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Giada Fazzalari
Giornalista - PoliticAnti

In fila dal commercialista

La mia è una famiglia di commercialisti. Mio padre e due delle le mie tre sorelle, Lucia e Diletta. Uno studio le cui mura potrebbero raccontare del via vai di gente che non riesce più a pagare le tasse, di lavoratori con la busta paga leggera alla voce ‘netto” e pesante alla voce ‘trattenute’. Uno studio di un piccolo paese in provincia di Rc, Taurianova, in cui i faldoni “Avvisi Equitalia Clienti” invadono gli armadietti degli archivi.  Ore 10.00, ricevo una telefonata. E’ Diletta. “Devo raccontarti una cosa surreale”- mi dice. La ascolto, in silenzio, attentamente. Da ieri pomeriggio è iniziata la coda nel suo studio, poi la fila, alla fine una piccola folla. Erano donne e uomini, anziani per lo più, ed erano li per avere delle informazioni ‘urgenti’. Niente dichiarazione dei redditi, né ISEE, nessuna fattura da consegnare. Volevano sapere come fare per avere il rimborso dell’Imu che avevano già pagato, a suon di pensioni e tredicesime, pochi mesi prima. Continua a leggere

Quasi 140.000 votanti alle primarie delle idee. Nencini, una straordinaria mobilitazione

Introduzione della tassa patrimoniale e contestuale abrogazione dell’Imu sulla prima casa, diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia, taglio del numero dei parlamentari e elezione diretta del Capo dello Stato, valorizzazione del merito nella scuola, progetto giovani e sostegno a chi studia, responsabilità civile dei magistrati, introduzione della definizione “laica” nell’articolo 1 della Costituzione. Sono i temi che migliaia di elettori del centrosinistra hanno indicato come i più urgenti per l’agenda di governo della prossima legislatura, partecipando alla consultazione nazionale “Le tue idee per la tua Italia”, promossa dal Psi di Riccardo Nencini. Per tutta la giornata del 5 gennaio scorso, nelle vie e nelle piazze principali di tutta la penisola, gazebo, circoli e sezioni socialiste aperte per chiedere agli italiani (compresi i sedicenni e gli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno) di scegliere non le persone, ma le idee e le priorità su cui incentrare il programma e l’azione di un esecutivo espressione della coalizione riformista “Italia Bene comune”. Continua a leggere

Se la Rai è servizio pubblico. Davvero

Gentile dott. Gubitosi,

le ragioni di questa lettera nascono dalla constatazione che, nonostante le ripetute segnalazioni da parte dell’ufficio stampa del Psi e del segretario Nencini, indirizzate alla Rai, oltre che a tutte le testate giornalistiche nazionali, sono costretta a osservare, mio malgrado, che il dato che riguarda il Psi nel panorama informativo delle reti della televisione pubblica (e non solo!), nei talk, programmi di approfondimento politico e tg nazionali, dimostri il perdurare di una presenza sporadica del nostro partito, assolutamente inadeguata rispetto al diritto dei cittadini di essere informati.

Considero superfluo farLe notare quanto questo atteggiamento sia lesivo nei confronti del Psi e quanto sia arduo sviluppare la nostra iniziativa politica in queste condizioni. Le ricordo, inoltre, che il Psi fa parte, a pieno titolo, della coalizione di centrosinistra “Italia Bene Comune”, siglata con la Carta di Intenti, lo scorso ottobre, dai tre leader di Pd, Sel e, appunto, Psi. Sono stati eletti nei comuni, nelle regioni e in tutto il territorio nazionale, amministratori socialisti animati da una grande passione politica. Nonostante ciò, l’attenzione da voi riservata al nostro partito e la visibilità del suo Segretario è sempre più scarsa, mentre ai leader delle altre forze politiche (e intendo tutte le altre forze politiche) viene garantita, giustamente, una presenza costante su tutti i Tg e contenitori di approfondimento politici in Rai.

Oggi riceviamo un segnale importante. In seguito, infatti, alla nota di viale Mazzini, con la quale la Rai si impegna ad offrire spazi di comunicazione ai leader di tutti i partiti in corsa alle prossime elezioni politiche 2013, nel rispetto delle regole sul pluralismo dell’informazione della televisione del servizio pubblico e delle regole sulla Par Condicio, la informo che il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, è disponibile a partecipare ai dibattiti politici in Rai, nelle forme, modalità e tempi che entrambi riterremo opportuni.

Mi auguro che voglia prendere nella dovuta considerazione queste osservazioni che Le consegno senza astio, ma che segnalano un grave disagio divenuto ormai francamente insostenibile.

Stampa e tv tra toga party e discese in camper

Accendiamo la tv, navighiamo un po’ in internet, vediamo cosa succede.

Argomento numero uno. Chili di ostriche addebitate al gruppo consiliare del Pdl nel Lazio, acquisti di lusso, grandi abbuffate in ristoranti chic. Fiorito, il nuovo re dei talk show all’italiana, con il suo solito gessato ed il suo ineffabile ghigno sotto i baffi. Storie di veri e propri saccheggi di denaro pubblico, stravaganti festini e Toga party alla romana, tra ancelle e maiali. La Polverini che si dimette (ma in realtà ancora non lo ha fatto), i suoi scivoloni romaneschi, le minacce (tipiche della destra) rivolte ai colleghi di ruberie. Continua a leggere

Il decalogo dell’ovvio

1) I politici non possiedono poteri soprannaturali e non hanno bacchette magiche dentro le loro ventiquattrore. Non li ho neppure mai visti tirar fuori conigli dai cilindri;

2) sul dizionario della lingua italiana il termine “politico” non è in alcun modo riconducibile al termine “ladro” (non sempre);

3) il politico e i partiti (spesso) fanno anche l’interesse del cittadino e del Paese;

4) i partiti non sono (non sempre) macchine trita-quattrini e lingotti d’oro;

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I mostri ci sono sempre stati

I mostri ci sono sempre stati. In un’isola, Utoya, in una tranquilla giornata d’estate della pacifica Norvegia. A Piazza Fontana, a Capaci, a Erba, ad  Avetrana e adesso anche a Brindisi. Un uomo isolato, forse; un mitomane, un escluso pieno di risentimento, un uomo invisibile, forse respinto dalla società, un uomo che, probabilmente in solitudine, ha iniziato una guerra per tracciare il segno della propria invincibilità, colpendo i ragazzi, proprio loro che non c’entrano nulla, convinto di provocare gli effetti più devastanti; qualcuno ha parlato di mafia, di sacra corona unita, di terrorismo, di anarchici. Se ne sono dette di tutti i colori. A indagini ancora non iniziate, ci si è buttati nelle congetture più insensate. Proprio nel momento in cui saremmo dovuti essere tutti più prudenti e misurati. Continua a leggere

Non ci sono più le mazzette di una volta. Menomale che Fede c’è.

L’Italia è un Paese che non conosce epurazione. Ci sono tangenti che spuntano da tutte le parti, altro che il vecchio Mario Chiesa e le sue mazzette buttate nel water. Andiamo, non ci sono più i corrotti di una volta! Oggi celebriamo l’ennesimo carnevale della vergogna. Le mazzette finiscono con le spigole dentro una vasca da bagno e tra gli sciagurati e preziosi – e pelosi – molluschi di un sindaco qualunque. Una volta  i quattrini sporchi finivano nascosti nell’intimo, passavano di mano in mano nelle valigette, o nelle scatole da scarpe. Una volta erano così, un po’ inesperti, i soldi giravano, ma i metodi erano più o meno quelli classici e facevano anche una certa tenerezza. Scattano le manette e un’epoca finisce, mentre si apre l’illusione del rinnovamento. Quando “scesero in campo” i “difensori della patria”, quelli che promettevano di rigenerare la politica e i partiti dal marciume della corruzione, in realtà stavano soltanto cambiando vestito e nome a quei partiti, e nel frattempo i si sfregavano le mani con gli occhi a forma di dollaro, come nei cartoni animati. Continua a leggere

Corrotti e impuniti

In questo periodo non si parla d’altro che di corruzione. E della farfalla impressa sull’inguine di Belen. Su quest’ultima, capisco che abbia fatto parlare di sé, ma non l’indignazione del ministro Fornero (che dice di non guardare la tv da oltre tre  mesi, come se fosse ammirevole e di buon esempio – la televisione è una fonte inesauribile di informazione, oltre che un buon mezzo di intrattenimento). Il ragionamento non dovrebbe fare una piega: Belen lavora in Tv perché è bella, penso a pochi altri motivi. Scende dalle scale dell’Ariston, mostra lo spacco vertiginoso, si atteggia e fa audience. Continua a leggere

Quell’aria da professorino sobrio…

Parliamoci chiaro. Quell’aria da professorino non piace a nessuno. E quella voce robotica irriterebbe chiunque. L’idea di un “tecnico sobrio” che piomba sulla terra, che sembra venuto dal cielo, quasi come fosse un unto dal Signore, che viene a bacchettare politici e partiti, francamente non mi piace per niente. E se ne va, fiero, con quella corte di ministri al seguito, tutti impettiti, circondati da un’aurea che ha un non so che di celestiale, rende un po’ indisponenti. O almeno, così ce li hanno voluti propinare. Continua a leggere

La discesa rovinosa (e tardiva) del Cavaliere

Diciotto anni fa “scendeva in campo”. Oggi “scende (addirittura) in rete”. Da destra e da sinistra, bisogna ammetterlo, in comunicazione non sono mai andati un granchè. Ma questa suona davvero come un boomerang dritto dritto in faccia. Siamo usciti (quasi) illesi dal coro unanime di polemiche sui vari Faruk, Eva e chissà chi altro della campagna tesseramenti del Pd. Che quantomeno se n’è parlato, quindi proprio male non era. Ma il PdL ha davvero oltrepassato il limite del buonsenso. E della comicità, quella imbarazzante, quasi grottesca. Il tentativo goffo di affascinare il popolo della rete è stato un flop clamoroso. Continua a leggere