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Domenico Letizia

La LIDU e l’universalità
dei Diritti umani

images (1)Lo scontro in atto tra impianti giuridici e diverse scuole di pensiero sulla concezione e la formulazione da attribuire ai diritti umani produce dibattiti e speculazioni da parte delle storiche organizzazioni per la tutela e la promozione dei diritti fondamentali. Si è svolto sabato 20 febbraio a Napoli un convegno dal tema: “I Diritti dell’Uomo secondo la filosofia dell’Illuminismo”.
Il convegno organizzato dalla storica Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo (LIDU) e dalla sua sezione napoletana ha visto tra relatori il presidente nazionale On. Alfredo Arpaia, il presidente della Lidu Napoli Valerio Maione, i professori Angelo Materazzo, Ruggero Ferrara di Castigione e un dibattito pubblico moderato da Domenico Abate e dal giornalista Nicola Golia. Scopo del convegno è stato quello di riannodare in chiave storica i principi dei diritti umani riportandoli alla cultura illuministica che nel XVIII secolo ha dato inizio ad una rivoluzione straordinaria della concezione dei valori e del ruolo che l’Uomo deve svolgere nella società prendendo, innanzitutto, coscienza di se stesso e delle proprie libertà fondamentali. Questa presa di coscienza, alimentata da un fecondo dibattito di idee tra gli storici e gli intellettuali dell’epoca, creò un substrato favorevole alla rivoluzione del 1789 con la “Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen”.
Posteriormente, la Rivoluzione Napoletana fu la prima manifestazione che a Napoli trovò terreno fertile in uomini come Pagano, Filangieri e Cirillo che, con le loro opere, incisero profondamente nella riforma del sistema giustizia e costituzionale pervaso da legislazioni legate a privilegi e sistemi feudali. La successiva nascita delle Leghe democratiche di Garibaldi, negli anni dell’unificazione italiana, furono la risposta ottocentesca, attraverso l’organizzazione e la partecipazione, alla consapevolezza storica e sociale che l’universalismo politico e la tutela dei diritti di tutti rappresentano il supremo obiettivo delle dottrine politiche e delle istituzioni politiche. Napoli rappresentava e rappresenta un centro vitale per l’affermazione della concezione storica e universale da attribuire ai diritti umani. Qualche mese fa, il Centro di studi storici, politici e sociali “Gaetano Salvemini”, con il patrocinio di alcune organizzazioni non governative come Nessuno tocchi Caino, il Comitato italiano Helsinki per i diritti umani e la stessa Lega italiana per i Diritti dell’Uomo, ha richiamato l’attenzione sulle concrete minacce che il processo in corso di “democrazia reale” tenta di innescare nelle varie giurisprudenze statuali.
La formulazione di politiche che non guardando più all’universalità dei diritti fondamentali riescono a far trionfare le logiche delle ragioni di stato e dei particolarismi giuridici dello stato emergenziale e securitario. In termini transnazionali di politiche concepite per la diffusione dei diritti umani, il dibattito universale sul carattere dei diritti fondamentali ha la sua concretizzazione politica e antropologica nella vertenza da fomentare in seno alle Nazioni Unite per la “transizione dalla ragion di stato allo stato di Diritto” attraverso la conoscenza e la formulazione e codificazione del diritto umano e civile alla conoscenza. Tale battaglia è l’attualità concepita dal Partito Radicale e da Marco Pannella. Si tratta di difendere i diritti fondamentali contro il rischio securitario, emergenziale e coercitivo che attanaglia l’attualità politica di numerosi stati mediorientali e occidentali; un nuovo universalismo della violenza e del dispotismo a cui contrapporre, nuovamente, quello dei diritti umani e delle libertà universali fondamentali.

Domenico Letizia
Storico, membro del Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino e componente della LIDU

Conoscenza e diritti umani.
Le proposte dei Radicali

La prioritaria urgenza della giustizia italiana è al centro di una nuova iniziativa nonviolenta della galassia del Partito Radicale Nonviolento e Transazionale. Marco Pannella e Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, continuano il Satyagraha per affermare la legalità nell’amministrazione della Giustizia e per cercare di mettere finalmente fine alle cause strutturali che fanno delle nostre carceri luoghi di trattamenti inumani e degradanti. La proposta è “l’Amnistia per la Repubblica”, proposta di fatto esclusa dal dibattito politico e dall’informazione di regime. La grande battaglia del Partito Radicale Nonviolento e Transazionale è quella dell’affermazione dello “Stato di Diritto contro la Ragion di Stato” partendo dal “diritto alla conoscenza” come diritto umano sancito all’Onu e riconosciuto dal diritto internazionale. Il diritto alla conoscenza è anche priorità per un serio dibattito e confronto tra le forza politiche sulla giustizia giusta. I cittadini hanno il diritto ad una vera conoscibilità e ad un costante aggiornamento dei dati riguardanti le carceri, il diritto ad una seria conoscenza dei dati riguardanti i procedimenti penali pendenti.

L’Associazione Radicale “Legalità e Trasparenza” di Caserta si unisce con determinazione alla iniziativa nonviolenta di Marco Pannella e Rita Bernardini, ribadendo con forza la problematica della giustizia nel martoriato territorio casertano. Nel casertano, sono presenti varie strutture penitenziarie, la Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, quella di Carinola, la struttura penitenziaria di Arienzo, senza dimenticare l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, strutture che nel corso degli anni abbiamo più volte visitato registrando le continue violazioni ai dritti fondamentali delle persone detenute. Nei prossimi giorni cercheremo con forza di inserirci nel dibattito pubblico provinciale e nazionale, aderendo con determinazione al Satyagraha radicale di Natale e avanzando una nostra proposta, ovvero, l’istituzionalizzazione del Garante Provinciale delle persone detenute di Caserta.

Nelle prossime giornate formalizzeremo meglio la nostra proposta e la nostra azione politica, ma da subito chiediamo il sostegno delle forze socialiste e laiche che quasi sempre condividono la nostra strategia anche nel territorio casertano. Vi chiediamo una decisa adesione per il riconoscimento dei diritti umani a partire dagli esclusi del sistema, le vittime della giustizia ingiusta.

Domenico Letizia
Segretario dell’Associazione Radicale “Legalità e Trasparenza” e iscritto alla Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo

Forza Marco Pannella

L’annuncio viene da Radio Radicale, anche se in casa radicale da giorni girava la voce, Marco Pannella ha due tumori, uno in alto al polmone destro, l’altro al fegato. Pannella parla della sua malattia a Radio Radicale, durante la classica conversazione settimanale della Domenica, questa settimana con Valter Vecellio. Nonostante la malattia e la radioterapia, il leader storico annuncia lo sciopero della sete per richiamare l’attenzione sullo stato della giustizia, delle carceri e della dignità umana nel nostro paese. Pannella parla di politica: «Quel signore (Renzi) ha bisogno del nostro aiuto, delle nostre proposte. Il suo ministro della Giustizia continuava a dimostrare che quelle condanne che vengono fatte ultimative da due decenni al governo italiano in tema di giustizia, questo presidente del Consiglio che vediamo a tutte le ore, in rete, dovunque, anche se fai la pupù, non c’è nemmeno un senso di pudore. Io da ragazzo non vedevo Mussolini con la quantità e presenza del nostro presidente del Consiglio. Quello aveva solo 20mila radioline. La gente che aveva i soldi per ascoltarla erano sì e no decine di migliaia di persone. Tutte le peggiori cose di cui siamo imputati e lui sceglie di essere questo. Niente amnistia, niente indulto».

C’è chi vive di politica e chi vive per la politica con la passione per i diritti umani e Pannella, storicamente, rappresenta uno dei protagonisti della seconda metà del Novecento, odiato e amato per le sue innumerevoli battaglie, ma nessuno che abbia un minimo di consapevolezza storica può non restar colpito dalla immensa forza del leader radicale per l’affermazione dei diritti umani e civili. Ad 85 anni compiuti, con due tumori e uno sciopero della sete in corso, la fiducia per il suo impegno, fiducia che questo paese deve dare in primis a se stesso, può trovare sollecitazione rispondendo positivamente a quella lettera che l’ex leader di Rifondazione Comunista, già Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, indirizzò al Presidente della Repubblica, Napolitano, chiedendo di nominare Marco Pannella Senatore a vita. Un appello che ha suscitato dibattito in passato e continua a farlo nell’attualità e trova numerosi riscontri, da uno storico dirigente comunista come Emanuele Macaluso al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dal direttore del settimanale cattolico “Tempi”, Luigi Amicone, ad Alessandro Cecchi Paone e via di seguito con Beppe Fioroni, Sandro Gozi, Elisabetta Gardini, Clemente Mastella, Roberta Moretti, una bella fetta del mondo socialista, il costituzionalista Michele Ainis e tantissimi altri protagonisti della politica contemporanea.

Ad 85 anni compiuti sarebbe il premio gradito, non per Marco Pannella, ma per chi ha a cuore la tutela e la valorizzazione dei diritti umani e della nonviolenza poiché come scriveva Eugenio Montale: «Dove il potere nega, in forme palesi, ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come Andrei Sacharov e Marco Pannella che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore: il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noi»

Domenico Letizia

 

“Operazione Idigov” il libro di Marco Perduca

Libro PerducaMarco Perduca è stato Senatore Radicale dal 2008 al 2013 in Commissione Esteri e Giustizia e segretario della Commissione speciale per la tutela dei dritti umani del Senato della Repubblica. Prima di una breve parentesi come consulente alla Farnesina dal 2006 al 2008, Perduca ha rappresentato il Partito Radicale alle Nazioni Unite tra New York, Ginevra e Vienna – responsabilità che ha ripreso dall’inizio del 2014. Per due anni è stato il coordinatore del gruppo italiano della Ong “Parliamentarians for Global Action” ed è membro dei consigli direttivi di “Nessuno Tocchi Caino” e “Non c’è Pace senza Giustizia”. Di Perduca, da qualche giorno, è disponibile il primo libro intitolato: “Operazione Idigov, come il Partito Radicale ha sconfitto la Russia di Putin alle Nazioni Unite” con introduzione di Emma Bonino. Continua a leggere