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Nave Diciotti, intervenga Mattarella

Si sta consumando in queste ore l’atto tragico di una grande truffa. 117 naufraghi, soccorsi dalla Guardia Costiera, sono letteralmente tenuti in ostaggio dai capricci propagandistici del Ministro dell’Interno – il quale evidentemente ha poteri illimitati; nel silenzio e nella complicità del felpato Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

La truffa consiste nel nascondere agli italiani una verità: la politica attuata dal Governo non funziona. Al passato Consiglio di Bruxelles non si è ottenuto niente, se non che gli altri paesi europei possono aiutarci solo se lo vogliono – qui Conte è stato clamorosamente raggirato. E proprio con quei paesi europei con i quali ci potrebbe essere una cooperazione, i rapporti sono peggiorati; per esempio bullizziamo la storicamente filoitaliana Malta, di cui dovremmo invece farci interpreti.

Si stringono invece i rapporti con l’Ungheria, o con l’Austria – subito pronta a chiudere i confini contro di noi: questi paesi, guidati da forze politiche ostili ai nostri interessi, non hanno la minima intenzione di aiutarci nella gestione del fenomeno dell’immigrazione. L’Italia dunque si è isolata, e alle forze di governo non resta che dare un orripilante spettacolo.

Al mondo si sta dando un’immagine sbagliata dell’Italia. Per questo chiediamo l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che come Capo Supremo delle Forze Armate ha lui il potere di ordinare ad una nave della nostra Guarda Costiera lo sbarco. Dopodiché chiediamo che le responsabilità di questo atto contro la legge vengano stabilite, e i colpevoli perseguiti.

Federazione Giovani Socialisti
L’Italia che bullizza sui profughi

«Abbiamo assistito, per troppe ore, a uno spettacolo esecrando» commenta Roberto Sajeva, segretario dei Giovani Socialisti «da un lato il neoministro degli interni che sbandierava un suo torvo ritratto con hashtag per fomentare urla belluine, dall’altro l’Europa che tergiversava, vile. Nel frattempo centinaia di disperati bloccati in alto mare.

L’Italia svolge da anni un lavoro solitario nel soccorrere, controllare, curare e organizzare la maggior parte degli immigrati che fuggono da un’Africa messa a ferro e fuoco dal neocolonialismo anche europeo.
La cattiva gestione, criminale e clientelare, dei profughi ha causato tensioni e tragedie nel nostro Paese. Il problema non poteva essere più rimandato, neanche dalle sperdute sinistre mal risvegliatesi dopo le scorse elezioni.
Ridicolo però, da parte di Salvini, alzare la voce contro uno Stato poco più popoloso di Catania, che ovviamente non può essere rimproverato di nulla, considerando gli scarsissimi mezzi e spazi di cui dispone. L’Italia dovrebbe farsi interprete di Paesi come Malta, Tunisia, Grecia e via cantando, non bullizzarli. Se questa prepotenza e questi toni erano davvero necessari, sarebbe stato necessario rivolgerli alla Francia per esempio. Prima responsabile di buona parte delle vicende umanitarie d’Africa. Dalle ex colonie alla Libia che vorrebbe ancora dominare, proprio per far danno a noi e senza neanche migliorare le vite degli africani, anzi. C’era un nuovo interlocutore in Spagna, tra l’altro. Che si è infatti rivelato più sensibile di chi lo ha preceduto.
Se questa è la diplomazia del nuovo Governo io non credo che otterremo grandi risultati. Questa prova di forza rischia di tramutarsi in un boomerang per i populisti. Polizia europea di frontiera? Ancor meno sovranità. Collaborazione più seria sullo smistamento degli immigrati? Meno margini di trattativa sui parametri economici.

A margine della vicenda geopolitica, mentre l’Aquarius è ancora in mare, lo sfacelo di un’Italia sempre su di giri, traboccante di invasati che se la prendono con i disgraziati, di razzisti e di bruti ma anche di insopportabili soloni che nulla sanno del mondo, arroccati nel privilegio e nel classismo di una presunta superiorità intellettuale. Non possiamo che cercare conforto nella nostra comunità atlantidea, ancora ricca di uomini e donne dotati di onestà intellettuale e spirito umanitario. Oggi è il caso davvero di ringraziare la compagna Francesca Rosa D’Ambra, una delle mie due vicesegretarie, che svolge un lavoro prezioso nelle operazioni di terra, in Calabria.»

Pubblichiamo anche la dichiarazione del segretario del PSI, Riccardo Nencini:

«Le Convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia prevedono obbligo di solidarietà in mare. Salvini se ne frega e immagina di risolvere il problema con i muscoli. Anche Spagna e Francia chiusero i loro porti. Si nascosero dietro la posizione geografica: i loro porti sono più lontani dei nostri dal luogo in cui i migranti si imbarcano. Resta il fatto che la solidarietà non si misura in chilometri. Stanichev (PSE) ha richiamato duramente il governo italiano. Bene. Meglio se l’avesse fatto anche con spagnoli e francesi».

Federazione Giovani Socialisti Italiani

FGS Cosenza
Bene la candidatura di Francesca Rosa D’Ambra

Esprimiamo profonda soddisfazione per la candidatura nella lista Insieme di Francesca Rosa D’Ambra, commissario regionale e vicesegretario nazionale della FGS.
Siamo felici che il Partito Socialista abbia tenuto conto del contributo della nostra organizzazione giovanile e siamo convinti che la campagna elettorale che svolgeremo nel centrosinistra sia anche una ottima occasione di rilancio per la nostra organizzazione. La candidatura di D’Ambra è la sintesi della migliore espressione del mondo giovanile e della politica che vede protagoniste le nuove generazioni.
In un epoca di disaffezione verso la politica e di sfiducia profonda nelle istituzioni crediamo che possa apportare un fattivo contributo nel modo di fare politica e un valore aggiunto per le sue competenze ed esperienze. Siamo convinti che gli elettori apprezzeranno la squadra messa in campo dai socialisti e dalla lista Insieme capeggiata dal Segretario Regionale PSI, Luigi Incarnato alla camera dei Deputati e da Agostino Chiarello al Senato.
Inoltre, salutiamo con compiacimento la candidatura del compagno Gerry Rubini, dirigente storico della FGS Calabrese, anch’esso in lista.