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Critica Sociale

Alleanza Repubblicana: Neofrontismo o “big talk”?

L’appello di Calenda andrebbe per lo meno corretto così come riportato dal Corriere di oggi. Primo: cambiare nome. Fronte repubblicano è respingente poiché evoca la somma del fronte popolare con il fronte antifranchista. Evoca una ispirazione che va dall’antifascismo internazionale degli anni 30 all’antifascismo di Stato del 48 riportata alla situazione odierna. Che niente ha a che vedere con quei momenti. Sarebbe un film d’essai.
Invece, Alleanza repubblicana. Se la tentazione è quella del neo-frontismo : stringersi attorno al PD nel muro contro muro, l’esito sarà peggio del 1948. Alleanza, invece apre e va oltre il PD ormai insufficiente. Un’alleanza che va da estrema sinistra a mondo cattolico.
Secondo: Il “tutti in piazza” va evitato. Revocate le manifestazioni. Abbassiamo i toni. Troppo pericoloso giocare col fuoco. Inoltre il traguardo non deve essere riempire le piazze, ma aprire quella che i laburisti chiamano BIG TALK, una Grande Conversazione organizzata su una proposta di riforma costituzionale che si concluda con l’ istituzione di una Costituente eletta o di una Commissione ad hoc. Il mezzo non ha importanza di principio, ma di utilità.
Su questo strada si riconquista terreno verso gli elettori che si sono rovesciati su Lega e 5*. Non sono metri d’asfalto delle piazze il terreno da riconquistare, ma la coscienza e l edificazione degli elettori.
Lo sbocco. la Costituente secondo un progetto di Grande riforma organica: Presidenzialismo unito al superamento del bicameralismo (non l’uno senza l’altro), federalismo fiscale che allenta i conti dello Stato e libera risorse per l’autonomia e l’autogoverno locale, ristrutturazione del debito estero per ricomprarlo in cambio di un rendimento in minori tasse che sia superiore al tasso di altri titoli esteri. Così riportato man mano il debito a casa, progressivamente si inverte il ciclo negativo della morsa in cui si trova l’Italia. Il sistema bancario ne avrebbe un grande beneficio a vantaggio del risparmio. Una mobilitazione patriottica per togliersi i ceppi ai piedi. Per avere credibilità dobbiamo credere in noi stessi. Questo il senso della iniziale proposta di una Alleanza repubblica fatta dai socialisti (Tra i molti, Formica, Martelli, Intini Stefania Craxi, Zeffiro Ciuffoletti, Mauro Del Bue, Nencini, La Ganga, Spini, Acquaviva, Covatta, la Fondazione Di Vagno, Matteotti, Risorgimento italiano, il neonato Movimento Avanti! ecc) riuniti al Senato Con la Critica e il Salvemini per l’Avanti!: si può ora concretizzare quella proposta nel progetto di un BIG TALK popolare e senza frontiere, un modello adottato nella PREPARAZIONE della campagna per il terzo mandato del governo laburista. Un metodo che è stato utilizzato anche dai governi stessi per ascoltare un rapporto dalla socetà britannica. Con un flusso elettorale di queste proporzioni geologiche, non si sa più in che società viviamo. La tracimazione non rispetta recinti di partito. Una Conversazione Pubblica postrebbe ridare argini alla situazione. Altrimenti alle prossime elezioni si va come alla corrida di Pamplona.
Alle tende del BIG TALK, della Grande Conversazione, nei dibattiti nei quartieri e nei paesi, vanno invitati tutti. Compreso chi ha votato giallo o verde. Così la sinistra riprende un senso e un ruolo di riferimento. Difendere la Repubblica oggi, significa rinnovarla, adeguarla nella crisi politica della Globalizzazione.
Questo il terreno dell’Alleanza repubblicana. Un terreno senza soluzione di continuità con l’Europa.

La Critica Sociale