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Francesco Carci

Scintille Roma-Milan. Pallotta: “Loro mercato è folle”, poi si scusa

Durissime accuse del presidente giallorosso sulla pioggia di milioni spesi dai rossoneri in questo mercato. L’amministratore delegato non ci sta e respinge le accuse al mittente: “Sono pronto a confrontare i bilanci”. E il numero uno dei capitolini avverte la Regione Lazio: “Senza stadio vendo la società”

pallotta8ROMA – In attesa di affrontarsi sul campo nella nuova stagione, il duello tra Roma e Milan è partito a colpi di dichiarazioni e stoccate al veleno. Durissimo in tal senso l’attacco di James Pallotta, presidente giallorosso, sul mercato dei rossoneri, autentici protagonisti delle trattative con gli acquisti dei vari Bonucci, Biglia, Andre Silva, Kessie, Conti, Ricardo Rodrguez, Borini, Musacchio e Calhanoglu (e non è finita qui).

L’ATTACCO DI PALLOTTA – “Se potete, spiegatemi il Milan, perché io non lo capisco, è follia pura. Non avevano i soldi per comprare la squadra, visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto, e stanno spendendo, o almeno facendo importanti anticipi, per giocatori e pagheranno le conseguenze a un certo punto. Loro dicono che è tutto per qualificarsi alla Champions League, ma non sarà abbastanza. Quando gli stipendi saranno uguali ai ricavi, non so che diavolo succederà. Sono gli unici in Serie A che stanno perdendo la testa. Forse loro hanno un grande piano che un giorno scopriremo, ma il resto delle squadre sono in qualche modo razionali”.

LA REPLICA DI FASSONE – “Sono sbalordito. Se quelle di Pallotta sono minacce, le respingo al mittente. Non so a cosa si riferisce quando parla di conseguenze. Abbiamo emesso un bond pari a 50 milioni di euro che è totalmente destinato al finanziamento della campagna di quest’estate, siamo ampiamente al di sotto del consumo del bond stesso, e poi ci sono piani pluriennali che abbiamo presentato al Cda composto da elementi che rappresentano la più totale garanzia”. L’erede di Galliani spiega meglio e rilancia: “Io non so come Pallotta possa pensare che gli stipendi del Milan un domani possano essere uguali ai ricavi. Tutto il nostro piano prevede una soglia del 50-60% sui ricavi e noi siamo partiti da una soglia molto bassa, perchè abbiamo ereditato una rosa con stipendi che erano ben al di sotto di un’asticella competitiva. E poi, il livello di indebitamento del club è di 120 milioni, straordinariamente migliore rispetto a quello della Roma che, essendo quotata in Borsa, ha la sfortuna che è pubblico”.

“SENZA STADIO CE NE ANDIAMO” – Mettendo da parte questa lite verbale Roma-Milan, Pallotta ne ha anche per le istituzioni sulla questione stadio. Non si dev’essere svegliato in maniere positiva il presidente giallorosso, che lancia chiari messaggi alla Regione Lazio: “Non vogliamo vendere, pensiamo che ci sia una grande opportunità per noi di costruire una squadra competitiva con uno stadio e un centro di intrattenimento, ma se non approveranno il progetto allora qualcun altro dovrà andare fino in fondo”. Tradotto: senza nuovo stadio, gli americani abbandoneranno la Roma. Toni invece distesi quando si parla di Totti: “Ha bisogno di tempo per pensare. Abbiamo avuto molte conversazioni: siamo abbastanza aperti ad aiutarlo e lavorare con lui per il bene di entrambi, suo e del team”.

LE SCUSE DI PALLOTTA – “Mi scuso se ho avuto informazioni imprecise. Tengo molto al calcio italiano e al suo ritorno ai vertici. A questo proposito, mi aspetto che tutti i club diano il proprio contributo verso un campionato più forte e sostenibile, come stiamo facendo noi della Roma”. Dopo la replica di Fassone, Pallotta corregge il tiro e si scusa con la società rossonera. “Auguro al Milan – aggiunge – e ai suoi nuovi proprietari le migliori fortune e attendo con piacere che la sua dirigenza e la nuova proprietà collaborino al nostro fianco in maniera incisiva per lo sviluppo della Serie A”. Le accuse, il chiarimento, la pace.

Francesco Carci

Mercato, Milan scatenato: preso Bonucci
dalla Juventus

bonucci2Clamorosa bomba di mercato: i rossoneri piazzano il colpo in difesa, ai bianconeri 40 milioni di euro. Il famoso litigio con Allegri e il presunto battibecco nello spogliatoio con alcuni compagni durante la finale di Champions League contro il Real Madrid i motivi alla base di questo sorprendente addio

MILANO – Milan protagonista assoluto del calciomercato. La nuova proprietà cinese, una volta formalizzato il tanto atteso closing che ha messo fine all’era di Berlusconi, ha già speso quasi 200 milioni di euro per una vera e propria rivoluzione con il fine di riportare il club nelle zone che contano, in Italia e in Europa. E così ai già ottimi acquisti di Musacchio, Kessiè, Ricardo Rodriguez, André Silva, Borini, Calhanoglu e Conti, oltre al rinnovo di Donnarumma, si aggiungono quelli di Biglia e soprattutto di Bonucci dalla Juventus per 40 milioni di euro. Una trattativa tanto rapida quanto sorprendente che ha lasciato perplessi i tifosi bianconeri e letteralmente mandato in estasi quelli rossoneri.

BONUCCI VIA, I PRO – Bonucci saluta dunque la Juventus dopo 7 anni per accettare la sfida del nuovo Milan, che gli garantirà 7,5 milioni (che potrebbero arrivare a 10 con i bonus) per 5 anni. Molti si stanno chiedendo se la Juventus ha fatto bene a cedere il proprio perno della difesa. Guardando il bicchiere mezzo pieno, si può dire che la società degli Agnelli ha in casa proprio non uno, ma ben due possibili eredi di Bonucci: il primo è Daniele Rugani, pronto ormai al definitivo salto di qualità e a vestire i panni del titolare. L’altro è Mattia Caldara, centrale difensivo dell’Atalanta, assoluta rivelazione del campionato scorso e ‘prenotato’ dai bianconeri dalla stagione 2018/2019 (ma non è escluso che a questo punto venga fatto un tentativo per portarlo subito a Torino). Soldi a parte, dietro alla cessione di Bonucci ci sono evidentemente anche questioni extra-economiche. Difficile pensare infatti ad un rapporto armonico con il tecnico Allegri dopo il plateale litigio tra i due durante Juventus-Palermo dello scorso 18 febbraio, che è costato a Leonardo la tribuna per punizione nel match di Champions League in casa del Porto. Questo è un dato di fatto. Poi ci sarebbero anche altri rumors secondo cui, durante l’intervallo della finale di Champions League contro il Real Madrid, ci sarebbe stato un forte battibecco tra lo stesso Bonucci e Dybala (difeso anche da Higuain), smentito comunque dalla dirigenza bianconera. La linea della società è sempre stata chiara: gli scontenti non verranno trattenuti. E il fatto che un affare così importante sia stato chiuso nel giro di poche ore conferma che il difensore della Nazionale probabilmente fosse considerato una mela marcia all’interno dello spogliatoio.

…E I CONTRO – “Non si rinforza mai una rivale”. Lo diceva Luciano Moggi (il Moggi versione direttore sportivo, un fuoriclasse) ed era un diktat in casa Juventus. Le perplessità nascono proprio dal fatto che non solo sia stato perso uno dei difensori più forti del mondo (sicuramente il migliore in Italia), ma che sia stato venduto proprio al Milan che, a suon di colpi di mercato, sta tornando grande con la nuova proprietà cinese. Anche sulla cifra, 40 milioni, più di qualcuno ha storto il naso: Bonucci ha 30 anni, che non sono pochi, ma ci sono tanti esempi di difensori centrali dal rendimento altissimo anche a 35-36 anni. Proprio la Juventus può constatarlo in casa propria con Barzagli e Chiellini, rispettivamente 36 e 32 primavere. Si poteva dunque cederlo all’estero: non è un mistero l’interessamento nei confronti di Bonucci del Manchester City, che l’anno scorso era arrivato a offrire addirittura 62 milioni alla Juventus. Offerta rispedita al mittente. Manca ancora tanto alla chiusura del mercato (sipario il 31 agosto), ma per la prima volta negli ultimi tre anni c’è la sensazione che la Juventus, seppur favorita, non abbia già mezzo scudetto in tasca alla griglia di partenza. Una notizia positiva per tutti gli appassionati ‘neutrali’ del campionato.

Francesco Carci

Un barese a Verona.
Il ritorno di Cassano, c’è l’accordo con l’Hellas

Dopo un anno senza giocare a causa di un rapporto ai ferri corti con la Sampdoria, l’attaccante barese classe 1982 è ad un passo dalla firma con l’Hellas, appena tornato in Serie A. Formerà un tridente suggestivo con Cerci e Pazzini che fa già sognare i tifosi scaligeri.

cassano2VERONA – Toh, guarda chi torna in campo. Antonio Cassano, dopo un anno senza mettere piede sul terreno di gioco, ricomincia dall’Hellas Verona: è infatti vicinissimo l’accordo annuale tra il club veneto, appena tornato in Serie A dopo un anno di purgatorio, e l’attaccante barese classe 1982, che dunque non ha la minima voglia di appendere le scarpe al chiodo.

TRIDENTE SUGGESTIVO – Intanto il Verona, che può già contare sui gol del centravanti Pazzini, ha ufficializzato l’arrivo di Alessio Cerci, svincolato dopo la negativa avventura in Spagna con l’Atletico Madrid. Un bel colpo per l’Hellas, che si prepara così ad affrontare il campionato con il tridente Cerci-Pazzini-Cassano, non male per una neopromossa. Cassano, nonostante l’anno passato fuori dal campo per i problemi extra-calcistici con la dirigenza della Sampdoria, in passato ha rifiutato le ricche offerte provenienti dalla Cina per restare vicino alla famiglia e per continuare a dimostrare, nonostante la carta d’identità, di avere ancora le carte in regola per giocare nel nostro massimo campionato. Il Verona è pronto a dargli fiducia: per Cassano probabilmente l’ultima tappa della sua carriera in cui, come da lui stesso ammesso, non ha mantenuto le grandi promesse che c’erano quando sbocciò il suo talento a Bari.

Francesco Carci

Pareggio Messi-Fisco: maxi multa al posto
del carcere

messiIl fuoriclasse argentino pagherà circa 455mila euro per non scontare i 21 mesi di carcere. La condanna era arrivata (insieme al padre) per una frode fiscale pari a 4,1 milioni dovuta ai diritti d’immagine

BARCELLONA – I soldi non fanno la felicità, ma aiutano eccome. A Leo Messi basteranno circa 455mila euro per evitare 21 mesi di carcere. E’ con questa somma che è stato infatti trovato un accordo tra il fuoriclasse argentino del Barcellona e la Procura spagnola dopo la condanna alla “Pulce” per aver evaso il fisco per 4,1 milioni di euro fra il 2007 e il 2009, non dichiarando introiti per 10,1 milioni percepiti come diritti d’immagine.

PAGA ANCHE IL PADRE – Stessa sorte per Jorge Horacio, papà di Messi, che pagherà circa 180mila euro: la sua pena era stata infatti ridotta da 21 a 15 mesi. Dunque la partita tra il campione argentino e il Fisco spagnolo finisce in parità con un accordo che rende tutti contenti. Da vedere ora gli sviluppi della vicenda, molto simile, relativa a Cristiano Ronaldo: l’asso portoghese avrebbe evaso il Fisco per circa 14,7 milioni e proprio a causa di questa notizia ci sarebbe la sua volontà di lasciare il Real Madrid.

Francesco Carci

Retroscena Champions. Bianconeri e Giallo Cardiff: lite nello spogliatoio

Un clamoroso retroscena scuote l’ambiente bianconero: durante l’intervallo della finale di Champions League dello scorso 3 giugno contro il Real Madrid, ci sarebbe stata una forte discussione tra Bonucci, Dybala e Barzagli. Il centrale smentisce: “Tutto falso”. Anche Marotta getta acqua sul fuoco: “Semplici discussioni tattiche”.

bonucciTORINO – Oltre al danno, la beffa. Per la Juventus la sconfitta 4-1 in finale di Champions League contro il Real Madrid dello scorso 3 giugno è ancora una ferita aperta, ma adesso emergono dei retroscena destinati a far clamore. Sembra infatti che durante i 15 minuti di intervallo della finalissima, ci siano stati all’interno dello spogliatoio delle forti discussioni con Bonucci protagonista. Il difensore bianconero se la sarebbe presa con Dybala, autore di una prestazione sottotono (per usare un eufemismo), per il cartellino giallo rimediato al 12’, che lo avrebbe caratterizzato negativamente per tutto il match. Bonucci avrebbe addirittura rifilato uno schiaffo all’ex attaccante del Palermo. Ma non solo: sarebbe volate parole grosse anche con Barzagli, reo di non marcare bene l’esterno brasiliano del Real Madrid, Marcelo. E anche tra i due baluardi della difesa la tensione sarebbe salita alle stelle.

LE SMENTITE – “Tutto falso”. Così Leonardo Bonucci replica alle indiscrezioni sui presunti fatti avvenuti a Cardiff. Il difensore bianconero respinge le accuse su Facebook: “Nulla di quanto è stato scritto, raccontato o ricostruito ha del vero. Non c’è stato nessun diverbio, nè tantomeno atti fisici che riguardino me o qualcun altro. L’intervallo tra il primo e il secondo tempo della finale UCL è stato un intervallo come tanti altri dove, lo ripeto, nulla è accaduto. Queste sono le uniche parole che ho da dire al riguardo di questa vicenda e spero siano le ultime. Nel caso in cui non fossero sufficienti a chiarire la situazione e a ristabilire la verità, sarò pronto a rivolgermi ai miei avvocati per tutelare il mio nome e la mia onorabilità”. Anche il dirigente della Juve, Beppe Marotta, getta acqua sul fuoco: “Io c’ero, nell’intervallo si è parlato soltanto delle cose da fare in campo”. Non è la prima volta che Bonucci finisce al centro di polemiche simili: a febbraio c’era stato un battibecco con il tecnico Allegri durante Juventus-Palermo e il giocatore finì per punizione in tribuna nella partita di Champions League contro il Porto.

Francesco Carci

Calciomercato. Donnarumma-Milan,
al cuor si comanda

Terminata la stagione, il calciomercato è già entrato nel vivo. Il valzer delle panchine ha portato Spalletti all’Inter, Di Francesco alla Roma, mentre le tre neopromosse hanno confermato i loro tecnici. Tiene banco il caso sul portiere rossonero: la super offerta della società (oltre 4,5 milioni all’anno) non è stata ancora accettata dall’estremo difensore, i cui interessi sono gestiti da Mino Raiola

donnarumma2MILANO – Donnarumma resta, Donnarumma parte. Nel calciomercato estivo tiene banco il caso legato al 18enne portiere del Milan, da tutti considerato l’erede di Gigi Buffon. Il contratto del baby fenomeno scade a giugno 2018 e la società rossonera ha ovviamente come priorità quella di rinnovare l’accordo per non perderlo a costo zero. L’amministratore delegato Marco Fassone e il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, uomini di fiducia della nuova proprietà cinese, lo hanno dimostrato offrendo a Donnarumma un super ingaggio da 4,7 milioni all’anno. Nonostante lo sforzo dei dirigenti rossoneri tuttavia il portiere sta tentennando. O meglio, lo sta facendo il suo procuratore, Mino Raiola.

NODO CLAUSOLA – La distanza tra le parti non sarebbe dovuto tanto da una questione economica, quanto dalla clausola di rescissione. Raiola spinge per un prezzo “low cost”, legato anche ai futuri risultati del Milan. La società rossonera, dal canto suo, sarebbe anche disposta a inserire nel nuovo contratto la clausola, ma ad un prezzo decisamente più alto rispetto a quello chiesto dal procuratore italo-olandese.

TIFOSI ARRABBIATI – La sensazione è che in questa partita di dama un accordo si troverà. Per il bene di tutti. Ciò che non è piaciuto ai tifosi rossoneri è proprio però questo tentennamento di Donnarumma, che ha spesso dichiarato di essere da sempre tifoso del Milan, amore dimostrato baciando più volte la maglia. E proprio dopo questi pubblici gesti, ci si aspettava una risposta ben più entusiasta una volta arrivata la super proposta di Fassone e Mirabelli. La Curva Sud (parte del tifo più calda) se l’è presa più con Raiola che con Donnarumma, accusando l’agente di tenere sotto scacco il club lombardo e lo stesso baby portiere per dare priorità ai propri interessi. Gigio ha comunque dichiarato di essere alla ricerca di una casa nuova a Milano: un indizio di come la fumata bianca sia molto vicina.

Francesco Carci

Le pagelle del 2017: Juve Campione, ma la vera impresa è del Crotone

Con l’amara sconfitta della Juventus in finale di Champions League contro il Real Madrid, si è chiusa la stagione 2016/2017: per i bianconeri sesto scudetto di fila, un record. Atalanta rivelazione del campionato, malissimo l’Inter. Storica e impensabile la salvezza dei calabresi. Vediamo tutti i voti delle 20 squadre di Serie A

Foto LaPresse - Francesco Mazzitello28/05/2017 - Crotone (Italia)Sport CalcioCrotone vs Lazio                                                              Campionato di calcio serie A Tim 2016-2017 - Stadio Scida Crotonenella foto la festa del Crotone salvo all'ultima giornataPhoto LaPresse - francesco Mazzitello28/05 /2017 Sport soccerCrotone vs LazioItalian football Championship legue A Tim 2016-2017 " Scida Stadium" Crotonein the pic players of Crotone celebrates

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ATALANTA 9 – La vera rivelazione del campionato. Nemmeno il più ottimista dei tifosi orobici si sarebbe aspettato una qualificazione in Europa League. Papu Gomez la stella (anche dei social), ma grande merito va dato a Gasperini che ha avuto il coraggio di lanciare tanti giovani (da Caldara a Kessié fino a Conti e Petagna): le casse del club saranno ricoperte d’oro, anche se non tutti i pezzi pregiati lasceranno Bergamo.
BOLOGNA 6 – Mai immischiata nella lotta per non retrocede, ma raramente ha regalato ai propri tifosi partite divertenti. Da Destro ci si aspetta sempre qualche gol in più. Stagione senza infamia e senza lode.
CAGLIARI 7 – La migliore delle neopromosse. Molte scommesse vinte: il tecnico Rastelli al primo anno in A, un Borriello ritrovato (16 gol) e un settore giovanile che promette bene. Troppe però le goleade subite: proprio sulla tenuta della difesa bisognerà migliorare in vista del prossimo anno.
CHIEVO 6,5 – L’ennesima salvezza senza mai finire nella zona calda non deve passare come fatto scontato. Un premio alla società e all’allenatore Maran, bravo a gestire uno spogliatoio pieno di giocatori di esperienza con qualche talento più verde.
CROTONE 10 – Dato per spacciato già in estate e senza alcuna speranza alla fine del girone d’andata, quando i calabresi erano fanalini di coda con appena 9 punti in classifica, il club pitagorico è riuscito a compiere un vero e proprio miracolo, festeggiando la salvezza al termine di una storica rimonta concretizzatasi nell’ultima giornata ai danni dell’Empoli. Merito soprattutto del tecnico Davide Nicola che non ha mai smesso di crederci e che ha creato un gruppo la cui dignità e compattezza ha sovvertito alla differenza qualitativa con gli avversari.
EMPOLI 4 – Una retrocessione drammatica perché arrivata all’ultima giornata, ma meritata. Fino al penultimo turno la permanenza in serie A si sarebbe concretizzata più per le “disgrazie” altrui che per meriti propri, fino alla rimonta del Crotone che ha dimostrato molto più carattere dei toscani. Si ricordano le prestigiose vittorie esterne in casa di Milan e Fiorentina e basta: troppo poco per salvarsi.
FIORENTINA 5 – Male in Europa, malino in campionato. Una vera disfatta l’eliminazione dall’Europa League con il ko interno 4-2 contro il Borussia Moenchengladbach dopo la vittoria 1-0 all’andata in Germania. Lì è calato il sipario sulla stagione dei viola: con Paulo Sousa già certo dell’addio a fine stagione, sono mancate le motivazioni per una rimonta in campionato verso la zona Europa che era ancora più che possibile.
GENOA 5 – Se l’è vista brutta il Grifone. Dopo un ottimo avvio di stagione, piano piano i liguri si sono persi e le mosse societarie, dalle cessioni di Rincon e Pavoletti all’allontanamento del tecnico Juric (poi richiamato), hanno creato solo caos e timori nello spogliatoio rossoblù. Fortunatamente era stato fatto abbastanza per evitare la retrocessione, ma l’annata, con i due derby persi contro la Sampdoria, resta ampiamente negativa.
INTER 3 – Stagione da dimenticare sotto tutti i punti di vista. Nata male con l’addio di Mancini a pochi giorni dall’avvio del campionato e la scelerata scelta di affidarsi ad uno “sprovveduto” come De Boer e finita peggio con il poco elegante esonero di Pioli a tre giornate dalla fine. I “colpi” di mercato Joao Mario e Gabigol, costati complessivamente oltre 70 milioni, si sono rivelati due flop, esattamente come quello di Kondogbia di 12 mesi prima. Pochissimi i giocatori a salvarsi (Handanovic, Perisic e Icardi), segno di come sia inevitabile una rivoluzione nella rosa, ma anche una maggiore chiarezza societaria. La consolazione è che i soldi (dalla Cina) non mancano.
JUVENTUS 8,5 – È arrivato il sesto scudetto di fila, nessuno c’era mai riuscito nel campionato italiano. Quest’anno non c’è stato il dominio come negli anni precedenti, merito di Roma e Napoli che hanno colmato buona parte del gap, ma quella bianconera resta comunque una corazzata difficile da battere. Bravo Allegri ad inventarsi a metà stagione il modulo 4-2-3-1 regalando nuova linfa a giocatori come Mandzukic e Cuadrado, fino ad allora usati a intermittenza. Da segnalare anche la vittoria della terza Coppa Italia consecutiva, è mancata purtroppo la ciliegina sulla torta: in finale di Champions League la Vecchia Signora si è arresa 4-1 al Real Madrid e addio “triplete”, ma una notte profondamente amara non cancella una stagione da protagonista. Si riparte con la consapevolezza di avere tutto per riprovarci, mentre gli avversari italiani faticano a malapena a passare il turno a gironi.
LAZIO 7,5 – Stagione super per i biancocelesti. Difficile da pronosticare dopo l’estate turbolenta con l’addio di Bielsa senza nemmeno iniziare l’avventura nella Capitale e la chiamata in extremis da parte di Lotito a Simone Inzaghi, già con la valigia direzione Salerno. E invece l’ex tecnico della Primavera si è dimostrato eccome all’altezza della Serie A, gestendo uno spogliatoio non facile per i difficili rapporti tra i “senatori” e il ribelle Keità. Tutto è filato liscio: sfiorato il record di punti in campionato (70 contro i 72 del 2000) e la vittoria della Coppa Italia, dove i capitolini si sono inchinati solo in finale alla Juventus. L’anno prossimo c’è l’Europa League: la società deve muoversi bene per regalare a Inzaghi una rosa più lunga e competitiva.
MILAN 6 – Tra mille difficoltà, con lo storico passaggio societario da Berlusconi ai cinesi, l’obiettivo minimo (l’Europa League) è stato raggiunto e per Montella non era un compito semplice. Ma parliamo sempre di Milan e un sesto posto non può passare come traguardo positivo. Per questo i nuovi proprietari devono acquistare giocatori importanti per far tornare i rossoneri nelle zone che gli spettano.
NAPOLI 6,5 – Un’annata piena di record non può che essere positiva nonostante l’assenza di trofei. Quella di Sarri si conferma una vera e propria macchina da gol: mai gli azzurri ne avevano segnato 115 gol in una stagione, mai 94 in campionato e mai 50 in trasferta in Serie A, così come non avevano mai toccato 86 punti. Tutto questo non ha portato alla vittoria di un titolo, ma comunque alla consapevolezza che l’anno prossimo, con qualche ritocco e nessuna cessione illustre, si può alzare ulteriormente l’asticella.
PALERMO 4 – Stagione assolutamente negativa. A differenza del Milan, i rosanero hanno sentito notevolmente il cambiamento societario con l’addio di Zamparini e l’arrivo di Baccaglini. Molte colpe sono da attribuire all’ex presidente che, resosi conto che l’avventura in Sicilia stava per terminare, ha creato in estate una squadra non all’altezza, che infatti è sempre stata relegata negli ultimi posti della classifica. Un briciolo di dignità si è recuperata alla fine con Bortoluzzi in panchina, ma ormai i giochi erano fatti.
PESCARA 3 – Dopo una sola stagione gli abruzzesi tornano in Serie B. Meritatamente a dir poco. Per la squadra allenata prima da Oddo e poi da Zeman la miseria di 18 punti con appena 3 vittorie, di cui una a tavolino. Assolutamente non all’altezza della massima serie.
ROMA 6 – Discorso abbastanza simile al Napoli: record di punti (87) e di gol segnati (90), ma zero titoli. Per il nono anno consecutivo. Iniziano ad essere troppi e il primo a capirlo, in largo anticipo, è stato proprio Luciano Spalletti (eccessivamente criticato anche se con la leggenda Totti poteva usare meno razionalità e più buonsenso) che ha fatto le valigie. Male nelle coppe: contro il Lione in Europa League e la Lazio in Coppa Italia si poteva fare di più.
SAMPDORIA 6,5 – Inizio stentato, poi una buona continuità grazie all’ambientamento a Genova di Giampaolo (che si è guadagnato il rinnovo del contratto fino al 2020) e alla crescita di tanti giovani, Schick su tutti. Riflettori sul doppio derby vinto sia all’andata che al ritorno contro il Genoa: il prossimo anno si può puntare all’Europa.
SASSUOLO 5,5 – La squadra più bersagliata dalla sfortuna, che ha tolto per tutta la prima della stagione la stella Berardi e per diversi mesi elementi fondamentali come il capitano Magnanelli, Missiroli e Defrel. Il cammino in Europa League resta una piacevole esperienza (chissà se ripetibile) ma anche in ambito internazionale, così come in campionato, qualcosina in più era lecito aspettarselo. Soprattutto quando il presidente Squinzi, scherzando ma non troppo, parla di scudetto e Champions League.
TORINO 6 – A inizio anno il progetto era chiaro: tornare in Europa nel giro di due anni. Il primo tentativo è andato fallito, ma non per questo si può parlare di stagione negativa. Anche perché va segnalata l’esplosione del “Gallo” Belotti, ora punto fermo della Nazionale di Ventura, che ha raggiunto il valore di 100 milioni. Cairo gongola, ma deve aprire il portafoglio se vuole centrare l’obiettivo dichiarato 12 mesi fa.
UDINESE 6 – Maluccio Iachini, la squadra si è ripresa con l’arrivo di Delneri, che infatti si è guadagnato la riconferma per la prossima stagione. Non è più l’Udinese di qualche anno fa, piena di giovani talenti (e di un grande Di Natale), ma gli investimenti sul nuovo stadio (Dacia Arena) e su nuovi baby promettenti potrebbero dare i frutti nel prossimo campionato.

Francesco Carci

Dal Totti Day alla salvezza del Crotone: la serie A chiude con il botto

Emozioni infinite all’Olimpico per l’addio del capitano giallorosso: toccante l’abbraccio con i figli e la lunga lettera ai tifosi. I ragazzi di Spalletti faticano più del previsto contro il Genoa (3-2) conquistando al 90’ il secondo posto. Grandissima impresa dei calabresi, che compiono una rimonta insperata restando nella massima serie: retrocede in B l’Empoli.

crotone4ROMA – Il calcio sa ancora regalare emozioni. Quello che si è vissuto all’Olimpico di Roma per l’ultima di Francesco Totti con la maglia giallorossa è qualcosa che ha toccato tutti gli sportivi, ma anche chi di calcio non ne sa nulla. Parola prima al campo: la Roma doveva difendere il punto di vantaggio sul Napoli per assicurarsi il secondo posto dietro la Juventus e l’accesso diretto in Champions League. Missione compiuta grazie al 3-2 contro un Genoa già salvo, anche se nemmeno il più pessimista dei tifosi avrebbe immaginato tanta fatica: decisivo il gol dell’ex Perotti al 90’ e Napoli, che ha vinto 4-2 in casa della Sampdoria, costretto ai preliminari. Spalletti intanto aveva mandato in campo a inizio ripresa Francesco Totti, al posto di uno spento Salah. Ma il numero 10 è stato l’assoluto protagonista nel dopo gara: quasi nessuno, tantomeno lui, è riuscito infatti a trattenere le lacrime durante il giro di campo di ringraziamento, l’abbraccio con la moglie Ilary Blasi e i figli, il lancio di un pallone autografato ai tifosi della curva e soprattutto la lunga lettera letta con il microfono in mezzo al campo.

“ORA DIVENTO GRANDE” – Visibilmente emozionato (occhi lucidi e corpo in continuo movimento come se si stesse giocando una partita) Totti ha dedicato parole al miele ai suoi tifosi che lo hanno sempre sostenuto (non a caso ci sono stati dei fischi per il tecnico Spalletti e il presidente Pallotta). “Sono orgoglioso di avervi dato 28 anni di amore ma il tempo ha deciso, maledetto tempo… – le parole del capitano -. Oggi questo tempo mi ha bussato sulle spalle e mi ha detto ‘domani sarai grande’, levati gli scarpini perché da oggi sei un uomo. Avete presente quando siete bambini, state sognando qualcosa di bello e vostra madre vi sveglia per andare a scuola? Mentre voi volete continuare a dormire e provate a riprendere il filo di quella storia e non ci si riesce mai? Stavolta non era un sogno, ma la realtà. Ora ho un po’ paura, ho bisogno di voi. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni di amore, vi amo!”. Applausi e lacrime scroscianti.fratotti

CROTONE SALVO, EMPOLI IN B – Dopo che la Roma aveva difeso il secondo posto, mancava solo un verdetto: la terza squadra a retrocedere insieme a Pescara e Palermo. E qui parliamo di un’autentica impresa del Crotone che ha compiuto un miracolo sportivo sorpassando, proprio all’ultima giornata, l’Empoli grazie al successo casalingo 3-1 sulla Lazio e alla conseguente sconfitta dei toscani per 2-1 a Palermo. Nessuno, ma davvero nessuno, a inizio campionato, immaginava che i calabresi potessero salvarsi. Praticamente nulle erano oltretutto le speranze alla fine del girone d’andata quando il Crotone era fanalino di coda con 9 punti in classifica. Ma il merito va alla proprietà Vrenna che ha deciso di non cambiare allenatore, allo stesso Nicola che non ha mai smesso di crederci e alla forza del gruppo che, nonostante un tasso tecnico non altissimo, si è compattato rendendo, giornata dopo giornata, quello che era un pazzo sogno un autentico capolavoro.

I VERDETTI – Questi dunque i verdetti finali della Serie A 2016/2017: Juventus campione d’Italia, Roma in Champions League, Napoli ai preliminari di Champions League, Atalanta e Lazio in Europa League, Milan ai preliminari di Europa League, Empoli, Palermo e Pescara in Serie B. La classifica finale: Juventus 91; Roma 87; Napoli 86; Atalanta 72; Lazio 70; Milan 63; Inter 62; Fiorentina 60; Torino 53; Sampdoria 48; Cagliari 47; Sassuolo 46; Udinese 45; Chievo 43; Bologna 41; Genoa 36; Crotone 34; Empoli 32; Palermo 26; Pescara 18.

Francesco Carci

Valentino, che paura: trauma toracico dopo caduta da motocross

valentino rossiOre di apprensione per il campione italiano, ricoverato giovedì all’ospedale “Infermi” di Rimini per un trauma toracico-addominale in seguito a una caduta mentre si allenava presso il cross park di Cavallara, vicino il Ranch di Tavullia. Dovrebbe essere dimesso venerdì sera: “Sto meglio”

RIMINI – Attimi di paura per tutti i fan di Valentino Rossi. Il 35enne pilota della Yamaha ha rimediato una brutta caduta mentre si allenava presso il cross park di Cavallara, a mezzora dal Ranch di Tavullia. Il “Dottore” è stato ricoverato all’ospedale “Infermi” di Rimini e ha rimediato una trauma toracico-addominale. Fortunatamente sono escluse lesioni e la buona notizia è che in questo weekend la MotoGp è ferma: il prossimo appuntamento è il 4 giugno al Mugello dove Rossi farà di tutto per esserci. Ma la sua presenza non è in dubbio.

STO MEGLIO” – Dopo la paura di giovedì, è arrivato un grosso sospiro di sollievo nella giornata di venerdì. Questo il comunicato della Yamaha: “Sta facendo progressi positivi. Ha passato una notte tranquilla ed è stato visitato stamani. Ha detto di sentire meno dolore al tetto e all’addome, rispetto alla notte. Il dolore è la conseguenza di una lesione al fegato e ai reni che non si è però evoluta in maniera complicata. Continuerà a riceve cure antidolorifiche e, alla fine della giornata, verrà sottoposto a un test diagnostico di routine. Se il risultato sarà positivo, potrebbe lasciare l’ospedale”. Valentino ha già ritrovato il sorriso con un selfie pubblicato sulle sue pagine social. La paura è passata.

Francesco Carci

Totti-Roma, The End. L’ultima partita e il mistero della prossima sfida

Il capitano giallorosso, con un messaggio sulla propria pagina Facebook, ha annunciato che quella di domenica contro il Genoa (ore 18 all’Olimpico) sarà l’ultima partita con la maglia della Roma. Ma il futuro resta un rebus: dirigente, un ruolo in Figc, un futuro in televisione o ancora il pallone (destinazione Miami) i possibili scenari.

totti addioROMA – “Domenica sarà la mia ultima partita in giallorosso”: Francesco Totti mette nero su bianco e ufficializza il suo addio da calciatore alla Roma. La notizia era scontata da diverse settimane: i biglietti per la gara di domenica alle 18 contro il Genoa erano andati a ruba in poche ore e, negli ultimi giorni, non si faceva altro che ipotizzare su ‘cosa farà da grande’ Francesco.
IL SUO MESSAGGIO – L’annuncio è arrivato dalla pagina Facebook di Totti. Queste le sue parole: “Roma-Genoa, domenica 28 maggio 2017, l’ultima volta in cui potrò indossare la maglia della Roma. È impossibile esprimere in poche parole tutto quello che questi colori hanno rappresentato, rappresentano e rappresenteranno per me. Sempre. Sento solo che il mio amore per il calcio non passa: è una passione, la mia passione. È talmente profonda che non posso pensare di smettere di alimentarla. Mai. Da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida”.
IL FUTURO È UN REBUS – Proprio su quella “nuova sfida” con cui termina il messaggio si sono aperti vari scenari. Le proposte non mancano a Totti: un ruolo da dirigente giallorosso è già assicurato (ma resta da vedere come sono i rapporti con i proprietari americani), la Federazione è pronta a garantirgli una poltrona, in tv la simpatia del numero 10 farebbe gola a tutti, ma non è da escludere che nel futuro di Totti ci sia ancora il campo di gioco. In tal senso, la soluzione più suggestiva è raggiungere Alessandro Nesta, storico ex capitano della Lazio, a Miami. Oppure c’è la pioggia di milioni dalla Cina: ma è difficile pensare che Francesco si allontani troppo dalla famiglia. Chi invece sperava che la carriera continuasse con la Roma, nonostante lo scontato addio di Spalletti (con cui i rapporti sono gelidi) e il possibile arrivo in panchina di Di Francesco (ex romanista e grande estimatore di Totti), è rimasto inevitabilmente deluso. Intanto l’appuntamento attesissimo è per domenica alle 18 all’Olimpico: sarà una gara se ci saranno più applausi o lacrime.

Francesco Carci