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Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
L’Europa e i vassalli della Germania

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Gli ideali dell’Unità Europea sono nati, in una forma più concreta, dopo la 2^ guerra mondiale, dagli antifascisti: Spinelli, Rossi e Colorni, deportati nell’isola di Ventotene.negli anni 1940 – ’41 .’42. Tali ideali avevano il nobile fine e di porre fine alle guerre intestine in Europa nonché di unire le varie Nazioni europee in una Comunità di Stati Federati.

A tale riguardo fin dal 1951,col primo trattato del Carbone e dell’Acciaio e fino al 2007 con il trattato di Lisbona, vennero sottoscritti in tutto ben sette trattati.per realizzare la Comunità Europea.

Le gravi carenze politiche che fin dall’inizio sono gravate sulla Comunità Europea e che in atto rendono discutibile la stessa sua esistenza,sono:

la miope visione politica di alcuni Capi di Stato europei di considerare la nuova Europa una Comunità di Stati Nazionali e non Federati:

il non aver potuto realizzare,dopo anni di discussioni e riunioni,la carta della Costituzione Europea e dei Diritti fondamentali;

la mancata realizzazione di una politica estera comune;

la mancata realizzazione della riforma fiscale e monetaria valida in tutti i Paesi della Comunità europea

Da un certo tempo a questa parte circolano sulla stampa notizie preoccupanti sulla grave crisi economica e monetaria che investe l’Europa a causa della squilibrata economia esistente tra i paesi, cosiddetti più virtuosi, del Nord Europa, con in testa la potente Germania ed i Paesi del Sud e del Sud-Est dell’ Europa, meno virtuosi nel condurre la propria economia politica.

Tutti i trattati finora sottoscritti dai Paesi della Comunità Europea sono stati impostati, su pressione politica, per favorire in un certo qual modo, la politica economica della Germania, la quale ha potuto sostenere nel tempo,grazie ai finanziamenti della Banca Centrale Europea, le ingenti spese ed oneri e per riunirsi con la Germania dell’Est e per coprire nel tempo l’ indebitamento delle proprie banche gravemente esposte per possedere nei loro forzieri, titoli finanziari e crediti inesigibili.

In questi ultimi dieci anni la gravissima crisi finanziaria originata negli Stati Uniti d’America si è ripercossa anche in Europa e ne hanno subito le più gravi conseguenze i Paesi dell’area mediterranea che avevano e tuttora hanno, una economia più debole.

Nel tempo la Germania ha sviluppato la sua produzione industriale per oltre il 6% ed è riuscita a esportare i suoi prodotti e ad accumulare riserve finanziare in eccesso,mentre gli altri Paesi del Sud della Comunità Europea,a seguito della crisi stagnante e per dovere rispettare la rigidità delle regole del Bilancio dello Stato ,imposte dalla Germania, non riescono sviluppare la propria economia e non riescono a diminuire il proprio Debito Pubblico.

Secondo il trattato di Maastricht il surplus della ricchezza della Germania avrebbe potuto essere investito per favorire la produzione e l’esportazione dei Paesi della Comunità Europea con maggiori difficoltà economiche o per favorire la domanda interna della stessa Germania aumentando i salari.

Niente di tutto questo.

La triade degli economisti tedeschi compreso il Presidente della Deutsche Bundesbank Wedmann, consapevoli che la Germania ha raggiunto la massima potenza economica in Europa, sono orientati a fare uscire il proprio Paese dal l’ euro anche se la Germania dovrà pagare un prezzo economico e finanziario di un certo peso ma quanto mai sopportabile

Come per il passato storico della Germania, per tedeschi è sempre esistito un solo motto ” allemagne uber alles” la Germania al disopra di tutto.”

Però a quel tempo i Cancellieri del Reich sacrificavano i propri eserciti per fare grande la Germania oggi con modesti impegni

finanziari e senza alcun sacrificio umano e a spese dell’Europa intera domineranno il nostro Continente

Se ciò avverrà sarà la fine della Comunità Europea e gli europei del Sud saranno i vassalli della Germania.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
I ‘Grandi’ non si preoccupano della Terra

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Dalla riunione dei Capi di Stato e di Governo delle più importanti potenze mondiali,nel superiore interesse di tutta l’umanità,si sperava che dal G.7 venissero adottati e condivise importanti decisioni su tutti gli argomenti più importanti posti all’ordine del giorno : terrorismo,sicurezza,migrazione,accoglienza,globalizzazione,sviluppo economico del continente africano e altro.
Solo sul terrorismo e sulla sicurezza nei propri Paesi le grandi potenze hanno raggiunto una intesa unanime,mentre per tutti gli altri importantissimi problemi i risultati sono stati alquanto deludenti.
Fin dalle prime dichiarazioni dei Capi di Stato si intuiva che il Presidente degli Stati Uniti d’America non sarebbe stato in perfetta sintonia con gli altri leader per la risoluzione dei gravi problemi che travagliano l’umanità.
La profonda delusione è emersa quando alla conclusione del Convegno,oltre a non essere riusciti i Capi di Stato a trovare una unità di intenti per i rimanenti problemi,il Presidente Trump ha posto delle serie riserve per il riconoscimento del trattato di Parigi sull’inquinamento atmosferico,per altro già approvato dalla grandissima maggioranza delle nazioni del mondo e già cadenzato nei tempi di attuazione,per adottare nuove fonti di energia alternativa o particolari accorgimenti per ridurre le sostanze nocive provocate dalla combustione
Già da decenni la grande maggioranza degli scienziati di tutto il mondo e di ogni ideologia religiosa e politica hanno denunciato che l’inquinamento atmosferico,provocato dalla combustione dei combustibili delle fabbriche e delle auto in tutto il globo,oltre a danneggiare gravemente la salute dell’uomo,causa l’innalzamento delle temperature in tutta l’atmosferica terrestre e in conseguenza di ciò tale fenomeno,oltre a provocare lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari nonché l’innalzamento dei livelli dei mari,determina grave squilibrio nei fenomeni meteorologici.
Trovo inquietante e suscita non poca preoccupazione la decisione del Presidente degli Stati Uniti d’America per avere denunciato unilateralmente un trattato di vitale importanza per tutta l’umanità. Le motivazioni addotte non sono per nulla accettabili né lo saranno mai in futuro. Il Trattato è stato denunciato al solo scopo di proteggere e incrementare la propria produzione industriale e in conseguenza i prodotti americani saranno sempre più competitivi sul mercato mondiale . Si stenta a credere che una grande Nazione come gli Stati Uniti d’America, quanto mai progredita in tutti i campi dello scibile umano possa ritenere più importante la propria produzione industriale anziché la salute dei propri e degli altri cittadini del mondo Non si è voluto rendere conto e, cosa più grave ,se il rischio è stato calcolato,la denuncia del trattato ha già provocato una preventiva enunciazione di riserve da parte della Russia ed è prevedibile che tale riserve verranno avanzate anche da altre nazioni.
Alcuni grandi e potenti uomini della Terra,come per il passato,per il loro operato finiscono sempre per stupire quanto mai l’intera umanità.
Cordiali saluti

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
Il fallimento della politica dei trasporti

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

È di qualche giorno la notizia che la ex Compagnia di bandiera ALITALIA dal 27 c.m. a causa delle forti perdite economiche è costretta a cancellare dall’aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria, 56 voli settimanali da e per: Roma 38, Milano 14,Torino 4. La Compagnia Alitalia già da tempo aveva allertato le autorità locali, regionali e del governo centrale delle gravi difficoltà economiche a mantenere il servizio ed aveva anche suggerito alle stesse autorità di ricorrere alle agevolazioni finanziarie che la Comunità Europea mette a disposizione dei governi europei per assicurare la continuità territoriale in particolari regioni.
La Compagnia aerea fino ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta dalle autorità sopra citate.
Le due città metropolitane di Reggio Calabria e Messina vengono ancora una volta ad essere penalizzate per la totale mancanza di importanti infrastrutture di collegamento con le altre regioni italiane e per i precari collegamenti sullo Stretto per l’insufficienza e dei mezzi navali e dalla inefficienza del porto di Tremestieri che molte volte subisce l’insabbiamento delle invasature a seguito delle forti mareggiate provocate dai forti venti di scirocco.
La grave crisi di molte compagnie aeree è nota da tempo.
Gli ambientalisti e i populisti hanno sempre sostenuto che nel nostro Paese e in particolare nel Meridione non era necessario realizzare grandi infrastrutture per velocizzare i trasporti su terra, in quanto nel tempo i trasporti delle persone e delle merci sarebbero avvenute per via aerea.
Risulta evidente che tale politica dei trasporti è stata ed è fallimentare, in particolare modo per alcune zone importanti delle due regioni della Sicilia e della Calabria.
Non si comprende inoltre la disparità di comportamento e di valutazione dei populisti e degli ambientalisti,nel realizzare le grandi opere pubbliche nel nostro Paese,detti movimenti si sono sempre opposti che tra la Sicilia e la Calabria venisse realizzata, anche se finanziata da capitale privato, la grande infrastruttura di attraversamento stabile dello Stretto, adducendo che sarebbe stata una cattedrale nel deserto e che erano prioritari attivare e ultimare prima i lavori per la messa in sicurezza del territorio,assicurare l’erogazione dell’acqua potabile in ogni abitazione, migliorare la percorribilità delle strade,risanare gli alvei dei torrenti, esisteva inoltre il pericolo di infiltrazioni mafiose nel realizzare la grande infrastruttura. Detti movimenti adesso,dopo aver apportato delle modifiche al progetto originale sopprimendo la realizzazione dei grattacieli, hanno dato il loro benestare perché nella città eterna venga realizzato la grande infrastruttura dello Stadio quando a qualche centinaio di chilometri da Roma migliaia di sfollati da mesi continuano a soffrire il freddo e le intemperie sotto le tende a causa della distruzione totale delle loro case e delle loro economie per i gravi fenomeni tellurici.
La realizzazione del grande stadio romanista ha già provocato nei Dirigenti della squadra laziale la richiesta di poter realizzare anche loro il già progettato stadio in altra zona della città.
Viene spontaneo pensare quindi che per opportunità politica, molti movimenti facilmente modificano i loro principi morali ed etici tanto sbandierati nelle loro campagne elettorali.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
Vile l’azione contro il Psi

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Sono venuto a conoscenza della vile azione commessa qualche giorno or sono da malavitosi alla vostra redazione. È chiaro che si tratta di una azione terroristica e di grave intimidazione. Il Socialismo, nei lunghi anni della sua storia ha sempre subito atti di violenza, ma nel tempo ha sempre reagito con fermezza e determinazione perché l’anima socialista non tramonti mai e continui a vivere a tutela dei lavoratori e delle classi più deboli della società.
Le auguro ogni bene.

Cordiali saluti
Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
L’avanzata a destra e la crisi

Gentile direttore Mauro Del Bue,

Nel breve tempo di poche settimane si è sconvolta la politica nel nostro Paese, in Europa e negli Stati Uniti d’America.
La inspiegabile e illogica disintegrazione del Partito Democratico probabilmente potrà essere attenuata solo se l’attuale Segretario Politico Matteo Renzi sarà in grado di proporre programmi politici credibili e accettabili e dalla maggioranza dei rappresentanti dell”Assemblea Nazionale del Partito e dalle forze politiche parlamentari che sostengono l’attuale governo Gentiloni.
La politica internazionale non è certo migliore.
Alcuni Leder hanno avuto la capacità di intercettare il malessere della classe operaia e del ceto medio, causato dalla disoccupazione a seguito della chiusura di molte fabbriche, della grave crisi finanziaria, dall’afflusso di migranti nei propri Paesi e propongono nelle campagne elettorali soluzioni populiste: nuove fabbriche, maggiore occupazione meno tasse, maggiore benessere, un minimo reddito per tutti i bisognosi, chiusura delle frontiere e quindi meno accoglienza e solidarietà verso i profughi di guerre e di carestie dei Paesi più poveri.
Potrà sembrare un paradosso ma i gravi fenomeni che in atto travagliano l’umanità ,in una certa misura,hanno delle analogie con gli eventi che consentirono l’ascesa del fascismo nel 1922 in Italia e del nazifascismo nel 1933 in Germania
Era auspicabile che il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Trump attuasse una politica più moderata e saggia rispetto a quella enunciata in campagna elettorale.
Assunta la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America, Trump sta attuando una politica interna e internazionale quanto mai estremista e rivoluzionaria a tutela del conservatorismo americano più retrogrado, per assicurare, solo alla sua Nazione, lo sviluppo industriale e commerciale e consentire il massimo benessere a quella parte del popolo americano che è in condizioni di dare il meglio di se stesso nella produzione della ricchezza nazionale. Dà dimostrazione di scarsa cultura umanitaria e non intende condividere in nessun modo la politica dell’accoglienza e della solidarietà attivata dai Paesi meno prosperi per aiutare i profughi dalle guerre o dalla fame.
Cito solo in parte i programmi politici del nuovo Presidente.
In Politica Interna : abrogherà la legge sanitaria che in una certa misura assicurava un minimo di assistenza ospedaliera alle persone privi di reddito;agevolerà, con la riduzione delle tasse, gli industriali che svilupperanno o realizzeranno nuove fabbriche negli Stati Uniti;applicherà dazi sulle merci importate da altri Paesi;erigerà muri alle frontiere con il Messico per impedire l’ingresso dei migranti dalle Americhe Centrale e Meridionale;cercherà di impedire l’ingresso nel proprio Paese dei musulmani provenienti da molte nazioni del Medio Oriente o dell’Africa;renderà più difficoltosa la concessione di visti d’ingresso di persone provenienti dall’Europa; avversa i mass media e la stampa nazionale che non condividono la sua politica; la sua popolarità comunque è in calo e ha raggiunto solo il 40% dei consensi.
In Politica Estera : le spese militari e l’impiego delle forze armate per il mantenimento della NATO dovranno essere ripartite fra i Paesi che hanno maggiore interesse alla difesa del proprio territorio nazionale. In parole semplici gli Stati Uniti non intendono più sostenere le spese per mantenere l’attuale spiegamento di forze militarti in Europa e nel Mediterraneo; è orientato a riattivare il riarmo atomico. Tale gravissima decisione ha già provocato le reazioni immediate della Russia la quale ha annunciato che la ripresa degli armamenti atomici della Nazione americana provocherà un riarmo generale in molte nazioni del mondo con il rischio che lo scoppio di qualche conflitto locale potrà estendersi in tutto il mondo, mettendo a repentaglio l’esistenza stessa dell’uomo sulla Terra; sollecita la disgregazione della Comunità Europea e esalta la decisione della Gran Bretagna per essere uscita dalla stessa Comunità; critica la politica delle Nazioni Unite (ONU) ed è intenzionato di uscire dalla Commissione dell’ONU dei Diritti Umani.
Spero che la sua politica non avrà successo e la grande Nazione Americana, cofondatrice il 24.10.1945 delle Nazioni Unite, continuerà ad avere un ruolo importante in detta Istituzione Internazionale.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
L’errore del Pd lo pagheremo tutti

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Non sorprende la rigida presa di posizione politica dei vecchi esponenti del P.C.I., confluiti a suo tempo nel P.D., nel contrastare il Segretario Politico del Partito Matteo Renzi.
È un errore politico che la Democrazia nel nostro Paese pagherà a caro prezzo.
Detto errore ha avuto inizio quando l’allora Primo Ministro incoraggiato dal consenso elettorale ottenuto con le elezioni al Parlamento Europeo,ritenne imprudentemente di indire ugualmente il Referendum del 4.12.2016 che,modificando in parte la Costituzione ,dava maggiore potere all’Esecutivo nel governare il Paese,senza avere ottenuto però l’appoggio e di tutto il Partito Democratico e delle altre forze politiche nazionali
Comunque sono convinto che la vecchia classe dirigente del partito,anziché mettersi di traverso, in quel momento aveva il dovere di sostenere il Referendum del governo per assicurare al Paese una migliore stabilità e governabilità.
Tale errore si continua a perpetrare tuttora dalla Sinistra del Partito che ,non condividendo la politica congressuale del Segretario intende sciogliersi dal Partito Democratico per formare una fantomatica nuova forza politica che a mio avviso non potrà avere una valida forza politica parlamentare.
In dette circostanze il popolo ha necessità di individuare il Lider che ha le capacità di fare uscire il Paese dalla crisi e ci si domanda perché alcuni uomini politici ottengono maggiori consensi elettorali rispetto altri.
Nei periodi di gravi e lunghe crisi economiche e sociali in ogni Paese del mondo si presentano uomini di Partito o di Movimenti Populisti che riescono con abile dialettica e carisma a coinvolgere alle proprie idee le masse popolari.
Tale qualità sono emerse nel politico Matteo Renzi e mi auguro che in avvenire possa continuare a condurre la politica del nostro Paese.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
Trovare una soluzione insieme

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Nei periodi delle gravi crisi economiche, causate dalle guerre, dalla instabilità dei mercati o dalle grandi speculazioni finanziare internazionali truffaldine, che sono state rese possibili dal concorso criminale e consapevole e del Mondo Bancario e dalla Politica corrotta che ha sempre speculato con le banche per fini che non avevano nulla a che fare con il sociale, la parte più debole dei popoli, costituita dagli operai, dagli impiegati e dalla piccola borghesia, sopporta sempre il maggior peso delle crisi stesse: disoccupazione, maggiori spese per soddisfare i bisogni primari della famiglia e dei figli che non trovano occupazione.
Ma ciò che è più grave e ha il sapore della beffa,è che il malcapitato popolo delle Nazioni più esposte devono sobbarcarsi anche l’onere di garantire il piano di risanamento delle banche che sono prossime a fallire.
Quando le crisi si prolungano nel tempo e non si intravede la fine,si crea nelle masse popolari un grave senso e di insicurezza psicologica e di sfiducia verso la Politica e le Istituzioni dello Stato.
Le fasi prolungate delle crisi economiche sono quanto mai insidiose per qualsiasi nazione democratica. I governanti del momento, che non sono i responsabili della crisi,in mancanza del supporto politico e nazionale e delle istituzioni Internazionali e della Comunità Europea e della Banca Mondiale,adottano sempre provvedimenti poco risolutivi.
Questo è il momento più vulnerabile della politica di un Paese democratico e con grande facilità si insinuano nella politica i populisti imbonitori i quali nel denunciare con dovizia di particolari le effettive carenze e gli errori dei governanti, pur di ottenere il consenso,propagandano programmi politici ed economici utopistici che,se venissero realizzati in parte,creerebbero comunque degli squilibri nel mondo economico che potranno essere superati o attuando una politica autoritaria o nel non rispettare più i programmi stessi.
Nella storia umana non sono mai mancati gli appelli al popolo sofferente da parte di grandi oratori dotati di grande carisma che, con dovizia di aforismi e falsi miti,sono riusciti a coinvolgere alla loro causa il popolo stesso.
Sebbene molti popoli abbiano pagato col sangue e con immensi sacrifici i grandi mutamenti storici nel mondo con le rivoluzioni e francese e bolscevica nonché con lo scoppio delle due grandi guerre mondiali,i popoli stessi non sono stati mai padroni del loro destino.
Ancora una volta l’umanità si trova ad affrontare mutamenti importanti nell’ordine economico e sociale, per il riaffermarsi nel mondo del populismo,del nazionalismo,del razzismo,dell’egoismo dei Potenti della terra.
La grande nazione americana degli Stati Uniti,la Gran Bretagna,la Germania,la Russia,la Cina,l’India,il Giappone, a seguito del prevedibile fallimento della Comunità Europea, saranno le nazioni che condizioneranno in futuro le politiche delle altre nazioni.
I gravi squilibri in corso nel mondo,causate dalle nuove politiche economiche, sociali e protezionistiche delle nazioni più forti, dovrebbero portare i nostri politici a riflettere e a ponderare con la massima attenzione ogni loro futura azione politica.
E’ dovere di ogni forza politica della Nazione trovare un minimo comune denominatore perché si coalizzi con altre forze politiche affinché nel nostro Paese possa attuarsi una politica idonea a superare la grave crisi in cui versiamo da molti anni.

Cordiali saluti.

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
Il Mezzogiorno specchio del Paese

Gentile Direttore Mauro Del Bue,
E’ noto che l’economia del Mezzogiorno stenta a decollare . Molti fattori negativi incidono per il verificarsi di tale fenomeno:
la mancata riforma delle burocrazia ; il perdurare dei costi pubblici per il mantenimento delle Provincie;la mancanza di investimenti pubblici e privati per realizzare le indispensabili infrastrutture per velocizzare i trasporti,alquanto carenti in Sicilia e Calabria;le assurde e inspiegabili lentezze della Giustizia nel definire i contenziosi tra gli enti pubblici e i privati, potenziali investitori in campo industriale e commerciale;l’incomprensibile miriade di leggi,decreti e ordinanze degli enti locali,spesso in contrasto fra loro che frenano maledettamente la dinamicità dell’economia reale.
Ancora un volta un alto esponente dello Stato,quale il Presidente dell’ ISTAT Alleva ,avverte che il superamento della crisi non è per tutto il nostro Paese,ma solo per una parte di esso e quindi è indispensabile investire le risorse per sviluppare le regioni del Sud anche se si dovrà andare incontro alle ostilità di alcune nazioni della Comunità Europea.
Il nostro Paese ha tutte le potenzialità per divenire una nazione moderna e efficiente alla pari con le altre nazioni dell’Europa Settentrionale.
E’ la nostra Politica che è carente di uomini e di idee. Il pensare che attualmente esistono in Italia più di trenta tra partiti,partitini e movimenti politici.ci si chiede come potrà essere governabile in futuro in nostro Paese?
E’ doveroso comunque sperare in un Paese migliore e sono fiducioso che ciò avverrà con le nuove generazioni.
Un piccolo spiraglio si sta aprendo per l’economia della città di Messina nonché per la Sicilia e speriamo vivamente che possa realizzarsi.
Una holding indiana,rappresentata dall’imprenditore Mahesh Panchavaktra intenderebbe investire centinaia di milioni di euro per realizzare nella zona industriale di Pace del Mela,a monte del comune di Milazzo,un grande scalo transcontinentale.
Se verrà realizzata tale importante infrastruttura, di grande valore strategico, si realizzeranno altre importanti infrastrutture nel campo dei trasporti,del turismo e dei commerci .
Voglio sperare che i movimenti populisti,ambientalisti o di altra natura non si opporranno alla realizzazione di tale importante infrastruttura.
Cordiali saluti

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
Ci attendono anni difficili

Gentile Direttore Mauro Del Bue,
il nostro Paese non finisce mai di stupire.
Quando si riteneva che la politica nazionale si stava avviando a realizzare tempestivamente le riforme,quanto mai indispensabili per rimodernare e ristrutturare l’apparato statale e per realizzare le necessarie infrastrutture tanto vitali per un Paese moderno,la bocciatura del Referendum ha riportato la politica nazionale indietro di molti anni
Premesso che la grande maggioranza degli elettori, come il sottoscritto, non sono dei profondi conoscitori della Costituzione, rispettando il voto popolare, valuto che il voto sia stato solo una forma di protesta per le gravi difficoltà del ceto medio e dei giovani senza lavoro, rimango quindi della convinzione che i perdenti del Referendum sono state tutte le attuali forze politiche nazionali.. Sono stati buttati al vento tanti anni di lavoro in sede parlamentare e nazionale per aggiornare la Costituzione.
Pertanto,per il risultato del Referendum, mi riesce difficile comprendere la gioiosa e puerile soddisfazione espressa attraverso i Mass Media dagli esponenti politici di tutte le forze parlamentari: comunisti,fascisti,centristi,populisti e dai pochi transfughi del PD,.quando si è bloccata la politica nazionale e i nodi al pettine in avvenire saranno molti e di difficile soluzione per qualunque forza politica che governerà il Paese.
Eccitati dall’onda politica favorevole, tutti i partitini e i movimenti populisti, animati da discutibile spirito democratico, urlano di andare subito a nuove elezioni,senza rendersi conto che per le leggi attuali è impossibile votare per i due rami del Parlamento e quindi è necessario che il Parlamento stesso approvi una nuova legge. Ci attendono anni difficili.
Nelle nazioni del Nord Europa,con forze politiche di gran lunga inferiori alle nostre e pur ispirandosi a politiche contrastanti fra loro riescono sempre, nell’interesse superiore del proprio Paese, a formare governi di coalizioni durevoli nel tempo che si alternano nel governo del proprio Paese .Nella nostra Italia purtroppo i governi hanno avuto una durata medie di poco più di un anno.
Mi è gradita l’occasione per porgere a Lei ed ai sui lettori i miei più sinceri auguri per le festività del Natale e per il Nuovo Anno.

Antonio Ciuna

Scrive Antonio Ciuna:
Non c’è alternativa al Sì

Gentile Direttore Mauro Del Bue,
Credo che la diatriba tra le forze politiche del nostro Paese in merito all’approvazione o meno del Referendum , raggiungerà il massimo delle polemiche all’avvicinarsi della data del 4 dicembre p.v.
Ahimè, la conflittualità esasperata e l’arroganza degli esponenti politici del fronte del “NO “provocano sconcerto e perplessità.
Il fronte del “NO”,composto da forze politiche quanto mai eterogenee: estrema destra,destra,estrema sinistra e parte della sinistra e movimenti populisti, non può creare in futuro alcuna alternativa politica né per governare il Paese né per attuare le riforme, quindi dette forze politiche hanno un solo fine: delegittimare l’attuale Primo Ministro Matteo Renzi. per avere quest’ultimo disatteso le aspettative e delle vecchie caste del proprio partito e di Forza Italia ,col patto cosi detto del “Nazzareno”, nonché del movimento populista di sinistra,il quale vorrebbe realizzare un programma politico quanto mai ambizioso ma utopistico per la mancanza dei fondi necessari per creare uno Stato senza corruzione; per ridurre le risorse delle spese parlamentari,per ridurre i deputati, per dare il reddito di cittadinanza,per risanare il territorio delle montagne e degli alvei dei fiumi;bloccare tutti i lavori infrastrutturali per le autostrade e l’ alta velocità delle ferrovie e molte altre iniziative in parte condivisibili e lodevoli.
E’ bene rilevare però che l’arresto nella realizzazione di tali importanti infrastrutture farà arretrare il nostro Paese di molti anni nella modernizzazione dei trasporti rispetto agli altri paesi europei e c’è il rischio che l’Italia rimanga tagliata fuori dai grandi traffici mercantili orientali che si prevedono in grande sviluppo negli anni avvenire col raddoppio del canale di Suez che fra l’altro è in corso di realizzazione.
Non realizzando i corridoi europei ferroviari : 1 (Berlino,Verona,Milano,Roma,Napoli,Messina,Palermo) e 6 (Lione,Torino,Trieste) l’Europa,in alternativa, svilupperà i corridoi da Est ad Ovest attraverso la Svizzera e da Nord a Sud attraverso i Balcani e la penisola Iberica.
Il “movimento politico” inoltre, dovrebbe informare i propri elettori che l’annullamento dei contratti nazionali e internazionali già sottoscritti per centinaia di miliardi di euro comporterà un enorme danno erariale alle già esauste casse dello Stato a causa del sorgere degli innumerevoli contenziosi con richieste di risarcimento danni che di diritto spettano alle controparti.
Premesso ciò,analizzando il divenire politico della nostra storia, da decine di anni tutte le forze politiche hanno riconosciuto e riconoscono tutt’ora la impellente necessità di dovere apportare delle significative modifiche ad una parte della nostra Costituzione : per rendere più governabile il Paese rafforzando l’azione dell’esecutivo; per velocizzare l’approvazione delle leggi da parte di una sola Camera del Parlamento e quindi renderle più tempestive; per contenere i costi per il funzionamento delle Istituzioni;per ridurre il numero dei parlamentari; per ridefinire le competenze delle Regioni e dello Stato per ridurre i contrasti tra le Istituzioni.
Se dovesse prevalere il “NO ” non si faranno più le riforme,già approvate dai due rami del Parlamento,tanto utili al Paese e,sembrerà strano, tutte le forze politiche concordano che dette riforme si devono attuare, però ogni forza politica vorrebbe apportare le proprie modifiche, In parole povere con l’affermazione del “NO” si butteranno all’aria anni e anni di lavori parlamentari,congressi,confronti tra partiti. Bloccandosi l’azione del governo è inevitabile che si arriverà al chiarimento politico parlamentare, ne consegue ed è ipotizzabile che si concretizzano le dimissioni del governo Renzi. .
Ciò comporterà a nuove consultazioni del Capo Dello Stato per formare un nuovo governo,magari di transizione, che dovrà ottenere la fiducia dei due rami del Parlamento,quindi altri mesi di inefficacia dell’azione politica dell’esecutivo .
E’ da decenni che si attendono le riforme ed il nostro Paese ,non essendo il “paese di Bengodi”, ha estrema necessità di realizzarle quanto prima possibile per agevolare la ripresa economica,la produttività,gli investimenti e l’occupazione.
Non avendo alternative al Referendum e nella prospettiva di avere un futuro politico incerto, è doveroso votare per il ” SI ” per rasserenare la politica interna e riacquistare una maggiore fiducia dalla Comunità Europea e dalle altre nazioni nonché dal mondo imprenditoriale nazionale e internazionale.
Lo strombazzare della Lega ,che accusa il governo di inefficienza nel gestire il fenomeno delle migrazioni, è una impostura populista dettata solo da fini di propaganda elettorale.
Con poca avvedutezza e irresponsabilità alcune forze politiche cavalcano la facile protesta di parte delle popolazioni locali che non intendono accogliere i profughi e gli affamati e ,cosa più grave, la loro politica li porta a dichiarare che solo i Comuni (non il Governo Centrale) possono decidere di accogliere o meno un certo numero di detti profughi. In pratica significherebbe che la maggior parte delle genti salvate nel Mediterraneo non troverebbe più un porto di accoglienza e altro assurdo suggerimento sarebbe quello che il Governo deve fare rimpatriare i profughi nei luoghi di origine, quando si è certi che una soluzione del genere non è del tutto praticabile in quanto la maggioranza degli immigrati o è priva di documenti di riconoscimento o non ha alcuna intenzione di ritornare indietro o non si è in condizioni di individuare la nazione di riferimento. Il profugo o l’affamato non è un pacco postale che si può restituire al mittente.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna