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Fabrizio Federici

Concluso il Ramadan all’insegna del dialogo

“Questo mese di Ramadan, e questa festa dell’ Eid (che ne celebra la fine, N.d.R.) sono stati all’ insegna del dialogo interreligioso concreto, coraggioso e silenzioso” .
Così Foad Aodi, presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e fondatore della Confederazione internazionale #CRISTIANINMOSCHEA ( nata dopo lo stillicidio di attentati terroristici dell’estate 2016, N.d.R.), commenta la fine del mese di Ramadan e la festa dell’Eid, che è stata festeggiata ieri in tutte le moschee italiane. Dopo il festeggiamento dell’Eid, insieme a vari amici arabi e musulmani, presso la Grande Moschea di Roma, Aodi fa anche un bilancio delle ultime iniziative delle Co-mai, di #CRISTIANINMOSCHEA, delle Comunità arabe ,dei centri culturali musulmani e delle moschee in Italia .

Nelle varie regioni italiane si sono organizzate più di 1500 cene collettive nell’arco di questo mese di Ramadan, appena terminato: cui han partecipato italiani, cristiani, musulmani e fedeli di altre religioni. Inoltre, la festa dell’ Eid e’ stata un’occasione importante per scambiare gli auguri tra cristiani, musulmani, ebrei e fedeli di altri culti, dopo la preghiera nelle varie moschee.

Aodi ringrazia tutti gli esponenti della Co-mai e di CRISTIANINMOSCHEA , di tutte le città e regioni italiane: per il loro impegno continuo e costante a favore del dialogo interreligioso, in un momento internazionale molto delicato e pieno di tensione. “Dialogo – sottolinea – proseguito verso tutti, senza distinzione, dopo i continui attentati in Europa ed in Medio Oriente: compresi gli attacchi alle moschee e alle chiese, che condanniamo tutti con la stessa determinazione (vedere#UNITICONTROILTERRORISMOe Uniticontrolediscriminazionire-ligiose,N.d.R.). Sicuramente il grandissimo successo dell’iniziativa di CRISTIANINMOSCHEA dell’ 11 e 12 settembre scorso ( simmetrica rispetto all’altra, “Musulmani in chiesa”, del 31 luglio) ci ha dato ancor più il coraggio di proseguire la nostra missione interreligiosa, nonostante le strumentalizzazioni politiche e mediatiche, disumane e irresponsabili, contro l’islam ed il mondo arabo. Alcuni giornali, e trasmissioni televisive e radiofoniche, ormai vanno avanti con le loro costruzioni anti-islamiche per motivi meramente di “audience”, e a fini elettorali”.

Infine, dichiara ancora Aodi, ” l’atmosfera pesante e fortemente anti- musulmani che si respira in Europa ed in Italia è colpa anche del populismo, della discriminazione religiosa e razziale: anche per motivi di sicurezza, allora, abbiamo deciso di dare notizie di tutte queste iniziative a favore del dialogo interreligioso dopo la fine di Ramadan e della Festa dell’Eid. Facciamo un appello alle istituzioni italiane, affinché vigilino sui messaggi non costruttivi che arrivano appunto da alcune trasmissioni televisive e alcuni articoli della stampa, che danneggiano la convivenza e il rispetto reciproco. Come tutti i musulmani ed arabi in Italia e in Europa”, conclude Aodi, “sono amareggiato e molto preoccupato per questa situazione: che vede la libertà personale e la libertà di espressione in grande pericolo per colpa del “franchising del terrore”, che vuole scatenare una guerra di religioni dopo aver scatenato una guerra alle religioni”.

Fabrizio Federici

Morto Khalil Altoubat
un uomo di pace

khalilLe Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) e il Movimento Internazionale “Uniti per Unire”, esprimono il loro dolore profondo per la scomparsa di Khalil Altoubat, consigliere politico del Presidente palestinese Abu Mazen, consigliere diplomatico di AMSI, Co-mai e Uniti per Unire, Vice Presidente dell’Unione Medica Euro Mediterranea-UMEM, membro del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano del Ministero dell’Interno.

“La sua positività, la sua grande generosità e professionalità, che han sempre caratterizzato il suo operato, lasceranno in noi una traccia indelebile. Addio Khalil”, dichiara addolorato Foad Aodi, Presidente di AMSI, Co-mai e Uniti per Unire, dando a tutti comunicazione che sarà possibile salutare Khalil domani, 22 giugno, dalle ore 10.00 alle ore 11.30 alla camera mortuaria dell’Ospedale Gemelli, e dopo le 12.00 alla Grande Moschea di Roma. Successivamente il suo corpo sarà accompagnato in aeroporto per arrivare in Giordania, dove sarà sepolto.

Aodi ringrazia sinceramente, per le loro condoglianze in segno di affetto e di stima verso Khalil: il Ministro dell’Interno Marco Minniti; il capo gabinetto del Ministero dell’Interno, Mario Morconi; il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese; il Vice Prefetto del Ministero dell’Interno, Dr. Maurizio Valiante, il Coordinatore del Consiglio per i Rapporti con l’Islam del Ministero dell’Interno, Prof. Paolo Naso, le ambasciate ,le comunità arabe e islamiche in Italia e i membri del Comitato #Cristianinmoschea. Un sincero ringraziamento è rivolto anche all’ambasciatrice di Palestina in Italia, Mai Al Kaila, a tutti i membri dell’Ambasciata e della Comunità palestinese in Italia e tutti gli amici comuni, italiani, arabi e di origine straniera che hanno trasmesso alle Co-mai i loro messaggi toccanti.
Chi scrive aveva conosciuto Khalil a gennaio scorso, durante la visita a Roma di Abu Mazen, esattamente all’inaugurazione, vicino San Pietro, dell’ Ambasciata palestinese preso la . Sede ( per la cui apertura, Altoubat s’era parecchio attivato, incontrando personalmente, in quei giorni, il Pontefice). Rimanendo colpito dalla sua carica di solare dinamismo: mai disgiunta, però, dalla consapevolezza dei gravi problemi che continuano ad attanagliare il Medio Oriente. Ciao, Khalil, ti auguriamo davvero d’ incontrare, di là, Nemer Ammad, Ytzhak Rabin, Hilarion Capucci, Shimon Peres,Yasser Arafat, Bettino Craxi, Giorgio La Pira: tutti gli uomini che hanno sinceramente creduto ( e combattuto) nella sfida per riportare pace e giustizia in Israele e Palestina.

Fabrizio Federici

L’Amsi e la Giornata Mondiale del Rifugiato

rifugiatoPer la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno, l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, AMSI, rinnova il suo appello a favore della “cittadinanza temperata” (cioè, in sintonia col ddl attualmente all’esame delle Camere, la concessione della cittadinanza ai figli, nati in Italia, di immigrati ormai da anni residenti legalmente qui, e a condizione che compiano tutto un percorso formativo sulla storia, la cultura e l’ordinamento giuridico italiani) lanciando il Manifesto #SanitàeMulticulturalismo. Il documento è frutto delle proposte e iniziative dei professionisti della sanità, italiani e d’ origine straniera, che si son messi in gioco per migliorare insieme il SSN, sentendo l’esigenza d’ associare la medicina alla conoscenza culturale e religiosa, e di rafforzare i servizi socio-sanitari in vista d’ un’immigrazione qualificata e programmata.

Tra i punti sollevati: garantire il diritto alla cura universale; contrastare le cure “fai da te”; sì a una legge europea sull’ immigrazione che si muova sui 2 binari politiche di accoglienza e integrazione- rispetto dei doveri civili, nella garanzia della sicurezza per tutti i cittadini; promuovere la ricerca e l’innovazione; autorizzare a livello nazionale la pratica della circoncisione; creare un albo specializzato per i mediatori culturali; promuovere l’aggiornamento professionale, con corsi ECM, su tematiche d’attualità; contrastare la medicina “difensiva” (fenomeno, questo, tipico dei Paesi industrializzati, che – causa la scarsa fiducia reciproca medici-pazienti, causa ogni anno spese elevate per interventi di avvocati e una massa di esami clinici, in realtà spesso inutili, prescritti dai medici ai pazienti “per precauzione”) con un’ alleanza tra i pazienti ed i professionisti della sanità; e tanti altri ancora, anche per contrastare l’isolamento e la radicalizzazione verso il terrorismo, stile “franco-britannico”, dei giovani con disturbi della personalità e dell’identità.
Il manifesto, promosso da AMSI, Unione Medica Euro Mediterranea – UMEM, Movimento internazionale “Uniti per Unire”, Fimmg Lazio, “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” Onlus, con la collaborazione di Fimmg Nazionale, Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), e di varie confederazioni Internazionali, ambasciate, comunità straniere, scuole e associazioni, è stato annunciato ufficialmente nel corso del Congresso nazionale dell’AMSI.

Centrato sul tema “Patologie vertebrali: dalla diagnosi al trattamento riabilitativo” (primo convegno del XVIII corso d’aggiornamento internazionale e interdisciplinare dell’AMSI stessa), e svoltosi a Roma. presso la Clinica “Ars Medica”. Han partecipato a questo evento oltre 100 professionisti della sanità, italiani e d’origine straniera, che si son confrontati, con accreditamento ECM, su importanti temi scientifici, deontologici, medico-legali e sociali.

“Oggi il ruolo del medico e del professionista della sanità deve rappresentare una chiave per la conoscenza tra i popoli e le culture, e anche per le buone pratiche dell’integrazione”, dichiara a conclusione del Congresso, Foad Aodi, medico fisiatra, “Focal Point” per l’integrazione in Italia per l’ Alleanza delle Civiltà UNAoC ( organismo ONU), e fondatore di AMSI e UMEM. “Ci auguriamo – aggiunge – che i rifugiati trovino un’Italia e un’ Europa pronte a curare e ad accogliere chi fugge dal suo Paese a causa della guerra, e a promuovere la conoscenza, l’informazione, lo scambio socio-sanitario e l’aggiornamento professionale, come ribadito nel nostro Manifesto. Diciamo #Iussolitemperato, per consentire ai figli degli immigrati d’ ottenere la cittadinanza italiana – punto che abbiam già piu’ volte sollevato in passato – dopo aver sostenuto un ciclo scolastico, e dopo aver approfondito la cultura, la lingua e la storia italiane. Solo così contribuiremo a combattere quella crisi d’identità e quel senso di inferiorità di cui soffre il 50% dei giovani immigrati che non hanno la cittadinanza italiana” (chi voglia aderire, e contribuire ulteriormente al “Manifesto”, scriva a www.unitiperunire.org o www.amsimed.org ).

A valorizzare il lavoro di AMSI e dei 60 mila professionisti della sanità (medici, infermieri, fisioterapisti, farmacisti, odontoiatri, psicologi) d’ origine straniera operanti in Italia, il messaggi di saluto e di sostegno del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che “si riferisce all’impegno profuso dalla stessa Associazione nell’ambito della cooperazione e del dialogo tra i popoli, nonchè all’opera prestata nell’assistenza agli immigrati e ai rifugiati”. Sostegno e apprezzamento per le attività di AMSI sono stati espressi anche da Barbara Mangiacavalli, Presidente dell’IPASVI; e dal Ministro plenipotenziario Enrico Granara, coordinatore per gli Affari Multilaterali del Mediterraneo e del Medio Oriente presso il MAE, che ha ricordato -in qualità di supervisore alla Farnesina delle attività della RIDE, Rete Italiana per il Dialogo Euro-mediterraneo – “il prestigioso incarico onorifico, conferito da due anni a questa parte al prof. Aodi dal Ministero degli Affari Esteri, di testimoniare – a beneficio dell’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite – le buone pratiche che egli realizza in prima persona, e che contribuisce a realizzare sul piano dell’accoglienza e dell’integrazione in Italia, attraverso il suo operato nell’AMSI, nella CO-MAI e in UNITI per UNIRE. Il contributo di testimonianza del prof. Aodi – prosegue il Ministro in una lettera – è stato e continua ad essere importante, soprattutto in relazione ai suoi frequenti interventi in stampa e in televisione, specie in occasione di fatti che si impongono all’opinione pubblica. Momenti in cui è essenziale richiamare tutti ad avere uno spirito razionale, ogni qualvolta si affrontino temi complessi come i flussi migratori e le inevitabili connessioni con i problemi dell’ordine pubblico”.

Nel corso del Convegno è stato riconfermato all’unanimità l’ufficio di Presidenza dell’Amsi. “Sosteniamo il messaggio di multiculturalismo portato avanti con coraggio dai medici di AMSI, UMEM e FIMMG”, ha dichiarato Massimo Sabatini, portavoce di UMEM e membro del Consiglio Direttivo di FIMMG Lazio; “crediamo che il lavoro svolto dal medico di famiglia in Italia sia fondamentale per garantire a tutti i cittadini il loro diritto universale alla salute. Per questo invitiamo a nostra volta i medici ed i professionisti della sanità a informarsi e a conoscere i pazienti, nel rispetto delle loro diversità culturali e religiose, e rafforzando il rapporto di fiducia che hanno con loro”. “Vogliamo lavorare insieme, mettendo in gioco le nostre competenze e esperienze per portare avanti lo scambio socio-sanitario e la cooperazione tra i professionisti della sanità di tutto il mondo”,aggiunge Fabio Massimo Abenavoli, coordinatore del Dipartimento Cooperazione Internazionale di “Uniti per Unire” e presidente di “Emergenza Sorrisi-Onlus”.” Solo creando occasioni di confronto tra gli operatori e i medici che provengono dai vari Paesi possiamo consentire alla medicina e alla scienza di progredire nella direzione della ricerca e anche della solidarietà”.

In questo contesto, e proprio come incentivo all’innovazione e alla tecnologia, l’azienda multinazionale BTL-Italia. col Centro Studi Accademico Scientifico Culturale B-Academy, attraverso le parole dei suoi delegati, Dr. Antonio Forte, Dr. Sandro Camagna e Dr. Daniele Morfino, ha ribadito il suo sostegno alle attività di aggiornamento professionale di AMSI e UMEM. Presentando il presidio sanitario S.I.S., Sistema Super Induttivo, del quale si sta valutando l’efficacia – con risultati promettenti – come strumento di terapia antalgica (con l’emissione di campi magnetici ad alta intensità). E’ seguito l’intervenuto del Dr. Diego Pizzicaroli, Presidente di A.S.S.O (Associazionismo Sindacale Solidale Organizzato): per ribadire l’adesione di questa Confederazione e delle realtà affiliate al Manifesto #SanitàeMulticulturalismo, veicolandone il messaggio nel mondo sindacale e delle imprese, italiane ed europee.

Fabrizio Federici

Congresso Amsi, Sanità e multiculturalismo

mediciSi svolgerà il 17 giugno a Roma, presso la Clinica “Ars Medica” in Via Ferrero di Cambiano, il Congresso dell’AMSI, Associazione Medici d’origine Straniera in Italia, centrato sul tema “Patologie vertebrali. Dalla diagnosi al trattamento riabilitativo”: evento aperto a tutti i professionisti della sanità, italiani e d’ origine straniera, che si confronteranno esponendo le loro relazioni, con accreditamento ECM.
Continua così il lavoro portato avanti, da oltre 16 anni, dall’AMSI a favore dello scambio socio-sanitario, della cooperazione e dell’integrazione, e che ha visto organizzare oltre 500 convegni e congressi, nazionali e internazionali, arricchiti dalla recente istituzione dell’Unione Medica Euro Mediterranea – UMEM, realtà che conta migliaia di rappresentanti e delegati provenienti da vari Paesi euro-mediterranei. Nel corso dell’evento, i i professionisti della sanità partecipanti lanceranno il Manifesto #SanitàeMulticulturalismo, promosso da AMSI, UMEM, Movimento internazionale Uniti per Unire, Fimmg Lazio, “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” Onlus, con la partecipazione di ambasciate, ONG, comunità straniere in Italia, scuole e associazioni varie.
.Questo documento raccoglie le proposte di tutti i medici e gli operatori sanitari che spontaneamente si son voluti sentire parte di questa ricerca; ne emergono temi d’attualità che legano inscindibilmente la Sanità alla conoscenza culturale e religiosa, sollevati sulla base delle esperienze ricollegabili ai diversi Paesi e alle diverse culture, religioni e specializzazioni.
“Diamo il nostro contributo alla Sanità multiculturale con un manifesto che ci rappresenta e che speriamo possa migliorare il Sistema Sanitario Nazionale, dando un concreto spunto di cooperazione”, dichiara Foad Aodi, Presidente e Fondatore di AMSI e UMEM. “Il manifesto – aggiunge – sarà particolarmente ricco grazie al contributo di tutti coloro che han collaborato alla sua stesura, ed è il frutto delle esperienze dei nostri movimenti, di tante associazioni e comunità che operano a livello nazionale e internazionale. Per noi #Sanitàemulticulturalismo rappresenta il miglior farmaco per curare il populismo, per abbattere i muri della paura da una parte, la chiusura e l’isolamento di certe comunità e di alcuni cittadini immigrati dall’altra: contrastando la radicalizzazione dei “lupi solitari” e, allo stesso tempo, le strumentalizzazioni politiche degli immigrati e dei rifugiati. Proprio la medicina, infatti, insieme al dialogo, diventa lo strumento per eccellenza di apertura contro la paura e la chiusura. I punti che abbiamo messo in evidenza, poi, sono, a nostro avviso, i pilastri della sanità di oggi: aggiornamento professionale; telemedicina; prevenzione; scambio socio-sanitario; cooperazione internazionale; collaborazione inter-professionale; analisi delle patologie emergenti; sviluppo dei centri d’ascolto, comunicazione e informazione sui servizi sanitari nel rispetto delle diversità culturali e religiose, contrasto della medicina difensiva con una maggior alleanza tra medici e pazienti, e altri”.
“Il confronto e il dialogo multiculturale e multidisciplinare, da sempre caratteristica distintiva di AMSI ed UMEM, arricchisce i contenuti scientifici e propone un modello di collaborazione scientifica innovativo”, dichiara Pier Luigi Bartoletti, Segretario di Fimmg Lazio e Vicesegretario nazionale della Fimmg, “L’impegno di tutti i sanitari insieme, di qualsiasi origine, religione o colore di pelle”, aggiunge Fabio Massimo Abenavoli, presidente di “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” Onlus, e coordinatore del dipartimento Cooperazione internazionale di Uniti per Unire, “crea una sinergia fortissima contro ogni emarginazione, estremismo e intolleranza, e favorisce un vero percorso di benessere e integrazione”.
Anche Carlos Britos, Presidente del FOPEX (Forum peruanos en el exterior Italia – Europa) e coordinatore nazionale Comitato Immigrati in Italia (C.I.I.), esprime il suo sostegno nei confronti dell’iniziativa: “Come parte del processo dell’ immigrazione in Italia, attualmente ci sono milioni di persone immigrate che rivelano di avere veri bisogni socio-sanitari. Questo implica una risposta attraverso una formazione di medici, infermieri e altri operatori sanitari, per poter fornire prestazioni nel rispetto della nuova società, multietnica e multiculturale, italiana”.
Daniele Di Clemente, medico, esponente dell’ Ufficio di presidenza di Uniti per Unire e UMEM, aggiunge: “La problematica del contenzioso tra medici e pazienti, la cosiddetta “malpractice”, o medicina difensiva, affligge l’intero comparto sanitario causando un forte incremento annuale della spesa sanitaria (dato, questo, dimostrato da numerose ricerche). Per combattere e ridurre la medicina difensiva bisogna instaurare un’alleanza forte, di dialogo e fiducia, tra pazienti e professionisti della sanità, inclusi i pazienti di origine straniera: cercando di superare anche le differenze linguistiche, e rispettando la loro cultura e la loro religione”.

Dieci anni di lavoro di “Emergenza Sorrisi”

sorrisi tagliataRipercorrere le tappe di “Emergenza Sorrisi” dalla sua fondazione nel 2007 sino ad oggi: questo lo scopo del Convegno dal titolo “10 anni di cooperazione con Emergenza Sorrisi”, organizzato alla Camera dei Deputati da “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” col supporto di Ileana Argentin (Commissione Affari sociali della Camera), col patrocinio della stessa Camera, dei ministeri degli Esteri e della Salute e dell’ Istituto Italiano della Donazione.

Ha aperto i lavori il Presidente di Emergenza Sorrisi, il chirurgo plastico Fabio Massimo Abenavoli: parlando della nascita di questa organizzazione, fondata con l’obiettivo di ridare il sorriso e la dignità ai bambini e a tutti i pazienti nel mondo che non hanno accesso alle cure mediche specialistiche. Si è parlato di amore come motore delle azioni dei volontari, ma non solo: anche di tutti coloro che sono vicini alla Onlus e che in questi 10 anni l’ hanno variamente sostenuta, come numerose aziende e partner istituzionali. “Sono vicino a Emergenza Sorrisi da sempre e continuerò a farlo, perché ho visto il bene di cui sono capaci”, ha detto l’on. Ileana Argentin. E Mohamed Chérif Diallo, ambasciatore della Repubblica di Guinea in Italia: “Apprezzo l’impegno di Emergenza Sorrisi e la esorto ad ampliare il proprio lavoro in altri Paesi, perché i bambini sono i soggetti più vulnerabili e hanno bisogno del nostro aiuto”. “Nessun bambino può sorridere alla vita e ammirarsi felice allo specchio se affetto da una grave malformazione”, ha detto Waheed Omer, ambasciatore dell’ Afghanistan: “Per questo ringraziamo Emergenza Sorrisi, per il lavoro che svolge in Afghanistan a beneficio dei nostri bambini, e soprattutto della formazione dei nostri medici”. Gianluca Comin, della Founder Comin & Partners: “Con la mia agenzia siamo al fianco di Emergenza Sorrisi per aiutarli a raccontarsi e a raccontare le attività che svolgono nel mondo. Dieci anni sono tanti, ma il dato sorprendente sono 4.129 interventi chirurgici, più di un’operazione al giorno, svolti in questo decennio”.
“Il prossimo è colui con cui condividiamo la nostra quotidianità”, ha ricordato Susanna Petra, esponente della Chiesa valdese.”C’è un prossimo più lontano che non va dimenticato: per questo da anni collaboriamo con Emergenza Sorrisi, per portare speranza ai bambini e aiutare le comunità a crescere, in una modalità concreta, molto lontana dal puro assistenzialismo. Proprio questo è uno dei modi in cui abbiamo scelto d’ impiegare l’8 x 1000 dato annualmente dai contribuenti alla Chiesa valdese”. E Marco Blefari di Consulcesi Onlus: “Consulcesi si occupa di informazione scientifica, formazione medica: da alcuni anni è al fianco di Emergenza Sorrisi con un progetto importante di comunicazione che si concretizzerà, in autunno, nella prossima missione in Senegal, con la realizzazione di un docu-film (di cui è stata proiettata un’anteprima, N.d.R.)”. Foad Aodi, fondatore dell’ AMSI (Associazione Medici di origine Straniera in Italia, dell’ UMEM (Unione Medica Euro Mediterranea )e del Movimento “UNITI PER UNIRE”, in chiusura del convegno ha ribadito l’importanza del lavoro di Emergenza Sorrisi, “braccio operativo” e delegato dei movimenti nella cooperazione internazionale: “Noi professionisti della sanità tutti insieme possiamo dare la cura migliore ed il farmaco più efficace contro il terrorismo e la radicalizzazione, curando chi e’ in difficoltà e salvando in tempo chi si avvicina alla zona grigia per problemi psicologici. Ormai nel modo ci sono due partiti :da una parte il populismo ed i costruttori di muri, dall’altra chi crede nel dialogo e la solidarietà ed i costruttori di ponti “.

Francesco Pezzulli, attore e doppiatore, testimonial e voce di Emergenza Sorrisi, ha narrato la storia d’ un bambino nato con labio – palatoschisi, suscitando nei presenti emozioni e sentimenti che si sono legati alle migliaia di storie vissute dai nostri bambini e medici in questi anni, e cogliendo appieno il senso di amore, solidarietà e gratitudine che si prova nel donare un sorriso, ma anche nel riceverlo.
Emergenza Sorrisi è un’ organizzazione internazionale non governativa di medici volontari che realizzano missioni chirurgiche in favore di bambini con gravi patologie malformative, sequele di ustioni, traumi di guerra. Durante questi ultimi 10 anni di attività e cooperazione internazionale oltre 4.500 bambini sono stati operati gratuitamente in 72 missioni chirurgiche in Paesi del Medio Oriente e dell’Africa. Particolare attenzione si è prestata anche al tema dell’ambiente, con un progetto dedicato alla salvaguardia e tutela, e ai migranti, attraverso la creazione dell’App “Emergenza Medica Online”.
Fabrizio Federici

ASI e UNICEF Italia, al CONI, presentano il Progetto S.C.U.O.L.A.

progetto_scuolaSarà soprattutto un fumetto a portare nelle scuole italiane il fair play: grazie al “Progetto S.C.U.O.L.A.” (acronimo per “Sport Corretto Unito Onesto Leale Atletico”), concretizzato da ASI – Associazioni Sportive e Sociali Italiane, in collaborazione con UNICEF Italia e col patrocinio del CONI.
Presentato a Roma alla stampa, presso la sede del CONI al Foro Italico, il progetto mira a coinvolgere ragazzi e ragazze tra gli 8 ed i 13 anni delle scuole elementari e medie, per indurli ad abbracciare modi di comportamento e valori eticamente corretti. Come? Attraverso lo sport, il gioco ed il fumetto.
Ed è quest’ultimo, il più originale strumento didattico individuato per realizzare l’iniziativa: che sarà ufficialmente avviata, con l’anno scolastico 2017/18, partendo dalla sperimentazione all’Istituto comprensivo “Dante Alighieri” di Roma.
È il personaggio di Cornelius Pallard, protagonista d’un fumetto appositamente realizzato, il “Virgilio” che in questo viaggio farà da guida ai ragazzi: un professore saggio simbolo di tutti i valori etici, nonché presidente del “Comitato Normativo Intergalattico”, il “CO.N.I.”. Cornelius è venuto insieme ad altri amici dalla lontana Galassia del Fair Play, per dar vita a tante storie avventurose e divertenti che insegneranno ai ragazzi quale è il “gioco giusto” nella vita.
Grazie ai personaggi del fumetto, ai docenti delle scuole aderenti ed ai genitori dei ragazzi e delle ragazze coinvolte, col Progetto S.C.U.O.L.A. saranno veicolati valori importanti: il rispetto di se stessi e della propria salute, delle regole, delle diversità, l’integrazione e la solidarietà. La riuscita dell’iniziativa dipenderà non solo dalla capacità di interessare e divertire i giovani, ma anche dalla loro disponibilità a lasciarsi coinvolgere. Per questo sono stati predisposti mezzi estremamente familiari per consentire loro di essere protagonis, e di continuare ad interagire coi contenuti progettuali anche al termine dell’iniziativa. I ragazzi avranno a disposizione un sito web con cui esplorare la Galassia del Fair Play (corneliuspallard.com), un blog (pallard.blog), con cui i più grandi potranno proporre riflessioni e articoli, ed infine una pagina FB (Pallard e la Galassia del Fair Play), per condividere video, immagini, aneddoti e tante curiosità.
“L’assenza dello sport nelle scuole- sottolinea il presidente ASI, Claudio Barbaro – è la causa principale della debolezza della cultura sportiva nel nostro paese. Con questo progetto incentrato su etica e fair play – nonché con la nostra azione quotidiana di enti di promozione sportiva – ASI vuole dare il suo contributo. Ringraziamo UNICEF Italia per averci affiancato in questa iniziativa e per aver rafforzato la componente solidaristica: che per noi di ASI rappresenta la caratteristica e il valore aggiunto dello sport”.
“Il nostro Progetto S.C.U.O.L.A. nasce da una base visionaria”, prosegue Mauro Grimaldi, autore del progetto e vice presidente Lega Pro; “crediamo che lo sport abbia una potenza tale da riuscire a creare valore sociale e aggregazione. Per questo l’ abbiamo scelto per veicolare messaggi correttivi rispetto a quelli sbagliati cui nella vita di oggi sono sottoposti i nostri ragazzi, un target particolarmente delicato. Ecco il senso essenziale dell iniziativa: il rispetto s’impara giocando”. “Questo progetto ha due chiavi di lettura”, spiega Manuela Trombetta, coautrice: “la prima è quella della solidarietà rivolta alle migliaia di minori migranti, senza genitori, presenti in Italia; e su questo poggia la partnership con UNICEF. Un messaggio valoriale forte rivolto ai bambini, che attraverso la scuola diventano protagonisti di questa solidarietà con attività tese a raccogliere fondi, avviandosi in questo modo verso quel percorso di cittadinanza attiva che resta uno dei capisaldi della nostra società. La seconda chiave di lettura è quella formativa e dei valori: dove lo sport diventa strumento didattico, valoriale, culturale, perché il rispetto, le regole –a questa età – si imparano giocando, senza imposizioni. Non è un caso che la denominazione del progetto – S.C.U.O.L.A. – unisce i valori dello sport a quelli dell’insegnamento scolastico, condensati nell’acronimo “Sport Corretto Unito Onesto Leale Atletico”, teso a racchiudere tutti i valori che vogliamo trasmettere.”
Per spiegare come UNICEF Italia s’è rapportata all’iniziativa, interviene Nicola Brotto, responsabile dello sport per quest’ agenzia ONU che si occupa di promuovere i diritti e migliorare le condizioni di vita dei bambini e delle bambine di tutto il mondo: “Il Progetto S.C.U.O.L.A. ci rappresenta. Noi ci occupiamo di infanzia e adolescenza, e lo sport è diventato, negli ultimi vent’anni, lo strumento principe per affacciarsi a questo mondo. Ci siamo anche riconosciuti nel metodo: l’iniziativa è costruita attraverso la partecipazione dei ragazzi. Non ci sono adulti che impongono idee, ma c’è condivisione. Per questi motivi ci siamo lasciati coinvolgere da subito ed abbiamo voluto essere co-protagonisti, mettendo a servizio del progetto soprattutto le nostre competenze sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
Il sostegno da parte degli enti locali è stato manifestato dall’intervento di Roberto Tavani, responsabile per la Regione Lazio delle politiche sportive: “Siamo lieti d’ aver patrocinato il progetto, come prima Regione a farlo; e di sapere che le attività sportive previste dal progetto nella scuola pilota in cui verrà testato, avverranno nella palestra ristrutturata coi contributi dati dalla Regione. Vogliamo ringraziare ASI e UNICEF per questa iniziativa, col suo linguaggio originale, semplice e diretto”.
Le conclusioni a Nino Benvenuti: “In ciascuno di noi risiede un potenziale atleta, ma ci vuole qualcuno che ti aiuti a tirarlo fuori. E’ stato così per me: non sapevo che il pugilato sarebbe stato il mio sport, ma grazie all’aiuto di chi mi stava accanto mi sono accorto che mi faceva esprimere al meglio. La scuola è il mezzo con cui si può arrivare a farsi capire. Ecco perché mi piace questo progetto”.
Il Progetto S.C.U.O.L.A. è stato realizzato dall’agenzia Galatea comunicazione S-r.L., col diretto impegno degli autori, Mauro Grimaldi e Manuela Trombetta.

Fabrizio Federici

Salute globale e Ramadan:
la cura e la prevenzione

cura e prevenzioneOggi il multiculturalismo nella sanità è la chiave della cooperazione tra i professionisti della salute italiani e d’origine straniera, per abbattere la paura e l’ignoranza attraverso l’informazione e la conoscenza, ma anche per trovare soluzioni concrete, su ambo le sponde del Mediterraneo, ai problemi legati all’ immigrazione. Gli ultimi sviluppi del lavoro dell’ Associazione Medici Origine Straniera in Italia (AMSI) e della Confederazione Internazionale Unione Medica Euro Mediterranea – UMEM hanno portato alla redazione d’ un manifesto “Sanità e multiculturalismo nell’immigrazione”, che sarà presentato ufficialmente al pubblico il 17 giugno.

Proprio nei primi giorni del mese del digiuno dei musulmani, o Ramadan (che ha avuto inizio la sera di venerdì 26 maggio), i medici di AMSI e UMEM rivolgono una serie di raccomandazioni ai pazienti di religione islamica; e avanzano le loro proposte per la stesura del Manifesto.
“Raccomandiamo ai pazienti a rischio, chiunque abbia problemi cardiovascolari, tumori, malattie del sistema immunitario, diabete, alle donne in gravidanza e agli anziani di esentarsi dal digiuno, come del resto raccomanda la stessa religione islamica”: lo dichiara il Prof. Foad Aodi fondatore di AMSI e UMEM, e membro della commissione Salute globale della FNOMCeO. “Abbiamo chiesto, poi, a tutti i colleghi aderenti alle nostre realtà, di fornirci il loro contributo per redarre un Manifesto, con una ricerca internazionale che produca, in sostanza, un libro aperto su Sanità e immigrazione, insieme ai maggiori esperti del settore: evidenziando i rapporti tra medicina, cultura e religione”.

Massimo Sabatini, medico, nel Consiglio Direttivo della FIMMG-Lazio e Portavoce di UMEM, riporta il messaggio dei medici di famiglia della FIMMG-Lazio in occasione del Ramadan: “Rispetto profondo delle singole tradizioni, tenendo però conto della salute della persona: che è bene prezioso e diritto inalienabile d’ ogni essere umano, e prescinde dalla cultura e dal credo religioso. I popoli devono impegnarsi affinché le differenze non siano un ostacolo al miglioramento dei livelli di salute: proteggendo con ogni mezzo le categorie più fragili come i bambini, gli anziani e i portatori di disabilita’ “. “Il concetto di salute è molto importante in rapporto al Ramadan”, aggiunge Sergio Leotta, già primario diabetologo al l’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma, membro dell’ufficio di Presidenza AMSI e socio fondatore di UMEM: “io che mi occupo di diabete, ad esempio, devo informare in modo corretto le persone diabetiche che sostengono il digiuno. Devono saper utilizzare i farmaci, sia iniettivi che assunti oralmente, in modo da non alterare l’equilibrio glicemico dell’organismo, che resta a digiuno per tante ore. Così facendo, possono autogestire il diabete ottimamente, rafforzando il nesso tra religione e salute”.

“Parlare di salute – sottolinea Suzanne Diku, membro dell’Ufficio di Presidenza AMSI e ginecologa presso l’INMP – significa parlare di equità e di diritti coinvolgendo più attori: la persona, la conoscenza e il governo del bene comune (ambienti, clima e così via). L’operatore sanitario deve essere consapevole che ognuno di noi è portatore d’informazione, senza la quale non c’è medicina. La medicina in un certo senso è narrativa. Così, il medico del 2017 deve conoscere caratteristiche e bisogni delle popolazioni presenti nel territorio, adoperandosi per portare le soluzioni più appropriate nelle ricorrenze religiose, come appunto quella del Ramadan. La cultura, la religione sono fattori determinanti per la salute”. Modello ideale per i medici del Duemila, aggiungiamo, non può essere, allora, che il Dottor Albert Schweitzer (1875-1965), che col suo pluridecennale impegno in Gabon testimoniò personalmente l’attuazione di questi princìpi.
AMSI, UMEM e il movimento internazionale “UNITI PER UNIRE” rinnovano poi il loro invito a tutti i professionisti della Sanità interessati al prossimo Congresso AMSI, sabato 17 giugno a Roma (dalle ore 9.00 presso la Clinica “Ars Medica” in Via Ferrero di Cambiano), che prevede erogazione dei crediti ECM. In quest’occasione, mentre professionisti internazionali della salute si confronteranno con le loro relazioni, sarà presentato ufficialmente il “Manifesto” che dicevamo, aggiornato ai nostri tempi: che punta a intensificare la prevenzione e a combattere fobie e paure ricorrenti su immigrati e malattie.

Fabrizio Federici

OMeGA. Una regata per
la pace nel Mediterraneo

Relatori-Convegno-Omega-2Diffondere la conoscenza del Mediterraneo sotto ogni possibile angolazione, anzitutto organizzando incontri di studio, seminari, attività congressuali; poi, attuare un programma pluriennale di “eventi d’ incontro”, con l’esecuzione di brevi regate d’altura non agonistiche, con le quali collegare porti italiani con porti mediterranei, per lo sviluppo del dialogo interculturale e interreligioso. Questi gli obbiettivi principali di “OMeGA”, Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia: associazione culturale (apolitica, apartitica, aconfessionale, contraria a qualsiasi discriminazione) che presso il Circolo della Marina, in Viale Tor di Quinto a Roma, ha presentato, in un incontro con la stampa, il progetto “Rotte mediterranee”, e in particolare la prima delle regate previste, “Lungo le rotte del corallo”.

“Un evento – ha spiegato l’ammiraglio Enrico La Rosa, presidente dell’associazione e coordinatore dell’ iniziativa – organizzato appunto da OMeGA insieme alla Fondazione di Sardegna e al Circolo romano sottufficiali di Marina. Col patrocinio di ICE- Italian Trade Agency (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), UNIMED, Unione delle Università del Mediterraneo, Circolo canottieri di Cagliari, Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in italia, AMSI, Associazione Medici d’origine Straniera in Italia,UMEM, Unione Medica Euromediterranea, movimento internazionale “Uniti per Unire”, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei Giornalisti del Lazio e altre importanti realtà. Una regata vela/motore che avverrà dal 3 al 12 luglio prossimi, sulla rotta Cagliari-Annaba (Algeria)- Biserta (Tunisia)- Cagliari”. “Durante gli scali – ha aggiunto Aldo Andrenelli, ufficiale di Marina emerito, designato “Commodoro” della flottiglia – organizzeremo convegni su vari temi: ad Annaba sull’attuale stallo del dialogo intermediterraneo, a Biserta sull’ ulivo come simbolo di pace e unità, e sull’ olio come volano di sviluppo economico, culturale e scientifico”. “Nonché ingrediente essenziale della dieta mediterranea; il tutto – sottolinea Leopoldo Sposato, dirigente dell’ ICE-ITA – per rafforzare i canali di confronto e cooperazione tra i Paesi del Nord e del Sud Mediterraneo, e portare un messaggio di dialogo e di convivenza pacifica” (iscrizioni entro la prima decade di giugno, scrivendo a omega.criticitamediterranee@gmail.com ).

“Per rilanciare il dialogo euromediterraneo- ha sottolineato Luca Attanasio, giornaljsta, moderatore della seconda parte dell’incontro, dedicata al dibattito sui temi geopolitici e culturali – mi sembra giusto ripartire dalle parole d’un maestro di pace come Giorgio La Pira. Che tanti anni fa, prima del Concilio, definiva il Mediterraneo “Un grande Lago di Tiberiade”: Gesù attraversò più volte questo lago per avviare scambi culturali, religiosi, economici coi popoli dell’altra sponda; nello stesso spirito dovrà muoversi questa regata”. “Come Co-mai, AMSI , UMEM e Uniti per Unire”, ha detto Foad Aodi, medico fisiatra, fondatore di queste 3 associazioni, “porteremo senz’altro il nostro contributo. Con quello stesso spirito con cui l’estate scorsa, dopo i terribili attentati di Nizza e altre città europee, organizzammo, per rilanciare il dialogo interculturale e interreligioso, “#Musulmaninchiesa”(il 31 luglio), e poi (l’11-12 settembre, con la partecipazione di 3 milioni di persone in tutta Italia) #Cristianinmoschea”: iniziativa poi evolutasi, a fine anno, nella Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa. Tutte iniziative che han contribuito maggiormente alla serenità della convivenza in italia tra le diverse culture e religioni: garantendo, da un lato, un alto livello di prevenzione e sicurezza, e, dall’altro, politiche d’integrazione efficienti, nel quadro d’un’ Europa a due velocità”.

“Il dialogo interculturale e interreligioso è doveroso”, ha precisato Mario Boffo, ambasciatore emerito, già Capomissione diplomatica in Yemen e Arabia Saudita. “Purchè, da un lato, si rispetti il principio fondamentale che ognuno ha diritto di professare liberamente la sua fede; dall’altro, l’ esigenza – ribadita dalla recentissima sentenza della Cassazione – che gli immigrati decisi a vivere nel mondo occidentale si conformino alle norme giuridiche e ai valori della società in cui intendono stabilirsi: questo non per non rispettare le libertà religiose e culturali, ma in considerazione della sicurezza pubblica come bene superiore da tutelare”. “Se si continua a non affrontare seriamente il problema immigrazione, comunque”, ha ribadito Germano Dottori, docente di Studi strategici presso la “LUISS-Guido Carli”, a lungo andare in italia rischiamo lo sconquasso sociale, e l’ascesa di movimenti di destra estrema, sul tipo di Alba Dorata in Grecia”.
“Su questi terreni, però”, hanno rimarcato, in chiusura, Foad Aodi e Luca Attanasio, rispondendo alle domande dei partecipanti, tra cui numerosi giornalisti, “uno dei principali problemi da affrontare è la qualità dell’ informazione, il più delle volte cattiva e fuorviante. Il problema immigrazione in Italia c’è senz’altro, ma non va sopravvalutato nè esasperato: i dati ufficiali parlano chiaro, gli immigrati comunque in Italia rappresentano, oggi, solo l’8% della popolazione, e la comunità religiosa piu’ consistente è sempre quella cristiana. Parlare di invasione islamica, allora – come fanno, irresponsabilmente, certe forze politiche – è davvero fuorviante.
“I nostri movimenti – conclude Aodi – continuano il loro impegno con OMeGA e altre confederazioni a livello internazionale, affinché non fallisca il multiculturalismo in Italia: come invece è fallito in Germania, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra. Questo perché, in quei Paesi,i governanti non hanno coinvolto le comunità e associazioni d’ origine straniera nelle iniziative delle società che li ospitavano, non è stata fatta politica di prevenzione a favore della sicurezza. Si sono creati, invece, tanti ghetti senza la presenza dei cittadini di altre nazionalità; né si è riusciti a organizzare corsi di lingue, di cultura e legislazione, molto importanti per combattere la radicalizzazione giovanile e quella “zona grigia” che, spesso, fa da incubatrice al terrorismo. Mentre non si è saputo condurre la lotta all’immigrazione irregolare e alla disoccupazione giovanile, che è diventata ormai una piaga mondiale”.

Fabrizio Federici

Prigionieri palestinesi,
la denuncia del silenzio

prigionieri_palestinesiNonostante comunicati e dichiarazioni ufficiali continuino a tentare di riavviare il processo di pace israelo-palestinese (solo una settimana fa Donald Trump ha ricevuto il Presidente palestinese Abu Mazen alla Casa Bianca, comunicandogli che c’erano “ottime possibilità d’un accordo di pace tra Israele e uno Stato, presto indipendente, chiamato Palestina”), l’impressione prevalente è che tale processo sia destinato a restare a lungo incagliato: come si trova, in sostanza, da poco dopo l’assassinio di Ytzhak Rabin (novembre 1995), e il successivo arenarsi degli accordi di Oslo e Washington del 1992-’93. In una Conferenza stampa, svoltasi nella sede dell’Ambasciata a Roma, l’Ambasciatrice palestinese in Italia Mai Alkaila ha denunciato la difficile situazione in cui si trovano attualmente gli oltre 1.800 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Per un pieno riconoscimento dei loro diritti, e la piena applicazione delle convenzioni internazionali che tutelano i detenuti, i prigionieri palestinesi stanno conducendo uno sciopero della fame (iniziato, su impulso di Al Fatah, storica componente maggioritaria dell’ OLP, il 17 aprile): arrivato ormai al 24simo giorno, ed entrato – ha precisato l’Ambasciatrice – “in una fase molto critica, pericolosa per la loro salute, e tale da mettere a repentaglio la loro vita”.

Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), e del Movimento internazionale “Uniti per Unire”, ha denunciato inoltre il silenzio dei media italiani su questi temi, e ha chiesto al Governo Gentiloni d’inviare una commissione nazionale, parlamentare e sanitaria, in Israele, proprio per verificare la condizione dei detenuti palestinesi. “La loro non è una battaglia politica, è una battaglia universale per i diritti umani nelle carceri” , ha sottolineato Aodi; “battaglia che, senza qui entrare nel merito della complessa situazione del conflitto israelo-palestinese, va sostenuta per una semplice, quanto giusta, esigenza di civiltà, umana e giuridica”.

Fabrizio Federici

Papa Francesco in Egitto,
una visita storica

Papa-Francesco-EgittoLa visita di Papa Francesco in Egitto del 28-29 aprile è avvenuta a quasi 800 anni esatti da quella storica, del 1219, di Francesco d’ Assisi, sempre in Egitto, al sultano Malik-al-Kamil, nipote del Saladino (durante l’assedio alla città musulmana di Damietta, nella quinta crociata). “Questa visita di ora di Papa Francesco”, sottolinea Foad Aodi, Presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), del Movimento “Uniti per Unire” e Fondatore della Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa Cristianinmoschea , “è stata altrettanto storica: anzitutto, infatti, si è potuta fare grazie al suo coraggio e alla sua determinazione, nonostante gli attentati che c’erano stati proprio al Cairo, nei confronti dei cristiani, l’ultima domenica delle Palme. Queste giornate sono state storiche anche perchè la Chiesa cattolica e Al-Azhar, la celebre Università sunnita del Cairo, hanno ripreso i rapporti incrinatisi dal 2011, dalle dichiarazioni pubbliche di Benedetto XVI”.

Papa Francesco e l’Imam di Al-Azhar, Muhammad al-Tayyeb, col loro incontro, hanno risposto con un abbraccio di pace all’Isis e agli assassini delle religioni che seminano il terrore in Medio Oriente e in Occidente. “Ci auguriamo – prosegue Aodi – che musulmani, cristiani, ebrei e tutte le persone professanti con rispetto e devozione altre religioni, o laiche, prendano il gesto di Francesco come un modello di pace,e sappiano capire (questo vale in primis, direi, per le classi politiche occidentali) il significato profondo di questa sua politica, che davvero sta riscrivendo la storia dei rapporti Occidente-Oriente -Islam. A maggior ragione dopo il tragico 11 settembre in America , che tra Occidente e Islam aveva avviato una fase di gravi fraintendimenti reciproci, dagli esiti spesso rovinosi. Tutto questo vale sul piano anzitutto del dialogo interreligioso e interculturale: che questo Pontefice sta conducendo in chiave eminentemente laica, di valorizzazione dei punti e dei possibili campi d’impegno comune ( riprendendo, osserviamo, i lati migliori dell’impegno di Papi come Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, N.d.R.). Campi che devono riguardare sviluppo della pace, lotta contro il terrorismo cieco, impegno per il problema immigrazione ( senza strumentalizzazioni del problema, ma anche senza buonismi ipocriti), e per lo sviluppo di tutti i Paesi euromediterranei, lotta al traffico delle armi e ad ogni forma di sfruttamento dei lavoratori, dei bambini e delle donne, difesa dell’ambiente”.

Questa linea di Papa Bergoglio, osserviamo, s’incontra pienamente con quella di Co-mai e Uniti per Unire, e soprattutto della Confederazione internazionale #Cristianinmoschea: che punta proprio a laicizzare il modo di vivere le varie religioni (il che non significa sminuire il loro ruolo, ma anzi rafforzarlo, esortandole ad ascoltare di piu’ il mondo laico ed aprirsi di più: perchè l’ identità vuol dire apertura e non chiusura, e paura di perdere il proprio ruolo religioso ).

“Se Europa, USA e Paesi islamici- conclude Aodi – sanno superare decenni di incomprensioni, potranno affrontare costruttivamente i problemi comuni, oggi, un po’ a tutti i Paesi più o meno sviluppati: disoccupazione, fuga dei cervelli, crisi del Welfare ,crisi delle piccole e medie imprese, informazione distorta e insufficiente. Questo, per quanto riguarda l’Europa, varando una specifica legge europea sull’immigrazione, che da tempo chiediamo, e politiche di nuova cooperazione economica tra UE e Paesi mediterranei ed africani. In occasione di questo 1 Maggio appena passato, infine, voglio ringraziare ufficialmente i segretari confederali di CGIL, UIL,CISL, Susanna Camusso, Carmelo Barbagallo e Annamaria Furlan, per la sensibilità dimostrata, in questi anni, ai problemi del lavoro ,dell’immigrazione e dei rapporti tra lavoratori italiani e stranieri; e per il loro sostegno alla nostra iniziativa mondiale #Cristianinmoschea del’11 e 12 Settembre 2016 “.

In aggiunta alle parole di Aodi, le dichiarazioni degli esponenti egiziani dell’ Ufficio di presidenza di Co-mai e #Cristianinmoschea, e di membri della Comunità egiziana in Italia. Adel Amer, Presidente della Comunità, rileva che ” Francesco ha dimostrato a tutti che l’Egitto è un Paese di pace, in lotta contro il terrorismo e contro il male che si sta abbattendo sulle diverse città del mondo”. Mohamed Abu Elmkarem, Coordinatore dipartimento gioventu’ e seconda generazione della confederazione #Cristianinmoschea, nonchè coordinatore dei giovani nella Comunità egiziana di Roma (giovani che, come quelli di tutte le comunità di immigrati in Italia, oggi rientrano senz’altro nella terza generazione di immigrati), desidera ringraziare fortemente il Pontefice : “Vogliamo anche ringraziarlo personalmente, attraverso un incontro, a nome di tutti i giovani egiziani in Italia, e con gli amici cristiani e laici. A Roma- conclude Mohamed – sto lavorando, coi miei colleghi, per migliorare i rapporti italo-egiziani, sul piano anche turistico: considerando soprattutto che la situazione dell’ordine pubblico in Egitto è molto migliorata, auspichiamo una piena ripresa delle relazioni diplomatiche italo-egiziane,una volta chiarite – come si sta cercando di fare – le dinamiche del tragico caso Regeni”.

Fabrizio Federici