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Federico Di Bisceglie
Collaboratore de "Il resto del Carlino", blogger su quotidiano online "Ildenaro.it" redattore Di "ferraraitalia.it", marketing consultant for b-smark LTD Dublin. Studente di legge.

Referendum Costituzionale. Parola ai giovani

Purtroppo da sempre la politica italiana compie il grave errore di non coinvolgere in maniera seria e significativa la parte giovane dell’elettorato su questioni fondamentali e che di fatto li riguardano in prima persona. Sebbene talvolta ci sia stato, da parte di alcune sigle partitiche un lieve tentativo di maggior coinvolgimento dei giovani, attraverso manifestazioni a loro dedicate o attraverso una dialettica che si avvicinasse di più al gergo giovanile, sostanzialmente nulla è cambiato.
Non si sono mai visti in un dibattito televisivo un ragazzo o una ragazza, compresi tra i 18 e i 25 anni, chiamati a portare il loro punto di vista su una qualsivoglia questione di rilievo politico nazionale o internazionale. E così sta accadendo anche per il dibattito referendario, che da mesi sta occupando le prime pagine dei giornali, dei telegiornali e che è sempre in auge come oggetto di confronto nei maggiori programmi di informazione televisiva. Come non si sono mai raccolte le opinioni dei giovani sulle grandi testate giornalistiche nazionali. Certo, qualcuno potrà obiettare che sono stati fatti diversi reportage su iniziative svolte dai giovani nelle piazze o a convegni piuttosto che a conferenze. Ma non è abbastanza.
È legittimo supporre che anche il pubblico sia stanco di sentire le opinioni degli “esperti”. Categoria molto varia e pericolosa.  Sarebbe quindi opportuno pensare ad un coinvolgimento maggiore dell’elettorato giovane, e sarebbe utile agli “esperti” ascoltare il punto di vista  dei giovani, per percepirne le esigenze e per comprenderne le obiezioni, qualora ce ne fossero. Su un argomento di estremo interesse e di primaria importanza come quello referendario, si dovrebbero creare un numero elevatissimo di occasioni di confronto e dibattito fra giovani e anche fra giovani e meno giovani. Auspico dunque che in questi ultimi 40 e più giorni che ci separano dal fatidico 4 dicembre la voce dell’elettorato giovane sia ascoltata e sia tenuta in considerazione.

Federico Di Bisceglie

Trinità dei Monti. L’incanto di una scalinata sempre sotto ‘cantiere’

trinita-dei-montiRoma. Dopo un cantiere che è durato più di dieci mesi, finalmente nella capitale sarà possibile ripercorrere quella meraviglia dell’arte barocca che il monumento costituisce. Purtroppo la notizia della riapertura della scalinata non ha avuto molto spazio sulle pagine dei giornali e nei telegiornali, ma è senza dubbio da tenere in considerazione. Innanzitutto è opportuno fare un sentito ringraziamento alla maison di moda Bulgari, che con uno stanziamento di fondi pari a 1,5 milioni di euro si  fatta promotrice e finanziatrice dell’interno progetto di ristrutturazione. D’altro canto c’è da considerare l’aspetto di una così importante “restituzione patrimoniale” alla città di Roma e al Mondo intero, come ha sostenuto la sindaca Raggi.

I principali dubbi sorti dopo la riapertura riguardano il mantenimento dello stato del sito d’interesse culturale. In merito la sindaca ha stilato un’ordinanza che prescrive una sorveglianza della scalinata da parte di vigili urbani e forze dell’ordine. C’è però un punto dell’ordinanza che non convince: non è prevista la chiusura durante la notte del sito. Sebbene sia prevista la sorveglianza anche notturna, non appare una decisione molto saggia quella operata dalla neo- sindaca, in particolare considerando i tristi precedenti che hanno coinvolto in atti di scempio e vandalismo i meravigliosi monumenti della Capitale. Non ultimo l’episodio de “la Barcaccia” del Bernini, situata proprio ai piedi della scalinata di Trinità dei monti, che è stata vittima di scempio da parte di hoolignas olandesi. Virginia Raggi avrà certamente i suoi motivi per non chiudere la scalinata alla sera, ma è sempre opportuno tener presente che il pericolo è sempre in agguato, e un sito appena ristrutturato come Trinità dei monti potrebbe far gola a qualche mal intenzionato o a qualche vandalo di quartiere.

A prescindere dal discorso meramente politico e sulla sicurezza del luogo, c’è un’ulteriore amara considerazione da fare. In un Paese come l’Italia, a fortissima vocazione turistica, una notizia del genere dovrebbe essere pubblicizzata e comunicata in maniera adeguata. Invece no. Solo qualche comunicato qui e la e qualche notizia data a spot nei tg televisivi. Chissà se Gregory Peck sarebbe contento? Secondo me no.

La Marianna approda
a Ferrara

marianna

Ancora non è ben chiaro l’iter che questa formazione politica avrà. Neanche il fondatore, Giovanni Negri è riuscito ad individuare ad oggi, la formula più opportuna per definire “La Marianna”. Che senza dubbio è un agglomerato di idee e principi ben saldi e definiti, ancorati alla tradizione radicale e non solo, che mira di fatto ad accogliere a braccia aperte tutti gli “homeless” della politica. Con questo termine Negri si rivolge ad un ampio bacino di cittadini che non si sente rappresentato da nessuna formazione politica, ma che comunque ha ancora voglia di mettersi in gioco e non si rassegna al progressivo declino del quale il nostro Paese è vittima da troppi anni ormai. Ciò che ha voluto precisare l’ex radicale e imprenditore Giovanni Negri è che il suo disegno e i suoi progetti non sono volti ad una rifondazione dell’ormai fu partito radicale, ma bensì di accogliere gli aspetti più interessanti della storia e dello sterminato patrimonio radicale e impiegarli in modo nuovo, per arrivare ad una formazione laica e fondamentalmente libera dai vecchi schemi della politica. “Voglio che la Marianna sia l’alternativa al grillismo e all’incapacità di chi in questi anni ha guidato, o meglio non ha guidato affatto il nostro Paese” afferma Negri, il quale assieme ad una serie di collaboratori ha steso le prime cinque linee guida che la Marianna seguirà, nel suo lungo e faticoso iter per far sentire la sua voce. Il centro storico di Ferrara nella serata di fine estate del 15 settembre è stata una bellissima cornice per un incontro informale, quasi amicale tra il fondatore e i cittadini estensi interessati dal nuovo embrione nascente. Per altro, i cittadini ferraresi sono stati espressamente investiti di una grande responsabilità  da parte del fondatore, il quale ha chiesto ad ognuno dei partecipanti di portare al primo appuntamento ufficiale in programma nella vicina Bologna per gennaio, di coinvolgere un considerevole numero di persone in questo cammino, per arrivare a Bologna con un buon numero di “sanculotti”. L’incontro è stato impostato in maniera che dopo l’introduzione di Giovanni Negri sulle linee guida de “La Marianna”, ci fosse spazio per un dibattito e per le osservazioni. Che non si sono fatte certo attendere e che hanno fornito diversi punti di riflessione nell’ambito dell’impresa, della giustizia, rispetto l’evasione fiscale e più ingenerale una nuova idea di fiscal system da adottare in Italia sul modello americano. “La Marianna” come più volte sostenuto dallo stesso “padre” Negri è ancora in fase iniziale, il suo assetto ancora da definire e le frecce da incrementare e migliorare anche e soprattutto dal punto di vista comunicativo, ma una cosa è certa: le idee e i principi sono saldi e saranno quelli che renderanno forte “La Marianna”.

Mala tempora currunt. Privacy, Facebook sotto scacco UE

facebook_whatsappE’ il caso di dirlo: non è un buon periodo per i social network e per le aziende del settore tech. Dopo i recenti fatti riguardanti Google e il colosso californiano con sede a Cupertino Apple, ecco spuntare all’orizzonte una nuova “inchiesta” che farà certamente tremare Zuckeberg, CEO di Facebook e l’utilizzatissimo network di comunicazioni Whatsapp. L’oggetto delle richieste avanzate dal commissario europeo alla concorrenza Margrethe Vestager, riguardano l’utilizzo di dati sensibili da parte di Facebook, ma in realtà provenienti dall’altra piattaforma chat.  In un comunicato diffuso dall’azienda dello statunitense informatico e imprenditore, si cerca di difendere le proprie ragioni, sottolineando il fatto che gli utenti che accedono a Facebook, lasceranno alcuni dati sensibili comuni a tutti e due i social come ad esempio il numero di telefono e la frequenza di accesso alla rete. Sebbene deselezionando alcune voci nelle impostazioni di Whatsapp si possa evitare di condividere determinate informazioni Whatsapp condividerà  comunque determinati dati con Facebook.

Ecco l’inganno. Poco più di due anni fa infatti Facebook e Whatsapp pur mantenendo autonomia di brand, hanno stipulato un sodalizio da 22 miliardi di dollari. Per cui in un certo senso Whatsapp deve rendere conto a Facebook, e detta in parole povere avviene un vero e proprio scambio di informazioni. Certamente le indagini dovranno essere accurate e approfondite prima di emettere un’eventuale sentenza di condanna, ma se venisse dimostrato che avviene quello di cui sono “imputate” le aziende non ci sarebbe certo da stare tranquilli. Alcuni attenti osservatori statunitensi hanno obiettato il fatto che ci sia ultimamente da parte dell’UE un accanimento nei confronti delle società operanti nel mondo della tecnologia, statunitensi. Ma sarà tutto da verificare, esattamente come i debiti di Apple e le contestazioni mosse a Google per ciò che riguarda i diritti sul copyright.

Federico Di Bisceglie

Talk Show. Alan Friedman e il revival di Keynes

friedmanIl livello dei talk show come strumento di informazione e divulgazione di notizie e dibattiti su temi che riguardano l’attualità è molto scaduto. Talvolta però, capita di sentire qualche opinionista, in questo caso straniero, che riesce a fare osservazioni pertinenti rispetto la politica e lì economia del nostro paese e che è in grado di prospettare soluzioni veramente interessanti.

Il tema che sul programma della rete di Urbano Cairo, che si tiene alla mattina sin verso l’ora di pranzo su la7, condotto da David Parenzo, puntata del 9 settembre è risultato davvero interessante. Si parlava di crescita economica, pensioni e politiche sull’impiego. Il conduttore ha proiettato sullo schermo un filmato che ritraeva il presidente dell’INPS Tito Boeri alle prese con l’illustrazione di slides concernenti l’età pensionabile e le prospettive di pensionamento per la generazione dal 1980 in poi. I dati sono davvero allarmati, poiché potenzialmente per un cittadino nato nel 1980 le prospettive pensionistiche potrebbero arrivare alla soglia di 70-75 anni. I commenti dei vari ospiti in studio e in collegamento sono stati diversi, e più o meno tutti concordi nel dire che effettivamente il tetto massimo di età prospettato da Boeri è quasi surreale. Ma l’intervento più interessante, profondo e azzeccato è stato quello del giornalista statunitense Alan Friedman.

L’ex articolista del famoso giornale finanziario inglese “Finacial Times”, ha dato una vera e propria lezione di politica economica al nostro premier Matteo Renzi, che spero percepirà. In buona sostanza Friedman ha sottolineato che con le famose crescite degli “Zero virgola”, che il primo ministro tanto sbandiera come segno di ripresa per il nostro Paese, non si ottiene nessuno risultato. Secondo l’opinionista statunitense quello che ha prospettato Renzi fino ad ora è solo un’illusione, al quale il Popolo però non crede più. Keynes.
Solo attraverso una politica ispirata alle teorie economiche del celebre economista britannico, si potrà avere per l’Italia una vera e propria ripresa all’insegna di un’economia più solida e più produttiva. Il revival di Keynes da parte di Friedman è un chiaro esempio di come le cose in Italia dovrebbero andare e di come attuare un determinato progetto economico e politico che sia effettivamente efficace. E, in caso ce ne fosse bisogno, sottolinea la grande attualità e la lungimiranza di John Mynard Keynes.

Federico Di Bisceglie