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Giovanna Miele

La fiducia tradita

Che Roma fosse una realtà tremendamente complessa da governare lo abbiamo sempre saputo. Che avesse bisogno di un deciso  cambio di passo per modernizzare ed offrire un nuovo decoro alla sia Amministrazione lo abbiamo sostenuto fino a farne l’asse portante della nostra ultima campagna elettorale. Senza, purtroppo, essere riusciti dar forza e capacità di persuasione al nostro messaggio. E questo è storia.

Ma chi – sull’ondata di un ribellismo montante e di martellanti slogan tendenti a “far piazza pulita” – le elezioni le ha vinto, oggi  – a oltre  due anni di distanza  – ce lo vuole presentare un minimo di bilancio di metà mandato? Certo che no – Ed è, almeno umanamente, comprensibile. A nessuno piacerebbe raccontare la cronaca di un clamoroso fallimento. Fallimento su tutta la linea. E poi: chi ci dovrebbe narrare le magnifiche sorti e progressive dell’Amministrazione dei 5  Stelle?  La Sindaca Raggi no, poverina: lei non sa, non c’era, e se c’era dormiva…Lei non guida la Giunta, lei “ è parte lesa”!

Si potrebbe dire che o è una bugiarda che mente per la gola, o è consapevole di essere così impreparata e così inadatta al ruolo da accettare supinamente di essere “surrogata” ad ogni piè sospinto.

In entrambi i casi un disastro. Qui non si tratta  di speculare su clamorosi fatti di cronaca giudiziaria. Su questo siamo e restiamo garantisti. Chi ha violato la legge pagherà: quando lo dicono Di Maio e Salvini scoprono solo l’acqua calda perché è ovvio che sia così. No. Qui si tratta di una valutazione tutta politica, che interroga severamente chi ha chiesto ai cittadini romani un mandato per essere ben governati, per il cambiamento (finora solo in peggio), per l’onestà, per restituire la dignità alla Capitale d’Italia.

Per onestà – almeno intellettuale – e per decoro – almeno morale – Movimento 5 Stelle e Sindaca Raggi chiedete scusa, togliete il disturbo e restituite la sovranità al corpo elettorale, così platealmente ingannato e tradito.

Giovanna Miele

Uomini che odiano le donne: diciamo basta alla violenza e non solo l’8 marzo

Violenza-donneLe statistiche sono agghiaccianti: in Italia viene uccisa una donna ogni due giorni. La cosa inquietante è che si tratta di un dato costantemente in crescita. Un fenomeno che non si riesce ad arginare, nonostante la repulsione montante dell’opinione pubblica e le misure di prevenzione, che, per quanto ancora insufficienti, tuttavia sono in campo. Allora il quesito che si pone è: come sconfiggere un fenomeno così aberrante e inaccettabile? Il primo passo da compiere sarebbe quello di modificare l’assurdo concetto del maschio dominante. Nonostante la grande cassa di risonanza mediatica che vi è su questi temi, sono ancora molte le donne che non riescono a reagire in modo adeguato a questo fenomeno, che,  sicuramente in buona fede, le attanaglia. Continua a leggere

Perché votare un partito antico come il Psi, è l’atto più moderno per un giovane

Giovani-voto-PsiBisogna innanzitutto calarsi a fondo nella realtà che vive il mondo giovanile del nostro tempo. I nostri giovani sono generalmente in possesso di buoni livelli di istruzione, sono in grado di utilizzare e dominare le moderne tecnologie. Attraverso di esse riescono a sprovincializzarsi, a sentirsi cittadini del mondo. Proprio per questo le scarsissime opportunità di futuro che attualmente offre loro la nostra società li pongono in una condizione di sfiducia, quando non di aperta contestazione nei confronti della politica. D’altra parte i modelli che gli sono stati offerti in modo largamente prevalente hanno avuto caratteristiche che oggettivamente non sono stati né formativi, né suscettibili di suscitare passione politica, voglia di partecipazione, stimoli a rendersi protagonisti del proprio avvenire. Il moltiplicarsi di partiti personali, degli affidamenti fatalistici al carisma dei grandi leader (o presunti tali), l’immagine che la Politica potesse essere tranquillamente affidata a “dilettanti allo sbaraglio” non hanno fornito certamente esempi capaci di suscitare il gusto a partecipare attivamente alla costruzione di una democrazia consapevole e compiuta. Continua a leggere