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Giada Fazzalari
Giornalista - PoliticAnti

Pittella: “Il Psi può dare un contributo al Pd”

“La disfatta elettorale del 4 marzo è stata causata anche da ragioni che vanno oltre i confini italiani. Una globalizzazione non governata, le politiche di austerità, il nodo migranti. Bisogna ora preparare una risposta forte”. Gianni Pittella, senatore del Partito Democratico, già Capogruppo S&D al Parlamento Europeo, risponde a un’intervista dell’Avanti! sulla debacle elettorale del 4 marzo, sulla crisi che attraversa il PSE, sulla possibile unità dei socialisti e sulla fase istituzionale di stallo per la formazione del Governo. “Sarebbe un errore gravissimo se il Pd uscisse dal PSE: bisogna invece allargare i confini alle associazioni che si battono per i diritti civili, ai movimenti anti-austerity e ai movimenti contro Orban e Kaczyński”. Sull’unità dei socialisti aggiunge: “Nel Pd dovrebbero esserci più socialisti e più idee socialiste, mi batterò per questo. Il Psi di Nencini può avere un ruolo importante nel Pd”.

pittellaSenatore Pittella, il 4 marzo gli italiani hanno fatto una scelta precisa. Hanno ‘premiato’ le forze euroscettiche e populiste. Si dice che la sinistra non sia riuscita a interpretare il disagio, i ‘nuovi bisogni’ e che ci sia stato uno scollamento con il suo elettorato storico, la base. Perché? Dove hanno sbagliato il Pd e il centrosinistra?

Quello che è avvenuto nel nostro Paese è già accaduto in precedenza in altre parti del mondo, purtroppo il 4 marzo non abbiamo assistito a fenomeno soltanto italiano. Penso agli Usa, dove c’è Trump, un presidente che nessuno immaginava potesse vincere le elezioni, penso all’esito inaspettato del referendum sulla Brexit nel Regno Unito, penso a Le Pen in Francia che prende percentuali enormi di consenso mentre il Partito socialista francese quasi scompare. Ci sono almeno tre cause che hanno portato alla disfatta del centrosinistra in Italia e non solo.

La prima, una globalizzazione non governata che ha portato grandi vantaggi per alcuni e grandi svantaggi per altri. E gli svantaggiati non sono stati difesi dalle forze progressiste e socialiste non solo italiane, ma europee e mondiali. Seconda, la politica di austerità ha pesato tantissimo, ha creato disoccupazione e un preoccupante crollo imprenditoriale. A tutto questo non c’è stata una capacità di reazione. Soltanto il governo Renzi e il governo Gentiloni sono riusciti, insieme a noi, a mitigare le politiche di austerità applicando l’alleggerimento e la flessibilità del patto di stabilità. Ma non siamo stati capiti. La terza questione è quella dei migranti, che è una questione che incide sul ‘sentiment’ dei cittadini: noi non possiamo rinunciare ai nostri principi, ai nostri valori di accoglienza e solidarietà. Bisogna prendere atto che nella gente c’è un sentimento negativo, perché si tende a identificare nel migrante un potenziale attentatore alla sicurezza, che viene messa in discussione da molti episodi che coincidono, nell’immaginario collettivo, con l’ondata migratoria che c’è stata verso l’Italia e altri paesi del mondo.

Su queste tre questioni bisogna preparare una risposta forte, che sia più ‘appetibile’ per i cittadini. Lo ribadisco: senza mai rinunciare ai nostri valori e alle nostre idee.

Lei faceva riferimento a chi è stato svantaggiato dagli effetti di una globalizzazione non governata, che non sono stati difesi dalle forze progressiste e socialiste anche europee. È un dato di fatto che il Pse stia attraversando una crisi profondissima. Qualcuno, nel Pd, qualche settimana fa paventava l’uscita del Partito Democratico dal PSE per ‘guardare’ a Macron. È questa la risposta giusta?

No, sarebbe un errore gravissimo. Perché il problema di fondo è dare risposte a quelle questioni urgenti di cui parlavo prima. E la risposta non è nell’area liberal che sposa, sul piano economico, ricette liberiste. Con Macron, con il quale ci sono punti di convergenza, si può discutere di europeismo e dell’idea di una più forte integrazione europea. Ci sono però punti divergenti sulle questioni sociali e del welfare, come l’attenzione alle fasce più deboli della società che è la funzione primaria che svolge la sinistra progressista. Quindi, collaborazione sì, senza mai smarrire il nostro campo, la nostra bussola: il campo socialista.

Quel campo dunque va allargato?

Certamente. Non possiamo rimanere chiusi nei recinti storici della ortodossia socialista. Quel campo può sicuramente contenere altre esperienze: penso ai movimenti anti austerity che ci sono in Europa, ai tanti movimenti per la difesa dei diritti civili, penso ai movimenti per battere Jarosław Kaczyński in Polonia e Viktor Orbán in Ungheria. Ci stono tante aree a cui possiamo aprire il nostro Partito socialista europeo ma quello che non possiamo fare è andarcene noi.

Allargare il campo socialista in Europa dunque. E in Italia? Pochi giorni fa si sono riuniti “Lab Dem”, “D&S Democratici e Socialisti” e la Fondazione Saragat per un ‘percorso comune’ nel nome dei valori socialisti. La settimana scorsa il segretario del Psi Nencini si è fatto promotore di un appello a tutti i socialisti dove emergeva la necessità di dar vita ad una “concentrazione repubblicana” socialista, laica, democratica. Continua dunque la diaspora socialista o può davvero nascere un nuovo soggetto politico per combattere destre e populismi?

Io parlo per me naturalmente. Il mio partito è il Partito Democratico. Ma vorrei che fosse più socialista e vorrei che ci fossero più socialisti e più idee socialiste. Quello è il partito nel quale io voglio continuare a lavorare e a battermi per queste ragioni. E lo farò sul tema di un rinnovato socialismo. Oggi più che ieri serve quella grande idea di socialismo, che si traduce nei valori di libertà, equità, uguaglianza. I compagni socialisti nel Psi di Nencini potrebbero svolgere un ruolo importante nel Pd. Non vuole essere naturalmente una interferenza la mia, poiché sono scelte che devono essere maturate in maniera autonoma. Con Tommaso Nannicini, la Fondazione Saragat, Lab Dem vogliamo dire che nel Pd c’è un punto di riferimento autenticamente socialista che vuole e può dialogare con chi sta dentro il Pd e chi sta fuori il Pd ma condivide l’impianto e l’idea di rilanciare una proposta socialista. Per l’Italia e per l’Europa.

Cosa pensa di questa fase di stallo politico e istituzionale e della possibile nascita di un governo giallo-verde?

I cittadini hanno consegnato – seppure a metà – la vittoria a M5S, a Salvini e al centrodestra. È giusto dunque che provino a fare un Governo ma facciano presto per il bene del paese. È una vergogna quello che sta succedendo in queste ore. Continuano a ripetere che sono i campioni della trasparenza e invece stanno conducendo trattative opache, tra l’altro con procedure ai limiti del rispetto Costituzionale e del Presidente della Repubblica. Facciano in fretta, il Paese ha bisogno di un governo. Noi faremo un’opposizione attenta ai singoli dossier e alle singole proposte. Per il bene dell’Italia.

Nencini: “Serve una risposta più decisa dell’Europa”

Nencini“L’ennesima tragedia, che potrebbe rivelarsi un’altra ecatombe. Le nostre unità sono da sole nel soccorso. Dove sono i mezzi dell’Unione Europea?” Così il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini sull’ennesima tragedia consumatasi questa notte nel Canale di Sicilia con forse oltre 700 vittime. Il segretario del Psi – che è in continuo contatto con la centrale operativa del Mit per avere aggiornamenti sullo sviluppo dei soccorsi – risponde alle domande sui recenti attacchi contro i cristiani, sul multiculturalismo e sul contrasto all’immigrazione clandestina. Continua a leggere

L’EUROPA ASSENTE

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“L’ennesima tragedia, che potrebbe rivelarsi un’altra ecatombe. Le nostre unità sono da sole nel soccorso. Dove sono i mezzi dell’Unione Europea?” Così il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini sull’ennesima tragedia consumatasi questa notte nel Canale di Sicilia con forse oltre 700 vittime. Il segretario del Psi – che è in continuo contatto con la centrale operativa del Mit per avere aggiornamenti sullo sviluppo dei soccorsi – risponde alle domande sui recenti attacchi contro i cristiani, sul multiculturalismo e sul contrasto all’immigrazione clandestina. Continua a leggere

In fila dal commercialista

La mia è una famiglia di commercialisti. Mio padre e due delle le mie tre sorelle, Lucia e Diletta. Uno studio le cui mura potrebbero raccontare del via vai di gente che non riesce più a pagare le tasse, di lavoratori con la busta paga leggera alla voce ‘netto” e pesante alla voce ‘trattenute’. Uno studio di un piccolo paese in provincia di Rc, Taurianova, in cui i faldoni “Avvisi Equitalia Clienti” invadono gli armadietti degli archivi.  Ore 10.00, ricevo una telefonata. E’ Diletta. “Devo raccontarti una cosa surreale”- mi dice. La ascolto, in silenzio, attentamente. Da ieri pomeriggio è iniziata la coda nel suo studio, poi la fila, alla fine una piccola folla. Erano donne e uomini, anziani per lo più, ed erano li per avere delle informazioni ‘urgenti’. Niente dichiarazione dei redditi, né ISEE, nessuna fattura da consegnare. Volevano sapere come fare per avere il rimborso dell’Imu che avevano già pagato, a suon di pensioni e tredicesime, pochi mesi prima. Continua a leggere

Quasi 140.000 votanti alle primarie delle idee. Nencini, una straordinaria mobilitazione

Introduzione della tassa patrimoniale e contestuale abrogazione dell’Imu sulla prima casa, diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia, taglio del numero dei parlamentari e elezione diretta del Capo dello Stato, valorizzazione del merito nella scuola, progetto giovani e sostegno a chi studia, responsabilità civile dei magistrati, introduzione della definizione “laica” nell’articolo 1 della Costituzione. Sono i temi che migliaia di elettori del centrosinistra hanno indicato come i più urgenti per l’agenda di governo della prossima legislatura, partecipando alla consultazione nazionale “Le tue idee per la tua Italia”, promossa dal Psi di Riccardo Nencini. Per tutta la giornata del 5 gennaio scorso, nelle vie e nelle piazze principali di tutta la penisola, gazebo, circoli e sezioni socialiste aperte per chiedere agli italiani (compresi i sedicenni e gli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno) di scegliere non le persone, ma le idee e le priorità su cui incentrare il programma e l’azione di un esecutivo espressione della coalizione riformista “Italia Bene comune”. Continua a leggere

Se la Rai è servizio pubblico. Davvero

Gentile dott. Gubitosi,

le ragioni di questa lettera nascono dalla constatazione che, nonostante le ripetute segnalazioni da parte dell’ufficio stampa del Psi e del segretario Nencini, indirizzate alla Rai, oltre che a tutte le testate giornalistiche nazionali, sono costretta a osservare, mio malgrado, che il dato che riguarda il Psi nel panorama informativo delle reti della televisione pubblica (e non solo!), nei talk, programmi di approfondimento politico e tg nazionali, dimostri il perdurare di una presenza sporadica del nostro partito, assolutamente inadeguata rispetto al diritto dei cittadini di essere informati.

Considero superfluo farLe notare quanto questo atteggiamento sia lesivo nei confronti del Psi e quanto sia arduo sviluppare la nostra iniziativa politica in queste condizioni. Le ricordo, inoltre, che il Psi fa parte, a pieno titolo, della coalizione di centrosinistra “Italia Bene Comune”, siglata con la Carta di Intenti, lo scorso ottobre, dai tre leader di Pd, Sel e, appunto, Psi. Sono stati eletti nei comuni, nelle regioni e in tutto il territorio nazionale, amministratori socialisti animati da una grande passione politica. Nonostante ciò, l’attenzione da voi riservata al nostro partito e la visibilità del suo Segretario è sempre più scarsa, mentre ai leader delle altre forze politiche (e intendo tutte le altre forze politiche) viene garantita, giustamente, una presenza costante su tutti i Tg e contenitori di approfondimento politici in Rai.

Oggi riceviamo un segnale importante. In seguito, infatti, alla nota di viale Mazzini, con la quale la Rai si impegna ad offrire spazi di comunicazione ai leader di tutti i partiti in corsa alle prossime elezioni politiche 2013, nel rispetto delle regole sul pluralismo dell’informazione della televisione del servizio pubblico e delle regole sulla Par Condicio, la informo che il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, è disponibile a partecipare ai dibattiti politici in Rai, nelle forme, modalità e tempi che entrambi riterremo opportuni.

Mi auguro che voglia prendere nella dovuta considerazione queste osservazioni che Le consegno senza astio, ma che segnalano un grave disagio divenuto ormai francamente insostenibile.

Stampa e tv tra toga party e discese in camper

Accendiamo la tv, navighiamo un po’ in internet, vediamo cosa succede.

Argomento numero uno. Chili di ostriche addebitate al gruppo consiliare del Pdl nel Lazio, acquisti di lusso, grandi abbuffate in ristoranti chic. Fiorito, il nuovo re dei talk show all’italiana, con il suo solito gessato ed il suo ineffabile ghigno sotto i baffi. Storie di veri e propri saccheggi di denaro pubblico, stravaganti festini e Toga party alla romana, tra ancelle e maiali. La Polverini che si dimette (ma in realtà ancora non lo ha fatto), i suoi scivoloni romaneschi, le minacce (tipiche della destra) rivolte ai colleghi di ruberie. Continua a leggere

Il decalogo dell’ovvio

1) I politici non possiedono poteri soprannaturali e non hanno bacchette magiche dentro le loro ventiquattrore. Non li ho neppure mai visti tirar fuori conigli dai cilindri;

2) sul dizionario della lingua italiana il termine “politico” non è in alcun modo riconducibile al termine “ladro” (non sempre);

3) il politico e i partiti (spesso) fanno anche l’interesse del cittadino e del Paese;

4) i partiti non sono (non sempre) macchine trita-quattrini e lingotti d’oro;

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I mostri ci sono sempre stati

I mostri ci sono sempre stati. In un’isola, Utoya, in una tranquilla giornata d’estate della pacifica Norvegia. A Piazza Fontana, a Capaci, a Erba, ad  Avetrana e adesso anche a Brindisi. Un uomo isolato, forse; un mitomane, un escluso pieno di risentimento, un uomo invisibile, forse respinto dalla società, un uomo che, probabilmente in solitudine, ha iniziato una guerra per tracciare il segno della propria invincibilità, colpendo i ragazzi, proprio loro che non c’entrano nulla, convinto di provocare gli effetti più devastanti; qualcuno ha parlato di mafia, di sacra corona unita, di terrorismo, di anarchici. Se ne sono dette di tutti i colori. A indagini ancora non iniziate, ci si è buttati nelle congetture più insensate. Proprio nel momento in cui saremmo dovuti essere tutti più prudenti e misurati. Continua a leggere

Non ci sono più le mazzette di una volta. Menomale che Fede c’è.

L’Italia è un Paese che non conosce epurazione. Ci sono tangenti che spuntano da tutte le parti, altro che il vecchio Mario Chiesa e le sue mazzette buttate nel water. Andiamo, non ci sono più i corrotti di una volta! Oggi celebriamo l’ennesimo carnevale della vergogna. Le mazzette finiscono con le spigole dentro una vasca da bagno e tra gli sciagurati e preziosi – e pelosi – molluschi di un sindaco qualunque. Una volta  i quattrini sporchi finivano nascosti nell’intimo, passavano di mano in mano nelle valigette, o nelle scatole da scarpe. Una volta erano così, un po’ inesperti, i soldi giravano, ma i metodi erano più o meno quelli classici e facevano anche una certa tenerezza. Scattano le manette e un’epoca finisce, mentre si apre l’illusione del rinnovamento. Quando “scesero in campo” i “difensori della patria”, quelli che promettevano di rigenerare la politica e i partiti dal marciume della corruzione, in realtà stavano soltanto cambiando vestito e nome a quei partiti, e nel frattempo i si sfregavano le mani con gli occhi a forma di dollaro, come nei cartoni animati. Continua a leggere