BLOG
Elisa Leuteri

Moda 2017: dagli abiti agli accessori. La tendenza si fa metal

lame_07Lamè, metal, metallizzato: non importa come la si chiami, perché questa tendenza è tornata ad avvolgere tutte le componenti della moda 2017. Dagli abiti agli accessori, oggi qualsiasi elemento dell’outfit si fa metal: ed ecco che vestiti, cinture e borse vengono ricoperti di oro, argento o bronzo, in grado di regalare allo stile una componente di brillantezza e di design davvero unica al mondo. Il metallizzato è diventato un trend destinato a impazzare durante la primavera-estate 2017, dunque determinato a entrare di prepotenza nel mondo delle tendenze glamour e lusso. Vediamo di approfondire questa tendenza così affascinante.

Trend e brand: il Lamè piace ai marchi di moda

Come spesso avviene nella moda, sono le passerelle più importanti – e dunque gli stilisti più famosi – a lanciare una tendenza piuttosto che un’altra. Quando poi una tendenza mette tutti d’accordo, allora non c’è storia: sarà destinata a trasferirsi velocemente dalle suddette passerelle agli outfit delle donne. Questo è quanto sta accadendo al metallizzato, entrato di petto in alcune delle collezioni più importanti a livello internazionale: come ad esempio Gucci, Tod’s, Dolce & Gabbana, Jimmy Choo, Chloé, Valentino e Casadei. Di fatto, nessun big del settore è rimasto impassibile di fronte ai riflessi variopinti del Lamè.

Abiti e accessori metallizzati: quali sono i trend 2017?

Oro, argento e bronzo, uniti nel nome del fashion: il metallizzato conquisterà ogni angolo della moda 2017, partendo dagli abiti fino ad arrivare agli accessori. Ma quali sono le tendenze metal che andranno per la maggiore in questa primavera-estate? Innanzitutto le gonne a pieghe, come testimoniato dalla nuova collezione di Gucci, le tute e i pantaloni in lurex, brillanti, colorati e metallizzati, ideali per le uscite durante una serata elegante. Non resteranno impassibili al trend metal neanche le calzature, come ad esempio i sandali. Infine, anche le camicette in stile bon ton sono state contagiate da questo trend: colori caldi o freddi, ma sempre rigorosamente metal. Qualunque capo o accessorio lamé scegliate di indossare, potrete di sicuro trovare una grande varietà di stili e modelli sui grandi e-commerce di moda come yoox.com.

Tendenze metal: un gradito ritorno dagli anni ‘80

Le tendenze metal rappresentano una delle tante componenti che stanno tornando gloriosamente dagli anni ’80: anzi, per essere precisi, si tratta forse di una delle più importanti. E questo riguarda le diverse sfaccettature del metal: dall’oro al bronzo fuso, caldi e coprenti, fino ad arrivare all’argento, dai colori freddi propri dei lampi. Ma non si tratta di un semplice ritorno, considerando che stanno nascendo anche altre varianti, come il Lamè mercury e le fantasie metallizzate come il zebrato ed il medievale. Il tutto, come sempre, grazie all’intervento e alle intuizioni di stilisti di fama mondiale, come ad esempio Cristopher Kane, Balmain e Louis Vuitton. E voi, siete pronte per una primavera-estate puramente metal?

Vegan. Come seguire una dieta in semplicità

vegandishItaliani sempre più attenti ad un’alimentazione green e completamente naturale: parliamo, ovviamente, dei vegani. Nonostante ancora oggi questa sia solo una piccola nicchia in Italia, va comunque considerato come, nel 2016, la popolazione vegana italiana sia aumentata parecchio, soprattutto alla luce di un trend che appariva in netto calo nel 2015. I motivi del prepotente ritorno di questa scelta alimentare e di vita, ben delineati dalla relativa associazione, sono innanzitutto legati a un’attenzione sempre maggiore nei confronti della cura del proprio benessere e della propria salute, insieme all’attenzione nei confronti della tutela animale e dell’eco-sistema del nostro pianeta.

Veganismo in Italia: quali sono i dati?
Il veganismo in Italia, stando ai dati riportati da AdnKronos, ha di fatto conosciuto una seconda giovinezza nel 2016: secondo la nota agenzia di stampa, infatti, il numero di vegani nel nostro Paese ha conosciuto un aumento del +2,3% durante l’anno che si è appena concluso, portando il totale dei vegani italiani all’8% della popolazione. Pur trattandosi di percentuali ancora molto basse, va comunque sottolineato che nel 2015 il numero di vegani si era ridotto notevolmente, scendendo dal 6,5% del 2014 al 5,7% della popolazione dello Stivale. Stando alle interviste a campione, i motivi di questa scelta sono dovuti a motivi relativi alla salute (nel 47% dei casi), alla tutela degli animali (nel 30% dei casi) e al benessere del pianeta (nel 13% dei casi).

Dove acquistare i prodotti vegani?
I prodotti vegani sono sempre più spesso apprezzati dai consumatori, e non è un caso che grandi catene di supermercati e ipermercati come la Coop abbiano deciso di investire tantissimo in questo settore. Stando alle parole di Joos Sutter, direttore di Coop, gli investimenti nei cibi vegan sono stati una delle priorità dell’azienda: al punto da aver rafforzato il marchio proprietario Karma, includendo anche il noto marchio Veganz negli assortimenti. Lo scopo è andare incontro al futuro, favorendo anche l’acquisto dei prodotti vegani attraverso le nuove tecnologie: grazie al web, infatti, oggi è possibile fare la spesa da casa sullo shop online Easycoop, selezionando i migliori prodotti vegani dagli scaffali digitali e facendoseli consegnare direttamente a casa.

Alimentazione vegan: dalla dieta agli snack
L’alimentazione vegana è un ottimo sistema per curare la propria salute e per colorare i propri pasti: ma quali sono i cibi che è possibile includere in una dieta vegan, senza per questo rendere l’alimentazione noiosa e ripetitiva? Ad esempio, una dieta di questa tipologia potrebbe includere una colazione a base di latte di soia e avena, uno spuntino mattutino con kiwi e gallette di riso, un ben pranzo a base di pasta di semola, sugo di pomodoro e fagioli, ed una cena comprendente pane di segale e tofu, adeguatamente insaporito dall’olio extravergine di oliva. Ma condurre una dieta vegana non significa rinunciare necessariamente agli snack per spezzare la fame: non solo frutta, ma anche stuzzichini come le chips a base di mais, gli amatissimi biscotti Oreo, le caramelle senza zucchero, i biscotti per l’infanzia e persino i famosissimi crackers Ritz. Per quanto riguarda i dolci, invece, via libera alla cioccolata Lindt e alla crema spalmabile Venchi.

Elisa Leuteri

Consigli per aprire a mercati esteri con competitività

globeMolte PMI in Italia stanno pensando di espandere la propria attività al di fuori dei confini nazionali per provare a farsi conoscere da un bacino di utenti più ampio e per aumentare le loro prospettive di business, spesso complici anche alcune agevolazioni concesse da parte dello Stato. Esistono infatti diversi contributi erogati al fine di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, come ad esempio il recentissimo bando promosso dalla Camera di Commercio di Terni che copre i costi delle iniziative orientare all’apertura all’estero. In genere questi contributi si concretizzano in diverse agevolazioni che spingono le Piccole Medie Imprese verso la competitività, la quale, se sfruttata bene, porta inevitabilmente al successo e alla diffusione dei prodotti e servizi italiani all’estero.

Nei giorni nostri, con un’economia nazionale a volte instabile è caldamente consigliabile aprirsi al commercio estero, potendo vantare tra le altre cose di prodotti made in Italy che sono molto ricercati all’estero perché sinonimo di qualità. E’ sicuramente certo che in tema di internazionalizzazione di imprese vi siano delle questioni da affrontare per le quali può essere necessaria una consulenza da parte di esperti, al fine di non incorrere in un fallimento economico. Pur essendo vero che la decisione di espandersi all’estero è una strada affascinante per qualunque imprenditore, allo stesso tempo non è sempre un percorso in discesa, per questo è fondamentale pianificare al dettaglio tutto il processo, informandosi su quali sono i passi da seguire. In questo senso è bene conoscere alcuni principi guida, utili soprattutto a chi ancora non si è affacciato al di fuori dei confini nazionali e che desidera saperne un po’ di più.

Il primo passo è sicuramente quello di creare un proprio piano export, valutando bene i costi di ciò che ci si accinge a compiere e le possibilità che sono messe a disposizione nel paese in cui si vuole avviare una determinata attività. Di conseguenza è fondamentale raccogliere informazioni adeguate riguardo i costi di viaggio, i contatti dei quali si ha bisogno e soprattutto valutare i bisogni del paese di destinazione. In seguito occorre valutare la totalità delle risorse interne di cui si dispone per avviare il progetto, naturalmente sfruttando al massimo le diverse specializzazioni del personale e facendo leva sulle conoscenze nel settore marketing. Il terzo passo è quello di valutare bene i vari punti forti e punti deboli del paese in cui si intende trasferire la propria impresa; in questo modo si avrà la possibilità di portare prodotti innovativi laddove sarà necessario. Ad esempio è necessario conoscere il sistema di tassazione a cui si potrebbe essere sottoposti, il contesto economico, politico e culturale. Si consiglia come ulteriore passo quello di scegliere il proprio segmento di mercato e adottare una politica competitiva, valutando la concorrenza locale, le esigenze dei consumatori, le politiche che riguardano il prezzo, le strategie di vendita, la comunicazione e quant’altro. Successivamente, il quinto passo è quello di creare un proprio team estero, in grado di gestire esclusivamente il commercio internazionale dell’impresa. Il sesto passo invece è quello di conoscere perfettamente le normative locali, rispettandone inoltre la cultura e le abitudini, al fine di riuscire a vendere con successo. Inoltre, è importante chiarire le condizioni di pagamento, in modo da evitare facili disguidi. Molta attenzione deve essere prestata all’aspetto dei trasporti, poiché il fattore della distanza potrebbe gravare sui guadagni economici. Infine, è consigliabile avere sempre sotto controllo tutta la documentazione necessaria per essere sempre in linea con la regolamentazione vigente, sia interna che estera. Ultimo consiglio è quello di essere sempre circondati da professionisti che siano in grado di far fiorire il vostro business.

Elisa Leuteri

Comprare con un clik,
e-commerce settore
in continua crescita

ecommerce

La possibilità di acquistare online è ormai alla portata di tutti. I portali che offrono questa opportunità aumentano ogni giorno, segno che il settore cresce insieme all’uso che ne fanno gli italiani. Ma gli e-commerce che offrono prodotti online non sono tutti uguali. Alcuni hanno alle spalle anni di esperienza e di affidabilità, altri probabilmente stanno appena compiendo i primi passi. Quindi prima di scegliere un e-commerce è bene soffermarsi su alcuni aspetti che sono generalmente indice di buona affidabilità.

Gli indicatori di affidabilità

In primo luogo dovete verificare l’uso dei sistemi di sicurezza legati al pagamento, come può essere la SSL, che permetta di effettuare una transazione in maniera totalmente sicura, senza divulgare i propri dati sensibili. I tempi di consegna dell’ordine devono essere ben definiti e per quanto possibile rispettati, inoltre l’ordine dovrebbe essere rintracciabile. In merito alla scelta dei prodotti il consumatore dovrebbe avere la possibilità di spaziare tra molte soluzioni, tra le quali consultare un ventaglio di prodotti di buona qualità, possibilmente proponendo marche conosciute e affidabili. Inoltre, l’azienda deve dichiarare e rispettare i diritti di recesso e fornire tutte le garanzie di reso, che sia italiana o europea. Infine l’azienda deve essere rintracciabile via mail o telefono per supportare il consumatore in caso di necessità, sia prima che dopo l’acquisto in caso di prodotto logorato o non funzionante.

Gli e-commerce di prodotti tecnologici

iphone7In caso di prodotti tecnologici l’attenzione deve essere massima, per ciascun articolo infatti deve essere mostrata la relativa scheda tecnica, completa di tutte le informazioni utili per l’acquirente. L’attenzione particolare agli e-commerce che vendono tecnologia è giustificata soprattutto dai costi mediamente superiori rispetto agli altri prodotti di consumo; che sia un televisore di ultima generazione, oppure un tablet o uno smartphone, dobbiamo essere sicuri che chi effettua la vendita sia totalmente affidabile. Un e-commerce che rispetta in pieno tutte le caratteristiche elencate nel paragrafo precedente è Monclick.it, uno store online di prodotti di informatica, elettronica e tecnologia che nel corso del recente European Business Award ha anche vinto titolo di National Champion per l’Italia. Questo negozio adempie perfettamente a tutti i requisiti visti, cosa particolarmente interessante per quei consumatori che si apprestano a effettuare acquisti online e, in particolar modo, per gli amanti del melafonino che in questi giorni hanno visto l’uscita in grande stile dell’Iphone 7, disponibile dalla scorsa settimana negli store monomarca e a breve in vendita anche negli gli e-commerce. Dunque, che si tratti di smartphone o qualunque altro prodotto di elettronica, è bene spendere qualche minuto del vostro tempo per scegliere l’e-commerce più adatto, visionandone le condizioni di vendita, le garanzie che propone e gli altri aspetti di cui abbiamo appena parlato.

European Business Awards 2016/17

L’EBA, European Business Awards, è il maggiore concorso europeo che premia le migliori aziende, dalle start-up alle grandi aziende, che dimostrino una forte spinta all’innovazione e allo sviluppo. Il panel basa i sui giudizi e i suoi premi innanzi tutto sul rispetto dei suoi valori declinati nelle seguenti espressioni: innovazione, etica, successo. Aver conferito il titolo di National Champion all’azienda di Vimercate dimostra già come la sua affidabilità sia basata, oltre che sul giudizio dei clienti, anche sull’analisi statistica dei risultati, sul continuo sforzo teso all’evoluzione e sul grande rispetto non solo dei clienti ma anche dei valori fondanti della società.

Elisa Leuteri

Mercato del lavoro: sguardo sul 2020 e sul futuro

ball-93117_960_720Lanciarsi nel mondo del lavoro significa innanzitutto poter supportare la propria attività con delle competenze molto specifiche e settoriali, soprattutto vista l’evoluzione di molte professioni, sempre più orientate a figure specializzate in determinati ambiti. Ed ecco che, allora, diventa assolutamente necessario procedere con un percorso didattico specifico e allo stesso tempo accumulare un’esperienza sul campo tale da poter superare i propri concorrenti in fase di selezione del curriculum e di colloquio. Un consiglio da seguire anche alla luce delle previsioni di Unioncamere per il 2020 in merito alla futura situazione occupazionale.

In aumento la richiesta di professionisti specializzati

Stando ai dati raccolti dall’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura l’Italia del futuro prossimo necessiterà di un numero sempre maggiore di professionisti specializzati, chi non riuscirà a rientrare entro certi parametri di qualità e di competenza non sarà all’altezza della concorrenza prevista nel futuro mercato e non porterà grandi benefici all’economia italiana. Secondo le statistiche, infatti, entro il 2020 è prevista una richiesta di oltre 2,5 milioni di professionisti specializzati, con una crescita della qualità media pari al +5% ogni anno. Questo significa che, come sottolineato dal Presidente dell’Agenzia Nazionale per le politiche del lavoro Maurizio Del Conte, i giovani italiani dovranno rimboccarsi le maniche e dedicarsi al proprio percorso formativo e lavorativo, se vorranno farsi trovare pronti dalle aziende in cerca di personale.

Non solo specializzazione: serve anche la pratica

Il percorso universitario e il master sono ovviamente due colonne portanti della crescita personale e professionale di un giovane, ma da sole non bastano per poter assicurare un aumento considerevole delle capacità professionali. Da questo punto di vista, infatti, si rende assolutamente necessario accumulare quanta più esperienza sul campo possibile, e dunque svolgere dei lavori consoni al settore che si è scelto di apprendere. In questo senso, sul web è possibile rivolgersi a portali di cerca lavoro come Jobrapido, che permettono di trovare tantissime occasioni sul mercato del lavoro, e di poter dunque accumulare molta esperienza lavorativa in qualsiasi ambito o professione.

Occupazione: progetti concreti per assicurare una ripresa

Nonostante il tasso di disoccupazione sia ancora a livelli superiori rispetto alla media europea, va sottolineato che in Italia si sta cercando si adottare delle contromisure, che possano favorire l’occupazione e, dunque, migliorare la situazione di tante persone in cerca di un lavoro. Da questo punto di vista, progetti per il rilancio dell’occupazione come, il Patto per il Lavoro della regione Emilia Romagna, che insieme ad altri opera nel quadro degli investimenti previsti dal Fondo Sociale Europeo 2014-2020, stanno stanziando decine di milioni di euro da investire nella formazione dei giovani e, dunque, nel tentativo di dotarli di una preparazione altamente specialistica che sia anche supportata dalla pratica dei necessari laboratori didattici. Inoltre il progetto dell’Emilia Romagna, grazie alla sinergia con le imprese, aumenta anche la possibilità di essere notati da un’azienda e di essere dunque assunti con ottimi contratti.

Elisa Leuteri

PA, quando il privato
va in soccorso del pubblico

Restauro ColosseoLa collaborazione tra Pubblico e Privato ha sempre consentito alle Pubbliche Amministrazioni di realizzare lavori di cui non sempre possiede competenze e maestranze. Privilegiare le aziende che insistono sul territorio è una scelta vincente. Infatti, come affermato dallo stesso Fausto Baldarelli, responsabile provinciale CNA Costruzioni, ciò che conta in questo momento è coinvolgere le aziende del luogo all’interno degli appalti del comune, in modo tale da generare un valore che possa essere realizzato da chi appartiene al territorio e, dunque, sente come propria questa mission. Un fattore determinante per assicurare qualità e per rispettare i tempi di consegna.

I partenariati pubblico-privato
Ma il rapporto Pubblico/Privato, utile se non indispensabile per portare a termine opere pubbliche, può essere utilizzato anche per la fase progettuale e, perché no, elaborativa di un progetto. A questo punto la sollecitazione può arrivare al Pubblico dal territorio. La collaborazione di tipo pre-commerciale è tra l’altro prevista dal Decreto Sviluppo 2012 che lo promuove come partenariato pubblico privato per individuare idee e soluzioni per lo sviluppo locale. In realtà la logica del PPP sfugge ad una banale misura remunerativa, e si muove verso la realizzazione di un sistema intelligente che crei una collaborazione basata sulla fiducia reciproca. La smart city, infatti, può essere città intelligente solo se mette a frutto tutte le sue capacità, si assume le sue responsabilità e cerca essa stessa le soluzioni ai problemi.

Al di là della fiducia serve chiarezza
La volontà di creare partenariati e dare fiducia non prescinde dal concedere appalti se non si è in regola. I primi documenti da acquisire per accertarsene sono: le Visure camerali, il DURC, il DVR per la sicurezza e i contratti di assunzione degli addetti. Deve essere contrattualizzato chiaramente il servizio che verrà reso, dimostrare la capacità finanziaria per affrontarlo e fare riferimento alle tabelle regionali per i prezzi corrispettivi dei servizi.
Uno dei documenti da richiedere è la visura camerale. Essa è in grado di dare uno spaccato completo delle informazioni legali, societarie e amministrative, compresa la sintesi dello Statuto e dell’Atto costitutivo, il capitale sociale, le sedi, le procedure concorsuali, gli amministratori, i sindaci. È anche possibile richiedere una visura storica, che riporti i vari cambiamenti nel tempo. La si può chiedere anche sul web, pagando i diritti camerali e la tariffa di servizio d’agenzia, dando la Partita IVA o la ragione sociale dell’azienda. Esistono siti specializzati in grado di fornire visure on line, e che sono in grado, grazie all’accesso a banche dati internazionali, di fornire informazioni economiche e commerciali sull’azienda, in modo da valutarne meglio affidabilità e solidità.

Fiducia al privato anche per i Beni storici grazie al PPP
Ma se il PPP riporta al dialogo amministrazioni e imprese locali, anche nel campo della difesa delle Opere architettoniche ha dimostrato di poter ottenere benefici non indifferenti. Infatti con la stessa formula è stato concesso l’appalto per la ristrutturazione del Colosseo alla famiglia Della Valle, che ha stanziato ben 25 milioni di euro, superando le vecchie ostilità sulla gestione del patrimonio artistico da parte dei privati.
Elisa Leuteri

C’è la crisi, come far ripartire una piccola attività

Strada negozi cittàIn tempi di crisi la parola d’ordine è andare avanti, magari con qualche piccolo sacrificio, ma l’obiettivo è resistere per ripartire. Un tentativo che non sempre premia i piccoli esercizi e i negozi cittadini, sempre più spesso costretti alla chiusura dalle contingenze economiche e dai regimi fiscali italiani, che non fanno rientrare dalle spese. Ed ecco allora che la crisi ha lasciato, nel nostro Paese, uno strascico fatto di vetrine serrate, di cartelloni ‘affittasi’, e di negozi blindati. Stando alla Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi (FIPE), infatti, in Italia chiudono 4 negozi ogni ora che passa: il che significa che oltre 3.500 negozianti e piccoli imprenditori hanno dovuto chiudere bottega, semplicemente perché i costi erano diventati insostenibili.

Un circolo vizioso che ha messo in ginocchio i negozi
Le difficoltà economiche hanno portato i negozianti a chiudere le loro attività. Ed i motivi non si limitano alle tasse imposte dal nostro Stato, in assoluto fra le più elevate in Europa e al mondo: in un mercato che funziona, infatti, i guadagni arrivano soprattutto perché c’è gente disposta a spendere. Come ad esempio è accaduto nei ruggenti anni ’80, quando la nostra economia traboccava letteralmente di oro. Oggi, invece, il consumatore medio rimane chiuso in casa a leccarsi le ferite: non acquista più, se non quei beni necessari alla sua sopravvivenza, e tende a risparmiare ove possibile. Con buona pace dei negozi italiani, divenuti sempre più spesso vuoti e polverosi, come nelle vecchie città del Far West una volta passata di moda la corsa all’oro.

Rilanciarsi per sopravvivere
Eppure non tutto è ancora perduto: ne danno dimostrazione i negozi che ancora oggi resistono al fallimento, trovando nuove idee, nuovi mercati e avvalendosi di pubblicità all’avanguardia, in un periodo in cui bisogna convivere con il fantasma della chiusura i negozianti devono aggiornarsi. Rilanciare la propria attività è infatti possibile, innanzitutto pensando fuori dagli schemi, e ricorrendo all’originalità anche nei piccoli dettagli: ad esempio, utilizzando buste shopper di cotone personalizzate come quelle a disposizione su Eurofides, una piattaforma che rende l’acquisto semplice e anche economico. Ma gli spunti non mancano: potreste per esempio rilanciare l’attività allestendo vetrine diverse ogni giorno, rinnovando il marchio o l’arredamento, l’importante è pensare fuori dagli schemi e trovare quell’idea che fa al caso vostro.

Incrementare le vendite in tre fasi
Sopravvivenza significa vendite, ma come aumentarle in modo semplice ed efficace? Stando al metodo del Retail Funnel (detto anche ‘logica a imbuto’), potrete farlo seguendo tre fasi: attirando i potenziali clienti con la promozione, agganciandoli offrendo un servizio di qualità ed in linea con i loro interessi, ed infine consolidando il vostro brand con le strategie di fidelizzazione. In questo modo innescherete un circolo virtuoso che avrà come immediata conseguenza l’aumento delle vendite e, dunque, il successo del fatturato.

Elisa Leuteri

I sogni tra scienza, psiche e credenze popolari

sognoSognare è uno dei tanti modi per esprimere le proprie emozioni, le paure, le aspettative. I sogni sono delle pagine aperte su quello che vorremmo realizzare e su ciò che più ci spaventa, per questo la scoperta del loro significato può influire molto sulla conoscenza e sulla consapevolezza del nostro stato emotivo. L’interpretazione dei sogni è un desiderio che da sempre l’uomo porta con sé, in maniera del tutto innata, e questo spiega in parte il successo della smorfia napoletana che aiuta a svelare il significato dei sogni: in questa pagina di approfondimento su Donnad trovi alcune interpretazioni dei sogni più frequenti e comuni, vi tornerà molto utile per capire cosa significa veramente quello che sogniamo, anche dal punto di vista della psiche.

La famosa Smorfia ha radici molto antiche, se ne ritrovano tracce addirittura nella civiltà greca, quando si tentava di trovare dei legami tra il contenuto dei sogni e i messaggi ultraterreni. Secondo alcune teorie le origini della Smorfia sono da correlare alla Cabala ebraica, che individua un significato dietro ogni segno o parola. Difatti la Smorfia è una sorta di dizionario dei sogni, che fornisce un’interpretazione per ogni persona o situazione e associa un numero del lotto da poter giocare. Ad esempio secondo il codice della Smorfia, che i napoletani venerano da sempre, i numeri che i defunti svelano in sogno garantiscono vincita sicura.

Parte del fascino che circonda il mondo dei sogni deriva dalla consapevolezza che il cervello è attivo durante il sonno. La scienza, infatti, ha fatto luce su uno dei dubbi che più ha assillato gli uomini per lungo tempo rispetto al tema dei sogni, vale a dire Sogno o son desto? Ebbene, secondo un gruppo di ricercatori, durante il sonno la corteccia motoria, ovvero quella parte che coordina i movimenti, è attiva proprio come se il corpo stesse facendo dei movimenti volontari.

Sul significato dei sogni vi sono moltissime teorie e personaggi illustri della psicanalisi, come Jung e Freud, ci hanno lasciato degli studi che ancora oggi sono punto di riferimento per l’interpretazione della dimensione onirica.
Pur essendo partiti da posizione abbastanza simili, Freud e Jung hanno elaborato due teorie sui sogni molto diverse tra loro. Gli studi di Jung derivano dal suo interesse da quello che i sogni possono dire sul funzionamento della psiche. Egli riteneva che il sogno debba essere tradotto attraverso i simboli che sono propri di una determinata cultura o persona.

Secondo Jung, attraverso il sogno si può instaurare un dialogo con la propria coscienza e il sogno porta con sé dei simboli che corrispondono a dei significati plausibili. Al contrario, Freud affermava che i sogni portano dei segni, il cui significato si può decodificare a priori e molto spesso è correlato a desideri e impulsi sessuali.

Attraverso una sorta di inventario dei sogni più ricorrenti, Jung fece una classificazione dei sogni, distinguendoli tra tipici, piccoli e grandi. All’interno di essi vi sono spesso delle figure mitologiche ed universali che possono arricchire l’analisi dei sogni. Ancora oggi molti studi continuano a susseguirsi sul mondo onirico per cercare di decodificare il suo linguaggio misterioso e così affascinante.

La ricercatrice Lauri Quinn Loewenberg ha cercato di trovare una risposta ai sogni più comuni. Dalla sua analisi si apprende che l’azione di scappare può essere legata a qualcosa che si sta cercando di evitare nella vita reale oppure può semplicemente indicare il desiderio di raggiungere un determinato obiettivo. A molti sarà capitato di sognare di inciampare mentre si cammina e questo sogno spesso sottintende la consapevolezza di aver commesso un errore nella vita. Anche la guida folle di un’auto senza più controllo ha a che fare con qualcosa o qualcuno che nella vita reale ci sta sfuggendo totalmente di mano. Insomma ogni sogno ci parla di qualcosa di noi e del nostro stato emotivo attuale, dandoci la possibilità di far luce anche sui nostri lati più nascosti.

Elisa Leuteri

Università. Quanto costa caro arrivare al traguardo

Università studenti laureaCara laurea, ma quanto mi costi? Una domanda che sono in tantissimi a porsi ogni anno, tutte le volte che si tratta di pagare la retta universitaria, oppure di immatricolarsi per la prima volta presso il corso di studi preferito. E non parliamo certo di pochi spicci, dato che l’iscrizione all’università comporta, oltre alle normali spese per le tasse, anche una serie di spese collaterali che farebbero impallidire persino le famiglie più benestanti. Ed è proprio per questo motivo che bisogna costringersi ad una riflessione, soprattutto considerando il fatto che le nostre università sono animate da profondi problemi a livello strutturale e didattico.

I problemi delle università italiane 
Da Nord a Sud, il grido è sempre lo stesso: dateci un’università in grado di garantirci un titolo di studio che non si limiti ad avere valenza giuridica, ma che ci consenta anche di poter vantare una professionalità ed un grado di competenze capaci di renderci appetibili una volta giunti sull’infido mercato del lavoro. Una missione non facile, addirittura impossibile al giorno d’oggi: le università italiane, infatti, sono animate da problemi strutturali notevoli: ad esempio la classe docente, che è anziana, demotivata, antiquata e non in grado di fornire una preparazione in linea con i tempi moderni. Ma anche dal punto di vista architettonico la situazione non è delle più rosee: le nostre università cadono letteralmente a pezzi, rendendo praticamente impossibili le condizioni di studio e di frequenza. Edifici anti-diluviani, cornicioni che cadono a pezzi, aule invase dal freddo e strutture didattiche basilari mancanti (come ad esempio i computer, od i semplici servizi igienici) rendono un’impresa frequentare le lezioni.

I costi relativi alle lauree        
Come dicevamo prima, sono tantissimi i costi che le famiglie italiane devono sopportare pur di garantire ai propri figli la possibilità di studiare all’università, e di conseguire un titolo fondamentale per l’importantissimo accesso al mercato del lavoro. Passi per il costo dell’iscrizione e le tasse universitarie, che già sarebbero motivo di pianto, bisogna anche considerare tutti i costi che affrontano gli studenti fuori sede: trasferirsi in un’altra regione, infatti, significa spendere più di 10.000 euro l’anno fra affitti, tra l’altro altissimi a Roma, e costi di mantenimento. La Capitale, poi, è una delle metropoli più care in Italia, dunque le spese vengono moltiplicate obbligando gli studenti a tornare a casa. Eppure esiste una soluzione alternativa alle università tradizionali, che permette di bypassare tutti questi problemi: stiamo parlando delle università online.

Le università online 
Grazie a università telematiche come la Unicusano, gli studenti possono iscriversi ad un corso di laurea a Roma senza per questo cambiare regione. Gli atenei telematici, infatti, permettono di seguire le lezioni comodamente da casa propria, attraverso la piattaforma di e-learning. Così facendo, è possibile conseguire il titolo di studio frequentando e preparandosi in remoto, recandosi nella Capitale solo per sostenere gli esami. Parliamo di un risparmio economico non indifferente, anche alla luce del fatto che lo Stato ha tagliato i fondi alle università, bloccando molte borse di studio e privando molti studenti dell’alloggio: studiare da casa, dunque, diventa una soluzione quasi obbligatoria.

I vantaggi delle università telematiche         
Le università online convengono sotto diversi punti di vista: abbiamo già visto il risparmio in termini di risorse e di soldi, ma i vantaggi non si esauriscono certo qui. Iscriversi ad un ateneo telematico, infatti, permette anche di avere un’elasticità di orari sconosciuta alle università tradizionali, in quanto è possibile seguire le video-lezioni agli orari desiderati dato che rimangono a disposizione dello studente 24 ore su 24. Questo significa anche favorire gli studenti lavoratori, che devono necessariamente rispettare gli orari imposti dalla loro professione, e anche le donne in maternità, che hanno la priorità di dedicare tempo e attenzioni al proprio bambino.

Elisa Leuteri

Corre il mercato dell’auto
Bene anche l’usato: +6,3%

Il 2016 è partito registrando un incremento del 6,3% nel mercato delle auto usate, e dell’1% solo a gennaio. Secondo gli ultimi dati rilevati dal bollettino statistico dell’ACI, su un numero di 100 macchine nuove vendute durante il mese di gennaio, ce ne sono state 160 usate che sono state piazzate sul mercato delle vendite.
Questi dati tengono conto anche dei passaggi di proprietà di autovetture usate, al netto delle cosiddette minivolture, vale a dire i trasferimenti di natura temporanea che vengono effettuati a nome dei concessionari, prima che il cliente finale completi l’acquisto dell’auto.Automobili
Una delle ragioni che sta alla base di questo importante incremento è la diffusione di siti web che si occupano in maniera specifica della gestione degli annunci di vendita di auto usate. Attraverso siti come Usato.it, tra i più conosciuti e visitati, la vendita di un’autovettura usata da parte di un privato è agevolata e anche i tempi di trasferimento si svolgono in maniera più rapida e semplice. Gli annunci contengono le informazioni base per valutare la proposta del venditore e la contrattazione avviene senza alcun intermediario.

Nonostante la crisi, quindi, il mercato delle vetture di seconda mano si conferma come una delle modalità di acquisto più affermata nel panorama delle quattro ruote. Tra le auto usate più gettonate tra gli acquirenti, vi è l’intramontabile Fiat Panda, soprattutto la versione a benzina, con un prezzo medio intorno ai 6.000 euro e circa 50.000 Km alle spalle. Lo storico modello, che venne presentato per la prima volta più di 30 anni fa, si afferma nel contesto della vendita dell’usato anche nella versione a gasolio.
Nella classifica delle auto usate resta abbastanza solida la posizione delle Volkswagen, nonostante il recente infortunio sulla falsificazione dei test sulle emissioni dei motori diesel. Proprio il modello Volskwagen Golf a gasolio risulta essere il più venduto nell’annata precedente. Sul podio delle autovetture usate più acquistate vi è anche la Smart Fortwo, molto ricercata nei contesti urbani.

Il popolo femminile continua a prediligere la Lancia Ypsilon o la Fiat Punto, quest’ultima abbordabile nella versione usata ad un prezzo davvero irrisorio. Anche le marche estere riscuotono un notevole successo nella classifica delle auto usate più richieste. Gli italiani vanno a caccia di offerte convenienti per i modelli Audi A3 e Audi A4, soprattutto nella versione Station Wagon. Buono anche l’andamento del mercato dell’usato per la Ford Fiesta, sia nella versione più datata, dalle linee più rotondeggianti e dalle dimensioni più ampie e sia nei modelli più recenti dal design più aggressivo.
Sul web si possono trovare anche annunci di prezzi convenienti per i modelli di city cars Toyota Yaris e Opel Corsa, i cui marchi garantiscono da sempre la massima affidabilità.

 Elisa Leuteri