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Regione Campania. Sul portale l’elenco dei vitalizi

regione-campaniaOra tutti i campani potranno conoscere quanto si spende per pagare i vitalizi agli ex Consiglieri regionali e quanti soldi pubblici servono per garantirli ai titolari e, in molti casi, anche ai loro eredi grazie ad un emendamento al collegato della finanziaria regionale ora è possibile consultare sul sito del Consiglio regionale della Campania, nella sezione dedicata all’Amministrazione trasparente, l’elenco completo dei super vitalizi erogati annualmente dalla Regione Campania. Un’operazione di trasparenza della maggioranza targata De Luca nei confronti dei cittadini della Campania che hanno il diritto di sapere quanto spendono e a chi vanno tali somme.

Analizzando attentamente i dati aggiornati a febbraio 2017, ogni anno la Regione Campania si eroga per un totale di 246 vitalizi la bellezza di 10.752.639,12 euro ma da tale elenco pubblico dei vitalizi si evince che 2.264.355,60 euro, risultano destinati agli eredi degli ex Consiglieri.

L’elenco degli assegni per gli ex consiglieri 60enni o ultrasessantenni, vede in cima alla lista l’ex presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino che è stato due volte al timone di Palazzo Santa Lucia e nel 1970 consigliere regionale per il Partito Comunista Italiano e quindi ha maturato 15 anni di contributi. C’è poi l’ex assessore regionale e comunale Antonio (Tonino) Amato, l’ultranovantenne Amelia Cortese Ardias (Liberale, consigliere regionale nel lontano 1975). E ancora fra gli altri, il missino Antonio Cantalamessa, l’ex assessore regionale Angelo Giusto, l’ex Dc irpino Giovanni Pianese e così via. Tutti col massimo del vitalizio: 6.993 euro lordi mensili. Seguono con la stessa cifra Salvatore Ronghi, già dirigente sindacale in Ugl ed ex vicepresidente del Consiglio regionale della Campania nonché fondatore di ‘Forza del Sud’; Luciano Schifone, ex consigliere di Fratelli d’Italia. C’è anche l’attuale assessore comunale alla Cultura a Napoli Nino Daniele, un passato nel Pci, nel Pds e ora in giunta con Luigi De Magistris, fra i percettori del vitalizio: capogruppo e vicepresidente della giunta, incassa ogni mese quasi 5mila euro lordi. Insomma, dall’estrema sinistra di Rifondazione all’estrema destra dell’ex Msi poi Alleanza Nazionale ci sono tutti, nessuno escluso.

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Ecco l’elenco completo con importo lordo mensile:

ACOCELLA GIOVANNI
4995
AIELLO PASQUALE
3330
AITA VINCENZO
3330
ALBARELLA GIUSEPPE
5661
ALINOVI ABDON
3663
AMATO ANTONIO
6993
AMBROSIO PAOLA
2532.13
ANZALONE LUIGI GESU’
3330
ARDIAS AMELIA
6993
ARMATO TERESA
2785.35
ARMATO SALVATORE
6660
ARNESE SALVATORE
2532.13
AVERSANO SALVATORE
3330
BARBIROTTI DARIO
3330
BARRA FRANCESCO
3330
BASSOLINO ANTONIO
6993
BELLOCCHIO ANTONIO
3663
BIANCO FRANCESCO
4995
BOFFA ALDO
3968.25
BOFFA COSTANTINO
2532.13
BRUSCO FRANCESCO
3330
CALZA ALDO
2817.18
CANTALAMESSA ANTONIO
6993
CAPPELLO VINCENZO
4995
CARDANO NICOLA
2532.13
CARPINELLI UGO
3330
CASAMASSA BRUNO
3330
CASI LLO FRANCESCO
4995
CASTALDI VITALE
3330
CENNAMO ALDO
3146.18
CERBONE SALVATORE
6660
CHESSA MARCELLO
3718.5
CHIRICO CARLO
3146.18
CIAMBRIELLO SAMUELE
4995
CIARLO PIETRO
3330
CICALA MARCO
3330
CIOFFI ROSANNA
3330
CIRILLO CIRO
3996
CLEMENTE GIOVANNI
4995
COLA SERGIO
3330
COLASANTO LUCA
4995
COLUCCI RAFFAELE
4995
CONSOLI ANGELO GIANCARMINE
3330
CONTE CARMELO
2669.33
CORTESE ANGELA
3330
COSENZA GIANCARLO
3146.18
COSTANZO ROBERTO
3544.98
CRIMI ALDO
5661
CUNDARI GABRIELLA
3330
D’ALO’ GIUSEPPE
6118
D’ELIA PIETRO
2532.13
D’ERCOLE FRANCESCO
6382.5
DANIELE FRANCESCO
4995
DANIELE GAETANO
4995
DE LUCA VINCENZO
3578.26
DE MARTINO GUIDO
2975.69
DE PRISCO GERARDO
3663
DE ROSA ARMANDO
6660
DE SIMONE ANDREA
4995
DE VITTO CONCETTA
2532.13
DEL GADO EDUARDO
3330
DEL MESE PAOLO
2817.18
DEL VECCHIO MARIO
5994

Primo matrimonio in Italia per una trans

matrimonio trans

Alessia Cinquegrana e Michele Picone

Una svolta  storica ad Aversa in provincia di Caserta nel riconoscimento dei diritti civili. Infatti Alessia Cinquegrana, ex Miss Trans Campania, sarà la prima trans a contrarre matrimonio in Italia. La vera  novità sta nel fatto che non è stata costretta a subire l’intervento chirurgico per cambiare sesso è sarà la prima del “genere” a sposarsi presso un ente. “Il giorno 27 aprile alle ore 12 – comunica una nota l’Associazione trans Napoli – presso il municipio del Comune di Aversa, si unirà in matrimonio civile, con una cerimonia officiata dal sindaco, la nostra associata Alessia Cinquegrana”.

“È la prima donna in Italia che, dopo aver avuto la riattribuzione di sesso senza doversi sottoporre all’intervento demolitivo, può felicemente coronare il suo sogno d’amore e unirsi in matrimonio con Michele Picone, dopo 11 anni di vita insieme – spiega la fondatrice dell’associazione Loredana Rossi – Una favola a lieto fine”. Ileana Capurro, presidente Atn aggiunge: “Il matrimonio della nostra iscritta rappresenta un momento importante della storia della comunità transessuale e un cambiamento atteso da anni da tutte quelle persone transessuali che, non potendo o volendo sottoporsi alla pratica del bisturi per forza richiesta in passato, venivano private dei loro diritti civili. Una violenza. Oggi, anche grazie agli interventi giurisprudenziali, è stato raggiunto un concreto traguardo di totale equiparazione e finalmente le persone transessuali, da noi sostenute possono liberamente scegliere il percorso più adeguato quindi, anche senza intervento demolitivo ricostruttivo, per ottenere la rettifica del genere ed il cambio del nome all’ufficio di stato civile”.

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Basta con compagni alla “Giacinto Mazzatella”

Basta con compagni alla “Giacinto Mazzatella” riportiamo lo scontro nelle sedi deputate

Quando si rispettavano i partiti ricordo che i compagni utilizzavano le sedi deputate per confrontarsi ed a volte anche scontrarsi sempre e solo su di un piano politico, alla fine esisteva sempre un codice etico e morale comportamentale dove il confronto si basava solo su piani politici rispettando sempre l’avversario e cercando di trovare sempre una sintesi verso unità.

E lo stesso rispetto si portava anche per esponenti di altre forze politiche. Oggi questa voglia di protagonismo che mette l’individuo in primo piano porta spesso pseudo compagni ad attaccare il partito stesso e ingiuriando gli stessi compagni di viaggio.

È il caso del Sig. Gerardo Labellarte, che spesso utilizza i network e la rete per aprire tribune pseudopolitiche attaccando contro la linea politica nazionale ed ingiuriando contro il gruppo dirigente nazionale.

La definisco Signore e non compagno perché una persona che non rispetta il partito stesso e non applica un codice etico e comportamentale non può vestirsi di tale titolo, almeno sotto una visione socialista.

Il suo comportamento è paragonabile a “Giacinto Mazzatella” un famoso personaggio di un film di Ettore Scola “Brutti, sporchi e cattivi”, un personaggio che sopravvivere nella periferia romana degli inizi degli anni 70 nella totale miseria morale senza rispettare la famiglia stessa.

Caro sig. Gerardo Labellarte bisogna riportare il confronto e lo scontro su un piano politico e soprattutto riportarlo nelle sedi opportune per ridare dignità e rispetto al partito, continuando su questa linea si fa del male al partito stesso ma soprattutto ai tanti compagni che quotidianamente lavorano con passione nelle varie sezioni territoriali sforzandosi di tener accesi i valori e la storia del socialismo italiano.

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Listopoli: Barra decisiva nella vittoria della Valente

Antonio Bassolino e Valeria Valente

Antonio Bassolino e Valeria Valente

Valeria Valente vinse le Primarie del centrosinistra nel 2016 contro Bassolino grazie al grande risultato ottenuto a Napoli Est e Napoli Ovest: le due periferie estreme regalano la vittoria alla deputata. A Napoli est determinante l’appoggio dei consiglieri comunali Antonio Borriello e Bobo Esposito. Proprio in due seggi della zona orientale la Valente raccoglie 891 voti contro i 204 di Bassolino. Ma Vero e proprio boom a Barra dove l’ex assessore comunale raccoglie ben 1109 voti contro i 422 dell’ex presidente della Regione nei 4 seggi della sezione.  E proprio a Barra venne sostenuta fortemente dalla sezione locale del PD e dal proprio segretario Salvatore Madonna, attualmente unico indagato del caso Listopoli a Napoli.

Salvatore Madonna nasce nel 1974. Dopo il diploma di ragioneria, inizia a lavorare come impiegato nel settore del trasporto pubblico locale. Nel 1989 ha conseguito il diploma di formazione politica con la Democrazia Cristiana. È stato vice segretario del circolo di Barra nel Partito Popolare e con la Margherita. Attivista sindacale della Cisl dal 97 al 2000, viene eletto nel 2006 consigliere municipale alla 6ª Municipalità. Attuale segretario del circolo Pd di Barra, viene candidato ed eletto consigliere nella lista dello stesso partito alle elezioni comunali del 2011 ed è stato uno dei forti sostenitori della candidatura dell’On. Valeria Valente a Sindaco a Napoli. Ma ieri l’ex consigliere PD in una nota stampa si autosospende dai democrat partenopei: “In relazione alle vicende che mi vedono interessato, pur ritenendo di non aver commesso alcuna irregolarità ed in attesa che la mia posizione venga chiarita, ritengo opportuno autosospendermi dal Partito Democratico”. Così la nota del consigliere Pd, Salvatore Madonna. Secondo quanto si apprende infatti, il democrat è il primo iscritto nel registro degli indagati, nell’ambito dell’inchiesta sui candidati ignari in alcune liste a sostegno di Valeria Valente del Pd alle ultime amministrative a Napoli. Secondo le prime ricostruzioni, il democrat avrebbe autenticato le firme false per ‘Napoli Vale’. Nelle prossime ore riceverà un invito a comparire: per gli inquirenti è importante sentirlo al più presto. Salvatore Madonna, tuttavia, presumibilmente non sarà l’unico iscritto. La stessa Valente è stata ascoltata dai pm come persona informata sui fatti. La deputata e consigliera comunale a Napoli da giorni ha sottolineato di non essere coinvolta nel caos delle firme false e soprattutto che è essa stessa “parte lesa”.

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Napoli, Listopoli: Valente convocata in procura

ListopoliSalvatore Madonna, esponente del Pd, questo è il primo iscritto nel registro degli indagati dell’inchiesta Listopoli a Napoli del pm Stefania Buda, titolare dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Attualmente risultano nove il numero di candidati inseriti a loro insaputa nelle liste per le elezioni comunali del 2016.

L’accusa per il Madonna, all’epoca dei fatti consigliere del Partito Democratico, avrebbe vistato le firme di tutti i nove candidati «a loro insaputa» di Napoli Vale, una delle liste civiche a sostegno della candidatura del deputato partenopeo del PD Valeria Valente. Le accettazioni di candidatura autentificate delle nove firme avvennero tutte il 6 maggio, penultimo giorno per la presentazione delle liste. Gli inquirenti stanno esaminando tutti gli atti acquisiti nei giorni scorsi negli uffici elettorali del Comune dagli investigatori della Guardia di Finanza della sezione di polizia giudiziaria della procura, guidati dal colonnello Luigi Del Vecchio.

Gli unici casi di irregolarità accertati sono quelli relativi alle candidature della lista associata al nome della Valente, mentre sarebbero stati esclusi illeciti, ipotizzati nei giorni scorsi, riguardanti un candidato di Pensionati d’Europa, che appoggiava Gianni Lettieri del centrodestra, e uno della lista che faceva riferimento a Marcello Taglialatela, di Fratelli d’Italia.

Prevista per domani pomeriggio 9 febbraio 2017 intanto in procura si presenterà Valeria Valente, convocata dal pm Buda come persona informata dei fatti. Un interrogatorio che si configura come un passaggio chiave per l’accertamento dei fatti.

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Listopoli Napoli, spunta nuova falsa candidatura

EVIDENZA_Finanza-Napoli“Andremo fino in fondo, perché i fatti che stanno venendo fuori sono molto gravi e le indagini dovranno accertare se si tratti o meno di episodi isolati, ma anche tutti i soggetti eventualmente coinvolti, a qualsiasi livello”. Queste sono le prime dichiarazioni del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino sulle indagini sulla lista civica“ Napoli Vale” . Sembra destinato a crescere il numero di persone candidate a loro insaputa dopo che la Guardia di Finanza ha acquisito, negli uffici elettorali del Comune di Napoli, una serie di atti relativi alle accettazioni di candidature. Proprio grazie a questi atti si è potuto verificare coloro che hanno autenticato gli atti relativi alle candidature. Si tratta di tre persone Salvatore Madonna, Tonino Borriello – già coinvolto nello scandalo delle primarie per avere dato la famosa monetina per votare a una elettrice – ed Enzo Varriale, che tuttavia è di un’altra lista, i Moderati, alleati della Valente, di cui è segretario regionale. All’epoca dei fatti tutti e tre consiglieri comunali e quindi «ufficiali pubblici» abilitati alla funzione notarile di certificare la veridicità dei candidati . ecco l’elenco completo della lista “Napoli Vale” a sostegno del candidato a sindaco del comune di Napoli Valeria Valente.

Lida Viganoni, Giuseppe Noschese, Teresa Argentieri, Anna Astuni, Serena Balestra, Pasquale Bellocchio, Donatella Biondi, Gaetano Brancaccio, Salvatore Buglione, Antonietta Canfora, Nunzia Cangiano, Raffaele Capasso, Silvio Ceneri, Ciro Cuomo,Rosa Dati,Federica De Stefano, Antonio Esposito, Giuseppe Forte, Daniele Goglia, Paola Gonnella, Lucio Improta, Antonio Infante, Maria La Rocca, Valentina Lauro, Barbara Mancusi Barone, Guido Walter Mariani, Claudia Marino,
Mariarosaria Marino, Pasquale Marino, Vincenza Massa, Luigi Mazzotta, Sara Noviello, Fortunata Pagano, Fabrizio Romano, Giuseppe Sciarrillo, Annachiara Sereni, Luana Sigillo, Enrica Silvestri, Umberto Sorrentino.

Intanto sempre grazie alle documentazioni delle spese elettorali richieste dalla Corte d’Appello un Avvocato napoletano scopre di risultare nella lista incriminata. L’avvocato Donatella Biondi che sceglie le pagine del quotidiano Il Mattino per raccontare la sua disavventura . «Qualche settimana fa mi è arrivata dalla Corte d’Appello una richiesta di documentazione delle spese elettorali. Ma quali spese, ho pensato, se io non ho mai neanche pensato di candidarmi? – spiega il legale – La lettera, però, parlava chiaro: al collegio di garanzia elettorale risultava il mio nome nella lista Napoli Vale, quella di Valeria Valente. Sono andata in internet e ho scoperto di figurare effettivamente nell’elenco delle persone da votare. Non ci potevano essere dubbi: la data di nascita corrispondeva. Allora ho preso contatti con la segreteria dell’ex aspirante sindaco». Il racconto prosegue ed è degno di un pessimo libro di spionaggio: «Ho parlato con una segretaria e quella mi ha sbrigativamente spiegato che dovevo riempire il modulo segnalando che non avevo affrontato spese. E vorrei vedere, ho replicato, non mi sono mai candidata… Ho insistito e lei ha detto che mi avrebbe fatto ricontattare. I giorni passavano e il telefono non squillava. Il termine fissato dalla Corte d’appello, quindici giorni, stava per scadere: allora sono andata in tribunale e ho spiegato la strana vicenda di cui ero stata vittima. Ma non era finita. Qualche giorno dopo sono stata ricontattata dalla segreteria della Valente che mi ha fissato un appuntamento. In un ufficio? Nemmeno per idea. Ho incontrato la persona che si è presentata in nome della politica in piazza Municipio, nei pressi del mio studio, davanti al Mc Donald. Un uomo con il cappellino in testa e gli occhiali scuri: adesso difficilmente sarei in grado di riconoscerlo. Mi ha porto il modulo destinato al comitato di garanzia elettorale della Corte d’appello chiedendomi di firmarlo. Io gli ho spiegato che se lo avessi fatto avrei implicitamente ammesso di essermi candidata, pur non essendomi mai presentata ad alcuna competizione elettorale. Glielo ho ripetuto tre o quattro volte, poi sono andata via».

Intanto grazie ad una nota stampa della stessa Valente ora la magistratura conosce il famoso Mister X uscito dalle dichiarazioni dell’avvocato Biondi. Si tratta di Gennaro Mola, che presto verrà ascoltato dalla magistratura per far luce nell’inchiesta listopoli che sta tenendo con il fiato sospeso diversi dirigenti di partito.

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Campania: riqualificare
i beni tolti alla camorra

Vincenzo-De-LucaSi è svolta oggi l’inaugurazione del nuovo Centro Riabilitativo per la salute mentale di Casal di Principe. Ma la vera novità è che questo Centro nasce da un bene confiscato alla camorra. Da villa simbolo della potenza economica del clan dei Casalesi, costruita a immagine di quella di Toni Montana in Scarface, a “Centro Riabilitativo per la salute mentale”: è la “radicale trasformazione” della villa di Walter Schiavone, esponente di spicco della camorra casertana e fratello del capoclan Francesco “Sandokan” Schiavone, in carcere da anni. Il bene, che si trova a Casal di Principe, venne sequestrato, la prima volta, 23 anni fa. Fu poi acquisito dallo Stato e ora diventerà, grazie ai fondi regionali, un punto di riferimento per la comunità e per quanti hanno problemi mentali. Erano presenti all’inaugurazione  il governatore della Campania Vincenzo de Luca Renato Natale, sindaco di Casal di Principe, Mario De Biase, direttore generale dell’ASL Caserta, Raffaele Cantone, presidente dell’Anac e dei tre magistrati che disposero la confisca, ovvero Maria Vittoria Foschini, Diego Marmo e Francesco Cananzi (oggi al Csm).  Il primo ad intervenire è stato quello del Presidente della Regione Campania De Luca «Questo bene restituisce dignità al popolo di Casal di Principe, il 90 per cento dei cittadini casalesi sono persone perbene. C’è uno slancio positivo in queste terre», ha spiegato il governatore Vincenzo Da Luca che ha anche annunciato il finanziamento di 13 milioni di euro e l’apertura di un centro di compostaggio ai Regi Lagni di Casal di Principe un nuovo progetto per contrastare sempre più le ecomafie”.
L’opera di ristrutturazione della ex villa di via Tasso ribattezzata «Scarface» – per la celebre scala inquadrata nel film con Al Pacino che Schiavone volle riprodurre a Casal di Principe – è costata 1,2 milioni di euro, gestiti dall’agenzia Agrorinasce “La villa – afferma Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, il Consorzio che gestisce beni confiscati – ora è un simbolo del contrasto alla camorra attraverso la confisca dei beni patrimoniali, ma nel futuro dovrà diventare un simbolo nel riutilizzo sociale e pubblico dei beni confiscati alle mafie. Per questo motivo, oggi, abbiamo pensato di fare una prima festa ringraziando la magistratura e le forze di polizia che hanno operato su questi territori”. Per l’occasione sarà inaugurata la mostra fotografica “C’era una volta…Hollywood” di Mario Spada, fotografo nazionale che ha seguito anche le riprese del film Gomorra, alcune delle quali sono state girate proprio nella villa di Schiavone. Le operazioni di recupero e di valorizzazione del bene sono state affidate dagli amministratori del Comune di Casal di Principe già nel 2003 ad Agrorinasce; da quel momento è cominciato l’iter per la ricerca fondi conclusosi definitivamente nel 2007, quando è stato siglato l’Accordo di Programma per l’importo di 1,5 milioni di euro tra l’ASL di Caserta, in qualità di soggetto gestore, la Seconda Università di Napoli, stazione appaltante, la Facoltà di Architettura di Aversa, in qualità di progettista, il Comune di Casal di Principe, proprietario del bene, Agrorinasce, e la Regione Campania, soggetto finanziatore attraverso l’utilizzo dei fondi FAS.

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Scandalo liste, disabile candidata a sua insaputa

disabileCome prevede la prassi dopo una candidatura alle elezioni, la Corte di Appello invita ogni candidato a presentare un rendiconto delle spese e dei contributi (se ricevuti) per svolgere l’attività di campagna elettorale. Proprio per una notifica da parte Corte di Appello, ad una 23enne di Napoli, che osservava il non adempimento alla presentazione del rendiconto, ha portando alla luce uno spiacevole quanto fastidioso storia .

Il fatto singolare in questa storia è che la ragazza, non si è mai candidata alle elezioni, o quantomeno non aveva idea di essere stata candidata, evidentemente a sua insaputa, nella lista civica Napoli Vale-Valeria valente sindaco, la candidata del PD alle ultime elezioni.I genitori della ragazza, affetta da sindrome di down, si sono recati a Palazzo San Giacomo in cerca di chiarimenti, e hanno scoperto che la figlia non sarebbe l’unica inconsapevole candidata inserita nelle liste.

Appresa la notizia i genitori hanno subito esposto regolare denuncia presso i carabinieri sottolineando una evidente falla all’interno del sistema di identificazione delle candidature.

Anche Toni Nocchetti presidente di un associazione onlus dei diritti dei disabili è intervenuto sulla triste vicenda invitando la magistratura a fare chiarezza «In questa storia l’unica certezza è rappresentata dal fatto che una donna è stata inconsapevolmente candidata. Un episodio molto grave che mi auguro non venga sottovalutato. Poiché viviamo in un Paese che ha delle regole, spetterà alla magistratura farle rispettare. Auspico, dunque, che la Procura vada fino in fondo individuando i responsabili e tutelando così i diritti di Federica e della sua famiglia ma anche di altre persone che sembra abbiano subìto la stessa spiacevole sorte».

Nel frattempo la deputata Pd partenopea Valeria Valente rilascia le sue prime dichiarazioni affidandole a Facebook: « Nelle prossime ore tramite i miei legali presenterò una richiesta di accesso agli atti e, dopo aver studiato le carte, un esposto in Procura per chiedere che venga fatta piena luce sull’intera vicenda. Com’è evidente, sono totalmente estranea ai fatti. È inaccettabile, però, qualsiasi ombra. Sono indignata. Se qualcuno ha sbagliato o se qualcuno sta provando a gettare fango deve risponderne. In entrambi i casi, o anche se semplicemente si trattasse di un malinteso, sono comunque parte lesa in questa vicenda. A uscirne danneggiata è la mia immagine pubblica. E io – avverte – non ci sto a finire in questo tritacarne». Nelle prossime a fornire spiegazioni per fare luce su questa spiacevole storia dovranno essere i veri protagonisti della lista civica “Napoli Vale” come la capolista Lida Viganoni, che però attualmente non risponde al telefono, o come Giorgio Lanzaro, coordinatore del comitato elettorale di Valente.

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L’Italia ha bisogno di una vera coalizione riformista

Da tempo ribadiamo che il nostro Paese ha bisogno di riunire le culture politiche che senza finzioni sentono l’esigenza di dar corpo e spazio alle diverse culture riformiste che si trovano nelle politiche laiche, liberiste, ambientaliste e socialiste.

A nostro avviso rafforzare questo processo di unificazione consentirebbe all’Italia di sviluppare con maggiore celerità quel processo di rilancio economico e sociale già presente in tanti stati europei e che sappia dare risposte certe e credibili alle esigenze delle fasce sociali più deboli. Una forza politica che guardi con attenzione alle esigenze dell’economia, con la consapevolezza che la stessa si muove all’interno di un sistema sempre più globalizzato, ben sapendo che congiuntamente a ciò bisogna dare risposte di lavoro certo alle nuove generazioni. Servono maggiori garanzie nel mondo del lavoro in modo da salvaguardarne la sicurezza sia nel suo svolgimento che nella sua tenuta nel tempo.

La società italiana negli ultimi anni ha subito diverse trasformazioni sociali che di conseguenza chiedono maggiore laicità nelle scelte legislative e di governo, per dare loro risposte certe, di uguaglianza ed equità.

Politiche inerenti il lavoro, i diritti civili e sociali, la ricerca e la scuola, l’ambiente e la salvaguardia del territorio hanno bisogno di una forza politica riformista, democratica e socialista saldamente ancorata al Partito Socialista Europeo. Si deve costruire una sinistra plurale e riformista di cui oggi l’Italia e l’Europa hanno bisogno , una sinistra dei nuovi diritti da conquistare senza restringere quelli acquisiti, che persegue il progresso collettivo senza cedere al buonismo, che si misura con l’oggi coltivando il domani nella concretezza, che non cede sui principi dai quali discende ma che, al contempo, faccia sua la complessità del tessuto sociale, tenga conto delle mille sfaccettature del mondo che pretende di cambiare, che coltivi un’autentica reciprocità muovendo dalla legittimazione delle ragioni altrui, che assuma un carattere convintamente repubblicano, che si ritrovi in quel terreno comune di valori e principi che ci rendono parte di un tutto chiamato Italia. L’Italia ha bisogno di un partito riformista che deve vivere nella società, deve stare nel Paese, nei luoghi dove si generano le fratture sociali, nei luoghi del conflitto, nelle fabbriche. Deve saper coniugare la solidità di un radicamento vero ed autentico con l’esigenza di andare oltre, di superare gli steccati dell’appartenenza, di sfidare la liquidità di questo tempo nel quale al convincimento s’è sostituito l’umore, di convincere anche chi non è convinto, di ripensare anche le proprie ragioni sull’altare di quel che è possibile oggi, di fare i conti con quel che è.

Ma deve necessariamente essere riformista nel senso che deve assumere la concretezza come visione, deve essere in grado di coniugare presente e futuro, deve andare oltre la difesa autoreferenziale di principi e valori che non trovano riscontro, deve imparare a fare i conti con quel che è possibile e quello che non lo è, deve fare propria la fatica della responsabilità di un cambiamento da esercitare e non semplicemente da proclamare.

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Napoli: dalla Rivoluzione Arancione ai conti in rosso

de-magistrisIl Comune di Napoli è sull’orlo di un crac finanziario. Ma il vero rischio vero è quello di non riuscire a pagare gli stipendi dei dipendenti comunali, e ad annunciarlo è stato l’assessore al Bilancio, Salvatore Palma: “Chiariamo subito un punto, per i prossimi due mesi l’amministrazione è in grado di pagare gli stipendi, poi la speranza è che il problema venga risolto altrimenti potremmo andare in difficoltà”.

Ma cos’è che sta togliendo sonno e aria al Comune partenopeo? La risposta è il rischio pignoramento, per oltre 120 milioni di euro, derivante dai debiti ereditati dal terremoto in Irpinia del 1980. Tra 72 ore la Cassazione deciderà se concedere la sospensione del pignoramento di 120 milioni chiesto dal Consorzio Cr8 oppure lasciare le così come stanno. E i dipendenti continuerebbero ad essere pagati, ma con difficoltà: “Abbiamo la possibilità di avere anticipazioni di tesoreria, certo, hanno un costo, però gli stipendi li paghiamo. E giacché ci siamo – continua l’assessore – chiarisco un altro punto, il pignoramento vero e proprio non è ancora arrivato, per ora è il Tesoriere, ovvero il Banco di Napoli, che precauzionalmente tiene bloccate quelle somme”.

Salvatore Palma allarga la problematica del pignoramento anche alla manovra di bilancio: “Con il Milleproroghe l’approvazione del bilancio deve essere fatta entro il 31 marzo, ma è chiaro che se entro febbraio non si chiarisce la questione del pignoramento, sarà molto difficile fare una manovra se si sottraggono somme pari a 120 milioni. Credo che ci saranno almeno un paio di appuntamenti a Roma, molto importanti, per trovare una soluzione che auspico si trovi”.

Nel frattempo De Magistris piazza i suoi uomini nell’Ente Idrico Campano 17 seggi per Dema e 8 per quella Pd-Fi. Tra gli eletti anche l’assessore comunale Carmine Piscopo, che sarà il coordinatore della maggioranza, ed alcuni ex consiglieri comunali trombati alle ultime elezioni amministrative, come Antonio Luongo, e Salvatore Parisi.

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