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Cristina Calzecchi Onesti

Ludopatie: Bucci (Psi), “Una vera piaga sociale”

Ludopatia-BucciSono circa 400.000 le slot machine che hanno invaso le nostre città. Una “macchinetta mangiasoldi” ogni 150 abitanti, in bar, tabaccai, sale gioco, secondo il dossier “Azzardopoli”  dell’associazione Libera del 2012. Nel frattempo potrebbero anche essere aumentate, perché il trend di crescita è esponenziale. Oltre 50.000 macchinette sono concentrate nella sola area metropolitana di  Roma, il 12% della distribuzione nazionale. E non è una coincidenza che la massima concentrazione delle sale autorizzate, 294 nella sola Capitale, si trovino nei quartieri meno abbienti. Continua a leggere

Teatro: “Tutti con me”, una commedia surrealsatirica di Biagio Izzo

Biagio Izzo-Tutti con meLa crisi morde, pervade le nostre vite, modifica tutti i comportamenti. Ogni accidente è riconducibile a lei. “Amore, questa pasta è scotta”. “Mangia, con la crisi  che c’è ti lamenti pure?”. Parlarne, irriderla è l’unico modo di esorcizzarla e esorcizzarla  significa imparare a conviverci, mandare giù la pillola amara con un po’ di zucchero. Biagio Izzo è così che ce la propone, con una divertente satira caustica, nella commedia “Tutti con me”, in scena al teatro Sistina di Roma fino al 19 maggio. Continua a leggere

“L’apparenza inganna” ovvero l’arte della finzione per difendersi dalle ingiustizie sociali

Solenghi-MicheliAlla Sala Umberto di Roma una divertente pièce teatrale dalle verità scottanti.

François Pignon, uomo onesto quanto modesto, è costretto a fingersi omosessuale per evitare il licenziamento da parte dell’azienda di profilattici in cui lavora da anni. L’equivoco inevitabilmente dà vita a una serie di esilaranti gag tra il timido protagonista (Maurizio Micheli) e il becero direttore (Tullio Solenghi), con un lieto fine dal gusto agro dolce per i tanti pregiudizi sociali smascherati e sbeffeggiati da questa delicatissima commedia.

Tratto dall’omonimo film francese del 2000 (titolo orginale: Le placard), L’apparenza inganna riporta in scena per la quinta volta il personaggio di François Pignon inventato da Francis Veber, nel 1973 con la pièce teatrale L’emmerdeur (in italiano Il rompiballe). A distanza esatta di quarantanni anni, il dramma della perdita del lavoro in età avanzata, il pregiudizio di genere, le difficoltà coniugali, il gap incolmabile tra genitori e figli, la totale mancanza di umanità da parte dei datori di lavoro, ma soprattutto l’odioso nonnismo tra colleghi, non sembrano aver perso di smalto e di sconcertante attualità.

Temi forti, ma trattati con il solito garbo dell’ormai collaudata coppia Micheli-Solenghi, ottimamente spalleggiata dai co-protagonisti Paolo Gattini e Matteo Micheli. Senza mai scadere nella volgarità, il duo riesce a rappresentare tutta la grettezza del genere umano, ma anche l’assurdo della vita, che, nel suo continuo divenire, è capace di ribaltare tutti i ruoli.

L’”Apparenza inganna” resterà in scena nella Sala Umberto di via della Mercede 50 a Roma fino al 3 marzo 2013.

 Cristina Calzecchi Onesti

Ludopatie, Bucci (Psi) e Touadì (Pd): la legge va riformata al più presto

Ludopatie-Bucci-TouadìOttocentomila sono le persone censite in Italia già colpite da ludopatia, una patologia derivante dalla distorsione dell’approccio al gioco. Sono le conseguenze della legalizzazione, avvenuta circa dieci anni fa sul piano normativo, di alcune forme di gioco d’azzardo, come i gratta e vinci e le slot machine. Regolamentare un’istintuale propensione umana al gioco, sostengono i concessionari, ha avuto la capacità di togliere circa 80 milioni di euro di introiti alla criminalità organizzata (nelle cui mani, però, ne rimangono ancora circa 10). Ma qualcosa nella legge va sicuramente rivista per contrastare le derive di un accesso al gioco compulsivo che si sta trasformando in piaga sociale, responsabile di molte tragedie famigliari. Continua a leggere

Regionali Lazio, la candidata del Psi Cristina Capraro: «Rilanciamo l’apprendistato e lavoriamo per la parità di genere»

Cristina Capraro-PsiTra i candidati alle regionali del Psi nel Lazio c’è anche Cristina Capraro, consigliera comunale di Ardea. E’ la più giovane, 30 anni appena compiuti, è donna e mamma. Tre categorie sociali in fascia debole per le quali la Capraro intende battersi con estrema determinazione. Continua a leggere

Intestamè, una geniale pièce teatrale che fa ridere e piangere insieme

Intestame-RagoneCanto, ballo, mimo, poesia, storia, letteratura, folklore. Il pluriartista Carlo Ragone, classe ’67, autore e protagonista unico della pièce teatrale “Intestamè” – in scena al teatro Greco di Roma dal 24 gennaio al 3 febbraio 2013 – sembra aver fatto ricorso all’intero insieme delle muse classiche per creare un collage di emozioni tra realtà, memoria e sogno. Comico nella tragedia, tragico nell’onirico, immaginifico nel descrivere la realtà di una Napoli sotto le bombe della guerra, “Intestamè” trascina in un vortice di stati d’animo, che accompagnano lo spettatore dentro e fuori la finzione senza alcuna consapevolezza. Sospesi in una dimensione spazio temporale indistinta, tra fiaba e poesia, in “Intestamè” si ritrova tutto il cuore di Napoli dei testi di Erri De Luca e la capacità di trasformare la realtà in magia di Lindsay Kemp. Continua a leggere

“NEET” generation, gioventù sprecata o risorse da utilizzare? Lo spiega l’esperto di “Italia Lavoro”

“Mammoni”, “bamboccioni”, “fannuloni”, se non addirittura “choosy”, cioè “schizzinosi”. Così alcune tra le più alte cariche dello Stato italiano hanno definito i giovani, quelli che fino a tarda età non riescono a rendersi economicamente indipendenti dai propri genitori. Incapacità o impossibilità? Tutte le analisi del mercato del lavoro e dell’attuale assetto sociale vanno decisamente in direzione della seconda. Di contro, la parola “giovani” è stata la più abusata dai politici, soprattutto durante le campagne elettorali, e a guardare gli investimenti economici degli ultimi 20 anni, una parola dalle scarse, anzi scarsissime chance. Continua a leggere

Economie emergenti: la Turchia, lo scenario di un paese con un tasso di crescita secondo solo alla Cina

Se Mustafa Kemal Ataturk potesse vedere la Turchia di oggi, forse, penserebbe che il grande sogno di rendere la Repubblica turca una potenza all’altezza dei Paesi occidentali sia diventato realtà. Un tasso di crescita secondo solo alla Cina, un’economia promettente, una invidiabile posizione geopolitica. L’Avanti! ne ha parlato con Giovanni Aliverti, profondo conoscitore delle dinamiche politico-economico della Turchia dove ha risieduto per due anni. Aliverti descrive quella che si potrebbe definire «una nuova stagione» per la nazione turca, che ha visto l’affermarsi di una supremazia non solo economica, ma anche politico-culturale incarnata in un modello divenuto vero e proprio faro di riferimento per tutta l’area mediorientale che stupisce per la sua capacità di fondere tradizione e modernità: «Mentre il mondo Occidentale, e l’Europa, schiacciati dalla crisi e dalle politiche di austerità s’interroga circa i propri valori e circa il proprio modello di sviluppo, la Turchia guidata dal partito AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) del presidente Recep Tayyip Erdogan sembra aver trovato una formula in grado di coniugare le politiche liberiste inaugurate dal governo con l’humus culturale della repubblica Kermalista e della tradizione ottomana e islamica». Una sorta di frattura ricucita, esempio di successo unico nel suo genere, un fermento che ha restituito alla Turchia quell’armonia che, dalla fondazione della Repubblica fino alla salita al potere nel 2002 dell’AKP, era stata spesso precaria o schiacciata sotto il peso della dicotomia laicità-tradizione. Continua a leggere

“Memorie dal Bagaglino”, diario intimo di un anarchico di destra forse un po’ di sinistra

Nella sua ultima fatica, questa volta editoriale, “Memorie dal Bagaglino. Diario intimo di un cabaret” (Mursia editore), Pingitore, da bravo giornalista, autore, artista, con un colpo solo riesce a raccontare tante storie in una, la propria, quella di una compagnia teatrale che ha segnato il passo della satira politica in Italia, quella di personaggi intramontabili e inimitabili come Gabriella Ferri e Oreste Lionello, quella di una Roma che non esiste più, con i suoi colori, odori e sapori veraci e irriverenti, quella di una situazione italiana già tutta prevista anni prima dalle sue battute dissacranti. Perché sia ben chiaro che per sbeffeggiare impunemente per più di quarant’anni la politica italiana, senza risparmiare colpi sia a destra che a sinistra, senza alcun condizionamento, è necessaria una conoscenza della storia così profonda da superare spesso quella sfoderata da chi oggi siede ai posti di comando.

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“Disco Theatre”, lo spettacolo dal «format interattivo» di Federico Perrotta

Anni ’70-’80. Per l’Italia Anni di Piombo, di lotta armata e di terrorismo. Ma anche di proposte musicali di segno nettamente contrario. Nascono pietre miliari della storia della musica rock e pop intramontabili per ritmi strumentalmente ricchi e trascinanti, che però spesso veicolano sulle loro note testi alquanto poveri e inadeguati ai fermenti sociali, eredità della rivoluzione culturale sessantottina. Ciononostante ancora oggi è quasi impossibile non provare un’emozione forte alle note dei Bee Gees, dei Police, di Lucio Battisti. Difficile trattenere il piede dal battere il tempo di fronte a colonne sonore di film come “La febbre del sabato sera” o “Grease”. Continua a leggere