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Francesco Carci

Top & Flop. Lorenzo (Insigne) il Magnifico, Ivan (Perisic) il Terribile

Il Napoli si complica la vita, ma per la prima volta nella storia vince a Empoli (per 3-2) grazie soprattutto alla doppietta del gioiellino partenopeo, il più in forma della squadra. Vincono anche Juventus e Roma: con i pareggi di Lazio e Inter, fermate da Cagliari e Torino, i giochi per la zona Champions sembrano fatti. Bene Atalanta, Milan e Fiorentina che tengono viva la lotta per l’Europa League. Dietro, guarda un po’, continuano a perdere Empoli, Palermo, Crotone e Pescara. Vediamo i top & flop di questa giornata.

insigneTOP – 3. ALEJANDRO GOMEZ – In Atalanta-Pescara va in scena il “Papu Show” con il numero 10 nerazzurro autore di una doppietta e di un assist per Grassi nel 3-0 degli orobici agli abruzzesi di Zeman. Una vittoria che vale doppio perché i bergamaschi, oltre a riscattare il tremendo 7-1 subito la settimana scorsa dall’Inter, battono il record di punti in Serie A. Si continua dunque a sognare un posto in Europa.
2. MATI FERNANDEZ – Utilizzato pochissimo in questa stagione, soprattutto a causa dei ripetuti infortuni, il centrocampista cileno, voluto fortemente da Montella in estate, è decisivo nell’1-0 con cui il Milan supera il Genoa. La rete arriva con un delizioso pallonetto ai danni del portiere ligure Lamanna: una piccola perla in una gara avara di giocate esaltanti. Ritrovato.
1. LORENZO INSIGNE – Attualmente il giocatore più continuo nella rosa del Napoli. Oltre a giocate di prestigio, il talento campano sta trovando la via della rete in modo continuo: nel 3-2 degli azzurri in casa dell’Empoli (prima vittoria nella storia al Castellani), Insigne firma una doppietta, la seconda consecutiva dopo quella al Crotone. Negli ultimi anni è stato spesso criticato per lo scarso feeling sotto porta, ma se dovesse continuare così si riapriranno inevitabilmente anche le porte della Nazionale. Decisivo.

perisicFLOP – 3. FELIPE ANDERSON – Il brasiliano della Lazio non brilla nello 0-0 in casa del Cagliari, anzi sciupa la migliore occasione dei suoi tirando debolmente un buon pallone nell’area sarda. La sua resta una stagione più che positiva, ma con un pizzico di cinismo in più sarebbe davvero uno dei migliori top player del campionato.
2. JOE HART – In Torino-Inter 2-2, il portiere inglese dei piemontesi commette una papera e un’uscita a vuoto nei due gol degli ospiti. Esultano Kondogbia e Candreva, anche se con il pareggio i nerazzurri ci fanno poco. Da far notare però che l’ex estremo difensore del Manchester City compie anche un paio di parate nel finale che evitano il ko ai granata.
1. IVAN PERISIC – Dicevamo di Torino-Inter 2-2: un pareggio giusto, ma che serve a poco a entrambe le squadre. Soprattutto ai nerazzurri che perdono così terreno nella già difficile rimonta Champions. E il rammarico aumenta per le due ottime occasioni non sfruttate da Perisic nel finale di gara, quando i granata concedevano tanti spazi a causa della stanchezza. L’esterno croato prima manda alle stelle una conclusione da pochi passi nell’area di rigore avversaria, poi spreca ancora un contropiede lanciato da Eder. Con una mira migliore, i ragazzi di Pioli sarebbero tornati a Milano con il bottino pieno. Bicchiere inevitabilmente vuoto.
TORNA LA NAZIONALE – Il campionato ora si ferma per gli impegni della Nazionale. Gli azzurri di Ventura affronteranno l’Albania di De Biasi il 24 marzo a Palermo per le qualificazioni al Mondale 2018 in Russia. In programma per l’Italia anche un’amichevole contro l’Olanda ad Amsterdam il 28 marzo. Questi i convocati Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Gianluigi Donnarumma (Milan), Alex Meret (Spal). Difensori: Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Matteo Darmian (Manchester United), Danilo D’Ambrosio (Inter), Mattia De Sciglio (Milan), Alessio Romagnoli (Milan), Daniele Rugani (Juventus), Leonardo Spinazzola (Atalanta), Davide Zappacosta (Torino). Centrocampisti: Daniele De Rossi (Roma), Roberto Gagliardini (Inter), Marco Parolo (Lazio), Marco Verratti (Paris Saint Germain). Esterni: Federico Bernardeschi (Fiorentina), Antonio Candreva (Inter), Lorenzo Insigne (Napoli), Nicola Sansone (Villarreal). Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Eder Citadin Martins (Inter), Andrea Petagna (Atalanta), Ciro Immobile (Lazio), Simone Verdi (Bologna), Matteo Politano (Sassuolo).

Francesco Carci

Top & Flop. Icardi-Banega: l’Argent-Inter distrugge l’Atalanta

Sono i due sudamericani dell’Inter i grandi protagonisti del weekend calcistico. Entrambi siglano una tripletta nel devastante 7-1 della squadra di Pioli a quella dell’ex Gasperini: vittoria e sorpasso ai danni degli orobici. Vincono le prime quattro: la Juventus 2-1 contro il Milan in un mare di polemiche per un rigore (che c’era) fischiato a tempo scaduto che ha mandato su tutte le furie i rossoneri, la Roma 3-0 a Palermo nella ‘prima’ del neo presidente dei siciliani Paul Baccaglini, stesso punteggio per il Napoli in casa contro il Crotone e la Lazio 3-1 al Torino nel posticipo del lunedì sera, che resta così in scia al quarto posto. Derby di Genova alla Sampdoria che, dopo 57 anni, si aggiudica sia la stracittadina d’andata che quella di ritorno. Dietro, le ultime 4 perdono tutte ma non è una novità. Vediamo i top & flop di questa giornata.

icardi32TOP – 3. MAURO ICARDI. La sua tripletta in meno di 10’ spiana la strada per il roboante successo 7-1 dell’Inter sull’Atalanta. Un tris in cui l’attaccante argentino mette in mostra tutto il repertorio: senso del gol nella prima rete, coraggio con il rigore tirato alla ‘Totti’ versione cucchiaio e potente colpo di testa su azione di calcio d’angolo. Non si capisce perché il ct dell’Argentina, Bauza, continui ad ignorarlo.

  1. LUIS MURIEL – Con un gran gol decide il derby di Genova in favore della Sampdoria. Come detto, non accadeva dal 1960 che i blucerchiati vincessero contro il Grifone sia nella partita d’andata che in quella di ritorno. L’attaccante colombiano sembra ormai definitivamente maturato e pronto per una grande squadra. La clausola rescissoria, fissata a 28 milioni, potrebbe far gola a molte big italiane e straniere
    1. EVER BANEGA – Torniamo all’Inter perché, oltre a Icardi, anche Banega riesce a siglare una tripletta. Un grazie particolare a Candreva, autore di due assist per l’argentino, prima di una punizione precisa che sigilla il pomeriggio da favola per l’ex centrocampista del Siviglia. E pensare che a gennaio si vociferava di un possibile addio destinazione Cina. Oggi Banega è diventato un punto fermo della squadra di Pioli.

FLOP – 3. EUSEBIO DI FRANCESCO – Selezioniamo l’allenatore, ma è una tiratina d’orecchie a tutto il Sassuolo, che perde la quarta partita consecutiva in casa. Una gara diversa dalle altre: il derby emiliano contro il Bologna. In una stagione decisamente condizionata dalla sfortuna e dagli infortuni (Berardi in primis) i tifosi neroverdi si aspettano quantomeno un finale di campionato più divertente, soprattutto al Mapei Stadium.

  1. GIOVANNI MARTUSCIELLO – Anche qui scegliamo il tecnico per fare una critica a tutto l’Empoli. Contro il Chievo arriva la quinta sconfitta consecutiva (4-0 per i veneti) e l’ennesima partita senza gol per i toscani, peggior attacco del campionato con appena 15 gol all’attivo. Se salvezza sarà, bisognerà ringraziare Pescara, Crotone e Palermo che hanno dimostrato di essere ad un livello ancora più basso di quello degli azzurri, lontani parenti dalla squadra brillante di Sarri e Giampaolo.
    1. RAFAEL TOLOI – Dopo una sconfitta per 7-1 dovevamo inevitabilmente prendere un giocatore dell’Atalanta. Nell’opaca, per usare un eufemismo, prestazione di San Siro il peggiore è il difensore brasiliano ex Roma, prima graziato dall’arbitro che non lo espelle per un fallo con chiara occasione da gol su Icardi, poi responsabile diretto della disfatta degli orobici. Ci piace però concludere facendo i complimenti ai tifosi dell’Atalanta che, nonostante il pesante ko, hanno aspettato il ritorno a Bergamo della squadra, sostenendola con cori e applausi. La giusta carica per il rush finale della stagione che può regalare ai ragazzi di Gasperini l’insperata qualificazione in Europa.

Francesco Carci

L’Identikit clienti telefonici, tra sbrigativi e ‘mammoni’

Con l’obiettivo di fornire un quadro di sintesi nel panorama delle comunicazioni e contribuire a comprendere meglio le tendenze del mercato di interesse, Clouditalia, primo provider italiano di servizi di telecomunicazione e cloud computing, inaugura l’”Osservatorio Big Data” e presenta i suoi primi risultati. Per il primo trimestre 2017, il centro di ricerca ha voluto scattare la fotografia del traffico telefonico 2016 relativo alle prepagate internazionali, comparto in cui l’azienda è leader dal 2005 con una quota di mercato superiore al 60%.

telefonoL’IDENTIKIT DEI CLIENTI – “Finora – spiega Marco Iannucci, l’AD di Clouditalia – abbiamo venduto oltre 100 milioni di “carte virtuali” e ogni giorno contiamo circa 6 mila nuovi acquirenti. Le nostre prepagate Edicard, ad esempio, consentono di effettuare chiamate dall’Italia verso tutte le destinazioni nazionali e internazionali a prezzi molto vantaggiosi e, attualmente, questo segmento di business contribuisce circa all’8% del nostro fatturato. Chi sono dunque gli utilizzatori dei servizi prepagati internazionali e soprattutto quali le loro abitudini? L’Osservatorio Big Data di Clouditalia ha provato così a tracciare l’identikit dei suoi clienti.

NEL 2016 BEN 15 MILIONI DI CHIAMATE – Solo lo scorso anno sono stati gestiti 15 milioni di chiamate e ben 125 milioni di minuti di conversazione, la cui durata media si è attestata intorno agli 8 minuti. Il traffico telefonico è stato diretto principalmente verso l’Europa (42%), seguita dal Sud America (22%). Al terzo posto troviamo il Nord America (14%) e al quarto l’Asia (10%). A pari merito Oceania e Africa con il 6% del flusso di telefonate ricevute dall’Italia. Tuttavia i paesi più chiamati per quantità di minuti sono – in ordine – USA, Polonia, Australia e Argentina; anche se i più prolissi in assoluto risultano essere gli islandesi, con una media di 16 minuti a chiamata. Tra i “Grandi Parlatori” figurano anche i peruviani e gli argentini, rispettivamente con una media di 14 e 12 minuti a telefonata, mentre i più sbrigativi – con appena 2 minuti a conversazione – sono i maliani. Chi, invece, non bada a spese per chiamare amici e parenti sono i polacchi.

ASIATICI POCO ROMANTICI, CUBANI ‘MAMMONI’ – E i continenti più romantici? A scalare la classifica sono Europa, Sud e Nord America che il giorno di San Valentino non risparmiano parole d’amore, totalizzando ciascuno un incremento delle chiamate superiore al 30%, a differenza degli asiatici, dove la festa è tutt’altro che sentita (-19% del traffico telefonico in uscita dall’Italia). Entrando nel dettaglio tra i più “calienti” – manco a dirlo – cubani, messicani e uruguaiani, anche se al primo posto troviamo gli Olandesi, con un aumento delle chiamate pari al 113%. Se pensate che i più “mammoni” siano gli europei vi sbagliate di grosso. A effettuare più telefonate durante la seconda domenica di maggio sono i già citati cubani (con un incremento del traffico in uscita di oltre il 200%), seguiti dagli ecuadoriani (161%). A influire quindi sui picchi giornalieri del traffico telefonico internazionale sono, senza ombra di dubbio, le festività con il Santo Natale in testa (+110%), seguito dal Capodanno (+90%) e dalla Pasqua (+80%).

LA VECCHIA CARA CABINA TELEFONICA – Immancabile anche il ruolo giocato dalla vecchia e cara cabina telefonica, da cui partono moltissime chiamate dirette in Africa e nello specifico in Nigeria, le cui conversazioni rappresentano il 17% delle telefonate effettuate da cabina. Un fotogramma che – negli ultimi anni – rispecchia il fenomeno della migrazione da questo continente verso l’Italia, così come dimostrano i dati diffusi da UNHCR – The UN Refugee Agency. Infatti, il 50% del traffico telefonico che dal nostro Paese converge in Africa è diretto in Nigeria (25%), Eritrea (8%), Costa d’Avorio (5%), Senegal (4%), Libia (4%) e Sudan (4%).

Francesco Carci

Cagliari, ecco Kwang Song Han: il primo nordcoreano nel Calcio italiano

La società sarda ha ufficializzato l’arrivo del giovane attaccante asiatico, classe 1998, considerato dagli osservatori internazionali una delle promesse del calcio futuro. Da Miura a Nakata sono state tante le scommesse asiatiche dei nostri presidenti

hanCAGLIARI – La prima volta di un calciatore nordcoreano in Italia. Il Cagliari prova la scommessa: il club del presidente Giulini ha infatti ufficializzato l’arrivo di Kwang Song Han, primo calciatore del suo paese a giocare per un club italiano, oltre che primo asiatico ad indossare la maglia del Cagliari. Classe 1998, alto 1.78 per 70 chili, Han – informa la società sarda in una nota – è un attaccante ambidestro dagli ottimi fondamentali: dribbling secco, fiuto del gol e visione di gioco le sue caratteristiche principali. Vincitore del campionato asiatico U16 con la rappresentativa di categoria della Corea del Nord, Han ha partecipato ai Campionati del Mondo U17 impressionando gli osservatori internazionali. Dopo un periodo di prova in cui il ragazzo ha dimostrato in allenamento tutte le sue qualità, Han è stato ora tesserato dal Cagliari come “giovane di serie”: verrà quindi inserito nella rosa della Primavera e potrà all’occorrenza essere impiegato in gare ufficiali. Come i suoi nuovi giovani compagni, Han potrà essere convocato in prima squadra da mister Rastelli.

DA MIURA A NAKATA FINO AL CASO AHN – Kwang Song Han è di fatto il primo nordcoreano in Serie A, ma non il primo asiatico. Tra i più celebri c’è il giapponese Hidetoshi Nakata, scoperto dal Perugia di Gaucci e campione d’Italia con la Roma di Capello nel 2001. A proposito di nipponici, a Reggio Calabria si ricorderanno di Shunsuke Nakamura, protagonista dal 2002 per tre stagioni con la maglia amaranto. Attualmente a Milano giocano Yuto Nagatomo (portato in Italia dal Cesena) con l’Inter e Keisuke Honda, sponda Milan. Poco fortunate invece le esperienze di Nanami (Venezia), Morimoto (Catania), Oguro (Torino), Ogasawara (Messina) e Yanagisawa (Sampdoria e Messina). Ma come non ricordarsi di Kazuyoshi Miura che il Genoa acquistò nell’estate 1994: un’esperienza poco fortunata anche se l’attaccante nipponico segnò l’unica rete in un derby contro la Sampdoria. E pensare che Miura gioca ancora in patria e, pochi giorni fa, è diventato a 50 anni e 7 giorni il giocatore più longevo della storia del calcio. Infine, fu curioso il caso di Ahn Jung-Hwan, discreto attaccante sudcoreano portato in Italia dal Perugia, ma che l’allora presidente Gaucci decise di liberarsene dopo la rete decisiva dello stesso Ahn in Italia-Corea del Sud del Mondiale 2002, la celebre partita arbitrata scandalosamente dall’arbitro ecuadoregno Byron Moreno che ci condannò a un’amarissima eliminazione.

Francesco Carci

Top & Flop. Mertens e Reina super, la Roma resta Immobile

Settimana da dimenticare per i giallorossi: dopo il ko in Coppa Italia contro la Lazio, i ragazzi di Spalletti perdono 1-2 all’Olimpico contro un ottimo Napoli, trascinato dalla doppietta dell’attaccante belga e dalle parate del portiere spagnolo. Ne approfitta solo in parte la Juventus, che torna a pareggiare (1-1 a Udine) in Serie A dopo oltre un anno e ora è a +8 sulla Roma. Bene Inter e Milan, Atalanta bloccata in casa dalla Fiorentina. Vediamo i top & flop di questa giornata.

immobile (1)TOP – 3. ANDREA BELOTTI – Il centravanti del Torino si trova di fronte la sua ex squadra, il Palermo, ma non si lascia emozionare. Anzi. I granata vincono 3-1 in rimonta e il “Gallo” (così chiamato per la sua esultanza) segna una tripletta spettacolare andando così in fuga nella classifica dei cannonieri (22 reti contro i 19 di Higuain e Dzeko). Recentemente il presidente Cairo gli ha rinnovato il contratto fissando la clausola di rescissione a 100 milioni, ma se l’attaccante della Nazionale continua così c’è il rischio che qualche club estero sia disposto a spendere quella cifra. E quasi quasi farebbe un affare.

  1. PEPE REINA – Da dividere con Dries Mertens. Sono loro infatti i protagonisti della vittoria del Napoli per 2-1 all’Olimpico contro la Roma. I due gol degli azzurri portano la firma del folletto belga, tornato protagonista dopo un paio di prestazione opache, arrivato a 18 reti in campionato. Dopo la prima rete Mertens si rende protagonista di un’esultanza bizzarra (cagnolino che fa la pipì vicino alla bandierina del corner) che non è piaciuta ai tifosi avversari, oltre che ai moralisti. E pensare che, fino a questa giornata, i giallorossi avevano vinto tutte le partite casalinghe: se la striscia si è interrotta ha grandi meriti anche Reina. Il portiere spagnolo è una saracinesca, da applausi l’incredibile parata nei minuti di recupero con un riflesso con cui manda un tiro deviato di Perotti sulla traversa. Un pizzico di fortuna, ovvio, ma una prodezza strepitosa. E ora, con il Napoli a -2 dalla Roma, è grande lotta per il secondo posto
    1. CIRO IMMOBILE – Settimana da incorniciare per l’attaccante della Lazio. Nella semifinale di andata di Coppa Italia firma il 2-0 contro la Roma nel sentitissimo derby capitolino. Un successo che permette ai biancocelesti di vedere la finale, anche se i giochi sono ancora aperti. Non contento, Immobile trascina i suoi anche in campionato nella vittoria esterna, sempre per 2-0, sul campo di un Bologna sempre più in crisi (quarto ko casalingo di fila, non succedeva dal ’91). L’ex attaccante del Torino sigla una doppietta, ben servito prima da Lulic e poi da Milinkovic-Savic, arrivando a 16 gol in campionato. In estate è arrivato per appena 9 milioni: un vero affare.

    Dries Mertens

    Dries Mertens

 

FLOP – 3. GONZALO HIGUAIN – Irriconoscibile nel pareggio 1-1 della Juventus a Udine. Non tocca un pallone, sicuramente i compagni di squadra non lo aiutano, ma è stranamente assente in tutte le azioni di attacco. Per fortuna ci pensa Bonucci per i bianconeri a rispondere al bel gol di Zapata. La Vecchia Signora torna così a pareggiare in Serie A dopo 38 partite e dopo oltre un anno (l’ultimo nel febbraio 2016 con lo 0-0 sul campo del Bologna) allungando a +8 sulla Roma e +10 sul Napoli.

  1. FEDERICO FAZIO – Prestazione opaca nel derby di Coppa Italia contro la Lazio, inguardabile in quella di campionato contro il Napoli. C’è infatti la sua firma negativa in entrambi i gol di Mertens, tant’è che Spalletti lo sostituisce nel secondo tempo. La sua resta comunque una stagione straordinaria, però questi errori pesano in partite così importanti.
    1. JOSIP POSAVEC – Il portiere del Palermo trascorre un pomeriggio da incubo a Torino. Con la sua squadra in vantaggio 1-0, commette due uscite disastrose su gioco da fermo: un invito a nozze per Belotti che lo trafigge di testa senza pietà. Come detto, i granata vincono 3-1 grazie soprattutto al loro centravanti scatenato, ma che difficilmente avrebbe siglato una tripletta se avesse trovato di fronte un portiere più preparato. Non è infatti la prima volta che il 20enne estremo difensore croato compie papere simili (alternate spesso a ottime parate): la sempre più probabile retrocessione dei siciliani ha tra i principali responsabili il povero Posavec.

 

Francesco Carci

Top & Flop. Da Calvarese a Tagliavento: agli arbitri l’Oscar per il film horror

Sarebbe bello se si potesse parle soltanto delle cose belle avvenute in questa 26/a giornata: dall’Atalanta che compie l’impresa a Napoli con una doppietta di Caldara, alla serata strepitosa di Nainggolan che trascina la Roma al successo in casa dell’Inter, fino ai bellissimi gol di Birsa, Borriello e Ntcham. Ma purtroppo è stato un fine settimana a dir poco negativo per gli arbitri, che con scelte scelerate (Calvarese in Sassuolo-Milan su tutti) che hanno condizionato il risultato delle partite. Vediamo i top & flop di questa giornata.

MILAN, ITALY - JANUARY 13:  Referee Gianpaolo Calvarese shouts during the TIM Cup match between AC Milan and Carpi FC at Stadio Giuseppe Meazza on January 13, 2016 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Gianpaolo Calvarese (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

TOP – 3. JULES OLIVIER NTCHAM – Con un grandissimo gol nei minuti di recupero, regala al Genoa il pareggio interno 1-1 contro il Bologna e soprattutto salva da un esordio negativo il neo tecnico Andrea Mandorlini, arrivato al posto di Juric, che lo aveva inserito pochi minuti prima. Il 21enne centrocampista francese era stato preso lo scorso anno in prestito dal Manchester City, ma nonostante fosse considerato un grande talento, non ha mai mostrato le sue potenzialità. La perla di domenica però vale tanto, più per il morale dei liguri che per la classifica. Mandorlini gli offrisse una cena.
2. MATTIA CALDARA – Con la sua doppietta ha trascinato l’Atalanta al prestigioso successo 2-0 in casa del Napoli. Il difensore nerazzurro, già prenotato dalla Juventus per la stagione 2018/2019, ha giocato una partita da veterano nonostante i 22 anni: un gladiatore nella propria difesa e un senso del gol nell’area avversaria invidiabile considerando che è un difensore centrale. Con molti difensori italiani in età avanzata (Barzagli e Chiellini), il ct della Nazionale Ventura può stare tranquillo: è nata una stella. E i bergamaschi sognano la Champions League.
1. RADJA NAINGGOLAN – Semplicemente devastante. La Roma ha vinto 3-1 a San Siro contro l’Inter, assicurandosi ormai con certezza un posto tra le prime 3 e restando in scia della Juventus (-7 dai bianconeri). I primi due gol sono state due perle assolute del centrocampista belga, due missili da fuori area su cui nemmeno un grande portiere come Handanovic ha potuto fare nulla. E pensare che fino a qualche mese fa l’allenatore del Belgio non lo chiamava in Nazionale. Nainggolan, oltre allo strapotere fisico a centrocampo, sta trovando gol con continuità (sono 9 in campionato) e non è un caso che in estate il Chelsea di Conte si era spinto fino a 45 milioni per acquistarlo. Ora ne vale quasi il doppio, alieno.

FLOP – 3. IVAN PERISIC – È uno dei pochi a salvarsi dell’Inter, ma dopo pochi minuti ha compiuto una grave ingenuità che poteva costare caro: all’interno della propria area, si è alzato il pallone con i piedi, passandolo poi di testa ad Handanovic per permettere al portiere sloveno di prendere la sfera con le mani. Eppure non si può fare: il regolamento lo considera infatti gesto antisportivo. Risultato? Cartellino giallo e punizione a due per la Roma che, fortunatamente per l’esterno croato, non ha generato pericoli.
2. STEFANO PIOLI – Restiamo sempre in Inter-Roma. Il ko dei nerazzurri ha come principale colpevole l’allenatore che ha deciso di schierare una formazione imbottita di centrocampisti che, invece di creare superiorità numerica sulla mediana, si sono spesso pestati i piedi. Può starci, soprattutto quando hai di fronte la seconda forza del campionato. L’errore è stato non correggere il danno a partita in corso, specialmente dopo il primo tempo dominato dai ragazzi di Spalletti. C’è da dire che Pioli, da quando ha preso il posto di De Boer, ha cambiato l’Inter, portandola dalle zone basse della classifica in piena corsa europea, ma i passi falsi contro Juventus, Napoli, Roma e l’eliminazione in Coppa Italia contro la Lazio potrebbero costargli la mancata conferma sulla panchina nerazzurra in vista della prossima stagione.
1. GLI ARBITRI – La peggiore giornata da inizio campionato per i nostri fischietti. Chiariamo che parole come “complotto”, “malafede” ecc. sono da chiacchiere da bar, qui nessuno mette in dubbio l’onestà dei direttori di gara. Ma ciò che si è visto nel fine settimana è degno di un film horror, in tema con la notte degli Oscar. Insufficiente la prova di Tagliavento in Inter-Roma: tanti dubbi sul secondo gol di Nainggolan per una spinta su Gagliardini, forse la rete era troppo bella per annullarla (si scherza). Clamoroso poi il rigore non dato ai nerazzurri per un fallo evidente di Strootman su Eder. Anche le tante ammonizioni non sventolate nel primo tempo a un paio di giocatori giallorossi (plateale fallo di mano di Bruno Peres e ostruzione di Juan Jesus su un calcio di punizione di Candreva) hanno innervosito i giocatori dell’Inter e di conseguenza il pubblico di San Siro che ha preso di mira l’arbitro con fischi e insulti. Detto questo, la Roma ha strameritato la vittoria. Ha fatto di peggio, e non era semplice, il sign. Calvarese in Sassuolo-Milan. I rossoneri hanno vinto 1-0, ma in questo caso si fa fatica a parlare di pallone: rigore evidente per i padroni di casa su Berardi che invece si è beccato il giallo per simulazione, il penalty vincente di Bacca che ha deciso la gara non solo non c’era, ma è stato calciato irregolarmente dall’attaccante colombiano che, inciampato a pochi passi dal dischetto, ha toccato due volte il pallone. Infine nella ripresa altro rigore solare non dato ai neroverdi con un calcione di Paletta su Politano. Comprensibile la rabbia del Sassuolo a fine gara, mentre il tecnico rossonero Montella, ammettendo gli episodi a proprio favore, ha invitato a usare toni più bassi. E allora invece di scippo o rapina, limitiamoci a dire che il Milan è stato fortunato…

Francesco Carci

Volley femminile. Rodrigo, oggi Tifanny: Brescia contro trans della Palmi

Tifanny, ex RodrigoPuò una società femminile di pallavolo schierare un atleta uomo che ha cambiato sesso diventando donna? Non si parla d’altro nel mondo del volley dopo la scelta della Golem Palmi di tesserare la transgender brasiliana Tifanny Pereira Da Abreu. La 32enne schiacciatrice un tempo era conosciuta come Rodrigo e giocava nella pallavolo maschile, con esperienze in Francia, Spagna, Olanda e Belgio. Dopo l’ok della Federazione Internazionale per giocare nei tornei femminili, Tifanny, operata nel 2014 e da allora a tutti gli effetti una donna, ha lasciato il Jtv Dero-Zele Barlare (seconda divisione belga) e ha scelto la Calabria per puntare ai playoff di Serie A2 con la Palmi.

BRESCIA NON CI STA – Un tesseramento che però non è stato accolto bene dalle altre squadre del campionato di A2 femminile. In particolare dalla Millenium Brescia che, attraverso le parole del presidente Roberto Catania, si è schierata contro l’arrivo a Palmi di Tifanny: “Cosa succede se andiamo in Brasile, ingaggiamo tre trans e le portiamo a giocare nel campionato di A2 femminile? Vinciamo il campionato. Ma così non può andare bene”. Il figlio Emanuele, general manager di Brescia, ha chiesto alla Lega chiarezza e il rispetto delle regole del mercato. Le “leonesse” affronteranno Palmi il prossimo 12 marzo, una gara probabilmente chiave per l’accesso ai playoff.

PALMI: “RISPETTARE LE REGOLE” – Le accuse di Brescia non hanno però influenzato la Palmi che, attraverso un comunicato, ha anzi rivendicato orgogliosamente la propria scelta: “Le regole sono chiare e definite da tempo in modo inequivocabile. Tifanny ha una fisicità importante ma per la legislazione, e ancor prima per lei, è una donna, e solo tra le donne può giocare. È una giocatrice fuori categoria? A nostro avviso sì, perché sarebbe più adatta alla A1, dove militano colleghe con le sue stesse qualità fisiche e tecniche”, ha concluso la società calabrese.

TIFANNY: “IL TALENTO NON HA SESSO” – Sulla polemica ha detto la sua anche la diretta interessata, Tifanny, ex Rodrigo: “Ciò che conta è il talento, devi saper giocare. E il talento lo possono avere sia un uomo, sia una donna, sia un trans. La mia essenza è di donna. Io ho cambiato per me, per il mio essere. La pallavolo è il mio lavoro”. Poi la risposta al presidente del Brescia: “Può andare dove vuole, l’importante è che prenda tre che sappiano giocare”. Di sicuro l’impatto della brasiliana è stato eccellente: nel successo per 3-1 della Palmi su Trento, Tifanny, in panchina nel primo set perso dalle calabresi, ha siglato 28 punti ed è stata eletta miglior giocatrice della partita.

MALAGO’: “CHIEDERE SCUSA A TIFANNY” – “Il concetto è semplicissimo: se gli elementi sono stati verificati credo non solo che non se ne debba parlare, ma che sia necessario chiedere scusa all’atleta”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in merito a questa polemica. “Il Cio ha emanato una normativa con dei parametri che devono essere assolutamente verificati. Si tratta di prescrizioni di carattere numerico relative al livello di testosterone, sotto cui non c’è nessun problema. Sopra questi livelli è doping, di conseguenza l’argomento è chiuso e non c’è da agitarsi troppo”, ha tagliato corto il numero uno del Coni.

Francesco Carci

Top & Flop. GABI-GOL, di nome e… di fatto. Cagliari, che Mass-ata!

gabigolL’Inter vince 1-0 a Bologna grazie alla prima rete in campionato di Gabriel Barbosa, sempre più accostato al ‘Fenomeno’ Ronaldo, anche a lui in gol al Dall’Ara per la prima volta in Italia. Vincono le prime 7 della classe, Defrel trascina il Sassuolo con una spettacolare doppietta a Udine, a Pescara show per il ritorno di Zemanlandia: il 5-0 al Genoa costa la panchina a Juric, al suo posto arriva Mandorlini. I sardi recriminano con l’arbitro Massa per un gol regolare annullato nel finale in casa della Sampdoria. Vediamo i top & flop di questa giornata.

TOP – 3. Gregoire Defrel. Il Sassuolo stava perdendo 1-0 a Udine, il tecnico Di Francesco si gioca allora la carta del 25enne attaccante francese, inizialmente in panchina perché non al meglio fisicamente. L’ex giocatore del Cesena, a gennaio a lungo cercato dalla Roma, ricambia la fiducia con una doppietta. Bello il primo gol con un colpo di testa, aiutato anche dal portiere dei bianconeri Karnezis, spettacolare il secondo con un preciso tiro dalla distanza. Letale.

  1. Zdenek Zeman. Meglio di un mago: arrivato in settimana al posto di Oddo, il tecnico boemo regala la prima vittoria sul campo agli abruzzesi con uno spettacolare 5-0 al Genoa. Le speranze salvezza restano poche (l’Empoli è a 10 punti), ma almeno ora c’è più fiducia. Per i rossoblù la sconfitta costa la panchina al tecnico Juric: al suo posto arriva Mandorlini.
    1. Gabigol. Si chiamerebbe Gabriel Barbosa, ma va benissimo il suo soprannome soprattutto in questo weekend dove finalmente trova il primo gol in campionato. L’Inter passa 1-0 a Bologna e resta così in corsa per la Champions League, anche perché domenica prossima ci sarà la sfida contro la Roma. Per Gabigol sono partiti i paragoni con il ‘Fenomeno’ Ronaldo: anche l’ex fuoriclasse sudamericano infatti aveva segnato la prima rete con la maglia nerazzurra al Dall’Ara. Ma andiamoci piano: Barbosa deve ancora dimostrare tanto. Nel frattempo però dimostra anche di meritare più spazio.

FLOP – 3. Josip Ilicic. Protagonista, quasi trascinatore l’anno scorso con la Fiorentina con 13 gol, quest’anno si è smarrito: non segna più, è molle, svogliato. Non è pericoloso nemmeno sui calci da fermo, da sempre la sua forza. Sembra un automobilista perso per strada senza TomTom.

  1. Ivan Juric. Esonerato dal Genoa dopo la sconfitta 5-0 contro il Pescara. Peccato perché aveva iniziato benissimo la stagione, un’ottima difesa e la vittoria contro la Juventus. Al punto che non si vedevano le differenze con l’ottima squadra degli anni scorsi di Gasperini. Poi qualche cessione importante a gennaio (Rincon e Pavoletti) e tanta sfortuna con numerosi infortuni (Miguel Veloso, Perin e Rigoni). Il Genoa è una di quelle tante squadre senza obiettivi: l’Europa è un miraggio, la zona salvezza non preoccupa. Però non si può vedere un atteggiamento così arrendevole come quello visto a Pescara. Soprattutto quando l’allenatore è un combattente. Buona fortuna al tecnico croato e a Mandorlini.
    1. Davide Massa. L’arbitro di Sampdoria-Cagliari (finita 1-1) annulla al 90’ un gol regolarissimo a Ibarbo, che sarebbe valso ai sardi la vittoria a Marassi. Si fa fatica a caprine il motivo: quello ufficiale, fuorigioco di Pisacane durante un calcio di punizione, ha davvero poco senso perché il difensore rossoblù non partecipa all’azione. Comprensibile a fine gara la rabbia del tecnico Rastelli, complimenti al suo collega blucerchiato Giampaolo che riconosce l’errore del direttore di gara. Magra consolazione.

Francesco Carci

Top & Flop. Higuain show, Sassuolo bocciato in inglese

La Juventus passa 2-0 a Cagliari con una doppietta dello spietato attaccante argentino, ora capocannoniere del campionato con Dzeko (ma non fategli tirare più i rigori). Vincono le prime della classe, tranne Lazio e Milan che pareggiano 1-1 nel posticipo di lunedì. Chievo trascinato da una tripletta del proprio attaccante nella vittoria 3-1 sul campo del Sassuolo. Caos a Pescara: Oddo se ne va, anzi no. Vediamo i top & flop di questa giornata

higuainTOP – 3. Radja Nainggolan. Risponde sul campo da vero trascinatore della Roma alle critiche (esagerate e inutili) dopo che qualche “tifoso” giallorosso aveva pubblicato su Internet un video a tradimento in cui il centrocampista belga, fermato all’uscita di un locale, confessava il suo odio verso la Juventus. I moralisti si sono scandalizzati, ma cosa c’era di male? Sul campo Nainggolan sblocca la partita che i ragazzi di Spalletti vincono 2-0 a Crotone. La Juventus però resta lontana.

  1. Gonzalo Higuain. I bianconeri restano appunto saldamente in testa alla classifica grazie al successo esterno per 2-0 a Cagliari. Protagonista l’attaccante argentino con una doppietta: ora i gol in campionato sono 18, esattamente come quelli di Edin Dzeko. Se la lotta al titolo sembra quasi chiusa, quella per la corona di capocannoniere è apertissima.

    1.  Roberto Inglese. Giustiziere due settimane della Lazio, l’attaccante del Chievo si conferma bomber di trasferta. Ma questa volta si supera: la vittoria 3-1 dei veneti sul campo del Sassuolo porta la sua firma con una spettacolare tripletta. E poco importa se dopo pochi minuti dal calcio d’inizio aveva fallito un calcio di rigore: Inglese si porta a casa il pallone e tanti complimenti.

FLOP – 3. Ciro Immobile. L’attaccante della Lazio si rende protagonista della più antica regola del calcio: gol sbagliato, gol subito. Nel finale della gara contro il Milan, che i biancocelesti vincevano 1-0, il centravanti campano fallisce un gol a tu per tu con Donnarumma e pochi secondi dopo, puntuale, arriva l’1-1 di Suso. In passato ci ha abituati a essere più freddo sotto porta.

    2. Mato Jajalo. L’errore del centrocampista del Palermo nel secondo gol dell’Atalanta (che ha vinto 3-1 in casa dei siciliani) è lo specchio della stagione negativa dei rosanero: un banalissimo passaggio in mezzo al campo clamorosamente sbagliato, un regalo di Natale per il “Papu” Gomez che sigla senza problemi la nona rete personale in campionato. Quando si lotta per la salvezza certe disattenzioni sono inammissibili.

      1. Albano Bizzarri. È un peccato, perché il 39enne portiere del Pescara è reduce da ottime stagioni con il Chievo. Ma quest’anno, sarà l’età, sta combinando una serie di disastri infiniti. Nella goleada subita dagli abruzzesi a Torino (vittoria 5-3 dei granata) l’estremo difensore argentino compie due papere sui gol di Belotti e Ljajic. Si fa fatica a capire perché non venga data fiducia al secondo portiere, Fiorillo, protagonista l’anno scorso di un ottimo campionato da titolare. Al termine della gara il tecnico Massimo Oddo, in lacrime durante il match per l’ennesima umiliazione (il Pescara è ultimo, praticamente già in B e senza una vittoria sul campo), si è dimesso ma la sua decisione è stata respinta dopo 24 ore dalla società, intenzionata a proseguire con l’ex campione del mondo del 2006.

Francesco Carci

Top & Flop.
Juve al Cuadrado, Parolo pesca il poker

I bianconeri superano 1-0 l’Inter grazie a un gran gol dell’esterno colombiano e ottengono il 28esimo successo consecutivo in casa. Goleade di Napoli (7-1 a Bologna con triplette di Hamsik e Mertens) e Lazio (6-2 al Pescara con quattro reti del centrocampista biancoceleste). Crisi Milan, sconfitto 1-0 a San Siro dalla Sampdoria, mentre il Palermo trova finalmente la prima gioia in casa (1-0 al Crotone). Vediamo i top & flop di questa giornata.

juan-cuadradoTOP – 3. Juan Cuadrado. Il centrocampista colombiano della Juventus ha aspettato il momento migliore per sbloccarsi: il suo primo gol in campionato è decisivo infatti per il successo della Vecchia Signora per 1-0 contro una buona Inter. I nerazzurri hanno confermato la loro crescita, è vero che Buffon è stato impegnato raramente ma va ricordato come potevano starci un paio di rigori non assegnati a Icardi e compagni. Normale, dunque, a fine partita il nervosismo del tecnico Pioli.

  1. Alejandro Gomez. Il “Papu” è stato ancora una volta il trascinatore dell’Atalanta. La sua doppietta nel 2-0 al Cagliari è valsa agli orobici l’aggancio al quinto posto in classifica all’Inter. Il sogno europeo continua per i lombardi e con un Gomez così parlare di Europa League non è assolutamente utopia.
  2. Marco Parolo. Non capita spesso vedere in Serie A un giocatore che mette a segno un poker di gol, soprattutto perché non ci sono i vari Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar. Stupisce che ci sia riuscito il centrocampista della Lazio, non certo un goleador, che fino ad ora aveva messo a segno appena una rete. Il 6-2 sul campo di un Pescara sempre più imbarazzante ha consentito ai biancocelesti di riprendersi il quarto posto.

FLOP – 3. Antonio Mirante. Il portiere del Bologna paga a nome di tutta la difesa la brutta sconfitta interna per 7-1 subita dal Napoli. Molte le sue colpe sul secondo gol di Insigne e sul 3-1 su punizione di Mertens. Oltre al danno, la beffa: infortunio muscolare con il rischio di stare fuori per qualche settimane. Una serata da dimenticare.

  1. Carlos Bacca. Come tutto il Milan, l’attaccante colombiano vive un momento decisamente negativo. Segna pochissimo, è assente nel gioco offensivo dei rossoneri, ma soprattutto si arrabbia quando viene sostituito. Quando oggettivamente il cambio con Lapadula era più che giusto date le zero occasioni nella gara persa 1-0 contro la Sampdoria. Per i ragazzi di Montella è crisi con tre sconfitte di fila e la zona europea che si sta pericolosamente allontanando.
  2. Iago Falque. L’attaccante del Torino ha preteso di battere il rigore in Empoli-Torino (finita 1-1) sradicando il pallone dalle mani di Belotti. Risultato? Tiro debole e penalty parato dal portiere dei toscani, Skorupski. C’è da giurarci che a fine gara il tecnico granata, Sinisa Mihajlovic, gliene abbia dette quattro nello spogliatoio e infatti, davanti alle telecamere, l’allenatore serbo ha dichiarato che i prossimi rigori li tirerà il “Gallo” Belotti. Maledetto egoismo.

Francesco Carci