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Ginevra Matiz

Legge elettorale. Il 24 ottobre il testo in Aula al Senato

legge-elettoraleI lavori della commissione Affari costituzionali erano ancora in corso e già correva la voce del 24 ottobre come data dell’approdo delle legge elettorale in Aula al Senato. Scaletta poi confermata: arrivo in Aula il 24 ottobre e inizio del voto in commissione già da questa sera. “L’Aula – aggiunge il presidente dei senatori di FI, Paolo Romani – lavorerà così il 24-25-26 e anche il 27 se necessario per dare il via alla sessione di bilancio”. Insomma tempi stretti. Quasi un passaggio lampo. “Al Senato – continua Romani – siamo sfortunati, perché non abbiamo la possibilità di votare il provvedimento come alla Camera, quindi dovremo trovare il modo di manifestare il nostro parere favorevole alla legge, abbiamo solamente il problema che ci sarà difficile votare la fiducia al governo, anche se trattasi di fiducia tecnica. Ma faremo in modo di agevolare che questa legge venga comunque approvata”.

Per accelerare ulteriormente il capigruppo Pd Luigi Zanda ha chiesto che il “Rosatellum 2.0” arrivi in Aula anche ove non si sia concluso l’iter in commissione. La proposta è stata votata dalla maggioranza e da parte dell’opposizione. Segno che l’accordo sulla legge elettorale è solido. Si sono espressi a favore: Zanda e i capigruppo della Lega Gianmarco Centinaio; di FI, Paolo Romani; di Ap, Laura Bianconi; di Autonomie Karl Zeller; di “FdL” Gaetano Quagliariello; di Ala, Riccardo Mazzoni.

In commissione l’esame del Rosatellum parte da martedì pomeriggio. La Affari costituzionali avrà quattro giorni per l’esame visto che la capigruppo. I lavori proseguiranno anche in notturna se necessario. Giovedì la chiusura della discussione generale e audizioni. Venerdì alle 10 il termine degli emendamenti e poi da lunedì prossimo alle 16 il voto.

Insomma i tempi sono davvero stretti per finire prima delle elezioni in Sicilia. Il primi voto in Commissione saranno questa sera, verranno infatti votate due pregiudiziali presentate l’una dal M5s e l’altra da Si e Mdp congiuntamente. Proteste arrivano dal fronte contrario al Rosatellum: “Chiediamo che la riforma elettorale venga tolta dal calendario dell’Aula”, afferma la presidente dei senatori di Mdp Cecilia Guerra intervenendo in Assemblea. “Avete contingentato anche i tempi delle pregiudiziali!”, afferma dal canto suo la presidente del gruppo Misto-Sinistra Italiana Loredana De Petris. Faremo di tutto per fermarla, avverte il Movimento cinque stelle con Luigi Di Maio.

Legge elettorale, il Rosatellum passa alla Camera

tabellone legge elettoraleLa Camera dei deputati, con voto segreto, approva il Rosatellum. I 375 i sì, 215 i contrari. Ha retto quindi l’accordo tra la maggioranza, Forza Italia e Lega. Ora il testo dovrà essere approvato anche dal Senato ove la maggioranza è meno solida. E con la posizione contraria di Mdp il sentiero si fa ancora più stretto. “Il Rosatellum non è perfetto, –  afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi, nel corso delle dichiarazioni di voto finale sulla riforma della legge elettorale – tuttavia è in grado di consegnare ai cittadini una normativa elettorale accettabile e rappresentativa. La nuova proposta, infatti, incoraggia le coalizioni, proprio quello che avevamo indicato noi socialisti già da qualche tempo”. “E’ davvero arrivato il momento – prosegue – che le forze responsabili del Parlamento consegnino al Paese una nuova legge elettorale: a pochi mesi dalla fine della legislatura, infatti, non si può fallire un obiettivo così importante per la democrazia. Il presidente della Repubblica ha più volte richiamato le Camere: dopo il tentativo di giugno, adesso è giunta l’ultima occasione, quella che non può essere mancata. Sarebbe la vittoria dell’irrazionalità a scapito della responsabilità, del populismo a svantaggio della politica”.

Pia Locatelli sottolinea “il passo avanti che è stato fatto sulla parità di genere rispetto alle leggi precedenti”.  “Il testo accoglie le richieste che da anni avanziamo di un maggior equilibrio della rappresentanza di genere nelle istituzioni  prevedendo che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore al 60% sia nei collegi uninominali sia in quelli plurinominali. Questa regola vale anche per i e le capilista”. “Certo  – aggiunge – noi avremmo voluto una rappresentanza alla pari, quindi 50 e 50, soprattutto  avremmo  voluto che il conteggio della ripartizione delle candidature tra donne e uomini alla Camera fosse a livello circoscrizionale, così come è per il Senato, e non nazionale. In questo modo, infatti, c’è il rischio, anzi la certezza, che alcuni partiti concentreranno le candidature femminili nelle regioni dove sono deboli e quelle maschili nei territorii in cui sono più forti, con la conseguenza di non eleggere nessuna donna”.

Ora gli occhi sono sul Senato. Dove si conta su un iter sprint in commissione Affari costituzionali: appena tre giorni di lavoro già la prossima settimana, in modo da approdare
in Aula subito dopo il 20 ottobre. Se il cammino dovesse procedere senza imprevisti,
l’Aula del Senato potrebbe essere in grado di approvare la nuova legge elettorale anche prima delle elezioni siciliane, che si terranno il primo weekend di novembre. Un obiettivo al quale puntano le forze politiche che vogliono mettere al riparo il Rosatellum da eventuali ripercussioni dovute all’esito del voto regionale. Si tratta ovviamente di un timing che non contempla nuove  modifiche alla legge elettorale. E che secondo molti, fa già intravedere una nuova fiducia al Senato.

Durissimi i commenti di Mdp. Ormai definitivamente fuori dalla maggioranza. D’Alema definisce la legge “antidemocratica e incostituzionale” mentre Bersani parla di una legge come il “cubo di Rubik” e i 5 Stelle si sono ritrovati in sit in davanti al palazzo della Camera dei deputati. Roberto Speranza parla di “pagina nera della storia del nostro Parlamento”. Con la fiducia sul Rosatellum 2.0, aggiunge,  “evapora la discontinuità tra il Governo Gentiloni con quello Renzi, ed evapora così anche il nostro vincolo di fiducia”.

Forza Italia vota a sostegno della legge mantenendo l’impegno preso. “E’ l’unica mediazione possibile” afferma la portavoce azzurra Mara Carfagna. Nella dichirazione di voto finale il capogruppo Renato Brunetta vede nel voto di  oggi “una possibilità di riscatto” per la legislatura. Brunetta sottolinea che “occorre una legge fatta in Parlamento non contro qualcuno ma condivisa dalla maggior parte delle forze politiche. Non esiste una legge che faccia perdere se hai i voti né che ti fa vincere se non li hai”.  Favorevole anche il  voto di Ap. Il Rosatellum 2.0 “non è la legge migliore ma è una buona legge” afferma in Aula Maurizio Lupi annunciando in Aula il sì dei 22 deputati del gruppo. “Abbiamo lavorato insieme a una buona legge elettorale che mette insieme diversi valori. Il collegio uninominale è positivo sul piano del rapporto tra eletto e elettore; il secondo elemento che chiedevamo era la corretta rappresentanza della volontà degli elettori attraverso il proporzionale”

Sulla seconda fiducia i voti a favore sono stati 308 e 81 i contrari. Otto gli astenuti. Le prime due fiducia erano state votate ieri. Per tutto il giorno Pd e Forza Italia hanno fatto i conti in vista del voto finale sul Rosatellum bis. Sono stati calcolati i voti che sarebbero potuti mancare al Pd e stimati dai dem tra i 15 e i 20. I renziani infatti temono imboscate da parte dei nemici del segretario. Tanto che il ministro della Giustizia Orlando ha voluto allontanare da sé i sospetti auspicando “un passo nella direzione dell’approvazione della legge”.

Dentro Forza Italia i riflettori erano puntati sui deputati eletti al sud, dove il malumore permane in quanto convinti di essere i più penalizzati dalla nuova legge elettorale. Fonti azzurre riferivano che le ‘defezioni’ sarebbero state intorno alla decina, ma i più ottimisti parlavano di di 5-6 deputati. Dalla Lega invece nessun dubbio: tutti presenti al voto. Chi ha fatto i conti, pallottoliere alla mano, ha valutato in meno di 100 i franchi tiratori.

CHIESTA LA FIDUCIA

Il timore dei voti segreti spinge la maggioranza trasversale che sostiene il Rosatellum 2.0 a chiedere al Governo di porre la fiducia alla Camera. E in Aula scoppia il caos. La ministra per i Rapporti con il Parlamento ha fatto fatica a parlare tra grida, urla e proteste, soprattutto da parte dei 5 Stelle. Alcuni deputati si sono anche avvicinati ai banchi della presidenza e del governo. Finocchiaro, nell’annunciare la fiducia, ha specificato in Aula che viene essa posta sugli articoli 1, 2 e 3 del testo base della legge elettorale. Si svolgeranno quindi tre diversi voti di fiducia. Le prime due si svolgeranno mercoledì a partire dalle ore 15.45. La terza ed ultima fiducia si voterà invece giovedì, mattina, poi i voti senza fiducia con l’esame degli emendamenti e di seguito i voti sugli ordini del giorno nel pomeriggio di giovedì e infine, entro la serata di giovedì il voto finale sulla legge elettorale.

Fonti di maggioranza confermano che l’iter della legge elettorale sarà rapido e si punta ad avere l’ok finale da parte del Senato prima della sessione di Bilancio. Quindi, l’intenzione, sembra, è quella di porre la questione di fiducia anche nel passaggio a palazzo Madama, per incassare il via libera definitivo entro il mese di ottobre.

Una scelta a cui Paolo Gentiloni si sarebbe sottratto volentieri memore anche delle polemiche che si trascinarono a lungo dopo l’approvazione dell’Italicum con voto di fiducia. Con il voto di fiducia cadano automaticamente tutti gli emendamenti ed avita alla maggioranza di incappare in qualche scivolone, sempre dietro l’angolo, nel corso delle votazioni segreti. Infatti ieri sera vagliando i circa 200 emendamenti, i capigruppo di Pd, Fi, Lega e Ap hanno constatato che si andava incontro a circa 100 possibili voti segreti; molti dei quali sarebbero stati evitati con due emendamenti “canguro” presentati da Pd e Ap. Ma per evitare ogni rischio, su input anche del segretario Dem Matteo Renzi, i capigruppo della maggioranza di governo si sono decisi a puntare alla fiducia. Un incontro con gli esponenti di Mdp per chiedere di rinunciare ai voti segreti sugli emendamenti era infatti finito in malo modo.

“Abbiamo costruito questo provvedimento con un consenso larghissimo e chi oggi contesta” il testo della nuova legge elettorale “chiedendo il proporzionale, sono gli stessi che hanno affossato il modello tedesco, un modello proporzionale” ha detto Ettore Rosato, capogruppo Pd e ‘padre’ del Rosatellum bis. Da Rosato poi arriva un ringraziamento a Gentiloni “per aver accolto la richiesta delle forze di maggioranza e aver acconsentito attraverso lo strumento regolamentare della fiducia di superare l’impasse di oltre 100 voti segreti”.

Ma scoppia il putiferio con i partiti contrari alla fiducia che promettono subito battagli con tutti i mezzi. “Al Pd non è bastato imporre con la fiducia una legge elettorale, l’Italicum, affondata subito dopo dagli elettori col referendum sulla riforma costituzionale. Adesso ci riprovano” affermano i capigruppo di Sinistra Italiana Giulio Marcon e Loredana De Petris. Dai banchi dei 5 Stelle, che domani scenderanno in piazza forse anche con Grillo, sono state lanciate rose rosse nel momento in cui il governo ha posto la fiducia. E il pentastellato Fico mette in guardia il governo sui possibili franchi tiratori nella maggioranza.

Una decisione che allarga ancora di più la spaccatura tra il Pd e Mdp. “Le nostre strade si separano definitivamente”, dice Alfredo D’Attorre annunciao la decisione del gruppo di votare contro la fiducia e contro il provvedimento. “Gentiloni non ha più la nostra fiducia, oggi si è creato un vulnus inaccettabile”, afferma Guglielmo Epifani. La decisione di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale allontana ancor di piu’ Mdp dalla maggioranza. “Da domani cominciamo a votare contro il Senato”, annuncia Epifani. Malessere sul ricorso alla fiducia anche tra i pisapiani. “Hanno sbagliato, così si complica qualsiasi tentativo di confronto futuro con il Pd”.

Opposto il parere di Fabrizio Cicchitto di Ap: “Il ricorso al voto di fiducia rientra nella tecnica parlamentare e così la richiesta di voto segreto, mossa e contromossa come nel gioco degli scacchi. Comunque nel voto finale, a nostro avviso, ci può essere la richiesta di voto segreto. In tutto questo c’è solo una battaglia parlamentare, nessun colpo stato o operazione autoritaria per cui le manifestazioni in piazza sono un inizio di campagna elettorale non una mobilitazione contro un golpe inesistente”.

“La legge elettorale in discussione alla Camera – dichiara l’esponente del Psi Maria Cristina Pisani e portavoce del Forum Nazionale dei Giovani – è l’ultima occasione che abbiamo per innovare le procedure di voto, per offrire ai ragazzi e alle ragazze fuori sede l’opportunità di votare nelle città in cui studiano o lavorano senza costringerli ad affrontare lunghi viaggi, anche dispendiosi, per esercitare un proprio diritto”. “E’ quello che abbiamo ribadito anche oggi alla Camera – aggiunge Pisani – insieme a tante associazioni. Chiediamo al Governo di superare le resistenze, al Parlamento di delegare il Governo ad affrontare la questione già per le prossime elezioni politiche. I dati Istat sull’astensionismo sono allarmanti”. “L’early vote puo’ essere uno strumento per rinsaldare il rapporto tra giovani e istituzioni. C’è un emendamento alla Camera che se approvato consentirebbe di superare le difficoltà. È un’enorme opportunità per l’intero Paese. Esistono esempi lampanti dell’efficacia del sistema, in Danimarca, il 5% della popolazione residente vota grazie all’early vote, in Germania il 25% della popolazione per posta. Non possiamo negare ai nostri ragazzi – conclude la Portavoce del Forum – di scrivere con le loro mani il proprio futuro”.

Legge elettorale. Il Rosatellum bis arriva in Aula

Camera deputati

La legge elettorale arriva in Aula. Il passaggio in commissione si è concluso con le ultime votazioni. L’accordo sul Rosatellum 2.0 regge e il testo arriverà a Montecitorio con il sostegno dei deputati di Pd, Psi, Ap, Lega, FI, Ala, Ci e Direzione Italia. Contro invece Fdi, Al, M5s, Mdp e Si. Gli emendamenti presentati sono circa 200. Tra questi anche quelli dei socialisti che mirano ad aumentare il numero di collegi uninominali (attualmente ne sono previsti 231 per la Camera e 109 per il Senato) e a raggiungere l’assoluta parità di genere (50% donne e 50% uomini) in entrambi i rami del Parlamento.

Al momento 55 proposte di modifica sono state depositate dal Movimento 5 stelle, 28 da Articolo 1 – Mdp, 7 da Forza Italia, 13 da Fratelli d’Italia e 18 da Sinistra italiana – Possibile. Un numero tutto sommato contenuto che dà l’idea di un clima di confronto tra le forze politiche. “Il Rosatellum è la legge che si avvicina di più al Mattarellum. Dunque, votiamo il Rosatellum convintamente. Ma questa legge duri 50 anni”, afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. Qualche timore arriva dagli eventuali voti segreti. Ma, taglia corto Ettore Rosato capogruppo del Pd alla Camera “sarebbe uno scandalo” se sulla legge elettorale “si procedesse a trucchetti con voti segreti”. Sulla legge elettorale, conclude, i voti segreti sono “irragionevoli”. Ottimista anche il deputato Francesco Paolo Sisto, capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Costituzionali alla Camera per il quale “alla vigilia dell’arrivo in Aula alla Camera della legge elettorale, l’orientamento comune non può che essere sintonizzato al senso di responsabilità di ciascuno, dando un senso al proficuo lavoro svolto in Commissione”. “Ognuno – conclude Sisto – potrà dire che manca un quid, ma certo non sono giustificati gli anatemi che qualcuno, ad arte, lancia in queste ore. Polemiche, queste, che non possono nè devono distogliere dal traguardo finale: dare agli italiani una legge elettorale scritta dal Parlamento nell’interesse delle istituzioni e del Paese”.

Riferimento evidente agli anatemi lasciarti dal Movimento 5 Stelle che parla di “voto eversivo” e di “legge indegna”. “I grillini – afferma Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare – gridano addirittura al golpe bianco e accusano il Parlamento di voler approvare una legge elettorale contro il Movimento 5 Stelle, proprio loro che presentano emendamenti contra personam per rendere ineleggibile chi non gli è gradito. Certe uscite mi ricordano la meschina scusa della volpe che non riesce a prendere l’uva. Sulle leggi elettorali hanno cambiato più volte parere, non si atteggino a vittime, cerchino piuttosto anche nelle urne quel consenso che sbandierano in televisione, dove avevano giurato che non sarebbero mai andati”. Positivo il commento di Salvini che si è sempre detto di essere disponibile a votare una legge elettorale qualsiasi essa sia. La legge elettorale, afferma, “prima passa in Parlamento e meglio è perché prima si va a votare e meglio è”. Del tutto negativa invece la posizione di Sinistra Italiana che si augura che non venga posta la fiducia sulla legge elettorale (una cosa tra l’altro già vista con l’Italicum) perché “si tratterebbe di una forzatura di inaudita gravità, un vero e proprio attentato ai diritti e alla libertà del Parlamento”. Sulla stessa posizione Mdp che chiede che la “presidente Boldrini impedisca forzature sulla legge elettorale, come la fiducia o il canguro, di cui ho sentito parlare in queste ore”.

Legge elettorale. Renzi: “O Rosatellum o Consultellum”

La legge elettorale passa, anche, per la direzione del Pd convocata per oggi dal segretario Matteo Renzi. Vi prende parte anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. In platea diversi ministri, tra cui Andrea Orlando, Dario Franceschini, Marco Minniti. Assente invece l’esponente della minoranza e presidente della Puglia Michele Emiliano. Ma al centro della relazione non poteva non esserci la legge elettorale. Il segretario del Pd pone la questione in modo netto: O Rosatellum o il Consultellum, “tertium non datur”. Renzi in direzione spiega che sulla legge elettorale il Pd sta facendo un ultimo tentativo e pur dicendo di non andare “pazzo” per il tema, chiede “uno sforzo ulteriore” per la legge elettorale che serve all’Italia. Il Rosatellum per Renzi “ha elementi di forza sul Consultellum” con il Pd “baricentro di una coalizione più ampia”. Poi un affondo, nonostante le intenzioni espresse di non fare polemiche, verso il suo ex compagno di partito e ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani. “Meno male che non c’è Giachetti, perché sennò ci potrebbe raccontare quante volte alcuni nostri amici hanno cambiato idea sulla legge elettorale… ci vorrebbe la Var!”.

La direzione del Partito democratico, al termine della riunione, ha approvato all’unanimità la relazione del segretario, Matteo Renzi, sul Rosatellum. Il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, nel suo intervento alla direzione dem, ha chiesto, in vista dell’approdo della legge in Aula, “grande attenzione ai voti segreti”. “Non possiamo fallire”, ha detto Rosato che ha descritto i punti della legge e “la fatica di mettere insieme 8 forze politiche” per raggiungere “un equilibrio delicato sul testo”. Rosato ha anche evidenziato il fatto che “il voto unico aiuta a costruire la coalizione”. Intanto il Rosatellum prosegue il suo cammino con la votazione degli emendamenti. L’approdo in Aula è previsto per martedì. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha dato voto positivo all’emendamento, a firma del presidente Andrea Mazziotti, che recepisce alcuni punti contenuti nella legge sui partiti approvata alla Camera e ferma da tempo al Senato. L’emendamento, riformulato dal relatore di maggioranza Emanuele Fiano di modo da renderlo valido anche al Senato, prevede che i partiti che non hanno uno Statuto potranno presentarsi alle elezioni solo se indicano elementi minimi di trasparenza come il legale rappresentante, il titolare del contrassegno, gli organi del partito, la composizione e le funzioni. Una norma non gradita ai 5 Stelle da sempre allergici alla trasparenza.

Dopo il ritiro degli emendamenti di Ap sugli sbarramenti restano invariate le soglie del 3% sia alla Camera che al Senato, compresa quella dell’1% per le liste civetta. Cambia invece il numero dei collegi uninominali del Senato che saranno 109 anziché 102. Approvato anche l’emendamento del relatore Emanuele Fiano (Pd)che prevede che ci si potrà candidare in 1 collegio uninominale e in 5 plurinominali (in un listino proporzionale). In caso di elezione in questi collegi si dovrà optare per quello in cui la propria lista ha ottenuto meno voti.  Tra le altre novità la Commissione affari costituzionali ha approvato un emendamento che prevede che la scheda elettorale abbia un tagliando anti-frode. Un altro emendamento prevede che nel caso in cui due candidati in un collegio uninominale ottengano lo stesso numero dei voti “è eletto il più giovane d’età”. Approvato anche un emendamento sulle quote in base al quale il limite del 60% ai candidati dello stesso sesso per i collegi uninominali e plurinominali del Senato viene calcolato a livello regionale e non più nazionale.

La legge elettorale, così come si sta configurando piace anche alla minoranza del Pd. “La reintroduzione del concetto di coalizione è fondamentale” afferma Andrea Orlando. “Non c’è niente di peggio del Consultellum – sostiene il ministro – ha ragione Renzi quando dice che di legge elettorale se ne occupano 350 persone ma, il giorno dopo, gli effetti riguarderanno tutti. Non possiamo permetterci un ulteriore collasso del rapporto tra società e istituzioni”.

Rosatellum. Sono 321 gli emendamenti presentati

Legge elettoraleÈ contenuto il numero degli emendamenti al Rosatellum bis. Ne sono stati depositati, stamattina, soltanto 321. “Un numero ragionevole”, ha commentato il presidente alla commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti. “Ci sono tutte le condizioni per lavorare bene da martedì” quando inizieranno i voti in commissione. Mazziotti ha sottolineato il “clima diverso rispetto all’inizio dell’iter sul tedeschellum quando vennero presentati circa 780 emendamenti”.

Anche le forze che hanno votato contro l’adozione del testo in commissione, hanno presentato infatti pochi emendamenti: 39 da M5S, 28 Mdp, 21 Sinistra Italiana e 26 Fdi. “Da parte nostra non c’è alcun intento ostruzionistico e il numero degli emendamenti lo dimostra.

Vogliamo poter discutere”, ha detto Alfredo D’Attorre di Mdp. Quanto al Pd, ieri sera il capogruppo dem Ettore Rosato spiegava che le proposte di modifiche presentate (sono 31) sono tutte “tecniche,

aggiustamenti e correzioni. Nulla che incida sull’impianto della legge”. I dem si preparano a fronteggiare le accuse di incostituzionalità mosse da Mdp e M5S. “Abbiamo sottoposto il testo a

diversi costituzionalisti – ha fatto sapere Rosato – e non ci sono rischi di incostituzionalità”.

Per quanto riguarda gli emendamenti di Mdp, in particolare vengono messi in evidenza un paio di punti giudicati a rischio incostituzionalità. Uno di questi è il fatto che il voto dato nell’uninominale passi anche alle liste che sostengono il candidato nel collegio e poi la ‘pesca a strascico’ con le liste civetta, in quanto il Rosatellum prevede che i voti dei partiti che non raggiungono il 3 per cento siano ‘assorbiti’ dal partito o coalizione a cui sono collegati. E poi l’emendamento per introdurre la possibilità di voto disgiunto, le preferenze al posto dei listini bloccati, per inasprire le sanzioni

per chi non rispetta la parità di genere nelle liste e per, spiega D’Attorre, smascherare il meccanismo delle “coalizioni farlocche.

Presenteremo un emendamento perché le coalizioni, per presentarsi, debbano aver sottoscritto un programma comune”. Una serie di proposte simili sono state depositate anche da Sinistra Italiana ed alcuni emendamenti sono comuni con Mdp come l’introduzione delle preferenze, il voto disgiunto e lo stop alla possibilità della ‘pesca a strascico’ con le liste civetta. Vi sono anche emendamenti di diversi gruppi per la sottoscrizione digitale delle liste. I 5 Stelle hanno presentato 39 emendamenti e le richieste principali di modifica si concentrano su preferenze, voto disgiunto e scorporo.

Come il Pd anche Forza italia non ha presentato emendamenti che toccano l’impianto del Rosatellum. Tra le proposte (sono 16), in particolare, raccontano fonti azzurre, il partito di

Silvio Berlusconi ha predisposto una ‘modifica’ al testo base sul nodo della premiership, che in sostanza attribuisce alla forza politica della coalizione più votata la facoltà di indicare il futuro leader. Una mossa, fanno notare, che corrisponde alla volontà del Cav (dello stesso avviso è anche Matteo Salvini) di riconoscere la guida della futura coalizione di centrodestra al partito che conquisterà più consensi alle prossime politiche.

Tra le modifiche, la norma anti-brogli elettorali, vecchio cavallo di battaglia del Cav e quella (a firma Elena Centemero) per rendere ancor più stringenti le regole di genere vigenti. Forza Italia proporrà poi l’emendamento sul Trentino, sponsorizzato dalla deputata altoatesina Michaela Biancofiore per lo scorporo, con l’obiettivo di assegnare alcuni seggi pure al movimento forzista nel recupero proporzionale e non lasciare carta bianca alla Svp.

Tra gli emendamenti dei 5 Stelle anche una norma anti-Berlusconi che prevede l’incandidabilità del capo politico condannato. L’emendamento si riferisce alla leadership di Silvio Berlusconi. Non saranno ammesse alla competizione elettorale – si legge nell’emendamento – le forze politiche che indicheranno come “capo della forza politica” chi in base alle leggi attuali “al momento del deposito del programma elettorale non possa essere candidato” o “non possa ricoprire la carica di deputato”.

L’ULTIMA OCCASIONE

ITALICUM-legge elettorale“Le buone ragioni, alla fine, hanno ragione. Da tre anni proponiamo una coalizione di centro sinistra, prima da soli, piano piano in buona compagnia. L’impianto del Rosatellum è convincente, migliorabile ma convincente. Posso capire l’opposizione di Di Maio. Incomprensibile il no di Mdp”. Così il Segretario del Psi, Riccardo Nencini commenta gli sviluppi sulla legge elettorale. Dopo un primo rinvio infatti la Commissione Affari Costituzionale può essere riconvocata per votare l’adozione del Rosatellum 2.0 come testo base. E al termine della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio è stato deciso che il nuovo testo della legge elettorale approderà nell’Aula di Montecitorio il prossimo 10 ottobre.

Infatti la Presidente della Camera Laura Boldrini ha confermato la validità del testo del Rosatellum bis in quanto non contrasta con le nuove norme elettorali per il Trentino, votate a giugno con scrutinio segreto. È arrivato quindi il ‘responso’ della presidente Boldrini ed è negativo rispetto alle osservazioni e critiche tecnico-procedurali sollevate oggi da M5S e Mdp sulla ‘validita” del Rosatellum bis, in quanto – a loro dire – contrastava con le nuove norme elettorali per il Trentino, relative al numero dei collegi. Boldrini, al contrario, respingendo la tesi dei pentastellati e di Mdp, ha di fatto confermato il parere già precedentemente espresso dal presidente della commissione, Andrea Mazziotti.

In sostanza, il testo di legge elettorale presentato dal Pd, il cosiddetto Rosatellum bis, non viola quanto votato dall’Aula a giugno scorso, l’ormai famoso emendamento Biancofiore. Di conseguenza, viene ancora spiegato, la commissione può procedere con i lavori sul Rosatellum bis, che ora sarà adottato come testo base. Infatti, è stata riconvocata la riunione della Affari costituzionali per procedere al voto.

Il testo era stato rinviato per una questione procedurale sollevata da M5S e da Mdp. La questione sollevata riguardava ancora una volta il voto dell’Aula della Camera dell’8 giugno scorso che ha approvato un emendamento con cui si fissavano a 231 i collegi complessivi per la Camera, di cui 6 in Trentino Alto Adige. Questi numeri non possono essere rimessi in discussione, perché non può essere rivisto un voto dell’Aula; per questo il relatore Emanuele Fiano ha fissato in 231 i collegi uninominali maggioritari del nuovo testo, il Rosatellum 2.0. M5S, appoggiato da Mdp, ha chiesto di approfondire il vincolo del voto d’Aula dell’8 giugno anche per quanto riguarda i restanti seggi, che il Rosatellum prevede di assegnare con metodo proporzionale.

“Io avevo già esaminato la questione e deciso su questo, comunicandolo alla Commissione il 6 settembre scorso”. Ha spiegato il presidente della Commissione Andrea Mazziotti. “Ma la presidente della Camera ha la decisione ultima e quindi è giusto attendere che si pronunci. Per altro la Presidente aveva già confermato quanto avevo detto il 6 settembre”. Comunque la Commissione Affari costituzionali della Camera non ha modificato il termine per presentare gli emendamenti, fissato a domani alle 17, nonostante oggi non sia stato adottato il testo base. Una richiesta, quella dei 5 Stelle, che il relatore della legge elettorale, Emanuele Fiano giudica infondata. “Non condividiamo affatto l’impostazione dei 5 Stelle” sul ‘nodo Trentino’ relativo al numero dei collegi. “Non è fondata”. Dello stesso avviso Forza Italia, con Francesco Paolo Sisto.

“Di Maio dice che la proposta di legge elettorale presentata alla Camera è contro i cinquestelle – ha affermato il senatore socialista Enrico Buemi – non credo proprio, ma, se lo teme, ce n’è una che si potrebbe far rivivere e che tra l’altro è stata ampiamente sperimentata, il cosiddetto Mattarellum approvato nel 1993”. “I cinquestelle allora non esistevano neanche nella mente di Casaleggio padre, Grillo faceva solo il comico e, a quanto si dice, con pagamenti del cachet non proprio rispondenti alle norme fiscali vigenti”, ha continuato Buemi. “Il Movimento e il suo nuovo leader Di Maio si esprimano favorevolmente e stiano tranquilli – ha concluso Buemi – con il Mattarellum la governabilità è garantita, salvo usi strumentali dell’azione giudiziaria, Berlusconi e Prodi (Mastella), remember?”

E mentre Angelino Alfano, leader di Ap, parla della necessità di emendamenti concordati per il Rosatellum bis, dal M5S si grida al complotto contro il movimento. Duro il commento di Rosato nei confronti degli ex compagni di partito usciti dal Pd per fondare Mdp. “Questo progetto di legge rappresenta per Mdp l’occasione buona per ottenere finalmente quello che quel partito ha dichiarato di volere: una coalizione di centrosinistra per il governo del paese. Non vedo quindi alcun fondamento sostanziale per la loro contrarietà. Altra faccenda è se invece puntano a correre in beata solitudine, come stanno facendo in Sicilia, con l’unico obiettivo di far perdere il centrosinistra. Se così stanno le cose lo dicano apertamente, senza giustificarsi con tecnicismi del tutto incomprensibili”.

Il Rosatellum: mix tra proporzionale e maggioritario

legge elettorale schede

Mix proporzionale (64%) e collegi uninominali (36%). Possibilità di coalizione, unica e a livello nazionale. Soglia di sbarramento al 3% per le liste singole e del 10% per le coalizioni. Massimo 4 nomi nei listini del proporzionale. Pluricandidature: 1 collegio uninominale e massimo 3 nel proporzionale. Non c’è possibilità di voto disgiunto. Questi in sintesi i principi del Rosatellum bis depositato oggi da Pd in commissione affari costituzionali.

L’appoggio dei socialisti
Un testo che avrà l’appoggio dei socialisti. “Incontro positivo tra Psi e Pd sulla nuova legge elettorale” commenta il segretario del Psi, Riccardo Nencini. “Si profila un sistema semimaggioritario che favorisce le coalizioni. Proprio quello che avevamo indicato noi”. Soddisfatta anche Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera, che ha incontrato Ettore Rosato, per discutere della nuova ipotesi di legge Elettorale. Il Psi ha dimostrato “attenzione al nuovo testo – ha commentato – perché il sistema elettorale discusso faciliterà la costituzione di coalizioni”. Pia Locatelli si è detta “particolarmente soddisfatta” da un altro elemento della legge in discussione. Un elemento su cui Pia Locatelli e i socialisti si sono spesi con forza. Quello delle quote di genere. In ogni coalizione infatti nessuno dei due generi può superare la quota del 60% nei collegi uninominali a livello nazionale. La stessa quota è prevista per i partiti per ciò che riguarda i nomi dei listini proporzionali.

Nella relazione tecnica che accompagna il testo si legge che “la proposta base delinea un sistema elettorale misto, in cui l’assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato è effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato, mentre l’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali”. Sulle coalizioni si spiega: “I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale. I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali”.

Sui listini del proporzionale si spiega che “in ogni collegio plurinominale, ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico. Il numero dei candidati non può essere inferiore a due né superiore a quattro”. Quanto alla pluricandidature si specifica che “il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di tre”. Per quanto riguarda l’espressione del voto la scheda è unica. Le soglie di sbarramento sono del 3 per cento per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni.

Camera e Senato
Il Rosatellum bis è stato deposistao sia alla Camera che al Senato “Il Pd, come è noto, non è autosufficiente – si osserva dal Pd – quindi per andare avanti prima alla Camera e poi al Senato serve un accordo vero con altri gruppi parlamentari. Le critiche di M5S e Mdp arrivate in queste ore sono ingenerose. Non si può attaccare il Consultellum e poi impedire qualsiasi modifica”.

Le reazioni dei partiti
Un sì importate arriva da Forza Italia: “Per quello che ne sappiano è un tentativo serio a cui Forza Italia dà un primo via libera. Aspettiamo di leggere ovviamente i contenuti e vedere il calendario ma noi pensiamo che questa nuova proposta possa essere presa in seria considerazione” dice il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta. Anche il leader della minoranza Pd Andrea Orlando appoggia il testo auspicando però che venga aumentata la quota maggioritaria. “Una proposta buona” aggiunge il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. Anche i centristi di Ap con il capogruppo Maurizio Lupi affermano di condividere l’impostazione del testo. Bocciatura completa invece dal M5S che parla di inciucio ai loro danni.

Tempi brevi
Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd conversando con i cronisti in Transatlantico si è detto “ottimista” riguardo l’iter del testo di riforma elettorale depositato oggi in Commissione Affari Costituzionali alla Camera e trasmesso al Senato. Lo sforzo da fare è prendere consapevolezza che è l’ultima occasione, che è un testo equilibrato e ci vuole responsabilità”, sottolinea. Rosato aggiunge inoltre che c’è la possibilità di approvare la riforma in tempi brevi: “L’hanno depositata anche al senato. Nelle prime due settimane di ottobre ci sono i tempi per approvarla alla Camera. Ma se c’è accordo politico i tempi saranno rapidi anche di là”. “Sembra ci sia una consapevolezza diversa nei partiti rispetto all’ultima volta”, ha aggiunto Rosato.”L’impianto con collegi piccoli e uninominali, che poggia su un principio maggioritario, e su collegi plurinominali, che poggia su un principio proporzionale” incontrano per Rosato le richieste di tutte le forze politiche.

Un testo che per il relatore Emanuele Fiano “va incontro alle critiche che erano state sollevate nei mesi scorsi alle precedenti proposte. Rafforza il potere di scelta dei cittadini attraverso i collegi uninominali e quelli plurinominali per la parte proporzionale; l’unica scheda incentiva la conoscibilità dei candidati. In più rafforza il rapporto degli eletti con il territorio ed incentiva le coalizioni”.

ECCO IL ROSATELLUM

Elezioni voto scheda urna manoMix proporzionale (64%) e collegi uninominali (36%). Possibilità di coalizione, unica e a livello nazionale. Soglia di sbarramento al 3% per le liste singole e del 10% per le coalizioni. Massimo 4 nomi nei listini del proporzionale. Pluricandidature: 1 collegio uninominale e massimo 3 nel proporzionale. Non c’è possibilità di voto disgiunto. Questi in sintesi i principi del Rosatellum bis depositato oggi da Pd in commissione affari costituzionali.

L’appoggio dei socialisti
Un testo che avrà l’appoggio dei socialisti. “Incontro positivo tra Psi e Pd sulla nuova legge elettorale” commenta il segretario del Psi, Riccardo Nencini. “Si profila un sistema semimaggioritario che favorisce le coalizioni. Proprio quello che avevamo indicato noi”. Soddisfatta anche Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera, che ha incontrato Ettore Rosato, per discutere della nuova ipotesi di legge Elettorale. Il Psi ha dimostrato “attenzione al nuovo testo – ha commentato – perché il sistema elettorale discusso faciliterà la costituzione di coalizioni”. Pia Locatelli si è detta “particolarmente soddisfatta” da un altro elemento della legge in discussione. Un elemento su cui Pia Locatelli e i socialisti si sono spesi con forza. Quello delle quote di genere. In ogni coalizione infatti nessuno dei due generi può superare la quota del 60% nei collegi uninominali a livello nazionale. La stessa quota è prevista per i partiti per ciò che riguarda i nomi dei listini proporzionali.

Nella relazione tecnica che accompagna il testo si legge che “la proposta base delinea un sistema elettorale misto, in cui l’assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato è effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato, mentre l’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali”. Sulle coalizioni si spiega: “I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale. I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali”.

Sui listini del proporzionale si spiega che “in ogni collegio plurinominale, ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico. Il numero dei candidati non può essere inferiore a due né superiore a quattro”. Quanto alla pluricandidature si specifica che “il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di tre”. Per quanto riguarda l’espressione del voto la scheda è unica. Le soglie di sbarramento sono del 3 per cento per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni.

Camera e Senato
Il Rosatellum bis è stato deposistao sia alla Camera che al Senato “Il Pd, come è noto, non è autosufficiente – si osserva dal Pd – quindi per andare avanti prima alla Camera e poi al Senato serve un accordo vero con altri gruppi parlamentari. Le critiche di M5S e Mdp arrivate in queste ore sono ingenerose. Non si può attaccare il Consultellum e poi impedire qualsiasi modifica”.

Le reazioni dei partiti
Un sì importate arriva da Forza Italia: “Per quello che ne sappiano è un tentativo serio a cui Forza Italia dà un primo via libera. Aspettiamo di leggere ovviamente i contenuti e vedere il calendario ma noi pensiamo che questa nuova proposta possa essere presa in seria considerazione” dice il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta. Anche il leader della minoranza Pd Andrea Orlando appoggia il testo auspicando però che venga aumentata la quota maggioritaria. “Una proposta buona” aggiunge il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. Anche i centristi di Ap con il capogruppo Maurizio Lupi affermano di condividere l’impostazione del testo. Bocciatura completa invece dal M5S che parla di inciucio ai loro danni.

Tempi brevi
Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd conversando con i cronisti in Transatlantico si è detto “ottimista” riguardo l’iter del testo di riforma elettorale depositato oggi in Commissione Affari Costituzionali alla Camera e trasmesso al Senato. Lo sforzo da fare è prendere consapevolezza che è l’ultima occasione, che è un testo equilibrato e ci vuole responsabilità”, sottolinea. Rosato aggiunge inoltre che c’è la possibilità di approvare la riforma in tempi brevi: “L’hanno depositata anche al senato. Nelle prime due settimane di ottobre ci sono i tempi per approvarla alla Camera. Ma se c’è accordo politico i tempi saranno rapidi anche di là”. “Sembra ci sia una consapevolezza diversa nei partiti rispetto all’ultima volta”, ha aggiunto Rosato.”L’impianto con collegi piccoli e uninominali, che poggia su un principio maggioritario, e su collegi plurinominali, che poggia su un principio proporzionale” incontrano per Rosato le richieste di tutte le forze politiche.

Un testo che per il relatore Emanuele Fiano “va incontro alle critiche che erano state sollevate nei mesi scorsi alle precedenti proposte. Rafforza il potere di scelta dei cittadini attraverso i collegi uninominali e quelli plurinominali per la parte proporzionale; l’unica scheda incentiva la conoscibilità dei candidati. In più rafforza il rapporto degli eletti con il territorio ed incentiva le coalizioni”.

Legge elettorale, nuove prove d’intesa

Italicum, al via l'esame in commissione alla Camera

Sembrano partire con il piede giusto le trattative per il Rosatellum bis. Le trattative in corso che girano attorno a una possibile maggioranza formata dall’area di governo più Lega e Forza Italia. Insomma la trattativa sul nuovo testo della legge elettorale che il Pd presenterà domani in commissione Affari costituzionali comincia ad assumere dei contorni più definiti. Il relatore Emanuele Fiano sta incontrando le varie forze politiche e ha ottenuto alcuni sì importanti. Tanto che Fiano si sbilancia e parla di testo che “potrà avere un consenso significativo”. Il nuovo testo base che sarà, spiega Fiano, “una mediazione” tra il Tedeschellum e il primo Rosatellum. “Ho consultato tutti – tira le somme Fiano – C’è la radicale contrarietà di M5s e Mdp ma per il resto il quadro è positivo sulla possibilità di dare una legge Elettorale al paese”.

I “sì” incassati da Fiano iniziano da quelli dei centristi della maggioranza. Ap, però, subordinerebbe il via libera alla richiesta di una soglia di sbarramento più bassa. I contatti con la Lega sono stati tenuti dal capogruppo Ettore Rosato e anche in questo caso, è arrivato il sostegno del Carroccio al nuovo testo base dem. “La Lega – afferma in una nota il vicesegretario Giancarlo Giorgetti – ha già votato la prima volta il Rosatellum e lo rivoterà ancora. È giusto che il Pd si prenda le proprie responsabilità. È un importante passo in avanti per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i rappresentanti di governo. La Lega è pronta”. I deputati del gruppo Psi alla Camera, Pia Locatelli e Oreste Pastorelli hanno incontrato Fiano martedì in serata. E in base agli orientamenti illustrati dal relatore, i socialisti hanno espresso un giudizio favorevole. Ma il sì più pesante è quello arrivato dal vertice ad Arcore. C’è infatti la disponibilità di Forza Italia a un confronto. Forza Italia dunque apre, anche se prima intende vedere il testo. Solo dopo ci sarà un pronunciamento ma, c’è la volontà di far partire il dialogo sul Rosatellum bis. Il M5S invece si è tirato fuori e ha disertato gli incontri con il Pd per discutere della bozza in campo. “Non partecipiamo ad una farsa con chi ha in mano l’ennesima legge elettorale incostituzionale”.

Il tentativo del Rosatellum è apprezzato anche da Andrea Orlando, ministro della giustizia e leader della minoranza dem. Parla di un “passo avanti frutto anche della nostra iniziativa di sollecitazione a riprendere in mano la legge elettorale: viene affrontato il tema della coalizione, superata la dinamica perversa delle preferenze abbinate ai grandi collegi e la doppia modalità di elezione tra Camera e Senato”. “Auspichiamo un’accentuazione – sostiene il leader della minoranza dem parlando con i giornalisti in Transatlantico – del carattere maggioritario che non sia di ornamento ma risponda più compiutamente al tema della governabilità”

Resta il no anche da parte di Mdp confermato in un lungo faccia a faccia, in cortile alla Camera, tra Fiano e Alfredo D’Attore. Un no che sembra senza appello. “Vedremo domani le carte – afferma Pier Luigi Bersani – ma per quel che si capisce fin qui la proposta sarebbe: un terzo di collegi con alleanze a geometria variabile, cioè un orgasmo per il trasformismo. Poi due terzi di liste bloccate, cioè parlamentari nominati, i giornali un mese prima potranno pubblicare i due terzi dei parlamentari”.

Il Rosatellum sarà presentato giovedì anche al Senato con la prima firma del senatore Andrea Marcucci. L’iniziativa, che avverrà nel giorno della presentazione del testo in commissione alla Camera, servirà a testare – spiegano fonti Dem – l’orientamento dei gruppi a Palazzo Madama, in attesa che la legge venga votata a Montecitorio.

Possibilista il presidente del gruppo misto alla Camera Pino Pisicchio. “L’Italia è l’unico paese democratico a cambiare legge elettorale ad ogni pie’ sospinto: in 24 anni ne abbiamo cambiate quattro. La nuova attesa legge sarebbe la quinta! È giunta l’ora di mettere la parola fine a questa telenovela della legge elettorale: il Pd, che ha l’onere della proposta, la faccia. I gruppi la valutino, assumendosi la responsabilità piena del voto e poi procediamo”