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La storia continua

Ben quattro volte in appena due mesi. Sollazzo, Biscardini, Ciucchi, Potenza e Labellarte si sono rivolti quattro volte in otto settimane al tribunale di Roma per pretendere l’annullamento del congresso nazionale, dei congressi provinciali e regionali, del tesseramento al partito ed altro ancora, insomma per chiedere, ostinati, che un giudice sancisca per sentenza la morte del PSI.

Non accettano che nonostante tutto, e nonostante loro, la  storia continui. E siccome hanno un piede dentro e un piede fuori – da mesi non partecipano a riunioni né ai congressi e tantomeno alle elezioni (tutti  meno uno) – e hanno dimenticato ciò che hanno avuto e ciò che hanno dato, si sono messi al servizio della via giudiziaria al socialismo. Davvero una  scelta rivoluzionaria.

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Grandi manovre

Eccolo lì D’Alema, in piena luce. Voto per la Raggi e accelerazione della crisi di governo. Saranno anche illazioni giornalistiche, ma colgono nel giusto. Da lunedì nel Pd ne vedremo delle belle. C’è da chiedersi: ma agli italiani?
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La lunga vacanza del secondo cittadino

Sono incerto. È un consolato o un quadrunvirato? È certo invece il superamento della monarchia. Esattamente quello che successe nell’antichità, quando Roma non era affatto la Roma che ha dominato l’universo mondo. La Roma degli albori, insomma. Lotte intestine, l’aurora dell’aristocrazia, terriera e militare, pastori, agricoltori, dei pagani. I consoli collaboravano e spesso si guardavano in cagnesco. Come i quadrunviri di memoria più recente. E tutti con un’idea di Roma nella testa.

La politica, si sa, ha il dovere di esplorare terre ignote. Fantasia e realismo.  Mentre nella notte dei tempi del re spodestato si cancellava anche la memoria, oggi lo si mantiene in carica ‘assistito’. Un badante eccellente, peraltro. Esperto, attivo, solido. Carlo Alberto, sconfitto nel 1849, abdicò e salvò la dinastia sabauda. Che questa strada sia la migliore per salvare la città eterna?

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Fassina & Bartolomei

Pare sia in costituzione una nuova società. L’anteprima oggi a Roma. Anzi in Liguria un mese e mezzo fa. Una sorta di PSIUP ‘de’ noantri’. Fondatori, tra gli altri, vecchi sostenitori di Storace candidato alla presidenza della regione Lazio. La destra diventata sinistra alleata con la sinistra radicale. Bombacci al contrario. Proprio vero. Quando la storia si ripete sboccia nella farsa.

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Una giornata particolare

A cavallo tra venerdì e sabato. La FIOM di Landini offre la piazza, quella del 28 marzo, ai partiti e ai movimenti politici. La FIOM riformista, e lo è stata a lungo, faceva sindacato e molto bene.

Francesco Boccia invoca una legge sul conflitto di interessi prima di discutere il destino delle infrastrutture che trasmettono il segnale del servizio pubblico. Avessero votato l’emendamento socialista alla legge elettorale avremmo già la norma.

Sulla Palestina due mozioni approvate. Esultano Israele e l’Olp. Troppo. Un enigma avvolto in un mistero.

Primarie in Campania. Migliore si ritira in prossimità dell’ultimo miglio dopo quattro rinvii, veleni, accuse di brogli e denunce di infiltrazioni da destra. Leggo che solo il PSI ha sostenuto le primarie senza tentennare e senza cambiare candidato. Un doppio merito.

Gli irriducibili dell’opposizione interna al Pd affilano le armi. Una convergenza con lo sparuto gruppo parlamentare di Forza Italia potrebbe arrecare difficoltà al governo senza favorire la nascita di uno schieramento politico alternativo. Una forma nuova dell’anomalia italiana. Tutte ragioni, queste, che consigliano pazienza e rapidità. E non si dica che i due termini sono in contraddizione. Pazienza perché le coalizioni presentatesi alle politiche 2013 non esistono più e necessita tempo per riorganizzarle. Meglio se lo schema sarà quello socialisti/popolari in auge in larga parte d’Europa. L’unico, assieme a politiche adeguate, in grado di contenere i populismi di diverso segno.

Rapidità in due direzioni. Intanto riforma della scuola e del fisco. Conoscenza e tasse da sempre appassionano ampie fette della società. E ne determinano l’orientamento. Infine la certezza di una missione condivisa dagli italiani ora che il Pil torna positivo e la ripresa è dietro l’angolo. Vanno sostenuti e valorizzati export e piccole e medie imprese, soprattutto quelle impegnate sul fronte dell’innovazione, del ‘verde’, della logistica, della ricerca, della creatività.

I socialisti, mi permetto, devono presidiare questa frontiera. Come al solito, la più ostica. E non lo facciano da soli.

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