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Carlo Vizzini

Marcello Sajeva, battagliero e leale

Ci ha lasciato questa mattina a Palermo, il compagno Marcello Sajeva, socialista e decano del Coni, malato da tempo. Lo scorso febbraio era stato eletto presidente della Figest di Palermo (Federazione italiana giochi e sport tradizionali del Coni), una sua creatura, una delle principali federazioni che operano a 360 gradi nella promozione delle attività sportive di base. Non solo Coni: Sajeva era un noto dirigente socialista che per circa un quarantennio è stato presidente dell’Aics di Palermo, l’ente di promozione culturale e sportiva del Psi.


 

marcello sajevaMi piace ricordare Marcello Sajeva come un esempio di vita socialista.
Un uomo che si è molto dedicato all’associazionismo nel campo sociale e sportivo.
Ha sempre lavorato con grande impegno verso i giovani partendo dal principio che tutti dovevano e potevano avere le stesse occasioni e che era il merito quello che si doveva premiare.
È stato certamente un socialista nel cuore e nel cervello che per lunghi anni aveva condotto anche una vita di partito e di battaglie politiche. Spesso per chi come me frequenta la sua abitazione l’incontrarsi era un modo di riprendere discussioni del tempo in cui la vita di partito era vissuta realmente e formava le giovani generazioni. Ricordava con grande precisione gli avvenimenti più importanti della vita politica siciliana e del ruolo dei socialisti in Sicilia. Non escludendo anche il dibattito all’interno del partito spesso, anche duro nel dibattito, ma mai portata avanti per spirito di sopraffazione. Negli ultimi tempi aveva avuto anche quella che per lui è stata una soddisfazione personale: proprio lui che si era sempre dedicato ai giovani aveva visto il figlio Roberto eletto segretario nazionale dei Giovani Socialisti. Nessuno di noi si aspettava di vederlo scomparire in poco tempo anche se preso da un male che per molti versi è spesso imbattibile.
È un giorno di grande tristezza per chi lo ha conosciuto ma certamente è destinato a restare nei cuori di tutti quelli che gli hanno voluto e gli continueranno a volergli bene.

Carlo Vizzini,

Presidente del Psi

 

Carlo Vizzini
Siamo socialisti, riformisti e dunque uomini liberi

Caro Craxi,

rispondo alla tua lettera aperta e comincio col dirti che anche io non nascondo le mie preoccupazioni, non limitate soltanto ai contraccolpi che pure vanno gestiti. Resto tuttavia mortificato e attonito dal fatto che si ricorra alla giurisdizione per questioni che attengono la politica e che nel rapporto tra maggioranze e opposizioni vanno sempre risolte nella sede propria: il Partito.

Certo, occorrerà senz’altro convocare il Consiglio Nazionale, ma se vi sarà un ricorso verso il provvedimento provvisorio deliberato dal giudice dovremo attenderne l’esito per evitare di compiere scelte provvisorie ed anche reversibili.

Per altro, per quanto riguarda la posizione politica sul voto referendario, il Partito attraverso il segretario Riccardo Nencini ha dato un indirizzo di voto precisando che chi vuole votare per il No può farlo senza censura alcuna. Tu stesso hai, infatti, avuto occasione, invitato dal partito, di esporre la tua scelta per il No liberamente, in un dibattito proprio alla nostra Festa Nazionale.

Lo hai fatto anche in tante altre occasioni in giro per l’Italia e sei sempre stato rispettato dai compagni perché noi siamo socialisti, riformisti e dunque uomini liberi.

Ti ricordo per completezza che abbiamo sempre accompagnato il dibattito sul referendum aggiungendo contemporaneamente la richiesta forte per il cambio dell’Italicum (legge elettorale) ed oggi possiamo dire che la nostra pressione ha contribuito non poco alla riapertura del dibattito e questo rappresenta per noi una vittoria politica.

Detto questo, prima che si celebri il referendum e ove permanesse l’attuale situazione, penso che sia giusto che il Consiglio Nazionale venga convocato in tempo utile per tutte le valutazioni politiche che si ritenessero necessarie, per le scadenze politiche e per l’esame di quanto accaduto.

Fraternamente
Carlo Vizzini