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Ginevra Matiz

C. sinistra, Nencini: “Lista progressista a giorni”

urna-elettoraleSi stringono i tempi sulla definizione del perimetro della coalizione di centro sinistra. Il primo nodo dovrebbe essere sciolto oggi alla direzione di Ap. Alternativa popolare va verso una separazione consensuale dal Pd: il tentativo è di non arrivare ad un voto con Lupi, Formigoni, Albertini e altri che ribadiranno di non voler andare insieme al Pd. “Proporrò un accordo con persone come Fitto e come Cesa per una gamba moderata e autonoma, orgogliosamente autonoma, ma che sia anche capace di dialogare con Forza Italia”, afferma l’ex governatore della Lombardia.

Al fianco dei democratici ci sarà una lista di centristi che ruoterà attorno alle figure di Lorenzin e Casini e che potrebbe vedere anche la partecipazione di altri esponenti moderati come Tabacci. In settimana (mercoledì o giovedì) si definirà anche la lista a sinistra: dopo il passo indietro di Pisapia.

La lista progressista di centrosinistra alleata del Pd, ha spiegato il segretario del Psi Riccardo Nencini, sarà presentata “a giorni”, e anche senza Campo Progressista “la sua impalcatura rimane integra”. “Ci sono ambientalisti, Verdi – ha detto ancora – ci sono i socialisti, ci sono prodiani, ci sono sindaci, quindi ci sono esperienze civiche, e c’è una parte anche che proviene da Sel: quindi l’impalcatura, la cornice, rimane solida”. Nencini ha quindi espresso perplessità sulle dichiarazioni di ieri di Pietro Grasso, il quale ha affermato che sarà lui stesso a guidare Liberi e Uguali, e non Massimo D’Alema: “Non ho mai visto fondatori di esperienze politiche, ma non soltanto politiche, che fanno passi indietro”.

La lista, riferisce chi sta lavorando al ‘dossier’, nasce con l’attivismo dei prodiani e dovrebbe avere l’incoraggiamento dell’ex presidente del Consiglio. Segnali in questo senso sono arrivati nelle ultime 48 ore, spiegano le stesse fonti. Prodi tra l’altro dovrebbe inviare un messaggio all’iniziativa sul clima in programma sabato. Renzi in ogni caso ha chiesto di accelerare per chiudere il perimetro e attende anche la formazione di Della Vedova e Bonino +Europa. “Inizia la campagna elettorale e penso che sia importante discutere di argomenti concreti per il futuro”, attacca Renzi, “noi come Pd abbiamo le idee chiare: siamo convinti europeisti ma vogliamo un’Europa diversa da quella tecnocratica che troppo spesso abbiamo conosciuto”. Il capogruppo Pd alla Camera parla di una coalizione che vede a sinistra del Pd una lista “con un gruppo ampio di rappresentanti politici e liste civiche che viene dalla Storia del territorio” anche con qualcuno dei fuoriusciti da Sel.

Nel Pd intanto si discute anche di candidato premier: “Credo che sia ragionevole discutere su quale oggi sia la formazione di gioco migliore per giocare questa partita”, afferma il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. “Gentiloni e Renzi insieme possono fare molto”, si limita a dire il ministro Calenda.

ANDARE AVANTI

prodi pisapiaOggi il centrosinistra sembra essersi ristretto e non allargato, dopo le defezioni di Pisapia e di Alfano. “Non tutte le frittate finiscono con il venir bene…”. Lo dice Romano Prodi a un incontro a Roma riferendosi alla situazione del centrosinistra dopo gli sviluppi e la rottura all’interno di Campo Progressista. A chi gli chiede se Pisapia abbia fatto bene, il fondatore dell’Ulivo risponde “non lo so”. E ancora: “non mi pronuncio” a chi gli chiede se la coalizione di centrosinistra sia finita. “I cambiamenti sono troppo recenti per dare un giudizio definitivo. Aspettiamo”.

Ma poi continua il ragionamento. Quella di Giuliano Pisapia “non è stata una defezione, perché Pisapia non aveva deciso. Aveva studiato il campo e poi ha concluso che non era cosa”. “Il processo va avanti. Si tenterà di nuovo perché è un processo importante ed utile al Paese. Pisapia ha esplorato e non ha trovato in se stesso o nel gruppo di riferimento motivazioni per andare avanti. E questo mi dispiace”, afferma l’ex premier che osserva che d’altra parte, “la stessa crisi c’è anche a destra”. “Il problema – sostiene – è che bisognerebbe ricominciare da capo. Io a suo tempo non ho inventato un granché ma c’era un disegno preciso di mettere insieme forze e contenuti. Mi criticarono per il programma di 400 pagine, ma quello di 140 lettere non è molto più soddisfacente. Un programma politico può anche essere di sei volumi… Ma con una coalizione ampia si deve scrivere. È senso di realismo. Perché i tedeschi ci mettono sei mesi a fare il programma di governo? Pensate non sappiano né leggere né scrivere?”, conclude.

Ma ormai il processo di riorganizzazione dei centrosinistra è in corso. “Ha ragione Prodi”. È il commento di Riccardo Nencini, segretario del Psi. “Nonostante il ritiro di Pisapia il processo va avanti perché utile all’Italia. I socialisti non si arrendono al rischio che il paese venga messo nelle mani di una destra che non ha avuto nemmeno la forza di condannare in modo netto i rigurgiti neofascisti”. “Il mio – prosegue Nencini – è un appello alle forze ambientaliste, laiche, di cultura civica e ulivista perché si apra, qui e subito, il cantiere della sinistra riformista italiana. Sono certo che saremo in campo in men che non si dica” conclude il segretario del Psi.

All’interno di Campo progressista non ci si rassegna. “Chiediamo a Giuliano Pisapia – afferma il deputato di Campo progressista, Michele Ragosta – la convocazione nazionale di tutte le Officine delle idee e dei comitati di Campo Progressista. In tanti hanno creduto e credono ancora nel suo progetto politico. Nell’ultimo incontro romano, al quale hanno partecipato solo i vertici di Campo

progressista, gli è stata rappresentata una situazione che non corrisponde al vero. Da ieri sono sommerso di telefonate da parti di esponenti politici e semplici attivisti di molte

regioni italiane, che ci stanno esortando ad andare avanti. Appare piuttosto evidente che i “big” di Campo progressista – o chi si sente tale – stavano già lavorando per raggiungere altri approdi, a sinistra come al centro. Tutte le compagne e i compagni di Campo progressista vogliono essere ascoltati da Giuliano. Ci deve almeno questo, poi sarà libero di scegliere il suo percorso”.

Psi e Verdi: costruire proposta politica e programmatica

Pisapia-MilanoCampo progressista si spacca. Infatti i componenti ex Sel del movimento guidato da Pisapia questa mattina hanno incontrato l’ex sindaco di Milano per comunicare la decisione di andare con Mdp alle prossime elezioni. L’ex sindaco di Milano ha ascoltato le motivazioni legate soprattutto alla decisione del Pd di mettere il provvedimento sullo ius soli all’ultimo punto del calendario. Pisapia ha poi fatto altri incontri (tra gli altri ha visto una delegazione dei Verdi), facendo intendere – riferiscono fonti parlamentari – l’orientamento a fare un passo indietro. Nel pomeriggio c’è stata una riunione alla quale hanno partecipato parlamentari vicini a Pisapia in cui si è ribadita la linea già emersa questa mattina. Tra gli ex Sel già Melilla, Bordo, Nicchi e altri avevano aderito al progetto di Grasso e Bersani.

“Ci abbiamo provato. Il nostro obiettivo – ha dichiarato Giuliano Pisapia – fin dalla nascita di Campo Progressista, è sempre stato quello di costruire un grande e diverso centrosinistra per il futuro del Paese in grado di battere destre e populismi. Oggi dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti. La decisione di calendarizzare lo Ius Soli al termine di tutti i lavori del Senato, rendendone la discussione e l’approvazione una remota probabilità, ha evidenziato l’impossibilità di proseguire nel confronto con il Pd”.

“Ringrazio di cuore tutte le donne e gli uomini che hanno creduto e si sono impegnati in questo progetto e che ora si muoveranno secondo le proprie sensibilità, la cui diversità è sempre stata, a mio modo di vedere, una delle ricchezze e risorse più importanti di questa esperienza. In Parlamento e nel Paese continuerà il nostro impegno per l’approvazione di norme di civiltà per il nostro Paese”, ha aggiunto in una nota Giuliano Pisapia al termine della riunione dei vertici di Campo Progressista.

Insomma Campo progressista non riesci a prendere vita. Anche se dal suo interno le spinte per proseguire nel progetto ci sono. Come il deputato Michele Ragosta che spara a palle incatenate su gli ex Sel che hanno scelto di abbandonare Pisapia per seguire il progetto di Pietro Grasso e della lista Liberi ed Eguali. “I traditori di Giuliano Pisapia – ha detto Ragosta – quelli legati alla poltroncina, senza un voto e che hanno lavorato in questi giorni per affossare il progetto di Campo progressista, sono finalmente usciti allo scoperto”. “Si tratta – rincara – di pochi cadaveri politici, uomini senza dignità, pronti a vendere l’anima per una poltrona. Ma questi mentecatti della politica politicante non ci fermeranno”. Poi il deputato rivolge un appello a Giuliano Pisapia “affinché riveda la sua posizione. Sono in migliaia in Italia pronti a seguirlo per affrontare una campagna elettorale difficile ed impegnativa. Chi ha abbandonato il percorso di Campo Progressista è solo una parte di quel ceto politico inconcludente e incapace”.

Oggi, nel tardo pomeriggio, una delegazione di Verdi e socialisti si sono incontrati per fare una valutazione comune in relazione ai recenti sviluppi politici. “Verdi e socialisti – affermano in una nota congiunta il segretario del PSI, Riccardo Nencini e Angelo Bonelli, leader dei Verdi – condividono l’urgenza che si costruisca per il paese una proposta politica e programmatica di centro sinistra che fermi le destre e le forze demagogiche. Sulla base dell’esito del referendum dei Verdi, i cui risultati verranno resi noti domani, si avvierà un confronto, a partire dall’incontro di oggi, con la società civile , le forze progressiste , ambientaliste e riformiste per verificare le necessarie convergenze”.

VITTORIA DI PILLO

pillo

Le elezioni al X municipio romano, che comprende la popolosa Ostia, hanno sancito la vittoria del Movimento 5 Stelle. Una vittoria di Pirro, facendo un facile gioco di parole con il nome della neo presidente Giuliana Di Pillo, hanno detto i primi commentatori, per la bassa affluenza alle urne. Un crollo che però non danneggia la candidata M5S, che in base ai dati trionfa nella corsa per la presidenza sfiorando il 60% delle preferenze, contro un 40% scarso di Monica Picca del centrodestra. Un risultato che consegna ai cinquestelle uno dei pochi territori della capitale che ancora non governavano e spazza via per il momento le nubi sulla giunta di Virginia Raggi, per la quale l’elezione costituiva una prima verifica indiretta. “Fuori la criminalità, non scendiamo a patti con nessuno” ha dichiarato la neo presidente eletta nel corso di una conferenza stampa. Mentre la sfidante Picca accusa: “Vittoria Di Pillo sporcata dai clan”.

Di certo le vicende traumatiche delle ultime settimane non hanno spinto i cittadini ad andare nelle 183 sezioni elettorali, che erano sorvegliate da 400 agenti in più. È del 33,60% l’affluenza alla chiusura dei seggi. Al primo turno era stata del 36,10%, secondo il sito del Campidoglio: il calo è quindi di oltre il 2,5%. Nel 2013, alle ultime Municipali svoltesi anche nel territorio di Ostia, l’affluenza era stata del 52,8%, quindi in quattro anni si sono persi oltre 20 punti percentuali. Alle Comunali del 2016, nelle quali non si votò per il Municipio di Ostia in quanto commissariato, l’affluenza era stata del 56,11%.

Chi deve fare autocritica e i conti con se stesso è evidentemente il centrosinistra, escluso dal ballottaggio. “Chi è causa del suo mal – ha detto in una nota Fabrizio Cicchitto di Alternativa Popolare – pianga se stesso. Un centrodestra molto spostato a destra come è avvenuto a Ostia va incontro a una inevitabile sconfitta”.

Ma chi deve fare autocritica è soprattutto il centrosinistra che non è giunto, come in Sicilia d’altronde, al ballottaggio sancendo un distacco preoccupante dal proprio elettorato. “Per quanto rappresenti un test limitato in una procedura elettorale di ballottaggio – afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio – la diserzione delle urne ad Ostia confermerebbe la preoccupante tendenza di un popolo che non partecipa più al rito democratico del voto. L’Italia così si restringe solo alla parte di elettorato che esercita il diritto di voto e che rischia di diventare minoritaria. E’ un problema serio, di cui tutta la politica deve farsi carico: non aiuta certamente a ricomporre il rapporto con la gente il teatrino delle trattative tra sigle per i patti di coalizione. Aiuterebbe, invece, l’attenzione ai contenuti e alle idee”. Athos de Luca del Partito e candidato presidente del Pd offre la sua lettura del voto: “Le vicende di Casa Pound, degli Spada e l’incendiodella sede PD, hanno spinto molti elettori del centro-sinistra ad andare a votare contro la destra. Premiati, così, immeritatamente i 5 Stelle incapaci di governare e di voltare pagina nel X Municipio, contro i poteri paralleli, mafiosi e lobbisti che condizionano la vita democratica e l’emancipazione sociale, economica e culturale del territorio. Un territorio che ha urgente bisogno di ripristinare la legalità, isolare la criminalità, il malaffare e dare nuove opportunità di sviluppo,di lavoro e di benessere alla comunità di Ostia”. E conclude: “Il PD condurrà una forte e costruttiva opposizione senza sconti per nessuno,sulla legalità,sulle mafie,sull’occupazione delle case, sull’uso delle spiagge, sugli allagamenti e sul turismo denunciando le inerzie, le inefficienze e le connivenze della nuova giunta”. Resta inevaso comunque il tema dominante di queste elezioni. Il distacco e il disinteresse con cui i cittadini guardano la politica. Quasi fosse una cosa che non li riguardasse. Una astensione che suona come un campanello d’allarme che non va sottovalutato. L’astensione di massa è il primo pericolo della democrazia e quando a prevalere è l’abbandono diventa concreta la possibilità che a prevalere sia solo la risposta più dannosa e inutile: quella del populismo.

Parlando del confronto del centrosinistra e delle coalizione in viste delle politiche del prossimo anno, il segretario del Psi Riccardo Nencini ha parlato di “buone novità” con Pisapia. E “Fassino sta facendo un ottimo lavoro di cucitura su un progetto, che è quello di una coalizione riformista ampia. Ci sarà un incontro tra Fassino e Speranza” ma “temo che non sortirà effetti perché la loro scelta comunque è esattamente quella che hanno fatto in Sicilia”. “Mi pare che il primo obiettivo – ha aggiunto in riferimento a Mdp e alle altre forze della sinistra – come spesso è accaduto a certa sinistra massimalista, è provocare la sconfitta di chi ti è vicino. È successo in Sicilia, è successo con due crisi del Governo Prodi provocate da Rifondazione comunista ed è successo nel primo governo di centrosinistra Nenni-Moro-Fanfani”. Per Nencini “lascia stupefatti la chiusura da parte di Mdp e da parte di uomini come Bersani che hanno una cultura forte di Governo” rispetto al “lavoro che si sta facendo, con la disponibilità a costruire un progetto comune per l’Italia e quindi un’apertura vera”.

Psi, arrivano i punti per il programma di governo

bandiera-psi

Continua il giro di “consultazioni” di Piero Fassino per sondare il campo all’interno del frastagliato mondo del centro sinistra per capire chi sarà disponibile a una alleanza riformista. Oggi ha incontrato anche Romano Prodi, ideatore e fondatore dell’Ulivo.

“È stato un incontro molto positivo”. Ha detto Fassino. “Prodi come padre dell’Ulivo e del Pd condivide e apprezza l’iniziativa che sto perseguendo per realizzare una comune strategia del centrosinistra. Anche incoraggiato da questo incontro – ha sottolineato Fassino – proseguirò i miei colloqui con i diversi esponenti del centrosinistra”. “Anche incoraggiato da questo incontro proseguo ora i miei colloqui. Dopo l’incontro di lunedì con Emma Bonino, Magi e Della Vedova, ieri ho incontrato i rappresentanti di Italia dei Valori, del Partito socialista italiano, Democrazia Solidale. Poi vedrò i Verdi e entro la settimana Giuliano Pisapia e i dirigenti di Campo progressista”, ha detto Fassino. A Bersani, Fassino dice: “La domanda che sale dal popolo di centrosinistra è una domanda di unità, non di divisione. Tutti dovrebbero tenerne conto”.

Intanto il Psi ha messo a punto, alla presenza del Segretario del partito, Riccardo Nencini, le proposte programmatiche scaturite dalla kermesse socialista di Milano del 10 e 11 novembre, dal titolo “Meriti e Biosgni 2.0’. Saranno i punti per il programma di governo che il Psi intende promuovere anche in vista delle prossime elezioni politiche. Sostegno a studenti meritevoli che frequentano l’università lontani dalla propria città d’origine e che non hanno la possibilità di avere il sostegno della propria famiglia; un piano casa per fronteggiare l’emergenza abitativa di intere famiglie che si trovano nella condizione del bisogno, da finanziare con un nuovo fondo pubblico che sostituisca i fondi ex Gescal; l’approvazione in questa legislatura della legge che riconosce i diritti dei cittadini nati in Italia; rimettere al centro le riforme istituzionali – dell’elezione diretta delle città metropolitane alle macroregioni al voto ai sedicenni nelle amministrative – da affrontare con una Assemblea Costituente.

Centro sinistra. Psi: Con Fassino confronto positivo

fassinoIniziano gli incontri nel centrosinistra per mettere in piedi il tentativo di ricostruire una alleanza di centrosinistra. Il compito di un giro di consultazioni è stato affidato all’ex segretario del Pd Piero Fassino. “Fassino è una garanzia, se non ci riesce lui.…”, ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, a gli chiedeva del tentativo di ricostruzione del centrosinistra. Tra gli incontri di oggi quello con il presidente del Senato Pietro Grasso. Un incontro che, a quanto si apprende da fonti vicino alla presidenza, è stato dello stesso tenore di quelli che il presidente Grasso ha avuto in questi giorni con numerosi altri esponenti delle forze di centrosinistra che queste settimane hanno chiesto un incontro al presidente.

Fassino ha incontrato anche il segretario del Psi Riccardo Nencini che ha parlato di “confronto fruttuoso e positivo. Non sarà l’ultimo. C’è tanto di cui discutere”. Il segretario del Psi ha detto di condividere “l’ipotesi di una lista della sinistra riformista che si presenti alle prossime elezioni con un programma serio e concreto, che non disperda il lavoro fatto dai due governi precedenti ma che fissi nuovi punti su cui lavorare: diritto alla casa, riforme istituzionali, lavoro”.

Il punto dirimente sul quale il centrosinistra e l’arcipelago a sinistra del Pd deve trovare un accordo è un programma serio bastato sulla tutela e la creazione di lavoro. Lo ha spiegato il  responsabile lavoro del Psi e membro della segreteria nazionale, Luigi Iorio, che ha aggiunto: “Un’alleanza che parta dal Jobs Act e che lavori per migliorarlo. Un provvedimento tra l’altro già votato anche da Speranza e Bersani”. Secondo Iorio “il Jobs Act, con tutte le osservazioni che si possono sollevare sul provvedimento, ha fatto crescere l’occupazione nell’ultimo anno. I dati Istat infatti sono chiari: siamo ritornati ai livelli occupazionali precedenti al 2008, registrando nel 2017 un aumento di 294 mila occupati sull’anno. Il Governo Renzi prima e quello Gentiloni poi hanno avuto il pregio di contribuire a rilanciare l’economia e l’occupazione del Paese. Entrambi governi che hanno visto i socialisti protagonisti. E’ il motivo per il quale, al netto dei rancori personali – ha proseguito – occorre uno sforzo per ricercare punti d’incontro. Dunque una coalizione tra partiti riformisti che da sempre nella loro agenda affrontano temi quali i diritti civili, la libertà individuale e il valore dell’antifascismo. Ma soprattutto – ha concluso – che considera  il lavoro come pietra miliare”- ha concluso.

Ha chiesto invece ulteriori chiarimenti Campo Progressista. “Nella direzione di lunedì del Partito democratico – si legge in un comunicato – finalmente, sembra si sia posto fine almeno al mito dell’autosufficienza. L’apertura a verificare le condizioni per una coalizione di centrosinistra larga e inclusiva è un passo in avanti. Ma c’è ancora molto da fare. Al momento, non c’è un’analisi seria e sincera sulla condizione del Paese, nonché nessun fatto politico sui contenuti che vada incontro alla discontinuità che abbiamo sempre chiesto. Cosi’ come resta vago il perimetro di un’eventuale coalizione e inadeguate le rassicurazioni sul fatto che non ci saranno larghe intese dopo il voto”

“Alla nostra assemblea – spiega Cp – abbiamo fatto un ultimo appello e chiesto a Pd, Mdp e forze del centrosinistra di uscire dall’autoreferenzialità e di aprire alla possibilità di iniziare un nuovo corso che possa davvero farci capaci di battere le destre. Per questo, non ci sottrarremo al confronto con il Partito Democratico per verificare fino in fondo la possibilità di dar vita a un nuovo centrosinistra. Senza pregiudizi e senza sconti”, si legge ancora nella nota.

Nencini: “Per il centrosinistra è tempo di responsabilità”

Camera fiduciaSi apre il dibattito nel centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche. La legislatura vede la sua fine naturale nella prossima primavera. Dopo la bocciatura da parte della Consulta dell’Italicum, i partiti si trovano a confrontarsi con un altro sistema elettorale, quello previsto dal Rosatellum bis che, al contrario del sistema cassato, rimette al centro il ruolo delle coalizioni capovolgendo di fatto l’impostazione voluta inizialmente da Renzi. Ovviamente i programmi sono al centro di ogni campagna elettorale, ma altrettanto ovvio è che i partiti si attrezzano a seconda del sistema di voto. E in Italia, sappiamo, che le leggi elettorali sono spesso soggette a cambiamenti. Dopo gli anni di proporzionale della prima Repubblica, si è passati al Mattarellum, poi al Porcellum, successivamente all’Italicum (approvato ma mai usato) e infine al Rosatellum bis. La direzione del Pd di lunedì scorso ha rimesso al centro il ruolo delle coalizioni con il riconoscimento da parte del segretario Dem della necessità di allargare il campo. Concetto rilanciato anche nella e news del segretario: “Siamo pronti a fare un’alleanza larga senza mettere veti, senza personalismi”.

“Per il centrosinistra è tempo di responsabilità, per non consegnare il Paese alle destre o al populismo” ha detto il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, intervenendo nel dibattito sulle alleanze. “Bisogna contare in una coalizione larga”- ha aggiunto – “che comprenda i centristi, le forze riformiste, laiche, ambientaliste ed europeiste e scrivere urgentemente un programma comune che parta dalle cose buone fatte dagli ultimi due governi, per sottoscriverlo con gli italiani. Noi stiamo lavorando per questo”- ha proseguito. Mi auguro che presto si possa discutere insieme attorno ad un tavolo e fissare dei paletti sul programma: tutela del lavoro a tempo indeterminato, Europa federale con un unico ministro del tesoro europeo, inserire la casa tra i pilastri del nuovo welfare, riforme istituzionali da affrontare con una Assemblea Costituente. La proposta avanzata ieri da Renzi è convincente. In concreto la discuteremo nelle prossime ore quando lo incontreremo” – ha concluso.

L’apertura di Renzi verso una coalizione elettorale ampia è stata valutata positivamente anche dal coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: “Abbiamo chiesto un incontro per verificare le compatibilità programmatiche che sino ad oggi sono state difficili tra Verdi e PD. Riteniamo che in questa fase difficile per il Paese, che rischia di consegnare il paese alle peggiori destre e alla demagogia, sia necessario che prevalga il senso di responsabilità. Noi questa responsabilità la sentiamo e la vogliamo praticare ma è necessario che si sia un ascolto vero alle istanze ecologiste. Per noi la priorità è affrontare il tema dei cambiamenti climatici, questo vuol dire un Piano strutturale sul consumo suolo, un Piano energetico 100% rinnovabili e uno sulla mobilità sostenibile, politiche diverse nelle politiche ambientali ed economiche alle crisi industriali del nostro paese e un piano per la tutela della biodiversità”. “Proprio per questo – ha concluso Bonelli – è in programma nei prossimi giorni un incontro tra i Verdi e il PD. I Verdi lavorano anche affinché continui l’importante e coraggioso lavoro di Pisapia con Campo Progressista e per unire i Radicali italiani e i socialisti in una grande lista europeista, ecologista e dei diritti”.

Nel dibattito è intervenuto anche l’ex segretario del Pd Piero Fassino. “Sto lavorando in queste ore – ha detto – a un’agenda di incontri con i segretari di partito e gli esponenti di tutto l’arco del centrosinistra. Da domani inizierò un primo giro di colloqui che avranno carattere istruttorio per valutare insieme ai miei interlocutori come proseguire un confronto che possa portare alla costruzione di un centrosinistra inclusivo e largo”. “Contatti sono in corso con Campo progressista, Articolo 1-Mdp, Possibile, Sinistra italiana, Radicali italiani, Verdi, Italia dei valori, Socialisti. Naturalmente – ha spiegato Fassino – gestirò gli incontri in contatto quotidiano con Renzi, il vicesegretario Martina, il coordinatore Guerini e con gli altri dirigenti della segreteria e delle minoranze del Partito democratico”.

Ginevra Matiz

TEMPO DI COALIZIONE

pd mdpUna coalizione ampia che dalla sinistra arrivi fino a comprendere i moderati che hanno condiviso il lavoro del governo di questi anni. Un confine largo, insomma, un centrosinistra inclusivo che miri ad unire. È in sintesi quanto detto dal segretario del Pd Matteo Renzi della direzione del partito a pochi giorni dalle elezioni Siciliane. “Partiamo dalla situazione politica e lasciamo gli altri punti all’ordine del giorno ad una prossima riunione” ha esordito Renzi sottolineando che serve uno sforzo unitario “a partire dal sottoscritto”. Un cambio di linea a cui diversi fattori hanno contribuito nel tempo. Dalle legge elettorale che premia le coalizione alla consapevolezza che il Pd da solo non è in grado di accentare su di sé quei voti che gli mancano per diventare, da solo, maggioranza. Quel 40% alle europee suona sempre più come un lontano ricordo. Da qui la consapevolezza che è essenziale il contributo di tutti. “Dobbiamo rivendicare con forza – ha detto ancora Renzi – ciò che abbiamo fatto”. “Con la coalizione che faremo – ha aggiunto – siamo già oggi avanti agli altri”. “Dobbiamo – ha detto ancora – avere un progetto vero con chi vuole condividerlo. Vogliamo o non vogliamo aprire un dibattito serio al nostro centro e alla nostra sinistra?, si chiede il segretario dem che poi ha sottolineato: il jobs act ha fatto oltre 900 mila posti di lavori, nei primi anni, con gli incentivi, si è trattato di posti di lavoro indeterminato. Ora siamo disponibili ad una lotta ulteriore al precariato. Renzi ha poi parlato dell’immigrazione: gli sbarchi sono diminuiti, 50mila in meno di un anno. Poi tutti noi sappiamo che c’è bisogno di una grande scommessa su Libia e Africa. Infine sulle tasse: “Qualcuno di voi può pensare che gli 80 euro siano stati un errore? Se si vuole fare un dibattito alto e serio – ha argomentato l’ex premier – noi ci siamo”.

Renzi ha assicurato che “non metteremo alcun paletto a una coalizione più larga possibile. Anzi, sarà nostra cura allargare la coalizione il più possibile”. Per Renzi bisogna tenere un confronto aperto anche con l’ala moderata e centrista affinché non venga risucchiata da Berlusconi. E poi su chi si è allontanato dal Pd: “Nessun veto su Mdp, sul movimento di Civati e su SI ma chi vuole rompete non troverà da noi nessuna sponda. Renzi ha poi spiegato che deve esserci un dialogo aperto con tutti. Con i Verdi, con i socialisti, con l’Italia dei Valori e in primis con Pisapia.

Insomma un fronte “aperto” ad una coalizione larga del centrosinistra con il Psi, Radicali , Mdp, Cp, Si e altri: “Il segretario del Pd – ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini commentando l’intervento di Matteo Renzi alla direzione – è stato chiaro: alle prossime elezioni politiche ci sarà una coalizione di centro sinistra. Ora non ci sono più alibi per nessuno. Mettersi al lavoro subito è la strada maestra”. E in riferimento all’intervento di Pisapia al convegno di Campo Progressista Nencini ha aggiunto: “Ho ascoltato con attenzione l’intervento di Pisapia. C’è spazio per allargare il fronte della sinistra riformista, c’è l’interesse comune a fermare derive populiste e di destra. Mi aspetto che il Pd colga questa opportunità con l’urgenza che il tempo richiede”.

Interesse alla arriva anche dai radicali: “La nostra lista europeista – ha detto Riccardo Magi, segretario di Radicali italiani, dopo l’incontro con Renzi al Nazareno – nasce come opzione prima di ogni apparentamento, perché questa legge promuove apparentamenti non coalizioni. Con il Pd abbiamo avuto un incontro serio: è l’apertura di un percorso che richiedera’ altri passaggi”.  Benedetto Della Vedova, di Forza Europa, ha aggiunto: “Oggi si è avviato un percorso franco, serio, mi auguro utile ma che dovrà avere nelle prossime settimane uno sviluppo. Ci sono punti col Pd di contiguità e altri di diversita’”.

Un sostengo convinto e immediato è arrivato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini favorevole alla necessità di una coalizione ampia e critico alla visione “solitaria” del Pd. “Un applauso convinto alla relazione di Matteo Renzi che apre alla costruzione di una alleanza di tutto il centrosinistra” è la sua risposta su twitter. Ma da Mdp le prime reazioni sono state fredde: “Una maggiore sintonia possibile fra il Pd ed Mdp?. Non lo so – ha risposto Pierluigi Bersani – bisogna vedere cosa dice sul resto perché lui si preoccupa sempre di rivendicare quello che s’è fatto. Purtroppo c’è qualche milione di elettori che non è d’accordo. Non è Bersani o Speranza, sono gli elettori che non sono d’accordo; che hanno un giudizio critico su tante cose che si sono fatte e che vedono che a dispetto delle affermazioni che siamo usciti dalla crisi, abbiamo dei problemi, a cominciare da quello del lavoro. E quindi staremo a vedere, seguiamo il resto della discussione. Basta che si sappia che le chiacchiere stanno a zero, ci vogliono dei fatti”.

Elezioni Sicilia. Nencini: “Ora rimboccarsi le maniche”

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“Inutile girarci intorno. È una battuta d’arresto, anche se la lista di socialisti e civici, Sicilia Futura-Psi, ha raggiunto il 6 % dei voti”. È il commento del segretario del PSI, Riccardo Nencini, ai risultati delle elezioni siciliane. “C’è solo da rimboccarsi le maniche – ha aggiunto – rafforzando la coalizione riformista. È urgente che il Segretario del Pd convochi un tavolo con tutti gli alleati per discutere un patto con gli italiani”- ha proseguito. “Sin da venerdì prossimo a Milano – ha detto Nencini riferendosi alla kermesse socialista “Meriti e bisogni 2.0″ del 10 e 11 novembre – i socialisti chiameranno al confronto i partiti della sinistra di governo. È il momento di aprirsi – ha proseguito – abbandonando rancore e nostalgia del passato per sottoporre quanto prima agli italiani, attraverso primarie delle idee, un programma che abbia come priorità la frontiera europea e la lotta al bisogno”- ha concluso il segretario del Psi.

Anche il senatore socialista Enrico Buemi ha parlato delle prospettive del centrosinistra. “Il contributo dei socialisti è indispensabile per ampliare la capacità di coinvolgimento dei cittadini da parte delle forze politiche del centrosinistra, in modo da interpretare con obiettivi unitari le diverse sensibilità che hanno caratterizzato nel passato e nel presente la politica nella Regione e nel Paese” ha detto Buemi nel corso della Conferenza regionale del partito che lo ha confermato segretario regionale del Piemonte Psi, mentre il già senatore ugenio Bozzello è stato chiamato alla presidenza onoraria.

“L’apporto della cultura di governo e di sensibilità verso le problematiche sociali e i diritti individuali dei cittadini, da sempre caratteristica dell’impegno politico dei socialisti, si ritiene indispensabile per un rilancio del centrosinistra, che sta vivendo una difficile fase politica – ha concluso Buemi – e che ha bisogno di recuperare senso unitario, pur nella diversità delle proprie radici e della capacità di interpretare le esigenze del cambiamento”. E la portavoce del Partito Maria Cristina Pisani ha aggiunto: “Nonostante lo scenario complessivo, in Sicilia, la lista supera il 6% e Nino Oddo raggiunge un ottimo risultato. Chapeau a lui, alle compagne e compagni siciliani per la passione, la determinazione, l’entusiasmo con cui hanno lavorato. Bravo Nino, andiamo avanti con la tenacia e il coraggio di sempre!”. E Nino Oddo, Così, segretario Regionale del Psi, aggiunge: “Ringrazio i candidati socialisti che si sono spesi all’interno della lista Sicilia Futura – PSI alle regionali di domenica contribuendo al 6% conseguito dalla lista. Risultato assolutamente positivo, tenuto conto del contesto non certo incoraggiante del centrosinistra. Questo sforzo consente al PSI di rimanere in campo non solo in Sicilia e certifica l’esigenza di costruire alle politiche di primavera una lista che integri la presenza elettorale del PD”.

Intanto resta l’attesa per gli appuntamenti di questa settimana: tra sabato e lunedì, infatti, si riuniranno Campo progressista e Pd, già oggi l’assemblea dei parlamentari e degli eletti. Archiviate le elezioni in Sicilia e registrata la sconfitta di tutte le anime del centrosinistra si rimette mano alle alleanze. I pontieri sono già all’opera per evitare che una divisione porti alla sconfitta anche a livello nazionale. Per questo nel Pd si è deciso di non alzare lo scontro interno e Dario Franceschini ha avanzato un suo ‘lodo’: una “alleanza con le forze che ci stanno nel campo del centrosinistra”, “ognuno con il proprio simbolo e il proprio leader” senza prefigurare fin da ora il candidato premier in caso di vittoria, visto che il Rosatellum non lo prevede. Un ‘lodo’ che sarà valutato nelle prossime ore e nei prossimi giorni: lo stesso Renzi ha ipotizzato che non si indichi il premier fin da ora. Domenica si terrà la convention di Campo progressista e i pontieri si attendono già da quell’appuntamento un segnale di apertura e altrettanto sperano possa venire da Mdp, a maggior ragione dopo l’incontro di ieri di Pietro Grasso con Giuliano Pisapia. Certo, si dovranno posare le polveri dopo gli scontri anche personali degli ultimi giorni, ma il risultato siciliano è sotto gli occhi di tutti e potrebbe avere convinto più d’uno che alimentare le divisioni porta alla sconfitta, tanto più che a fronte si un centrodestra che si sta ricompattando. Lunedì poi si terrà la direzione Pd, il segretario indicherà la sua road map e a quel punto saranno in campo tutti gli elementi per decidere.

RIMBOCCARSI LE MANICHE

sicilia cartina

Finito il conteggio delle schede, il Movimento cinque stelle si conferma il primo partito in Sicilia. Lo era anche cinque anni fa con circa il 15% dei consensi, ma questa volta ha quasi raddoppiato i suoi voti ora ufficializzati dall’Ufficio elettorale, certificando un 26,67% (513.359 voti); da sottolineare che il consenso al candidato Giancarlo Cancelleri è ben superiore, pari al 34,65% e 722.555 preferenze, avendo calamitato buona parte del voto disgiunto. La coalizione del centrodestra che ha spinto la vittoria di Nello Musumeci (39,8%) vale il 42% (809.121), con Forza Italia a guidarla e che è il secondo partito all’Ars con il 16,37%. Il campo del centrosinistra vale il 25,4% (488.939 voti; ben oltre il risultato di Fabrizio Micari, al 18,6%, che, a differenza di Cancelleri, ha pagato il voto disgiunto); a guidarlo il Pd (13%)

“Inutile girarci intorno. È una battuta d’arresto, anche se la lista di socialisti e civici, Sicilia Futura-Psi, ha raggiunto il 6 % dei voti”. È il commento del segretario del PSI, Riccardo Nencini, ai risultati delle elezioni siciliane. “C’è solo da rimboccarsi le maniche – ha aggiunto – rafforzando la coalizione riformista. È urgente che il Segretario del Pd convochi un tavolo con tutti gli alleati per discutere un patto con gli italiani”- ha proseguito. “Sin da venerdì prossimo a Milano – ha detto Nencini riferendosi alla kermesse socialista “Meriti e bisogni 2.0″ del 10 e 11 novembre – i socialisti chiameranno al confronto i partiti della sinistra di governo. È il momento di aprirsi – ha proseguito – abbandonando rancore e nostalgia del passato per sottoporre quanto prima agli italiani, attraverso primarie delle idee, un programma che abbia come priorità la frontiera europea e la lotta al bisogno”- ha concluso il segretario del Psi.

Anche il senatore socialista Enrico Buemi ha parlato delle prospettive del centrosinistra. “Il contributo dei socialisti è indispensabile per ampliare la capacità di coinvolgimento dei cittadini da parte delle forze politiche del centrosinistra, in modo da interpretare con obiettivi unitari le diverse sensibilità che hanno caratterizzato nel passato e nel presente la politica nella Regione e nel Paese” ha detto Buemi nel corso della Conferenza regionale del partito che lo ha confermato segretario regionale del Piemonte Psi, mentre il già senatore ugenio Bozzello è stato chiamato alla presidenza onoraria.

“L’apporto della cultura di governo e di sensibilità verso le problematiche sociali e i diritti individuali dei cittadini, da sempre caratteristica dell’impegno politico dei socialisti, si ritiene indispensabile per un rilancio del centrosinistra, che sta vivendo una difficile fase politica – ha concluso Buemi – e che ha bisogno di recuperare senso unitario, pur nella diversità delle proprie radici e della capacità di interpretare le esigenze del cambiamento”. E la portavoce del Partito Maria Cristina Pisani ha aggiunto: “Nonostante lo scenario complessivo, in Sicilia, la lista supera il 6% e Nino Oddo raggiunge un ottimo risultato. Chapeau a lui, alle compagne e compagni siciliani per la passione, la determinazione, l’entusiasmo con cui hanno lavorato. Bravo Nino, andiamo avanti con la tenacia e il coraggio di sempre!”.

Intanto resta l’attesa per gli appuntamenti di questa settimana: tra sabato e lunedì, infatti, si riuniranno Campo progressista e Pd, già oggi l’assemblea dei parlamentari e degli eletti. Archiviate le elezioni in Sicilia e registrata la sconfitta di tutte le anime del centrosinistra si rimette mano alle alleanze. I pontieri sono già all’opera per evitare che una divisione porti alla sconfitta anche a livello nazionale. Per questo nel Pd si è deciso di non alzare lo scontro interno e Dario Franceschini ha avanzato un suo ‘lodo’: una “alleanza con le forze che ci stanno nel campo del centrosinistra”, “ognuno con il proprio simbolo e il proprio leader” senza prefigurare fin da ora il candidato premier in caso di vittoria, visto che il Rosatellum non lo prevede. Un ‘lodo’ che sarà valutato nelle prossime ore e nei prossimi giorni: lo stesso Renzi ha ipotizzato che non si indichi il premier fin da ora. Domenica si terrà la convention di Campo progressista e i pontieri si attendono già da quell’appuntamento un segnale di apertura e altrettanto sperano possa venire da Mdp, a maggior ragione dopo l’incontro di ieri di Pietro Grasso con Giuliano Pisapia. Certo, si dovranno posare le polveri dopo gli scontri anche personali degli ultimi giorni, ma il risultato siciliano è sotto gli occhi di tutti e potrebbe avere convinto più d’uno che alimentare le divisioni porta alla sconfitta, tanto più che a fronte si un centrodestra che si sta ricompattando. Lunedì poi si terrà la direzione Pd, il segretario indicherà la sua road map e a quel punto saranno in campo tutti gli elementi per decidere.