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andreaniadalberto

Scrive Adalberto Andreani:
La speranza di Papa Francesco

Gentile Direttore,

Si ha l’impressione di una sorta di impotenza degli USA, a livello internazionale rispetto a qualche decennio orsono. Si ha l’impressione di una volontà di confrontarsi con la Cina, ma della stessa consapevolezza di non esserne più superiore neanche a livello militare. Se fosse così la contrapposizione storica del dopoguerra tra unione sovietica ed USA sarebbe tutta da rivedere e da ristudiare con nuovi elementi.. Che valga il detto tra i due litiganti….? Ora nella contrapposizione tra modello capitalista USA e Comunismo cinese, al posto di quello sovietico, poco cambierebbe e cambia nella storia dell’umanità, circa la necessità che tra questi due mondi ci sia una Europa ed altre parti del mondo socialdemocratiche avanzate, progressiste, e pacifiste…..In particolare in Europa vedo due filoni socialisti, uno laico e l’altro Cristiano-socialista sulla scorta di quanto afferma Ppap Francesco. La speranza di Pace può venire solo dall’unione europea che eviti il fatale incontro scontro tra USA e CINA, attualmente solo rimandato.
Basta con i nazionalismi Europei ed almeno Spagna, Francia, Germania ed Italia diano corpo vero agli STATI UNITI D’Europa.

Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
Le basi dell’Europa

Caro Direttore,

Gli Stati Uniti d’Europa sono stati sognati e concepiti da grandi personalità socialiste democratiche ed avanzate, e-o da intellettuali come ALtiero spinelli vicine ai movimenti socialdemocratici Europei. Negli anni 80 Berlinguer, Carrillo, e Marchais rispettivamente per l’ Italia, la Spagna e la Francia cercarono di dar vita all’eurocomunismo, che tuttavia non ebbe grande fortuna. Negli anni 90 e sul finire di quel decennio morì Tito e la Jugoslavia, che si era mantenuta autonoma da Mosca, si è dissolta nella sanguinosa guerra civile che bene ricordiamo. Di lì quasi tutti gli ex paesi comunisti sono passati ad una fase prettamente populistica- nazionalistica. Molti di loro addirittura dal comunismo e dal centralismo democratico, quindi poco adusi alla democrazia come la intendiamo noi, a forme di neo-fascismo molto pericolose. È stato dunque un grave errore storico, far entrare in Europa tali paesi ex comunisti, probabilmente immaturi democraticamente. Bisognava saper attendere. Italia, Francia, Spagna, Germania, Portogallo debbono riflettere all’uopo, e se serve per ora, raffreddare facili entusiasmi e tornare al nucleo fondante ed originario dell’Europa. Altrimenti i rischi sono molti e tangibili.

Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
Un nuovo anno… di scontri

Caro Direttore,

Credo che con il 2017 si inizia un’era cruciale per l’umanità. Da una parte TRUMP ( del quale avevo paventato e previsto il successo su AVANTI lettere 23.05.16-10.11.2016 ) dall’altra PUTIN…. USA ed URSS, forse troveranno un nuovo equilibrio, ma è tardi?
Dice un vecchio proverbio, tra i due litiganti…il terzo gode!
Gli USA hanno fallito con il mito della frontiera e la scoperta di nuovi mondi da colonizzare: speranza per l’umanità del dopoguerra.
La Russia ha fallito col comunismo burocratico degli scorsi decenni ed ormai da tempo.
Entrambe hanno perso prestigio, perché si è visto che nè comunismo nè capitalismo sono in grado di risolvere i problemi dell’umanità. Entrambe le antagoniste di un tempo, hanno adesso la tendenza a chiudersi in difesa, pugilisticamente a guardia stretta- chiusa, in un mero nazionalismo e protezionismo nostalgico del passato.
Intanto in questi anni è progredita la potenza CINESE, che deve far paura ad entrambe le potenze, che l’hanno sottovalutata a lungo. Si arriverà DUNQUE ad un conflitto?
La CINA è composta da miliardi di persone ed il quadro che si prospetta non è rassicurante, per chi intende sfidarla economicamente e militarmente.
In questo ambito, non rassicurante, decisiva sarebbe l’EUROPA, LA VECCHIA EUROPA con la Sua tradizione SOCIALISTA LAICA AVANZATA, e quella CRISTIANO-SOCIALE. L’incontro di queste due componenti, potrebbe effettivamente favorire la pace nel mondo, soprattutto alla luce dell’opera SOCIALE che stà svolgendo all’uopo PAPA FRANCESCO.
L’augurio dunque è che si proceda verso GLI STATI UNITI D’EUROPA, allontanando egoismi anacronistici.
Buon 2017.

Scrive Adalberto Andreani:
Mancano i centri di pronto intervento

Gentile Direttore,

conosco bene le zone terremotate di Amatrice, Norcia, e le Marche anche per motivi professionali.
Esprimo le mie condoglianze alle vittime, ed il mio dolore per le cittadine ed i borghi cancellati, dove peraltro ero passato pochi giorni prima.
Tuttavia si sà che le zone appenniniche di Norcia, Visso, Amatrice, l’Aquila, Avezzano, Ascoli, Ancona sono ad altissima sismicità.
I giornalisti, gli esperti hanno giustamente sottolineato la differenza costruttiva tra Amatrice e Norcia, che tuttavia (e lo ricordo bene) subì un grave evento sismico nel 1979. Dopo quella data la ricostruzione sembra essere efficace ed ottimale.
Una richiesta ed una proposta mi sento di fare al Governo, che non mi risulta sia scaturita dal dibattito ed anche dalle polemiche, insorte dopo il terremoto.
Dato che nell’Appennino Italiano, quasi sempre si verifica un evento sismico importante, non sarebbe il caso di dotare una di queste città a rischio come Norcia, Amatrice, L’Aquila o anche Rieti, di una forza aerea di pronto intervento per un aiuto importante?…..Amatrice per esempio, per mesi non è stata ben collegata a Roma, per lavori sulla via Salaria…. l’unica strada importante per arrivarci. Se ci sono stati ritardi nei soccorsi può essere dipeso anche da questo fattore. Gli altri centri colpiti sono ancora più difficilmente raggiungibili. Invece Rieti per esempio ha un areoporto che ben si adatterebbe all’uopo, per elicotteri e mezzi analoghi.
tanto propongo
distinti saluti,
Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
L’accesso facilitato alla Giustizia

Gentile Direttore,

Sinceramente non pare che l’attuale Governo, stia garantendo ai cittadini “l’accesso facilitato alla Giustizia”. Di contro e non di converso, per lo meno ai cittadini italiani, ma anche agli avvocati della mia generazione (attuali 50-60enni) tale accesso lo sta complicando oltremodo, e sento dire che molti se ne ricorderanno al momento del voto
In effetti mediazione, negoziazione assistita, processo telematico breve, processo telematico lungo oppure ordinario…e poi spese, disorganizzazioni varie, complicazioni di ogni giorno negli uffici e così via, rendono la vita difficile.
Senza polemiche, ma avendo il partito socialista, da sempre grandi avvocati e studiosi del diritto da Vassalli a De Martino, a Giugni e tanti altri… invito lo stesso Psi a differenziare la posizione sulla Giustizia, da quella del PD attuale, collocandola nell’alveo della tutela dei diritti dei cittadini italiani. IL Psi e il Pse non hanno nulla da imparare in questo settore, tant’è che oggi a distanza di anni la storia del nostro paese dà ragione alle posizioni degli anni 70 e 80.

Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
Perché il Psi non è come in Europa

Caro Direttore,
Leggo dello sconforto circa le sorti del Psi.
Eppure se ci sono simboli rimasti oggi sono Pertini e Matteotti, due eroi e martiri.
Perché in Italia non c’è un partito socialista al comando, come nel resto d’Europa?
Non è che i mali d’Italia dipendono da questo fatto storico… ineludibile?
Chi è in realtà Renzi?
Il Pd è un partito socialista, oppure altro?
Eppure è fallito il Comunismo e sta fallendo anche il Capitalismo, perché la popolazione mondiale aumenta a dismisura, le risorse naturali si assottigliano, il riequilibrio è matematico…è una equazione.
Nuovi mondi abitabili non sono stati scoperti, malgrado miliardi spesi, e risorse sottratte al mondo, negli anni ’60, ’70 e ’80.
Rimane il Socialismo umanitario vicino al Cristianesimo sociale, del quale per cultura e formazione culturale non possono appropriarsi ex comunisti ed ex democristiani, che hanno cambiato etichette ma che non hanno la formazione per tramettere tali valori culturali che appartengono al Socialismo umanitario del Risorgimento.
Allora basta saper attendere

Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
Le olimpiadi per rivalutare Roma

Gentile Direttore,

Non credo si debba essere aprioristicamente contro le Olimpiadi a Roma.
Roma può ricavare un beneficio dall’assegnazione del massimo e maggiore evento sportivo mondiale.
In un momento di crisi come quella attuale, con un Papa così importante e fautore della papa, solo Roma può ricoprire un ruolo significativo per il mondo intero.
Tuttavia deve essere chiaro che non vi debbono essere ulteriori speculazioni a detrimento dell’agro romano, che era e resta uno dei territori più fertili d’Europa.
Vanno operate ristrutturazioni e recuperi di quanto esistente, lo stadio Olimpico per esempio, architettonicamente imbruttito dopo i mondiali di calcio del 1990 può essere migliorato e modernizzato con le nuove tecnologie. Il foro Italico, non va demolito come qualcuno ha in testa da anni, bensì restaurato, perché è un luogo sportivo tra i più belli in Europa.
Lo stadio Flaminio leggermente ampliato è l’opera ideale per il football, e gli altri impianti sportivi potranno essere restaurati ed adeguati ai tempi.
Nessun’altra città vanta e può vantare la storia di Roma, e dunque non servono nuove opere, ma rivalutare quelle che solo la Capitale ha in misura così cospicua.
Queste sono le condizioni per cui la sinistra può ed anzi deve perorare la causa delle Olimpiadi romane, in questo triste momento economico e storico.

Distinti saluti,

Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
Creare una macroregione tirrenica

Gentile Direttore,

Il progetto inerente l’accorpamento delle regioni almeno per quanto riguarda l’Italia centrale è fondato su presupposti erronei. Difatti l’Italia presenta squilibri non solo tra nord e sud, ma anche e soprattutto tra la fascia litoranea e quella interna.
Basta analizzare il territorio Abruzzese, e vediamo le differenze di sviluppo tra Pescara e l’interno.
Dunque vengono proposte nel centro Italia, sostanzialmente, due macroregioni quella Adriatica con Abruzzo, Marche e forse Molise. Dall’altro lato Tirrenico dovrebbero accorparsi Umbria, Toscana, e parte del Viterbese. Non si è ancora ben compreso, di converso, quale sarà l’estensione dell’area di Roma Capitale Con tale assetto, sono sempre le zone interne a rimetterci.
Difatti l’Umbria per esempio non ha il mare, e mentre la zona di Orvieto può avere una collocazione nell’Etruria per storia e collegamenti, la parte appenninica ( come Norcia ) ha facilità di collegamenti, dall’altra parte, con Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto ed il mare Adriatico.
La stessa provincia di Rieti, creata artificiosamente nel 1927 da Mussolini, accorpando zone marginali di Umbria, Abruzzo, Marche ecc. sta attraversando una grave crisi di identità all’uopo.
Dunque non è più ragionevole creare una macroregione tirrenica, una Adriatica, ed una macroregione centrale in una sorta di grande Umbria?
Un territtorio centrale appenninico che è ancora intatto, non toccato granché dalla speculazione edilizia perchè in gran parte appenninico, turistico-religioso che vada da Umbertide a Borgorose in provincia di Rieti ma anche più a Sud, con Assisi-Santa Maria degli Angeli capitale, una macroregione Francescana, Verde, religiosa, ancora intatta, diversa.

Distinti Saluti,

Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
Il Papa del socialismo cristiano

Caro direttore,

In questo momento storico di nullità mondiali, dopo che si è voluto distruggere l’unico termine politico significativo “storicamente” cioè il Socialismo, auguro a tutti un buon 2016.
Una figura da salvaguardare è papa Francesco- Bergoglio, l’ho visto in evidente calo fisico e non deve soccombere alle mafie, incarna quel socialismo-cristiano che è partito cronologicamente con Papa Roncalli- Giovanni XXIII e arriva concretamente oggi a Francesco.
I socialisti debbono riuscire a preservarlo nel 2016 dalle congiure, sono i soli che lo possono fare per sensibilità e storia…

Adalberto Andreani

Scrive Adalberto Andreani:
La vecchia generazione
e le nuove tecnologie

Gentile Direttore,

In questi ultimi tempi stà avanzando inelluttabilmente una svolta epocale sul piano sociale e della civiltà.
Sembra vi sia una specie di direttiva globale, affinché si abbandoni carta e penna a vantaggio dei computer, delle TV, e di internet con una sorta di “grande fratello” che dirige ed indirizza le questioni mondiali.
Quelli della mia generazione e delle precedenti faticano e stanno soffrendo moltissimo nell’abbandonare carta e penna e convertirsi ai computer, pagando un prezzo alto in termini di libertà…
Nel mio settore specifico (l’avvocatura) il passaggio al processo telematico è apparso troppo repentino e devastante per molti che non si sono subito adeguati e sono oggi mal ridotti sul piano economico ed organizzativo.
Mi chiedo …Tutto ciò è giusto? Ma non doveva il processo telematico essere d’ausilio e non una difficoltà per i più deboli e-o i meno attrezzati economicamente?
Non sarebbe opportuno e giusto che la carta restasse a vantaggio di anziani e poveri artigiani e i computer venissero ad essere adottati nell’ambito della P.A.per ausilio al cittadino, e non da privati sempre più “hobbesiani” quali “homo homini lupus”.

Adalberto Andreani