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Cristiano Manuele

Parma verso il voto.
La parola a Paolo Scarpa

parmaLe elezioni amministrative di Parma, incombono, la città Ducale ferve di eventi politici, chi ricorda ancora orgogliosamente le gesta degli arditi del popolo che protessero la città dalle squadracce fasciste di Balbo, chi vuole superare gli scandali Parmalat, Guru, il fallimento del Parma Calcio e gli arresti tra gli amministratori berlusconiani, chi infine vuole, osservato il presente, guardare avanti e indicare la strada per città del 2020, la Parma dei parmigiani nuovamente orgogliosi.

Diversi, saranno i candidati che proveranno a rimettere in moto la città del Parmigiano e del Festival Verdi, tra questi Paolo Scarpa. Lucidamente consapevole del “lavoro da matti” che andrà ad affrontare, profondamente convinto che il proprio amore per la sua Parma e  il coinvolgimento  di tutti i parmigiani sarà l’alchimia  vincente per traghettare la città fuori dal pantano di questi ultimi anni, l’Ingegnere di Parma, in una pausa tra una evento ed uno dei tanti incontri con i cittadini dei quartieri, ha voluto rispondere ad alcune domande per presentarsi ai lettori dell’Avanti!.

Paolo Scarpa, Lei si è candidato alle Primarie per Parma 2017 consapevole dell’impegno gravoso e della incredibile situazione in cui si trova ora la citta di Parma che vede sempre tanti cittadini in difficoltà, ci ricordiamo ad esempio della fiaccolata dei cittadini per difendere, dai tagli dell’Amministrazione,il servizio di integrazione scolastica ai disabili del 2015. Come dovrà essere curato, secondo Lei, in futuro, questo servizio essenziale per una collettività come Parma?

Le rispondo declinando quella che secondo me dovrà essere l’azione del futuro: welfare a indirizzo pubblico, fatto di competenze, responsabile, partecipativo e inclusivo attraverso l’ascolto e la condivisione con associazioni e famiglie. Quindi una governance pubblica in termini di coordinamento, controllo, verifica e soprattutto di formazione, che è cosa ben diversa dalla mera informazione. Parma ha un tessuto associativo che è la vera ricchezza della nostra comunità. Va ascoltato e reso effettivamente partecipativo dell’azione amministrativa. Senza dimenticare che il welfare pubblico deve sapersi servire del privato specializzato (es. cooperative sociali) in maniera equilibrata e attraverso bandi che prescindano da logiche del massimo ribasso. In questo contesto il volontariato deve essere sussidiario e non sostitutivo delle figure professionali necessarie. Serve poi una progettualità di medio/lungo termine. Dove reperire le risorse? Il Comune di Parma è penultimo fra i Comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna per introiti legati al recupero dell’evasione fiscale: occorre dunque intensificare la lotta all’evasione fiscale e destinare prioritariamente le somme recuperate ai servizi sociali, educativi e assistenziali. Rispetto al debito contratto con le banche dalle amministrazioni precedenti, occorre un’efficace ricontrattazione al ribasso degli interessi corrisposti, richiamando gli istituti di credito alla propria funzione anche sociale, e occorre destinare prioritariamente il risparmio ai servizi sociali, educativi, assistenziali.

L’Avanti! è certamente uno dei giornali storici dei lavoratori Italiani, il lavoro è, con la famiglia, la base fondante della nostra Repubblica e della nostra società, essendo noto il suo interesse ed attenzione   alle politiche giovanili e alle politiche del lavoro, può raccontarci del  suo primo lavoro e come vede, in futuro, l’impegno dei giovani nel mondo del lavoro? 

Mi sono laureato in Ingegneria a Genova con una tesi sul restauro territoriale della Val Bisagno. All’Istituto di Urbanistica sono stato allievo di Mariolina Besio da cui ha imparato l’amore e l’attenzione che richiedono le fragilità del territorio. Ed è con l’istituto di Urbanistica che ho cominciato a lavorare, anni bellissimi e difficili perché come tanti ragazzi di oggi non venivo pagato. Credo sia importante coinvolgere i giovani nelle scelte che riguardano il futuro di una città che si trova in un momento decisivo della sua storia: Parma sceglierà nei prossimi cinque anni quello che sarà tra 30 e non è possibile lasciare i nostri ragazzi ai margini. Vorrei affidare loro un’agenzia perché possano impegnarsi per loro stessi e il bene della città. Un Comune non ha il potere di fare politiche sul lavoro, ma può impegnarsi affinché i problemi di coordinamento oggi esistenti vengano superati. Occorre istituire un “comitato per il lavoro” costituito da istituzioni locali, università, sindacati confederali, rappresentanze datoriali, che abbia come obiettivo quello di salvaguardare i livelli occupazionali e insieme immaginare un nuovo modello di sviluppo, aperto al contributo dell’associazionismo, in grado di raccogliere idee e progetti e di attivare un percorso di costruzione dal basso di una nuova identità economica del territorio ripartendo dalle nostre eccellenze manifatturiere, gastronomiche, culturali e ambientali. Ripeto: Parma sceglie oggi ciò che sarà domani.

Le famiglie sono , di fatto, gli ammortizzatori sociali che stanno, ancora, sostenendo il peso delle difficoltà dei cittadini, molte, troppe famiglie ,anche a Parma, sono sorrette dalle pensioni dei “nonni”, non crede che sia arrivato il momento di ridurre la pressione fiscale che grava sulle famiglie di Parma?

La crisi economica, l’impoverimento di molte famiglie, l’ampio ricorso ad ammortizzatori sociali, la perdita di posti di lavoro rischiano di lasciare ampiamente sottostimato il reale fabbisogno di servizi all’infanzia della città: ritengo dunque indispensabili un serio censimento dei nuclei familiari che non fruiscono di tali servizi unicamente per ragioni economiche e la difesa di un modello educativo fondato su qualità del servizio, professionalità degli operatori, equità di accesso e integrazione fra culture. Ovviamente la pressione fiscale va ridotta perché in questi anni il Comune di Parma ha scaricato sui cittadini un peso non più sostenibile. Pensi che a Parma le iscrizioni agli asili pubblici, che sono un vanto del nostro sistema educativo, calano in favore di quelle agli asili privati. Chi ha due figli a Parma per la materna paga in media 1.250 euro in più che a Modena, per il nido 1.500. Anche nei confronti della vicina Reggio Emilia i parmigiani risultano più tartassati. Dobbiamo intervenire perché avere dei figli non può essere considerato un lusso.

L’amministrazione pentastellata di Parma, prima dell’ammutinamento che ha portato Pizzarotti ad essere il “peggior nemico di Grillo”, ha voluto plasmare lo statuto del Comune seguendo i canoni dettati dal movimento grillino, sostituendo così i Consigli di Quartiere, espressione della democrazia rappresentativa, con i Consigli dei Cittadini Volontari tagliando fuori i partiti ed i sindacati. Visti i pessimi risultati ottenuti, evidenti sia nella costituzione degli stessi CCV per mancanza dei candidati che nella effettiva operatività successiva,  pensa di riformare, inserendolo nel suo programma elettorale, il sistema di partecipazione aprendo nuovamente ai tutti l’opportunità di far crescere Parma?

Credo che la costituzione dei CCV sia il più rilevante fallimento della giunta Pizzarotti. La tanto sbandierata partecipazione si è ridotta a una funzionalità di pura facciata, a un inganno bello e buono. Mi pare che se ne siano accorti tutti qui a Parma e che molti rimpiangano perfino il passato che non era esente da critiche. Come cambiare questo sistema inefficace? Penso che la presenza dell’associazionismo di quartiere nei consigli dei cittadini sia il primo passo. Parma è una città in cui le associazioni e il volontariato hanno una importanza decisiva nella struttura stessa della collettività e credo che debba essere riconosciuta a queste realtà una rappresentanza nei consigli. In secondo luogo va ripristinata l’elegibilità delle rappresentanze per ridare sostanza agli organismi che oggi ne sono privi.

Fra le proposte  di governo avanzate dal vincitore delle primarie socialista francesi, Benoit Hamon si può leggere una proposta interessante che potrebbe essere adattata ed applicata al contrario a livello locale :  la cosiddetta “tassa sui robot”. Questa tassa è un onere applicato alle attività produttive o terziare in rapporto alla automatizzazione che sostituisce il lavoro umano. Non pensa che il Comune  possa positivamente applicarla al contrario e cioè facendo pagare meno tasse locali in relazione al numero di maggiore occupazione regolare di lavoratori? 

Se anche Bill Gates propone una soluzione simile vuol dire che si tratta di un ragionamento aperto, ma non credo che la cosa possa essere affrontata e risolta in tempi brevi. Un Comune deve essere vicino alle aziende del tessuto produttivo locale e ai lavoratori e, a mio modo di vedere, il Patto per il Lavoro della Regione Emilia Romagna va nella direzione giusta: nuove politiche pubbliche che generano coesione sociale e sostenibilità. Una soluzione potrebbe anche essere lavorare seriamente sull’emersione del nero, che in alcuni settori è in prepotente ascesa anche perché l’Emilia Romagna è territorio sempre più penetrato dalle mafie. Il Comune ha costituito un osservatorio ma non mi pare che finora abbia dato un contributo consistente alla conoscenza delle attività a rischio. Eppure, stando ai dati diffusi dal ministero dell’Interno lo scorso agosto, a Parma sono state sequestrate sei aziende, 54 appartamenti, 78 tra box e magazzini, 16 terreni e sette beni patrimoniali di altro genere riferibili alla criminalità organizzata. Questi numeri, se da un lato dimostrano la necessità di procedere in tempi rapidi alla assegnazione dei beni per fini pubblici e sociali, dall’altro attestano che la nostra provincia è sempre più un territorio in cui le mafie hanno deciso di investire. L’interesse delle mafie ricade principalmente sul settore immobiliare e su quello finanziario, di conseguenza massima attenzione va posta al lavoro nero nell’edilizia e alle operazione finanziarie in odore di riciclaggio. Credo che su questo fronte convenga impegnarsi di più e in maniera concreta in collaborazione con le sigle sindacali per evitare che, un domani non troppo in là da venire, ci possiamo trovare tutti a piangere sul troppo tempo sprecato senza neppure la forza di reagire.

Per opinione comune l’amministrazione attuale, per  naturale inesperienza , ha governato la città con la convinzione che  scrivendo ed approvando regolamenti e norme con vincoli ed obblighi, si potesse  assicurare un buon governo . Effettivamente, oltre ad un nuovo Statuto Comunale sono state approvate  una serie infinite di regolamenti e discipline normative,  gli uffici ed i cittadini si trovano oggi a dover applicare circa 150 regolamenti comunali ed una miriade di articoli, che, non solo accrescono una burocrazia inutile (basta leggere il solo regolamento di polizia urbana) ma alla fine, di fatto, nessuno è in grado di conoscere ed applicare tutte queste regole: Pensa che occorra che la nuova amministrazione provveda  ad una razionalizzazione dei circa 150 regolamenti comunali?

Il regolamento di polizia urbana che lei cita è senz’altro uno strumento valido. Tanto per dire, prevede la possibilità di sanzionare alcuni illeciti con lavoro sociale. È chiaro però che una buona norma resta lettera morta se non c’è un organismo che la faccia rispettare e, nello specifico, quando sarò sindaco ho intenzione di istituire un gruppo di coordinamento formato da funzionari dei diversi settori della macchina comunale e di enti terzi (Asl, Arpa e Iren) e guidato dalla Polizia Municipale che si occupi di fornire una risposta in tempi rapidi alle segnalazioni dei cittadini. Non è fantasienza perché in molte città esiste e funziona bene, per esempio a Modena dove la pronta risposta dell’amministrazione ha messo un freno al degrado urbano. A Parma invece sembra che la situazione sia fuori controllo.

La città di Parma è passata dall’essere la Stalingrado dei 5 Stelle alla Caporetto di Grillo, tra un anno ricorrerà il centenario della fine della Seconda Guerra Mondiale, crede che potremmo aspettarci un moto di orgoglio dei parmigiani e di vedere in Parma la nostra  Vittorio Veneto?

La grandezza di Parma è nella sua storia civile caratterizzata da uno spirito ribelle, laico e cattolico insieme. La nostra città ha sconfitto sulle barricate le squadre di Balbo, ha liberato i matti, ha saputo mostrare un’intelligente indignazione agli scandali edilizi degli anni ‘70, ha costruito un’economia forte sulla cooperazione e sull’industria, ha fatto dell’impegno civile e della solidarietà un tratto sostanziale della sua identità. Di questa Parma vado orgoglioso e so che ha le capacità di proiettarci nel futuro. La Parma che ha eletto Pizzarotti è una città che ha reagito di pancia all’opacità dell’amministrazione che ha preceduto l’attuale sindaco. Noi dobbiamo tornare a essere un laboratorio e un modello di coesione sociale, senza scomodare i fasti di Maria Luigia per coprire le nostre vergogne e le nostre mancanze. A Parma ci sono le condizioni civili e le risorse perché tutti possano vivere bene: c’è ricchezza culturale, economica e validi sistemi di controllo sociale. Nella mia idea di città, il sindaco deve imparare a farsi carico della complessità dei problemi di tutta la comunità che amministra, perché i singoli attori non possono avere una visione comune né strumenti e risorse per affrontare e risolvere le criticità che attraversano il nostro tempo. Abbiamo bisogno di valorizzare progetti e idee per inaugurare un modo nuovo di fare amministrazione e riscoprire nella solidarietà e nell’impegno civile le qualità migliori della nostra gente. Quindi sì, sono convinto che Parma potrà premiare chi vuole impegnarsi per il bene comune con una proposta di rilancio seria.

Sappiamo che  nei prossimi giorni sarà presentato, dal consigliere Psi in seno al consiglio provinciale di parma, un odg che prevede l’attuazione degli articoli 41 e 46 della costituzione italiana e quindi l’adeguamento degli statuti delle società partecipate della provincia di parma al sistema di gestione che ha portato ottimi risultati in Germania, l’intento politico  è chiaramente quello di offrire a  diverse centinaia di dipendenti e lavoratori l’opportunità di  contribuire con efficacia alle attività svolte per  l’ente, garantendo certamente anche una nuova e migliore trasparenza. Non ritiene indispensabile per il futuro introdurre, finalmente, anche alle oltre 30 partecipate del comune di Parma, un sistema di cogestione che possa garantire ai cittadini di parma la trasparenza e la correttezza delle attività prestate alla città?

Il sistema di cogestione  ha certamente apportato all’economia tedesca effetti straordinariamente  positivi in  questi ultimi cinquant’anni. Fu introdotto nel settore minerario negli anni ’50, ma solamente alla  fine degli anni ’70 fu  esteso a tutte le aziende nazionali dall’amatissino presidente e premio Nobel per la pace, Willy Brandt. La situazione dei lavoratori delle partecipate del Comune di Parma non è certamente paragonabile alla situazione dei minatori della Rhur degli anni ’50, ma serve l’azione decisa della prossima amministrazione. Credo fortemente che  assicurare nel tempo, la trasparenza dell’azione amministrativa sia  l’impegno  fondamentale che assumerò con i parmigiani. Uno strumemento di partecipazione dal basso può rivelarsi strategico per permettere sia agli utenti sia ai lavoratori di partecipare direttamente negli organi direttivi degli enti di servizio, rappresentando effettivamente gli interessi della città.

Cristiano Manuele

Parma, un uomo solo al comando

Un uomo solo è al comando; la sua maglia non è giallo-blu, il suo nome è Federico Pizzarotti.
Solo una fervida immaginazione potrebbe permetterci di ascoltare, doverosamente rimaneggiato, questo improbabile e allo stesso tempo realistico incipit dalla calda voce di M.Ferretti (l’indimenticato radiocronista novese degli anni 50), lo stesso sforzo di immaginazione che i parmigiani applicano ormai da quattro anni per supporre i timbri vocali dei consiglieri della maggioranza pentastellata.

Sporadici, rarissimi, infatti, sono stati gli interventi dei Consiglieri 5 Stelle di Parma in questi anni di amministrazione; certamente il Consigliere Bosi, smaliziato e onnipresente, è stato un ligio portavoce della maggioranza falangitica di Pizzarotti, ma quanto questa sia ancora realmente veicolo degli intimi convincimenti dei singoli consiglieri-opliti grillini, non è un dato attualmente noto.

A pochi giorni dalle elezioni amministrative in alcune grandi città italiane, l’affaire Pizzarotti-Grillo sembra congelato; il comico Genovese, consapevole che la soluzione attesa, convenientemente posticipata e ormai data per scontata, non sarà uno scacco matto, ma certamente costringerà il giovane Sindaco all’arrocco.

È presumibile, infatti, che il Guru Ligure, svincolato dalle esigenze tattiche delle attuali campagne elettorali, spettacolarizzate ormai come una finale di X-Factor, riprenda il filo del discorso con Parma, recedendo il cordone ombelicale con il primo Sindaco eletto tra le fila dei Cinque Stelle d’Italia – anzi col il cadavere politico di Pizzarotti, reo di non essere stato capace di bloccare l’inceneritore di Iren – rispettando, finalmente, a distanza di anni, la promessa fatta ai parmigiani.

Quando e con quali modalità verrà effettuata “la defenestrazione” non è possibile prevederlo; certamente, un Pizzarotti fuori dal movimento porrebbe i silenti consiglieri di maggioranza davanti ad una scelta: appoggiare un epurato, rischiando loro stessi l’espulsione dal movimento ovvero staccare la spina all’amministrazione e provare, alle prossime elezioni a riaffermare i principi cardine del loro credo trascurati in questi quattro anni di mandato, forse , semplicemente perché difficilmente realizzabili.

In un recente passato, però, qualcuno degli afoni Consiglieri, ha trovato non solo la voce, ma anche il coraggio di difendere il proprio onore politico, abbandonando polemicamente gli scranni della maggioranza, altri unendosi ai membri dell’opposizione, altri ancora diversamente dimettendosi sia dalla carica istituzionale che dal Movimento.

Nonostante le defezioni, i Cinque Stelle di Parma, vincitori del ballottaggio del 2012, sono riusciti nel miracolo della riproduzione mitotica… sono comparsi, infatti, sulla scena politica della città ducale, altri due gruppi riconducibili al Movimento di Grillo.

Il primo, istituzionalizzato in Consiglio Comunale a fine 2015, annovera il primo espulso dal Movimento parmigiano, il consigliere Nuzzo, raggiunto successivamente da un altro consigliere, il fuoriuscito Savani; il secondo gruppo, gli Amici di Beppe Grillo, che, escluso dalla Camera dei bottoni, accusa da anni il Sindaco non solo di aver attuato una insignificante parte dei 70 punti promessi e promossi in campagna elettorale, ma anche peggio, di essere un ‘uomo del PD’ .

Le recenti vicende giudiziarie del Sindaco hanno, infine, probabilmente contribuito ad affievolire ulteriormente, od annientare totalmente, la già flebile voce dei fedeli consiglieri di Pizzarotti, ritenute probabilmente inadatte o scarsamente autorevoli, per rispondere alle pertinenti richieste di verifica della tenuta della maggioranza, infatti, si è preferito divulgare un selfie, scattato dal solito Bosi che, da bravo “ministro” della propaganda, ha pubblicizzato il gruppo compattamente accomodato e dimostrando quindi di non essere disposti ad alzarsi dalle comode poltrone del Comune; lontano è ormai il ricordo della loro prima foto di gruppo, quella scattata, in piedi, sulla scalinata del Municipio il giorno del loro inaspettato ed improbabile trionfo elettorale.

La favola di Pizzarotti sta per finire, i parmigiani se ne sono resi conto, il Re è nudo…

Cristiano Manuele

 

Anche Parma ha la propria opera incompiuta

efsa parmaAnche Parma ha la propria opera incompiuta, attenzione non si tratta di una novella Turandot ma una vera è propria “Salerno-Reggio Calabria” dal sapore nostrano di coppa e parmigiano. Gli sforzi profusi dai Governi italiani agli inizi degli anni 2000 permisero l’assegnazione, alla città ducale, della sede dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) assicurando al Comune di Parma il trasferimento di ingente fondi, circa settanta milioni di Euro, per la realizzazione della sede dell’agenzia e le indispensabili infrastrutture annesse come l’edificazione della Scuola Europea.

Nata agli inizi degli anni ‘50 in Lussemburgo, con la finalità di accogliere i figli dei dipendenti della Comunità europea del carbone dell’acciaio, la Scuola Europea ha portato avanti, in oltre cinquanta anni di attività educativa, sani e assolutamente condivisibili principi impegnandosi a liberare gli studenti, fin dalla più giovane età, dai pregiudizi che generano divisioni, iniziandoli quindi alla conoscenza della bellezza e dei valori delle diverse culture, prendendo coscienza di doversi ispirare alla solidarietà. Al fine di perseguire le indicazioni della Comunità Europea per la realizzazione dei queste infrastrutture, il Comune di Parma ha costituito una società di scopo, la STU Authority, per la progettazione e l’edificazione sia del Palazzo dell’Efsa, da ubicare nelle vicinanze della stazione ferroviaria, sia della scuola, da erigere all’interno del Campus Universitario.

L’operazione Efsa, grande opportunità e oggetto di vanto per la città di Toscanini, ha visto quindi portare a buon fine solo una parte della progettualità concordata, infatti solamente la sede dell’Agenzia è stata inaugurata ed oggi fruibile, mentre la struttura della Scuola Europea appare ancora oggi come un miraggio, un sogno irrealizzabile perché troppo costoso. Ad onore del vero, il piano di realizzazione della nuova struttura scolastica prevedeva che parte della copertura dei costi sarebbe stata assicurata con la cessione della proprietà delle scuole Pascoli, la medesima struttura che attualmente ospita gli iscritti alla Scuola Europea e che tante problematiche ha creato agli abitanti del centro e ai genitori dei piccoli iscritti. La crisi del mercato immobiliare ha però bruscamente risvegliato la città dal bel sogno, il valore economico della Scuola scemato notevolmente nel tempo, non ha assicurato più la copertura dei presunti maggiori costi di realizzazione dell’opera che la ditta esecutrice aveva presento al Comune. Arriviamo all’anno 2012, sotto il governo del commissario, prima della elezione del nuovo Sindaco, l’amministratore della STU Autority, in accordo con il consiglio di amministrazione della Holding delle società comunali di Parma S.T.T., chiude il contenzioso sulle riserve avanzate dalla impresa appaltatrice, allo scopo di completare i lavori della Scuola, ormai fermi da tempo.

La realizzazione dell’opera viene dunque assicurata con un rogito regolarmente siglato alla presenza di un notaio, indicando quindi in Dicembre 2012 il termine dei lavori, il riconoscimento di un maggior costo di circa settecentomila Euro, prevedendo, inoltre, per rispetto della futura Giunta, la necessità di ottenere un parere da quest’ultima entro l’Agosto del 2012. Risulta ancora incomprensibile come la Giunta Pizzarotti non sia stata in grado di pronunciarsi in materia, infatti sarebbe bastato anche un parere anche negativo per chiudere la vicenda e regalare alla città questa importante Istituzione, nessun parere viene dunque espresso, la società concorda una proroga al Comune, ma anche questo treno viene perso dai Grillini di Parma L’atteggiamento pilatesco della Giunta cinquestelle rappresenta quindi una evidente sfiducia verso gli amministratori delle società partecipate Stu Autority ed STT, che si dimettono generando quindi ovvie polemiche politiche in Consiglio Comunale. Inutilmente i nuovi amministratori nominati da Pizzarotti hanno provato dal 2013 a raggiungere un nuovo accordo transattivo partendo però da una bozza più gravosa e con un aumento incomprensibile dei costi da sostenere per ultimare i lavori.

Passano i mesi, anni, il cantiere abbandonato diventa un ulteriore scomodo spettro che si aggira minaccioso sulla Giunta “Grillina” di Parma, le risorse per terminare i lavori ammontano a circa cinque milioni di Euro che naturalmente non sono nella disponibilità del Comune ducale. La ricerca di questi fondi ha visto quindi Il caro vecchio Comune di Parma chiedere l’elemosina, con il cappello in mano certo, ma senza quel senso di dignitosa vergogna magistralmente descritta da Zavattini nella pellicola neorealista Umberto D, tentando quindi di risolvere questo danno bussando sfrontatamente alla porta del Ministero dell’Istruzione come a quella della Scuola Europea che pare disponga di ulteriori fondi per il funzionamento della scuola ma non per la sua costruzione. E’ recente e quindi ancora non tangibile nei risultati, la lettera di intenti siglata dal Sindaco Pizzarotti, il Prefetto di Parma, il Presidente della Provincia e il dirigente della Scuola Europea, volto a trovare una soluzione per l’ultimazione dei lavori.

La questua dei nostri amministratori parrebbe aver quindi funzionato, sulla carta infatti la Scuola Europea contribuirà con poco meno di quattro milioni di Euro mentre il Comune di Parma ne dovrà sborsare più di uno. Non è ancora possibile, a distanza di anni, troppi, ragionare e giudicare nel merito l’operato della Amministrazione attuale, di fatto una lettera di intenti non è vincolante, di fatto è solo un pezzo di carta, di fatto non è stata ultimata alcuna aula, l’unica certezza è la maggiore spesa a carico del Comune, pardon, la maggior spesa, caricata sulle spalle dei cittadini di Parma, regalo della Amministrazione Cinque Stelle, la “montagna” Pizzarotti ha prodotto un topolino, a molla.

Cristiano Manuele

Scrive Cristiano Manuele:
Parma, città diversamente sana …

A poco più di un anno dalle elezioni per la scelta del prossimo Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale, oggi, più che mai, la nostra città appare slegata dal resto del mondo, si mostra stanca, statica, asserragliata monoliticamente,incomprensibilmente isolata, come la maggioranza consigliare “grillina”, mostrandosi incredibilmente come un antico maniero, saldamente adagiato alla propria roccia, che, fluttuando sospeso su un mare in burrasca, non puo’ fare altro che lasciarsi, inerme, trascinare tanto dai flebili venticelli come dai temporali e dai tumulti generali.

Non è ragionevole ritenere che possa bastare il recente accreditamento Unesco riconosciuto a Parma per ancorare saldamente la Giunta “grillina” alla nostra città, ora che le file dei cinque stelle in consiglio sono state ulteriormente sfibrate, prima dagli “strani” casi Nuzzo e Savani e recentemente dalle le dimissioni della Consigliera Gianferrari, quanto è accaduto in via Imbriani pochi giorni orsono, in pieno centro, è l’evidente risultato di una totale assenza di una chiara e realistica visione generale e politica degli attuali amministratori della città ducale.

Mentre la nostra città rischia di perdere ancora un ennesimo importante tassello culturale ed economico, nulla pare sia ancora stato comunicato ai lavoratori in sciopero della emittente Teleducato in aria di fallimento, i pittoreschi e solitamente tranquilli borghi dell’oltre torrente, si sono trasformati, per una sera, nei carrugi di Genova invasa dai black blok nel 2001.

Cosa ne è stato dell’accordo tra Comune di Parma e le forze locali di Polizia e Carabinieri del gennaio 2014, operativo forse solo per il tempo di pubblicazione dei titoli sulle testate locali?

Quale logica ha condotto, neanche trenta giorni orsono, alla scelta dei “grillini” di Parma ad incrementare ulteriormente le attuali 177 telecamere dislocate in città con diverse altre che, effettivamente, non garantiscono una efficace azione deterrente come invece assicurerebbe un presidio costante di forze dell’ordine?

Quale logica ha condotto l’Amministrazione “grillina”, nel maggio del 2015 ad avvallare l’acquisto di uno scudo antiproiettile sostenuto da un carrello, ritenuto, secondo il comunicato dei sindacati di categoria inutile e dispendioso per le casse Comunali? Una scelta di spesa simile mi sembra sinceramente del tutto simile alla dotazione dei cani antidroga affidati alla gestione della nostra Polizia Municipale con la disastrosa gestione Vignali.

Ormai da anni, troppi, le risposte dei politici a guida dei cittadini, mirano ad infondere una stabile “percezione” di sicurezza, come dire, non possono ammettere di non essere in grado di guarire il “malato”, allora sostengono e trasmettono solamente l’idea che sia “diversamente sano”, mentre gli esponenti politici delle minoranze cavalcano, facilmente e senza briglie, il malessere dei cittadini legato alle reali situazioni degradanti di criminalità della città, ogni volta che il “malato” presenta nuovi sintomi: furti, risse, truffe etc etc. mancando poi di propositive azioni continuative.

Evitare il populismo, invece, è l’obbligo morale per chi, attento ed allarmato dalla situazione, provi a dipanare questa matassa, cercando di riconoscere e quindi isolare le cause scatenanti del fenomeno.

Facile, facilissimo recitare i ragionamenti in materia come un cantilenante mantra in puro stile “legaiolo”, dell’immigrato extracomunitario delinquente e spacciatore, mantra che, snocciolato a dovere, incanta i più come un bravo “prestigiatore” con il gioco delle tre carte.

L’attuale situazione di degrado sociale non puo’ essere addossata, ragionevolmente, ad una sola parte, se infatti molti centri storici delle nostre città, come accade a Parma, sono ormai abitati da extracomunitari è ragionevole pensare che questi paghino affitti “profumati” ai proprietari italiani e se molti di questi poi spacciano droga, pare del tutto lecito pensare che rispondano con un offerta “commerciale” attraente alla imponente domanda degli italiani di consumare sostanze stupefacenti.

Non rientra certamente tra le competenze istituzionali di un Comune approfondire queste tematiche per trovarne una soluzione, sicuramente però deve agire tentando di assicurare l’incolumità pubblica con la prevenzione degli episodi criminosi, pianificando, ad esempio, un costante e continuativo servizio di pattugliamento massivo delle zone più a rischio, da tempo i parmigiani, le associazioni e i consigli di quartiere esprimono queste necessità rimaste ancora avvilentemente inascoltate.

Ancora confusione ,scarsa trasparenza e condivisione viene manifestata da questa amministrazione quando si esprime chiaramente per l’uscita della nostra città da EmilAbiente società controllata con altri enti pubblici locali, proprietaria e gerente dei pozzi idrici da cui attinge anche Parma. Scarsamente convincente appare questa scelta, locale, quando il Movimento di Grillo, quello nazionale, si è fatto promotore nel recente passato del referendum sull’acqua bene pubblico. Che strada questa Giunta “grillina” pensa di tracciare per l’accesso dei parmigiani all’acqua? Quanto ci costerà aprire il rubinetto dell’acqua in futuro?

Ed ancora, quale strada la Giunta del Sindaco Pizzarotti intende adottare per assicurare, nei prossimi anni, una raccolta dell’immondizia che rispetti la dignità della città e dei parmigiani. Assisteremo ancora ai disservizi che in questi ultimi anni hanno frequentemente costretto i cittadini a veri slalom tra i sacchi colorati? Innumerevoli sono le rimostranze dei cittadini nei confronti di questo sistema vessatorio e non funzionale di raccolta e casualmente, troppo spesso i ritardi ed i disservizi si verificano durante le festività, come nel recente caso delle laterali di via Langhirano dove i cittadini hanno visto ritirare, in questi giorni solo una parte di quanto esposto.

Se è vero che dal caos possa nascere un cosmo, allora i cittadini di Parma possono essere certi di un futuro roseo.

Cristiano Manuele
cittadino di Parma, lavoratore, socialista, consigliere dei cittadini volontari di Parma Centro

 

A Parma c’è un anfiteatro
rimasto incompiuto

Anfiteatro-ParmaCosa succede
cosa succede in città
c’è qualche cosa…
Qualcosa che non va!!!
Guarda lì, guarda là
che confusione…

se il nostro Vasco nazionale passasse da Parma credo che non potrebbe che ricordarsi di questo suo vecchio testo del 1985. A diversi anni dallo scandalo mazzette che ha travolto l’ultima amministrazione civica di centro destra del 2011, dopo una amministrazione commissariata e, ormai, diversi anni di una amministrazione dei 5 stelle, tanti sono ancora i punti interrogativi per i quali i parmigiani attendono e pretendono una risposta, un intervento, una soluzione.

Da poco si è sospesa con un armistizio per almeno i prossimi due anni, la battaglia delle mamme infuriate con l’amministrazione Pizzarotti (il capitan Pizza di Grillo, il famoso comico milionario) a difesa dei diritti dei disabili, ma restano ancora tanti i casi irrisolti, come quello del bellissimo anfiteatro mai terminato.
Una cavea con una capienza di 780 posti a sedere, un palco di 30 metri per 14, nel pieno centro di Parma sta attendendo, da 4 anni, gli ultimi lavori per poter finalmente alzare il sipario.

L’opera che, iniziata nel 2007 grazie ad un project financing tra la società Buia Nereo srl e il Comune di Parma, prevedeva dei lavori finanziati con 5,5 milioni di euro dalla ditta e con 3,4 milioni stanziati dal Comune, avrebbe donato ai cittadini ducali un anfiteatro, un bar, una foresteria, dei locali tecnici, il tutto esteso su una superficie superiore a i 3500 mq.

Ancora prima di essere terminato, l’allora Sindaco Vignali, inaugurò nel giugno del 2011 la nuova costruzione priva però della copertura del palco, pochi mesi dopo ed alcuni giorni dalla caduta della giunta civicoforzista, veniva inaugurato lo splendido spazio del live restaurant cafè “Shakespeare” della Buia Nereo srl, l’unico spazio che ha effettivamente fornito alla cittadinanza un punto di incontro tra la musica,cultura ed intrattenimento, colorando in questi ultimi 4 anni, di vivacità il polo del teatro moderno di Parma.

Colori accesi e fashion che hanno saputo conquistare i Parmigiani, mentre il grigio del cemento delle sedute della cavea, lo spazio pubblico, lo spazio pagato dai cittadini di Parma, non visibile perché a 20 metri di altezza, si è mimetizzato, con il grigiume che sta avviluppando questa città, è caduto nell’oscurità dell’oblio della attuale amministrazione.

È possibile capire che…. “conta sì il denaro altro che no!! me ne accorgo soprattutto quando… quando non ne ho…”

Ma non mi è possibile capire come si possano utilizzare circa 40 mila euro di soldi pubblici per organizzare una festa della magia e non si pensa a completare anche con piccoli passi, un opera di questa importanza.

Non è possibile sapere con esattezza lo stato di avanzamento dei lavori, certo è che la stagione del Teatro Due di Parma, che ne dovrebbe gestire l’utilizzo, non ha ancora programmato nessuno spettacolo da mettere in scena in questa struttura per l’estate 2015.

Questa amministrazione ha dimostrato, da sempre, di avere necessità di tanti, troppi tafani, che come le mamme infuriate, sappiano punzecchiare “il nostro cavallo di buona razza, ma per la sua stessa grandezza un poco tardo e bisognoso di essere stimolato.”

Sarebbe bello donare ai cittadini la possibilità di utilizzare, questa estate, anche solo come arena cinematografica, uno spazio così suggestivo, sarebbe bello ma sarebbe la visione di una altra città.

Cristiano Manuele

Parma, esperimenti grillini
e voto con poche garanzie

ParmaDall’anno 2010, nel quadro degli interventi di riduzione dei costi della politica, la legge ha abolito nei Comuni inferiori a 250mila abitanti le circoscrizioni, che erano piccoli consigli comunali che avevano il compito principale nel decentramento, cioè nella gestione, su delega del consiglio comunale, di funzioni minori dell’ente, e per questo compito la legge riconosceva ai consiglieri di circoscrizioni gli stessi privilegi, gettoni, aspettative e permessi retribuiti dei consiglieri comunali.

A Parma,come in migliaia di altri Comuni italiani sono, quindi, scomparsi gli storici  consigli di quartiere che corrispondevano alle circoscrizioni, ma poiché la legge non aboliva gli organismi di partecipazione popolare, cioè degli organi composti da cittadini che hanno solo compiti di fare proposte o di dare pareri al consiglio comunale, dopo l’elezione del nuovo consiglio comunale,nel 2012, i consiglieri di minoranza hanno proposto l’approvazione di un nuovo Regolamento per la costituzione di nuovi consigli di quartiere,nel rispetto della legge, non più con le funzioni di organi di decentramento ma come  organismi di partecipazione, e senza privilegi per i nuovi consiglieri.   Per l’elezione dei nuovi consigli di quartiere, a regime in occasione delle future elezioni del Consiglio Comunale era previsto, in contemporanea con queste elezioni, il tradizionale sistema elettorale di rappresentatività di partiti,associazioni, liste civiche ecc.; essendo da poco avvenute le elezioni del consiglio comunale, per la prima composizione dei nuovi consigli di quartiere era prevista una elezione di secondo grado dei consiglieri di quartiere da parte del Consiglio Comunale, come avviene ora per la elezione dei nuovi organi delle Province.

In tre anni questo Regolamento equilibrato e democratico proposto dalle minoranze, è stato accantonato dai grillini di Parma, non è stato mai discusso, non è mai stato votato; recentemente però la maggioranza che governa “la povera” Parma ha approvato un Regolamento della partecipazione che istituisce i nuovi organismi di partecipazione popolare dei diversi Quartieri, denominati Consigli dei Cittadini Volontari, che, secondo le fantasie dei grillini, avrebbe dovuto concretizzare un sistema di elezione tagliando fuori partiti, gruppi, liste ecc. e privilegiare le autocandidature dei cittadini ed il voto on line.

L’amministrazione ha lanciato in queste ultime settimane invernali l’ istituzione dei nuovi organismi fissando il calendario e le procedure per  elezioni di questi nuovi consigli di quartiere che,oggettivamente, denunciano evidenti contraddizioni e sono caratterizzate da assoluta mancanza di quelle garanzie nella libertà di espressione,nella trasparenza e nella veridicità dei risultati, che in democrazia ogni sistema elettorale deve garantire. Diverse e gravi sono le  contraddizioni che questo sistema si riteneva presentasse e che in effetti ha prodotto. Rispetto all’intenzione infatti di cancellare la rappresentatività di partiti, liste,gruppi, associazioni, l’Amministrazione Comunale ha stabilito l’obbligo di corredare le autocandidature dei singoli cittadini con una lista di almeno 25 cittadini presentatori che sottoscrivono ed appoggiano le medesime. E’palese dunque che questo sistema fa venire meno il principio delle autocandidature, e ripristina quella rappresentatività non accettata dal movimento dei 5Stelle; in concreto, sono partiti, associazioni e gruppi, che hanno la possibilità di presentare le firme dei sottoscrittori, mancando le quali, nessun cittadino si può autocandidare. La storia è stata ormai scritta,  delle previste 650 candidature previste,attese,sperate dai grillini e necessarie per la costituzione delle differenti liste dei quartieri solo poco più di un centinaio di parmigiani infatti ha aderito per senso del dovere o per passione civica e politica. Era prevedibile una partecipazione così bassa? Certo non era compito dei cittadini prevederlo, certamente era compito degli amministratori pianificare un sistema della partecipazione funzionale alla città e non alle ideologie del movimento pentastellato.

Un altro lato oscuro di queste innovative consultazioni evidenzia la mancanza della garanzie che deve assicurare una elezione in un sistema democratico è palese perché il voto non viene espresso con liste elettorali pubbliche, con seggi composti da cittadini scrutatori a sorteggio, operazioni materiali controllabili pubblicamente, con schede cartacee, verificabili da chiunque ecc. ma attraverso un voto on line esercitabile dai computer di ciascun cittadino che ha un accesso ad internet oppure recandosi in alcuni punti messi a disposizione dal Comune. La macchinosità del sistema d voto poi, secondo le istruzioni pubblicate nel sito del Comune, prevede quindi che ogni cittadino che vorrà espletare il proprio diritto di  voto dovrà identificarsi informaticamente, ed attendere di  ricevere al proprio indirizzo e-mail- che non è indirizzo PEC – il token –codice sicurezza per validare il voto. È palese che questo sistema non garantisce la personalità del voto, sia perché una persona della famiglia può votare da casa per tutti i componenti della famiglia stessa, sia perché anche soggetti estranei che conoscono i dati anagrafici, facilmente reperibili in anagrafe comunale, possono farsi identificare, e non essendo prevista una PEC dare una mail qualunque per ottenere il token e votare.

Infine sintomo gravissimo di una particolare idea di democrazia, i risultati delle votazioni, pur non dubitando della correttezza degli apparati comunali che gestiscono questo sistema di elezione, non danno, se non verrà modificato il sistema adottato, alcuna garanzia trasparente e verificabile concretamente dei risultati del voto informatico. Ironicamente, inoltre, si deve riconoscere che  non esistono norme penali speciali, essendo questo sistema di elezione assolutamente estraneo al nostro ordinamento, che rafforzino le garanzie di trasparenza e veridicità a tutto il procedimento elettorale, che, verosimilmente, invece di rappresentare elemento di stimolo per i cittadini alla partecipazione alla vita democratica della città, diventa fattore di  demotivazione.

Onorando l’insegnamento socratico, dobbiamo, evidenziate le lacune e l’inefficacia di questo sistema, rispettarlo e convincere la città dell’ingiustizia commessa, e promuovere una differente modalità di partecipazione cittadina.

Cristiano Manuele
Responsabile comunicazione Federazione PSI di Parma

Povera Parma, rischia
di perdere anche la TAV

TavIl nostro Paese è stato, ed è, il Paese dei mille borghi e dei mille campanili che svettano ancora orgogliosi nelle nostre città.

La storia ci ha insegnato che queste costruzioni che dovevano servire come punto di riferimento dei nuovi agglomerati urbani e piccole società nate a margine del medioevo, sono diventate il simbolo di un appartenenza territoriale difesa troppo spesso con il sangue del popolo.
Famosa quanto storica la rivalità in Toscana tra Siena e Firenze di dantesca memoria e tra Pisa e Livorno, tra Pescara e L’Aquila in Abruzzo, tra Palermo e Catania in Sicilia.

L’estrema vicinanza dei campanili di diverse comunità in Italia ci ha quindi abituati a queste diatribe tra cittadine confinanti; Parma e Reggio Emilia non si sono sottratte, in passato come oggi, ad ostilità fino ad arrivare anche alla guerra come quella del 1152. Probabilmente infatti, si deve far risalire a quel periodo la mancata armonia tra i parmigiani ed i reggiani; la loro estrema rivalità, oggi, è esternata con aggettivazioni fantasiose ed originali favorite dalle notevoli caratteristiche capacità dialettali, a volte anche pesanti se non offensive.

In questi giorni, in vista di EXPO 2015, si riaccende tra Parma e Reggio Emilia l’ultima vecchia discordia del 1994-1996 sulla Stazione Mediopadana dell’Alta Velocità, che pareva da tempo conclusa con l’avvento della globalizzazione, ed infatti,in questi ultimi anni, grazie agli interessi comuni presenti in IREN Spa, durante il regno di Del Rio Sindaco di Reggio e Pizzarotti Sindaco di Parma, c’è stata grande sintonia fra le due amministrazioni cittadine.

Parma e Piacenza, al fine di poter maggiormente essere coinvolte nel flusso di visitatori di EXPO, hanno chiesto ai gestori dell’Alta Velocità – Trenitalia ed Italo – invece che nella Stazione Mediopadana di Reggio, almeno per la durata della Esposizione, di programmare alcune fermate dei treni AV nelle loro due stazioni, e non avendo ricevuta risposta i due Sindaci, in particolare Pizzarotti di Parma, hanno coinvolto la Regione Emiliana, chiedendo il rispetto degli Accordi di Programma regionali sull’Alta Velocità sottoscritti nel 1996. A prescindere dal merito, va notato che con gli scambi di note istituzionali sono stati riportati dai media reazioni e commenti ufficiosi espressi da qualche amministratore di Reggio, poco cortese, che hanno indotto Pizzarotti a chiedere le scuse pubbliche dei cugini.
La querelle Parma-Reggio sull’Alta Velocità, nasce intorno agli anni 1994-1996, quando occorreva individuare la localizzazione della nuova Stazione Mediopadana. Tutti gli studi ed i parametri tecnici, economici ecc. indicavano, senza controindicazioni, che essa si sarebbe dovuta realizzare a Parma, e la Città era sicura di questa scelta che vedeva coinvolti, sopratutto la Regione Emilia ed il governo; Reggio, oggettivamente, era tagliata fuori.

Però la politica, come spesso è accaduto in Italia, non ha tenuto alcun conto di tutti gli studi e gli indici tecnico-economico, ma degli interessi di bottega: il P.C.I di Reggio Emilia (mai estromesso dal governo cittadino) era decisamente molto più forte rispetto al P.C.I di Parma, che aveva avuto negli ultimi anni una amministrazione di centro-sinistra P.S.I- D.C.,fu imposta quindi la scelta a favore e sostegno del P.C.I. di Reggio ed a nulla valsero gli sforzi e le lotte del Sindaco comunista di Parma, Stefano Lavaggetto.

Per cercare di indorare l’amara pillola, al momento della formalizzazione degli Accordi di Programma regionali sull’ Alta Velocità, nel 1996, furono sottoscritti protocolli che prevedevano, come contentino per la città ducale, la costruzione di una interconnessione della linea AV, con la stazione di Parma, al costo di 100 milioni, e la fermata in questa città di 4 tratte AV.

Sono passati anni, l’AV e la Stazione Mediopadana è stata realizzata non presso la stazione storica di Reggio, ma fuori città, con un costo di circa 97 milioni; nel contempo a Parma è stata realizzata la interconnesione e l’ammodernamento della storica stazione in centro, ma gli accordi di programma del 1996 restano ignorati e mai nessun treno AV si è fermato a Parma.

Nel 2013 la Regione Emilia Romagna, guidata ancora da quel Vasco Errani nel 1996 era sottosegratario alla presidenza della regione guidata da Bersani e poi assessore regionale al turismo nella giunta La Forgia, ha avuto occasione di esplicitare, “lavandosene le mani”, che la decisione di rispettare quegli accordi di programma, che hanno una valenza solamente politica e nessuna giuridica, compete esclusivamente ai gestori (Trenitalia ed Italo) in base a valutazioni di mercato: qualcuno parla di un flop della stazione di Regio, pare, infatti, che la mega struttura dall’aspetto futuristico registri la presenza di meno di duecento passeggeri al giorno, resta ancora incomprensibile il fatto che Trenitalia ed Italo, non abbiano ancora risposto alla richiesta di un parziale utilizzo della interconnessione AV di Parma.

È vero che sulla questione le ragioni sembrano essere oggettivamente dalla parte di Parma, ma pare pure vero, come qualcuno ha rilevato, che nessuna amministrazione di questa Città, dal 2000 in avanti, compresa questa ultima che governa da tre anni, ha mai elaborato e portato avanti alcuna iniziativa od azione, tecnica e politica, forte ed idonea per fare rispettare la regola aurea del “pacta sunt servanda”.

Oggi, a distanza di quasi vent’anni da quegli accordi non rispettati, sarebbe fondamentale, per la città ducale, recuperare quelle quattro fermate, sarebbe un segnale positivo, dopo il caso Parmalat, il fallimento della Guru, l’attuale rebus Parmacalcio, e la prossima chiusura dell’aereporto.

La città di Toscanini ha la necessità di una buona notizia, di una felice novità che faccia comprendere ai parmigiani che l’isolamento, per non risultare subalterni a Bologna, cercato e venduto come successo dalle amministrazioni civiche/berlusconiane, è terminato e che solamente con la ricerca costante del dialogo e della collaborazione tra i territori si possano trovare le risposte, le soluzioni.

Cristiano Manuele
Responsabile Comunicazione Federazione PSI Parma

Parma, l’inefficienza grillina
affonda la Scuola Europea

Il progetto della Scuola Europea di Parma

Il progetto della Scuola Europea di Parma

Il progetto delle Scuole Europee nasce nel 1953 in Lussemburgo con lo scopo di accogliere i figli dei funzionari della Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio).
Queste scuole offrono a distanza di cinquant’anni non solo un insegnamento completo in lingua madre ma anche la possibilità di creare, nei giovani europei, una coscienza libera da pregiudizi che generano divisioni, una tensione alla conoscenza della bellezza e dei valori delle altre culture che necessariamente, secondo le parole di Jean Monnet, sono il preludio per una coscienza portata ai valori della solidarietà.

L’attuale definizione di questo progetto è stato riformato con una convenzione del 1994, un decreto intergovernativo tra i paesi aderenti all’Unione europea ne regolamenta e stabilisce le sedi.
La storia della Scuola Europea di Parma nasce,intorno al 2005, con la collocazione in Italia dell’EFSA  (Agenzia Europea per la sicurezza alimentare) nel quadro dell’Accordo Italia- comunità Europea, oltre alla costruzione della nuova sede dell’Agenzia, era prevista anche la costruzione di una Scuola Europea, tutte le opere furono finanziate da un contributo di circa 100 milioni di euro.
Il cantiere, che immaginiamo oggi danneggiato dalle intemperie a cui è esposto ormai da alcuni anni e che vivamente ci auguriamo venga portato a compimento entro l’agosto 2015 per l’accreditamento alle scuole europee, è stato finanziato in parte con somme del contributo Europeo e per circa 9 milioni di euro con la permuta, a favore dell’ATI, vincitrice dell’appalto, del maestoso edificio delle scuole Pascoli, ubicate nel centro storico di Parma valutato,appunto, circa 9 milioni.
Come per tutte le opere pubbliche, italiane, da parte della società costruttrice sono nate riserve per ritardi, danni, e richieste di maggiori opere; in concreto maggiori spese per la realizzazione dell’opera.

Dunque,verso la fine del mandato del Commissario straordinario e l’inizio della amministrazione Pizzarotti, l’amministratore unico della Stu Authority – e il Cda della holding STT – raggiungono con la società costruttrice della Scuola un accordo transattivo, rogitato dal Notaio per chiudere le pretese e completare i lavori fermi al 90% entro dicembre 2012.
L’accordo prevedeva il riconoscimento di maggiori lavori di circa 4.000.000 di euro e 250.000 euro per ritardati pagamenti e danni, però, per rispetto alla nuova amministrazione era prevista come condizione l’esplicitazione di un parere (positivo o negativo) del Comune entro il termine agosto 2012.
Il Sindaco Pizzarotti e la Giunta, con grandi polemiche in consiglio, non sono stati in grado di cogliere questa occasione e sono riusciti a far scadere il termine senza esprimere alcun parere.
L’accordo transattivo che avrebbe salvato capra e cavoli, dimostrando alla città le capacità della amministrazione pentastellata, salta e i lavori restano sempre
bloccati.
Il silenzio dell’amministrazione comunale risulta quindi una sconfessione di tutti gli amministratori della Stu Authority e della STT, naturali quindi le dimissioni dei manager.
I nuovi amministratori, nominati dal sindaco (grillino?) Pizzarotti nel 2013, hanno tentato di costruire un nuovo accordo transattivo molto più oneroso del primo. ma l’iniziativa sembra fallire perché con il passare dei mesi, oltre ai danni e risarcimenti vantati dalla società appaltatrice, la situazione delle quotazioni di mercato immobiliare è andata a picco, e l’ATI costruttrice, contesta pure il valore di circa 9milioni a suo tempo attribuito per la permuta dell’edificio delle ex scuole Pascoli, in pagamento per i lavori.

Le cifra necessaria per riprendere i lavori e tacitare l’impresa diventa spropositata ed il credito vantato aumenta sempre di più con il passare del 2013 e 2014.
Il cantiere della nuova Scuola Europea è ancora bloccato da circa la metà del 2012, con l’evidente rischio di degrado delle parti realizzate ed abbandonate.
Il Sindaco tenta inutilmente di avere aiuti dal Governo, mentre da parte della Comunità Europea, che ha già erogato una grossa parte dei finanziamenti ed ha visto scadere ampiamente i termini previsti per la costruzione ed il funzionamento della Nuova Scuola, si teme arrivino pesanti sanzioni, e qualcuno ipotizza lo spostamento da Parma della stessa Agenzia Europea EFSA.
La scelta sbagliata compiuta dall’amministrazione grillina nell’agosto 2012, di non esprimere un parere su di un accordo già rogitato, verosimilmente perché non si è fidata di scelte di amministratori non nominati dai nuovi governanti, rappresenta uno dei più gravi errori compiuti dal Sindaco e dalla Giunta che oggi governano Parma, la quale vede ormai come un miraggio la nuova Scuola Europea, o forse è solamente la messa in atto dell’antieuropeismo che più volte ha caratterizzato le esternazioni del Grillo (comico) e capo indiscusso dei Cinquestelle anche a Parma.
Certamente la gente di Parma ancora una volta attende un segnale da questa amministrazione, con la speranza che non venga partorito un altro progetto fallimentare come quello degli Scec, la moneta alternativa, che l’amministrazione attuale , patrocinando una associazione campana…, ha lautamente finanziato
con i soldi dei parmigiani, o come l’ancora tristemente irrisolta situazione dei disabili di Parma.

Cristiano Manuele
Responsabile Comunicazione Federazione PSI Parma

Parma in piazza per
il sostegno ai disabili

DisabiliParma, 1 febbraio – Le madri di Parma,  le famiglie, le associazioni che difendono il silenzioso e poco potente mondo dei disabili, i cittadini coscienti, sono scesi in strada, ieri sera (sabato 31 gennaio ndr) per manifestare le proprie paure e timori, cercando, insieme, quelle risposte che l’amministrazione “formalmente” ancora pentastellata non è riuscita a fornire, ad elaborare, in materia di sostegno ai servizi di integrazione scolastica per disabili.

Invece, il silenzioso e dignitoso corteo di parmigiani ha saputo colmare quel vuoto nel quale, forse strategicamente, l’amministrazione sta cercando di obliare le tre semplici necessità dei disabili di Parma: chiarezza, conferme, continuità dei sostegni.
Dallo scorso dicembre, infatti, nessuno, nella città ducale, è riuscito a focalizzare la strada maestra tracciata dall’Assessore Rossi in materia di servizi d’integrazione scolastica per disabili.
Risale infatti a più di tre mesi orsono l’ultimo atto ufficiale dei Cinque stelle.
Annullato il bando che avrebbe quantomeno fornito qualche certezza, hanno preferito, alla difesa ponderata del proprio operato, giustificare le proprie non-scelte tentando di gestire il malumore, evidenziando, quasi esclusivamente, l’incidenza dei tagli dei fondi erogati del Governo.
Secondo la visione dei Cinque stelle, infatti, le necessità di una continuità dei sostegni professionali a chi non ha colpe, la necessità delle famiglie di poter pianificare una vita regolare per affrontare meglio vite segnate da malattie provanti, di chiarezza degli intenti dell’ente, le richieste legittime del popolo che ha affollato il centro di Parma, non sono evidentemente degne di risposte convincenti e a lungo termine.
Non hanno convinto i consiglieri delle opposizioni che ufficialmente hanno già chiesto, nel recente passato, le dimissioni dalle deleghe dell’Assessore, non hanno convinto le associazioni né le madri infuriate che congiuntamente hanno sfilato per Parma.
La soluzione tanto temporanea quanto pittorescamente tempestiva, con la quale il Sindaco di Parma ha tentato di sgonfiare a pochi giorni dalla manifestazione delle madri di Parma, ha rinviato di solo sei mesi la soluzione al problema evidenziando come ormai da tre anni l’Assessore Rossi, in tutti i suoi interventi pubblici, ha ipotizzato prima ed applicato in conseguenza come nuova linea per la gestione dei servizi sociali. Una sua stravagante interpretazione che rovescia il principio costituzionale di sussidiarietà che contro ogni evidente logica significherebbe, in sostanza: quando il Comune non ha risorse per finanziare i servizi sociali non ha obblighi d’intervento, ma debbono intervenire i soggetti del privato sociale, associazioni, cittadini, ecc.
Com’è noto il principio di sussidiarietà che regola,anzitutto, a livello istituzionale i rapporti fra Stato, Regioni, Comuni ecc afferma che quando è possibile l’attività amministrativa deve essere svolta dall’ente di livello inferiore (es. Comune rispetto alla Regione) e non da quello superiore (es. Comune rispetto alla Regione, Regione rispetto allo Stato ).
Calato nella realtà dei servizi sociali questo principio vuole che, fino a quando il privato sociale riesce a soddisfare i bisogni, il Comune può non intervenire, ma quando il privato non riesce allora è il Comune che deve intervenire.
Non hanno convinto ancora una volta, le parole spese dal Sindaco nel tentativo di coprire l’operato del suo Assessore, né nei contenuti né nelle modalità di condivisione delle scelte con i sindacati.

Certamente, oggi, la cittadinanza di Parma avverte, vive un limbo politico, un oblio che non ha narcotizzato una nervatura sana che ha saputo reagire ad un gioco dell’assurdo, colmando per la propria parte il bicchiere di questa città

Cristiano Manuele
(Responsabile Comunicazione Federazione Psi Parma)