BLOG
G.C.

T.R.I.P. in viaggio
per il mondo
con gli occhi degli altri

TRIP Roma TermeDomenica 18 ottobre, il Museo Nazionale Romano –  Terme di Diocleziano di Roma, presenteranno “In viaggio con T.R.I.P.”, una mostra fotografica a cura di Arianna Rinaldo, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e prodotta ed organizzata da the trip magazine. Un itinerario attraverso la fotografia che ha come tema centrale il viaggio.

Ogni viaggio ci mette di fronte a noi stessi e agli altri. Ci porta a confrontarci, a porci delle domande, a sentire chi siamo. Ogni viaggio è un percorso di conoscenza. In maniera più o meno consapevole ci conduce a osservare, analizzare, sviscerare chi abbiamo di fronte, e di conseguenza, come in uno specchio, noi stessi.
I tre autori proposti quest’anno viaggiano con il loro obiettivo, in posti più o meno conosciuti: Pieter Hugo nel suo contraddittorio Sudafrica, Narelle Autio nella sua Australia blu e Alessandro Rizzi lontano da casa, in Giappone. Ciascuno con un’intenzione e uno stile differente, scoprono e ci svelano qualcosa di sé nella scoperta dell’Altro.

Pieter Hugo (Sudafrica)
THERE IS A PLACE IN HELL FOR ME AND MY FRIENDS

Molti dei progetti di Hugo sono volti a indagare specifiche realtà sociali in diversi paesi africani, soffermandosi spesso sui temi dell’identità.

Pieter Hugo

Pieter Hugo

In Hell, egli ritrae amici, tutti nativi del Sudafrica, in ritratti ai quali il colore è stato portato via con una tecnica complessa di manipolazione dei canali di colore. Il lavoro mette in discussione l’idea standardizzata di bellezza insieme alle distinzioni di razza in base al colore della nostra pelle, storicamente e fortemente presente nel suo paese d’origine. Alcune delle sue più grandi mostre personali sono state ospitate in importanti musei, come The Hague Museum of Photography, il Musée de l’Elysée di Losanna, il Ludwig Museum di Budapest, il Fotografiska di Stoccolma, il MAXXI di Roma e l’Institute of Modern Art di Brisbane.

Narelle Autio (Australia)
WATERCOLOURS

Narelle è una tra le fotografe contemporanee che ha ricevuto un numero impressionante di riconoscimenti. Per la Autio immergersi nelle acque australiane significa immergersi nelle sue origini, riscoprire le proprie radici, riportare alla luce reminiscenze della propria infanzia.

Narelle Autio

Narelle Autio Agence

I colori e le sfumature del mare d’Australia la fanno sentire a casa, le fanno toccare la punta estrema della propria identità senza innestare in lei il bisogno di riemergere per prendere aria.

Alessandro Rizzi (Italia)
TOKYO DAYS

Emiliano doc, ma influenzato dalla fotografia americana contemporanea, Alessandro Rizzi, esce dal proprio paese per scoprirne un altro: il Giappone. Percorrendo le strade di Tokyo ci offre uno scorcio del Sol Levante intriso di poesia e romanticismo. Le sue immagini riflettono la sua visione del mondo come set, come palcoscenico in cui i gesti e i dettagli assumono significati universali. Senza costruire le immagini, secondo la tradizione della street photography, Rizzi ci lascia come sospesi in un mondo da decifrare, che lui stesso sta ancora esplorando.

Alessandro Rizzi

Alessandro Rizzi

I tre fotografi, noti nel panorama internazionale di fotografia contemporanea, forniscono allo spettatore le chiavi d’accesso a nuovi mondi e nuove esperienze di viaggio all’interno degli spazi del più grandioso impianto termale mai costruito a Roma, un tempo centro di aggregazione che accoglieva fino a tremila persone in un percorso che si snodava tra palestre, biblioteche e una piscina da 3500 metri. Il visitatore può, inoltre, godere della visita della sontuosa e imponente Aula X, all’interno della quale sono esposte la grande tomba dei Platorini e due tombe a camera provenienti dalla Necropoli della via Portuense con affreschi e stucchi.

L’investigazione e l’arte fotografica diventa così un mezzo di definizione e di studio di una cultura, di un paese, rivelandone stereotipi, contraddizioni, segreti, senza la pretesa della documentazione foto giornalistica, ma bensì attraverso la decodificazione emotiva e intima di un sistema di valori e stili di vita.

G.C.