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Francesco Carci

Champions League. L’impresa della Juve e la lezione al Barcellona

Dopo il 3-0 dell’andata a Torino, i bianconeri evitano la remuntada dei catalani pareggiando 0-0 al Camp Nou. Un punto che consente ai ragazzi di Allegri di accedere alle semifinali, dove troveranno una tra Real Madrid, Monaco e Atletico Madrid.

juve (1)DIFESA PERFETTA – La Juve partiva da un vantaggio importante, ma la qualificazione, nonostante il 3-0, era tutt’altro che ipotecata considerando l’impresa del Barcellona contro il Psg nei quarti di finale (vittoria per 6-1 dopo il ko 4-0 a Parigi). Ma non concedere nemmeno una rete in 180 minuti a una corazzata che in attacco può contare su Messi, Suarez e Neymar è stato davvero un capolavoro che in pochi possono rivendicare. La Vecchia Signora è così tra le prime quattro d’Europa e il sogno di alzare la coppa il 3 giugno a Cardiff è sempre più concreto. Una mano può darla il sorteggio di Nyon di venerdì, dove Buffon e compagni conosceranno l’avversario in semifinale.
REAL, ATLETICO O MONACO – Probabilmente il 99% dei tifosi juventini vorrebbe affrontare il Monaco, vera rivelazione della competizione. Ma guai a sottovalutare la squadra del Principato, che può contare su una serie di baby fenomeni (Mbappe su tutti) e che nel campionato francese sta tenendo a distanza il più quotato Psg. Da evitare assolutamente il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, alla settima semifinale consecutiva in Champions e favorito per la vittoria finale. Sarebbe invece una sfida alla pari contro l’Atletico di Simeone, squadra molto simile alla Juventus che al gioco spettacolare preferisce il pragmatismo e l’aggressività. Ma nel doppio confronto con il Barcellona, i bianconeri hanno dimostrato di poter affrontare chiunque senza paura.

Francesco Carci

Dortmund: attentato a bus del Borussia. Juve Show: tre sberle al Barça

dybalaPoco prima del match Borussia Dortmund-Monaco, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League, il bus della squadra tedesca è stato attaccato con tre forti esplosioni nel tragitto per arrivare allo stadio. Giocatori sotto shock, il difensore spagnolo Bartra ferito al braccio dai vetri e costretto all’operazione al polso e partita inevitabilmente rinviata. La polizia tedesca non ha rilasciato un’ipotesi ufficiale sulla natura dell’attacco: non si esclude un gesto da parte dell’Isis contro la Germania, ma ci sono anche altre piste. Si pensa per esempio ad un avvertimento di un gruppo di tifosi contro la società giallonera. In passato infatti alcuni ultrà di sinistra si erano lamentati per l’atteggiamento troppo “morbido” del club nei confronti della parte neonazista dei supporter. Al contrario, la stampa tedesca parla di rapporti freddi tra il patron del Borussia, Hans-Joachim Watzk, proprio con i tifosi neonazi, tant’è che nei giorni scorsi era apparsa su un muro della città la scritta “Finirai in un bagagliaio”, riferita al proprietario della società. Si continuerà ad indagare, intanto la partita contro i francesi si recupererà oggi alle 18:45.bus

JUVENTUS SHOW, BARCA AL TAPPETO – Tornando a parlare di calcio, è stata una notte indimenticabile per la Juventus. I bianconeri hanno steso la corazzata Barcellona per 3-0 grazie alla doppietta di Dybala e alla rete di Chiellini. Il campione argentino della Juve ha stravinto il confronto con il connazionale Messi, mentre il difensore azzurro è stato un gigante contro Suarez (ricorderete il celebre morso dell’attaccante uruguaiano nel Mondiale 2014). Guai però a parlare di qualificazione ipotecata perché, negli ottavi di finale, la squadra catalana aveva perso all’andata addirittura per 4-0 contro il Paris Saint Germain per poi rimontare il ko con un clamoroso 6-1 a Barcellona. Come ha detto lo stesso tecnico dei blaugrana, Luis Enrique, “un’altra remuntada sarà difficile” (con un pizzico di scaramanzia) ma ora la Vecchia Signora può davvero sognare in grande. Il ritorno si giocherà mercoledì 19 aprile alle 20:45.

Francesco Carci

Top & Flop. Falcinelli fa l’Icardi: il Crotone torna a sperare

La sorpresa della 31esima giornata è la vittoria 2-1 dei calabresi contro l’Inter: ora l’Empoli dista appena 3 punti, mentre i nerazzurri scivolano al settimo posto e sarebbero fuori anche dall’Europa League. Higuain rompe il digiuno con una doppietta al Chievo, la Roma passa a Bologna e resta a -6 dai bianconeri. La Lazio cede in casa al Napoli e abbandona le speranze Champions. Nel prossimo turno tutti in campo di sabato. Vediamo i top & flop di questo weekend.

icardi (1)TOP – 3. KWANG-SONG HAN – Il giovane attaccante classe 1998 del Cagliari segna un gol inutile, ma storico nel match interno dei sardi contro il Torino. I granata vincono infatti 3-2 al Sant’Elia, ma Han è il primo giocatore nordcoreano a segnare una rete nel nostro campionato. Ne sentiremo parlare.
2. LORENZO INSIGNE – Trascina il Napoli nel successo 3-0 in casa della Lazio. L’attaccante campano segna una doppietta e conferma che quest’anno, oltre al solito rendimento altissimo, è migliorata anche la vena sotto porta. I gol in campionato sono infatti 14. Il ct della Nazionale Ventura non può ignorarlo.
1. DIEGO FALCINELLI – Il centravanti del Crotone trascina i calabresi nel sorprendente successo per 2-1 all’Ezio Scida contro l’Inter. L’ex Sassuolo firma una doppietta arrivando a 11 gol in campionato, vincendo la sfida nella sfida contro Icardi. Adesso i pitagorici sognano: l’Empoli, quartultimo in classifica, dista appena 3 punti. Mister Nicola si affida alle reti del suo goleador per un’impresa salvezza che avrebbe del miracoloso.

falcinelli (1)FLOP – 3. CIRO IMMOBILE – Di nome e di fatto. Non incide mai in Lazio-Napoli, finita 0-3 per i campani. Ben arginato dalla coppia difensiva Koulibaly-Albiol, l’attaccante della Nazionale accusa probabilmente un po’ di stanchezza dopo il derby di Coppa Italia contro la Roma di martedì scorso, dove invece è stato grande protagonista.
2. RUBINHO – Continua il disastro Genoa. Arriva un’altra pesante sconfitta per il Grifone, sconfitto 3-0 in casa dell’Udinese. Un ko che costa la panchina ad Andrea Mandorlini: al suo posto il presidente Preziosi richiama Ivan Juric, esonerato due mesi fa. Da film horror l’autorete del portiere brasiliano che ha goffamente buttato nella propria porta un calcio d’angolo del friulano De Paul: un segnale di come la squadra abbia mentalmente staccato la spina.
1. MAURO ICARDI – Un fantasma a Crotone. Non tocca praticamente una palla e sembra un agnellino in mezzo alla gabbia dei leoni dei difensori calabresi. Se lui non segna, l’Inter non vince. E ora i nerazzurri, dal sogno Champions, si trovano al settimo posto, fuori anche dalla Europa League. Sarà decisivo il derby pasquale di sabato prossimo contro il Milan, ora a +2 sui cugini lombardi.

Francesco Carci

Coppa Italia: niente rimonte, la finale sarà Lazio-Juventus

immobileSconfitte indolori per i biancocelesti e i bianconeri, che perdono entrambe 3-2 rispettivamente contro Roma e Napoli, ma fanno valere il vantaggio delle sfide dell’andata. Appuntamento al 2 giugno per la finalissima

ROMA, VIA SPALLETTI? – La Lazio partiva dal 2-0 dello scorso primo marzo. Missione dunque difficile per la Roma, che si è fatta decisamente più in salita dopo il vantaggio biancoceleste di Milinkovic-Savic. Prima dell’intervallo il pareggio di El Shaarawy ha ridato qualche speranza ai giallorossi. Ma il 2-1 di Immobile a inizio ripresa ha chiuso definitivamente i giochi, nonostante poi la doppietta di Salah che ha regalato la vittoria alla Roma per 3-2. A passare sono però i ragazzi di Simone Inzaghi, che si godono così la sconfitta più dolce della storia del derby. Tutto da vedere quale sarà ora il futuro dell’allenatore giallorosso Luciano Spalletti: più volte il tecnico toscano ha infatti ribadito l’intenzione di lasciare la Capitale se non avesse vinto un trofeo. Resta solo lo scudetto, ma la Juventus ha 6 punti di vantaggio. Storia al capolinea?

higuainHIGUAIN “INGRATO” – Discorso simile per la seconda semifinale. La Juventus si è presentata a Napoli forte del 3-1 dell’andata. Tutto lo stadio “San Paolo” ha ricoperto di fischi l’ingresso in campo del “traditore” Gonzalo Higuain, passato in estate proprio dagli azzurri ai rivali bianconeri. L’argentino non si è fatto condizionare, anzi ha firmato una doppietta decisiva per il passaggio in finale della Vecchia Signora. I campani sono riusciti a vincere 3-2 con i gol di Hamsik, Mertens (a segno dopo 11 secondi dal suo ingresso grazie a una papera di Neto) e Insigne. Ma all’ultimo atto, per il terzo anno di fila, vanno i campioni d’Italia.

APPUNTAMENTO AL 2 GIUGNO – La finalissima si disputerà il prossimo venerdì 2 giugno allo stadio Olimpico di Roma. La Juventus, vincitrice delle ultime due edizioni, va a caccia del tris e parte ovviamente favorita, anche perché in campionato ha battuto la Lazio sia nel girone d’andata che in quello di ritorno. Guai però a sottovalutare i ragazzi di Simone Inzaghi, insieme all’Atalanta la vera sorpresa di questa stagione. Sarà un replay della finale 2015 quando i bianconeri si imposero 2-1 ai supplementari grazie al gol decisivo di Matri dopo le reti di Radu e Chiellini nei 90’ regolamentari.

Top & Flop. Donnarumma-Icardi, Weekend da incubo per i milanesi

Un pasticcio del portiere rossonero, con la collaborazione di Paletta, rovina il pomeriggio a Montella, che ottiene solo un punto in casa del fanalino Pescara. L’Inter cede alla Sampdoria e saluta definitivamente le speranze Champions. Pareggio 1-1 tra Napoli e Juventus, ne approfitta la Roma (2-0 all’Empoli) che ora è a -6 dai bianconeri. In coda colpo del Crotone a Verona contro il Chievo: la salvezza dista 5 punti. Vediamo i top & flop di questa giornata.

gomezTOP – 3. CRISTIANO LOMBARDI – L’esterno ’95 della Lazio entra in campo nel finale della partita contro il Sassuolo sul punteggio di 1-1 al posto di Felipe Anderson. Il brasiliano non la prende bene, ma è proprio da un cross velenoso del giovane biancoceleste che nasce l’autogol di Consigli, sfortunato sulla deviazione del compagno di squadra Acerbi, che permette ai ragazzi di Simone Inzaghi di ottenere 3 punti d’oro. Il miglior modo per Lombardi di festeggiare il fresco prolungamento del contratto fino al 2022. Domenica all’Olimpico arriva il Napoli: sfida dal profumo di spareggio per il terzo posto.
2. KHOUMA BABACAR – L’attaccante senegalese della Fiorentina risolve il match complicato in casa contro il Bologna. Entrato dopo l’intervallo al posto dell’acciaccato Kalinic, Babacar dimostra di poter essere prezioso nelle (poche) occasioni che gli concede il tecnico Paulo Sousa. E i viola sperano ancora nell’Europa League.
1. ALEJANDRO GOMEZ – A Genova va in scena l’ennesimo “Papu Show”, il migliore della stagione. Il numero 10 dell’Atalanta segna una tripletta nel 5-0 dei nerazzurri in casa di un Genoa sempre più triste. Una bella rivincita per Gasperini, tecnico dei bergamaschi e grande ex della partita (per lui tantissimi applausi), mentre il pubblico rossoblù non risparmia cori e striscioni contro il presidente Preziosi.

FLOP – 3. ANDREA MANDORLINI – Per trovare un responsabile dell’attuale situazione del Genoa scegliamo l’allenatore, anche se le colpe vanno equamente divise con società e calciatori. Un vero peccato per una squadra che aveva iniziato benissimo la stagione (difesa seconda soltanto a quella della Juventus senza dimenticare le vittorie interne contro Milan e la stessa Juve), prima di un vero e proprio crollo. Il presidente Preziosi a gennaio si è privato di due pedine fondamentali come Rincon e Pavoletti, comprando tanti giocatori che hanno creato solo confusione nelle scelte di Juric (esonerato un mese fa) e ora di Mandorlini. Ci si è messa anche la sfortuna con gli infortuni di Perin e Miguel Veloso, mentre alcuni giocatori non stanno rispettando le aspettative. L’unica nota lieta è che quest’anno la zona salvezza è talmente bassa che non c’è mai stato seriamente il pericolo di retrocessione. Ma i tifosi giustamente pretendono qualcosa in più.
2. MAURO ICARDI – L’attaccante argentino fallisce clamorosamente un gol a porta vuota in Inter-Sampdoria. Il risultato era sull’1-1 e, come insegna la più antica regola del calcio, dopo il “gol mangiato” arriva il “gol subito” con il rigore trasformato da Quagliarella. Addio ai sogni Champions per i ragazzi di Pioli, il cui futuro a Milano sembra sempre più incerto.
1. GIGIO DONNARUMMA – Il calcio dà, il calcio toglie. Un esempio lampante è quello successo nel giro di pochi giorni al baby portiere del Milan, Gigio Donnarumma. Ad appena 18 anni ha difeso la porta della Nazionale nell’amichevole di martedì scorso contro l’Olanda (vinta 2-1 dagli azzurri) ed è stato uno dei migliori in campo. Non è un caso che sia considerato da tutti l’erede di Gianluigi Buffon. Eppure domenica a Pescara commette una grave ingenuità non stoppando un retropassaggio del compagno di squadra Paletta, causandone un goffo autogol. Capita anche ai migliori, però il Milan perde due punti fondamentali nella corsa all’Europa League.

Francesco Carci

Top & Flop. Lorenzo (Insigne) il Magnifico, Ivan (Perisic) il Terribile

Il Napoli si complica la vita, ma per la prima volta nella storia vince a Empoli (per 3-2) grazie soprattutto alla doppietta del gioiellino partenopeo, il più in forma della squadra. Vincono anche Juventus e Roma: con i pareggi di Lazio e Inter, fermate da Cagliari e Torino, i giochi per la zona Champions sembrano fatti. Bene Atalanta, Milan e Fiorentina che tengono viva la lotta per l’Europa League. Dietro, guarda un po’, continuano a perdere Empoli, Palermo, Crotone e Pescara. Vediamo i top & flop di questa giornata.

insigneTOP – 3. ALEJANDRO GOMEZ – In Atalanta-Pescara va in scena il “Papu Show” con il numero 10 nerazzurro autore di una doppietta e di un assist per Grassi nel 3-0 degli orobici agli abruzzesi di Zeman. Una vittoria che vale doppio perché i bergamaschi, oltre a riscattare il tremendo 7-1 subito la settimana scorsa dall’Inter, battono il record di punti in Serie A. Si continua dunque a sognare un posto in Europa.
2. MATI FERNANDEZ – Utilizzato pochissimo in questa stagione, soprattutto a causa dei ripetuti infortuni, il centrocampista cileno, voluto fortemente da Montella in estate, è decisivo nell’1-0 con cui il Milan supera il Genoa. La rete arriva con un delizioso pallonetto ai danni del portiere ligure Lamanna: una piccola perla in una gara avara di giocate esaltanti. Ritrovato.
1. LORENZO INSIGNE – Attualmente il giocatore più continuo nella rosa del Napoli. Oltre a giocate di prestigio, il talento campano sta trovando la via della rete in modo continuo: nel 3-2 degli azzurri in casa dell’Empoli (prima vittoria nella storia al Castellani), Insigne firma una doppietta, la seconda consecutiva dopo quella al Crotone. Negli ultimi anni è stato spesso criticato per lo scarso feeling sotto porta, ma se dovesse continuare così si riapriranno inevitabilmente anche le porte della Nazionale. Decisivo.

perisicFLOP – 3. FELIPE ANDERSON – Il brasiliano della Lazio non brilla nello 0-0 in casa del Cagliari, anzi sciupa la migliore occasione dei suoi tirando debolmente un buon pallone nell’area sarda. La sua resta una stagione più che positiva, ma con un pizzico di cinismo in più sarebbe davvero uno dei migliori top player del campionato.
2. JOE HART – In Torino-Inter 2-2, il portiere inglese dei piemontesi commette una papera e un’uscita a vuoto nei due gol degli ospiti. Esultano Kondogbia e Candreva, anche se con il pareggio i nerazzurri ci fanno poco. Da far notare però che l’ex estremo difensore del Manchester City compie anche un paio di parate nel finale che evitano il ko ai granata.
1. IVAN PERISIC – Dicevamo di Torino-Inter 2-2: un pareggio giusto, ma che serve a poco a entrambe le squadre. Soprattutto ai nerazzurri che perdono così terreno nella già difficile rimonta Champions. E il rammarico aumenta per le due ottime occasioni non sfruttate da Perisic nel finale di gara, quando i granata concedevano tanti spazi a causa della stanchezza. L’esterno croato prima manda alle stelle una conclusione da pochi passi nell’area di rigore avversaria, poi spreca ancora un contropiede lanciato da Eder. Con una mira migliore, i ragazzi di Pioli sarebbero tornati a Milano con il bottino pieno. Bicchiere inevitabilmente vuoto.
TORNA LA NAZIONALE – Il campionato ora si ferma per gli impegni della Nazionale. Gli azzurri di Ventura affronteranno l’Albania di De Biasi il 24 marzo a Palermo per le qualificazioni al Mondale 2018 in Russia. In programma per l’Italia anche un’amichevole contro l’Olanda ad Amsterdam il 28 marzo. Questi i convocati Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Gianluigi Donnarumma (Milan), Alex Meret (Spal). Difensori: Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Matteo Darmian (Manchester United), Danilo D’Ambrosio (Inter), Mattia De Sciglio (Milan), Alessio Romagnoli (Milan), Daniele Rugani (Juventus), Leonardo Spinazzola (Atalanta), Davide Zappacosta (Torino). Centrocampisti: Daniele De Rossi (Roma), Roberto Gagliardini (Inter), Marco Parolo (Lazio), Marco Verratti (Paris Saint Germain). Esterni: Federico Bernardeschi (Fiorentina), Antonio Candreva (Inter), Lorenzo Insigne (Napoli), Nicola Sansone (Villarreal). Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Eder Citadin Martins (Inter), Andrea Petagna (Atalanta), Ciro Immobile (Lazio), Simone Verdi (Bologna), Matteo Politano (Sassuolo).

Francesco Carci

Top & Flop. Icardi-Banega: l’Argent-Inter distrugge l’Atalanta

Sono i due sudamericani dell’Inter i grandi protagonisti del weekend calcistico. Entrambi siglano una tripletta nel devastante 7-1 della squadra di Pioli a quella dell’ex Gasperini: vittoria e sorpasso ai danni degli orobici. Vincono le prime quattro: la Juventus 2-1 contro il Milan in un mare di polemiche per un rigore (che c’era) fischiato a tempo scaduto che ha mandato su tutte le furie i rossoneri, la Roma 3-0 a Palermo nella ‘prima’ del neo presidente dei siciliani Paul Baccaglini, stesso punteggio per il Napoli in casa contro il Crotone e la Lazio 3-1 al Torino nel posticipo del lunedì sera, che resta così in scia al quarto posto. Derby di Genova alla Sampdoria che, dopo 57 anni, si aggiudica sia la stracittadina d’andata che quella di ritorno. Dietro, le ultime 4 perdono tutte ma non è una novità. Vediamo i top & flop di questa giornata.

icardi32TOP – 3. MAURO ICARDI. La sua tripletta in meno di 10’ spiana la strada per il roboante successo 7-1 dell’Inter sull’Atalanta. Un tris in cui l’attaccante argentino mette in mostra tutto il repertorio: senso del gol nella prima rete, coraggio con il rigore tirato alla ‘Totti’ versione cucchiaio e potente colpo di testa su azione di calcio d’angolo. Non si capisce perché il ct dell’Argentina, Bauza, continui ad ignorarlo.

  1. LUIS MURIEL – Con un gran gol decide il derby di Genova in favore della Sampdoria. Come detto, non accadeva dal 1960 che i blucerchiati vincessero contro il Grifone sia nella partita d’andata che in quella di ritorno. L’attaccante colombiano sembra ormai definitivamente maturato e pronto per una grande squadra. La clausola rescissoria, fissata a 28 milioni, potrebbe far gola a molte big italiane e straniere
    1. EVER BANEGA – Torniamo all’Inter perché, oltre a Icardi, anche Banega riesce a siglare una tripletta. Un grazie particolare a Candreva, autore di due assist per l’argentino, prima di una punizione precisa che sigilla il pomeriggio da favola per l’ex centrocampista del Siviglia. E pensare che a gennaio si vociferava di un possibile addio destinazione Cina. Oggi Banega è diventato un punto fermo della squadra di Pioli.

FLOP – 3. EUSEBIO DI FRANCESCO – Selezioniamo l’allenatore, ma è una tiratina d’orecchie a tutto il Sassuolo, che perde la quarta partita consecutiva in casa. Una gara diversa dalle altre: il derby emiliano contro il Bologna. In una stagione decisamente condizionata dalla sfortuna e dagli infortuni (Berardi in primis) i tifosi neroverdi si aspettano quantomeno un finale di campionato più divertente, soprattutto al Mapei Stadium.

  1. GIOVANNI MARTUSCIELLO – Anche qui scegliamo il tecnico per fare una critica a tutto l’Empoli. Contro il Chievo arriva la quinta sconfitta consecutiva (4-0 per i veneti) e l’ennesima partita senza gol per i toscani, peggior attacco del campionato con appena 15 gol all’attivo. Se salvezza sarà, bisognerà ringraziare Pescara, Crotone e Palermo che hanno dimostrato di essere ad un livello ancora più basso di quello degli azzurri, lontani parenti dalla squadra brillante di Sarri e Giampaolo.
    1. RAFAEL TOLOI – Dopo una sconfitta per 7-1 dovevamo inevitabilmente prendere un giocatore dell’Atalanta. Nell’opaca, per usare un eufemismo, prestazione di San Siro il peggiore è il difensore brasiliano ex Roma, prima graziato dall’arbitro che non lo espelle per un fallo con chiara occasione da gol su Icardi, poi responsabile diretto della disfatta degli orobici. Ci piace però concludere facendo i complimenti ai tifosi dell’Atalanta che, nonostante il pesante ko, hanno aspettato il ritorno a Bergamo della squadra, sostenendola con cori e applausi. La giusta carica per il rush finale della stagione che può regalare ai ragazzi di Gasperini l’insperata qualificazione in Europa.

Francesco Carci

L’Identikit clienti telefonici, tra sbrigativi e ‘mammoni’

Con l’obiettivo di fornire un quadro di sintesi nel panorama delle comunicazioni e contribuire a comprendere meglio le tendenze del mercato di interesse, Clouditalia, primo provider italiano di servizi di telecomunicazione e cloud computing, inaugura l’”Osservatorio Big Data” e presenta i suoi primi risultati. Per il primo trimestre 2017, il centro di ricerca ha voluto scattare la fotografia del traffico telefonico 2016 relativo alle prepagate internazionali, comparto in cui l’azienda è leader dal 2005 con una quota di mercato superiore al 60%.

telefonoL’IDENTIKIT DEI CLIENTI – “Finora – spiega Marco Iannucci, l’AD di Clouditalia – abbiamo venduto oltre 100 milioni di “carte virtuali” e ogni giorno contiamo circa 6 mila nuovi acquirenti. Le nostre prepagate Edicard, ad esempio, consentono di effettuare chiamate dall’Italia verso tutte le destinazioni nazionali e internazionali a prezzi molto vantaggiosi e, attualmente, questo segmento di business contribuisce circa all’8% del nostro fatturato. Chi sono dunque gli utilizzatori dei servizi prepagati internazionali e soprattutto quali le loro abitudini? L’Osservatorio Big Data di Clouditalia ha provato così a tracciare l’identikit dei suoi clienti.

NEL 2016 BEN 15 MILIONI DI CHIAMATE – Solo lo scorso anno sono stati gestiti 15 milioni di chiamate e ben 125 milioni di minuti di conversazione, la cui durata media si è attestata intorno agli 8 minuti. Il traffico telefonico è stato diretto principalmente verso l’Europa (42%), seguita dal Sud America (22%). Al terzo posto troviamo il Nord America (14%) e al quarto l’Asia (10%). A pari merito Oceania e Africa con il 6% del flusso di telefonate ricevute dall’Italia. Tuttavia i paesi più chiamati per quantità di minuti sono – in ordine – USA, Polonia, Australia e Argentina; anche se i più prolissi in assoluto risultano essere gli islandesi, con una media di 16 minuti a chiamata. Tra i “Grandi Parlatori” figurano anche i peruviani e gli argentini, rispettivamente con una media di 14 e 12 minuti a telefonata, mentre i più sbrigativi – con appena 2 minuti a conversazione – sono i maliani. Chi, invece, non bada a spese per chiamare amici e parenti sono i polacchi.

ASIATICI POCO ROMANTICI, CUBANI ‘MAMMONI’ – E i continenti più romantici? A scalare la classifica sono Europa, Sud e Nord America che il giorno di San Valentino non risparmiano parole d’amore, totalizzando ciascuno un incremento delle chiamate superiore al 30%, a differenza degli asiatici, dove la festa è tutt’altro che sentita (-19% del traffico telefonico in uscita dall’Italia). Entrando nel dettaglio tra i più “calienti” – manco a dirlo – cubani, messicani e uruguaiani, anche se al primo posto troviamo gli Olandesi, con un aumento delle chiamate pari al 113%. Se pensate che i più “mammoni” siano gli europei vi sbagliate di grosso. A effettuare più telefonate durante la seconda domenica di maggio sono i già citati cubani (con un incremento del traffico in uscita di oltre il 200%), seguiti dagli ecuadoriani (161%). A influire quindi sui picchi giornalieri del traffico telefonico internazionale sono, senza ombra di dubbio, le festività con il Santo Natale in testa (+110%), seguito dal Capodanno (+90%) e dalla Pasqua (+80%).

LA VECCHIA CARA CABINA TELEFONICA – Immancabile anche il ruolo giocato dalla vecchia e cara cabina telefonica, da cui partono moltissime chiamate dirette in Africa e nello specifico in Nigeria, le cui conversazioni rappresentano il 17% delle telefonate effettuate da cabina. Un fotogramma che – negli ultimi anni – rispecchia il fenomeno della migrazione da questo continente verso l’Italia, così come dimostrano i dati diffusi da UNHCR – The UN Refugee Agency. Infatti, il 50% del traffico telefonico che dal nostro Paese converge in Africa è diretto in Nigeria (25%), Eritrea (8%), Costa d’Avorio (5%), Senegal (4%), Libia (4%) e Sudan (4%).

Francesco Carci

Cagliari, ecco Kwang Song Han: il primo nordcoreano nel Calcio italiano

La società sarda ha ufficializzato l’arrivo del giovane attaccante asiatico, classe 1998, considerato dagli osservatori internazionali una delle promesse del calcio futuro. Da Miura a Nakata sono state tante le scommesse asiatiche dei nostri presidenti

hanCAGLIARI – La prima volta di un calciatore nordcoreano in Italia. Il Cagliari prova la scommessa: il club del presidente Giulini ha infatti ufficializzato l’arrivo di Kwang Song Han, primo calciatore del suo paese a giocare per un club italiano, oltre che primo asiatico ad indossare la maglia del Cagliari. Classe 1998, alto 1.78 per 70 chili, Han – informa la società sarda in una nota – è un attaccante ambidestro dagli ottimi fondamentali: dribbling secco, fiuto del gol e visione di gioco le sue caratteristiche principali. Vincitore del campionato asiatico U16 con la rappresentativa di categoria della Corea del Nord, Han ha partecipato ai Campionati del Mondo U17 impressionando gli osservatori internazionali. Dopo un periodo di prova in cui il ragazzo ha dimostrato in allenamento tutte le sue qualità, Han è stato ora tesserato dal Cagliari come “giovane di serie”: verrà quindi inserito nella rosa della Primavera e potrà all’occorrenza essere impiegato in gare ufficiali. Come i suoi nuovi giovani compagni, Han potrà essere convocato in prima squadra da mister Rastelli.

DA MIURA A NAKATA FINO AL CASO AHN – Kwang Song Han è di fatto il primo nordcoreano in Serie A, ma non il primo asiatico. Tra i più celebri c’è il giapponese Hidetoshi Nakata, scoperto dal Perugia di Gaucci e campione d’Italia con la Roma di Capello nel 2001. A proposito di nipponici, a Reggio Calabria si ricorderanno di Shunsuke Nakamura, protagonista dal 2002 per tre stagioni con la maglia amaranto. Attualmente a Milano giocano Yuto Nagatomo (portato in Italia dal Cesena) con l’Inter e Keisuke Honda, sponda Milan. Poco fortunate invece le esperienze di Nanami (Venezia), Morimoto (Catania), Oguro (Torino), Ogasawara (Messina) e Yanagisawa (Sampdoria e Messina). Ma come non ricordarsi di Kazuyoshi Miura che il Genoa acquistò nell’estate 1994: un’esperienza poco fortunata anche se l’attaccante nipponico segnò l’unica rete in un derby contro la Sampdoria. E pensare che Miura gioca ancora in patria e, pochi giorni fa, è diventato a 50 anni e 7 giorni il giocatore più longevo della storia del calcio. Infine, fu curioso il caso di Ahn Jung-Hwan, discreto attaccante sudcoreano portato in Italia dal Perugia, ma che l’allora presidente Gaucci decise di liberarsene dopo la rete decisiva dello stesso Ahn in Italia-Corea del Sud del Mondiale 2002, la celebre partita arbitrata scandalosamente dall’arbitro ecuadoregno Byron Moreno che ci condannò a un’amarissima eliminazione.

Francesco Carci

Top & Flop. Mertens e Reina super, la Roma resta Immobile

Settimana da dimenticare per i giallorossi: dopo il ko in Coppa Italia contro la Lazio, i ragazzi di Spalletti perdono 1-2 all’Olimpico contro un ottimo Napoli, trascinato dalla doppietta dell’attaccante belga e dalle parate del portiere spagnolo. Ne approfitta solo in parte la Juventus, che torna a pareggiare (1-1 a Udine) in Serie A dopo oltre un anno e ora è a +8 sulla Roma. Bene Inter e Milan, Atalanta bloccata in casa dalla Fiorentina. Vediamo i top & flop di questa giornata.

immobile (1)TOP – 3. ANDREA BELOTTI – Il centravanti del Torino si trova di fronte la sua ex squadra, il Palermo, ma non si lascia emozionare. Anzi. I granata vincono 3-1 in rimonta e il “Gallo” (così chiamato per la sua esultanza) segna una tripletta spettacolare andando così in fuga nella classifica dei cannonieri (22 reti contro i 19 di Higuain e Dzeko). Recentemente il presidente Cairo gli ha rinnovato il contratto fissando la clausola di rescissione a 100 milioni, ma se l’attaccante della Nazionale continua così c’è il rischio che qualche club estero sia disposto a spendere quella cifra. E quasi quasi farebbe un affare.

  1. PEPE REINA – Da dividere con Dries Mertens. Sono loro infatti i protagonisti della vittoria del Napoli per 2-1 all’Olimpico contro la Roma. I due gol degli azzurri portano la firma del folletto belga, tornato protagonista dopo un paio di prestazione opache, arrivato a 18 reti in campionato. Dopo la prima rete Mertens si rende protagonista di un’esultanza bizzarra (cagnolino che fa la pipì vicino alla bandierina del corner) che non è piaciuta ai tifosi avversari, oltre che ai moralisti. E pensare che, fino a questa giornata, i giallorossi avevano vinto tutte le partite casalinghe: se la striscia si è interrotta ha grandi meriti anche Reina. Il portiere spagnolo è una saracinesca, da applausi l’incredibile parata nei minuti di recupero con un riflesso con cui manda un tiro deviato di Perotti sulla traversa. Un pizzico di fortuna, ovvio, ma una prodezza strepitosa. E ora, con il Napoli a -2 dalla Roma, è grande lotta per il secondo posto
    1. CIRO IMMOBILE – Settimana da incorniciare per l’attaccante della Lazio. Nella semifinale di andata di Coppa Italia firma il 2-0 contro la Roma nel sentitissimo derby capitolino. Un successo che permette ai biancocelesti di vedere la finale, anche se i giochi sono ancora aperti. Non contento, Immobile trascina i suoi anche in campionato nella vittoria esterna, sempre per 2-0, sul campo di un Bologna sempre più in crisi (quarto ko casalingo di fila, non succedeva dal ’91). L’ex attaccante del Torino sigla una doppietta, ben servito prima da Lulic e poi da Milinkovic-Savic, arrivando a 16 gol in campionato. In estate è arrivato per appena 9 milioni: un vero affare.

    Dries Mertens

    Dries Mertens

 

FLOP – 3. GONZALO HIGUAIN – Irriconoscibile nel pareggio 1-1 della Juventus a Udine. Non tocca un pallone, sicuramente i compagni di squadra non lo aiutano, ma è stranamente assente in tutte le azioni di attacco. Per fortuna ci pensa Bonucci per i bianconeri a rispondere al bel gol di Zapata. La Vecchia Signora torna così a pareggiare in Serie A dopo 38 partite e dopo oltre un anno (l’ultimo nel febbraio 2016 con lo 0-0 sul campo del Bologna) allungando a +8 sulla Roma e +10 sul Napoli.

  1. FEDERICO FAZIO – Prestazione opaca nel derby di Coppa Italia contro la Lazio, inguardabile in quella di campionato contro il Napoli. C’è infatti la sua firma negativa in entrambi i gol di Mertens, tant’è che Spalletti lo sostituisce nel secondo tempo. La sua resta comunque una stagione straordinaria, però questi errori pesano in partite così importanti.
    1. JOSIP POSAVEC – Il portiere del Palermo trascorre un pomeriggio da incubo a Torino. Con la sua squadra in vantaggio 1-0, commette due uscite disastrose su gioco da fermo: un invito a nozze per Belotti che lo trafigge di testa senza pietà. Come detto, i granata vincono 3-1 grazie soprattutto al loro centravanti scatenato, ma che difficilmente avrebbe siglato una tripletta se avesse trovato di fronte un portiere più preparato. Non è infatti la prima volta che il 20enne estremo difensore croato compie papere simili (alternate spesso a ottime parate): la sempre più probabile retrocessione dei siciliani ha tra i principali responsabili il povero Posavec.

 

Francesco Carci