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Francesco Carci

Juventus campione d’Italia, è lo scudetto dei record

juventusI bianconeri battono 3-0 il Crotone e si aggiudicano lo scudetto per il sesto anno consecutivo, un record. Roma e Napoli hanno accorciato il gap ma sembrano bellissime torte senza ciliegina. Inter e Milan sperano nei soldi cinesi per spezzare un’egemonia che, altrimenti, potrebbe durare ancora a lungo. E il 3 giugno c’è la finale di Champions contro il Real Madrid: il sogno triplete per Buffon e compagni può diventare realtà

TORINO – E sono 6. La Juventus è campione d’Italia 2016/2017 ed entra nella storia: mai nessuna squadra in Italia aveva infatti vinto sei campionati consecutivi. Ci è riuscita la Vecchia Signora, merito di una dirigenza e di una squadra che, titolo dopo titolo, continua ad avere fame ed a non essere mai appagata. D’altronde discorsi simili non sono nemmeno ipotizzabili in una rosa di campioni, alcuni dei quali (Buffon su tutti) hanno vissuto l’incubo della Serie B per gli scandali di “Calciopoli” nel 2006. E’ proprio in seguito a quelle triste vicende, con la Juventus che aveva toccato il momento più basso della propria storia, che è iniziata un’inarrestabile risalita. Conte prima e Allegri poi hanno creato una vera e propria corazzata attualmente senza rivali in Italia e al livello delle big europee. Non a caso, dopo Coppa Italia e campionato, i bianconeri potranno completare, il prossimo 3 giugno a Cardiff, il “triplete” nella finale di Champions League contro il Real Madrid.

juve2I PROTAGONISTI – Doveroso iniziare dal capitano, Gigi Buffon. Ancora decisivo tra i pali a 39 anni suonati, leader carismatico dentro e fuori dal campo. Ha vinto quasi tutto, ma dà l’idea di non voler perdere nemmeno un torneo di briscola al bar con gli amici. La difesa poi continua a essere il punto di forza della Juventus: con la “BBC” (Barzagli, Bonucci, Chiellini) non si passa e le riserve (Benatia e Rugani) sono più che affidabili. Alex Sandro è senza dubbio il miglior terzino sinistro in Italia e forse in Europa, Dani Alves ha dimostrato di non essere arrivato a Torino per godersi una ricca pensione e Lichtsteiner continua di essere sempre affidabilissimo sulla corsia destra. A centrocampo Khedira è stato più forte degli acciacchi fisici che lo hanno tormentato per anni, Pjanic ha dato qualità in una mediana piena di muscoli con le rocce Sturaro e Rincon. Marchisio ci ha messo un po’ per riprendersi dal grave infortunio dell’anno scorso, ma è risultato prezioso come sempre, stesso discorso per i jolly Lemina e Asamoah. Cuadrado e Mandzukic da comprimari nella prima parte di stagione sono diventati insostituibili quando Allegri è passato al 4-2-3-1, Dybala è diventato un top player a tutti gli effetti confermando i numeri che aveva fatto vedere al Palermo e Higuain, decisivo in tutte le partite chiave, ha confermato di essere un cecchino in area. Poco spazio per Pjaca, fermato anche da un grave infortunio, ma è giovane e si farà. E poi un grande applauso a Massimiliano Allegri, capace con un viso angelico e sorridente di essere comunque un sergente di ferro in uno spogliatoio importante e alla società che sul mercato non ha sbagliato un colpo, sia in entrata che in uscita.

LE ALTRE ALZANO BANDIERA BIANCA – Roma, Napoli, Milan e Inter devono alzare bandiera bianca per l’ennesimo anno. Le prime due giocano benissimo, anche meglio della Juventus, ma manca quell’ultimo step per arrivare a vincere lo scudetto. Se però il campionato è rimasto aperto fino alla penultima giornata va dato atto a Spalletti e Sarri di aver ridotto sensibilmente il gap rispetto ai bianconeri. Ma ancora non basta. Negativa, quasi drammatica, invece la situazione delle milanesi, lontane anni luce dal livello di Buffon e compagni. La speranza è che con i tanti soldi delle nuove proprietà cinesi possano arrivare i campioni per riportare in alto le due squadre delle Madonnina. Ma non sempre i soldi fanno la felicità.

Francesco Carci

Top & Flop. Una super Roma rinvia la festa dello scudetto della Juve

I giallorossi battono all’Olimpico 3-1 i bianconeri ipotecando il secondo posto. Per la Vecchia Signora, a +4 sulla squadra di Spalletti a due giornate dalla fine, la consolazione di festeggiare il tricolore probabilmente domenica prossima davanti ai propri tifosi contro il Crotone. Iemmello affossa l’Inter, il Milan vede l’Europa League, tutto aperto in zona salvezza. Vediamo i top & flop di questa giornata.

nainggolanTOP – 3. JOSE MARIA CALLEJON – Dopo aver più volte elogiato Insigne e Mertens, merita gloria anche l’esterno destro spagnolo, autore di una doppietta nel 5-0 del Napoli in casa del Torino e pedina insostituibile da quando è con gli azzurri. Prestazione super impreziosita anche da un assist.
2. RADJA NAINGGOLAN – Lo davano per assente sicuro in Roma-Juventus, invece non solo gioca per tutti i 90’, ma è il migliore dei suoi e realizza il bellissimo gol del 3-1. Un vero guerriero in mezzo al campo: tenerlo nella capitale non sarà facile per la dirigenza americana, ma è un obbligo se si vuole tornare a vincere qualcosa.
1. PIETRO IEMMELLO – L’uomo che non ti aspetti. Con una doppietta è il mattatore a sorpresa di Inter-Sassuolo, gara vinta 2-1 dai neroverdi. Dopo una gavetta passata nelle serie minori a suon di gol, ora Iemmello dimostra di poter essere decisivo anche nei palcoscenici più importanti.

FLOP – 3. SUNING – Inevitabile la tirata d’orecchie alla proprietà dell’Inter che, in maniera eccessivamente spietata, esonera Pioli, probabilmente uno dei meno colpevoli della situazione drammatica dei nerazzurri. Il tutto a 3 giornate dalla fine quando ormai gli obiettivi principali erano sfumati. Una mancanza di stile non da grande squadra. L’anno prossimo Pioli probabilmente ripartirà dalla Fiorentina.
2. JOE HART – Più di una responsabilità nel pomeriggio da dimenticare del Torino in casa contro il Napoli, che vince 5-0. Di fronte c’era il miglior attacco del campionato (ben 86 gol), ma il portiere inglese si lascia trafiggere troppo facilmente. Una gara da dimenticare.
1. EUGENIO LAMANNA – Eroe una settimana fa in Genoa-Inter, grazie al rigore parato a Candreva, disastroso nell’importante gara dei liguri in casa del Palermo già retrocesso. I siciliani vincono 1-0 grazie al gol di Rispoli, ma si deve parlare di autentico regalo del portiere che si porta dentro la porta un colpo di testa del tutto innocuo del difensore rosanero. Il Genoa ora ha +2 sul Crotone terzultimo e ancora non può festeggiare la salvezza.

Francesco Carci

Top & Flop. Palermo retrocesso in serie B. Milan-Inter: che crisi!

dzekoA 3 giornate dalla fine del campionato arrivano i primi verdetti: dopo il Pescara, retrocedono anche i siciliani. Rischia grosso il Crotone che comunque finirà la stagione a testa alta. Il Torino blocca sull’1-1 la Juventus (salvata nel finale da Higuain) e rimanda la festa scudetto dei bianconeri. Lazio matematicamente in Europa League, Atalanta quasi, mentre per l’ultimo posto Milan, Inter e Fiorentina sembrano fare a gara per non entrarci. Vediamo i top & flop di questa giornata.

TOP – 3. GONZALO HIGUAIN – Allegri lo lascia inizialmente in panchina nel derby della Mole per farlo rifiatare un po’, ma è costretto a mandarlo in campo quando i granata trovano il vantaggio grazie a una punizione magistrale di Ljajic. Ed è proprio il Pipita a segnare, in extremis, la rete dell’1-1 che evita ai bianconeri un amaro ko. Festa scudetto rinviata e striscia di vittorie consecutive in casa che si ferma a 33 per la Vecchia Signora, ma lo champagne resterà in fresco ancora per poco.

2. DRIES MERTENS – Festeggia i 30 anni con una doppietta nel 3-1 del Napoli al Cagliari. Per l’attaccante belga, negli anni precedenti più in panchina come vice-Insigne che titolare, sono 24 gol in campionato. Higuain chi?

1. EUGENIO LAMANNA – Finito spesso sotto accusa nelle ultime settimane, il portiere del Genoa è decisivo nel fondamentale successo dei liguri sull’Inter per 1-0 (i rossoblù avevano vinto una sola partita delle ultime 18). Il vice-Perin para infatti nel finale un rigore a Candreva, regalando una fetta importante di salvezza.

FLOP – 3. GIANLUCA LAPADULA – Il tecnico del Milan, Vincenzo Montella, gli sta concedendo fiducia (è la terza partita da titolare consecutiva), ma l’ex attaccante del Pescara non fa nemmeno il solletico alla difesa della Roma nel successo dei giallorossi per 4-1 a San Siro. Un finale di stagione ampiamente negativo per i rossoneri, che possono consolarsi con il cammino peggiore dei cugini dell’Inter e quello a rilento della Fiorentina: i punti di vantaggio su nerazzurri e viola sono 3 per l’ultimo posto disponibile in Europa League.

2. MILAN SKRINIAR – Nel pomeriggio da incubo della Sampdoria, che perde 7-3 in casa della Lazio, scegliamo il 22enne difensore slovacco, espulso dopo poco più di 10 minuti per un fallo da rigore su Keita. Skriniar, poverino, è goffamente inciampato in area, travolgendo l’attaccante avversario, ma la decisione dell’arbitro è sacrosanta. A questo punto inizia il tiro a bersaglio verso la porta blucerchiata, terminato con un punteggio impietoso.

1. ANTONIO CANDREVA – Sigilla, con un rigore da vietare ai minori, una prestazione assolutamente incolore nella sconfitta dell’Inter (la quinta nelle ultime sei gare) a Genova contro il Genoa di Juric. Incredibile come la squadra nerazzurra si sia sciolta nelle ultime settimane quando la zona Champions è diventata sempre più un miraggio. Evidentemente l’Europa League interessa relativamente. Peccato perché Pioli, quando era subentrato al posto di De Boer, sembrava l’uomo della provvidenza. Finirà invece come uno degli ormai tanti allenatori post-Mourinho a non essere riuscito a riportare l’Inter nelle zone che contano. La società dovrebbe allora iniziare a cercare altrove i colpevoli.

Francesco Carci

Il derby non finisce mai. Manichini giallorossi impiccati al Colosseo

manichini2Il derby non finisce mai. A cinque giorni dalla vittoria della Lazio per 3-1 contro la Roma nella stracittadina, nella notte c’è stato un atto che, a seconda dei punti di vista, può essere definito goliardico o di cattivo gusto. Sul ponte di via degli Annibaldi, a due passi dal Colosseo, alcuni tifosi della Lazio hanno appeso tre manichini impiccati con le maglie giallorosse di Daniele De Rossi, Mohamed Salah e Radja Nainggolan, oltre allo striscione che recitava: “Un consiglio senza offesa: dormite con la luce accesa”. Un piccata risposta alla scritta della Curva Sud romanista che, in occasione dell’ultimo derby di domenica scorsa, avevano esposto la scritta: “Dormiamo sonni tranquilli”. Più che parlare di violenza, minaccia o intimidazione per una (colorita) presa in giro si dovrebbe porre l’accento sulla totale assenza di vigilanza e forze dell’ordine in uno dei luoghi più importanti e visitati del Mondo.

RAGGI: “ATTO GRAVISSIMO” – L’episodio ha suscitato subito diverse reazioni. “È terribile, una cosa gravissima e inaccettabile. Sicuramente non è questo lo spirito dello sport e della città. Noi confidiamo che la magistratura possa quanto prima fare luce su questo episodio vergognoso. Chiaramente da parte nostra solidarietà a tutte le persone minacciate”. Così a margine della giunta nell’VIII municipio la sindaca di Roma Virginia Raggi ha commentato il blitz nei pressi del Colosseo. Le fa eco il Ministro dello Sport, Luca Lotti: “Questo non è sport, lo sport ed il calcio sono sempre un gioco ed a questo dobbiamo far riferimento. Questi gesti vanno condannati, non è così che si può vivere di calcio e di sport”.

SS LAZIO: “NO ALLA VIOLENZA” – Con una nota pubblicato sul proprio sito, la Lazio ha condannato ogni forma di violenza, facendo tuttavia notare che la goliardia e gli sfottò da sempre accompagnare il pre e il post partite. “Ancora una volta, la S.S. Lazio ribadisce la sua posizione di assoluta difesa della legalità e di totale condanna di ogni forma di violenza e di istigazione della stessa. Fermo restando che da sempre dopo ogni derby si verificano anche episodi goliardici e di sfottò”.

CURVA NORD: “SANO SFOTTO’” – Inizialmente sembrava un gesto di minaccia da parte dei tifosi della Roma, delusi dopo il derby perso e l’ennesima stagione priva di trofei. Presto però sul web la Curva Nord della Lazio ha rivendicato il gesto, che a loro parere è assolutamente lontano da violenze e intimidazioni. “Nessuna minaccia a nessun giocatore della Roma, le bambole gonfiabili, rappresentano una metafora che vuole rimarcare lo stato depressivo in cui versano i tifosi e i giocatori dell’altra sponda del Tevere. Si tratta della continuazione e non della fine, di un sano sfottò che si protrae già da tre derby, l’invito alla luce accesa è per evitare che di notte gli incubi possano disturbare i loro sonni, come accade dal 26 Maggio 2013. Non riteniamo scusarci con nessuno in quanto, seppur di cattivo gusto per alcuni, rientra tutto nel sano diritto a deridere l’avversario calcistico di sempre. Questo comunicato nasce dall’esigenza di rispondere e tutelarci, da una stampa attenta a strumentalizzare, allarmare e mistificare piuttosto che limitarsi a fare un’informazione chiara e corretta… Arrivederci al prossimo incubo….”.

Francesco Carci

Top &Flop. Derby: apoteosi Lazio. Roma, Orsato non Basta!

lazio

I biancocelesti si aggiudicano meritatamente la stracittadina per 3-1: trascinatore Keita con una doppietta che apre e chiude la gara. Polemiche per i clamorosi errori dell’arbitro, che nega un rigore solare alla squadra di Inzaghi e ne concede uno inesistente ai giallorossi. La Juve frena a Bergamo ma già il prossimo weekend può festeggiare il sesto scudetto consecutivo. Vediamo i top & flop di questa giornata.

DERBY ALLA LAZIO – Il primo derby romano giocato alle 12:30 non è stato certamente privo di emozioni. Lo ha vinto con merito la Lazio per 3-1. Biancocelesti superiori non solo alla Roma, ma anche alle clamorose sviste arbitrali che per fortuna non hanno inciso sul risultato (altrimenti ci sarebbero state polemiche roventi), ma che al tempo stesso hanno evidenziato come sia necessario più che mai l’uso della moviola in campo. Dopo il vantaggio della squadra di Simone Inzaghi con Keita, infatti, l’arbitro Orsato non ha concesso un rigore solare per un fallo del romanista Fazio su Lukaku, ma il peggio doveva ancora venire. Poco prima dell’intervallo Strootman è caduto nell’area laziale senza essere nemmeno sfiorato dal difensore biancoceleste Wallace: il direttore di gara, poco aiutato dall’assistente di porta e dal guardalinee, ci è cascato e ha assegnato il più scandaloso dei rigori. Per la Roma è il tredicesimo in campionato – nessuna squadra come i giallorossi nella speciale classifica – lo scudetto dei penalty non sembra essere a rischio. De Rossi non ha sbagliato dagli 11 metri e, non contento, ha beccato la panchina della Lazio con un brutto gestaccio. Giustizia divina ha voluto che nel secondo tempo la squadra del presidente Lotito ha avuto la meglio grazie alle reti di Basta e ancora di Keita, senza dubbio il migliore in campo. La giornataccia della Roma si è conclusa con l’espulsione di Rudiger, surclassato insieme a tutti i suoi compagni di reparto dalle aquile biancocelesti.

TOP & FLOP – Normale quindi che al primo posto della nostra classifica ci sia Keita, seguito dal compagno di squadra Basta. Al terzo posto Mattia Destro, finalmente protagonista con una doppietta nella vittoria 4-0 del Bologna contro l’Udinese. Nella graduatoria dei peggiori vince con distacco l’arbitro Orsato, seguito dal difensore interista Nagatomo, autore di un errore incredibile che ha regalato il gol vittoria a Callejon nel successo del Napoli a San Siro, e da Giovanni Simeone del Genoa, che sbaglia malamente un rigore in casa contro il Chievo: l’immagine emblematica delle difficoltà dei liguri, sconfitti dai gialloblù 2-1 e ora immischiati nella lotta salvezza. La Juventus ha pareggiato 2-2 a Bergamo contro l’Atalanta nell’anticipo del venerdì sera e ha ora 9 punti di vantaggio sulla Roma: a quattro giornate dal termine il sesto scudetto di fila per i bianconeri è davvero vicinissimo.

Francesco Carci

A volte ritornano. Luciano Moggi a 80 anni riparte dall’Albania

Radiato a vita dalla Federazione Italiana per le note vicende di Calciopoli, l’ex dirigente della Juventus ha firmato un contratto triennale con il Partizani Tirana
luciano_moggiROMA – Luciano Moggi torna nel mondo del calcio. Non in quello italiano, dove l’ex dirigente della Juventus è stato radiato a vita, ma ricomincia dall’Albania, precisamente con il Partizani Tirana, con cui ha firmato un contratto triennale. Nel club albanese, attualmente in testa al campionato nazionale, Moggi svolgerà il ruolo consulente in tutti i settori, dalla parte tecnica a quella organizzativa fino al marketing. Una nuova avventura dunque per il 79enne ex direttore generale della Juventus, principale responsabile dei noti fatti di ‘Calciopoli’, che costarono alla società degli Agnelli la retrocessione in Serie B e tante pagine difficili prima del glorioso ritorno al dominio in Italia. Moggi nel nostro calcio non può più ricoprire alcuna carica dopo la radiazione a vita decisa dalla Figc e successivamente confermata dal Consiglio di Stato. Un ritorno che sicuramente farà discutere.

Francesco Carci

Champions League. L’impresa della Juve e la lezione al Barcellona

Dopo il 3-0 dell’andata a Torino, i bianconeri evitano la remuntada dei catalani pareggiando 0-0 al Camp Nou. Un punto che consente ai ragazzi di Allegri di accedere alle semifinali, dove troveranno una tra Real Madrid, Monaco e Atletico Madrid.

juve (1)DIFESA PERFETTA – La Juve partiva da un vantaggio importante, ma la qualificazione, nonostante il 3-0, era tutt’altro che ipotecata considerando l’impresa del Barcellona contro il Psg nei quarti di finale (vittoria per 6-1 dopo il ko 4-0 a Parigi). Ma non concedere nemmeno una rete in 180 minuti a una corazzata che in attacco può contare su Messi, Suarez e Neymar è stato davvero un capolavoro che in pochi possono rivendicare. La Vecchia Signora è così tra le prime quattro d’Europa e il sogno di alzare la coppa il 3 giugno a Cardiff è sempre più concreto. Una mano può darla il sorteggio di Nyon di venerdì, dove Buffon e compagni conosceranno l’avversario in semifinale.
REAL, ATLETICO O MONACO – Probabilmente il 99% dei tifosi juventini vorrebbe affrontare il Monaco, vera rivelazione della competizione. Ma guai a sottovalutare la squadra del Principato, che può contare su una serie di baby fenomeni (Mbappe su tutti) e che nel campionato francese sta tenendo a distanza il più quotato Psg. Da evitare assolutamente il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, alla settima semifinale consecutiva in Champions e favorito per la vittoria finale. Sarebbe invece una sfida alla pari contro l’Atletico di Simeone, squadra molto simile alla Juventus che al gioco spettacolare preferisce il pragmatismo e l’aggressività. Ma nel doppio confronto con il Barcellona, i bianconeri hanno dimostrato di poter affrontare chiunque senza paura.

Francesco Carci

Dortmund: attentato a bus del Borussia. Juve Show: tre sberle al Barça

dybalaPoco prima del match Borussia Dortmund-Monaco, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League, il bus della squadra tedesca è stato attaccato con tre forti esplosioni nel tragitto per arrivare allo stadio. Giocatori sotto shock, il difensore spagnolo Bartra ferito al braccio dai vetri e costretto all’operazione al polso e partita inevitabilmente rinviata. La polizia tedesca non ha rilasciato un’ipotesi ufficiale sulla natura dell’attacco: non si esclude un gesto da parte dell’Isis contro la Germania, ma ci sono anche altre piste. Si pensa per esempio ad un avvertimento di un gruppo di tifosi contro la società giallonera. In passato infatti alcuni ultrà di sinistra si erano lamentati per l’atteggiamento troppo “morbido” del club nei confronti della parte neonazista dei supporter. Al contrario, la stampa tedesca parla di rapporti freddi tra il patron del Borussia, Hans-Joachim Watzk, proprio con i tifosi neonazi, tant’è che nei giorni scorsi era apparsa su un muro della città la scritta “Finirai in un bagagliaio”, riferita al proprietario della società. Si continuerà ad indagare, intanto la partita contro i francesi si recupererà oggi alle 18:45.bus

JUVENTUS SHOW, BARCA AL TAPPETO – Tornando a parlare di calcio, è stata una notte indimenticabile per la Juventus. I bianconeri hanno steso la corazzata Barcellona per 3-0 grazie alla doppietta di Dybala e alla rete di Chiellini. Il campione argentino della Juve ha stravinto il confronto con il connazionale Messi, mentre il difensore azzurro è stato un gigante contro Suarez (ricorderete il celebre morso dell’attaccante uruguaiano nel Mondiale 2014). Guai però a parlare di qualificazione ipotecata perché, negli ottavi di finale, la squadra catalana aveva perso all’andata addirittura per 4-0 contro il Paris Saint Germain per poi rimontare il ko con un clamoroso 6-1 a Barcellona. Come ha detto lo stesso tecnico dei blaugrana, Luis Enrique, “un’altra remuntada sarà difficile” (con un pizzico di scaramanzia) ma ora la Vecchia Signora può davvero sognare in grande. Il ritorno si giocherà mercoledì 19 aprile alle 20:45.

Francesco Carci

Top & Flop. Falcinelli fa l’Icardi: il Crotone torna a sperare

La sorpresa della 31esima giornata è la vittoria 2-1 dei calabresi contro l’Inter: ora l’Empoli dista appena 3 punti, mentre i nerazzurri scivolano al settimo posto e sarebbero fuori anche dall’Europa League. Higuain rompe il digiuno con una doppietta al Chievo, la Roma passa a Bologna e resta a -6 dai bianconeri. La Lazio cede in casa al Napoli e abbandona le speranze Champions. Nel prossimo turno tutti in campo di sabato. Vediamo i top & flop di questo weekend.

icardi (1)TOP – 3. KWANG-SONG HAN – Il giovane attaccante classe 1998 del Cagliari segna un gol inutile, ma storico nel match interno dei sardi contro il Torino. I granata vincono infatti 3-2 al Sant’Elia, ma Han è il primo giocatore nordcoreano a segnare una rete nel nostro campionato. Ne sentiremo parlare.
2. LORENZO INSIGNE – Trascina il Napoli nel successo 3-0 in casa della Lazio. L’attaccante campano segna una doppietta e conferma che quest’anno, oltre al solito rendimento altissimo, è migliorata anche la vena sotto porta. I gol in campionato sono infatti 14. Il ct della Nazionale Ventura non può ignorarlo.
1. DIEGO FALCINELLI – Il centravanti del Crotone trascina i calabresi nel sorprendente successo per 2-1 all’Ezio Scida contro l’Inter. L’ex Sassuolo firma una doppietta arrivando a 11 gol in campionato, vincendo la sfida nella sfida contro Icardi. Adesso i pitagorici sognano: l’Empoli, quartultimo in classifica, dista appena 3 punti. Mister Nicola si affida alle reti del suo goleador per un’impresa salvezza che avrebbe del miracoloso.

falcinelli (1)FLOP – 3. CIRO IMMOBILE – Di nome e di fatto. Non incide mai in Lazio-Napoli, finita 0-3 per i campani. Ben arginato dalla coppia difensiva Koulibaly-Albiol, l’attaccante della Nazionale accusa probabilmente un po’ di stanchezza dopo il derby di Coppa Italia contro la Roma di martedì scorso, dove invece è stato grande protagonista.
2. RUBINHO – Continua il disastro Genoa. Arriva un’altra pesante sconfitta per il Grifone, sconfitto 3-0 in casa dell’Udinese. Un ko che costa la panchina ad Andrea Mandorlini: al suo posto il presidente Preziosi richiama Ivan Juric, esonerato due mesi fa. Da film horror l’autorete del portiere brasiliano che ha goffamente buttato nella propria porta un calcio d’angolo del friulano De Paul: un segnale di come la squadra abbia mentalmente staccato la spina.
1. MAURO ICARDI – Un fantasma a Crotone. Non tocca praticamente una palla e sembra un agnellino in mezzo alla gabbia dei leoni dei difensori calabresi. Se lui non segna, l’Inter non vince. E ora i nerazzurri, dal sogno Champions, si trovano al settimo posto, fuori anche dalla Europa League. Sarà decisivo il derby pasquale di sabato prossimo contro il Milan, ora a +2 sui cugini lombardi.

Francesco Carci

Coppa Italia: niente rimonte, la finale sarà Lazio-Juventus

immobileSconfitte indolori per i biancocelesti e i bianconeri, che perdono entrambe 3-2 rispettivamente contro Roma e Napoli, ma fanno valere il vantaggio delle sfide dell’andata. Appuntamento al 2 giugno per la finalissima

ROMA, VIA SPALLETTI? – La Lazio partiva dal 2-0 dello scorso primo marzo. Missione dunque difficile per la Roma, che si è fatta decisamente più in salita dopo il vantaggio biancoceleste di Milinkovic-Savic. Prima dell’intervallo il pareggio di El Shaarawy ha ridato qualche speranza ai giallorossi. Ma il 2-1 di Immobile a inizio ripresa ha chiuso definitivamente i giochi, nonostante poi la doppietta di Salah che ha regalato la vittoria alla Roma per 3-2. A passare sono però i ragazzi di Simone Inzaghi, che si godono così la sconfitta più dolce della storia del derby. Tutto da vedere quale sarà ora il futuro dell’allenatore giallorosso Luciano Spalletti: più volte il tecnico toscano ha infatti ribadito l’intenzione di lasciare la Capitale se non avesse vinto un trofeo. Resta solo lo scudetto, ma la Juventus ha 6 punti di vantaggio. Storia al capolinea?

higuainHIGUAIN “INGRATO” – Discorso simile per la seconda semifinale. La Juventus si è presentata a Napoli forte del 3-1 dell’andata. Tutto lo stadio “San Paolo” ha ricoperto di fischi l’ingresso in campo del “traditore” Gonzalo Higuain, passato in estate proprio dagli azzurri ai rivali bianconeri. L’argentino non si è fatto condizionare, anzi ha firmato una doppietta decisiva per il passaggio in finale della Vecchia Signora. I campani sono riusciti a vincere 3-2 con i gol di Hamsik, Mertens (a segno dopo 11 secondi dal suo ingresso grazie a una papera di Neto) e Insigne. Ma all’ultimo atto, per il terzo anno di fila, vanno i campioni d’Italia.

APPUNTAMENTO AL 2 GIUGNO – La finalissima si disputerà il prossimo venerdì 2 giugno allo stadio Olimpico di Roma. La Juventus, vincitrice delle ultime due edizioni, va a caccia del tris e parte ovviamente favorita, anche perché in campionato ha battuto la Lazio sia nel girone d’andata che in quello di ritorno. Guai però a sottovalutare i ragazzi di Simone Inzaghi, insieme all’Atalanta la vera sorpresa di questa stagione. Sarà un replay della finale 2015 quando i bianconeri si imposero 2-1 ai supplementari grazie al gol decisivo di Matri dopo le reti di Radu e Chiellini nei 90’ regolamentari.