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Francesco Lena

Scrive Francesco Lena:
Ci vuole più responsabilità

La responsabilità come sappiamo tutti, è un atteggiamento al quale veniamo chiamati come cittadini e cittadine, in ogni ruolo e a tutti i livelli, famigliari, sociali, informativi e istituzionali. A livello famigliare, prendersi cura in collaborazione con tutti i componenti, nelle piccole e grandi cose da fare, per un buon convivere e condividere e trarne tutti vantaggio, favorendo un clima di armonia e sereno.

A livello sociale, la responsabilità è avere consapevolezza delle nostre azioni, che abbiano alla base dei principi e obiettivi di alta civiltà, per rendere la società migliore e più giusta. Per raggiungere questi obiettivi, ci sono cose da non fare, lavoro nero, l’evasione fiscale, non abbandonarsi ha guadagni facili, spaccio di droghe, di merce contraffatta, non corrompere e non farsi corrompere in lavori o cose illegali, ma con una bella e sentita responsabilità, comportarsi da cittadini per bene, con onestà, sincerità, umanità, questo ci rende cittadini migliori e ci permette di andare sempre a testa alta.

A livello informativo, giornali, radio, internet, tv, telefonini, bisogna che tutti abbiano una sana e onesta responsabilità, di non pubblicare notizie false, offensive, dispregiative nei confronti di persone, associazioni, istituzioni, ma informazioni corrette, trasparenti, veritiere e obiettive, salvaguardando sempre la dignità di ogni persona. A livello istituzionale, qui chi ne fa parte deve avere quella responsabilità, dovere di servizio, limpida e di buon esempio, a partire dai Consigli Comunali, ai componenti non basta essere stati eletti dai cittadini, bisogna impegnarsi tenacemente per risolvere i problemi della comunità. Delle persone, ai consiglieri che non fanno parte della maggioranza, non basta dire solo dei no, protestare o addirittura non partecipare ai Consigli Comunali, devono essere presenti, attivi, fare proposte costruttive, essere al servizio della gente in collaborazione con la maggioranza, per cercare di far prevalere le soluzione migliori, per bene comune. Le Province, che dovevano essere superate, ma con la prevalenza del no al referendum del 4 dicembre 2016, tutto ciò si è bloccato, preso atto ora si prendano con seria volontà e responsabilità, a gestire i compiti e problemi che gli competono. Dalla manutenzione delle strade, alla sicurezza, alle scuole, ai trasporti, alla tutela dell’ambiente, con piani di governo del territorio, dell’ agricoltura e altro. Con spirito di servizio, per il bene di tutta la comunità. Le Regioni, per primo i consiglieri regionali dovrebbero ridursi lo stipendio, com’era previsto nella legge di riforma istituzionale, poi più responsabilità nella gestione delle risorse, meno sprechi con una programmazione sanitaria, assistenziale, sociale, con più attenzione ai cittadini più deboli, poi più trasparenza negli appalti e convenzione di servizi sanitari e sociali.

Il Parlamento, doveva diminuire il numero dei suoi componenti, per darle più efficienza e risparmio economico, ma con la prevalenza del no al referendum del 4 dicembre 2016 tutto rimane come prima.

Ora si mettano a lavorare con grande responsabilità, dimostrino di essere di buon esempio per il paese per i cittadini, in parlamento ci sia dialettica vivace, confronto acceso, onesto e rispettoso dell’altro, costruttivo per il bene degli italiani e per la nostra bella Italia. Ci sia anche nel linguaggio verbale e scritto, intelligente, educato, senza titoli dispregiativi, insulti inutili, parolacce offensive, piuttosto impegnarsi di più per ridurre le disuguaglianze tra cittadini, poi un’accurata attenzione ai più deboli nel legiferare, agli anziani, ai bambini, ai diversamente abili, ai disoccupati, ai senza tetto, ai migranti, ai terremotati. Poi lasciatemelo dire, per rendere la nostra Italia ancora più grande e più bella, bisogna fare di più per combattere le mafie, la corruzione, l’evasione fiscale, fuga di capitali all’estero, l’illegalità diffusa.

In fine, cari cittadini tutti insieme mettiamoci con grande impegno, onestà e responsabilità, a darsi da fare in ogni luogo in tutti i settori, a voler bene alla nostra meravigliosa Italia, trattare con rispetto sia il territorio che tutti i suoi cittadini, cerchiamo di dare sempre il meglio di noi stessi per contribuire a raggiungere obiettivi grandi, di giustizia sociale, di solidarietà, di amore, di pace.

Francesco Lena

Scrive Francesco Lena:
La collaborazione fa bene

C’è bisogno di più collaborazione nella società, sia a livello generale, nazionale, che a livello locale e interpersonale. Vorrei vedere in circolazione, meno critiche negative, dispregiative, insulti, polemiche, queste seminano nella gente paure, divisioni o addirittura disgregazione e odio, che non fanno proprio per niente bene, ne a chi fa e tanto meno ai cittadini, anche i mezzi d’informazione meno volgarità e aggressività e più obiettività. Vorrei vedere praticata quella critica vivace, intelligente, costruttiva, creativa, propositiva e rispettosa dell’altro, questo sarebbe bello perché è il sale della democrazia, quella critica che unisce, che fa scattare e trionfare la collaborazione, quella che aiuta concretamente a elaborare insieme progetti per risolvere i grandi e piccoli problemi della gente, andrebbe praticata a tutti i livelli e in ogni luogo. Questa secondo me sarebbe la strada migliore da seguire, sia per chi sta al governo, sia per chi sta all’opposizione e per tutti noi cari cittadini e non perdere mai di vista come punto di riferimento i veri valori, per il bene del paese e del bene comune.

Le tante diversità politiche, di religione, di pensiero, d’idee, d’opinione, dovrebbero essere vissute come una grande ricchezza, civile, sociale, culturale, democratica e di libertà. Per rendere concrete la loro ricchezza di contenuti culturali, basterebbe uno sforzo mentale d’ognuno di noi, per tirar fuori le idee migliori che tutti abbiamo dentro, poi metterle in pratica ogni giorno e in ogni luogo, al servizio della comunità. Cosi si potrebbero contribuire a favorire una convivenza migliore, per una società che ci faccia stare bene insieme, nel dialogo sano e in un sincero costruttivo confronto, puntando a raggiungere, l’obiettivo di una civiltà più alta e più umana.

A livello generale, istituzioni, partiti, movimenti, religioni, c’è bisogno che sia praticata una bella politica, sana, trasparente, onesta, sincera, anche con più consapevolezza e apertura mentale, per saper affrontare, gestire al meglio i grandi problemi della società di oggi, esempio saper accogliere con umanità, ospitalità, aiutare con più efficacia chi è in condizioni di grande necessità, di fame, di bisogno di salute, di un tetto per dormire. Qui occorre darsi molto da fare per vincere la diffusa indifferenza, gli egoismi, per far prevalere l’impegno la responsabilità e la solidarietà, si favorirebbe la loro integrazione.

Cari cittadini bisogna proprio darsi una smossa, darsi da fare, aspirare e battersi per costruire una società che ci faccia sentire ed essere concretamente tutti uguali, tutti fratelli, cittadini a tutti gli effetti di questo mondo, dove ci sia veramente giustizia sociale e pace. Poi ognuno di noi in particolare a livello locale, dovrebbe praticare la bella e importante collaborazione, a partire dai, comuni, parrocchie, associazioni, cittadini, poi tutti insieme, valorizzare la solidarietà e la condivisione, questa è la via da seguire per costruire una comunità più unita, rispettosa dell’altro, collaborante, migliore e più giusta.

Francesco Lena

Scrive Francesco Lena:
Lo “strano caso” dei ticket sanitari

In regione Lombardia ci sono proposte di nuovi ticket su prestazioni sanitarie. A proposito dell’intenzione d’introdurre nuovi ticket da far pagare anche a cittadini ora esenti per età, su prestazioni sanitarie in Lombardia, in base al reddito, si parla al di sopra, di 30 mila euro famigliari annuali.

Vuoi vedere che vogliono farglielo pagare in particolare ai cittadini onesti, questi non solo già pagano il servizio sanitario nazionale per chi evade il fisco, per chi lavora in nero, per chi porta i soldi all’estero, per i corrotti, per i disonesti, ma in più gli onesti dovranno pagare anche il nuovo ticket sulle prestazioni sanitarie, anche se hanno più di 65 anni. Cari responsabili della sanità lombarda e nazionale, la strada per finanziare il servizio sanitario nazionale è quella di far pagare a tutti i cittadini il dovuto, andando a risolvere una buona volta il problema diffuso dell’illegalità, li si troverebbero una montagna di soldi da far entrare nelle casse dello stato, e non andare a colpire ancora chi con orgoglio e senso del dovere civile e sociale è onesto, che porta avanti la cultura dei veri valori dell’onestà e solidarietà, si batte per difendere il nostro servizio sanitario pubblico, che è uno dei migliori del mondo, cari responsabili della sanità se mai vanno superate le carenze organizzative, esempio andrebbe messa mano alle lunghe liste di attesa su tante prestazioni sanitarie e visite specialistiche.

Cari dirigenti delle aziende socio sanitarie territoriali. Com’è possibile che se un cittadino con la richiesta del medico per una visita specialistica o di una prestazione sanitaria, deve aspettare un anno in tanti casi addirittura due e se la chiede in privato glie la fanno il giorno dopo o dopo pochi giorni, trova sempre lo stesso medico o specialista. Qui mi sembra che ci sia qualcosa che non torna, mi sembra che ci siano dei meccanismi operativi molto insufficienti e che ci giochino sotto anche degli interessi privati di qualche categoria di, liberi professionisti, di dirigenti, o addirittura di dipendenti del servizio sanitario nazionale?

Cari responsabili a ogni livello delle strutture del servizio sanitario nazionale, ai cittadini le dovete delle spiegazioni, che poi secondo me basterebbe allargare le fasce orarie per le prestazioni in strutture sanitarie pubbliche, per le visite mediche specialistiche e per tutte le altre prestazioni diagnostiche, aperte anche tutto il sabato per far diminuire drasticamente i tempi di attesa e renderli adeguati ai bisogni dei cittadini.

Cari responsabili nazionali, regionali e locali della sanità pubblica, vorrei ricordarvi che l’articolo 32 della costituzione italiana, tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e nell’interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Poi la legge 833 che ha istituito il servizio sanitario nazionale ha stabilito dei principi di uguaglianza di trattamento, decentramento di gestione, globalità e unità di’intervento e gli obiettivi, di prevenzione, cura, riabilitazione, ed è previsto nei piani sanitari nazionali, regionali, e locali, siano stabiliti dei meccanismi operativi per applicare i principi e mettere in atto una strategia per raggiungere gli obiettivi di benessere psicofisico delle persone, rispondendo con efficacia ai bisogni dei cittadini. Allora vi chiedo gentilmente cari responsabili a ogni livello di rimuovere le cause di queste lunghe liste di attesa e di non introdurre altri ticket se mai andrebbero abolite quelli che ci sono.

I mezzi li avete, il tempo pure, le risorse si possono trovare basta la volontà di far pagare a tutti i cittadini, il dovuto, poi eliminando tanti sprechi clientelari su appalti di servizi, di lavori, sulle convenzioni con strutture e cliniche private, fondazioni, poi ristrutturazione e riqualificazione di ospedali, servizi, e investire di più nella prevenzione.

Si arrivi velocemente a raggiungere l’obiettivo che il diritto alla salute sia garantito a tutti i cittadini in eguale misura.

Francesco Lena

Scrive Francesco Lena:
Moralità e onestà

Assistiamo ogni giorno a notizie, fatti di cronaca in tante parti del nostro bel paese, che rovinano l’immagine, la serena convivenza civile e sociale dell’Italia e degli italiani.

Mafia, corruzione, lavoro sommerso, esportazione di capitali all’estero, malavita organizzata. È ora di mettere mano con forza alla moralizzazione del paese. Moralità, onestà, e verità, devono diventare una priorità dei problemi da risolvere in Italia.

Alcune semplici proposte:
1) In ogni comune d’Italia sia nominato un assessore addetto alla legalità. Una persona onesta competente che sappia organizzare sul territorio locale, controlli efficaci e promuovere una cultura del rispetto delle leggi, delle regole.
2) Tutte le forze addette al controllo e al rispetto delle leggi, dovrebbero mettere in atto una strategia efficiente di prevenzione, di rispetto e di repressione. Un grande supporto di aiuto può essere quello di utilizzare al meglio strumenti elettronici e informatici.
3) Le istituzioni a ogni livello, devono prima di tutto dare il buon esempio di onestà, verità e trasparenza, poi il parlamento emanare leggi semplici e chiare, per facilitare la sua applicazione. Il governo introdurre meccanismi operativi meno burocratici e semplici, che favoriscano il rispetto e il controllo delle normative. Elaborare un progetto per far diminuire l’uso di soldi in contanti in circolazione, potenziando invece l’obbligo dell’uso di sistemi a pagamento elettronici, tracciabili, carte di credito, bancomat, carte prepagate. Le regioni devono impegnarsi molto di più nel ruolo della legalità nel controllo, per prevenire l’infiltrazione delle mafie negli appalti di lavori e di servizi, nominare un assessore regionale, possibilmente un magistrato addetto alla legalità.
4) Scuole di ogni ordine e grado dovrebbero inserire nei programmi d’istruzione, studio e formazione un’ora settimanale di educazione al rispetto delle leggi delle regole, per far crescere la cultura dell’onestà.
5) le associazioni di volontariato e parrocchie, promuovere ancora meglio di quello che fanno, la cultura dei valori veri della vita, moralità, onestà, verità, solidarietà e giustizia sociale.
6) I sindacati, è molto importante la loro funzione e la loro presenza sui posti di lavoro per i contratti, diritti e doveri, ma ora dovrebbero fare uno sforzo di più per combattere, il lavoro nero, la corruzione, l’evasione fiscale per contribuire a rendere questo paese più onesto, più sano e a risvegliare le coscienze, verso un sentito dovere di pagare tutti il dovuto, per pagare meno, se quest’obiettivo venisse raggiunto, potrebbe valere economicamente e socialmente non meno di un contratto.
7) Cari responsabili dei mezzi d’informazione, tv, giornali, radio, internet, dovete dare più spazio agli onesti, a chi si batte per rendere l’Italia più pulita e, non usate più la parola furbi per chi non rispetta le leggi, ma dite che sono dei disonesti, l’informazione deve anche fare formazione, magari con trasmissioni sulla legalità, per dare una mano a costruire una società più sana, piena di valori, di diritti e doveri.
8) Cari cittadini onesti, dobbiamo far sentire di più la nostra voce è un dovere, dobbiamo in ogni luogo fare la nostra parte da protagonisti, prima di tutto far notare il nostro buon esempio di onestà e verità, dire che questi sono valori che occupano un solo posto una sola strada bella, luminosa, limpida che porta al miglioramento della vita di tutti. L’Italia è bella e merita di volare più alto, dobbiamo contribuire tutti a bonificarla, pulirla dal mal costume, dalle mafie, dalla corruzione, è il momento di alzare la testa, dobbiamo farlo in fretta e combattere la molto diffusa indifferenza. Dobbiamo rendere la nostra fantastica Italia ancora più bella, poter vivere tutti nell’onestà, in una società sana limpida solidale, migliore e più giusta in cui poter trascorrere tutti la nostra vita più tranquilla e più serena. La legalità conviene, può farci solo che del bene.

Francesco Lena