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Federica Marazza

La strage dimenticata
di Utøya rivive a teatro

Strage_degli_innocenti_Utoia_a_teatroÈ il 22 luglio 2011 quando l’assassino Anders Behering Breivik, scatena il delirio uccidendo prima otto persone con un’autobomba ad Oslo, e poi 69 ragazzi laburisti nell’isola di Utøya, il “paradiso nordico”, sede storica dei campus estivi dei socialisti di tutto il mondo.

Breivik, quel giorno, si veste da poliziotto e fingendosi tale chiama prima le vittime:” Venite, sono qui per proteggervi”. E di colpo spara e uccide. Un’azione, studiata per anni nei minimi particolari.

L’obiettivo? Distruggere il partito laburista alla radice. Motivazioni? L’odio contro la politica d’immigrazione e multiculturalista. Ma gli effetti più gravi nei confronti della faccenda , sono quelli creati dai mezzi d’informazione. Prima si avvalora a gran voce la pista islamica. Poi, gradualmente, quando sembra che i fatti vengano a galla, si chiude immediatamente il sipario sui martiri norvegesi. I giornali a malapena ne parlano e alla Camera, avviene solo un breve dibattito in cui i deputati si promettono a se stessi di non pronunciare mai la parola ‘laburista’ o ‘socialista’.

Un silenzio sconcertante e imbarazzante per molti che fa venire molti dubbi a riguardo.

Strage_degli_innocenti_Utoia_a_teatro2A soli quattro anni di distanza dalla strage, i martiri norvegesi messi nel dimenticatoio della storia del Vecchio Continente, sono tornati ‘in vita’ al teatro Magnolfi, a Prato, – in prima nazionale dal 10 al 25 ottobre – con lo spettacolo “Utøya”, da un’idea della regista Serena Sinigaglia, scritto con Edoardo Erba e ispirato al libro “Il silenzio sugli innocenti” di Luca Mariani, e interpretati dagli attori Arianna Scommegna e Mattia Fabris.

Serena Sinigaglia ed Edoardo Erba hanno cercato di ricostruire la vicenda e restituire la verità ai fatti attraverso la forza del teatro e la poesia, prendendo come protagonisti tre coppie – uomo-donna – , che hanno vissuto e subito in modo diverso la strage.

La prima coppia, rappresenta il tema della fede politica – come spiega la regista Sinigaglia: è formata da un marito e una moglie alto borghesi. La loro figlia di 16 anni è a Utøya per volontà del padre ma la madre avrebbe preferito darla vinta alla figlia e trascorrere un’estate serena.

La seconda è una coppia di contadini che abitano nella fattoria adiacente a quella acquistata da Breivik dove ha preparato la strage. Vedono strani movimenti ma per paura preferiscono rimanere in silenzio. Infine, la terza coppia è quella di un poliziotto e di una poliziotta al molo di Utøya dall’altro lato del lago. Sentono spari e grida di quella mattina di giovani caduti sotto il fuoco dello stragista. Quest’ultima, rappresenta il tema dell’Obbedienza: il poliziotto vieta alla collega di intervenire per ubbidire alle disposizioni di comando.

È un fatto rimosso a livello di coscienza popolare, eppure è un episodio gravissimo. Quella strage è stata fatta non per mano di un terrorista islamico, ma da uno di noi. Quando ho letto l’inchiesta di Mariani, sono rimasta scioccata. Ho deciso di portarlo a teatro, evitando di cadere nel teatro civile o cronachistico. Ho chiamato Edoardo Erba per tirare fuori quello che è sotto, una pagina tragica della storia europea, punteggiata da troppe ombre su come è stata gestita”.

La scenografia è evocativa, si ispira al monumento simbolo della tragedia, che spacca in due l’isola come una ferita. E sul palcoscenico troviamo i due attori Arianna Scommegna e Mattia Fabris che interpretano le tre coppie: “Per loro basta un semplice cambio di giacca per assumere i panni delle tre coppie ed agiscono in un’orazione funebre dedicata ai martiri di una tragedia contemporanea”.

Federica Marazza

Venerdì 6 novembre alla biblioteca comunale di Civitavecchia (RM) alle 16,30, nuova presentazione del libro di Luca Mariani, “Il silenzio sugli innocenti”

Vacanze Romane.
Il grande debutto
della stagione al Sistina

Vacanze Romane-SistinaPrendiamo la città eterna. E anche il favoloso Teatro Sistina e infine, affittiamo una vespa. Accoppiamo queste tre cose e cerchiamo di immaginare cosa può venir fuori da questi tre elementi iniziali. Non vi viene in mente nulla? Ok, vi diamo altri indizi: Serena Autieri, Paolo Conticini, Fioretta Mari e tanti altri che vi sveleremo più avanti… Ancora niente, eh? Allora è arrivato il momento di rivelarvi ciò che stiamo cercando di farvi indovinare. Eh già! È proprio cosi. Stiamo parlando di “Vacanze Romane”, l’attesissimo spettacolo sbarcato – per la seconda volta dopo undici anni – al celebre teatro romano, e che ha fatto da apripista alla nuova stagione teatrale 2015/2016 dello stesso. Sin dalla Prima ha avuto uno strabiliante successo, dovuto grazie anche ai calorosi e infiniti applausi del pubblico che dall’inizio alla fine ha sognato ad occhi aperti.

La favola della principessa Anna, già portata alla ribalta sul grande schermo nel lontano 1954 dal regista hollywoodiano William Wyler, e che vedeva protagonisti le due leggende del cinema Gregory Peck e l’attrice britannica Audrey Hepburn – lanciata come interprete internazionale proprio dall’omonima pellicola e diventata in seguito icona di stile con il celebre “Colazione da Tiffany -, riesce a rivivere con la stessa magia e lo stesso romanticismo nella splendida cornice del Teatro Sistina, grazie all’eccellente cast e al duro lavoro fatto dietro le quinte dal regista Luigi Russo fino all’ultimo tecnico che ha preso parte alla produzione.

Energia, entusiasmo, passione, romanticismo mischiato ad allegria e a una leggera malinconia, voglia di far sognare e divertire, e la città capitolina senza tempo a far da sfondo, sono solo alcuni degli ingredienti che reggono in piedi lo spettacolo. Mille, sono anche le emozioni che gli interpreti – protagonisti e non, scelti accuratamente dalla regia e dalla produzione per la loro bravura – , riescono con nonchalance a portare in vita sul palcoscenico.

In primis, troviamo Serena Autieri, artista a 360°, e che con il suo immenso e completo bagaglio artistico, si rivela sempre di più all’altezza nel ricoprire il ruolo della principessa Anna – già ricoperto nella stagione 2002/2003 – , facendo passare il personaggio dalla recitazione al canto e infine anche al ballo, e che in conferenza stampa ha dichiarato:«Per la seconda volta ho accettato di nuovo e felicissima questo ruolo, a me molto caro, per varie ragioni: il primo è certamente per il fatto che siamo al Sistina. Tutti gli attori gli attori sognano prima o poi di solcare questo palco ed essere nuovamente qui per me, è un onore. Inoltre ho accettato perchè non si può dire di no ad uno spettacolo del genere. In quanto abbia già partecipato alla I edizione di 11 anni fa, tornando qui adesso con la stessa parte è come se alla fine fossi cresciuta insieme ad Anna: all’epoca ero più “ragazzina” ed era giusto così per ricoprire le caratteristiche che richiedeva quel ruolo allora. La Anna che vedremo questa volta invece, sarà una ragazza più matura per certi punti di vista, come del resto lo sono anche io attualmente».

Accanto alla protagonista Serena Autieri abbiamo la straordinaria Fioretta Mari nel ruolo della contessa e accompagnatrice della principessa nei suoi viaggi diplomatici, e che vedremo alla disperata ricerca di Anna dopo la fuga di quest’ultima in giro per la Capitale. Ma la vera novità di questa stagione teatrale di ‘Vacanze Romane’, inaugurata al Sistina di Roma, è anche il secondo attore protagonista Paolo Conticini, sostituente del Massimo Ghini di undici anni fa, che dopo essersi fatto conoscere al pubblico per le numerose fiction TV, cine panettoni e per la sua recente partecipazione canora imitativa nella trasmissione di Carlo Conti – ‘Tale e Quale Show’ -, si è guadagnato il ruolo del fotografo Gianni Velani, personaggio che darà una vera e propria svolta alla trama dello spettacolo. Affianco a paolo Conticini troveremo anche Laura Di Mauro – Francesca, compagna di Otello – e Fabrizio Giannini – Otello, amico e socio di Gianni – ,ai quali è anche affidata la parte dei veri romani e che divertiranno con le loro gag in romanesco.

Altre parole chiave del musical sono innanzitutto le musiche e il libretto, curate nella versione originale da Cole Porter e Paul Blake e trasportate nella prima versione italiana da Armando Trovajoli. Nell’ultimo adattamento del libretto inoltre, abbiamo delle modifiche da parte di Iaia Fiastri, la sceneggiatrice. Fantastiche anche le coreografie – un’altra novità: i ballerini – curate dal coreografo internazionale Bill Goodson e infine, le scenografie- che fanno da prima cornice -di Gianni Quaranta – Premio Oscar e Commendadore della Repubblica Italiana nonché scenografo di ‘Romeo e Giulietta:ama e cambia il mondo -, e ancora i bellissimi costumi di Silvia Frattolillo.

Uno spettacolo da godersi dall’inizio alla fine anche nei minimi particolari, se non altro per la storia, che ha appassionato intere generazioni e adatto a tutte le fasce di età e quindi da vedere anche con tutta la famiglia. Un musical che fa venire ancora più voglia di vivere e amare Roma sempre più e per ricordarci che l’amore è nella Città Eterna!

Beh? Che state aspettando? State ancora a leggere? Vi diamo un consiglio: affittate una vespa, correte al Sistina e…. Buone Vacanze Romane!

Federica Marazza

‘Greasemania’.
Brillantina e rock’n’roll
al Brancaccio di Roma

grease brancaccioFino al 17 maggio, al teatro Brancaccio di Roma, da non perdere la tappa romana della versione italiana del  musical “Grease” lo spettacolo che dall’anno della sua nascita – 1971 negli Stati Uniti -,  ha coinvolto intere generazioni con la sua storia e…tanto rock’n’roll! Forse non tutti sanno che  proprio il musical – che ha visto il suo debutto nel 1971 a Broadway – ha ispirato la pellicola uscita nel 1978 e che vede come protagonisti della storia Sandy e Danny, interpretati da Olivia Newton-John e John Travolta . Quest’ultimo recitò anche nella versione teatrale originale del 1971, nei panni di Doody, poiché all’epoca ancora minorenne e dove, inoltre, ingaggiarono la sorella Ellen per la parte del coro. Mentre nel 1973, la parte di Denny Zuko fu affidata  a  Richard Gere nella rappresentazione di Londra.

Nel marzo 1997, la versione italiana e teatrale del musical sbarca per la prima volta nel nostro Paese, vedendo nei panni dei  due protagonisti Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia. Lo spettacolo riscuote successo tanto che si susseguiranno varie versioni fino al 2012 alternando gli attori  e i registi. Grease, inoltre, darà qui in Italia l’avvio a una musical mania inarrestabile! Il 2015 è, per la versione italiana dello show, l’anno in cui festeggia la maggiore età e per l’occasione, decide di partire per un tour che toccherà in brevi periodi  tre città italiane: dal 28 marzo al 3 maggio ad Assago(Mi) – Teatro della Luna – , dal 5 maggio al 17 maggio a Roma – teatro Brancaccio – , e infine 11 e 12 agosto al teatro La Fenice di Senigallia, Ancona.

La Compagnia Della Rancia, a cui è affidata la regia della rappresentazione, vi invita al Brancaccio di Roma a  non stare fermi sulle poltrone ma a scatenarvi e a tenere il ritmo ballando a suon di rock’n’roll, a tifare per la storia d’amore tra Sandy e Danny e ad essere complici insieme ai coprotagonisti riuniti nelle ragazze delle Pink Ladies e nel gruppo dei Thunderbirds. Vi coinvolgeranno nella scena della canzone protagonista di “Grease-Lightning”, o a sognare di avere un angelo custode che vi dica cosa bisogna fare nei momenti di difficoltà come vorrebbe French – la ragazza che lascia la scuola per studiare estetica ma che poi ha dei ripensamenti -, o a immaginare di essere come Rizzo,  la studentessa sfacciata e sfrontata che non ha paura di nulla e fondatrice delle ‘Pink’, e, in fine, vi insegnerà a dire alla persona che amate “You’re the One That I want”! E allora? Che aspettate? Se volete tornare indietro nel tempo e sognare ad occhi aperti  le gonne a ruota e il ciuffo degli anni Cinquanta, non vi resta che acquistare il biglietto per vivere una serata di allegria e spensieratezza all’insegna del gel e del rock’n’ll !!

Federica Marazza 

‘Billy Elliot’: il nuovo
musical sbarca
al Teatro Sistina

Billy Elliot il musical al Teatro Sistina

Billy Elliot il musical al Teatro Sistina

Dopo i successi di  “The Full Monty”, “Jesus Christ Superstar” , “7 spose per 7 fratelli” e il recentissimo “Tutti insieme appassionatamente”, dal prossimo 5 maggio il palco del teatro Sistina verrà rianimato con il nuovo e attesissimo musical di “Billy Elliot” targato Peep-Arrow Entertainment, la casa di produzione teatrale diretta dal regista Massimo Romeo Piparo, che nell’ultima stagione di uno dei più famosi teatri romani ha registrato i più grandi record con i suoi spettacoli coinvolgenti adatti a un pubblico di tutte le età.

Billy Elliot nasce come film – vincendo 4 premi Oscar, tra cui Migliore Regia, Miglior attrice non protagonista e Miglior sceneggiatura originale –  ed esce per la prima volta nelle sale cinematografiche del Regno Unito il 29 settembre 2001. La pellicola è ispirata alla storia vera del ballerino Philip Mosley  – interpretato da Jamie Bell – e narra la vicenda di un ragazzino di 11 anni e del suo sogno di diventare un ballerino classico, con tutti gli ostacoli che deve affrontare  tra i quali il padre – un minatore del carbone – ,  che lo vuole pugile. Lo sfondo del film è quello dello sciopero dei minatori inglesi del 1984, a causa della chiusura delle miniere seguita dai provvedimenti presi dall’allora primo ministro  Margaret Thatcher.

Dalla sceneggiatura del film, Melvin Burgess ha scritto l’omonimo romanzo, edito in Gran Bretagna nel 2001 e in Italia nel 2002 e nel 2004, la rivista Total Film premia Billy Elliot come il 39esimo miglior film inglese di tutti i tempi. Nel 2005, La produzione teatrale musical di Stephen Daldry – il regista della pellicola –  trasforma il capolavoro in un musical,  che debutta al Victoria Palace di Londra e descritto dal “The Telegraph” come il miglior musical  inglese.

La versione musicale inglese nasce soprattutto da un’idea di Sir Elton John, che dopo averlo visto per la prima volta a Cannes si è rivisto completamente nella storia di Billy e, oltre ha regalare la colonna sonora allo spettacolo – vincitrice del Tony Awards come miglior musical nel 2009,  e del Drama Desk Awards come Miglior colonna sonora originale – , afferma “In quel bambino incompreso ho rivisto me alla sua età. Mi scorrevano davanti agli occhi le immagini dell’infanzia di questo bambino incompreso e non riuscivo a smettere di piangere. Mi hanno fatto pensare alla mia famiglia. Con Billy Elliot ho rivissuto parte della mia vita”.

Dal debutto a Londra nel 2005 lo spettacolo di Billy Elliot attraversa la Manica, e arriva al Sistina dieci anni dopo con la versione italiana del musical, la prima al mondo non inglese, firmata e prodotta da Massimo Romeo Piparo e ha il suo protagonista italiano. Si tratta di Alessandro Frola, viene da Parma, ha quattordici anni e un curriculum da bambino prodigio che farebbe invidia a Roberto Bolle. Occhi chiari, sguardo timido e doti straordinarie, con il suo talento ha subito colpito il regista Massimo Romeo Piparo, che l’ha scelto tra centinaia di candidati giunti al Sistina da tutta Italia.

A quattro anni Alessandro muove i primi passi nella scuola di Danza diretta dalla madre Lucia Giuffrida e ancora piccolissimo si guadagna una borsa di studio e un biglietto per due destinazioni top nel mondo della danza: l’American Ballet di New York e il Royal Ballet di Londra. Un palmares da campione che l’ha portato a danzare a Parigi e Berlino, in Europa come in Messico e negli Stati Uniti. Ma è a Roma che Alessandro raggiunge il suo traguardo più grande. Dopo oltre un mese e mezzo di casting di bambini tra gli 8 e i 14 anni, approda al call back di “Billy Elliot“, le audizioni finali per il ruolo di protagonista nella versione italiana prodotta da PeepArrow Entertainment e Il Sistina.

Le audizioni del nuovo Musical di Massimo Romeo Piparo – che completa una trilogia di cui ha parlato tutta la stampa europea, iniziata con “The Full Monty” e proseguita con “Jesus Christ Superstar“ – hanno registrato un record di richieste di partecipazione, con circa 1.200 aspiranti Billy. Dallo scorso dicembre il Teatro Sistina si è trasformato in un set permanente, invaso da giovanissimi e bravissimi interpreti. Alla fine l’amore, la passione, l’amicizia, la voglia di farcela trionfano sempre e il sogno si è avverato. Alessandro ha conquistato il ruolo di Billy Elliot e, a soli 14 anni, si è guadagnato il prestigioso palco del Tempio della Commedia Musicale Italiana.

Federica Marazza

 

 

 

 

 

 

“Ben Hur” – Una storia
di ordinaria periferia”
al Teatro Ghione

I protagonisti di "Ben Hur" in scena al teatro Ghione di Roma

I protagonisti di “Ben Hur” in scena al teatro Ghione di Roma

Fino al 19 Aprile, il teatro Ghione offrirà un connubio di risate e momenti di tragicità e riflessione  attraverso il tema dell’immigrazione in Italia – in particolare a Roma -, grazie al nuovo spettacolo scritto da Gianni Clementi il quale, grazie alla sua penna, riesce a tradurre per il palcoscenico attoriale temi di attualità con grande semplicità e comicità brillante, per poter arrivare nelle emozioni e nei pensieri di qualsiasi genere di pubblico.

Lo spettacolo, giunto ormai alla quarta stagione di repliche riconferma il successo del duo Triestino-Pistoia, già scritturati precedentemente per “Muratori” – di Edoardo Erba – e “Grisù, Giuseppe e Maria”, dello stesso Clementi. Nicola Pistoia, che firma anche la regia, è Sergio, un ex stuntman caduto in miseria dopo un avvio eccellente niente di meno che con Spielberg nel film “Salvate il soldato Ryan”.  ‘Borgataro’ romanista si ritrova in disarmo e in attesa di un risarcimento a convivere con la sorella Maria – anche lei separata e in bolletta – , separato con due figli che di nome fanno Jennifer e Paulo Roberto, e che si arrangia facendo il centurione davanti al Colosseo per i turisti.

Maria, la sorella di Sergio, separata senza figli, torna a convivere con il fratello, è abbruttita e rassegnata, e continua a campare lavorando in una chat erotica dove si fa chiamare Samanta. Sicuramente è il personaggio che fa da motore a questa storia “di periferia”, quello che più di tutti agisce e subisce una trasformazione emotiva: prima è depressa, sciatta, senza soldi e senza un lavoro, ma soprattutto è rassegnata.

Quando meno se lo aspettano, nella vita misera dei due fratelli irrompe un immigrato bielorusso, Milan, laureato ingegnere , ma pur sempre una figura marginale qui in Italia quando arriva a casa di Sergio e Maria, che lo ospitano. Milan, il “Ben Hur” della situazione – ecco il perché del titolo – viene sfruttato come una bestia da lavoro da un datore ‘abusivo’, prepotente e ignorante. Lavora come Centurione al posto di Sergio e inaspettatamente risolleva le condizioni economiche della famiglia che lo ospita e non solo: il suo modo di essere gentile spiazza Maria che si addolcisce, la guarda in modo diverso, fa sì che lei esista nei modi normali della femminilità. Dopo l’incontro con Milan, Maria rifiorisce, e a un cambiamento del suo stato emotivo, corrisponde un’evoluzione fisica evidente. Anche per Sergio succede lo stesso: inizialmente bruto e sgarbato con Milan – come lo sarebbe chiunque di noi con un immigrato – diventa più sensibile, si affeziona ed esce il lato più umano dell’uomo.

Ma tutta questa serie di emozioni positive nella vicenda dei tre personaggi, cessa come un fulmine a ciel sereno a causa del tradimento di Maria, e tutti gli affetti che si creano spariscono improvvisamente. Quale sarà stata la causa che ha fatto scattare la spietatezza dei due fratelli per non macchiarsi di una colpa illegale e per liberarsi del clandestino bielorusso? Non vi resta che correre al teatro Ghione, per assistere a questa commedia brillante e intelligente con Paolo Triestino, Nicola Pistoia ed Elisabetta de Vito.

Federica Marazza

“Tutti insieme
appassionatamente”,
il musical 50 anni dopo

tuttinsieme03-1Fino al prossimo 11 gennaio il teatro Sistina di Roma ospiterà il celebre musical “Tutti insieme appassionatamente” che – già dal titolo – appare essere un invito a partecipare senza esitazioni. Prodotto da Massimo Romeo Piparo con la sua produzione Peep-Arrow Entertainment, dopo i successi di “Sette spose per sette fratelli” e “My Fair Lady”, torna al Sistina con questo spettacolo, basato sul romanzo autobiografico “The Trapp Family singers”, di Maria Augusta Trapp, la protagonista della storia.

Dopo il clamoroso record registrato dallo spettacolo di “My Fair Lady”, Piparo ha voluto riconvocare la coppia di Luca Ward e Vittoria Belvedere, rispettivamente nei ruoli del comandante George Von Trapp – un rigido militare della Marina, vedovo e con sette figli da crescere – e Maria Trapp, una ragazza di ventun anni di natura allegra e gioiosa, che ama soprattutto cantare, ma anche religiosa e proprio per questo vorrebbe cominciare il noviziato per diventare suora.

Il musical in scena al Sistina di Roma è stato realizzato per celebrare anche il 50° anniversario del film, che ha fatto incantare intere generazioni grazie alla deliziosa e talentuosa Julie Andrews. Lo spettacolo del prestigioso teatro romano ha voluto ripristinare le musiche originali di Richard Rodgers – già presenti nel film -, i testi di Oscar Rammerstein II e il libretto di Howard Lindsay e Russel Crouse.

Tutti insieme appasionatamenteLe scene di Teresa Caruso sono state fondamentali per rivivere l’Austria degli anni ’30, affiancate dai costumi di Cecilia Betona e le coreografie di Roberto Croce. Oltre Ward e Belvedere, protagonisti del musical, sul palco si sono esibiti anche attori del calibro di Giulio Farnese, nel ruolo di Max Detweiler, Enrico Baroni in quello del Barone Eberfeld, Sabrina Marciano che interpreta Elsa Schreader, Silvana Isolani la madre Badessa, Donatella De Felice Frau Schmidt/Suor Sophia, Marika Franchino in Suor Berthe. Carlo Alberto Gioja è il Maggiordomo Franz, Riccardo Sinisi è Rolph.

Questi, invece, i nomi dei bambini, affiancati dal cast della Compagnia Stabile del Musical, che interpretano i sette fratelli Von Trapp: Beatrice Arnera/Liesl, Daniela Simula/Brigitta, Alessandro La Cava/Kurt, Kevin Magrì/Friederich, Zoe Nochi/Luisa, Martina Bigi/Martha ed Emma Valerio – in scena con la mamma Vittoria – è Gretl. Restano ancora pochi giorni per assistere al musical e per entusiasmarsi con le canzoni più famose come “Do-Re-Mi”, “Le cose che mi piacciono di più”, “Edelweiss” e tante altre… cosa aspettate a regalarvi la magiadi questo spettacolo che offre il Sistina e godervelo tutti insieme appassionatamente?

Federica Marazza

 

 

 

La Bella e La Bestia:
la favola secondo Rai 1,
tra pericolo e mistero

La Bella e la BestiaIl 28 e 29 dicembre, su Rai 1, è andata in onda la fiction intitolata “La Bella e la Bestia”, liberamente tratta dalla celebre favola che ha fatto sognare milioni di lettori di tutto il mondo, e di cui si presuppone che le origini risalgano addirittura dall’autore dell’antica Grecia Apuleio, e poi rivisitata nel corso dei secoli da vari scrittori europei e, per ultimo, dalla società di film d’animazione americana Disney nel 1991.

La fiction, che vede come interpreti protagonisti della nostra storia, il talentuoso attore Alessandro Preziosi (nel ruolo di Leon, la “Bestia”) e l’attrice spagnola Blanca Suarez (che ricopre il ruolo di Bella), è prodotta dalla Lux Vide – casa di produzione di Luca e Matilde Bernabei – in collaborazione con Mediaset España, la quale ha rilasciato le puntate per la rete spagnola “Telecinco”.

Nella versione presentata da Rai 1, la favola è avvolta continuamente da fascino, suspense, pericolo e mistero ed è ambientata in Francia, nella fine del Settecento. In un castello viveva un principe, Leon DalVille, un uomo che aveva tutto ciò che all’epoca si poteva desiderare dalla vita: amore, bellezza, gioventù, ma in una notte terribile perse ogni cosa, compresa l’amatissima moglie Juliette , venuta a mancare a causa dell’incendio che bruciò un’ala del castello dove si trovavano le stanze della donna, e Leon, rimase solo e sfigurato da una cicatrice spaventosa, diventa un uomo temuto e odiato, crudele, selvaggio e senza cuore. La Bestia decide di celarsi una parte del volto da una maschera d’argento per incutere paura e ricordare a tutti di non aspettarsi nessuna pietà.

Nel villaggio che apparteneva al principe Leon, viveva una fanciulla di nome Belle, che sognava di avventure per mare alla scoperta di mondi nuovi insieme al padre Maurice, mercante, il quale era in debito con Leon dopo aver perso il carico della nave. La Bestia, non avendo pietà per nessuno, per far saldare il debito a Maurice fino all’ultima moneta, decide di mettere il mercante davanti a una scelta impossibile: o consegna a Leon la sua nave o manda una delle sue figlie a servizio del principe fino all’estinzione del debito. Maurice è pronto a rinunciare alla sua imbarcazione quando bella lo anticipa, senza dire niente a nessuno, e di nascosto si presenta al castello al cospetto di Leon. Il principe, colto dal coraggio della ragazza, accetta.

Per Bella, comincia un periodo di prostrazione, ma grazie alla sua tenacia, purezza e forza d’animo, suscita curiosità e interesse in Leon e nella cugina di lui, Hélène, che spera di sottrarsi a un matrimonio combinato dal cugino per lei dal cugino, e lancia una scommessa con quest’ultimo: è sicura che Leon non sarà in grado di sedurre la giovane serva. La Bestia accetta la sfida della cugina e se non riuscirà ad avere Bella entro due settimane, dovrà sposare la cugina, la quale altrimenti, dovrà sposarsi il pretendente scelto da lui.

Fiction RaiUnoNel frattempo, sono tante le conoscenze in cui si imbatte Bella nel castello: la rigida governante Albertine, il valletto pauroso del principe, Florian e una piccola “visitatrice abusiva” di nome Zazie, una bimba del villaggio che viene di nascosto al castello, appositamente per rubare un po’ di pane per sfamare la sua povera famiglia di contadini. Ma la conoscenza che più di tutti colpisce Bella, è lo zio Armand, zio di Leon e padre di Hélène, appassionato di essenze e profumi e che vive nel suo laboratorio custodendo inoltre i segreti del passato del principe.

Nello scorrere delle due settimane, sono varie le vicissitudini che faranno cambiare a Bella, le idee che lei ha riguardo Leon. Curiosa di capire cosa sono i suoni e i lamenti che sente durante la notte, e che gli abitanti del castello attribuiscono al fantasma della moglie del principe, Bella lo coglie solo e sofferente e mentre cerca di consolarlo, tra i due scocca la scintilla. Inconsapevolmente vengono indagati da una gelosa e furiosa Hélène, che decide di intervenire per contrastare il sentimento tra i due.

Dopo misteri e pericoli, amori, intrighi e inganni, grazie alla fanciulla Belle, la verità viene a galla per far tornare la pace e la serenità al castello e al villaggio. Leon, vince la scommessa con la cugina, dopo aver rivelato i suoi segreti alla ragazza, che accetta di sposarlo. Una storia, regalataci questa volta da Rai 1, sull’eterna lotta tra il bene e il bene, che riguarda ognuno di noi per far capire a tutti che, affinchè una persona sia amabile, bisogna prima di tutto amarla.

 Federica Marazza

 

 

Rapunzel, un magico
Natale al Teatro
Brancaccio di Roma

RapunzelAl Teatro Brancaccio di Roma, arriva il musical “Rapunzel”, una delle favole più celebri dei fratelli Grimm. Lo spettacolo, liberamente tratto dal racconto dei due autori tedeschi, farà vivere a tutte le famiglie (ma anche alle persone di tutte le età) la magia di un fantastico Natale, all’insegna della migliore tradizione natalizia del Brancaccio, offrendo l’opportunità – quasi involontaria – di staccare per un breve, ma intenso tempo la spina, e facendoci sentire spensierati e sereni dalle preoccupazioni  di tutti i giorni.

In questa occasione, il teatro diventerà la nostra scatola magica dalla quale possiamo ripescare i nostri ricordi d’infanzia, farci sognare ad occhi aperti  e… perché no!, anche per tornare ad essere bambini nel cuore senza vergogna, grazie all’entusiasmo dei nostri figli, che porteremo con noi a  vedere il musical. Nello spettacolo musicale potremo ammirare, come già annunciato nei mesi precedenti di promozione, un’interprete d’eccezione: infatti, proprio Lorella Cuccarini, l’attrice, cantante e showgirl più amata dagli italiani, si confronterà con un ruolo per lei inconsueto, ovvero quello di madre Gothel (Go to Hell=Vai all’inferno), l’antagonista della nostra storia. La Cuccarini si è dichiarata soddisfatta, per aver avuto la possibilità di tirare fuori questo suo lato dark, mai sperimentato prima e considerato “inedito” anche dalla stessa attrice.

La regia è guidata da Maurizio Colombi, reduce dal successo del musical di Peter Pan con le musiche di Edoardo Bennato. “Rapunzel” sarà proprio caratterizzato dallo stile di Colombi, che utilizza rumori e sottofondi per creare un’atmosfera stile cartoon  e realizzando una sorta di double-fiction, dove i personaggi si trasformeranno dai personaggi sul palcoscenico ai disegni animati in video. Il tutto, accompagnato da musiche rock-melodiche originali, emozionanti e coinvolgenti. Le scenografie sono progettate da Alessandro Chiti, il quale ha realizzato sfondi di scena imponenti e a grande impatto visivo, con 15 quadri in continuo movimento  per mostrare agli spettatori, i vari luoghi della storia dove si incontrano i nostri personaggi. Tra gli effetti speciali, ci stupirà soprattutto, la lunga chioma intrecciata di Rapunzel, lunga sei metri, che si illuminerà magicamente grazie a miriade di piccole magiche luci.

20 performers sono stati selezionati fra ballerini e acrobati (che riproducono le coreografie di Rita Pivano), cantanti e attori. Inoltre, sono state scelte ben due attrici per interpretare Rapunzel bambina e Rapunzel ragazza (quest’ultima interpretata da Alessandra Ferrari  che sarà affiancata dal suo co-protagonista Phil, interpretato da Giulio Corso).

CuccariniAltri personaggi  che ruotano intorno ai protagonisti sono il re e la regina nella loro umiltà e umanità, un ladro superficiale e infantile che si innamora e diventa eroe, un capitano pasticcione al comando di guardie imbranate, briganti e furfanti facili da soggiogare, e un popolo e una corte pronti a esultare o a condannare. Molti i temi morali e sempre attuali, affrontati nello spettacolo, da insegnare ai bambini in chiave molto semplice e divertente e  che sono stati colti precedentemente,  leggendo la  favola dei fratelli Grimm. Da subito ci accorgeremo del tema sulla lotta eterna  tra il bene e il male, questi ultimi rappresentati in questo caso rispettivamente, da Rapunzel e madre Gothel.

La brama della vanità e delle cose fatue,  ma anche il gusto per le cose semplici a favore di una di una vita in armonia con il mondo, il rapporto tra madre e figlia e una riflessione sulla crisi adolescenziale.  Inoltre troviamo il tema del desiderio dell’eterna giovinezza, proprio di madre Gothel, un tema attuale rappresentato oggi dai “poteri” della chirurgia plastica, mentre nella favola grazie ai poteri magici e segreti dell’antagonista e in parte,  desiderio realizzato anche grazie alla magia della treccia di Rapunzel. Chi vincerà tra il bene il male,  in questa favola che ci regala il teatro Brancaccio per Natale? Per scoprirlo non vi resta che andare a vedere il musical e… buona Magia!

Federica Marazza

La televisione americana
scopre e racconta
le avventure di Marco Polo

Marco Polo-RichelmyArriverà prossimamente, anche sugli schermi italiani, la spettacolare serie televisiva americana ideata da John Fusco (autore di Homeland e Game of Thrones) e targata Netflix ispirata a Marco Polo, uno dei più grandi viaggiatori, scrittori e ambasciatori di tutti i tempi. Il celebre mercante veneziano – che visse tra il XIII e il XIV secolo – partì insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo alla scoperta del mondo asiatico, giungendo fino in Cina percorrendo la sconfinata Via della Seta. Più tardi, in un secondo viaggio, sempre motivato dalla passione per la cultura e la geografia orientali, arrivato alla Corte cinese di Kubilai Kahn, Marco Polo riuscì ad ottenere i favori dell’imperatore divenendone prima consigliere, e in seguito anche ambasciatore. Continua a leggere