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Franco Abruzzo

Dite alla Lagarde
che i pensionati hanno già dato

Dopo l’Ocse, anche il Fondo monetario internazionale è pessimista sull’economia italiana. Il Fmi ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano nel 2014 indicando una contrazione dello 0,1%. Per il 2015 un’accelerazione all’1,1 per cento.
Lo scorso luglio, il Fmi aveva indicato per l’Italia una crescita dello 0,3% quest’anno. «I rischi restano ancorati al ribasso», avvertono gli economisti del Fondo, citando le «tensioni geopolitiche, la possibilità di una stagnazione e a una bassa inflazione». Nell’analisi degli esperti di Washington, la crescita è destinata a rimanere attorno all’1% fino a tutto il 2019: le stime sono infatti per un +1,3% nel 2016, un +1,2% nel 2017, un +1% nel 2018 e un +1% nel 2019. Secondo l’istituto guidato dalla francese Christine Lagarde, «ottenere risparmi significativi sarebbe difficile senza intervenire sulla grande spesa pensionistica.
La spesa per le pensioni italiana è la più alta d’Europa, pari a circa il 30% del totale (800 mld, ndr)»,
mentre per l’istruzione e altre spese sociali non-pensionistiche l’esborso è molto limitato.
La signora Lagarde ignora che “la riforma Fornero consentirà di risparmiare qualcosa come 93 miliardi di euro entro il 2020. Prima c’erano stati Amato, Dini, Maroni, Prodi: le riforme previdenziali sono state probabilmente gli interventi che più hanno consentito di tenere l’Italia a galla. E in qualche modo i pensionandi, e i pensionati, hanno il merito di aver fatto i sacrifici necessari per aiutare i conti pubblici. Ma è arrivato il momento di lasciarli, in qualche modo, stare, e di cercare altrove le risorse necessarie (Massimo Fracaro e Nicola Saldutti – Corriere della Sera, 9 ottobre 2013).
E poi le pensioni sono congelate di fatto dal 2011 in contrasto con il dettato costituzionale. La mancata perequazione automatica delle pensioni superiori a un certo importo contribuisce a precludere la proporzionalità dovuta tra pensione e retribuzione goduta nell’attività lavorativa. Inoltre la piena indicizzazione delle pensioni di minore importo, accompagnata alla totale mancata indicizzazione di quelle superiori all’importo anzidetto, stravolge i principi di cui agli articoli 3 e  53 della Costituzione (Michele Poerio, presidente nazionale Federspev, Libero del 21/9/2013).
Al punto in cui siamo e dopo quanto è stato detto dei paradisi fiscali e valutari dai partecipanti a una recente riunione del  G8, dobbiamo chiederci perché partiti e movimenti politici, Governo e Parlamento restano silenti e non affrontano il problema dell’economia sommersa e criminale e dell’evasione fiscale (800 miliardi annui). Ma ancora più grave è il silenzio degli organi di informazione. Il ministro dell’Economia fa fatica a trovare alcuni miliardi  di euro per le esigenze più urgenti. Perché non  si provvede a ridurre i tempi delle confische in modo da mettere a disposizione dell’erario centinaia di miliardi in soldi, azioni, beni mobili, immobili e aziende? (Elio Veltri).
Il 25 luglio Equitalia ha confessato che  “ci sono 475 miliardi di crediti da recuperare”, ma 121  sono “inesigibili”. È maturato il momento delle decisioni forti e dure quanto ineludibili.

Franco Abruzzo