BLOG
Giorgio Sessa

‘Voce acustica’. Anna Oxa canta i suoi successi in versione unplugged

Anna Oxa-liveSi apre con la fossatiana “Tutto l’amore intorno”, la tappa romana della tournée “Voce Acustica” di Anna Oxa, Lei, elegante nel suo completo-kimono di lino bianco, scalza sul palcoscenico della Sala Sinopoli delll’Auditorium Parco della Musica. Scevra da “infrastrutture” per dar spazio alla voce, capace di riprodurre sonorità di tutti i generi, dal pop al rock all’afro-jazz al lirico. E Fossati ritorna più avanti nell’esecuzione di “Un’emozione da poco” che la lanciò prepotentemente tra le star della musica italiana, nel lontano 1978. Un successo che dura da 37 anni, con un vasto repertorio in cui la nostra va a ripescare a piene mani, tra quegli autori che le hanno regalato alcune perle compositive come Roberto Vecchioni (“Francesca (con i miei fiori)” e “A lei”, ndr).

Bellissime le rielaborazioni di “Pelle di serpente” e “Controllo totale”, ma anche le riproposizioni delle piuùrecenti “(The) Dance” e Haiku” (forse, il punto più alto della performance). “Donna con te” trova una sua versione più intimista, così come “Ti lascerò'” acquista una dimensione più materna, si trasforma in una dichiarazione d’amore genitoriale. Non può non esserci “Quando nasce un amore”. Anna OxaCosì come ritroviamo “Oltre la Montagna”, “Pagliaccio azzurro”, “Senza pietà'” e “Tutti i brividi del mondo”.

Non è nemmeno mancato il momento-sermone con una “lettera ai giovani”, inizialmente accompagnata dai tre bravissimi poli-strumentisti. Un invito ad indagare nella propria esistenza, e a non farsi guidare dal sistema. Che, però, ha un po’ distolto dall’atmosfera raccolta che si era creata. E una piccola lezione sugli strumenti alternativi che i tre artisti portano con loro sul palco, tra cui una bella caraffona d’acqua per riprodurre sonorità primarie quasi inimmaginabili o, semplicemente, dimenticate. Bis netto su “Ondeia”, ormai annoverato nel repertorio di Anna Oxa che questa sera si esibirà al ‘Gran Teatro Geox’ di Genova.

Giorgio Sessa

Il tour di Alice
parte da Roma
e incanta il pubblico

Alice

La I tappa del Tour di Alice, cantante forlivese e splendida sessantenne, approda all’Auditorium Parco della Musica, nella raccolta Sala Petrassi, perfetta per la raffinata interprete e appena tre musicisti. E’ un modo per tenere “Il contatto” (prendendo a prestito il titolo di uno dei brani in scaletta) col suo pubblico. Due ore di singolare raffinatezza ed atmosfera: apre lei, da sola, alle tastiere, sulle note della struggente “Nel resto del Tempo” (da “Charade” del ’95), elegante di bianco vestita.

La raggiungono, poi, i musicisti e si entra nel pieno del nuovo “Weekend”, dipanato quasi interamente a partire dal singolo “Tante belle cose”, cover di Francoise Hardy tradotta dall’amico Battiato, ripresa poi nel bis (“è un brano a cui sono molto legata, perché l’ho cantato in un momento particolare della mia vita”, dirà prima di accomiatarsi). Si sente, però, la mancanza della ritmica nell’esecuzione in solitaria di “Da lontano”, e una cassa disturba la pulizia d’un suono che ha portato qualche ascoltatore meno attento ad assopirsi.

Ma si sa che Alice è ormai distante dalle meccaniche dell’industria e del suono per la massa. Più che mai, esegue una scaletta per addetti ai lavori, per i suoi affezionati, assecondando i suoi gusti, eseguendo ciò che vuole in questo momento, in una sequenza di pezzi ancora abbozzata, tant’è vero che lei stessa si sbaglia e si alza in piedi laddove era prevista una più prolungata seduta alla tastiera. alice.Una tastiera che suona, suona spesso, anche riproponendo brani storici come le bellissime “Nomadi” di Camisasca e “Prospettiva Nevsky” di Battiato; dello stesso, esegue anche “Veleni”, la canzone esclusa dal Sanremo 2014 di Fazio, e facente parte sempre dell’ultimo cd.

Non è mancato l’omaggio a Giuni Russo con “A cchiù bella cosa”, su versi di Toto, incluso nel precedente “Samsara” e nel Live del 2009; cosi’ come quello a Giorgio Gaber con la toccante “Non insegnate ai bambini”, che aveva inserito nello splendido “Viaggio in Italia” del 2004. Il bis e’ servito per andare a pescare nel periodo di maggiore successo dell’interprete: “Per Elisa”, in versione meno aggressiva; “Messaggio”, in cui la voce rivela tutta la sua vibrante duttilità e i “Treni di Tozeur”, che la vide protagonista, in coppia con Battiato, sul palco dell’EuroFestival 1984.

Giorgio Sessa