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Eliana Greco

Alicudi, la scuola,
due alunni soli,
il mare e tanto cielo

Alicudi-scuolaChiudiamo gli occhi ed immaginiamo una terrazza che si affaccia su un mare brillante acceso da un sole cosciente. Immaginiamo ancora una classica casa isolana, una rampa infinita di  trecento scalini, la muratura bianca col pergolato in legno, da cui fanno capolino bouganville coloratissime. Continua a leggere

Palermo prima a bocciare
la circolare di Alfano

diritti-unioni gay-parlamentariParadossale forse, ma reale. A Palermo succede che Giuseppe Atanasio e Salvatore Migliore, una coppia gay convivente da oltre 20 anni, tra le prime ad essersi iscritta al registro delle  unioni civili istituito nel capoluogo siciliano lo scorso giugno, riceve a distanza di un anno esito positivo alla richiesta di congedo matrimoniale. Da una società pubblica.  Atanasio, dipendente dell’Amat (azienda municipalizzata dei trasporti della città), nel raccontare la trafila che lo ha portato ad ottenere il congedo, dichiara: “Alla mia richiesta all’azienda, mi era stato risposto che bisognava esibire un certificato di matrimonio, che  ovviamente non abbiamo; dopo una serie di temporeggiamenti ho saputo che della vicenda si è interessato l’Unar (ufficio nazionale anti discriminazioni razziali) e in seguito, ho ricevuto una lettera dall’Amat, con la quale mi venivano concessi 15 giorni di congedo matrimoniale”.

Così, accade in Italia, in clamoroso ritardo rispetto a una legge che riconosca i diritti civili degli omosessuali, che per la prima volta una società pubblica conceda tale permesso per delle nozze tra uomini. Nozze che sembrano diventare miraggio per gli innamorati omosessuali a cui non è consentito sposarsi in Italia, e che, invece, è legge nell’ordinamento di 19 nazioni: Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, gran parte del Regno Unito, Lussemburgo, Canada, Stati Uniti (dove le coppie gay possono pronunciare il loro “sì” nella capitale e in 24 stati della federazione), Argentina, Brasile, Uruguay, Sud Africa, Nuova Zelanda e nella capitale Messico e in altri due stati della federazione

L’Italia, quindi, è in controtendenza rispetto a buona parte del mondo nel riconoscimento di un diritto individuale inalienabile della persona. Fino a qualche giorno fa sembrava, però, aprirsi uno spiraglio in suolo italico. Proprio in Sicilia, nella terra che più di altre è nell’immaginario collettivo sinonimo di arretratezza e di chiusura mentale rispetto a “certe questioni”. Speravamo, dunque, di essere dinnanzi al primo di una lunga serie di riconoscimenti civili per coloro che da troppo tempo ormai aspettano come direbbe Dante “come color che son sospesi” , ed invece, a oggi, la circolare del Ministro Alfano – con la quale si chiede ai comuni di cancellare le registrazioni di unioni civili avvenute all’estero – fuga ogni dubbio di ragionevolezza. Ancora una volta assistiamo al delirio di onnipotenza del titolare dell’Interno che – con la sua circolare – sembra dimenticare una serie di “particolari”, primo tra tutti il rispetto del sistema delle autonomie locali previsto dal nostro ordinamento.

Palermo, comunque, come molti altri comuni in tutta Italia, incalza e accoglie l’appello alla disobbedienza. L’assessore alla partecipazione e ai servizi demografici del comune di Palermo, Giusto Catania, infatti,  di intesa con il sindaco Leoluca Orlando e in sintonia con le delibere formali di Giunta e Consiglio comunale, ha inviato una nota al capo area della Partecipazione ed al Dirigente del servizio di Stato Civile con la quale si dà indicazione di “predisporre tutte le procedure al fine di garantire la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso”. “Tale scelta – afferma l’assessore – è inscritta in un’azione politica e amministrativa della città di Palermo che è costantemente protesa alla tutela dei diritti fondamentali della persona”.

Il sindaco fa sapere, inoltre, che “una circolare ministeriale non può annullare la tutela dei diritti umani, universalmente riconosciuti, né disattendere il principio di non-discriminazione che deve essere alla base di tutte le scelte della pubblica amministrazione”. La terra del ‘non vedo, non sento e non parlo’, porta la bandiera della difesa dei diritti civili. Assiste all’ennesima gaffe del ministro Alfano senza rendersene complice; sente senza ascoltarlo, e parla schierandosi senza possibilità di appello. Per aspera ad astra.