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Angelo Santoro

Decidere di noi 

Non c’è nulla di più personale che quella di mettere fine alla propria vita e francamente non ho mai capito il dibattito sociale, l’agitarsi della gente che vuole decidere per altra gente. A tempo quasi preordinato vengono raccontate storie di una riservatezza assoluta che riaprono un argomento catartico: il diritto della persona di porre termine alle sue sofferenze! Credo che nessuno possa parlare e scegliere per qualcun altro a questo mondo, se non espressamente autorizzato da chi nella piena facoltà di intendere e di volere (almeno è così che citano i notai nei testamenti). Ognuno di noi può esprimersi sull’argomento a titolo personale, entriamo in una sfera talmente intima che ritengo una prepotenza quella di voler impedire ad un essere umano di anticipare la conclusione della sua permanenza terrena. Mi riferisco a tutte quelle persone che – perfettamente in grado di ragionare – decidono di voler mettere fine alle mortificazioni che patiscono, sia sotto il profilo fisico che psicologico. Per le sofferenze fisiche la scienza mette a disposizione farmaci che aiutano a sopire il dolore, i pazienti vengono sedati al punto quasi di vegetare e allora, se mi dovesse capitare, chiedo perché mai dovrei fare il “pupazzo inanimato” per non dispiacere le persone che mi amano?! Ma poi, mi amerebbero davvero se dovessero lasciarmi in uno stato semi-vegetale? E ancora, mi amerebbero se dovessi rifiutare la morfina passando le ore in mezzo ai più atroci dolori? Pongo le domande a me stesso perché solo a me stesso posso rispondere, e lo farò di qui a poco.
Le sofferenze psicologiche, invece, personalmente le trovo le più avvilenti della sfera umana, in quanto essere consapevoli della perdita di sé avvilisce la dignità dell’uomo. In questo caso siamo al capolinea dell’esasperazione come un vecchio tram che ha percorso il suo ultimo viaggio verso il deposito della nostra vita. La società ha corso troppo velocemente su rotaie che non consentivano di frenare l’ipocrisia. Pensieri e sentimenti sono sempre più affollati, affollati a tal punto da non riuscire a gestirli perché non ne comprendiamo l’essenza del significato, figuriamoci capire se il tram dell’esistenza doveva essere valutato prima di trovarsi senza freni durante una corsa sfrenata. Il pensiero non viene più messo in discussione in quanto a quel punto non c’è più tempo di pensare quando decidi di abbandonare questa vita per un’altra vita, l’interruttore del tempo lo spegni immediatamente, con determinazione, senza lasciare spazio all’universo della tecnologia che viaggia con il vento della speranza, ma senza riferimenti umani. Se non quelli di perpetuare ogni cosa passata per rimanere nei ricordi: unico mezzo per resistere all’interno di una società vuota di passioni emotive. Ecco perché te ne vai senza rimorsi di aver impedito all’ “ignoto” di suonare il campanello della tua vita a piacimento. A quanti accusano con il dito puntato: “ma chi credi di essere tu?” rispondo che sono fermamente determinato a restare padrone e signore della mia vita, l’unica cosa che possiedo veramente!
Angelo Santoro

Le buone ragioni di una Amnistia finanziaria

Le ragioni di questa riflessione riguardano una decisione che è nelle facoltà della Banca d’Italia, la quale può innescare la marcia della “fiducia” tra gli istituti di credito e i correntisti con un tratto di penna vietando, nel rispetto della privacy, lo scambio dei nominativi segnalati alla Centrale rischi. Una penna che BankItalia peraltro non usa da tempo vista la gran parte di lavoro demandata alla Banca Centrale e all’Europa.
Viviamo in una società liquida dove diminuisce il lavoro dipendente e cresce quello autonomo, con rischio maggiore per lo Stato di incassare le imposte. L’escalation della “Centrale rischi” che vede il suo massimo splendore a cavallo dell’anno 2010 quando in piena crisi, aziende, famiglie e cittadini, si sono trovati nell’impossibilità di restituire i prestiti. Le banche in quel momento ne hanno approfittato applicando interessi fuori legge, e gli amici degli amici si sono riempiti le tasche con i proventi della disperazione dei poveracci, – grazie alla complicità di funzionari che gli prestavano soldi a manetta -, il sistema è andato in frantumi. Oggi una Amnistia finanziaria che comprenda la cancellazione dei segnalati alla Centrale rischi, durante gli anni della crisi, è indispensabile per evitare il lavoro – nero; lavori ai limiti della legalità; essere costretti a prostituirsi (vedi Grecia) cancellando l’ultimo briciolo di dignità rimasta; farsi corrompere da un sistema che sembra impazzito; essere costretti per necessità perfino a diventare “disonesti” con il prossimo.
Dimentico qualcosa nel descrivere l’ultima frontiera della disperazione del lavoro?
O vogliamo tornare a prostrarci come schiavi e imitare gli esempi che ci vengono dalla sponda opposta del mare Mediterraneo? Ci stiamo forse piegando a questo schiavismo di ultima generazione dove sembra ci vogliano ghettizzare? Se così non è, che le istituzioni diano un segno di apertura a partire dal lavoro, quel lavoro che i segnalati alla Centrale rischi, una volta cancellata, si possono reinventarsi dentro la società liquida di cui accennavo all’inizio. Della Amnistia finanziaria poi se ne avvantaggerebbero per prime le stesse banche, ne guadagnerebbe il fisco e i cittadini che avrebbero la possibilità di lavorare in maniera regolare, tornerebbe a risplendere l’etica e la morale. Ma non vedete come si sta inasprendo la società civile che mostra la “violenza” crescente dell’uomo?
Il lavoro è il primo punto della nostra Costituzione, e non dobbiamo avere il timore di pronunciare parole come Patria, lavoro e famiglia solo perché le ha dette – qualcun altro. Le famiglie vanno riunite per tornare ad educare i figli, la Patria è la casa comune che dobbiamo difendere da possibili invasioni, il lavoro è dignità oltre ad essere il pilastro portante di ogni bene. Oggi viviamo una situazione che sembra essere sfuggita di mano perché non c’è più famiglia, lo Stato viene dileggiato per precise responsabilità della politica, e la mancanza di lavoro spinge l’uomo verso l’illegalità. La società che ha spostato il suo baricentro dall’economia alla finanza ha favorito i finanzieri, i quali da questo caos ne traggono solo vantaggi: Decreto Salva Banche docet! Ora mi chiedo, perché non cambiare rotta prima che la nave affondi? É certo che così come siamo messi adesso affoghiamo! L’acqua, per non dire altro, è già arrivata pari alla nostra bocca e già annaspiamo, sia in Italia che in Europa. Eppure questo è un momento dove chi governa con poco può prendere molto, approfittare di questa – se pur infausta – occasione mi sembra una opportunità per le persone lungimiranti. Non rendersi conto dell’incombere della deriva sociale sarebbe drammatico per il Paese. Dunque, il lavoro. Quel lavoro che solo una ritrovata fiducia tra cittadini e banche può dare il calcio di inizio ad un nuovo domani. Una Amnistia finanziaria segnerebbe l’inizio di un moderno campionato dove ogni istituto di credito sarà libero di scegliere i propri giocatori (clienti), così come i giocatori potranno scegliere la squadra (la banca) con cui giocare. Che la Banca d’Italia sia promotrice e arbitro di questa Amnistia finanziaria utile a giocare una partita che vedrà vincente soprattutto il lavoro, e il Paese.

Angelo Santoro

BankItalia e la Centrale Banchieri di Rischio

Dopo i noti fatti che hanno portato al dissesto il sistema bancario italiano che la Banca d’Italia istituisca la “Centrale Banchieri di Rischio“, esattamente come è successo con la “Centrale Rischi” la quale preclude ogni possibilità di futuro alle persone disoccupate che sono in ritardo con la restituzione di un prestito. Una questione di equità sociale…in quanto responsabili del disastro sono gli istituti di credito che hanno finanziato i “grandi debitori” mettendo in crisi il sistema finanziario del Paese, e la cosa divertente è che i soldi questi VIP magari neanche li volevano; ora tutti se la ridono perché hanno ottenuto anche la – prima rata – con il Decreto Salva Banche, facendo pagare il conto al popolo italiano. O pensate che ce la caviamo con 20 miliardi?
Il DSB non comprende i nomi dei grandi debitori che sembra abbiano affossato il sistema bancario italiano, e allora? E allora nel senso che nessuno di loro ha preteso con la forza bruta che gli venissero concessi i prestiti e, vi dirò di più, forse in molti casi i soldi gli sono stati messi a disposizione perfino in maniera insistente tanto i funzionari di banca si pavoneggiavano nel compiacere i clienti VIP. Qualcuno invece sospetta che i grandi debitori abbiano usato “violenza” per ottenere le linee di credito, comunque ad oggi non risultano indagini, denunce, che parlino di azioni delittuose da parte di questi nobili correntisti nei confronti dei manager degli istituti di credito. Ci riferiamo a quei funzionari di banca che dispensavano i nostri soldi come coriandoli tanto erano sicuri che in caso di bisogno sarebbe intervenuto lo Stato, come poi puntualmente è intervenuto con il Decreto Salva Banche. Un Decreto che ha costretto tutti i cittadini italiani a partecipare – loro malgrado – a far vivere da nababbi sia i banchieri che i grandi clienti sulle spalle dei disoccupati. Comunque “male non fare paura non avere” quindi, se i maxi debitori che hanno scosso le fondamenta economiche italiane sono stati pregati dai banchieri di accettare prestiti a pioggia senza garanzie, sono vittime innocenti del sistema e non possono essere “aggrediti” dalle persone disperate che li vogliono alla gogna solo per invidia. Ma come si permette la società civile di ultima generazione, – resa incivile dalla disoccupazione -, di chiedere la testa del re? Piuttosto si continui a sputtanare i poveracci segnalandoli alla Centrale Rischi perché non hanno pagato un paio di rate di mutuo dopo aver perso il lavoro; sono loro che meritano la gogna e l’esclusione sociale, i clienti VIP che si sono sacrificati a spendere i soldi cosa centrano con tutto questo? Ora però ci chiediamo, ma chi sono i colpevoli? Chi ha partecipato a rovinare l’Italia? Chi ha distribuito i nostri soldi come fossero chicchi di riso lanciati ai matrimoni degli amici? E chi ha venduto azioni “truffaldine” ai piccoli risparmiatori? Non ci sarà mica la Spectre dietro la debacle delle banche italiane? Tante domande e poco spazio, ma cerchiamo di articolare una risposta. Dunque, il re. Il re è intoccabile perché verrebbero messe a rischio le stesse fondamenta dello Stato, semmai i colpevoli sono i bancari, i funzionari di banca, i banchieri, gli unici responsabili ad aver concesso mutui, prestiti e fidi senza quelle garanzie che hanno provocato decine di miliardi di crediti inesigibili, fino a portare le banche sull’orlo del fallimento. E pensate che per questo immane disastro i banchieri sono retribuiti come star di Hollywood. Ci auguriamo che non ci sia stato nessun vantaggio personale da parte dei dirigenti di banca che dispensavano finanziamenti come manna, attribuendosi pure  il titolo di “santoni” in quanto distribuivano soldi che non erano i loro soldi. Fatto sta che per rimediare ai danni provocati, gli apprendisti banchieri stregoni, grazie alla Banca d’Italia girata dall’altra parte, sono andati nel panico al punto di vendere azioni “truffaldine”, ma ciò nonostante non sono riusciti a sanare le perdite e hanno chiesto l’aiuto dello Stato. Per contro, invece hanno rovinato per sempre milioni di persone perbene.
Ora la domanda delle cento pistole che faceva Sandro Paternostro è la seguente: possono rimanere al loro posto questi bancari, funzionari di banca e banchieri, ed essere la soluzione a quella crisi finanziaria del Paese che hanno partecipato a provocare? O devono essere cacciati e iscritti da BankItalia nella Centrale Banchieri di Rischio perché anche loro siano interdetti ad entrare in banca?

Finché c’è guerra c’è finanza

Sono solo “balle” quelle che sentiamo quando ci dicono che i mercati finanziari amano un mondo ordinato e senza pericoli di guerra…non è assolutamente vero! La finanza speculativa e la stessa economia produttiva esultano senza darlo a vedere quando ci sono venti di conflitti in giro per il mondo: loro sono come le iene!
Un proverbio dice che sotto la neve c’è pane, il pane degli speculatori è la guerra. Più distruttiva è, più affari si fanno. La finanza acquista a prezzi stracciati ogni cosa da mettere nei forzieri, per poi rivendere tutto appena si attenua l’odore acre della polvere da sparo. Il tutto mentre l’economia alimenta i forni per forgiare le armi prima e durante le cruente battaglie e subito dopo, come Fregoli nel cambiarsi d’abito, trasforma le produzioni nei materiali utili a ricostruire ogni cosa. E noi, polli d’allevamento del mondo, ci meravigliamo perché in una situazione tanto precaria del Pianeta i mercati salgono. Salgono, perché l’imbecillità della classe dirigente che governa il mondo ci sta portando dritti dritti nelle fauci schifose della iena! Almeno lo facessero per calcolo, per manie espansionistiche, perfino per antipatia o per amore, come successe per la guerra di Troia. Invece, tutto succederà a loro insaputa; insaputa nel senso che un giorno li vedremo sbigottiti guardarsi in faccia durante un “G e rotti” per chiedersi come è potuto succedere. Beh, è successo solo perché sono incapaci. Lo avete mai osservato Francois Hollande? Francamente, vi sembra una persona capace, intrepida, pronta ad affrontare situazioni di emergenza? E di Donald il golfista cosa ne pensate? Torno alla mia storia del Marchese del, Grillo, film magistrale interpretato da Paolo Stoppa e Alberto Sordi. Ricordate i Principi accorsi in aiuto del Papa per difendere le mura vaticane dai francesi? Dai, siamo a quella roba lì…ecco perché le borse salgono: in tempo di guerra va bene anche l’azienda più sfigata del mondo! Gli economisti da economato scolastico si interrogano… ma di cosa? È tutto così evidente! I finanzieri, i banchieri anticipano, annusano aria di festa… e mettono al riparo il bottino. Le banche non sono più banche: se vuoi prelevare i risparmi dal tuo conto devi parlare con un call center di Bangalore, il quale, a sua volta, ti mette una buona parola con la BCE. Se insisti, dopo qualche giorno arrivano i direttamente i finanzieri a casa che ti chiedono dove hai preso i soldi e, prima che apri il cassetto per prendere il libretto della pensione, sei già in manette! Se poi ti penti e dici che dei soldi non ne hai più bisogno (dei tuoi soldi), ti mettono in libertà. È come fai a campare? Nel frattempo, senza sapere come, ti accorgi che qualcuno ti ha messo un biglietto in tasca con il nome di un usuraio pronto a prestarti i quattrini per mangiare! Realizzi tutto non appena lo strozzino ti mostra il tuo libretto di risparmio a garanzia. Esagerato? Forse! Però, pensateci!

Angelo Santoro

I dittatori buoni

I parlamentari italiani decidono che non si può violare la privacy e consegnare alla gogna del Paese i nomi dei grandi debitori di MPS; per contro, però, si possono consegnare alla disperazione i piccoli debitori perché, perso il lavoro, non possono pagare la rata del mutuo. Ma che giustizia sociale è questa, se vengono perfino distrutte le economie del Continente pur di compiacere i padroni e signori della moneta unica?!
In Europa c’è stato un contro-referendum sul divorzio, quindi pare non sia più possibile dividersi per la netta vittoria degli anti-divorzisti: Mario Draghi e Angela Merkel. E pensare che nel 1974 gli italiani (nel caso del referendum sul divorzio) si erano espressi a favore dell’abrogazione della legge il 60% dei cittadini! Allora fu sorprendente la partecipazione: oltre 80% degli elettori affollarono le urne per esprimere il proprio voto! Oggi gli anti-divorzisti in percentuale hanno ottenuto molto di più: più esattamente il 100% dei partecipanti e dei consensi, però erano solo in due: Mario Draghi e Angela Merkel. “La signora Marine Le Pen è avvisata di non dire sciocchezze”: è così che Mario Draghi ha parlato senza peli sulla lingua a nuora perché suocera intenda. Mi riferisco all’avvertimento diretto alla Francia e agli altri Paesi che pretendono di referendare con l’intento di uscire dalla moneta unica. Hanno fatto bene i dittatori buoni a dare dell’ignorante alla signora Marine Le Pen, la quale ha la pretesa di conquistare l’Eliseo senza conoscere le regole del Continente in cui vive. Dagli ultimi sondaggi, gli italiani e gli europei sembrano smaniosi di farsi comandare da una persona autorevole, possibilmente non eletta da popolo e benestante. Direi che con l’autorevolezza dimostrata nel suo discorso al Parlamento Europeo, Mario Draghi abbia dimostrato di avere queste caratteristiche. Infatti, il Draghi non lo ha eletto nessuno, è iscritto negli elenchi internazionali dei dittatori buoni, aborrisce le camice nere ed è pieno di soldi, nel senso che li produce proprio. Se poi viene affiancato dall’esperienza politica trentennale della Merkel (tra il periodo che è stata al fianco di Helmuth Kohl e quello di Cancelliera, che ricopre da lungo tempo) il gioco è fatto. Fatto nel senso che i dittatori buoni non eletti da nessuno potranno partecipare, come già stanno partecipando, alla campagna contro Donald Trump che si porta sulle spalle il peccato originale di essere stato eletto democraticamente dal popolo americano e poi quello di piegare il russo Vladimir Putin. Dunque, i giochi sono fatti. I giochi sono fatti nel senso che il populismo in fondo veniva sbandierato, ma in buona sostanza non lo voleva nessuno; invece, ora, con questa ostentazione di ipocrisia, egoismo, saccenteria, accondiscendenza solo nei confronti delle persone più ricche e la distruzione di quel ceto medio che aveva assicurato anni di pace, questi dittatori buoni ci stanno portando verso la Guerra. Nulla di che, per carità…però non ti aspetti una sberla da chi si avvicina col sorriso, dicendoti magari che con il suo gesto te ne ha risparmiate altre 100.000 (tutto da dimostrare) perché rimani male, perdi la fiducia.

Angelo Santoro

La Centrale Rischi è illegale

La illegalità della “Centrale Rischi” è l’argomento che sarà oggetto di intervento, insieme al tema principale che tratterà della “Commissione d’inchiesta sulle banche”. Le materie saranno dibattute nella Conferenza Stampa di oggi, martedì 7 febbraio, che si terrà alle ore 15,00 presso la Sala “Caduti di Nassirya” a Palazzo Madama. Interverranno il Sen. Enrico Buemi, Commissione Giustizia, l’On. Mauro Del Bue, Direttore Avanti!, e io stesso per “Interessi Comuni”.
Entriamo con determinazione in argomento e mettiamola così: se un paziente ammalato gravemente va in Ospedale per una prestazione sanitaria e non paga il ticket, può essere segnalato dal sistema sanitario nazionale che gli impedirà di curarsi a vita? E se ciò succedesse per una folle decisione del nostro Consiglio dei Ministri, lo accetteremmo passivamente? E, soprattutto, sarebbe giusto tagliare fuori dalla vita una persona ammalata solo perché indigente? Non sto vaneggiando perché nel Paese considerato il più democratico del mondo, Donald Trump, con un tratto di penna ha cancellato l’Obamacare togliendo la possibilità di curarsi a molti milioni di americani. Ho brutalizzato l’esempio per significare il particolare accanimento che c’è in questo momento nel mondo contro le classi sociali in difficoltà: anziché aiutarle le condanniamo a morte certa! Potersi curare o meno è la diretta conseguenza di un benessere economico o, comunque, di poter pagare il ticket con un bancomat. Dunque, il bancomat, nel nostro sistema bancario (oggi privato) a cui lo Stato ha lasciato tutti i privilegi come fosse ancora pubblico, vi è la regola militaresca che se una persona perbene – per una controversia bancaria – ritarda un pagamento viene segnalato alla Centrale Rischi del sistema finanziario nazionale e, da quel momento, l’individuo viene interdetto da ogni possibilità di accedere ad un conto corrente, un bancomat e perfino ad entrare in una banca: fuori i cani e gli ebrei, c’era scritto sui cartelli di molti negozi durante il fascismo! In buona sostanza con questa decisione il sistema bancario ti condanna alla morte economica e sociale esponendoti alla gogna.
Ogni corporazione prende più o meno legittimamente le sue decisioni, ma a me sembra che le serrate siano vietate dalla legge, e se le banche possono decidere motu proprio di tagliare fuori dalla vita la gente a simpatia, penso che lo Stato debba intervenire per vietare questa tortura finanziaria. Lo debba vietare in special modo in questo momento dove i nodi sono giunti al pettine e si è reso manifesto il fallimento del sistema bancario italiano, al punto che sempre lo Stato dovrà intervenire, come già è intervenuto, per salvare, acquistare, le banche in difficoltà. Lo Stato dunque, tutti noi cittadini italiani, non ci possiamo permettere di rifiutare aiuto a chi ne ha bisogno. La discrezione, quella privacy che viene richiesta per legge con le firme che poniamo a margine di ogni documento non può essere una ipocrisia, ma la parola privacy deve avere quel piglio di serietà di chi è stato suo custode, il Professore e giurista Stefano Rodotà, ed essere applicata severamente negli ospedali e soprattutto nelle banche che non hanno ricevuto nessuna deroga pubblica per lo sputtanamento dell’uomo. Al limite, l’istituto di credito con cui hai aperto un contenzioso può non volerti più come cliente, ma non può e, soprattutto, non deve comunicarlo ai suoi concorrenti con la benedizione di una Banca d’Italia sempre e costantemente girata dall’altra parte, e silente.
Angelo Santoro
locandina

La banca più “indebitata” d’Italia

Ci siamo, ecco l’esercito di analisti, finanzieri, banchieri, bancari, donne delle pulizie, parenti, amici e nemici che sapevano tutto su UniCredit: il Bar degli economisti dietro l’angolo è sempre aperto per i maghi e le fattucchiere che conoscevano ogni cosa!
No, non difendo la banca simbolo del lusso sfrenato costruita nella piazza di Milano che porta il nome dell’architetto Gae Alulenti, ma non partecipo neanche alla mattanza la quale vedrà messi in mezzo alla strada migliaia di semplici impiegati di cui certo in Italia non abbiamo bisogno; specialmente in questo momento dove la disoccupazione tocca punte mai raggiunte prima d’ora.

Mi voglio solo soffermare su due aspetti semplici, elementari, come fossi stato contagiato dal buon senso del padre di famiglia. Butto lì cifre ascoltate dai telegiornali, ma tanto nel mio ragionamento non fanno differenza. UniCredit negli ultimi due anni ha rimesso 17 Mld perché non ha lavorato, non ha guadagnato, la vendita degli smartphone, delle lavatrici e dei forni a microonde hanno solo scaldato i motori della disfatta che era in atto. Inoltre UniCredit non può più addebitare spese a “cazzo” come hanno fatto molte banche fino a qualche tempo fa, cioè sanavano i bilanci imputando costi inesistenti (di poche decine di euro) a milioni, e milioni, di correntisti che – inconsapevoli – partecipavano a tappare i buchi di bilancio delle suddette banche per decine di Mld.

Gli ordini dall’alto erano di rimborsare immediatamente i clienti rognosi, ma quanti erano? Si stima intorno al 10%. E gli altri? Gli altri, vuoi perché indebitati, intimoriti, rabboniti dai vari direttori, rinunciavano al diritto di storno della cifra “fraudolenta” e uscivano a testa bassa dalle filiali con un calendario (nemmeno profumato come quello dei barbieri di una volta). Da quando lo tsunami ha colpito gli istituti di credito, – oltre alle milioni di cause contro di loro scatenate dalle associazioni dei consumatori -, ora sono tutte molto più attente. Ma torniamo a UniCredit come fatto simbolico, e sostanziale allo stesso tempo. Il palazzo costruito per loro in piazza Gae Aulenti a Milano, che aveva l’ambizione di gareggiare con quello della BCE di Francoforte è stato finanziato con i soldi che non avevano, o meglio li avevano ma erano quelli dei clienti diventati a loro insaputa – garanti – di questo investimento; perché le banche spendono e spandono, e gli amministratori delegati, i consiglieri, dirigenti e funzionari si stipendiano a dismisura con i quattrini che non sono i loro quattrini. Ed ecco che il sistema bancario più sicuro del mondo sempre raccontato dai – sunnominati – finanzieri, banchieri, bancari, donne delle pulizie, parenti, amici e nemici, è miseramente crollato come il grattacielo di Gae Aulenti sotto il peso delle perdite: dove credo varrà la pena guardarci dentro; proprio per capire se gli euro spesi dalla banca erano della banca, e anche come sono stati ripartiti ai vari fornitori (soprassediamo alle mille filiali completamente rinnovate).

Oddio, errori ne facciamo tutti, quante persone hanno comperato o affittato la casa e poi perso il lavoro in questi anni?! Però hanno pagato in solido, perché la casa gli è stata giustamente portata via e, inoltre, segnalati nell’elenco dei cattivi pagatori sono diventati dei reietti. Adesso cosa facciamo con banca UniCredit? Continuiamo a stipendiare gli amministratori e gli lasciamo la “casa”, oppure iniziamo a cacciare a pedate senza stipendio e liquidazione i funzionari che, presi da delirio di onnipotenza, si sono fatti costruire la cattedrale simbolo del disastro economico della banca?

Angelo Santoro

Le ragioni di Trump: nessuna!

Dunque, Donald Trump. Ebbene non capiamo il motivo di aver messo a soqquadro gli aeroporti d’America con l’espulsione di un numero incredibile di immigrati improvvisamente scoperti pericolosi e non graditi: dipenderà dalla nostra incapacità di comprendere? Pensiamo di no! O meglio, impreparati lo siamo certamente, e non solo in questo caso, ma aver fermato gli orologi del mondo intero con una decisione più spettacolare che efficace cacciando i musulmani di sette Paesi islamici, ritenuti potenziali terroristi – per la sicurezza nazionale – sembra poggi le sue fondamenta su una propaganda d’altri tempi. Anche a quei tempi, infatti, i leader che hanno scatenato la seconda Guerra mondiale, peraltro vinta proprio grazie all’intervento americano, erano stati eletti dal popolo. La decisione, qualsiasi sia lo scopo finale, ha destabilizzato gli Stati Uniti, quegli stessi Stati Uniti che sono riconosciuti la prima potenza del pianeta proprio perché hanno sempre accolto nel Paese le culture di tutto il mondo. Quelle culture che hanno partecipato a rendere l’America, America. Non ci permettiamo di entrare nelle strategie che riteniamo condivise con il Regno Unito durante la prima visita di Stato alla Casa Bianca.

Il riferimento è all’incontro avvenuto nelle scorse ore tra Donald Trump e Theresa May. Noi ci limitiamo a chiedere perché è stata applicata con tanta velocità quella decisione annunciata durante la campagna elettorale del presidente Trump?! Vuoi che Barak Obama abbia messo in pericolo l’America ignorando situazioni tanto gravi da aver indotto Trump ad agire con tanta solerzia? Nella nostra semplicità pensiamo che la bufala di aver scatenato la Guerra in Irak perché ritenuta in possesso di armi di distruzione di massa mai trovate, si possa ricondurre a una esigenza con gli stessi scopi per venire a giocare di nuovo alla Guerra a casa nostra. L’America con la mossa di allora ha destabilizzato una intera area geografica del mondo, addossandoci un conto di cui solo oggi ne vediamo palesemente le conseguenze: ci riferiamo ad una migrazione di massa dalle proporzioni bibliche. L’Europa non può e non deve tollerare che si giochi un’altra partita al massacro che – proprio a partire dall’America – vedrà coinvolto il nostro Continente. Sappiamo che di solito queste cose succedo per sporchi interessi economici, gli europei hanno la cultura per poter contrapporre la ragione alla barbarie di finanzieri capaci di distruggere ogni forma di vita civile per i loro interessi.

La fantasia, come si dice, non sarà mai tanto ardita da immaginare la realtà! L’America sta moltiplicando le Ellis Island in ogni aeroporto del Paese e, francamente, non ne capiamo la ragione. Una promessa elettorale non può essere la miccia che rischia di mettere a ferro e fuoco il mondo intero.

Avvocati state sereni:
ci pensano i bancari

Esercito di legali messo a dura prova dall’ “esperienza” dei nonnetti pensionati di banca!
Gli avvocati che avevano faticosamente conquistato il mercato delle contestazioni bancarie, e si badi bene, non mi riferisco a quegli studi privilegiati che lavorano per gli istituti di credito, ma agli oltre 200.000 professionisti che avevano trovato nuovi clienti tra aziende, artigiani, commercianti e perfino famiglie che sono state “abusate” dal sistema bancario del Paese, hanno un agguerrito concorrente: il bancario in pensione! Vuoi perché qualche direttore di filiale intrepido aveva venduto al nonno ottantenne dei buoni trentennali all’insaputa dei figli; vuoi perché sono state addebitate spese non dovute; vuoi soprattutto perché è esplosa la “truffa” delle azioni bancarie vendute ai fiduciosi risparmiatori. Insomma, con il sistema in crisi, in crisi ci sono andati tutti: banche e liberi professionisti inclusi! Dunque, i bancari. Ci riferiamo, con sgomento, ai tanti bancari che, andati in pensione, hanno visto l’opportunità di arrotondare l’assegno dell’Inps prestando consulenza agli stessi clienti che, in molti casi, loro stessi avevano messo nei guai. È proprio per questo, previo pagamento di un’equa parcella, si sono accreditati nei confronti dei “poveretti” consigliando la strada per farsi rimborsare il maltolto. Il cliente, in questi casi, un po’ perché il prezzo della consulenza era buono, un po’ perché riconoscono al bancario una certa competenza, si sono messi nelle loro mani. Certo che il nostro è davvero il Paese di Pulcinella. Mi chiedo quali competenze possono avere questi bancari rispetto agli Avvocati che hanno studiato una vita per servire la giustizia; mi chiedo con quale faccia tosta si presentano ai clienti degli istituti di credito dopo averli inguaiati; mi chiedo come si permettono di togliere il lavoro, – con una concorrenza sleale -, agli Avvocati non avendone nemmeno i titoli. E infine mi chiedo, ma se i bancari in pensione hanno preso una partita IVA per fatturare le parcelle incassate, allora l’affare si ingrossa?! Insomma, per ultimo mi chiedo come è possibile che un Paese dopo aver permesso ad una gran parte degli istituti di credito – per tramite dei suoi “impiegati” – di dissipare il patrimonio di molti risparmiatori con l’ “inganno”, possa permettere a questi ex “impiegati” di essere così arditi da togliere il lavoro agli Avvocati. Avvocati che non solo hanno molte più incombenze fiscali, ma la maggior parte pagano lo studio e i collaboratori. E con quale faccia, questa moltitudine di pensionati bancari, si permettono di fare i consulenti legali senza averne facoltà? E con quale faccia, dopo essere stati sicari del “sistema banche”, oggi, previa parcella, vogliono porvi rimedio fintamente alimentando la speranza nelle persone agonizzanti? La cosa peggiore, la più vigliacca, è prendersi gioco dei sentimenti, insomma speculare sulle aspettative del poveretto. Ora, se la speranza la dà il medico ne ha facoltà, se la speranza la offre l’avvocato, non solo ne ha facoltà, – ma deve sollevare dalla depressione il cliente disperato. Ma cosa c’entra in tutto questo il pensionato bancario che si è messo a fare un mestiere che non è il suo?! Oltretutto giocando sull’equivoco, e magari carpendo per la seconda volta la fiducia del risparmiatore! E poi, chissà, molti possono essere dei millantatori che lavoravano in banca ma erano addetti alle fotocopie; approfittando del fatto che la maggior parte delle persone le quali si trovano in “agonia finanziaria” appena sentono la parola banca vanno in paranoia e non capiscono più nulla.

Saltimbanche

“Cacciare via i vertici delle banche al collasso senza compensi e liquidazioni, e da subito ridimensionare la forbice degli stipendi (inclusi compensi e benefit) fra un semplice fattorino e l’amministratore delegato fino ad un massimo da 1 a 20 (attualmente la sproporzione è vergognosa). Torniamo al metodo Valletta e al rilancio economico, etico e morale del Paese! Con la vostra partecipazione continueremo a parlare di questo argomento in una prossima Conferenza Stampa. 
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Impossibile, non si riesce a semplificare e mettere ordine alle cose più elementari. Patuelli, a titolo personale, sostiene che è corretto pubblicare i nominativi dei clienti affidati da MPS e di tutte le banche: la stessa opinione pubblica plaude alla trasparenza. Il popolo ama il “sangue” e non capisce che l’unico “sangue” che scorre è il suo. Si è arrivati perfino a sostenere, questa è la tesi delle ultime ore, che chiedere un fido quando tu stesso pensi di non meritarlo è “peccato mortale”. È vero, il mondo in cui viviamo è un grande circo e noi tutti non siamo altro che saltimbanche! Siamo dei saltimbanche perché ci arrampichiamo sopra gli specchi facendo delle buffe contorsioni con la consapevolezza che ciò è impossibile. Insomma, non abbiamo capito che i soli che finiscono alla gogna mediatica non sono i Paperoni che hanno ricevuto un fido, per il momento non restituito, loro se ne fregano perché un’altro fido per coprire il primo lo trovano sempre in giro per il mondo e, oltretutto, nessuno avrà la soddisfazione di vederli sul patibolo come Maria Antonietta. Sul patibolo ci finiscono, da tempo, tutti quei poveri disgraziati che per uno scoperto di pochi euro non restituito vengono segnalati alla Centrale Rischi, e cacciati dalle banche come reietti! Gli stessi reietti che provano piacere nel vedere scorrere su uno schermo i nomi degli affidati milionari in ritardo con i rientri delle rate scadute. Per questo, gli scaltri politici, daranno in pasto agli elettori una commissione Parlamentare d’inchiesta che verrà ostentata come un feticcio da ora fino alle prossime elezioni politiche. Avevo già detto in precedenza che nessun cliente è mai entrato in una banca per farsi affidare con aria minacciosa, i fidi sono sempre stati concessi dai funzionari di banca dopo lunghi accertamenti e perfino quelli sulla salute, violando ogni elementare regola della privacy. Sostenere oggi che è addirittura colpevole chi ha chiesto il fido è da saltimbanche. I funzionari degli istituti di credito venivano addirittura premiati in funzione dei soldi che riuscivano a vendere, i funzionari perfino ti finanziavano il mutuo della casa aumentato delle spese notarili, dell’arredamento, e pure di una vacanza premio; insomma erano insistentemente loro che ti corteggiavano come prostitute, altro che il cliente; e solo loro, quindi, che devono per primi essere condannati senza appello. Se ci sono responsabilità da parte degli affidati vanno accertate, ma a seguire la condanna etica, morale, e in molti casi giudiziale (vedi i casi dei fidi concessi ai Paperoni) da parte degli inquirenti. Prima però vanno cacciati a pedate tutti i funzionari, i consigli direttivi, e i presidenti oltre alla gran parte degli amministratori delegati di quasi tutte le banche italiane. Ma se Patuelli, a titolo personale, sostiene che è giusto fare i nomi (nel senso lato) avrà pure le sue ragioni e convenienze, oppure riteniamo che sia stato fulminato sulla via di Damasco? Cacciare via i vertici delle banche al collasso senza compensi e liquidazioni, e da subito ridimensionare la forbice degli stipendi (inclusi compensi e benefit) fra un semplice fattorino e l’amministratore delegato fino ad un massimo da 1 a 20 (attualmente la sproporzione è vergognosa). Torniamo al metodo Valletta e al rilancio economico, etico e morale del Paese! Con la vostra partecipazione continueremo a parlare di questo argomento in una prossima Conferenza Stampa.