo.Perciò è un problema la divulgazione dei verbali sui giornali.
Questo è il problema.
Chiudere i giornali.
Spegnere il pensiero quale sonno della ragione senza la divulgazione dei verbali sui giornali.
Spegnere.
Il problema è la Ragione.Senza senno, inopinatamente chiudere il problema del corpo umano, chiudere il corpo, mutilarlo, imprigionarlo.
Il problema è il corpo della donna.
Il problema è.
Il corpo martirizzato della donna.Sabbia.Stupro.Stato catatonico.
Gettare acqua sul corpo.
Gettare come fosse immondizia.
Mettere il corpo nel portabagli come i mostri del delitto del Circeo.
Nefandezze.
Come.
Il problema è la divulgazione dei verbali.

Alessio A. Caperna

Alessio Caperna
Brevi note di un socialista eretico

Ecco che a breve il grande Stato democratico disporrà la demolizione della città universitaria La Sapienza, poi toccherà all’Eur, a Sabaudia, a Littoria, ad Aprilia.

Poi cancelleranno l’Inps, cancelleranno pure il Regio Decreto 692 del 1923 (convertito in legge 473 il 17/4/1925) che estende a tutte le categorie l’orario di lavoro massimo di 8 ore giornaliere o 48 settimanali. le 8 ore lavorative, il Codice Civile(che è molto liberale e molto civile) ed il Codice Penale.

Diranno che così è più democratico. Così è antifa’. Diranno che non puoi leggere più Julius Evola. Non potrai più leggere Ezra Pound. Marinetti cancellato. D’Annunzio no,proibitissimo. Nemmeno Pirandello, era iscritto al Partito Fascista! Nietzsche istigava al nazismo, sai il superuomo. Heidegger ti diranno che era nazista, è stato pure Rettore.

I quadri di Depero, di Boccioni, di Crali, di Gino Severini saranno arsi in un falò e così tutto ciò che riguarda il futurismo italiano (anche quello russo però perché traeva scaturigine comunque da Filippo Tommaso Marinetti).

Bruceranno il romanticismo tedesco perché ispirò il nazismo.
Accenderanno roghi per le fiabe dei fratelli Grimm, perché lo studio filologico dell’oralità e delle tradizioni ancestrali del popolo tedesco portano diritto diritto ai forni crematori.

Avete capito? Chiaro no?

Wagner non si potrà più ascoltare. Poi ad un certo punto penseranno che Mussolini è stato nel Psi, ne è stato dirigente, è stato Direttore del quotidiano socialista Avanti.

Quindi anche il socialismo è da mettere fuori legge.

Penseranno:ma se Mussolini era del Psi, ne era importante dirigente allora anche questo Partito non può ricostituirsi. E lo proibiranno.

Ti diranno che pure il Risorgimento, avendo costruito uno spirito nazionale, è padre del nazionalismo e quindi anche del fascismo.

Elimineranno quindi Manzoni, Mazzini e tutte le statue di Garibaldi. Però potrai in compenso studiare il Corano.

P.S.

Però ti dirà questo Stato (mai stato) democratico, che lui è liberale, che se vorrai potrai avere 3 mogli, che potrai pure tenerle chiuse in casa, potrai praticare l’infibulazione, sarai sottoposto alla Sharia, non mangerai più quella schifosa carne di maiale, non berrai più quel vino così inebriante.

Sono le dieci e va tutto bene.

Alessio A. Caperna

Il sì positivo del socialismo

Acquisti equi e solidali, baratto, bicicletta, funivia, uscita dall’Europa, restrizione dei diritti della donna, disoccupazione femminile, immondizia differenziata, anaffettività diffusa, veganismo, reazione, benvenuto caro nuovo Evo post-post moderno telematico, robotico, dis-umano, antiprogressista, illiberale, pauperista, iper-reazionario, francescano.
Tra poco i Santi Tribunali della neo-bigotta inquisizione proibiranno le sfilate di moda, bikini, minigonne, perizomi, manifesti pubblicitari. Si imporrà il Burqua di Gucci, il cibo bio, l’orto in casa, casa orto, la bicicletta al posto dell’automobile (già in molti quartieri di Roma si paga il permesso per poter circolare e tornare alla propria abitazione). Sui libri di storia si leggerà che la storia è stata tutta condotta da occulte élite, i poteri forti, le banche, le banche Oh le banche.

Questo è il post-post moderno, liquido, oscuro, reazionario, iper bigotto, tutto rete, rete tutto, democratico telematico internettocratico, ma che non permette più alle donne di abortire, anzi è più naturale (per i nihilisti) che la donna partorisca nel dolore: “Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai i figli” (Genesi 3), per i nihilisti il fine vita deve avvenire tra tremendi dolori e l’eutanasia è una parola tabù. Punire l’eresia, bannare, bruciare, isolare, denigrare, vilipendere, sostenere che i politici son tutti ladri, che guadagnano troppo.

Vogliono disincentivare il lavoro con il reddito di cittadinanza. Tornare indietro. Irrazionalmente non saper accettare il progresso, la civiltà, la gioia, il vitalismo costruttivista, inneggiano al neo-primitivismo. Vogliono la decadance. Tremolio mattutino di vaghe ombre cerebrali tendenti alla sparizione, t’invocano a un click…la soluzione.

Un Inno alle forche, ecco cosa è. Fanatismi già visti nello scorrer circolare della storia. Il circolo vizioso dell’eterno ritorno. No Tav! No Tav! No Tav! Tornano i campanili, una sorta di evo medio ma desacralizzato. Tornano le identità localiste, dialettali, ottuse-chiuse. Tornano idee malsane di comunismo-comunitarismo: il bene comunismo. Inneggiano alle forche le grigie grigie masse internet guidate, tra Gesù e Barabba, la folla sceglie Barabba, sempre.
Gli atti delle giunte comunali finiscono nelle società intenettiane. La giuristelematica quale nuovo strumento di potere, di controllo:il processo penale su Twitter o su Facebook: il Giudice chi è? I Cittadini. Cittadine e Cittadini.
I social utilizzati per destrutturare le istituzioni democratiche-costituzionali da sostituire con un’Agora’telematica liquida ove tutto è già scritto Pravda Verità, basta un click. Una risata li seppellirà? Non è così facile. Ci vuole impegno culturale. Si delinea uno scenario orwelliano.
Le automobili e le strade che collegano, i ponti, i treni veloci veloci, il ponte sullo Stretto, le Olimpiadi veduti come mostri. Reazionari internettocratici. Paranoia del tutto è complotto. Nihilismo antipolitico s’impolitica dissolvendo la politica, le plurali libertà, la laicità e la democrazia liberale.

Una sorta di neo massimalismo reazionario che ha forme impalpabili, inafferrabili. Vi è bisogno di un modo nuovo di analisi politica per dissolvere la nihilista antipolitica internettiana.

Invidia sociale. Livellamento verso il basso. Uno vale uno. Egualitarismo pseudo-rivoluzionario. Lo scenario non è affatto buono.
Oggi non va tutto bene. Ovviamente questi squarci qui delineati, possono ancora esser rettificati. Non è un processo irreversibile. Non si è ancora compiuta la profezia di Stirner sulla Repubblica degli straccioni. Non si è ancora compiuto il nihilismo del No profetizzato da Nietzsche. Il No che frena la bellezza della potenza, il No del risentimento e dell’impotenza. Il sì della gioia, il sì di Spinoza, il sì positivo del socialismo, che poi è il sì alla vita libera, ove la gioia di vivere prevale sui mille No, può farcela. Dobbiamo farcela.

Alessio Andrej Caperna

 

Alessio Caperna
Appello all’unità per Giachetti

Immaginiamo un fatto. Potrebbe apparire un ragionamento da fanta-politica, ma ahimè i segni che vengono delineandosi sono abbastanza chiari, intelligibili.
Ipotizziamo le dimissioni di Renzi, si andrebbe quindi ad elezioni anticipate: Vincerebbero i populisti, le forze reazionarie, anti-europee, altersviluppiste, neo-teo pauperiste francescane (vi è tale possibilità) e sarebbe il Caos.
Le Forze reazionarie, identitarie, internettocratiche non vogliono lo Stadio Nuovo a Roma, non vogliono le Olimpiadi, ovvero non vogliono il lavoro e il progresso e lo sviluppo e la bellezza della civiltà Occidentale.
Si percepisce che è in agguato un anti-modernismo peggiore di quello della Chiesa del Concilio Vaticano I, si odono le voci lontanissime di Giordano Bruno, di Galileo Galilei, dei dolciniani, dei Catari e degli albigesi e dei templari e dei roghi delle streghe che ci avvisano di un presentimento che pure loro avevano pre-sentito prima di venire inquisiti e arsi (Galileo per fortuna non fu bruciato).
Uno Stato legalista legalitario invocato dai forcaioli porta allo spegnimento della ragione e del Diritto, porta alla estinzione della Scienza, porta a non vaccinare più i bambini, a non praticare più l’aborto, porta alla morte della Scienza, alla morte della libertà di ricerca scientifica, alla morte del pluralismo e della democrazia liberale.
Possiamo tranquillamente registrare che il pensiero gramsciano, fatto proprio per quanto riguarda l’egemonia, dai nihilisti populisti, è stato reso ancor più autoritario e antidemocratico con l’inserimento della internetcrazia, una sorta di agorà telematico etero diretto, ove un grigio-grigio coacervo di pifferai magici coagulano attorno a sé il da farsi che hanno deciso aristocraticamente. Ecco il loro laboratorio di autoritarismo verticale…
Invoco la creazione di un Polo Laico: Liberal-socialista libertario, radicale, riformista, democratico-popolare.
Iniziamo con il sostenere Roberto Giachetti e tutti i candidati del centro-sinistra nei ballottaggi.
È un primo passo.

Alessio Andrej Caperna

Scrive Alessio Andrej Caperna:
Il Papa Re e i cagnolini

Amare gli animali non esclude l’amore per l’umanità, essendo aspetti complementari dell’Amore.
Deus Caritas est, Dio è Amore, un’Enciclica di Benedetto decimo sesto, che scriveva cose bellissime sull’amore, anche sensuale, quasi meglio di Bataille, di D.H. Lawrence o di Pierre Klossowski.
Che un Romano Pontefice apoditticamente nomatosi Francesco, evidentemente non ha studiato la vita del Poeta che ha per primo iniziato a poetar in Volgare, ovvero in italiano, esterni certe considerazioni, non può non lasciarci perplessi.
Consiglio vivamente un ripasso veloce.
Più eresia. ”laudato sì, mì Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robusto et forte” (Francesco d’Assisi, Patrono degli Animali).

Eppur si muove. Lo scriverò sempre. Più Luce che illumini le menti!
Pensasse a ciò che ha posto in essere la Megale Ecclesia nella sua plurimillenaria peregrinazione in hoc mundo (in questo mondo), alla sua attuale responsabilità(della Romana Ecclesia) alla diffusione del virus Hiv in Africa a cagione della sua radicale contrarietà allo uso del preservativo(il guanto), alla sua (della Chiesa) assoluta contrarietà al sacerdozio femminile, alla sua  (della Chiesa) contrarietà all’Aborto, alle adozioni Gay, alla eutanasia!

Alessio Andrej Caperna

Scrive Alessio Caperna:
Più Luce e Nessun Dogma

Qualche pillola di Libero Pensiero alla Luce del Sole (dell’Avvenire).
Disse Goethe più Luce. Il socialismo oggi può e deve essere Portatore di Luce contro il buio dei dogmatismi teocratici. Nessun Dogma.Più Luce contro il buio dei fondamentalismi religiosi cattolici e islamici, i massimalismi, il giustizialismo giacobino e forcaiolo che vuole obliterare il principio costituzionale della presunzione di innocenza; principio che non è affatto interno al sistema processuale, ma è un vero pilastro, una Colonna del Tempio della Giustizia Giusta e Regolare, alla Luce della nostra Costituzione.Più Luce e nessum dogma sono le alte idealità del riformismo 2.0, di cui è permeato il Psi. Più umanità, meno Chiesa, meno chiese, più laicità e basta con la esenzione dall’Imu, dalla Tasi e dalla Tari, pure il Vaticano deve pagare le imposte, come tutti.
Già scrissi sull’Avanti in varie occasioni, la validità di un progetto politico che sappia unire la grande tradizione libertaria e liberale, socialista e democratica, radicale e repubblicana, che sia oltre una mera riedizione della Rosa nel Pugno, che sia appunto un progetto più ampio, più solido, per riportare nell’agenda politica i valori Illuminanti e plurali della laicità, per proporre l’abrogazione del Concordato, per rimettere la Chiesa Romana al posto che le compete e non più, come adesso, una Chiesa che interviene nella politica quotidiana, che interferisce di continuo con lo Stato, e che non segue l’evangelico “ Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, una Chiesa che è omnipresente in tutti i telegiornali nazionali e in cui i Tg divulgano ogni frase, ogni parola che il Romano Pontefice pronunzia, a dispetto di ogni principio di sano pluralismo.Il cavouriano Libera Chiesa in Libero Stato, divenga Libere Chiese in Libero Stato e che stiano ben separate tra loro però, le Chiese si intende e pure i Giudici, che non devono fare i Censori, non devono essere i fautori-latori di un’etica pubblica che appunto può portare la memoria allo Stato etico di gentiliana memoria: Più individuo, più libertà, meno Stato, come diceva Errico Malatesta “La libertà che vogliamo noi non è il diritto astratto di fare il proprio volere, ma il potere di farlo”.
Più Luce, per potere rendere effettivo il diritto delle donne ad abortire liberamente.Più Luce per far sì che chiunque e di qualunque tendenza sessuale possa sposarsi e adottare bambini.Più Luce per rendere libere le donne dal giogo dei veli.Più Luce per attuare la separazione della carriere in magistratura in requirente e giudicante, con due distinti Csm, l’abrogazione della obbligatorietà dell’azione penale e la responsabilità civile diretta dei magistrati, più Luce per introdurre la inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
Più Luce…anche a Led andrebbe bene, in attesa del Sol dell’Avvenire.
Libertà Eguaglianza Fratellanza.
Per ora Libero Pensiero Libertario Liberale Socialista.

Alessio Andrej Caperna

Scrive Alessio Andrej Caperna:
Riflessioni sul Socialismo

Il Psi è direttamente legato al fil rouge della Comune di Parigi, tramite una trasmissione ininterrotta, quasi iniziatica(Guenon), delle universali idee (pragmatiche-immanenti) di libertà (molteplice plurale) e di giustizia sociale (Libertè, Egalitè, Fraternitè).
Idee che circolavano da sempre nelle eresie religiose medievali(Valdesi, Dolciniani, Francescani), ma ancor prima nel cristianesimo delle origini e così via a ritroso, in una sorta di eterno ritorno non vichiano ma nietzschiano, le idee libertarie socialiste si ri-propongono nel continuo differenziarsi rinnovarsi sino all’oggi e al domani, in una infuturazione perennemente diretta verso la liberazione dell’umanità dallo stato di servaggio dell’essere che vede l’umanità de-potenziata della sua grandissima (gigantesca) voglia di vivere (la potenza-Spinoza), in quanto il socialismo è una tendenza innata nel-del genere umano.

Chi è che non prova un sommovimento d’animo quando assiste ad una ingiustizia, ad un torto, ad un arbitrio?
Ecco un segnale di vita.
Ecco la scaturigine del socialismo s’intravede in tutti noi umani, proprio quando nasce quel patema d’animo causato dall’assistere a un’ingiustizia, a un arbitrio, quindi il socialismo è una immanenza, non di certo un astrattismo, un platonismo ideale, ma un fatto concreto, un fatto bellissimo, un fatto tangibile.
Un tempo nelle sezioni socialiste si diceva che il socialismo è far del bene alla gente.
Cosa aggiungere? È una bellissima definizione.
Il Socialismo liberale-libertario tende, anche alleandosi con forze democratico liberali laiche repubblicane, alleandosi con forze di progresso che non si denominano socialiste, tende sempre, verso un graduale superamento del capitalismo, tramite la cogestione delle imprese, tramite la ripartizione degli utili, tramite nuove forme anche associative tutte da costruire, per liberare le plurali potenzialità umane (potenzialità intesa come potenza, come potere, come volontà di potenza), per costruire una moltitudine (augescens, cresce crescendo), quale populus come era inteso nell’antica Roma che comprendeva e includeva il plurale, il molteplice, l’io variopinto d’innumerevoli soggettività, verso un superamento graduale del concetto di Stato finzione persona giuridica sempre contrapposto alle persone (quelle vere).

Il socialismo quale creazione graduale di nuovi valori per edificare la potente bellezza della moltitudine tutta affratellata dal benessere e dalla gioia di vivere e da nuove forme di libertà.

Con il socialismo si potrà ridere e provare finalmente una sensazione di felicità nuova, difatti secondo Spinoza, ogni passione che implichi un aumento di potenza di agire si chiama gioia, mentre si chiama tristezza ogni passione che diminuisca la potenza di agire.
Come spiega Gilles Deleuze, Spinoza sottolinea nel Trattato teologico-politico che vi è un legame profondo tra il despota e il prete, poiché entrambi hanno bisogno che le persone assoggettate siano tristi (tristezza è l’affetto che implica una diminuzione della mia potenza di agire).

Una risata li seppellirà.
Il Socialismo è l’esatto contrario della tristezza, non copre le statue nude, né i volti ed i corpi delle donne.
Il socialismo è sempre il sì alla vita e alla gioia.

Alessio Andrej Caperna

Scrive Alessio Caperna:
Anche io sto con Hollande!

Dalla Francia promanano tutte le libertà che conosciamo, che abbiamo, che viviamo, che respiriamo: libertà, eguaglianza, fratellanza, non i veli che coprono, che nascondono, che occultano i volti i visi i corpi! Ha ragione il direttore Mauro Del Bue, ha ragione il segretario del Psi Riccardo Nencini. Non possiamo e non dobbiamo restare inerti!
L’Isis, i nichilisti dell’Isis, vogliono toglierci la libertà, la gioia sensuale del vivere la vita, hanno in sé l’impulso di morte, evocano la morte, simulacri, spettrali, mostri zavorre della reazione, vorrebbero cambiare i nostri modi di vivere liberamente la bellezza della vita nella sua pienezza e nelle sue molteplici sfaccettature, vorrebbero un mostruoso pauperismo globale di totale sottomissione alla divinità, senza diritto, solo l’arbitrio della sharia, in una sorta di teocrazia medioevale, scura e grigia grigia.
L’Isis va disintegrata! Si uccide in nome di Dio. Lo si invoca mentre uccidono. Mai nessuno ha ucciso in nome della scienza. Mai nessuno ha gridato grande Scienza mentre uccide. I barbari saranno sconfitti, vuoti energumeni rozzi incolti, incolti e rozzi, avranno mai letto un libro? Saranno mai andati a teatro? Avranno mai ammirato la fulgida bellezza d’un paesaggio di una statua di una vetrina di un negozio di un concerto di musica rock, avranno mai ballato in una discoteca, avranno mai dato un bacio, avranno mai amato? Non credo. Anzi sine dubio no!

Devono essere annichiliti con una guerra molecolare reticolare che li polverizzerà. Non è solo terrorismo, no no, i buonisti li chiaman terroristi, essi sono i fondamentalisti, Jihadisti islamici. Non terroristi. E per favore diamo un nome alle cose, quando hanno un nome chiaro e preciso.
È scontro tra civiltà e barbarie. Fine del multiculturalismo. The End! (la loro).

OSCURANTISTI IDENTITARISTI!

Lo scrivo da sempre.
In Occidente si vive in modo civile e si accettano i principi di libertà e di democrazia:
Uguaglianza uomo donna, le bimbe non si sposano, le donne non si velano, non si nasconde la bellezza radiosa del viso. L’unico pensiero valido riguardo ai fatti d’oggi e lo dico da pensatore è l’opera di Oriana Fallaci (a cui rimando), architrave dell’Occidente, come ha già detto il Segretario Nencini. Basta con i buonisti fiancheggiatori dei tagliagole. Altro che i pacifisti.
Guerra all’Isis nichilista…quante tragedie in nome di Dio.
Occidente.
Occidente, libertà eguaglianza fraternità.

Alessio Andrej Caperna

Scrive Alessio Caperna:
Siamo tutti rom

È tutta da scrivere la lunga persecuzione che hanno subito i Rom(uomini).
Perseguitati da secoli e secoli.

Il nazismo, nel suo abominevole nichilismo ha ucciso oltre mezzo milione di gitani.
Oltre 500000 uomini donne e bambini.
Fu uno sterminio, in Romanì Porrajomos (devastazione). Nei campi di concentramento non c’erano solo gli ebrei, c’erano anche i Rom. I Rom sono dimenticati dalla storia, ebbene sì i Rom sono stati dimenticati dalla storia e dalla società e dalla civiltà.
E ancora oggi vedo riaffiorare lo spirare del razzismo verso i rom. Nei loro riguardi si parla di ruspe, ruspe e ancora ruspe, sostantivo che richiama ancora e ancora la Porrajoms, la devastazione del popolo nomade.

Anche dalle reazioni pubbliche verso un funerale, anche dalle reazioni del mondo della comunicazione, per lo invito ad una trasmissione televisiva di alcuni Rom che vivono in Italia almeno dal 1300, anche dalle critiche che vengono mosse ad un ex Sindaco di Roma, per una fotografia che lo ritrae assieme a un Rom italiano, ravviso chiari sintomi di un razzismo, manifesto e strisciante verso questo popolo, che ha tra i suoi meriti, quello di vivere in pace da millenni, di non aver mai avuto un esercito, uno stato, insomma i Rom, da sempre hanno quello spirito gitano e nomadico che traversa le frontiere, gli stati, le lingue in una sorta di internazionalismo universale ante-litteram.

Molti di loro sono italiani da almeno sei o sette secoli ma continuano ad essere mal visti. Io da socialista sto dalla parte di tutti i rom e i sinti. Da sempre accusati, di stregoneria, di essere spie, di essere ladri, di essere ariani impuri. E sì, perché l’origo delle stirpi nomadi che è da ascrivere all’India.

Nel loro nichilismo mostruoso, scrivono i nazisti, Robert Ritter, direttore del centro ricerche per l’igiene e la razza, che “…non c’erano più zingari puri, poiché avevano assimilato le caratteristiche peggiori delle popolazioni dei numerosi paesi in cui avevano soggiornato nella loro secolare migrazione dall’India, pertanto non si potevano considerare ariani puri, ma ariani decaduti, appartenenti a una razza degenarata”. Mettono i brividi queste folli farneticazioni, un vero e proprio delirio, che beffa proprio i nazisti, i quali avevano dovuto ammettere che proprio i Rom erano ariani.

Pensieri nomadi. Nomade del pensiero.
Ogni commento negativo che ascolto è nei confronti loro.
Si deve sapere che il Romanì è una lingua molto bella ed è il sanscrito.A mò di esempio in Romanes mano si dice vast (in sanscrito hasta), acqua in Romanes si dice panì (in sanscrito paniya), dire si dice pin (in sanscrito bhan). Il filologo Grimm ci ha insegnato che le lingue moderne derivano dal sanscrito e la lingua dei Rom è una delle forme più belle dell’antico sanscrito.

Deve finire il razzismo!
Semmai spunti interessanti per edificare una società patchwork e pluralista che è augescens (che cresce crescendo), aperta, molteplice si possono trarre proprio dallo spirito dei nomadi, che è ben descritto in Millepiani di Deleuze Guattari…”il tragitto nomade pur potendo seguire piste o vie usuali, non ha però la funzione, tipica del percorso sedentario, di distribuire fra gli uomini uno spazio chiuso…il tragitto nomade fa il contrario, distribuisce gli uomini in uno spazio aperto, indefinito.La vita del nomade è intermezzo.”

Quindi il socialismo liberale e libertario, può essere influenzato dal nomadismo psichico, letterario e filosofico che si può sintetizzare con una bella citazione mutuata dallo scrittore Jack Kerouac “…Si può sempre andare oltre, oltre-non si finisce mai.”
Se tutti perseguitano i Rom, allora pure io SONO UN ROM!

Alessio Andrej Caperna

“Eppur si muove”, perché il Socialismo è utile all’umanità

Si diffondono le anti-idee reazionarie come l’alter-sviluppo, la decrescita, il pauperismo, l’esser sempre e comunque contro, contro tutto ciò che è progresso, bellezza, tecnologia, informatica, scienza; queste idee reazionarie presenti pure nelle sinistre massimaliste sono correlate all’avanzata dei populismi identitari.
Questa sorta di luddismo anti scientifico è tipico delle forze reazionarie, conservatrici che affliggono l’Italia e l’Europa.
Tempi moderni nuovi forti interessanti, ove la ricerca, la scienza, la tecnologia, la robotica devono assolutamente avere cogente importanza e centralità, difatti noi socialisti abbiamo inscritto nel nostro dna, l’Eppur si muove di Galileo Galilei, l’eresia del riformare, che poi è null’altro che l’essere rivoluzionari, tutti proiettati al futuro, altro che l’ecologismo che tutte le opere vuole bloccare (compreso il necessario ponte sullo Stretto), quell’ecologismo pauperista che vorrebbe riportarci alla vita agreste, appunto, vorrebbero fermare la civiltà-dinamica-molteplice per ri-portarci all’epoca in cui la durata media della vita era di 35-40 anni, all’epoca in cui le donne morivano di parto, come già ampiamente esaminato in altre occasioni sulle pagine dell’Avanti!
Ma ben venga la tecnologia, la tecnica che può aiutarci nello svolgimento dei lavori più pesanti, più pericolosi.
Ben vengano le scoperte scientifiche, la ricerca, che portano lo sguardo più in là e poi ancora più in là e così via, indefinitamente, in un circuito dinamico tendente all’infinito(il molteplice plurale).
I socialisti ben sanno che la ricerca scientifica non deve avere paletti, lacci e lacciuoli etici, zavorre che frenano lo sviluppo dell’umanità.
La tecnologia è di per sé stessa naturale, la tecnologia consiste nell’uomo che prese, per la prima volta un bastone, una pietra per utilizzarli e per avere la vita più facile, più comoda, insomma più bella e degna d’esser vissuta.
D’altro canto appare chiaro che l’arnese allora come ora è un prolungamento dell’arto umano (artefatto che sovente è fare arte, design).
Guai se le forze reazionarie, quelle che tifano per la decrescita, per il sostenibile sviluppo (lento, lentissimo?), dovessero riuscire nell’intento di fermare lo sviluppo della civiltà e dell’umanità, che deve assolutamente essere collegato, concatenato con la tecnologia, con la scienza, con la matematica, con la medicina.
Karl Popper aveva delineato, quasi profeticamente il nocciolo delle forze reazionarie ed è per questo motivo che pare opportuno riportare le sue sempre attuali parole “Un argomento spesso ripetuto contro la moralità della scienza è che molti dei suoi frutti sono stati usati per fini cattivi, per esempio in guerra. Ma questo argomento non merita neppure di essere preso in seria considerazione. Non c’è nulla sotto il sole di cui non si possa abusare e di cui non si sia abusato. Anche l’amore può diventare strumento di assassinio; e del pacifismo si può fare una delle armi di una guerra aggressiva.D’Altra parte, è anche troppo evidente che l’irrazionalismo e non il razionalismo ha la responsabilità di tutte le ostilità e aggressioni nazionali. Ci sono state anche troppe guerre aggressive di religione sia prima che dopo le crociate, ma non mi risulta che si sia combattuta una sola guerra per scopi scientifici e ispirata da scienziati”.

Anche per questi motivi il socialismo non può mai morire, perché è necessario all’umanità, perciò è vitale e noi del Psi dobbiamo diffonderlo reticolarmente.

Alessio Andrej Caperna