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Corrado Li Greci

Il Grande Vecchio.
La P1, la P2 e la P38

Facciamo un’altra interessante conversazione con il grande Gianfranco Carpeoro. Questa volta la nostra chiacchierata ci porta nel torbido mondo della P2, della meno nota P1, della mafia e dell’ ostilità, del resto ricambiata, di questa zona grigia nei confronti del Psi di Craxi e del Partito radicale di Marco Pannella

massoneriaBettino Craxi parlando del “Grande Vecchio” a un certo punto dichiarò che era il caso di cercarlo tra coloro che avevano fatto politica giovanile in area socialista. Esiste una connessione tra i militanti della fu FGSI ed il terrorismo rosso?

Ma sa ce n’erano tanti. Quand’ero ragazzo c’era il “Gruppo Astolabio” che operava a Cosenza e che faceva capo a Franco Piperno. Ci scrivevo anch’io su quel giornale, si chiamava “Gruppo Astrolabio” perché faceva parte della corte di Giacomo Mancini. Li ho visti passare tutti: Lanfranco Pace, Franco Piperno (entrambi ex militanti di Potere Operaio n.d.r.), ce n’erano tanti insomma. Bettino Craxi è vero che inizialmente indicò il “Grande Vecchio” come qualcuno che aveva fatto politica giovanile in area socialista, come è vero che ci fu una connessione tra FGSI e il “partito armato” ma è anche vero che in seguito tornò sui suoi passi dicendo che il “Grane Vecchio” non era mai esistito. Senza contare che poi è intervenuta sui gruppi armati la “sovragestione”, cioè il cambio dei vertici delle BR fu funzionale alla gestione Santovito (Giuseppe Santovito, generale dell’esercito il cui nome fu trovato negli elenchi della P2 n.d.r.) che doveva realizzare gli scopi di quella tremenda organizzazione che fu “Stay Behind”, il cui obiettivo era impedire che i partiti comunisti prendessero il potere e quindi considerare la lotta armata ideologicamente schierata a sinistra  come il miglior strumento di lotta anticomunista. Il mondo era diviso in aree di influenza. Il  motivo per cui l’Unione Sovietica aveva potuto mandare i carri armati a Praga nel ’68 fu lo stesso per cui il Pci non poteva raggiungere il potere in Italia.

Stiamo parlando quindi di una sovragestione di marca atlantista, non sovietica?

Ma certo, le Br del resto hanno fatto comodo agli Americani, non ai Russi. C’entra la P1, è sempre lei. La P2 era solo uno strumento per altro limitato  il cui anello di collegamento era Gelli ed era uno strumento che metteva in fila politici di secondo piano, tutti i vice.

In Italia proprio su questi fatti, dal 2002 al 2006, ha indagato la commissione parlamentare “Mitrokhin”, il cui presidente era il senatore Paolo Guzzanti. Che ne pensa dei risultati prodotti da quell’esperienza?

A tal proposito la commissione “Mitrokhin” azzeccò la metà delle cose, non le cose intere. Nel senso che la grande connessione tra servizi segreti non l’ha azzeccata, ha portato a casa il minimo sindacale perché poi si è rivelata uno zero. Questo perché il potere era determinato affinché su queste inchieste non si andasse troppo a fondo. C’era una specie di saldatura per la quale i problemi gestiti a livello  d’intelligence  dovevano rimanere un affare dell’intelligence.

Cosa può dirmi in merito alla P1?

Il GOI non ha mai mostrato i provvedimenti relativi  alla P1: la bolla di riconoscimento, quando è stata ricostituita… nessuno ha mai messo il GOI alle strette sul problema delle logge Propaganda.

Perché si chiamava Propaganda? Perché dovevano entrarci personaggi di primo piano il cui livello doveva fare propaganda alla Massoneria, in questo senso doveva essere un emblema della dottrina massonica. Quindi la loggia Propaganda nasce con lo scopo opposto dall’essere segreta, perché non avrebbe molto senso fare propaganda attraverso una loggia segreta.

Nel mio libro (Dalla Massoneria al terrorismo, rEvoluzione Edizioni, 2016. N.d.r.) tra le righe indico anche chi era il Venerabile della P1, cioè Eugenio Cefis.

Probabilmente la Propaganda vera e propria è nata subito dopo la guerra, dopodiché la Propaganda 2 la ritroviamo operante ufficialmente dal 1970 , nonostante poi in realtà tutte le fonti riportano che Gelli ci entrò nel 1967. È probabile a questo punto che Gelli, affiliato alla Massoneria nel 1962,  nel ’67 entra nella P1 e dal 1970 iniziano le attività della P2. Una carriera garantita da uno sponsor potente quale era il Maestro Aggiunto Roberto Ascarelli (Avvocato, uomo di spicco della comunità ebraica romana,  vicino politicamente al Partito radicale di Pannunzio e in seguito aderente al PSDI, n.d.r.) che lo fa entrare prima nella loggia (riservata n.d.r.) “Hod” e poi lo sposta nella loggia Propaganda.

Sembra quasi che la “sovragestione”, per dirla con Lei, abbia scelto la forma della loggia massonica per operare in Italia

È una forma che hanno adoperato dappertutto. Pensi che anche per far fuori Salvador Allende hanno utilizzato la Massoneria, perché Augusto Pinochet era membro della stessa loggia del leader socialista cileno (Pinochet era “Primo Sorvegliante” della Gran Loggia del Cile n.d.r.). Non è una particolarità italiana.

La P1 vive e lotta insieme (o meglio contro) a noi?

Secondo me si ed è il motivo per cui si è messo su il teatrino della P3 della P4 e molto probabilmente su alcune cose riesce ad influire e su altre no. Sicuramente con la globalizzazione è molto meno potente di prima. Tutto in Italia è meno potente di prima

Quindi anche la Mafia?

Chi domina sono ormai i rapporti internazionali non quelli nazionali, nella misura in cui la Mafia è entrata negli uffici affari riservati delle grandi banche europee e mondiali sicuramente si muove anche usando il canale della finanza. Ma voglio dire è un contesto di estrema debolezza perché è tutto il Paese ad essere debole

Cioè Lei dice che nel contesto in cui stiamo vivendo anche la parte peggiore del Paese si è indebolito

Precisamente. Ci rifletta: domani mattina Draghi si alza, chiude i rubinetti e noi siamo di nuovo nei guai

La Mafia ha un’origine di società segreta ma anche di cultura esoterica? Mi vengono in mente i tre leggendari cavalieri che si narra abbiano fondato la ‘Ndrangheta: Osso, Malosso e Carcagnosso

Guardi, sicuramente le strutture mafiose, ndranghetiste e camorriste, hanno dovuto “schiavizzare” delle persone nel loro esercito,  hanno dovuto avvalersi anche di argomenti di questo tipo. I capi bastone hanno avuto bisogno anche di argomentazioni religiose/esoteriche anche per poter attirare persone a sé. Ma non è il legame più importante

E qual è il più importante?

La gestione del potere sicuramente. E per gestire il potere devo avere 1000 picciotti che mi obbediscono perché pensano di dovere la vita a Santa Rosalia e Santa Rita, allora uso queste credenze. Non è l’aspetto fondamentale però. Poi l’origine di queste organizzazioni è molto meno misteriosa di quello che sembra: gli esseri umani si associano per raggiungere uno scopo, in questo caso il potere.

Le risulta che il vecchio PSI abbia mai avuto rapporti con queste realtà?

La Mafia in meridione tende ad avere rapporti con chi gli serve: che sia un massone, un politico, un giornalista, una suora… nel periodo di cui stiamo parlando la Mafia era siciliana par exellence. Ebbene, mi citi un solo Siciliano che ha fatto carriera all’interno del PSI. Non gliene viene in mente nessuno vero? Sa perché? Perché Craxi ha sempre ostacolato la crescita del partito in Sicilia tanto è vero che il cartello siciliano lo hanno fatto assieme democristiani e comunisti. La “rete” di Orlando era questo.

Martelli da Guardasigilli nel ’91 chiamò Falcone al ministero per tradurre l’esperienza del Pool di Palermo in leggi dello Stato…

L’unico partito che ha cercato di non avere rapporti con la Mafia è stato il Partito socialista, vale a dire l’unico partito senza referenti siciliani

…E i radicali

Ma i radicali sono una storia a parte. Pannella tra le righe lo diceva che esisteva la P1. Quando diceva “la P2 e la P38” si riferiva ad Eugenio Cefis, il quale  aveva l’abitudine di girare armato. Pannella riusciva a dire queste cose solo perché nessuno le capiva, Cefis sapeva che una frase del genere poteva capirla solo lui e quindi lasciava correre. Marco non era furbo per fregare il prossimo ma lo era sufficientemente per difendersi

Pannella godeva di qualche protezione?

La sua purezza ero lo scudo più resistente che si potesse avere. Era totalmente avulso rispetto al sistema. Non lo potevi colpire sui soldi, non lo potevi colpire sul malaffare, non lo potevi colpire in nulla. Anzi se lo avessero colpito sarebbe diventato pericolosissimo. Era la volta buona che i Radicali prendevano il 50% dei voti.

Sarebbe stato certamente un altro Paese. Come lo sarebbe stato se i tre politici che hanno incentrato la propria attività politica al servizio del concetto di Autonomia, sia del Paese rispetto alla logica dei blocchi e sia  nella politica interna, non avessero fatto una fine prematura. Mi riferisco al già citato Bettino Craxi, ad Aldo Moro e ad Enrico Berlinguer. Della fine di  Moro e Craxi bene o male si è sempre discusso pubblicamente, mentre sulla morte di Enrico Berlinguer solo da poco tempo gira, quasi sussurrata, una tesi complottista. Che ne pensa?

No è morto di emorragia cerebrale, non c’è spazio per nessuna dietrologia. Anche perché Berlinguer in realtà era doppio: con la mano destra prendeva i soldi del PCUS e con l’altra faceva segno di no. Berlinguer prima di morire fa con Craxi il cosiddetto “incontro delle Frattocchie” nel quale stendono il piano per cui il Pci avrebbe dovuto essere riconosciuto dai socialisti, così da garantire ai comunisti la rimozione del veto per l’entrata nl PSE. Il problema è che poi Berlinguer e il Partito comunista non solo non si attennero minimamente a quanto fu deciso con Craxi in quell’incontro ma anzi fecero tutto l’opposto (nell’ottica della chiusura dell’esperienza comunista così da compiere “un ritorno a casa”, cioè all’unità precedente alla scissione del 1921. n.d.r.) . La solita “doppiezza togliattiana”. Del resto Craxi fu fatto fuori non per motivi inerenti alla sua persona, ma piuttosto relativamente allo spazio che occupava. Era l’ostacolo alla legittimazione definitiva del Partito comunista

La Massoneria tra mito, realtà e… politica

Giovanni Francesco Carpeoro, al secolo Pecoraro, è attualmente uno dei massimi esperti di Simboli operanti in Italia. Avvocato, nato a Cosenza nel 1958, ha lavorato nel mondo dello spettacolo assistendo professionalmente molti volti famosi dello star system del Belpaese. Appartenente dal 1981 alla Massoneria di Rito Scozzese, diviene Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della Legittima e Storica Piazza del Gesù nel 1999, rimanendo tale fino al 2005, data nella quale cessa la sua operatività massonica. Caso forse più unico che raro, Carpeoro scioglie la sua obbedienza massonica, che poi confluirà negli ALAM (Antichi Liberi Accettati Muratori), e a un certo punto della sua vita decide di esporsi pubblicamente con un lavoro di divulgazione sulla Massoneria atto a fare un po’ di chiarezza sulla vera natura delle organizzazioni iniziatiche. Chiarezza necessaria in un Paese in cui il pregiudizio antimassonico, retaggio fascistoide e reazionario, è in forma smagliante. Basta andare ad ascoltare su Radio Radicale l’audizione del Gran Maestro del GOI, Stefano Bisi, alla “Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere”, volgarmente detta “commissione antimafia”, per rendersi conto. Ma Carpeoro oltre ad avere una importante storia iniziatica alla spalle, ne ha anche una politica altrettanto importante nel Partito Socialista Italiano


massoni_corona“Guardi
,” mi dice, ” la mia storia è questa qui: io ho cominciato nella Giovanile, poi sono passato al Partito. Poi quando mi sono incazzato sono passato al PSDI. In seguito sono tornato a parlare amabilmente con Bettino, senza però più riscrivermi ma rimanendo di “area”.  E poi, dopo il mio ultimo incontro con Bettino, non ho più avuto alcun impegno politico. Non sono più andato nemmeno a votare. Anzi, ho votato un paio di volte per i Radicali, perché non lo consideravo un tradimento ideologico. Amico di Marco (Pannella, n.d.r.) in un paio di occasioni li ho aiutati, ma non ho più votato per nessun altro partito”

Ma facciamo un po’ di storia: mi risulta che il primo congresso del PSI ebbe luogo nell’anticamera pubblica di una storica loggia genovese. La collaborazione tra massoneria e forze laiche (Socialisti, Repubblicani e Radicali) produsse la politica dei “Blocchi Popolari”, che portò addirittura all’elezione di Ernesto Nathan quale Sindaco di Roma. Quali furono i rapporti storici tra massoni e socialisti italiani?

Ernesto Nathan fu eletto con i voti della Massoneria. Fu il candidato della Massoneria, quindi in quanto tale trasversale e quindi, proprio in quanto tale, attinse voti tanto dalle componenti progressiste quanto da quelle conservatrici. Inizialmente i vertici socialisti erano quasi tutti massoni: Bissolati, Turati eccetera. E quindi non c’erano problemi. Poi iniziò nell’area massimalista, che si sarebbe scissa molto più tardi, un’ ostilità verso la Massoneria in quanto borghese. Rimasero molti socialisti massoni, però, diciamo che, ci fu un’intensificazione dei legami tra Massoneria e componenti liberali conservatrici, uno su tutti Giolitti.

L’ VIII congresso del PSI, tenutosi a Bologna nel 1904 passa alla storia per la questione dell'”incompatibilità” (tra socialisti e massoni), che porterà addirittura al Referendum nell’anno successivo per stabilire se la qualifica di massone costituisse per un socialista un caso di indegnità morale

Si è vero. Il Referendum fu promosso dall’area massimalista, la quale sosteneva fondamentalmente che la Massoneria in quanto fenomeno borghese non desse sufficienti garanzie di quella lotta per il consenso popolare e per la sovranità popolare che il Massimalismo si proponeva. Del resto non va dimenticato che nell’ XI congresso nel 1910, Mondolfo, Mastracchi, Salvemini e Angelica Balabanoff  si fecero promotori di una mozione che invitava i socialisti che non erano massoni a non entrare nella massoneria e a quelli che vi appartenevano di uscirne.

Quando Benito Mussolini cominciò a diventare un esponente di spicco del socialismo italiano,  fu avvicinato da personaggi appartenenti alla Massoneria, per esempio Raoul Palermi e Filippo Naldi. E’ vero?

Raoul Palermi rifiutò per tre volte la richiesta di Mussolini di affiliarsi alla massoneria, quindi direi che qualsiasi ipotesi di rapporti tra i due sia falsa. Per quanto riguarda Filippo Naldi quello più che un rapporto fu un’associazione a delinquere. Filippo Naldi era tutto: era un banchiere, un finanziere, era un giornalista, era un massone traditore. Era tutto. Naldi non apparteneva al GOI, apparteneva alla Serenissima Gran Loggia  Nazionale di Piazza del Gesù, sospeso più volte ma vi apparteneva. Come del resto Palermi, che ne era il Gran Maestro. Filippo Naldi è l’uomo di potere vero, il Gelli tra le due guerre. E’ colui che convince Mussolini a sposare la linea interventista che lo porterà ad uscire dal Partito Socialista e dalla direzione dell’Avanti. E’ colui che gli troverà  i soldi per il Popolo d’Italia. E’ colui che porterà la zizzania, perché lo zoccolo duro di Mussolini era costituito da massoni, erano i cosiddetti “Sansepolcristi” e Naldi poterà guerra in quell’ambiente, per cui ci sarà sempre una certa diffidenza di Mussolini nei confronti dei Sansepolcristi. Tenga presente che tutti e quattro i quadrunviri del primo regime fascista, quando ancora Mussolini faceva delle cose progressiste un po’ da socialista, De Bono, De Vecchi, Balbo e Michele Bianchi erano tutti massoni. Ma Filippo Naldi  tradisce ulteriormente procurando a Mussolini i contatti con un cardinale (Gasparri? n.d.r.), il quale pone come condizione per l’accordo tra Chiesa e Fascismo, i c.d. Patti Lateranensi, di mettere fuori legge la Massoneria. Quindi grazie a Filippo Naldi la Massoneria è stata messa fuori legge e l’unico che la difese in parlamento è stato Gramsci, che si è alzato e fece un memorabile discorso.

Giacomo Matteotti era un avversario del Naldi se non sbaglio
Naldi lo fa ammazzare a Matteotti. Naldi è il titolare del contratto di noleggio dell’automobile usata dai killer del deputato socialista. Viene condannato a 6 mesi di confino e poi dopo torna in auge tranquillamente. E sarà il grande protagonista dell’organizzazione della fuga dei Reali a Napoli. I Savoia fuggiranno a Napoli perché Naldi organizzerà tutto. Ci fu la sua mano  anche dietro al Gran consiglio che avrebbe dovuto rimettere a capo i Sansepolcristi, attraverso l’ordine del giorno Grandi, che era concordato con Mussolini, il quale aveva sempre avuto il sospetto che la massoneria volesse fargli fare le scarpe da Balbo, che per questo fu fatto ammazzare. In realtà poi l’uomo della Massoneria di Piazza del Gesù diventa Costanzo Ciano. L’ordine del giorno Grandi fu un tentativo disperato di Palermi, attraverso Naldi, di restituire il potere allo zoccolo duro del fascismo. Il piano fallì perché Mussolini venne rapito dai Tedeschi il giorno dopo e a quel punto fece tutto quello che dicevano i Tedeschi.

Dopo la guerra, entrando nella storia repubblicana del nostro Paese, i rapporti tra Massoneria e PSI si rinsaldarono?

Si, i rapporti tra PSI e Massoneria nel dopoguerra furono ottimi per merito di Pietro Nenni, il quale non era massone ma era molto vicino a posizioni massoniche. Dei suoi due segretari, Pietro Longo e Bettino Craxi, uno dei due era massone: Pietro Longo. In seguito il PSI perse un po’ di massoni quando ci fu la scissione di Palazzo Barberini, perché molti massoni finirono nel PSDI: Costantino Belluscio, lo stesso Saragat, Renato Massari, Matteo Matteotti (il figlio di Giacomo), insomma gliene posso citare un numero industriale. Praticamente di tutti i massoni che erano nel PSI, l’80%  passarono al PSDI. 

Oltre che da massoni regolari il PSDI fu frequentato anche da iscritti alla P2

Ma consideri che nella P2 c’è finita gente che neanche sapeva di essere iscritta alla P2. E’ un discorso molto complicato, però le dico solo una cosa: è da 20 anni che in Italia si parla di P2 ma nessuno parla della P1. Preferiscono arrivare alla P10, ma guai a parlare della P1. Per chi fosse interessato nel mio libro “Dalla Massoneria al Terrorismo” ne parlo.

Bettino Craxi invece aveva in simpatia i Massoni?

Bettino non era massone, ma si aveva in simpatia i Massoni. Veniva da quel tipo di cultura e di studi. Aveva tutto per essere un Massone, tranne il carattere. Lui non è mai entrato in Massoneria perché Bettino era uno che le divise le amava solo sugli altri, su di sé non le ama molto.  E quindi non entrò mai in massoneria per questo motivo. Entrò in una Ur-Lodge, questo si. Le Ur-Lodge ammettevano anche non affiliati alla massoneria e tutt’ora lo fanno.

Le Ur-Lodge sono dei centri di potere che si dividono tra progressisti e conservatori, è corretto?

Si, è corretto. Alcuni volevano lavorare per il bene ma secondo me è sbagliato comunque il concetto della Ur-Lodge. E’ in ogni caso una visione oligarchico – aristocratica della vita che non condivido. Ma c’è anche chi ha sbagliato in buona fede, nel tentativo di fare del bene e questo gli va riconosciuto. Bettino entrò in una Ur-Lodge per motivi di politica internazionale. Altrimenti tutto sarebbe passato sulla sua testa, no?

A proposito di politica estera che ne pensa del paragone che spesso ricorre tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi?

Beh, mi sembra impietoso. Berlusconi non era uno statista. Certamente un grande imprenditore che si è prestato a una cosa che non ha saputo fare, perché non era nelle sue corde. Se io domani voglio andare a giocare a Basket e sono altro un metro  mezzo, dove mi fanno giocare?

Senta, che mi dice dei rapporti attuali tra area laica e Massoneria?

Ma non esiste più nulla perché in Italia non c’è più politica. Lei quale definirebbe area laica? Stiamo parlando di gente che ha fondato un partito dove l’unico iscritto è lui stesso. Di che stiamo parlando? D’altro canto la Massoneria è conciata ancora peggio, quindi voglio dire stiamo parlando di morti che si parlano.

Quindi Lei non vede nessuna possibilità di una ricostruzione Laica in Italia?

Ad oggi no

Corrado Li Greci